13° CONCORSO MAILING LIST Histria 2015

 
Elementari – Lavori individuali  – Categoria “ a “, sottocategoria “ 1 “
1° Ciclo - Scuole elementari - classi dalla 1a alla 4a per la Croazia - classi dalla 1a alla 5a per la Slovenia

 

- Traccia 1: “I nostri noni ne conta - i nostri nonni ci raccontano" - storie e memorie del vostro passato familiare   

- Traccia 2: "Vita di scuola"

- Traccia 3: "Mi presento"

 

 

 

 ORSO POLARE 2                                                                   Evan Paljuh   -   Classe II
                                                                          
Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”  Sezione Periferica di Valle

       Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

I NOSTRI NONI NE CONTA

EVAN: Nonna, ti piaceva andare a scuola quando eri piccola?

NONNA: Non proprio tanto...

EVAN: Com'eri tu da alunna?

NONNA: Ad essere sincera  ero così, così...

EVAN: Quali materie avevi a scuola?

NONNA: Mi ricordo che avevo matematica, croato, natura e tedesco.

EVAN: Ascoltavi la maestra? Era severa?

NONNA: Sì sì, la ascoltavo... i maestri quando ero piccola io erano molto severi. Dovevamo stare in ginocchio sul sale o sul riso e faceva molto male...

EVAN: Avevi tempo per studiare quando eri bambina?

NONNA: Tempo ne avrei avuto ma non avevo tanta voglia.

EVAN: Fino a che età hai frequentato la scuola?

NONNA: Fino ai dodici anni, non era obbligatorio andare avanti se non ne avevi voglia.

EVAN: Avevi molti libri e quaderni da piccola?

NONNA: Per andare a scuola avevo tre libri e due quaderni.

 

 

PRINCIPESSA 2                                                              Antonella Drandić   -   Classe II

                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Sezione Periferica di Valle

                                                                                            Insegnante: Ines Piutti Palaziol

I NOSTRI NONI NE CONTA

Mia nonna Milka vive a Carmedo. Lei frequentava la scuola elementare a Smoljanci dal 1946 al 1950 e poi quella di Sanvincenti. Mi ha raccontato che a scuola era bravissima e le piaceva molto andarci. Le materie che ascoltava a scuola erano storia, lavoro a mano e croato. Da piccola non aveva quaderni ma usava una piccola lavagna che stava nella sua cartella. Ogni giorno riceveva qualche compito da fare a casa. In classe erano in trenta.

Mia nonna Nada invece vive in Canada Frequentava la scuola a Gallesano dal 1963 al 1967 e poi quella di Pola.A scuola era bravissima. Ogni giorno per merenda aveva caffellatte e pane e marmellata. Avevano delle scodelle colorate ed ogni giorno bisticciavano quando c'era da scegliere il colore della scodella. Aspettavano con ansia il riposo per giocare a campana, stella in mezzo e per saltare la corda. Lei e suo fratello andavano a piedi a casa e quando lui vedeva una pozzanghera ci saltava dentro e poi nascondeva i suoi vestiti sporchi. Però, quando la mamma tornava dal lavoro, le vicine di casa le raccontavano che cosa aveva fatto e poi lui doveva mostrare i suoi vestiti sporchi.

 

 

 

MARMOTTA 2                                                                         Dorian Macan   -   Classe II

                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Sezione Periferica di Valle

                                                                                             Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO

DORIAN: Nonno, ti piaceva andare a scuola?

NONNO KARLO: A scuola? Hmm... diciamo di sì però qualche volta scappavo?

DORIAN: Scappavi? Ma allora, com'eri tu da alunno?

NONNO: Ha, ha... caro mio, io ero molto dispettoso.

DORIAN: Quali sono le materie che avevi a scuola?

NONNO: Avevo aritmetica, geografia, storia, matematica e italiano.

DORIAN: Com'erano le maestre quando tu eri bambino? Erano più severe della mia?

NONNO: Caro Dorian, quando eravamo cattivi e non ascolavamo le maestre ci mettevano in punizione dietro alla lavagna e ci picchiavano sulle mani con la bacchetta.

DORIAN: Con la bacchetta nonnino? Mamma mia... che male deve fare...

NONNO: Eh sì... faceva proprio male però noi eravamo coraggiosi.

DORIAN: Fino a che hai frequentato la scuola nonno?

NONNO: Io ho frequentato la scuola per muratore fino ai sedici anni.

DORIAN: Avevi tanti libri?

NONNO: Avevo tre libri e due quaderni. In un quaderno si scrivevano due o tre materie.

Ad essere sinceri caro Dorian io, più che andare a scuola, preferivo andare in giro per i boschi in cerca di uccelli e giocare con il mio cane che si chiamava Torco.

 

  

 ORCHIDEA 2                                                                          Deni Piutti   -   Classe II

                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Sezione Periferica di Valle

                                                                                        Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

I NUSTRI NONI NE CONTA

Nonna Femi ha frequentato la scuola fino alla sesta classe elementare e poi è dovuta andare a lavorare perché le condizioni economiche non erano delle migliori. Lei proviene da una famiglia numerosa, erano in dieci: otto bambini e mamma e papà. Nonna Femi mi ha raccontato che non le piaceva andare a scuola perché non andava molto bene. Portava soltanto un libro ed un quaderno. Le materie che seguiva erano italiano, matematica, natura, disegno, ginnastica e musica. Non faceva spesso i compiti perché non aveva tempo visto che doveva aiutare i suoi genitori a vendere il pesce. I maestri erano severi e li mettevano spesso in punizione. I genitori di mia nonna, i miei bisnonni erano malati, non davano molta importanza all'istruzione e volevano che lei diventasse grande per poter andare a lavorare. La sua infanzia, da quello che mi dice lei, non è stata molto felice.

I genitori di nonno Jože invece erano benestanti. Loro davano molta importanza alla scuola. Lui l'ha frequentata in Slovenia. A terminato sia la scuola elementare che quella superiore a Maribor. Gli piaceva andare a scuola, lo faceva volentieri ed era un ottimo alunno. Aveva molti libri e quaderni e gli piaceva tanto leggere. Alcune delle materie che ascoltava erano matematica, storia, lingua slovena e lingua serbo-croata. I maestri erano severi e se gli alunni non ascoltavano li mettevano in punizione.

