3° PREMIO

 

MOTTO :  "LE  MAIELE"

 

 

 

Classe  I : Oriano Begović, Luca Beltrame, Eleonora BuršićMoira Lajic',Andrea Lončarević

 

Classe  II : Teo Baressi, Bruno Blašković, Antonio Devescovi,  Tamara Pribičević, Vanesa Vitasović, Ivan Zrnić Glavaš

 

Classe  III : Mihael Begović, Maria Bonassin, Lucija Bosek, Teo Morosin, Sebastijan Peruško,

Antonio Vitasović, Elisabetta  Vitasović 

                                             

Classe  IV : Daniela Bilucaglia, Filip Bosek, Mauro Chiavalon, Sara Derocchi, Gaia Forlani, Diego Gambaletta,

                   Arlen Kapetanović, Stephan Kaurin, Entony Orlić, Robert Pereša, Lorena Stocco, Jolene Bannister

 

Classe  I – II – III – IV

                                             

Scuola Elementare Sezione Italiana di Dignano

 

 

 

                                                                  I GIOCHI DEI NOSTRI NONNI

 INTRODUZIONE

 

Ai bambini basta pochissimo per toccare il cielo con un dito: un abbraccio della mamma, il sorriso del papà, un regalo, un giocattolo nuovo.

Sin da piccoli tutti noi siamo attratti dal gioco che, tra l'altro, ci aiuta a crescere e a sviluppare i nostri sensi e la nostra intelligenza.

Nel corso della storia i bambini sono sempre andati alla ricerca di qualcosa con cui giocare.

Hanno sempre giocato e sempre giocheranno e il giocattolo rimarrà un elemento insostituibile nella loro vita.

Noi bambini di oggi siamo sommersi da molti giocattoli: giochi elettronici, video games, bambole parlanti, però non ci divertiamo molto. Preferiamo guardare per ore la televisione.

Al tempo dei nostri nonni, i bambini, non avendo molti mezzi a disposizione, si accontentavano di ciò che trovavano qua e là e, molto spesso, costruivano loro stessi i propri giocattoli.

Il valore di questi giocattoli era dovuto anche alla povertà dei materiali con cui si costruivano: erano giocattoli in legno, ferro, latta e altri materiali di recupero.

 Infatti era proprio a causa della loro semplicità che lasciavano grande spazio alla fantasia .

 

I giocattoli di legno: - ˝el surlo˝; - ˝el pindolo˝; - ˝spade de legno˝ ; - ˝fionde˝; - ˝pistole de legno˝; - ˝trampoli˝

 

I giocattoli di ferro e latta: - ˝el sircio˝; - ˝frece con le balene dele ombrele˝ ; - ˝trampoli de lata˝

 

GIOCHI MASCHILI

 

EL PINDOLO: Si gettava per aria un pezzetto di legno,poi con un altro lo si faceva schizzar via. Si prendeva una bacchetta e con un pezzo di questa (misura stabilita) si calcolava la distanza dal punto di partenza. Chi gettava il legno più lontano aveva vinto.

 

EL SURLO: I surli si facevano con dei pezzi di legno appuntiti , ed erano una specie di trottola.

Venivano fatte girare con el “scuriadin”(frusta fatta con una striscia di cuoio legata ad un manico

di legno).Picchiavano i surli con la frusta e li facevano ruotare sulla punta.Chi per ultimo faceva

perdere l’equilibrio al proprio surlo,aveva vinto.

 

EL SIRCIO: Per giocare bastava un cerchio di una botte  o di un mastello e un pezzo di legno

 per farlo girare. Spesso giocando al “sircio” si facevano delle lunghe corse da soli o con gli amici.

 

                                                       

 

MARCO O MADONA: Questo gioco si faceva  nei giorni di festa quando i ragazzi avevano qualche moneta in tasca.

