Temi partecipanti provenienti dalla Croazia, Slovenia – Categoria “ 2 medie superiori :

 

 

PULCINO  ISTRIANO                        Deni  Vlačić 

          I  classe  Linguistica 

                                                                                  Scuola Media Superiore croata  “ Mate Blažine – Albona

 

Come immagini il futuro del tuo paese nella comune casa europea?

Mamma chioccia.

Quando entreremo in Europa non si sa, so soltanto che dovevamo già esserci. Siamo un piccolo paese ma questo non vuol dire che non siamo degni di entrare nell'Unione Europea, anzi facciamo del nostro meglio e stiamo tenendo fede all'impegno assunto per quanto riguarda la collaborazione con il Tribunale dell'Aja con una sola eccezione, Ante Gotovina, il generale in stato di accusa dal 2001 sospettato per crimini di guerra. Irreperibile, non lo si trova da nessuna parte, neanche a cercarlo con la candela. Carla Del Ponte non concede sconti. Così noi invece di esserci dentro, siamo fuori.

Un'Europa insomma che dovrebbe credere nella buona fede della nostra Croazia, impegnata a dimostrare di aver fatto tutto il possibile per trovare e arrestare il generale scomparso nel nulla. Prima o poi ci entreremo nell'Unione Europea senza confini e sotto lo stesso cielo. Ma poi dentro la mia opinione è che la strada che stiamo per incamminare non sarà rosea, bisognerà adattarsi a cose nuove. Forse, forse per il commercio e per l'unica valuta può essere un affare positivo, ma ci sono ancora tante altre strade non facili da intraprendere. Si vivrà meglio solo se sarà più lavoro e preso con più impegno. Ma ho i miei dubbi.

Anche le terre piccole possono essere grandi se tutti ce la mettono tutta, come per esempio il Lussemburgo e l'Austria che pur essendo piccole ora vivono meglio. Noi pulcini viviamo felici sotto le ali della Mamma Chioccia - Croazia - Istria. Poi passeremo sotto le ali della Chioccia Europa che per quanto si sforzi ad allargare le sue grandissime ali sempre qualche pulcino rimarrà scoperto. Non può coprirci e pensare a tutti.

Di una cosa sono certo, in Europa o no, sono contento di camminare e di poggiare i piedi sulla mia amata Istria in Croazia.

 

 


 

                                                                       VIVI  E  LASCIA  VIVERE                  Nika  Hrovatin 

  I  classe  

                                                                 Scuola Media Superiore Italiana “ Pietro Coppo – Isola d’ Istria

 

 La grande casa europea

 

 L’altro giorno, mentre a casa ero da sola e indisposta per qualsiasi attività, mi sono messa a sfogliare gli album di fotografie di quand’ero piccola. Anche se di quei tempi non ricordo assolutamente niente, osservando quelle immagini cercavo di tornare indietro nel tempo con il pensiero (e l’immaginazione) e mettermi nei panni dei miei genitori. Mia madre mi mise al mondo quando ancora era molto giovane, a soli vent’anni; ma con una vita sia affettuosa che economica molto stabile. Spesso, quando mia madre si sente giù ed a bisogno di parlare con qualcuno o vede che io sono di malumore mi racconta com’era la vita una volta. Sono nata quando governava Tito e, anche se per poco tempo, sono stata educata sotto il regime comunista e lo spirito della tolleranza. Mio padre sostiene che allora la vita era più facile, si riusciva ad arrivare alla fine del mese con un solo stipendio e senza dover fare tutti i sacrifici come oggigiorno.

La mamma mi racconta anche dell’immensa emozione che ha provato quando ha saputo di esser rimasta incinta (per me) e la gioia che è andata solo aumentando mentre si avvicinava il giorno della mia nascita. Lei adora i bambini; infatti, lavora in un asilo ma dice sempre che quando mi ha preso in braccio per la prima volta ha avuto una sensazione indescrivibile, unica, eccezionale.

Ora sono ormai adulta, ho da poco compiuto diciotto anni e come tutte le persone di questo mondo ho i miei problemi, le mie gioie e i miei obblighi.

A volte mi fermo a pensare che mi piacerebbe avere un rapporto diverso, più aperto, sincero e amichevole con i miei genitori, anche se dubito che sia possibile perché sono ancora nella fase adolescenziale e di conseguenza tendo sempre ad oppormi a ciò che mi viene detto e consigliato. Dall’altro lato però ho la fortuna di aver incontrato una persona stupenda che ha sempre il tempo di ascoltarmi, che fa di tutto per aiutarmi se è possibile e vuole vedermi sempre felice. Quando a casa sono nel bel mezzo di una discussione non vedo l’ora di andare a vivere con il mio ragazzo; ma poi, quando la rabbia mi passa penso a tutto quello che i miei genitori hanno fatto per me, quante cose mi hanno dato l’opportunità di realizzare, quanti sacrifici hanno fato per me-senza mai rinfacciarmi niente e quante volte hanno messo me al primo posto-prima di tutto il resto c’ero sempre io. Pensando a cosa ho fatto io per ricambiarli di tutto ciò mi rendo conto che sono una pessima figlia. Non hanno motivo per esser orgogliosi di me, non mi comporto bene con loro e non mi rendo conto che anche loro sono delle persone in carne ed ossa, con i loro pregi e difetti e i loro punti deboli. Io invece, inconsciamente e da bambina viziata, pretendo che siano sempre a mia disposizione.

Mi sento sempre più stanca e ad un certo punto...

...mi ritrovo su un monte roccioso, con le pareti ripide e i miei piedi sui margini del burrone. Poi guardo giù, ho tanta paura di cadere e cosa succede? Scivolo. Mentre sto precipitando noto che sulla schiena mi sono spuntate delle bellissime ali bianche, come quelle degli angeli. Queste all’improvviso iniziano a muoversi e riprendo quota. Volo, volo e osservo attentamente il paesaggio sottostante.

Il mio sogno e da sempre quello di girare il mondo, visitare paesi stranieri, conoscere la cultura, i costumi, le tradizioni di vita di altri popoli.

Dopo qualche minuto sotto noto dei piccoli puntini variopinti in movimento, mi incuriosisco e decido di avvicinarmi. Mi vedono e mi salutano nella mia lingua con il sorriso sulle labbra. Mi allontano e sotto di me c’è solo una grande distesa verde, sono gli alberi di un bosco. Più in là sento delle grida e in fretta seguo il suono per raggiungere il posto da dove provengono. Passate le montagne scorgo il mare, le grida sono quelle dei pescatori che stanno per andare ad imbarcarsi per guadagnare il loro pane quotidiano. Inizialmente vedendo la mia ombra riflettersi si spaventano, ma poi anche loro mi fanno cenno con la mano di avvicinarmi. Io vorrei tanto avvicinarmi ma in quel preciso istante nel petto sento una specie di crampo che non mi fa scendere tra loro. Davanti agli occhi mi passano le immagini di case, automobili, grattacieli e masse di gente che si muovono in fretta.