 

  CALCIO                                                                              Lucio Laganis   -   Classe IV

 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                           Insegnante: Loretta Giraldi Penco

I NOSTRI NONI NE CONTA

Un giorno, mi e mio nono Roberto, semo andadi pasegiar. Alora el me ga comincià contar che una volta no jera telefonini, che jera solo xioghi che se fazeva tuti insieme; le s'cinche, le plocke, calcio con i soldini e con la scatola de forminanti, con le fionde e l'arco e le frece fate de lori. El me ga anca contà che la sera, no se jera sul divano a vardar la television, ma se contava le strie. A scola i maestri co' ti jeri disubidiente i te dava con la bacheta.

Mia nona Linda che viveva in paese, prima de andar scola, la doveva distrigar el pajon, la doveva verzer le galine. Mia bisnona Palmira, la andava a xmonzer le armente de matina bonora, la meteva el late boir e dopo caldo con el pan xalo la ghe lo dava a mia nona per marenda. Scola se andava a pie. La colazion de mia nona a scola jera sempre la stesa: pan xalo fato in casa in tel spacher, con dentro una fritaja dura fata de do ovi freschi.
Altro che pan e mortadela!!!!
Quando la tornava casa de scola se doveva lavorar: pascolar i „tukići“ (dindi), darghe de magnar ai porchi, ingrumar le spize e inpisar el fogo, jutar preparar la zena e lavar i piati. Quando mancava l'acqua se andava coirla: se caminva due chilometri per andar e due chilometri par tornar. I compiti se li fazeva de sera dopo zena a lume de petrolio o de carburo. La lume jera in porcelana e la fazeva una luce debole. Mia nona doveva netar ogni tanto la lume con la trapa e con la straza.

De magnar in casa non mancava mai perché quel che mancava ti lo procuravi vendendo tachini o vendendo ovi, anzi, baratando che significava scambiar le merci. Dala Ciciaria rivava el formagio e la puina de piegore che vegniva baratada con noxe, formento e biava, che i mii bisnoni gaveva in casa. El mio bisnono Pino fazeva tuti i mestieri, mai per soldi ma per quel che mancava in casa.

Mi me par un mondo strano, ma me piaxi co' i noni me conta le robe.

 

DELFINA                                                                           Joan Marfan   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                    Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

MI PRESENTO

Io sono Joan, il mio cognome è Marfan.

Ho gli occhi blu-verde, i capelli lunghi, lisci e marroni e sono alta.

Vivo in campagna, a Salvore in Mazzuria.

A me piacciono molto gli animali: ho sei gatti, due cani e mio nonno ha le mucche; vorrei avere anche dei coniglietti ma per mia sfortuna non ce li ho.

Amo la natura, mi piace raccogliere i fiori e metterli nei vasi.

A me non piace la scuola, sono abbastanza timida; vorrei restare a casa per giocare con i miei animali, accudirli ed addomesticarli.

Sono nata il 15 maggio 2004. La mia migliore amica si chiama Giulia.

Frequento la scuola periferica di Bassania, la quarta classe ed ho una maestra molto simpatica.

Ho dieci anni e a maggio compirò undici.

Da grande diventerò scrittrice e girerò tutto il mondo.

 

NINTENDO                                                                             Alex Radin   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                        Insegnante: Loretta Giraldi Penco
 

MI PRESENTO

Ciao! Io mi chiamo Alex, ho dieci anni e sono nato a Fiume il 27 gennaio 2005.

Ho i capelli color marrone chiaro, gli occhi azzurri e indosso sempre le scarpe Nike rosse, blu e bianche.

Amo giocare con gli animali ma mi piacciono molto i cani e i gatti: i miei si chiamano Don, Tara, Tia e Roki.

Da grande vorrei fare il dentista per poter anche lavorare con mia zia.

Vivo in campagna e i miei migliori amici sono Lucio e Alex.

A me piacciono molto i giochini di Pokèmon sul Nintendo 3 ds XL.

Il posto che mi piacerebbe visitare è New York perché c'è un negozio con tantissimi giochi.

A me piace stare in mezzo alla natura aiutando mio nonno nei campi.

 


PSP                                                                                       Thomas Rota   -   Classe IV

                                                              Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                          Insegnante: Loretta Giraldi Penco

I NOSTRI NONI NE CONTA

Un giorno son torna' casa de scola e son anda' de mio nono a jutarghe a riparar el trator; e fin che lu' lavorava e mi ghe pasavo le robe, lui me contava…

Un giorno, quando el podava le vide, mia nona xe vegnuda in campo paria che el vadi sula pianta ciorghe un dò peri. Mio nono, ga lasa el suo lavor, e el xe andado a Fontane, el se ga ciolto un scatolon e el se ga rampigà sul pero a colexer peri.

Ma co'l gaveva de far le scale par tornar xo del perer, la scala se ga tombolà, mio nono stava par cascar e soto de lù jera mia nona che lo vardava.

Par no cascar su de mia nona e farghe mal, el se ga butà xo per indrio e cusì el se ga roto la man; ma no'l ghe ga fato mal a mia nona.

Con questa storia vera che el me ga contà, go capì quanto mio nono ghe vol ben a mia nona!

 

FIORE                                                                                  Giulia Brosolo   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                         Insegnante: Loretta Giraldi Penco

MI PRESENTO

Io mi chiamo Giulia, ho dieci anni. Sono nata il 15 marzo 2005 a Pola. Ho i capelli non tanto lunghi e li ho castani, ho gli occhi di colore marrone scuro, sono magra e mi piace portare gli orecchini. Amo indossare le scarpe di ginnastica.
Vado a danza classica e la prima volta che ci sono andata avevo quattro anni; la frequento già sette anni.

A me non piace mangiare il broccolo, la pasta con la salsa, il cavolo, il radicchio rosso e i cachi.
Mi piacciono invece le pere, le ciliegie, le mele, il gelato, ecc…

 

 CONIGLIO                                                                            Kevin Breščić   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                            Insegnante: Loretta Giraldi Penco

MI PRESENTO

Salve! Io sono Kevin, ho undici anni e abito in un piccolo paesetto di campagna. La mia famiglia è composta dal papà Loris, la mamma Barbara, la sorella Chiara e la nonna Ida. Ho un bel cane di nome Betoven e dei bei coniglietti. Il mio miglior amico è Deni Mlinarić e il nostro gioco preferito è fare moto cross con le bici per il fango e in discesa, da dove ci lanciamo ad alta velocità.
Ho i capelli castani e gli occhi che cambiano colore dal blu al verde.

