2° PREMIO  

motto PIU’ CHE CISTI                                                                                            Alan Vincoletto, Manuel Fischer        
         
Classe V
    Scuola Elementare Italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” Capodistria

                                      Insegnante Nicoletta Casagrande                                                       Motivazione: la continuità del passato nel presente è rivendicata dai due  bravi alunni della classe V di Capodistria con un elaborato commosso, accurato e documentato. Il lavoro del nonno scalpellino diventa un paradigma dell' attività istriana e si fa storia, perché racconta in dialetto una realtà caratteristica del territorio. Le immagini fotografiche testimoniano che coloro che  " dormono sulla collina " un giorno sono esistiti, oggi sono tra noi. . . perché un popolo parla attraverso le sue tombe.

"L’attività e il lavoro dei nostri nonni"

Elscarpelin

Per far „sto lavoro che ne pareva „sai interesante gavemo dovù un pochetin pensar a cossa che fazeva i nostri noni una volta, de quanto che iera diverso quando che no iera tuta „sta tecnologia che xe ogi.Epur i nostri noni iera boni de far de tuto. Ma con tuta la roba nova che xe vignuda fora tanta altra roba no se ga più podesto far, metendo cussì de parte un toco de nostra storia.

Salvar le nostre tradizioni xe„sai importante per far saver chi che ierimo, chi che semo e chi che saremo.

Pensando un poco ai lavori dei nostri noni gavemo ben pensà de renderghe omagio al nono, ormai scomparso, de un nostro compagno de scola. El se ciamava Gaetano Ciacchi, detto "Turnek", el xe nato, cresù e morto in Sonichi sui Monti de Muja. El iera paron de cava, che za la iera de suo nono e el fazeva el scarpelin.

DOCUMENTI CHE DISI CHE LA CAVA NON IERA PERICOLOSA , …DOPO LA GUERA:

 

 

El lavor iera duro, se se alzava presto de matina, se 'ndava in cava e con stangolini, martei e piconi se scava i blocchi de arenaria, dopo i scarpelini specializai lavorava le piere per far salisi per le strade e per le case, pei mureti, per le piere de l'oio, per el curito dei porchi, per i pici curiti delle galine e dei useleti e ….

PICI CURITI PER GALINE E USELETI

 

                                                             PIERA DEL OIO E ORDEGNI DELA CAVA

 

 

 

 

 

ORDEGNI BEN IN VISTA

 

                           PIERE DEL OIO

         

 

 

I SALISI DE GAETANO TURNEK CON LAPO, EL CAN DEL NIPOTE.

 

 

 

 

… per far lapidi per le tombe nei zimiteri. Quele che ga fato el nono de sto compagno le se trova in zimiterio de San Micel a Lauran…

SCORCIO DEL ZIMITERIO DE SAN MICEL

In t' un picio paeseto

xe un grande zimiterio

co le anime dei nostri cari.

Tante tombe…

…pase e tristeza.

Se ricorderemo dei nostri defunti

e dei momenti pasai con lori.

El Signor ga dito:

"No „'ste eser tristi"

Con sto lavor gavemo volù far conoser l'architetura funeraria, perché pensemo che le tombe sia monumenti sai importanti che fa veder sai stili, richeza e povertà. Gaetano Turnek, col suo lavoro ga reso omagio ai architeti dei poveri, i scarpelini, che con solerzia e modestia scolpiva le lapidi e incideva i nomi anche con erori de ortografia. Sto zimiterio dove che se pol veder i lavori de sto sior ga tombe sai bele, e tante de famiglie riche che viveva sul monte.

PARTICOLARI DELE LAPIDI

                          TOMBE DE FAMIGLIA

 

 LA TOMBA DE VALERIA CREPA 

 

ALTRE LAPIDI

LA TOMBA DELA NONA DEL NONZOLO DELA CESA DE SANTA BRIDA

                           LA TOMBA DEI RAMPIGNAZI, I PIU’ RICHI DEL PAESE

 

   
                                 UNA DELE ULTIME TOMBE FATE A MAN  DEL SIGNOR CIACCHI 

 

TOMBE RECUPERADE CHE IERA ZA STADE BUTADE VIA E CHE LE FAMIGLIE SE GA FATO TORNAR

... DE CATERINA PETRUZZI ...

        …DE QUESTA NO SE LEGI PIU’ EL NOME

 

 

 

 

 

 

 

 

Volesimo finir„sto nostro lavoro con una poesia che ben la interpreta el nostro pensier:

"Ogni popolo ha diritto

di conservare nelle tombe

la propria fisionomia".

Camillo Boito

1884