Un’ansia e un profondo senso di dovere mi fanno svegliare. Il mio viaggio immaginario però è stato anche utile. Io, infatti immagino l’Unione Europea come un grande e unico continente unito. Anche se le popolazioni di questa congrega hanno religioni, stili di vita e passati completamente differenti ci sono molti fattori che ci uniscono. Se mai avrò dei figli desidero che vivano nella grande casa europea; uniti da un’unica moneta, una lingua comune e la possibilità di viaggiare molto più liberamente; senza mai scordarsi però delle proprie origini, del proprio passato e delle proprie tradizioni.

 


 

TAPAKRA                                            Tamara Markušić  -

 II  classe 

                                                                            Scuola Media Superiore – Pakrac, Slavonia

 

Come immagini il futuro del tuo paese nella comune casa europea?

Anche l'entrata del mio Paese nella comune casa Europea si sta avvicinando, e tutti, chi più  chi meno, ci hanno fatto un pensierino a proposito. Ormai questo fatto è diventato il tema del giorno, basti pensare nelle sale d'aspetto, nei negozi o altri luoghi pubblici, e i vari commenti possono sicuramente attirare anche la nostra attenzione. Forse questa situazione non coinvolge così direttamente noi giovani che siamo propensi di più ad argomenti di svago, ma sicuramente, fa parte dei periodici pettegolezzi degli adulti e degli anziani. Non posso però neanche sostenere che quest'avvenimento ci faccia rimanere del tutto indifferenti, dopotutto, è sempre una " rivoluzione "  che sicuramente avrà molta influenza sul nostro paese, e quindi anche su noi stessi. Non sarebbe del tutto esatto affermare che abbiamo tutti una visione chiara sull'evento perchè credo ci si debba informare più a fondo sull'argomento per dare qualche giudizio o critica con criterio. La maggioranza si lascia influenzare dai mass-media e quindi molte volte non si concede altre possibili opinioni di giudizio. Ci sono molti pro e contro. Naturalmente la pubblicità politica ci convince sempre di più dell'efficacia e buona intenzione di questo cambiamento, ma naturalmente questo appartiene ad un campo di informazioni molto vasto e quindi non spetta a noi metterlo in discussione, viste le nostre ridotte fonti di conoscenza. Personalmente, credo sia " un'entrata " positiva, dopotutto, ci potremmo considerare alla pari con i paese confinanti senza distinzioni di istruzione, commercio, moneta...per l'appunto, come una grande casa-famiglia. Però spero proprio che questa Unione non cancelli pian piano le nostre tradizioni, abitudini ed usanze, perdendole nella moltitudine restante. Penso, ogni Paese debba tenere alla propria cultura e non lasciare che essa venga perduta e ne rimanga solo un bel ricordo.

Concludo con la speranza che l'Europa offra al mio Paese le opportunità che merita e la Croazia ricambi distribuendo tra gli altri membri le proprie diversità, perchè dopotutto, qualche volta, sono proprio le diversità che fanno l'Unione, in un mondo che altrimenti sarebbe tutto uguale e monotono.

 

 


 

 

                                           EI STETTE IMMOBILE NELL'IO CHE FUI                         Ada  Milić 

                                                                                                            III  classe  Liceo Generale                              

        Scuola Media Superiore Italiana “ Dante Alighieri – Pola

 

 

“ COME IMMAGINO IL FUTURO DEL MIO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA ?

 

La Croazia è uno degli Stati della Penisola Balcanica con maggiori prospettive d’adesione all’Unione Europea. L’economia croata è relativamente in buona salute ed il suo PIL pro – capite è più elevato rispetto ad altri paesi ammessi all’UE il maggio scorso.Se finora non si è giunti ad una sua piena integrazione, la causa, in gran parte, si deve attribuire a difficoltà di tipo politico, in particolare a quelle sollevate dal Tribunale Internazionale di giustizia. Infatti, l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea è strettamente legato al turbolento passato recente. La persistente mancanza di collaborazione con il Tribunale penale Internazionale, che sta giudicando i criminali di guerra per le atrocità commesse nel 1991, frena l‘integrazione della Croazia nell’UE. Inoltre la mancata consegna del generale Ante Gotovina, che risulta irreperibile, ha ulteriormente rallentato i trattati per quanto concerne l’adesione. L’Unione Europea ha eseguito alcune analisi le quali hanno indicato che la Croazia, prima di integrarsi nella Comunità Europea, dovrà progredire nei seguenti campi: diritti delle minoranze, ritorno dei rifugiati, riforma giudiziaria, cooperazione regionale e lotta alla corruzione e una maggiore armonizzazione della legislazione con quell’europea. I principali problemi segnalati dalla Commissione europea sono essenzialmente due: un’arretratezza del sistema giudiziario, che poco s’integra con quello europeo (troppi processi e pochi giudici), e la disputa con la Slovenia per la centrale nucleare di Krško.

 Com’è la situazione odierna?

 

Per quanto concerne gli aspetti politici, la Croazia soddisfa i criteri europei. Zagabria, infatti, si basa su un sistema democratico improntato su istituzioni solide che garantiscono il rispetto della legge e non ci sono problemi nel rispetto dei diritti fondamentali. L’unico grave punto negativo è la collaborazione della Croazia con il Tribunale Internazionale dell’Aja. È stata apprezzata la consegna di due personaggi di notevole rilevanza, gli ex generali Mladen Markac e Ivan Čermak, anche se l’indiziato numero uno, Ante Gotovina, è ancora a piede libero. Un altro fallo è stato registrato nei rapporti con le minoranze, specie quelle serbe e bosniache.

L’economia funziona correttamente, soprattutto quella di mercato. L’integrazione con il mercato europeo sarà possibile solo con la continuità nel programma delle riforme e con il consolidamento fiscale. L’economia croata è caratterizzata da una forza lavoro relativamente ben educata e da un sistema d’infrastrutture per i trasporti e telecomunicazioni adeguato. Inoltre sono ben sviluppati: il settore bancario, l’industria del turismo che è competitiva e traina l’economia nazionale.

Sono molti, però, gli ambiti che devono essere rivisitati e modernizzati. Ad esempio: la cantieristica navale e l’agricoltura sono entrambi settori che necessitano di supervisione e modernizzazione al fine di essere competitivi. Sono necessari altresì continui sforzi nelle riforme del settore fiscale, della previdenza sociale e della pubblica amministrazione. Secondo la Commissione europea, il turismo deve essere ulteriormente valorizzato mediante un’adeguata ristrutturazione delle attrezzature turistiche ed una conseguente campagna promozionale all’estero che valorizzi le bellezze naturali e le attrattive turistiche e culturali.

 

 Come immagino il futuro del mio Paese nella comune casa europea?

 

Nei giorni scorsi il premier croato Ivo Sanader si è detto convinto che i negoziati d’adesione con L’Unione Europea inizieranno entro la fine di giugno e che nel 2009 la Croazia parteciperà alle elezioni  per il parlamento europeo. Oltre ad aver ribadito la sua fedeltà al Tribunale dell’Aja, Sanader ha affermato che non solo per la Croazia, ma anche per tutti i Paesi dell’Europa sud – orientale, l’Europa è l’unica scelta. Inoltre egli ha definito che in Croazia già si vive rispettando le qualità europee comuni: la democrazia, la libertà e la tolleranza. L’entrata della Croazia nell’UE, secondo Sanader, è molto importante per ambedue le parti perché la Croazia avrà i suoi vantaggi, ma anche viceversa. Egli ha sottolineato che l’Unione Europea non potrà essere integra senza i Paesi della sua area sud – orientale. 