 

 PALLONE                                                                             Alex Valentić   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania
                                                                                      Insegnante: Loretta Giraldi Penco     

                         
                                                                                     I MIEI NONNI MI RACCONTANO

Un giorno sono andato da mio nonno per farmi raccontare una storia.
Mi ha raccontato che quando era bambino non c'erano tutte queste diavolerie che usiamo noi oggi: non c'erano gli smart phone, le console per videogiochi,…ma c'erano solo la tv in bianco e nero.
Ai suoi tempi ci si divertiva con poco: il suo giocattolo preferito era la ruota (lo scheletro) e la faceva girare spingendola con una canna. Gli piaceva anche fare la corsa con i tappi (automobiline). Mi ha raccontato che a tredici'anni si era innamorato di mia nonna e poi, a ventisette, si sono sposati.
E dopo questa storia ho capito che ci si può divertire con poco e che il primo amore si trova sempre da qualche parte.                                                              

               

 LEONE                                                                                Erika Vižintin   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                      Insegnante: Loretta Giraldi Penco


                                                                                    I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO

Io e mio nonno siamo andati a fare una passeggiata vicino al lago e in quel momento mio nonno ha iniziato a raccontare… quando lui era piccolo in quel lago c'erano tanti pesci per pescare e c'andava insieme al suo nonno.
Lì vicino, c'era una scuderia dove, sempre insieme a suo nonno, amava andare a guardare i cavalli.
Si ricordava in particolare di quando, per muoversi, usavano l'asino e il carretto; lui si divertiva star seduto sul carretto mentre l'asino andava… e interessante! L'asino non si scordava mai la strada del ritorno. Io e il nonno, stavamo vicino al lago, e mi guardava e mi raccontava i suoi ricordi sorridendo.

Ricordo quella giornata e di come tutti e due siamo ritornati a casa felici e contenti.
 

 

 ALBERO                                                                               Elian Conti   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                                       Insegnante: Loretta Giraldi Penco

MI PRESENTO

Ho quasi nove anni. Sono nato il 25 aprile 2006 a Pola. Frequento la scuola periferica di Bassania, la classe III. Mi piace andare a scuola, vedere i miei amici e giocare con loro. Mi piace anche giocare con i dadini lego e con i miei animaletti. Mi diverto molto andare in viaggio e scoprire cose nuove.

Sono molto allegro e gentile.

 

 NICA                                                                                 Veronica Stocco   -   Classe IV

                                                                         Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                           Insegnante: Ester Contossi

 

 I nostri nonni ci raccontano

Una volta, mi racconta la mamma, i nostri nonni erano dei vecchietti bianchi, un poco curvi, con la tosse e tanti piccoli acciacchi. Sinceramente a me questo sembra impossibile perché mio nonno non è affatto  così, anzi lavora instancabilmente, fa lunghe passeggiate e gioca con me e mio fratello e per la nonna vale lo stesso discorso.

 Con i nonni  non ci si annoia mai, hanno sempre qualcosa da raccontarci, un fatto accaduto quando erano  giovani oppure inventano storie per farci divertire. Adoro sfogliare i vecchi album di foto in bianco e nero dei nonni ed ascoltare i loro ricordi legati a quelle foto. L' altro giorno guardavo per l' ennesima volta le foto del loro matrimonio e una in particolare ha attirato la mia attenzione… C' era il nonno che cantava assieme a degli amici…ciò mi ha molto incuriosita e siccome io sono una che vuole sapere tutto, sono corsa dal nonno a farmi raccontare la storia di quell' immagine e lui beato,ridendo, ha iniziato a raccontare…

„ Al mio amico Pino piaceva una ragazza di nome Marina, ma disgraziatamente era una frana in fatti di cuore e non sapeva come avvicinarsi alla ragazza e ancor meno dichiararle il suo amore. Non ci faceva più vivere; non parlava d' altro di quanto era innamorato, quanto era bella,Marina di qua, Marina di là, insomma ci aveva stufato.Io e i miei amici avevamo capito che dovevamo escogitare un piano per aiutarlo e far finire quello strazio e ci è balenata un' idea. Ci munimmo di chitarra e andammo tutti assieme a cantarle una serenata sotto alla finestra della sua camera. Sai com' è finita? All' improvviso ci è piombato addosso un catino d' acqua gelata e ci ha fatto scappare tutti…mi sa che la serenata non era stata gradita! Ciò ha fatto infuriare  e disinnamorare il mio amico e  noi  non abbiamo più sentito parlare di Marina.“

Questi sono i racconti di mio nonno e anche se sto diventando grande e qualche volta metto in dubbio che siano veramente accaduti, non mi stanco mai di ascoltarlo e di adorarlo come quando ero piccola.

 

 RINA                                                                              Rinesa Osmani   -   Classe IV

 Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                       Insegnante: Ester Contossi

Mi presento 

Sono ........, una ragazzina di dieci anni, normale, piuttosto alta per la mia età, longilinea e sottile. Frequento la classe IVa, una classe simpatica ma molto, molto vivace. A me piace molto la scuola, principalmente perché mi interessa imparare  cose nuove, ma anche  perché  mi trovo bene tra i miei compagni e ho  tanti amici e  amiche con cui mi diverto un sacco.

