CONCORSO ASSOCIAZIONE DEI DALMATI ITALIANI NEL MONDO 2007

 

Sezione B

 

TEMA:    "Non ci credo ma...": le superstizioni e i rimedi popolari in Istria, a Fiume, nel Quarnero e nella Dalmazia

 

DALMAZIA IN CROAZIA – ELEMENTARI – LAVORI INDIVIDUALI – CATEGORIA “A”:

 

 

 

      1° PREMIO

 

Motto: MASMALICH                Atina Koljevina  

                                              

  Classe  VIII

        Corsi di Lingua Italiana Comunità degli Italiani Lussinpiccolo

 

 

 

Motivazione: Lo gnomo Masmalich, che sembra uscito dalla penna dell’abate Alberto Fortis, consente  alla giovane autrice di affrontare,

 con poche e semplici parole, un tema assolutamente attuale,  quello della sostenibilità ambientale... “Se rispetto  il bosco e la natura non devo aver paura.”

 

 

 Tema: Non ci credo ma...

 

Ogni paese ha il suo passato e con questo anche le sue profezie e leggende. Anche Cherso, l’isola con la più grande superficie in Croazia, non è di meno. A Cherso vive la signora Gianna, cara amica di mia nonna. Un giorno noi due siamo andate a trovarla e la signora Gianna ha colto l’occasione di raccontarmi la storia di Masmalich. “Bambina mia”, disse lei, “tu sai che io abito al nord di quest’ isola, vicino al bosco chiamato Tramontana. Questo nome gli diedero gli paesani, un po’ stanchi del vento che qua soffia spesso. A prima vista questo bosco non si distingue dai altri boschi di quercia nera, ma noi Chersini sappiamo la differenza. Devi sapere che i nostri avi andavano a fare la legna nel bosco Tramontana, ma quando erano pronti per tagliare l’albero, all improvviso sentivano strani rumori, sussurri provenienti dal profondo del bosco, avvicinarsi lentamente a loro. Anche i bambini che portavano la merenda ai padri erano sorpresi e spaventati dai bruschi movimenti fra i cespugli. In quei tempi tutto il paese non dormiva dalla paura ... Ma i più coraggiosi volevano vederci chiaro e scoprire il mistero. E lo fecero. Tornati dal bosco affermavano di aver visto un gnomo dal vestito e cappuccio rosso. Gli abitanti erano ancora più sorpresi perchè molti dubitavano del esistenza di quella creatura. Col passare del tempo il numero dei paesani che dicevano di aver avuto incontri ravvicinati con Masmalich, come lo avevano chiamato, aumentava. Alcuni, dopo aver tagliato l’albero, danneggiato la vegetazione, oppure gettato sassi sugli animali, improvvisamente si perdevano nel bosco. Guai a trovarsi li quando scende il buio, come il mio vicino di casa che confermava che il mattino seguente si era ritrovato dal’altra parte del bosco Tramontana, sul tetto di una casa abbandonata. Ma alle persone che invece di danneggiare, rispettavano la natura, Masmalich aiutava. Così, siccome era buono, ma anche birichino, gli Chersini lo proclamarono protettore di Tramontana.”

L’amica della nonna mi confessò che da parecchi anni non si sente parlare di Masmalich e molti cominciano a dubitare della sua esistenza.

Io, incuriosita, decisi di fare una passeggiata nel bosco. Uscendo di casa sentì la nonna dire: “Atenta a Masmalich!” E perchè dovrei? Se rispetto il bosco e la natura non devo aver paura. Esistesse il gnomo o no, madre natura saprà sempre come difendersi. Però sarebbe bello incontrare Masmalich!

 


 

                   2° PREMIO

 

        Motto: SIRENELLA                 Matea Vidulić

                                              

             Classe VII

                                      Corsi di Lingua Italiana Comunità degli Italiani Lussinpiccolo

 

 

 

Motivazione:in questo tema la superstizione locale viene inizialmente declassata rispetto a quelle condivise da tutti. Quindi assume un valore aggiunto, che passa attraverso la comprensione delle difficoltà di una famiglia che fa fatica a sfamare i propri figli e al contempo li cresce nell’amore di Dio.

 

 Una tranquilla sera d’inverno, io ed i miei tre fratellini ci siamo seduti vicino alla nostra nonna, vicino al camino. La nostra nonna sa tante storie della nostra isola. Le sere prima ci ha raccontato la storia di Apsyrtides, di Tramontana e di Macmalić, e oggi ha deciso di raccontarci la storia di Anna, una bambina che credeva alle superstizioni, ma non a quelle come venerdì 13, o ai spiriti, ma alle superstizioni ridicole delle nostre isole. E così incominciò la storia: “Tanto tempo fa c’era una bambina dal nome Anna. Viveva con la mamma, il papà e con tre sorelle. Anna era la più piccola, ma anche la più bella. Le piaceva tanto andare in chiesa e parlare con Dio. Ma il suo secondo amore era il mare. Anna era come un pesciolino, anzi come una sirenella. Nuotava nel mare blu, si tuffava e le piaceva tanto guardare il magico fondale marino... Una domenica d’estate tutti erano pronti per andare a messa, ma Anna ... Dov’è Anna? Anna nuotava ancora in mare! Le sorelle e la mamma chiamavano Anna, ma lei non voleva uscire e ha risposto che le piace di più stare in mare ed ammirare le bellezze che Dio ha creato. Tutto era abbastanza calmo. Tutto fino a quando è venuto il papà. Lui era buono e voleva tanto bene alle sue figlie, ma era tanto severo. Però, quando ha visto che Anna disubbidisse e che non può  fare niente, era tanto arrabbiato e triste. Non poteva credere che sua figlia, quella bambina così buona, quella bambina che canta così bene in chiesa, non vuole andare a messa, perchè pensa solo al mare. Si chiedeva cosa fare, pregava... e poi gli è venuta un idea. Si è ricordato dei giorni quando lui era bambino, quando lui pensava solo al mare e quando i suoi genitori gli raccontavano delle storie per impedirgli di andare al mare.