A mio avviso, l’adesione della Croazia all’UE porterà certamente dei vantaggi ed un progresso in determinati campi, ma nonostante ciò penso che non sia una cosa del tutto positiva.

Ritengo che l’Unione Europea causerebbe alla Croazia, che è un paese d’esigue dimensioni, con un turbolento passato e con poca rilevanza sul Mercato Internazionale, più svantaggi che vantaggi.

Un buon aspetto è sicuramente da rilevare nel fatto che se la Croazia entra a far parte dell’UE, la Serbia e gli altri paesi balcanici sarebbero spronati sulla via delle riforme. Di conseguenza, la Croazia è vista come testa di ponte nella strategia dell’UE per la stabilizzazione politico – economica nei Balcani e per l’avvicinamento ai principi del sistema comunitario da parte dei Balcani Occidentali.  

Positiva, non da tutti i punti di vista, risulta essere anche l’apertura delle frontiere. Teoreticamente, con la caduta delle zone di confine, cioè con l’integrazione in un unico stato con un’unica economia, trovare lavoro sarà molto più facile. Nell’ambito occupazionale ci saranno molti più posti disponibili con una maggiore scelta,  poiché sarà possibile lavorare in altri stati come se fossimo in Croazia, anche se, a quanto pare, le regole sembrano essere un po’ differenti. Sinora, in Croazia, i medicinali e la pensione sono retribuiti dallo stato, ovviamente con il pagamento di quote mensili o annue da parte dei cittadini. Lavorando in altri paesi, grazie all’apertura delle frontiere, c’è la possibilità di ricevere un lordo che sembra altro, però bisogna autofinanziarsi tutto, dalla pensione alla medicina. La perdita delle zone doganali permetterebbe, inoltre, a noi cittadini di viaggiare senza problemi e di muoverci più tranquillamente favorendo così la concorrenza intracomunitara e gli aiuti comunitari. 

Per quanto concerne noi studenti, l’avvento dell’Unione Europea porterebbe notevoli agevolazioni. Innanzitutto, sarebbe più facile frequentare le università in altri stati perché ci sarebbero maggiori possibilità di stipendi e finanziamenti vari, ma soprattutto perché il sistema universitario sarebbe uguale in tutti i paesi membri dell’UE. Quindi, un croato che desidererebbe studiare giurisprudenza in Italia o in Germania, ad esempio, non avrebbe problemi per quanto riguarda gli esami differenziali in caso di rimpatrio perché il sistema giudiziario ed universitario sarebbe standardizzato con quello europeo. Inoltre, sarebbero agevolati anche i gemellaggi tra varie università del mondo. Oggigiorno le facoltà offrono la possibilità agli studenti di frequentare un anno scolastico nell’università di un altro stato e gli studenti appartenenti alla facoltà che permette lo scambio vengono inviati nell’altro stato che lo effettua. Ad esempio, la facoltà d’economia di Zagabria si mette in contatto con la stessa facoltà di Helsinki e si effettuano dei test interni per trovare gli studenti più adatti per lo scambio. Gli incaricati dell’Unione Europea valutano gli studenti e dopo aver dato loro il nulla osta si prendono a carico le spese della trasferta. Gli studenti hanno l’obbligo di dare il numero di esami richiesti nel corso di un anno scolastico, dopo di che rimpatriano. Oltre alla conoscenza di nuovi metodi didattici, tutto ciò offre anche l’arricchimento del bagaglio culturale, nonché un nuovo tipo di socializzazione che integra diversi tipi di culture, tutti appartenenti all’UE, agevolando così la globalizzazione.

L’entrata della Croazia nell’Unione Europea porterebbe una rivoluzione nel programma scolastico ed universitario. Il nostro Paese ha già fatto dei passi avanti nell’istruzione. Quest’anno, ad esempio, è stata fatta una modifica al programma universitario che è stato conformato a quello che da anni è in vigore nei paesi appartenenti all’UE. La riforma prevede l’introduzione di un nuovo sistema di studio che consiste nella diminuzione degli anni di studio (da quattro si passa a tre) per la cosiddetta “laurea di primo livello” e l’introduzione d’altri due anni di studio per la specializzazione in un determinato settore, ovvero per il conseguimento della “laurea di secondo livello”. In tale modo il sistema universitario croato si è conformato a quello europeo garantendo così una maggiore acquisizione di conoscenza. La riforma fatta nel sistema scolastico ha abbracciato il calendario scolastico tentando di conformarlo, quanto più, a quello europeo. In Croazia la riforma ha suscitato numerose polemiche costringendo il Ministero della Pubblica Istruzione e dello Sport a ritornare al vecchio sistema.

Ritengo inoltre che con l’entrata della Croazia nell’Unione Europea si potrebbe avere un bilanciamento delle paghe e delle pensioni che dovrebbero essere conformate agli standard europei. Questa, però, potrebbe essere una lama a doppio taglio. Il vantaggio sta sicuramente nell’aumento del lordo per quelli a salario e pensione minimi i quali, però si troverebbero ad affrontare un’inesorabile aumento delle tasse statali che potrebbe portare il loro standard di vita ad un punto inferiore di quanto lo fosse in precedenza. Con l’UE ci sarebbe sicuramente un’incentivazione a costruire nuove vie di comunicazione che collegano la Croazia con gli altri paesi membri e quindi un’ ulteriore apertura di frontiere. Dal lato militare le cose sono positive perché, entrando nell’UE non servono più agevolazioni dell’ONU. Qualunque paese della Comunità europea, se fosse attaccato, sarebbe difeso dagli altri paesi membri.

È importante anche la cooperazione dei paesi membri, prevista nel terzo punto del trattato di Maastricht, per lotta alle frodi, alla tossicodipendenza e all’emigrazione clandestina.

L’avvento dell’UE porterebbe un maggiore ragguaglio dei partiti politici nei confronti delle minoranze (come quell’italiana, bosniaca, serba, ecc.).

Come già sopraelencato, l’entrata della Croazia nell’UE provocherebbe più aspetti negativi che vantaggi.

Innanzitutto, l’apertura delle frontiere, che già prima ho menzionato come punto a favore. Secondo me, avendo le frontiere aperte c’è una maggiore libertà di circolazione, ma c’è il rischio di ritrovarsi con un maggior numero di persone che entrano rispetto a quelle che escono. Inoltre c’è la possibilità di un aumento di sbarchi clandestini, come già da tempo avviene in Italia.