Sono un tipo estroverso, anche se al primo momento sembro molto timida ma una volta che conosco la persona mi sciolgo e mi scateno. Per natura sono molto ambiziosa e competitiva e mi piace il lavoro di gruppo perché sono abile nell' organizzare il lavoro. Non posso veder soffrire, per nessun motivo, né persone né animali e cerco, nel mio piccolo di aiutare tutti. Chi mi conosce sa che può ottenere da me tutto ciò che vuole con la dolcezza e non sopporto le urla. Però devo ammettere, ho un grave difetto: sono molto testarda!  Sarà tutta colpa del mio segno zodiacale.Infatti sono nata sotto il segno dell' ariete e non mi arrendo mai, neanche davanti all' evidenza dei fatti. Non mi piace quando qualcuno vuole impormi le sue idee e quando sono convinta che ho ragione, non lascio perdere mai. Quando esagero, la mamma esasperata mi sgrida e allora mi offendo e tengo il broncio;in fondo, però, so che ha ragione. Sì, ammetto, sono un po' permalosa e nervosetta, ma solo con le mie sorelle più piccole, una di sette e l' altra di tre anni. Loro vorrebbero giocare in continuazione con me, toccano tutte le mie cose e allora io scatto e non riesco a controllarmi. Naturalmente arriva la mamma e ci sgrida tutte e tre.

Stanno per arrivare le vacanze, io finirò la quarta e sono combattuta tra due sentimenti contrastanti: sono felice perché sarò libera dai compiti scolastici ma sono molto triste perché dovrò lasciare la mia maestra…ma si sa, il tempo scorre ed io divento sempre più grande.

 
 MAJORETTE                                                                
Marina Poropat   -   Classe II - a
                                                                             Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola                                                                 Insegnante: Loredana Franjul
 

I  NOSTRI  NONNI  CI  RACCONTANO  

 La  mia nonna  materna  si  chiama  Armida  ed è nata a Pola nel 1952.In quei tempi non c'erano tanti giocattoli, non esistevano le „Barbie“ che a me piacciono tanto. La più bella bambola di mia nonna era alta quasi mezzo metro, aveva i capelli neri, gli occhi azzurri, la carnagione pallida e un bel vestito di organza rosa. Si chiamava Valentina e mia nonna se la portava dappertutto, anche a letto. I suoi genitori  gliel'avevano comprata in Italia. Aveva pure una cucina di legno con un completo di stoviglie fatto tutto a mano. Il giocattolo piú bello però era il triciclo,che le aveva fatto da solo, il suo papá. Non se ne separava mai, andava su e giú col triciclo divertendosi un mondo. Un giorno voleva salire, seduta sul triciclo, dal cortile al primo piano. Arrivata sul pianerottolo, non vide che una ruota era rimasta per aria. Fece un gran ruzzolone, si fece molto male, ma teneva stretto stretto il triciclo. Nonostante il dolore, non lo aveva mollato per paura di romperlo.
Ancor oggi lo tiene custodito  in cantina e ce lo mostra con orgoglio, come un trofeo molto prezioso,  dicendo che il suo triciclo è veramente unico  e  simili non  se ne fanno più!


TENNIS                                   
                                          Nina Sirotić   -   Classe II - a

                                                                              Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                            Insegnante: Loredana Franjul

 I   NOSTRI  NONNI  CI  RACCONTANO 

Tanti anni fa, quando mia nonna era piccola viveva a Pola, in centro città e desiderava tanto un cane. Il suo papà le diceva che non era possibile  perché i cani hanno bisogno di stare all' aria aperta per giocare, mangiare erba quando non stanno bene, fare i bisogni e, in un appartamento in pieno centro, era impensabile. Un giorno, è andata dalla nonna in campagna. Ha ricevuto in regalo un bel pulcino, sistemato in una bella cassettina con un po' di paglia. Le ha spiegato però che non potrà tenerlo in casa perchè sarebbe cresciuto. Infatti dopo poco tempo si era trasformato in una bella gallinella. Mia nonna però  se la portava in giro a passeggiare per i prati. Un giorno , lei doveva rimanere  più a lungo a scuola, nel frattempo la gallina ha fatto un volo dal terrazzo. Tornando a casa mia nonna ha visto la gallina che zampettava per  strada, le corse dietro, purtroppo  però, era tanto veloce che non riuscì a prenderla.

Era molto triste, ma finalmente aveva compreso che gli animali stanno meglio all' aperto e,
le galline,  specialmente  in campagna.

 

LEOPARDO                                                                           Evan Cadenaro   -   Classe II

                                                             Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis” Sezione Periferica di Verteneglio

                                                                                        Insegnante: Morena Dussich Disiot

VITA DI SCUOLA
Mi chiamo Evan e frequento la seconda elementare. I miei compagni di classe si chiamano : Tommaso,Manuel e Martin. La mia insegnante si chiama Morena ed e'molto brava. Ho anche altri insegnanti : Dora, Katerina, Boris e il parroco.
La materia che mi piace di piu' e' la matematica e quella che non mi piace tanto e' il croato.
Mi piace andare a scuola perche' imparo tante cose nuove. A scuola succedono molte cose interessanti come ad esempio quando abbiamo
partecipato al laboratorio sull'alimentazione a Trieste. In quell'occasione ho imparato come si suddivide la piramide alimentare.
Pero' succedono anche fatti divertenti...il piu' simpatico di quest'anno scolastico e'stato durante un'ora d'italiano. In classe tutti facevano un gran chiasso ed io dovevo leggere la poesia,,L'inverno", ma mi sono confuso e ho letto ,L'inferno"!
L'insegnante ha detto,,...E si', oggi qui e' proprio un'inferno!!!" e ci siamo messi tutti a ridere.

 

 

SCUOLA                                                                            Tommaso Stojnić   -   Classe II

                                                              Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis” Sezione Periferica di Verteneglio

                                                                                        Insegnante: Morena Dussich Disiot

 

VITA DI SCUOLA
La vita di scuola non e' facile, ma a me piace. Ho una brava insegnante che si chiama Morena e ho tre compagni che sono miei amici.
A scuola abbiamo dei giochi e giochiamo tutti assieme. Mi piace quando giochiamo a pallone in cortile. A scuola ci capitano anche tante avventure...
Un giorno, per esempio, facevamo merenda ed io mi sono ribaltato, sono caduto dalla sedia e ci siamo messi tutti a ridere.
A scuola ci si diverte, si imparano cose nuove, si fanno cose belle e cose meno belle. Pero' a me piace molto la scuola!