Il gioco si svolgeva tra due bambini.Ognuno sceglieva la parte preferita della moneta (marco o madona).Uno appoggiava la moneta  sulla parte superiore del pugno chiuso ; l altro bambino con un colpo la faveva cadere. Vinceva chi era riuscito ad indovinare da che parte sarebbe caduta la moneta.

 

 LE MAIELE: Un sasso piatto veniva lanciato abbastanza lontano.

 I ragazzi cercavano di colpirlo con degli altri sassi.

Chi andava più vicino al sasso piatto vinceva.

 

 I VIVI E I MORTI: Un pezzo di sasso, possibilmente triangolare, era

il bersaglio e i giocatori a turno cercavano di buttarlo giù.  Vinceva chi

per primo lo abbatteva.

 

LE BURÈLE: I giocatori che partecipavano al gioco delle “burle” possedevano da una  a tre sfere che potevano essere di legno o di sasso ben levigato.La sfera più piccola veniva posta a una distanza determinata dai giocatori.Vinceva chi aveva gettato le tre sfere il più vicino possibile alla sfera piccola.

 

I PUGNI: Tutti i bambini facevano un grande cerchio.Un bambino però rimaneva fuori e girava intorno al cerchio.

Toccava quindi con il pugno un bambino a sua scelta .Quello che era stato toccato si metteva a correre in senso opposto all’altro intorno al cerchio. Colui che arrivava per primo occupava il posto nel cerchio mentre l’altro bambino rimaneva fuori per continuare il gioco.

 

Alcuni di questi giochi venivano fatti sia dai maschi che dalle femmine.

 

PITA-COMANDA-CAROGNA: Si mettevano tre sassi in piedi e si cercava di abbatterli. Chi colpiva  Pita era il cattivo,chi abbatteva Comanda era il capo e chi prendeva Carogna non prendeva penitenza.

 

LA BISA: I bambini si mettevano in ordine di grandezza e si tenevano  per mano formando una lunga biscia. Dovevano quindi correre zigzagando senza staccarsi.Ad un certo punto uno dei bambini dava uno strattone per spezzare la catena.Coloro che si erano staccati uscivano dal gioco.

 

      

EL PALOS: Si disegnava per terra un tabellone con righe a zig-zag che formavano dei quadrati.

Quando il ragazzo gettava il pegno doveva saltellare su un piede solo fino al punto in cui si era

 fermato.

 

 

 

GIROLIMO PARTE SOLO: Un bambino era Girolimo e gli altri bambini rappresentavano un numero. Girolimo doveva saltare su un piede e a sua scelta chiamava uno dei bambini che rappresentavano i suoi figli (es.Girolimo parte con il suo primo figlio,Girolimo parte col suo ultimo figlio…) I bambini chiamati si attaccavano a Girolimo e dovevano assieme a lui saltellare su un piede solo.Vinceva chi resisteva di piú saltellando e non appoggiava il piede a terra.

 

Tanti di questi giochi esigevano un sorteggio tra i partecipanti per formulare le squadre. Perciò si facevano le conte cantarellando delle filastrocche.

 

LA PUMA  ( A SCONDISE ): Si faceva la conta per decidere chi doveva stare  con gli occhi chiusi.

 

Conta

Me lavo le man

per far el pan

par oun,par dui,

par tri,par quatro,

par cinque,par sie,

par sete,par oto

chi va fora resta soto.

Il ragazzo che veniva scelto in questo modo si metteva contro il muro con le mani sugli occhi per non vedere dove i suoi compagni andavano a nascondersi .Nel frattempo contava fino a quel numero che avevano stabilito in precedenza.Quando aveva finito di contare gridava:

-Uno,due ,tre-chi xe,xe

Chi no xe,no xe-mi vado e serco.

 

Iniziava quindi a cercare.

Coloro che si erano nascosti osservavano il bambino che li stava cercando.Se questi si dirigeva verso la direzione opposta loro saltavano fuori dal nascondiglio e correndo andavano a toccare il posto dove il bambino aveva fatto la conta e quindi gridavano:

 

-Uno,due,tre per mi!

