TEMA PER LE SCUOLE MEDIE SUPERIORI LAVORI INDIVIDUALI

 Categoria 1

 

 tema:  " Adriatico: legami e differenze fra le due sponde, ieri oggi e domani

 

 1° PREMIO

 

 motto RAMONA

  Marta Moćinić

 

         Classe  II  Ginnasio Generale  Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Motivazione:  visione rosea del rapporto tra le due sponde dell’Adriatico esposta in un linguaggio fluido e, a tratti, molto elegante e ben congegnato. Spunti colti da testi di riferimento importanti dimostrano consapevolezza culturale probabilmente sollecitata dallo studio in una scuola ricca di tradizione come quella fiumana che qui lodiamo.

In ogni caso, anche per noi, “ ora è il momento del mare”.

 

Due sponde costiere diverse, una frastagliata e rocciosa l'altra liscia e sabbiosa. Due culture e due lingue diverse. Queste due sponde così vicine e insieme così lontane vengono unite da questo bellissimo mare, il nostro mare Adriatico.

Un mare come questo anche se non grande, come tanti altri, suscitò e suscita tutt'ora spesso l'invidia del mondo.

Nell'antichità veniva chiamato "Mare Supersum". Ed è proprio che in quell'epoca si è conservata l'idea di predominio e grandezza del nostro mare. In questo mare si incrociavano tante vie quella del sale, del grano, dell'olio, del vino, delle spezie che venivano da Levante...

La gente così conosceva altre civiltà, tradizioni e culture portando una parte di tutto ciò sulle coste dell'Adriatico.

Il predominio della Serenissima sull'Adriatico durò tre secoli e mezzo. Venezia si aggiudicò il controllo della costa dalmata e dell'Istria. Sfruttò le bellezze naturali del Velebit e il lavoro della gente del nostro paese ma diede pure un grandissimo impulso all'arte croata.

Gli uscocchi pirati, definitisi "signori" dell'Adriatico attaccavano e saccheggiavano le galee veneziane.

Nel XV e XVI secolo attraversando l'Adratico si assiste a una vera e propria fioritura della cultura che investe le città costiere dall'Istria a Ragusa e le isole dalmate.

I giovani patrizi studiano a Roma e Padova e i rapporti tra le due sponde dell'Adriatico si fanno sempre più fitti. Su matrice e influenza italiana si sviluppano l'umanesimo e il rinascimento croato.

Purtroppo la storia non è stata sempre generosa assegnando a questo mare anche guerre cruenti, lotte per il predominio e tanti viaggi che spesso finivano tragicamente. Nella storia recente le due sponde vivono periodi bui simili. Ci sono state la I e la II guerra mondiale. Nel mare Adriatico allora alle navi passeggere e mercantili si sostituirono navi militari che trasportavano soldati e armi. Le due sponde entrarono in guerra e anche l'Adriatico diventò luogo di tragedie.

Dopo la II guerra mondiale l'Adriatico sarà testimone del grande esodo di circa 300 000 italiani che non accettando la nuova situazione politica abbandonano l'Istria, il Quarnero e la Dalmazia per arrivare sull'altra sponda in cerca di una vita migliore.  

Tantissime imbarcazioni aspettano nei porti e nelle baie la nostra gente che lascia le case, le bellezze degli scogli solitari, dei cipressi, dei fari e parte verso le coste italiane. In quelle coste ritrovano il proprio paese abbandonato come descrive Marisa Madieri nel suo romanzo "Verde Acqua": "Un po' più lontano l'Istria, pensai, c'era la mia città, sopra la quale quei nuvoloni sarebbero presto arrivati. Ma non provai rimpianto. Qui c'erano le stesse onde, lo stesso cielo, lo stesso vento. Mi sentii d'un tratto a casa. Ripresi a correre, saltellando, col cuore pieno di allegria."(cit. Marisa Madieri, Verde Acqua, Einaudi, Torino,1987)

Anche oggi tantissimi clandestini sognano questa costa italiana come un paradiso terrestre ma purtroppo le poche ore di navigazione attraverso l'Adriatico spesso hanno un fine drammatico. Il mare diventa sempre più calmo e sereno e noi, osservandolo, ci lasciamo perdere dalle storie che abbiamo sentito ed imparato e la fantasia rincorre immagini di pirati, mercanti, fughe di popoli e leggende. Oggi bisogna unire le due sponde, cancellare tutte le tragedie e dire la verità. Ciascuna delle sponde conosce le proprie contraddizioni e quindi serve tanto dialogo, amicizia e amore per poter conoscere e scoprire i paesaggi, la storia e la cultura dell'altro.