Allora, il giorno di San Giovanni Battista non si doveva andare al mare perchè l’estate non era ancora tanto caldo, per San Pietro e San Paolo si aspettava il temporale, per Sant’ Anna il mare era in fiore, il giorno della Madonna Assunta non si doveva andare al mare perchè la Madonnina piangeva... Però, adesso che era adulto aveva capito queste storie. In quel tempo la gente era povera e non aveva tanto da mangiare. Quando i bambini andavano al mare, ritornavano a casa con un grande appetito e così ecco cosa si inventavano i grandi per far dimenticare la fame ai bambini. Così pensò di “imbrogliare” anche Anna e incomincio a parlarle di queste storie. Quando è cresciuta Anna ha capito che quelle erano tutte storie inventate. Anna si è fatta suora, sicuramente perchè, anche se nuotava in mare, nuotava nel amore di Dio!”.

 


 

 

 

 

 

 

 

                                     3° PREMIO

 

             Motto: FORTUNA         Demis Koljevina   

                                    

                                            Classe VII 

                                   Corsi di Lingua Italiana

                         Comunità degli Italiani Lussinpiccolo

 

 

 

 

Motivazione: astuzia, prudenza, fortuna, ecco i segreti di un pescatore. E poco importa se la barca è a remi o a motore, se si va a pescare lontano o sotto riva. L’arte della pesca è ancora legata ad antiche credenze scaramantiche alle quali nessuno più crede, ma…l’autore ci consiglia, nel dubbio, di non sottovalutarle

 

 Il mio papà ama pescare e, se il tempo è bello, ci va ogni sabato o domenica. Io volevo andare con lui, ma alla mamma non piaceva quest’ idea. Diceva che cadrò in mare. Un giorno papà ha deciso che è arrivato il momento di andare a pescare e voleva portare anche me, ma quando eravamo sulla porta di casa mamma ci ha detto: „Buona fortuna!“. In quel momento papà rientrò in casa. Ero confuso! Era strano che non andiamo più a pescare perchè il tempo era bello, papà era di buon umore e la barca era in perfetto stato. Ma adesso papà era arrabbiato ed io non sapevo il perchè. Ho chiesto alla mamma che cosa è successo e perchè non andiamo più a pescare. La mamma mi disse: „Chiedi a papà la storia di quando si dice buona fortuna ad un pescatore“. E così sono andato da papà e gli ho chiesto di questa storia. Papà incominciò a raccontare: „Una volta in un piccolo paese sul isola di Cherso che si chiama Miholašćica abitavano due pescatori. Il primo si dava tante arie. Diceva che lui ha pescato il pesce più grosso, che era il migliore pescatore del isola… Ed il secondo pescatore era più silenzioso e pigro, non si dava tante arie, ma era più furbo. Naturalmente, questi due non erano buoni amici. Quando si incontravano cominciavano a litigare e a gridare tra loro. Ognuno diceva che era migliore pescatore del altro. Nessuno li sopportava. Così la gente del luogo ha organizzato una gara. Chi più pesci pescherà dall’alba alle otto di sera sarà il miglior pescatore del luogo. Il primo pescatore è arrivato prima della giuria per prontarsi la barca, ma il secondo, pigro, ha fatto tardi e così la gara è cominciata con un’ ora di ritardo. Tutta la gente del posto è venuta a vedere la gara ed alcuni cominciavano a scommettere. Quasi tutti dicevano che vincerà il primo pescatore. Ma il secondo pescatore ha detto al primo: “Buona fortuna!”. La gara incominciò. Il primo pescatore, che aveva una grande barca a motore, andò lontano. Il secondo pescatore, che aveva una barca a remi, restò più vicino e prima che ha cominciato a pescare ha fatto un pisolino. È arrivata la tempesta, ed il primo pescatore che era lontano, è riuscito appena appena a rientrare nella valle. Arrivò con due ore di ritardo, con la barca tutta rotta e senza neanche un pesciolino. Vinse il secondo pescatore che era più furbo. Aveva pescato un piccolo pesciolino ed è arrivato in anticipo. Dopo la gara il primo pescatore non si è fatto più vedere.”

E così ho capito perchè mio padre non voleva andare più a pescare. Quella “Buona fortuna!” ai pescatori non porta fortuna! Papà mi ripeteva: “Non pescheremo niente se andiamo..., la colpa e della mamma, lei farebbe di tutto per impedirmi di portarti a pescare!”

Ed io vi consiglio quando andate a pescare se qualcuno vi dice “buona fortuna”, tornate a casa! Non ci credo ma è meglio essere prudenti!