Se il bambino che stava sotto riusciva a vedere qualcuno tornava indietro dicendo:

 

Uno,due,tre per…(diceva il nome)

Vien fora che te go visto.

 

La volta successiva toccava star sotto a quel bambino che era stato scoperto. Se però nessuno veniva scoperto, stava sotto ancora una volta sempre lo stesso bambino.

 

XE  ROSTO EL PAN: Tutti i bambini si prendevano per mano.Il primo della fila chiedeva all’ultimo:

 

Primo:”Toni,xe rosto el pan?”

Ultimo :”Sì, anche brusà .”

Primo:”Chi lo ga brusà?”

Ultimo:”Quela bruta vecia là.”

Primo:”La ciaperemo ,la ligheremo co le cadene de San Simon ,mezo  paron,mezo paron.”

Ultimo:”Povera,la xe mesa in cadene,fra tante pene,ghe tocherà morì! ”

 

E così il primo della fila con tutti gli altri bambini dietro passavano sotto le braccia dei due ultimi intorcigliando il penultimo bambino.Il gioco continuava finchè tutti i bambini non venivano a  trovarsi con le mani intrecciate.Ogni volta che passavano sotto le braccia di due bambini cantavano,nominando il bambino di turno:

 

“Povero Toni ,el sarà imprigionà

con sento cadene el sarà incadenà.”

 

LA CAVALINA   O   SUCHERO E  CAFÈ: Giocavano due squadre di ragazzi. Uno appoggiava le spalle al muro e teneva fra le mani la testa di un compagno al quale si appoggiavano tre o quattro formando un ponte. Gli altri della squadra avversaria dovevano saltarvi sopra. Chi cedeva aveva perso. Quando i ragazzi del ponte,si accorgevano di cedere,dovevano gridare  “Cafè”e perdevano.

                                      

EL FRATE: Dopo aver scelto il “frate” i giocatori si dispongono in cerchio. Ogni partecipante escluso il “frate”,rappresenta un numero. Quando si sente chiamare il proprio numero si deve rispondere immediatamente,senza impaperarsi nel dialogo con il “frate” o con il numero chiamato a rispondere.Il “frate” inizia il gioco dicendo:

 

                                         -El frate ga perso la savata

el numero x la ga trovada.

-Chi mi?

-Ti si.

-Mi no.

-Chi po?

-El numero x

                                                                                         X  -Chi mi?

                                                                                             -Ti si.

 

Allo sbaglio il gioco inizia nuovamente. Chi sbaglia paga un pegno e poi per riscattarlo dovrà fare una penitenza.

 

GIOCHI FEMMINILI

 

IL GIOCO DELLE “PIGNATE”: Alcune bambine si disponevano in fila mentre altre due iniziavano una conversazione.

Una chiedeva:”Gavè bone pignate?”

L’altra rispondeva:”Sì,quala la vol?”

La bambina andava dalle ragazzine che stavano in fila e sceglieva quella che più le piaceva. Poi chiedeva alla padrona:”Quanto la vol?” “Do soldi.”rispondeva lei

La compratrice dava due colpi in testa alla bambina prescelta e se questa non gridava  (significa che era una “bona pignata”) veniva comprata e portata via, altrimenti se ne sceglieva un ‘altra. Alla fine del gioco  quando tutte le “pignate” erano state comprate e portate via,si faceva un bel girotondo.

 

IL GIOCO DELLE VETRINE: Si scavava un buco nella terra. Vi si disponevano

pezzetti di carta colorata, sassolini,vetri colorati, fiorellini ,foglie e quindi si ricopriva con un grande vetro trasparente.  La bambina che aveva fatto la vetrina più bella veniva premiata con  delle mandorle.