Per quanto concerne la politica ci sarebbero delle restrizioni, ma soprattutto ci sarebbe una maggior interferenza dell’estero, sia a Bruxelles sia da parte dei giornalisti che si permetterebbero di dire quello che devono e non devono fare i politici, specie quelli non allineati alla massa. Inoltre, la Croazia perderebbe l’indipendenza, nel senso che con l’adesione all’UE lo stato dovrà dar conto anche ai vari organi europei (la Commissione Europea, il Consiglio Europeo, il Parlamento Europeo, la Corte di Giustizia e la Banca Europea per gli Investimenti), seguendo i punti chiave stilati nel trattato di Maastricht. In più entrerebbe in vigore il sistema delle leggi europee o comunitarie, le quali sono tutt’ora sotto discussione e non presentano ancora un’unità di idee tra i paesi. Tra le leggi più importanti c’è quell’antifumo: cioè il divieto di fumare in luoghi chiusi (non presente in tutti gli stati europei) e il divieto di sponsorizzare le case produttrici di tabacco. Da ricordare anche la legge sull’inquinamento, che fa continuamente discutere in Italia. L’UE  ha posto una soglia d’inquinamento il cui tasso non deve essere superato per un numero determinato di giorni. Quando la soglia viene superata la città ha il compito di proclamare il blocco totale del traffico o il sistema a “targhe alterne” il che provoca ingenti problemi di circolazione, specie nelle grandi città.

L’integrazione nel Mercato Unico causerebbe effetti deleteri alla Croazia. Nel settore alimentare le regole comunitarie imporrebbero, teoreticamente in nome dell’igiene, la perdita dei prodotti tipici che hanno modo di esistere solo se elaborati artigianalmente, come ad esempio: formaggi, salumi, dolci, ecc. La Croazia si ritroverebbe, così, a macerare i suoi prodotti e a consumare le “schifezze” di altri paesi. Inoltre l’Unione Europea ha intenzione di: liberalizzare gli OGM, il che sarebbe a discapito dei prodotti tradizionali; levare la scritta DOC per aumentare la concorrenza e favorire l’obbligo di usare certe sostanze che diminuiscono la qualità in favore dei prezzi (ad esempio mettere il burro di cacao nel cioccolato). La Croazia perderebbe così l’egemonia per quanto concerne l’uso di prodotti nazionali, perché sarà l’UE a decidere.

La stessa storia vale anche per l’energia. La produzione di quest’ultima sarebbe controllata dall’UE che, probabilmente, consiglierebbe l’importazione. Come per l’Italia che è costretta a comprare l’energia da Francia e Svizzera (nucleare e a carbone), quando ne potrebbe benissimo produrre a sufficienza da sola. Infatti, l’Italia può produrre il 10% in più del fabbisogno massimo solo mantenendo le “Vecchie” centrali in maggior parte idroelettriche o a gas. Tutto questo perché L’UE insiste sullo sviluppo dell’energia nucleare e sul petrolio, che però è in mano a pochi.

Infine, per il settore terziario basta citare il turismo. Ci sarebbe un aumento dei costi turistici, però non è detto che ciò porti all’aumento dell’offerta. Con l’arrivo dell’Euro, i prezzi si allineeranno a quelli europei (aumento del 50% circa) con l’effetto di dimezzare il numero dei turisti, specie di quelli austriaci e tedeschi. Inoltre, per la Croazia, l’aumento dei prezzi sarebbe devastante perché l’infrastruttura e l’offerta non sarebbero consone al prezzo, il che potrebbe causare un deficit finanziario portando alla privatizzazione di alcune zone come già ora avviene (come i vari hotel a Pola). L’UE potrebbe anche sfruttare la posizione strategica della Croazia, per quanto concerne il turismo, soprattutto distruggendo le poche riserve naturali che ci sono ancora rimaste.

Anche i servizi subirebbero l’avvento dell’UE. Probabilmente, per aggiornarsi agli standard europei e modernizzare il sistema operativo si dovranno fare dei tagli al personale e diminuire il numero degli uffici (come nel caso delle Poste italiane). Idem per sanità ed istruzione.

Noi cittadini croati dopo l’entrata nell’UE non potremo più usare il nostro latte, produrne quando ne vogliamo, così anche per le arance, l’uva, le mele, ecc. Non potremo consumare la nostra energia, vendere il nostro mercato turistico, circolare liberamente con le macchine senza dover comprare le nuove Euro3, Euro 4 che non immettono CO2, però immettono benzene, che è peggio.

La Croazia, con l’adesione alla UE, sarebbe “schiacciata” dagli altri paesi e sfruttata in determinati settori. In più, oltre alla globalizzazione economica, legislativa, amministrativa e politica, ci sarebbe anche quella democratica. L’avvento dell’UE con la conseguente apertura delle frontiere, porterebbe sicuramente l’introduzione di nuovi tipi di culture, il che può essere positivo fino ad un certo punto, in quanto una possibile fusione culturale porterebbe all’affievolimento dell’identità nazionale che con fatica la Croazia, e soprattutto l’Istria, ha cercato di creare, e che potrebbe dileguarsi con l’adesione ad un Europa Unita.  

Concluderei sottolineando che, anche se finora sembrano prevalere i lati negativi, la positività sta nell’unione stessa. Aderire all’Unione Europea significa abbracciare determinate regole per poter vivere in simbiosi con gli altri stati membri. Le regole sono in definitiva delle restrizioni e delle imposizioni che sovrastano o si accostano al sistema preesistente favorendo lo sviluppo. Per vivere di comune accordo e per garantire un margine di sviluppo allo stato bisogna quindi rispettare le regole, perché senza di queste non si va da nessuna parte.

 

 


                                                                         MEXES                                                Maro  Damijanić 

                                                                                              I  classe  Liceo Generale 

                                                                               Scuola Media Superiore Italiana – Rovigno

 

COME IMMAGINO IL FUTURO DEL MIO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA?

 

Quando guardo la carta geografica, vedo che la Repubblica di Croazia, il mio paese, fa parte dell'Europa del sud. Ma osservando l'altra carta, quella «politica», la sua posizione è diversa, allora fa parte dell'Europa dell'est. Ma come mai? Questo mi sono chiesto più volte.

            La più bella parte della croazia, per me è la mia Istria, il più bel «triangolo» che esista. Durante i secoli, molti imperatori, re, dittatori e sistemi politici hanno cercato di governare l'Istria. Molte guerre si sono combattute sulla «terra rossa». La sua terra è ricca e fertile, la sua gente è cordiale, gentile. Il suo mare è limpido, ricco di pesce. Purtroppo l'Istria è divisa in due parti, tra due stati diversi, con due «padroni». Questo mi dispiace molto e mi sembra come se  casa mia fosse divisa tra due persone diverse dove ognuna fa quello che le piace, non badando alle altre.

            Quando cerchiamo di viaggiare ad ovest, dopo soli 50 km dobbiamo già tirare fuori le nostre carte d'identità oppure i passaporti perchè c'è la frontiera Slovena; dopo altri pochi chilometri, ancora passaporto, perchè c'è la frontiera italiana ... Quando ero piccolo, mi ricordo, andavamo spesso a trascorrere le nostre vacanze estive ed invernali in Slovenia, ma passavamo per l'Italia perchè la strada era più veloce e in un giorno solo mostravamo sei volte i nostri documenti per attraversare 200 km!!! Forse queste frontiere scompariranno dopo l'entrata della Croazia nell'Unione Europea. Sarà bello viaggiare senza frontiere. Ma le frontiere ci saranno sicuramente, forse non quelle visive, ma quelle culturali che sono più fori di qualunque ostacolo fisico, di qualunque sbarra di metallo. Anche dopo dovremmo conservare i nostri usi e costumi, le nostre abitudini familiari, ma anche essere pronti ad accettare molte cose, sia quelle positive che quelle negative.