 

DRAGON TRAINER                                                        Thomas Marijanovič   -   Classe V

                                                    Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                                                              Insegnante: Gloria Frlič

I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO

C' era una volta un signore di nome Pino, che viveva in un vecchio casolare su una collina. Attorno al casolare c'era un campo di viti e d'estate cerano anche i girasoli. Pino era figlio unico, e dopo la morte della mamma viveva da solo. In quella vecchia casa, Pino aveva molti ricordi e mentre lavorava nei campi, spesso si domandava come era la vita dei suoi genitori quando erano giovani, prima che lui nascesse.
Un giorno di pioggia andò in soffitta a rispolverare un po’ di ricordi. Trovò una vecchia cassa piena di polvere e in un cassetto tante foto vecchie in bianco  e nero. Tante di quelle persone non le conosceva ma riconobbe subito la sua nonna che  da piccolo gli faceva tante coccole, ed il nonno che gli insegnò a lavorare nei campi, poi vide la foto che gli fece scendere anche una lacrima, la foto del matrimonio dei suoi genitori. Non era un matrimonio da ricchi, perchè la mamma aveva un vestito normale, quello per andare a messa la domenica ed il suo papà aveva dei pantaloni slavati con una camicia bianca. Ma non era importante, si vedeva che si volevano bene. Poi trovò la foto di quando era piccolo e la mamma lo teneva in braccio e dietro a loro c’era il papà orgoglioso della sua piccola famiglia. Quella foto gli fece ricordare la pasta ed il pane fatti in casa dalla mamma e dalla nonna, la domenica tutti assieme a messa, e poi a piedi fino a casa. Sentire le pecore al pascolo e l'odore del fieno. Scendendo dalla soffitta si portò anche la foto e la appoggiò sopra il caminetto per riguardarla ogni volta che si sentiva solo. Per ricordare i suoi genitori e lui da piccolo.

 
 SHEILA                                                                   Lana Maria Bernetič   -   Classe V
                                                    Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole 
                                                                                     Insegnante: Gloria Frlič

I NONNI CI RACCONTANO

Un giorno, aiutando la nonna ad apparecchiare la tavola per il pranzo, aprii per sbaglio un cassetto e trovai una busta con dentro alcune foto in bianco e nero. Una attirò la mia attenzione. Sulla foto c'era una bambina piccola e bionda con i capelli ricci e una fascia sulla testa. Accanto a lei c'era un'asino. La foto non poteva essere fotografata poco tempo fa. Si trattava di una foto antica. Allora feci una ricerca.

Andai subito da nonna Graziella e le chiesi se aveva un'asino da piccola e se fosse lei nella foto. Lei guardò la foto e disse: »Credevo di averla persa. È l'unica foto della mia muša¹ Mora, scattata in un giorno particolare. È stato molto tempo fa. Mora, l'asina era il nostro trainatore e io le volevo molto bene, anche se era un pò pigra. Anzi no, era molto pigra e cocciuta. Quando si metteva in testa di non muoversi, poteva rimanere immobile per ore. Quante avventure! Te ne racconto una che testimonia proprio questa foto.

Un giorno andai con mia sorella Mira a raccogliere la legna con il carro. Avevo circa sei anni e mia sorella dieci. Tornando a casa, Mora, ad un tratto, non voleva più andare avanti, non voleva spostarsi. Io e mia sorella dovevamo sbrigarci perché non volevamo venire a casa in ritardo. Mira andò avanti e la tirava mentre io con una bacchetta, la bacchettavo di dietro. Ad un tratto Mora si imbestialì e con lo zoccolo mi ruppe l'arcata sopraccigliare. Il sangue sgorgava a fiotti dalla ferita. Mia sorella trovò un fazzoletto in tasca e cercò di tamponare la ferita. In quel momento iniziai a piangere, anzi a urlare, e Mora si spaventò e iniziò a correre. Mira prese il carro al volo e arrivammo a casa in un battibaleno. Quando mi vide la mamma, si spaventò molto. Non riusciva a capire cosa fosse accaduto. Tutto quel sangue la impressionò molto. Mia sorella le spiegava cosa fosse successo mentre mi accompagnavano a casa. La mamma mise a bollire dell'acqua per disinfettare la ferita. »Dobbiamo andare dal dottore perché ti curi la ferita e probabilmente ti metterà due punti.« mi diceva la mamma. Mi misi a piangere e nascondere la testa fasciata sotto il cuscino. Convinsi la mamma a non portarmi dal dottore. Mi faceva tanto male la testa, ma la tanta paura di dover rimanere in ospedale mi faceva urlare ancora di più. Vedi questa brutta cicatrice sopra l'occhio?« mi chiese girandosi verso di me e indicando il sopracciglio sinistro.
»Vedo.« risposi.
»Questo è il ricordo che mi ha lasciato Mora in quella indimenticabile giornata. La foto che hai trovato mi ritrae alcuni giorni dopo l'incidente« disse la nonna ridendo e continuando a mescolare la polenta. 

muša¹ - asino


HSH                                                              
               Klara Dominikovič   -   Classe V

                                                    Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                                                         Insegnante: Gloria Frlič

Un avventura sul mare

La bisnonna mi racconta che tanti, tanti anni fà è successa una cosa ridicolissima.
Un giorno hanno deciso di andare con gli amici di famiglia con la barchetta fino a Salvore. Là giocavano e si divertivano, sono anche andati a guardare il faro. Dopo un pò dovevano ritornare a casa. Quando andavano a casa la mia bisnonna ha detto a suo marito: »Guarda che ci sono delle brutte nuvole, sarà meglio che che tu vada più veloce.« Mio bisnonno pensava che non sarebbe iniziato a piovere. Però ad un tratto iniziò la bufera. Erano tutti bagnati. Ma erano ancora lontanissimi  dalla riva di Pirano… Quando si sono avvicinati alla riva erano tutti felici. Hanno deciso che sarebbero andati a cambiarsi. Solo il bisnonno è rimasto da solo a legare la barca. Quando si sono trovati tutti ridevano per quello che era successo.