 

             

 

 

   PAPAGAL,PAPAGAL,CHE ORA XE?: Veniva scelto un bambino che doveva essre rivolto  verso il    muro e rappresentava ”el papagal”. Gli altri giocatori si trovavano ad una certa distanza disposti in      riga e uno alla volta chiedevano al ”papagal” : ”Che ora xe ? ”  

  Lui rispondeva ad es. ” Due pasi de elefante” oppure ” Dieci pasi de formiga” o ancora ” Quatro salti    de canguro” . il bambino che arrivava per primo a toccare il muro era a sua volta ”papagal ”

  

                 

LE BELE STATUINE: Il gioco consisteva nello scegliere una bambina del gruppo che rivolta verso il muro diceva: ” Xe pronte le bele statuine ? ” Le altre bambine si mettevano a loro volta nella posizione desiderata.Dovevano rimanere immobili fino a quando la bambina ne sceglieva una,la più bella.

                             

        

EL PORTON: Le ragazze tracciavano sulla terra sette caselle .Con il piede gettavano sulla prima casella un sasso. Se il sasso veniva a toccare la riga ,la ragazza doveva lasciar giocare la sua avversaria. Se invece il sasso cadeva nella casella la ragazza poteva usarla per riposarsi dopo aver saltato le altre caselle con un piede.Le altre dovevano saltare questa casella.

 

 

FOGO,FOGHETO,FOGON: Due ragazze facevano girare la corda. Un giocatore tentava di saltar la corda.

Al grido ”fogo” la corda veniva girata lentamente,a ”fogheto” un po` più veloce, mentre a ”fogon” la corda girava velocemente.

 

 

                            

 

 

            La nostra insegnante alle prese con il salto della corda.

 

 

 

 

TRAN TRAN TRAN PASSA LA GIARDINIERA: Potevano partecipare  maschietti e femminucce.Due si prendevano le mani e sollevavano le braccia in modo da formare un arco.In fila indiana e tenendosi l’uno ai fianchi di quello che stava davanti,gli altri partecipanti dovevano sfilare sotto quell’arco cantando:

-Tran tran tran

Passa la giardiniera.

Chi ultimo resterà?

 

Ad un momento inaspettato,quelli che facevano l’arco abbassavano di scatto le bracciae,imprigionato uno della fila,si susseguivano domande e risposte.

 

I due: Dove ti ieri?

Prigioniero: De mia nona.

I due: Pan e figà.

I due : Spuda fora che xe un pecà.

 

Il prigioniero doveva fatto l’atto di sputare. L’interrogatorio continuava.

 

I due: Quanti ani ti ga?

 

A questo punto i due che li tenevano tra le loro braccia, cominciavano a dondolarlo tirandolo in avanti e all’indietro per tante volte quanti erano gli anni da lui denunciati. Finita la penitenza gli chiedevano:

 

-De chi ti vol andar

Del pomo o del pero?

 

A seconda della preferenza espressa,l’interrogato si metteva dietro uno dei due ragazzi che,preventivamente ed in tutta segretezza, avevano assunto il ruolo di Angelo o di Diavolo. Giunta la volta dell’ultimo della fila,risultavano due fazioni che , scherzosamente, si affrontavano gridandosi: -Angeli!Angeli! Diavoli! Diavoli!

Generalmente i giochi nacquero dalla fantasia spontanea dei ragazzi che si ispiravano per crearli alle cerimonie religiose e, per imitazione, ai gesti e alle abitudini degli adulti. Nei giorni di festa si giocava a tombola. Intorno a un gran tavolo, grandi e bambini si riunivano. Ognuno aveva davanti a se una cartella per giocare e per segnare i numeri bisognava prendere i fagioli o i ceci che venivano posti al centro del tavolo. Si trascorrevano in questo modo interi pomeriggi e tante serate dopo cena.

                                    COME SI DIVERTIVANO

A volte, guardando gli anziani ,riesce difficile pensare che "qualche" anno prima sono stati bambini e, come tali, hanno giocato, corso e vissuto i divertimenti tipici dell’infanzia. Abbiamo così pensato di invitare due dei nostri nonni per conoscere un piccolo pezzo della loro vita,quella che sarebbe stata utile per portare a termine questo nostro lavoro di ricerca. Quanto ci hanno detto è stato raccolto e arricchito con fotografie.