            Tra qualche anno ci sarà anche qui l'Euro, si viaggerà senza mostrare il passaporto, ma non credo che tutti i paesi dell'ovest saranno contenti di averci uniti a loro, certamente quelli che ci accoglieranno saranno in minoranza. Sarà piacevole avere nel portafoglio una moneta invece di averne tre o più e rischiare di confononderci. Sarà bello poter andare a comprare qualcosa in Italia o altrove senza aver paura alla frontiera di pagare la dogana oppure cercare di nascondere tutto quello che si può, per non farci scoprire dal doganiere. Quante volte ho nascosto le mie nuove scarpe da tennis!

            Ogni tanto sento delle discussioni dove si chiede l'opinione ai politici sull'Unione con l'Europa. Molti non sono contenti di entrare a far parte dell'Unione Europea, perchè, dicono, l'Unione ci ostacolerà in molte cose come per esempio nella produzione ed esportazione del vino, dell'olio d'oliva, dello zucchero, del latte, formaggio... La vendita dei prodotti della gente ai mercati sarà limitata. Forse per questo ora molti cercano di piantare nuovi vigneti e uliveti, perchè dopo, dicono, l'Europa contera ogni albero e ogni vite. Così ha fatto anche mio padre. Abbiamo piantato un piccolo nuovo vigneto con 180 tralci di vite e 30 ulivi. Adesso abbiamo un vigneto di 14 file. Il lavoro non ci mancherà e sono contento per questo. Tra qualche anno potremmo raccogliere i primi frutti.

            L'Unione Europea ci porterà anche molti vantaggi, ne sono sicuro. Sarà bello vivere in un'Europa unita, poter studiare ovunque e poter lavorare senza visti, permessi. 

            Sentirsi a casa in tutta l'Europa!

 


 

                                                                               RANSOM                                             Valentina  Benussi 

                                                                                                    I  classe  Liceo Scientifico 

                                                                                      Scuola Media Superiore Italiana – Rovigno

 

COME IMMAGINI IL FUTURO DEL TUO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA?

 

Oggi si parla molto dell'entrata della croazia nella Comunità europea e anche se a me la politica non interessa affatto, trovo questo argomento abbastanza interessante perchè, in effetti, si parla anche di me e del mio futuro.

Anche se non me ne intendo molto di questi argomenti credo che quando anche il mio paese entrerà in Europa gli si apriranno molte porte e questo fatto porterà molti benefici. Secondo me con questo passo in avanti il mio paese potrà farsi conoscere meglio e pian pianino gli altri paesi dimenticheranno un popolo poco sviluppato e povero ed inizieranno a conoscerci meglio e a vedere che anche noi abbiamo molto da offrire.

Da quel che ho potuto capire guardando il telegiornale e ascoltando alcune persone parlare, ci vogliono ancora dei cambiamenti ma a me piace di più fantasticare e lasciare i problemi a chi è più competente di me.

Credo che con quest'unificazione la nostra vita sarà un pò più facile dato che non serviranno più i passaporti, non ci saranno più i confini  e i viaggi saranno più piacevolo senza soste alle dogane e senza dover cambiare valuta. Anche i commerci saranno facilitati e molto più liberi, la comunicazione sarà più aperta e semplice.

Accanto a questi eventi positivi insorgeranno probabilmente anche dei problemi, ma io sinceramente non sono in grado di capire quali, forse perchè sono ancora troppo giovane per conoscere i pregi e i difetti che comporterà quest'unificazione.

Tutto questo discorso porta però a fare una riflessione che non centra molto con il tema ma credo sia importante: ho notato quanto la guerra e in generale la storia di un paese possano influire sul suo futuro. É sucesso anche a noi che siamo stati da sempre contesi tra stati più potenti e non siamo mai stati una nazione unita ed indipendente.

Il nostro stato è giovane ed ha ancora molta strada davanti a sè. Io però voglio pensare positivo e spero che presto anche la nostra stellina verrà aggiunta alle altre perun futuro migliore per tutti.

 


 

                                                                   TEOREMA                                           Jasmina  Bradanović 

                                                                                           I  classe  Liceo Generale 

                                                                          Scuola Media Superiore Italiana – Rovigno

  

COME IMMAGINI IL TUO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA?

 

Ho tante volte provato a immaginare il nostro paese in Europa, la mia visione era splendida. Ho sentito tante volte in televisione che dicevano che l'entrata della Croazia era imminente, fra due, tre anni; poi gli anni si duplicavano e l'entrata diventava sempre più lontana. Si diceva che c'era qualche questione burocratica da risolvere come quella di adesso, Gotovina, ma che le cose sarebbero migliorate abbastanza velocemente, dicevano i telegiornali.

            Immagino la Croazia finalmente in un gruppo unito e compatto come l'Unione Europea, come una famiglia, senza confini. Con una moneta unica come l'Euro che naturalmente non ci sarebbe sconosciuta perchè l'abbiamo già usata tante volte. Certi dicono che questa moneta causerà numerosi problemi, ma anche se non mi intendo molto non ci credo. Forse qualcuno arrotonderà un pò i prezzi, come in tutti gli altri paesi. Si, forse ci sarà qualche cambiamento ma col tempo e con l'abitudine si sistemerà tutto. Io sarei anche felice di cambiare un pò questa vecchia moneta e non dover cambiare i soldi tutte le volte che si va in Italia.

            Ci sarebbe qualche vantaggio anche con gli studi, per chi volesse andare a studiare in un'università all'estero, perchè le cose non sarebbero così complicate come sono oggi, con tutte quelle scartofie che si deve riempire per iscriversi.

Mi piacerebbe che il nostro paese entrasse in Europa anche perchè credo che qualcuno ci rispetterebbe di più e non ci guarderebbe come un paese balcanico come fanno ancora oggi certe persone.

            É importante poter dire che anche noi siamo alla pari di altri paesi. Forse non di tutti ma almeno degli ultimi arrivati di sicuro. Oppure se non propio alla pari possiamo sempre dire che stiamo cercando di migliorare noi stessi in ambito sociale ed economico. Perchè sappiamo che l'Eropa ci da una grande possibilità da non sprecare e gettare al vento.

Mi piacerebbe dire di vivere in un paese che fa parte dell'UE perchè significherebbe dire di vivere in un paese sviluppato. Con persone civili ed educate.

           Credo che alcune parti della Croazia non siano ancora pronte per entrare in Europa, forse perchè troppo tempo escluse e con una mentalità antica. Ma credo che un'altra parte sia più che pronta per fare questo passo.

            Sono certa che quando la Croazia sarà in grado di fare questo passo lo farà senza esitare.

 


 

MANU                                                 Manola  Damijanić 

                                                                                                II  classe  Liceo Generale 

                                                                                 Scuola Media Superiore Italiana – Rovigno

 

 

COME IMMAGINO IL FUTURO DEL MIO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA?

 

Sono nata nel più bel triangolo dell'Europa ... nell'Istria. Fin da piccola avevo notato che mi trovavo vicina a due confini. Appena nata mia madre mi fece una foto per metterla sul suo passaporto, poichè i miei genitori viaggiavano spesso in Italia e Slovenia.