 

 

 PATATA                                                                      Matej Koljesnikov   -   Classe V

                                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                                                      Insegnante: Gloria Frlič

Un avvenimento importante 

Il signor Matej è un vigile urbano. Lui lavora in ufficio e dirige gli altri vigili urbani per fare in modo che tutti facciano il loro lavoro correttamente. Un giorno il signor Matej ricevette una chiamata importante dal sindaco. Era sabato e il signor Matej era a Lubiana con i suoi amici. Era in un bar a discutere sui problemi dei cani di razza con Marko e Peter.  Il telefono squillò e il signor Matej rispose all’istante. Il sindaco gli disse che doveva venire da lui il più presto possibile; Il signor Matej purtroppo non riuscì a sentire il resto della frase perché c’era una donna delle pulizie che con l’aspirapolvere faceva molto rumore.  Il signor Matej sapeva solo che era importante. Salutò gli amici con la scusa che aveva dimenticato il polpettone in forno, corse in macchina e partì. In autostrada c’era molto traffico e Matej rimase imbottigliato per venti minuti. Il viaggio era noioso, Matej pensava tutto il tempo al sindaco. 

Tutto ad un tratto Matej vide che l’autostrada era chiusa a causa di una frana. Matej dovette svoltare a destra per intraprendere strade di campagna fino alla casa del sindaco. Ogni tanto c’erano dei dossi e Matej doveva guidare più lentamente per non rovinare la vettura. Finalmente rientrò in autostrada dall’altra parte della frana.  Matej tirò un sospiro di sollievo perché mancavano pochi minuti alla casa del sindaco e poi finalmente si rilassò. Ricominciò a pensare sul  cosa avrebbe detto il sindaco e sul perché di  tanta urgenza. Si concentrò sul paesaggio e da lontano vide l’imponente casa del sindaco. Era fatta con massicce rocce carsiche e la porta era di legno di noce. Davanti alla casa c’era un’enorme giardino pieno di rose rosse. Matej parcheggiò nel cortile, bussò alla porta e uscì un maggiordomo che indossava giacca e cravatta. Il viaggio era finito.

Matej entrò, si tolse le scarpe e arrivò in salotto dove l’aspettava il sindaco. Matej chiese qual era l’emergenza e il sindaco gli rispose che un gruppo di bambini diversamente abili doveva andare a fare una gita a Pirano ma la guida purtroppo si era ammalata e se nessuno non gli avesse fatto da guida, quelle povere creature ci sarebbero rimaste molto male. Il signor Matej all’inizio era un po’ arrabbiato ma poi ha pensato a tutti quei bambini e capì il perché della scelta del sindaco. Il sindaco gli disse che lui era il più adatto a questo compito perché conosceva egregiamente le vie di Pirano. Matej chiese quanto tempo gli rimaneva prima che la gita cominciasse e il sindaco gli disse che alle tre doveva essere a Pirano. Erano le due e mezzo. Matej corse in auto e salutò il sindaco con un cenno. Per fortuna in strada non c’era anima viva. In quindici minuti era già a Pirano.
 Vide almeno venti bambini diversamente abili impazienti di vedere la fantastica città di Pirano. Mostrò loro le mura, la casa di Tartini, la fantastica piazza… i bambini in piazza si divertirono un sacco. Matej pensava alla tristezza dei bambini se non fosse corso subito dal sindaco. La giornata stava per concludersi mentre un fantastico tramonto illuminava il cielo. Il giorno successivo Matej stava a casa a riflettere sulla giornata passata quando all’improvviso squillò il telefono. Matej rispose. Era il sindaco che gli disse che voleva premiare la sua disponibilità con un grosso aumento. Matej si fermò a riflettere, dopodiché accettò l’aumento. Matej aveva accettato l’aumento soltanto per darlo in beneficenza. Arrivò a tale decisione perché nel mondo ci sono persone meno fortunate di lui come le persone diversamente abili che aveva  portato in esplorazione della città di Pirano.      

          
SARA                                                                       
Erika Pustijanac   -   Classe II
                                         
Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”  Sezione Periferica di Gallesano
                                                                            Insegnante: Anna Giugno Modrušan

Ciao,sono Erika. Ho un fratellone grande di undici anni e si chiama Manuel. Sono una simpatica  biondina dagli occhietti furbi e vivaci. La mia migliore amica e'Alba e ci piace giocare a Monopoli. Lei mi fa molto ridere e mi mette sempre di buon umore. ll mio sogno piu'grande e' diventare una brava cantante. Sono gentile, o almeno cerco di esserlo sempre. Conosco lo spagnolo e mi piacciono le canzoni in questa lingua. Adoro la lettura e macino libri in quantita'. Qualche volta mi piace stare spaparanzata sul divano a guardare il mio cartone preferito: DOREIMON'
Che dirvi di piu',sono una bambina birichina ,,quasi ,,perfetta con tanti sogni nel cassetto.
VITA DI SCUOLA
Ogni mattina vado a scuola con il sorriso ed il cielo risplende nel vedere la mia gioia.  Alla mattina quando entro in classe tutti i miei compagni mi salutano come se gli avessi regalato qualcosa di prezioso. Quando entra la maestra la salutiamo educatamente.
I miei compagni sono bravi anche se delle volte i maschietti sono un po' prepotenti, pensano di essere i più forti.
La mia migliore amica si chiama Alba ed è la migliore compagna di viaggio che potessi avere in questi anni e in tutti quelli che devono ancora arrivare.
Devo dire però, che delle volte a scuola mi annoio un po' perché dobbiamo sempre studiare e scrivere, ma soprattutto fare i compiti.
Che dirvi di più,questa è proprio vita da scuola.

 

BAMBOLA                                                                        Valentina Patrun   -   Classe II

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”  Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                    Insegnante: Anna Giugno Modrušan

MI PRESENTO
 
Mi presento, sono Valentina e mi piacciono molto le Monster High. Ho due gatti, Lili e Mucko. La mia famiglia mi coccola e mi ama molto. Sono carina e adoro ballare, non starei mai ferma. Ho una mamma che insegna inglese ai bambini piùgrandi di me' Mi piace andare a scuola e la mia insegnante. Ho
tanti amici e tanti giocattoli. Abbiamo una classe molto bella, ordinata e colorata. ll mio compleanno Io festeggio a primavera e tra poco più di un mese compirò otto anni. Non vedo I'ora, chissà quanti regali riceverò. Sono circondata dall'amore della mia famiglia e da quello di mia sorella Dorotea che e' anche la mia migliore amica.