Predrag Matvejević descrive così la diversità del tramonto sulle due sponde:

"Sulla parte italiana il sole scende discretamente dietro alle colline, sulla costa orientale il sole affonda nell'enorme mare, con colori esagerati...queste due immagini sono come un pendolo che va da una parte all'altra, il consiglio forse è seguire il sole come una guida." (cit. Predrag Matvejević, Breviario Mediterraneo, Garzanti, Milano, 2004).

Oggi il traghetto attraversa l'Adriatico collegando Spalato ad Ancona, Zara a Bari e Pola a Venezia. Su questo traghetto viaggiano tantissimi turisti.

Il viaggiatore che attraverserà l'Adriatico troverà un paese che rincorre la modernità, che vuole far parte di un' Europa unita. Troverà uomini che amano l'Italia, la sua cultura e la sua lingua. L'Adriatico diventa tema principale di tanti convegni e discussioni perchè tutti noi vogliamo appartenere a un passato, ma spero, sempre rivolti verso il futuro guardando al mare come a una via aperta.

Anche per me "Ora è il momento del mare". Mi affaccio alla finestra e osservo il mare con tanta pace nel cuore.

 


 

 

 

 

                

                                                     2 ° PREMIO

 

                                                           Motto CARPE DIEM   

                         

                                        Daniele Kovačić  

 

 

Classe  IV  Indirizzo Informatico Scuola Media Superiore Italiana “ Leonardo da Vinci “ Buie

 

 

 

Motivazione: l’elaborato appare frutto del ripensamento personale di un ragazzo d’oggi immerso nella tragica  attualità  fatta di guerre globali e conflitti interetnici non conclusi. Si intravede una mente che progetta un futuro migliore, contrariamente al motto adottato  “ carpe diem”. La sua capacità di colloquiare con le diverse realtà dell’Adriatico dovrà essere utilizzata al meglio nel modo futuro. Ad maiora.

 

 Mare adriatico: da secoli e secoli teatro di grandi eventi e popoli della storia. Basti pensare a quante ne abbiano passate i fervidi guerrieri dell’Impero Romano per eccellenza, per passare alla grande Venezia, poi i turchi, gli slavi, in parte anche la severa Austria, in “bona-parte” pure Napoleone ci ha messo lo zampino, e ne potrei citare a più non posso. Le terre che circondano questo magnifico mare, sono piene zeppe di multietnicità, multiculturalità, frutto di tanti spostamenti delle genti, del commercio che il mare ha permesso e permette di effettuare.

Oggi ci ritroviamo con tutte quelle tracce: quali opere d’arte, architettura, cultura, lingue, di tutta quella marea di popoli che nel corso della storia hanno lasciato, ognuno puntualmente. Passeggiando per le città, dunque è normale trovare mura romane, qualche arco di trionfo o qualche anfiteatro, e subito dietro l’angolo, ad esempio, un palazzo con le bifore veneziane, superbe, pungenti.

Il contadino che coltiva la terra in Istria o in Dalmazia, ci mette lo stesso amore e dedizione di quello veneto, marchigiano, pugliese… Il pescatore di Ancona canta le canzoni con tanto amore mentre svolge il proprio lavoro, proprio come i canti spalatini dall’altra parte. C’è tutta una serie di fattori che legano le due sponde dell’Adriatico, sono le piccole cose, i gesti quotidiani che le rendono unite. Poi c’è il fattore “sfiga”, che distingue il versante orientale dall’altro: ovvero tutti quei brutti periodi di guerra che la zona ha subito.