Così, viaggiando, me essendo molto piccola, dimenticavo presto i bei posti visitati. Ma quando crebbi abbiamo rifatto gli stessi viaggi però con una persona in più, mio fratello. Assieme ci siamo affezionati alla verde-azzurra Soča (Isonzo) vicino a Bovec, costrigendo i nostri genitori ad affrontare la montagna ad accompagnarci in cima per vedere la sua sorgente.

Abbiamo visitato musei di animali Alpini e giardini botanici con tantissima specie di fiori.

Giravagando di qua e di là dovevemo attraversare numerosi confini e mostrare i nostri passaporti. A me ciò non piaceva perchè godevo nel fare un pisolini durante il viaggio in macchina ricordando nel sonnellino tutti i posti visitati.

Però troppo spesso venivo svegliata da doganieri e poliziotti che volevano vedere se la mia foto coincideva con quella all'interno del passaporto. Tra un paio di anni anche la Croazia, almeno lo spero, entrerà a far parte dell'Unione Europea assieme agli altri stati che ne fanno giA parte. Grazie a questo non dovrò preoccuparmi dei confini per andare da uno stato all'altro e con la mia carta d'identità sarò una persona libera di viaggiare in tutta Europa e potrò incontrare numerose culture, lingue, ..., città e civiltà antiche, moderne. Non dovrò pensare alla frontiera, alle cifre spese e alla imancabile domanda monotona che ti pone il doganiere:»Avete qualcosa da dichiarare? Quanto avete speso?» E noi con uno sguardo e un sorriso innocente, dichiariamo sempre di non avere nulla, anche se la macchina è strapiena.

Non basta far parte dell'Europa soltanto dal punto di vista geografico.

Molti dicono che dobbiamo «entrare»in Europa.

Sono certa che saranno molti i vantaggi, sopratutto per noi, giovani.

Ci saranno meno frontiere per gli studi, ma anche per il lavoro, il commercio, la scienza. C'è chi dice che non ci gioverà farne parte, che sarà l'Unione Europea a darci gli ordini, a porci obblighi sia per quanto riguarda l'agricoltura, industria e la pesca... io non ne capisco molto di tutto ciò.

Spero solo che le persone responsabbili alle quali è stato dato il diritto di decidere del nostro futuro, ne siano capaci.

Sarebbe bellissimo poter viaggiare denza doversi fermare ogni 50 km per mostrare un «coso» chiamato passaporto!

 


 

Abbiamo ricevuto tre elaborati dalla Scuola Media Superiore Italiana di Fiume, purtroppo dopo la scadenza del Concorso e, per tale ragione, non sono stati valutati dalla Commissione, riteniamo comunque doveroso pubblicarli nella categoria di appartenenza :

 

 

                                                       M ' ILLUMINO  D ' IMMENSO                   Klaudia  Prodan 

                                                                                                           IV  classe 

                                                                     Scuola Media Superiore Italiana – Fiume

 

Come immagini il futuro del tuo Paese nella comune casa europea?

 

         C' era una volta un vecchio pescatore di nome Santiago, un uomo povero e semplice ma coraggioso ed audace. Ogni giorno egli si avviava a pescare, ad affrontare il mare, un universo di fatiche  e di libertà, da conquistare a caro prezzo.

La vita, per il vecchio che ormai aveva passato "il mezzo del cammin di nostra vita",  si dilagava in un' armonia di gioie e di dolori; la pesca era l' unico modo per sopravvivere, ma molte volte essa era scarsa e lasciava il vecchio deluso.

Subentrò così un lungo periodo di carenza, ma Santiago, seppure afflitto dalla disperazione, non si perse d' animo e continuò a credere, a sperare. Egli era fermamente convinto che l' uomo non era fatto per la sconfitta. Così, la Fortuna decise di premiarlo, ma siccome essa si protrae in diverse forme è impossibile riconoscerla, e questa colse il vecchio solo e impreparato. Dopo un' esasperante lotta egli riuscì a gran fatica a pescare un gigantesco pesce spada. Santiago era stanco, affaticato, esausto, in fin di forze, ma dai suoi occhi traspariva un bagliore, una luminosità accecante; essi avevano lo stesso colore del mare colpito dai raggi del sole,  ed erano allegri ed indomiti. Dopo aver ucciso il pesce, lo affrancò alla fiancata della piccola barca, per poterlo trascinare fino alla riva, ma ad un tratto si trovò accerchiato dai pescecani. Ci fu una lotta estenuante, un ultimo sussulto di orgoglio, intento a riaffermare la capacità ma soprattutto la tenacia da parte del vecchio pescatore. I pescecani, purtroppo però, ebbero la meglio e stracciarono l' intero pesce.

Un atroce dolore, quello provato  dal vecchio nel veder dilaniare quel pesce per il quale andava così fiero.

Questo sembrerebbe fatica sprecata ma è stata una vera impresa imbattersi da solo nel mare aperto. Codesto evento non è una sconfitta, ma è una vittoria, un trionfo morale, perché Santiago dimostrò volontà, una fede indistruttibile ed esemplare nei basilari valori etici e morali; il suo coraggio ma innanzitutto la sua dignità, rimasero intatti.

 

Questa per me non rappresenta soltanto un' evocazione al racconto Il vecchio e il mare dello scrittore statunitense Ernest Hemingway, perché secondo me essa è anche un po' la storia del mio Paese, ovvero della Croazia. Uno stato, non molto ricco, dalle malelingue spesso spregevolmente definito come "piccolo". Forse per le sue dimensioni la Croazia è in effetti un paese piccolo, consta infatti di 4,4 milioni di abitanti, ma per la sua vitalità e, soprattutto, per la generosa fiducia nell' avvenire, detiene certamente il primato.

Così, infatti, in questo periodo, sono iniziate le trattative riguardanti l' entrata della Repubblica di Croazia nella comune casa europea. In questo sogno favoloso, che presto dovrebbe trasformarsi in una mera realtà, la Croazia ci credeva sin dall' inizio; ma tanti, forse troppi, erano coloro che ci schernivano. Ci deridevano, dicendoci di vivere nelle più pie illusioni foscoliane, perché senza di esse "non sentiremo la vita che nel dolore, nella sua più rigida e dolorosa indolenza".

Con l' ottenimento delle trattative, i cittadini croati hanno dimostrato la loro indistruttibile personalità: uomini dal carattere semplice, dalle emozioni forti, che come Santiago, i pugili e i toreri sanno battersi coraggiosamente contro l' avversario e le circostanze della vita.

Un lume di speranza, acceso soprattutto nei momenti più difficili , concentrato a far da guida agli ambiziosi, a  coloro che, come il vecchio pescatore e il mio Paese sanno affrontare i dispiaceri a testa alta, che non si fermano davanti a nessun ostacolo e che sono pronti a sostenere qualunque battaglia  pur di raggiungere l' obiettivo, l' aspirazione  prestabilita.

Grazie appunto a questa speranzosa posizione assunta, tanti si pongono le domande e si immaginano il futuro nell' Unione europea.