 

 RONI                                                                                   Alaba Rukonić   -   Classe II

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”  Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                      Insegnante: Anna Giugno Modrušan

MI PRESENTO
 
Salve a tutti! lo sono Alba, mi piace stare all'aria aperta correndo per le strade di Gallesano in bicicletta. La mia mamma mi dice sempre che
sono una vagabonda perché per me stare in casa e' come esser chiusa in una prigione. La mia migliore amica e' Erika e giochiamo sempre insieme.
Sono birichina, simpatica e sempre allegra. Mi piace il mare,gli alberi fioriti e le tartarughe di terra, infatti ne ho un sacco nel mio orticello e guai a chi me le tocca. Dimenticavo, possiedo pure un cane che definirlo così e' poco dovrei dire che in casa mia vive un bisonte simpatico e ciccione a cui io però, sono molto affezionata.

 

 

BAM                                                                                      Eni Vuković   -   Classe II

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                     Insegnante: Anna Giugno Modrušan


MI PRESENTO
 
Mi presento, sono Eni, una bambina dagli occhi azzurri e dai capelli color dell'oro. Adoro il mio coniglietto e il mio gattino, sono la mia valvola di
sfogo quando sono triste. La mia migliore amica si chiama Erika con la quale gioco sempre a nascondino. Sono una bambina fortunata perché sono
circondata da tanto affetto.

 

 

MICIO                                                                                   Alessandro Gasperini   -   Classe II

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                            Insegnante: Anna Giugno Modrušan


MI PRESENTO

Sono Alessandro un bambino di otto anni. Gli occhi azzurri dicono che sono un bambino furbo e giocherellone. Amo giocare con gli amici e con i
miei familiari. Vivo a Gallesano,un paese trafficato, almeno davanti a casa mia. Quest'estate, assieme ai miei familiari sono stato a Sebenico e spero di ritornarci al più presto.  E' stata una gita meravigliosa.

 

 LOLA                                                                                      Noemi Matošević   -   Classe IV

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                                        Insegnante: Ida Šarić

MI PRESENTO


La mamma mi chiama Mimi ma preferirei che mi chiamasse Noemi. Mi piace molto fare i compiti con lei perché passa molto tempo con me, invece quando li faccio da sola lei va a fare altre cose. con la mamma mi piace disegnare di tutto.
Dalla nonna materna vado spesso e gioco con i cuginetti. Tutto va bene fin quando qualcuno non si fa male. Allora incolpa me e io mi arrabbio con lei e col cugino. La rabbia finisce presto perché le voglio molto bene. Il nonno materno invece mi chiama "slatko malo dite" anche perché sono l'unica nipote femmina. Io sono timida. Tutti mi dicono che sono troppo magra ma per me sono giusta. Le mie amiche mi dicono che mi innervosisco facilmente, io rispondo che sono fatta così.
Ho gli occhi blu. Mi piace molto il verde e per questo ho tante cose verdi, per esempio la montatura degli occhiali, lo zaino, il quaderno di geometria, i muri della mia stanza....

 

 

APN 6                                                                                           Erik Šimunović   -   Classe IV

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”  Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                                             Insegnante: Ida Šarić

 

MI PRESENTO


Valter è mio nonno ed è il papà di mio papà. Io trascorro tanto tempo con lui e con il suo cane. Andiamo nell'uliveto dove tiene le galline. Quando lavoriamo insieme io gli chiedo sempre qualcosa e lui mi dice di stare un po' zitto. Poi io gli do una pacca e lui si mette a ridere. Mi dice sempre che sono un buon operaio. Quando lui taglia gli olivi io porto via "le rame" e pulisco i cespugli. Con mia mamma non passo tanto tempo libero perché quando lavora di mattina viene a casa alle 17, o quando lavora di pomeriggio viene alle 22. Ieri mi ha rimproverato perché facevo tanto baccano per strada, sgommando con il motorino. Io le prometto sempre di andare piano, ma non mantengo la promessa. Lei mi perdona perché mi vuole bene. Io sono un po' birichino. Mi piace guidare la bici, guidare il motorino, andare in campagna. Sono anche un buon lavoratore, parola di nonno Valter e io me ne vanto.
Io sono così.

 

 

 TICO                                                                                                Pietro Leonardelli   -   Classe IV

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                                               Insegnante: Ida Šarić 

MI PRESENTO

Io passo il maggior tempo con mio papà. Ogni sabato e domenica mattina vado a pescare con la barca perchè è la mia passione. quando vado a pescare mi sento bene. quasi ogni pomeriggio lo aiuto in stalla con le mucche. Mio papà è fiero di me quando lo aiuto. Mia nonna per me è una nonna speciale, quando non so qualcosa di scuola lei mi aiuta. So che lavora sodo in una ditta a Pola. Io la aiuto e lei mi vuole bene. Mia mamma mi aiuta a fare i compiti di scuola. io sto poco tempo con lei di giorno, ma però qualche volta la aiuto. Io sono un bambino di quarta, ho dieci anni e gioco a calcio.

 

 ALICE                                                                                            Irene Hrelja   -   Classe IV

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano

                                                                                                           Insegnante: Ida Šarić 


MI PRESENTO


Mio nonno Aldo è una persona speciale a dir poco, indispensabile per me perchè mi porta e mi viene a prendere a scuola. Da piccola mi chiamava "Spin" perché ero molto vivace. Adesso mi chiama "Principessa" perché io sono più grande e lo aiuto nelle faccende domestiche. Mia mamma è la persona più importante per me, perché mi aiuta a fare la lezione e soprattutto mi piace imparare da lei a disegnare i fiori col compasso per poi colorarli con mille colori. I miei genitori mi chiamano "Nene" da sempre, per tutti gli altri sono Irene. La bisnonna mi chiama "Angioleto" perché sono io la sua prima pronipote. Quando vado da lei mi offre sempre dolci, cioccolatini e frutta. Io rifiuto sempre tutto, invece in cuor mio mi piacerebbe accettare tutto, ma mi vergogno troppo. Un giorno forse, glielo farò capire che per me dirle di no in realtà sarebbe un bel sì.
Io sono alta, vivace e non mi piace correre perché mi stanco facilmente. Mi piace cantare e secondo me canto bene. Non voglio vantarmi, perché non sono come certe ragazze della mia età. Sono bionda con gli occhi verdi, i capelli sono rossi, mi arrivano sulle spalle ma li vorrei ancora più lunghi.
In conclusione mi va bene così come sono