Prendo in esame l’Istria, avendo voce in capitolo. Oggi regna, seppur con qualche intoppo migliorabile, il bilinguismo e la multietnicità. È una gran cosa per una terra come l’Istria. È importante e fa crescere le persone. S’impara, o come puntualmente lamento, si dovrebbe imparare a stare assieme; insomma, verso un processo di pace che a quanto pare, nel mondo ce n’è poca… Purtroppo la politica e i media di ambedue la parti non rendono il rapporto tra le masse molto amichevole. “Birichini” questi politici eh!? Resta sempre un mio pensiero, non è detto che sia così. Beh, con un po’ di sana ironia: se non mi lamento ora che scrivendo queste righe non rischio nulla…

Comunque sono contento di essere nato in questa realtà, perché ho imparato, e non finirò mai di imparare che il rapporto tra le persone, il dialogo, la costruzione della compattezza di una comunità, ci arricchisce notevolmente.

Chissà nel futuro cosa accadrà? Il mondo sta facendo un percorso di giunzione politica tra le varie terre, e rispettivamente, culture e lingue. Forse i confini non ci saranno più, o forse, e speriamo vivamente che non sia così, c’è ne saranno ancor di più! Nella storia ci sono sempre state singole persone a “governare” sul pensiero della massa, speriamo di trovarne uno disposto a farlo in modo positivo, perché, diciamocelo chiaramente: non va tutto a gonfie vele. Lo so, sono solo dei sogni. “I sogni son desideri….”, ma d'altronde se non sogno ora che ho diciotto anni, quand’è che lo farò?

 


 

 

3° PREMIO

 

 Motto INNAMORATA DELLA VITA   

 

 

Monica Šuran 

 

Classe  I  Indirizzo Economico Scuola Media Superiore Italiana Rovigno

 

Un’atmosfera di sogno pervade questo elaborato che non dice esplicitamente ma richiama sottotono tutti gli avvenimenti negativi e positivi che hanno caratterizzato nei secoli i rapporti tra le due sponde dell’Adriatico. L’Adriatico, la linea blu salmastra e divisoria che diventa dolce e sembra non esistere più.

C’è un sentimento comune che ci lega: la speranza in un mondo unito. Speranza di Monica e di tutti noi.

 

L'Adiatico, una linea blu che unisce e divide i popoli. L'amore e l'odio, due sentimenti che si alternano, da sempre! Il tempo passa,  i confini si costruiscono per poi venir abbattuti, e quello che resta è la speranza. 

Questa storia ha inizio in tempi lontani, tra gente diversa, ma i loro probemi sono i nostri, e c'è sempre una linea blu in mezzo. È una storia che sembra non avere un inizio, nè una fine, è come una ruota che gira all'infinito.

Molto tempo fa sono arrivati gli uomini, tanti uomini, divisi da una linea blu, lontani ma allo stesso tempo vicini. Hanno costruito delle case, coltivato il terreno, ma quello che costruivano veniva distrutto dalla guerra, dalla stupidità!

Passano le guerre e sembra trionfare sempre l'amore, la gente capisce che non servono tanti discorsi per andare avanti, bastano due parole: ti amo.

Quando tutto comincia ad ingranare, le case sembrano triplicare, le terre danno raccolti mai visti, la linea blu, salmastra e divisoria, diventa dolce e sembra non esistere più. Crolla il primo mattone, e poi un altro e un altro ancora...  

Ma cosa succede poi? Il tempo passa e si perdono gli antichi valori, l'amicizia e l'amore sembrano contare poco. Ormai gli uomini pensano al business, al capitale, al proprio interesse. Molti pensano che prima si stava meglio, che il progresso ci stia distruggendo. 

Oggi tutto è diverso, anche la grande linea blu, il mio mare è cambiato. Ormai esso non divide più i popoli, ma li unisce.

...Sto vicino al mare. Guardo l'orizzonte lontano. Sento delle voci: «Fermati......raggiungimi». Esse provengono dalla parte opposta della linea blu. Vorrei fermarmi, vorrei rispondere, ma ora non posso, ho ancora tanta strada da percorrere. Cerco di nascondere una lacrima, ma in me cresce la speranza che un giorno potrò rispondere a quel richiamo. Voglio vivere minuto per minuto, perchè la vita è bella. Voglio conoscere l'altra parte dell'orizzonte, i ragazzi, la cultura, le loro diversità. Voglio scoprire e imparare cose nuove, ma soprattutto rendermi conto che nonostante le differenze c'è un sentimento comune che ci lega: la speranza in un mondo unito!