 

Un' eventuale entrata nella comune casa europea, migliorerebbe di certo l' intera situazione del nostro Paese. Il domani si presenta più roseo sotto molti punti di vista. Innanzitutto si presume un miglioramento più rapido del tenore di vita, condizionato ovviamente da una più efficace operosità economica. Infatti, tutti gli stati membri fanno parte dell' UEM , ovvero dell' Unità economica e monetaria, il cui scopo principale è un' attiva integrazione delle economie dei paesi della famiglia europea, cioè un coordinamento più stretto delle politiche economiche. Tale integrazione favorisce la crescita e il benessere.

Inoltre, l' impiego dell' euro riduce i costi delle attività economiche trasfrontaliere e quindi fa aumentare la concorrenza. Quest' ultima  e la possibilità di comparazione esercitano una forte pressione sul ribasso dei prezzi. Con l'ingresso della Croazia nell' Unione europea, verrebbero aboliti i confini, quindi l' intero processo economico si baserebbe su una conoscenza più competitiva e più dinamica dell' Europa, in grado di realizzare una soddisfacente crescita economica e di offrire nuovi e migliori posti di lavoro.

A questo discorso si collega anche il settore dell' agricoltura: tanti sono i territori agricoli in Croazia, quali ad esempio quelli della Slavonia e della Baranja, che potrebbero venir sfruttati maggiormente, ma per ora i lavoratori non hanno grandi opportunità, perché dispongono di mezzi antiquati e perché lo stato non è in grado di fornire loro aiuti a sufficienza.

Perciò, il fine precipuo della comune politica agricola europea è quello di procurare agli agricoltori un congruo standard di vita e ai consumatori alimenti di buona qualità ed a prezzi equi. In questo tassello dell' economia, la sicurezza alimentare, la salvaguardia dell' ambiene rurale e la redditività sono diventate le nuove parole d' ordine.  

Nell' avvenire europeo dello stato croato, pure sotto il profilo culturale ci sarebbero connotazioni positive: la lingua, la letteratura, il teatro, sono elementi costitutivi della diversità culturale dell' Europa. Pur appartenendo a una singola regione o a un paese specifico, essi rappresentano una parte del comune patrimonio culturale europeo. Ciò non significa perdita delle caratteristiche peculiari, perché l' Unione europea in questo ramo, presegue un duplice obiettivo, e cioè: tutelare e sostenere queste diversità, e contribuire a renderla accessibile a tutti.

Modestamente credo, che la Croazia quindi potrebbe farsi conoscere meglio, dimostrando l' invidiabile ricchezza del suo bagaglio culturale.

L' aspetto che forse però, interessa di più noi giovani, è quello dell' istruzione.

Infatti, l' entrata del nostro Paese in questo puzzle europeo, indicherebbe pure una maggiore possibilità di accesso alle università dell' estero, e ai programmi europei che riguardano appunto il campo dell'istruzione. Due dei più importanti di questi progetti  sono "Leonardo da Vinci", e "Socrates". Il primo promuove gli scambi a livello internazionale e i progetti transfrontalieri nel campo della formazione professionale. Il suo obiettivo principale è stimolare l' imprenditorialità e l' innovazione. Il secondo, invece, eroga oltre 100 milioni di euro per gli studenti e gli insegnanti desiderosi di frequentare per un certo periodo un' università in un altro paese europeo. 

A mio modesto parere, lo studio, la formazione e il lavoro in altri paesi costituiscono un contributo rilevante alla comprensione reciproca delle culture e delle mentalità.

Un modo per ampliare quella multiculturalità, donataci già dai nonni fiumani, che avendo trascorso la loro giovinezza durante il periodo austro-ungarico, hanno saputo costruire una visione proteiforme.

 

            Forse, in questo complesso mosaico di lati positivi, i potenziali punti negativi non presentano la forza necessaria per emergere e quindi per distinguersi.

Può darsi che la mia visione dell' Europa riveli un po' più ottimismo di quanto ce n' è veramente, ma siamo giovani e vogliamo sperare. Crediamo con risolutezza nelle possibilità di miglioramento delle condizioni di vita nel nostro Paese. Pensiamo all' Europa come ad un continente più forte, più stabile, più democratico, più moderno; la immaginiamo come una scacchiera senza avversari accaniti, ma al contrario dominata da un' unione equilibrata. L' Europa,  come baluardo dei diritti umani, della solidarietà, della pace, per riuscire a riaffermare la dignità dell' uomo, per evitare di essere soltanto spettatori della realtà.

Per agire!

 


 

                                                                            QUARZO                                             Isidora  Blažević 

                                                                                                             IV  classe 

                                                                                     Scuola Media Superiore Italiana – Fiume

 

Come immagini il futuro del tuo Paese nella comune casa europea…

 

     Sinceramente io non lo so come immagino il futuro del mio Paese nella comune casa europea. Non so nemmeno se lo immagino. Non sono sicura di volere che il mio Paese faccia parte integrante della casa europea. Secondo me non siamo ancora pronti ad affrontare tutto cio` che ci porta l’ Europa. Problemi. Ci sono i nostri che vanno risolti e che hanno la precedenza, poi c’e` la democrazia che va consolidata come pure i rapporti che abbiamo con i paesi europei. Esistono molte condizioni e proposte da parte di questi paesi che devono venir esaminate accuratamente e poi messe in atto. La prima condizione per l’ entrata nell’ UE e` una migliore collaborazione con l’Aia, il ritorno piu` veloce dei profughi e una riforma giudiziaria profonda.

 Quindi ci tocca risolvere tutti questi problemi di casa nostra che non devono venir sottovalutati e nascosti sotto il tappeto ma esposti alla luce del sole. Questi stessi problemi dobbiamo risolverli tra noi e non dobbiamo permettere che qualcuno si intrometta e ce li risolva. Siamo testimoni di cio` che succede se gli  “USA vengono ad aiutarci”. Da cio` concludo che stiamo promuovendo una politica completamente errata costituita da un governo languido e corrotto, pero` succede non solo a noi ma pure a molti altri paesi.

 Dunque se il primo criterio, quello politico, della collaborazione con l’ Aia non viene rispettato, non possono aprirsi le trattative con alcun paese. “La Croazia si trova sulla buona strada per quanto riguarda il funzionamento delle istituzioni democratiche ed il piano macroeconomico”, e` la frase preferita di molti politici. Infatti, anche noi notiamo dei progressi ( ma dove?) – una persona che lavora nove ore al giorno, stando sempre in piedi, e se il capo e` di buon umore forse le da il salario di 1500 kune, deve considerarsi una persona fortunata. Molti non ricevono le loro paghe per mesi e mesi. E cosa potrebbe succedere se questa paga venisse trasformata in Euro? Una miseria. C’e` un forte malcontento tra le persone. Non e` che loro siano troppo esigenti ma e` la nostra politica che non soddisfa.

 Gia` un anno fa la Croazia era paese-candidato per l’UE, ma “purtroppo” entro un anno non siamo riusciti ad ottenere risultati soddisfacenti in quei tre ambiti nominati prima. Quindi si sono creati troppi ostacoli, a tal punto, che non siamo riusciti ad ottenere una risposta positiva della Commissione europea e del Consiglio dei ministri alla richiesta della Croazia di diventare membro con pieni diritti dell’ Unione europea, ed e` allora che non sono iniziate le trattative sull’ adesione.

