CONCORSO ASSOCIAZIONE DEI DALMATI ITALIANI NEL MONDO 2005

TEMA PER LE SCUOLE MEDIE SUPERIORI

DALMAZIA IN CROAZIA  - categoria B

1° - 2° - 3° Premio non assegnati. Si assegna un premio di partecipazione a:

                                                                    motto: Piccola Poliglotta                        Korina Vucetic

                                                                                                            IV classe Liceo

                                                                                         Comunità degli Italiani di Zara

    Il  Premio per le  scuole superiori della Dalmazia in Croazia purtroppo non viene  assegnato data la scarsa partecipazione. Viene dato un premio all’unico concorrente, lodandolo per il suo essere  proiettato verso il futuro con speranza, e per la sua tensione poetica, pur nella scarsa abitudine all'uso dell'italiano.

Tema:"Come immagini il futuro del tuo Paese nella comune casa europea ?"

 

Gli uomini sono i miei paesaggi. In loro identifico i paesi, le stagioni, cambiamenti e trasformazioni, stabilta e fugacita, gli anni e i secoli, stati, il tempo. In loro riconosco il buio della notte quando non ci sono chiaro di luna e le stelle nel cielo.Il tempo in cui viviamo ci ricorda al mare agitato sul quale possono navigare soltanto le navi costruite vigorosamente con capitani idonei. Ci ricorda anche al cielo cui prepara la pioggia torrenziale. La sporcizia dell' acqua, l' aria e della terra sono ogni giorno piu pericolosi per l' esistenza degli uomini. Nei cuori e nelle anime si sveglia l' inquietudine, e nelle menti la confusione.

Ma io voglio la nave vigorosa col capitano idoneo, e il cielo pieno di stelle. Croazia è il nostro regalo e il nostro destino. Viviamo adesso, qui ed ora, nel terzo millenio, in Croazia, vicino ad Europa. Questo non significa che possiamo vivere subito come tutti altri popoli europei, ma una cosa è certa; il destino dei Croati e Europa, non lo scivolo del entusiasmo, ma la scelta considerata. Possiamo essere come lo siamo adesso- poveri, piccoli…- ma non dobiamo essere ciechi ne irresponsabili come in quel tempo quando abbiamo lanciato il grido nel mondo, la nostra sofferenza e la verita, e quando abbiamo risplenduto nel cielo mondiale con il nostro patrimonio, religione, lingua, storia, usanze, kultura…, identita civile.

Eravamo come ciechi nel cammino con molti incroci, cosi piccoli nel universo. Per questo mi interessa la grandezza dello spirito croato, e non il colore del capotto con cui si deve ammantelare nell' inverno europeo. Mi interessa lo splendore della mia stella nel cielo europeo, mia Croazia, quella primigenia Croazia che si ricorda di se stessa e di sua vecchia realta. Questi sono i laghi acumulatirici del nostro futuro. Incontriamoci con la differenza degli altri, consideriamola e presentiamoci agli altri: la pietra della riviera, la pianura della Slavonija, l' azzurro dell' Adriatico, l' anima dei nostri antenati, i fondamenti della nostra resistenza, i giochi ingiusti della storia, nostre tombe e santuari. E, al sedile anteriore dell' automobile che si chiama „futuro dell' Europa e del mondo“, che si sieda per loro e per noi, la ragione.

E rifflettiamo, rifflettiamo mentre accettiamo i presenti Pokemon, Harry Potter, Internet, dirigenti mondiali, l' invidia e avidità degli altri, democrazia, aborti, eutanasia, guerra, pace, giustizia, stabilisazione… sono seducenti le luci della cima della piramide europea. Qui succede l' oriente e l'ovest, il nord e il sud dell' uomo.

E rifflettiamo, rifflettiamo ancorati in se stessi, che come generazione ripaghiamo col lavoro il destino di una parte dell' Europa e certo, del mondo. Rifflettiamo come dovremo accettare gli altri per fare loro ad accettare noi. Ecco, per questo gli uomini sono i miei paesaggi.

Dopo dei Zrinski e i Frankopan…, dopo il Vukovar, dopo otto secoli, alla scena mondiale ed europea siamo coi piccoli e grandi, uguali e diversi. Siamo insieme nei vortici del tempo e del destino, uno per l' altro.

A noi che siamo inveterati nella nostra identità le stelle brillano dappertutto ugualmente… le navi riposano nei porti. Il sogno accerchia il mio e il tuo paese. Le differenze non sono ravvisabili, alla prima vista nemmeno importanti. Che bellezza della natura e della vita! In nessun luogo nemmeno un po' di vento, mesta superficialità… come lontano possono essere gli orrori. E come è bella l' amicizia, e la cosa che la fa anche piu bella è che „l' alto è uguale al basso“ come ha detto Cicerone nel suo antico scritto retorico.

Gli uomini sono i limiti dei miei orizzonti. In loro identifico il Macedone e l' Italiano, il Tedesco e il Inglese, il Francese e il Russo, Croato… attraverso loro osservo l' inclusione nel destino del globo e tutti i popoli del globo… e sento le fanfare dell' epoca nuova che si riconosce per la battuta della tolleranza.