                       

L'intervista

 

 

                                                    

 

 

Ai nostri nonni abbiamo fatto queste domande. Alcune sono di carattere generale, altre, più specifiche sono servite a confermare o negare le ipotesi che avevamo fatto noi.  

Quanti anni ha?
Dove abitava?
Dove giocava di solito?
Giocava in casa?
In cortile?
Per strada?
In campagna?
Nei parchi?
Sugli alberi?
A scuola?
Quali giocattoli possedeva?
Quali giochi faceva?
Giocava con le biglie?
Con le trombette fatte di canne?
Con il pallone?
Giocava a nascondino?
Ad acchiappino?

 

Il signor Luciano Biasiol,di anni 67, il nonno di Bruno ci ha dato delle risposte molto eloquenti.

Giocava nella contrada dove era nato e dove vive tuttora. I giochi erano fatti tutti all`aperto ed erano giochi di gruppo.Si giocava per le contrade,sulle aie,lungo le strade lastricate,sotto i portici, ma preferiva giocare in piazza perchè c`era molto piú spazio e non c`erano automobili. Il signor Luciano ha tenuto a precisare che i bambini di un tempo erano molto piú uniti di quelli di oggi giorno,preferivano i giochi di squadra,anche assieme alle femminucce,mentre i bambini di oggi preferiscono giocare da soli in casa attaccati ai loro computer o alle play-station. Alcuni tra i giocattoli che ci ha elencato nonno Luciano erano anche pericolosi:

ad es. la fionda ,la freccia con gli archi ricavati dalle stecche degli ombrelli,le cerbottane … Ci ha consigliato di non provare a costruire da soli questi giocattoli,ma di chiedere aiuto ad un adulto. Nonno Luciano per dimostrare alcuni giochi che si ricordava faceva da bambino si è immedesimato nel gioco facendoci partecipare  volentieri.

Le fotografie lo dimostrano:

     

                         

 

Continuavamo ad ascoltare come rapiti:

La signora Mirella Dorliguzzo,di anni 65,la nonna di Mauro, è stata una nonna ˝modello˝,una nonna che ha saputo giocare,saltare e correre con tutti noi durante il nostro incontro. Quando era bambina  nonna Mirella giocava con tutti bambini della sua contrada,non solo con le amiche femmine. I giochi che preferiva però era quello delle, ˝ vetrine˝ , ˝Papagal,papagal,che ora xe?˝e vari giochi fatti con la palla e con le arance che abbiamo avuto l`occasione di imparare e di provare. Le fotografie ne sono una dimostrazione 

          

             CONCLUSIONE

 

In base alle testimonianze abbiamo notato che i giocattoli sono cambiati, ma lo scopo del gioco è sempre lo stesso.

 

Per noi bambini  giocare  oggi vuol dire:

-        ESSERE LIBERI

-        STARE IN COMPAGNIA

-        DIVERTIRSI

-        SCHERZARE

-        INCONTRARE NUOVI AMICI

-        IMPARARE A RISPETTARE GLI ALTRI

-        IMPARARE TANTE COSE NUOVE

-        ESSERE FELICI

-        ESSERE A CONTATTO CON LA NATURA

-        CRESCERE 

 I giochi che preferiamo fare sono:

 

               MASCHI                                               FEMMINE

 

                 calcio                                                  a nascondino

                 biglie                                                  all  elastico

              automobiline                                          con le Barbie

                robot                                                  a computer

            a computer

 

I giochi che ci sono piaciuti di più e che abbiamo giocato nei giorni successivi alla visita dei nonni sono stati:

- ”Marco e madona”

- ” La bisa”

- ”Le bele statuine”

 

Perciò vogliamo chiudere questo nostro lavoro con una massima scaturita da noi alunni:

QUELLA DI FARE UN PASSO INDIETRO PER RECUPERARE LA FANTASIA E LA VOGLIA DI GIOCARE DI UNA VOLTA!