 Le tre condizioni per l’ avvio delle trattative sono interconnesse, ed e` questo il motivo per cui la Commissione europea vi insiste tanto. Infatti, i profughi non potranno ritornare se i criminali di guerra rimarranno al di la` della legge, cosi` come non potranno ritornare se il sistema giudiziario continuera` a non funzionare e non rendera` possibile la restituzione dei beni a queste persone. Dobbiamo ammettere pero`, ed e` stato pure dimostrato, che la Croazia ha applicato con successo l’Accordo sulla stabilizzazione che e` molto importante per l’ ulteriore processo di avvicinamento all’ UE. Le piu` importanti sono le attuazioni delle riforme generali nella societa`, che sono di grande importanza per la Croazia non solo per la sua posizione in Europa, ma prima di tutto perche´ esse sono essenziali per la Croazia stessa.

Come lo immagino il futuro del mio Paese nella comune casa europea? Non lo so ancora, ci sto pensando…

 


 

                                                                       NIKO  MATEŠIĆ                                 Niko  Matešić

 

                                                                                       Scuola Media Superiore Italiana – Fiume

 

 

COME IMMAGINI IL FUTURO DEL TUO PAESE NELLA COMUNE CASA EUROPEA

 

         Negli ultimi anni l´ Europa e` diventata uno dei temi in assoluto piu` discussi nel mio paese. Tutti si chiedono quando riusciremo finalmente ad entrare nell´ Unione Europea, perche` altri paesi nostri vicini ce l´ hanno fatta prima di noi e soprattutto come cambiera` la nostra vita una volta entrati in questa grande famiglia di paesi. I nostri politici hanno fatto dell´ entrata nell´ Unione uno dei traguardi strategici della Croazia e tutti sembrano concordi nell´ affermare che questo storico passo portera` innumerevoli benefici al nostro paese.

            Nonostante cio`, l´ opinione pubblica appare ancora una volta divisa. Una grossa percentuale di persone, infatti, si pronuncia sfavorevole all´ adesione all´ Unione e crede che il futuro della Croazia debba venir costruito senza la collaborazione degli altri paesi europei. Molte persone, poi, appaiono addirittura offese vedendo altri paesi centroeuropei, prima considerati inferiori alla Croazia, entrare a pieno diritto nella famiglia europea mentre noi ci vediamo continuamente prolungare la data di adesione.

Comunque, cio` che ci divide e` essenzialmente il modo in cui percepiamo il futuro della Croazia nell´ Unione Europea e i risvolti che questo passaggio avrebbe sulla nostra vita.

La gente comune godrebbe di svariati benefici dato che entrando in Europa le dogane verranno abolite e  diventera` molto piu` semplice viaggiare da un paese all´ altro senza dover aspettare nelle interminabili file alle frontiere. Sara` molto piu` facile studiare in un altro paese dell´ Unione e far valere i propri diplomi e le proprie lauree anche all´ estero. Con l´ adesione diventera` piu` semplice andare a lavorare oltre confine e godere in tutti i paesi degli stessi diritti e privilegi.

Non si puo` certo ignorare il lato economico che e` uno degli aspetti piu` importanti della collaborazione europea. Infatti, il campo in cui la Croazia avra` maggiori benefici e` appunto quello finanziario ed e` questa la ragione per cui molti insistono sulla necessita` di appoggiare l´ adesione. Cio` che ci si aspetta dall´ entrata in Europa e` essenzialmente un maggiore tenore di vita, paghe piu` alte, maggiori possibilita` di trovare lavoro e svariati altri vantaggi che la vita in una societa` benestante comporta. Il miraggio di uno standard economico simile a quello dell´ Europa occidentale fa gola a tutti e l´ adesione all´ Unione e` un´ opportunita` di crescita economica che non si deve assolutamente lasciar scappare.

Un altro aspetto della questione che non si puo` trascurare e` anche quello psicologico. Infatti, parecchia gente appoggia l´ entrata piu` che altro per ragioni di prestigio. Vedere la bandiera europea sventolare insieme a quella croata e` un sogno di molti e anche dei particolari insignificanti come avere la striscia blu dell´ Unione sulle targhe automobilistiche assumono dei connotati di vitale importanza. Molte persone che conosco si sentono cittadini di ˝secondo grado˝, sentono di venir trattati in maniera diversa da coloro che possiedono il passaporto dell´ Unione e in questo contesto si puo` dire che l´ adesione viene vista come una questione sociale di grande rilievo. Con una Croazia ˝europea˝ i cittadini croati verranno messi allo stesso livello di un inglese, di un tedesco o di un italiano. Non ci ritroveremo piu` ad essere etichettati come ˝extracomunitari˝ ma potremo avvalerci degli stessi diritti e privilegi di qualsiasi altro cittadino dell´ Unione.

            Detto cosi`, il futuro della Croazia nella casa europea appare roseo e sembrano non esserci ragioni per rimanerne fuori. Tuttavia, la prospettiva europea deve venir considerata anche dal punto di vista di quelle persone che in un modo o nell´ altro ci perdono, o per lo meno credono di avere maggiori possibilita` nella Croazia odierna.

Si tratta innanzitutto degli imprenditori, dei contadini, degli allevatori che, abituati ad un mercato ristretto, si ritroveranno a competere con aziende molto piu` grandi, organizzate e competitive che fanno una concorrenza spesso sleale. Infatti, con l´ entrata nell´ Unione, il mercato croato sara` destinato a cambiare, diventera` piu` aperto, con maggiore possibilita` di scelta e quindi maggiore concorrenza. Questo fatto e` ovviamente positivo per il consumatore dato che in questo modo c´e` una maggiore offerta con prezzi piu` bassi e non si corre il rischio di andare incontro a un monopolio sul mercato. Comunque, molte ditte sono troppo piccole per poter competere in maniera efficente e quindi incontreranno delle serie difficolta`.

L´ Europa significa anche standard comuni, misure di sicurezza, metodi di produzione e regolamenti che devono essere uguali in tutti i paesi membri. In Croazia c´e` ancora tanto lavoro da fare in questo senso e molti trovano difficile, troppo costoso o addirittura inutile conformarsi alle normative comunitarie. Una volta in Europa dovremo rinunciare a vari modi di fare ai quali siamo abituati da tempo ma, dopotutto, se si accettano i benefici che l´ Unione porta, mi sembra giusto accogliere anche i doveri che essa impone.

Anche in questo caso esistono coloro i quali si oppongono all´ adesione per ragioni di ˝orgoglio nazionale˝, coloro i quali credono che entrando nell´ Unione la Croazia perdera` parte della propria identita` nazionale conquistata con grande fatica negli anni passati. In effetti, essere membro dell´ Unione significa rinunciare a parte della propria sovranita` a favore del benessere comune. Documenti come la Costituzione europea si sostituiscono a quelli di ogni singolo paese e per questa ragione c´e` chi non e` disposto ad accettare gli obblighi e le costrizioni che verranno imposti alla Croazia.

Comunque, essere membri dell´ Unione non significa solamente trarre benefici, significa anche cooperare ed applicarsi per il bene comune, sostituire agli interessi di un singolo paese quelli di una grande comunita` e in questo senso, credo che vedere il futuro del nostro paese nella comune casa europea diventi un obbligo ed un obiettivo per il quale lottare.