 

 

PUKI                                                                                            Aleksandar Petrov   -   Classe IV

                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                      Insegnante: Gabriella Grbeša

 

VITA DI SCUOLA

Io sono Aleksandar frequento la IV classe della scuola elementare Galileo Galilei di Umago. In classe siamo 8 moschi e 9 femmine e siamo molto vivaci soprattutto i maschi. Molte volte, per il riposo grande quando giochiamo a calcio facciamo baruffa però sempre facciamo la pace. La vita a scuola è molto bella perché studiamo, impariamo,e giochiamo e soprattutto perché ho tanti amici e amiche. Restare a casa sarebbe noioso perché sei da solo tra 4 muri.  E' bello durante il riposo perché ci sediamo sul pavimento e giochiamo a Scacchi e molti altri giochi di società. Quando qualcuno ha il compleanno lo festeggiamo anche in classe per un' ora cantiamo tanti auguri al festeggiato in diverse lingue e poi mangiamo e beviamo tutti assieme i dolcetti e i salatini.

Non ascoltiamo molto durante le ore perché ci piace chiacchierare e spesso facciamo arrabbiare la maestra. Poi ne parliamo e riprendiamo a lavorare... La vita a scuola è bella perche' i nostri maestri parlano tanto con noi e ci organizzano tante uscite

 

MIŠKO                                                                                                Erik Mišković   -   Classe IV

                               Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                          Insegnante: Gabriella Grbeša

VITA DI SCUOLA

A scuola mi sento felice con la maestra perché è brava, gentile e non ci dà tanti compiti. A scuola mi sento emozionato e bravo ma alcune volte mi arrabbio perché gli amici mi fanno arrabbiare ma io poi sempre mi calmo. La più bella materia per me è la ginnastica soprattutto quando giochiamo "Bianchi e neri". A scuola il più bel riposo è il "riposo grande" quando la maestra ci lascia fuori a giocare.

 

 

MATE                                                                                                Matea Korenika   -   Classe IV

                                                                                          Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                         Insegnante: Gabriella Grbeša

MI PRESENTO

Io mi hiamo Matea, ho 10 anni. Vado in quarta classe. Ho una famiglia allegra. Sono una bambina felice e tranquilla. Ho un fratello minore che è molto dolce. I miei genitori sono molto buoni. Il mio colore preferito è l'azzurro e viola. Nel tempo libero mi piace giocare con le amiche e suonare il pianoforte. Mi piace ballare, cantare e suonare. Abito a san Lorenzo a cinque passi dal mare.

 

LUCI                                                                                                      Lucia Bufardeci   -   Classe IV

                                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                               Insegnante: Gabriella Grbeša

MI PRESENTO

Io mi chiamo Lucia e ho una sorella, due genitori e un cane. Vivo a Umago in Croazia in un appartamento in città. Mercoledì e sabato vado a fare tennis. I miei due colori preferiti sono il blu e il viola. Mi piace tanto  giocare con mia sorella, i miei amici e con il mio cane.
Ho nove anni ma il ventotto maggio me compirò dieci. Frequento la quarta classe elementare. Vorrei tanto andare in Inghilterra, a Londra, in Australia e in America. Il mio piatto preferito è la pizza. Non mi piacciono i broccoli e neanche le zucchine.

 

 YAZI                                                                                                Yazirah Duquesne Pompa   -   Classe IV

                                                                                                    Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                               Insegnante: Gabriella Grbeša

MI PRESENTO

Io mi chiamo Yazirah. Ho nove anni e vado in quarta classe. Sono nata a Cuba en la Ciudad de la Habana all'ospedale Gonzales Toro. Adesso vivo in Croazia nella città di Umago che si trova nella Regione Istriana. La mia mamma si chiama Indira e il mio papà si chiama Goran. Ho due sorellastre, una più grande di me e l'altra più piccola di me. La più grande si chiama Sanyemay e la più piccola si chiama Stefani. La mia nonna si chiama Ena e il mio nonno si chiama Eugenio. Le mie cugine si chiamano: Gabriella, Annacristina, e la più piccola Sucel e mio cugino si chiama Dairon.
Le mie migliori amiche sono: Johana, le due Renee della nostra classe, Gaia, Elvedina, Mattea e tante altre. La scuola dove studiavo a Cuba si chiama Panchito Gomez Toro e la mia ex maestra si chiama Joselis C. Garcia. Invece la scuola dove vado adesso si chiama Galileo Galilei e la mia maestra si chiama Gabriella.
Mi piace andare in bici, giocare, scherzare ed andare dalle mie amiche. Gioco spesso con Renee Cossutta ed Ema, Elvedina e Lucia, Gaia e Ladis. Mi piace fare tanti sport. I miei sport preferiti sono la corsa e la pallavolo che in spagnolo sarebbe voleibol. Quando mi alzo non mi piace molto fare il letto però mi piace tantissimo cantare le mie canzoni preferite. Mi piace tanto andare a scuola in Croazia però mi manca il mio paese, i miei parenti, la mia gente ed i miei amici. yo soy feliz, alegra, chao a todos.

 

MEGI                                                                                                                Ema Stikić   -   Classe IV

                                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                                Insegnante: Gabriella Grbeša

MI PRESENTO

Ciao, mi chiamo Ema. Ho dieci anni. Vado in quarta classe. Non ho né fratelli né sorelle ma ho due genitori molto buoni. Nel mio tempo libero mi piace chiacchierare con le amiche. Gioco a pallavolo, infatti è il mio sport preferito. Vado anche a danza moderna HIP-HOP. Mi piace ballare molto. La mia canzone preferita e "el cellular". Vivo vicino al bosco come Cappucetto Rosso. Sono una bambina molto vivace e serena.

 

NEYMAR 3                                                                                                 Patrik Šarić   -   Classe III

                                                                                                            Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                           Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

MI PRESENTO

Io sono un bambino, ho nove anni. Ho gli occhi marroni, ho i capelli castani e sono forte. Ho la bocca piccola, ho il naso piccolo e ho le mani grandi. Frequento la Scuola Elementare di Dignano. Mi piace lo sport il calcio e la pallacanestro.Mi piace seguire le lezioni di matematica, di inglese, di croato e di italiano. Nel tempo libero leggo, studio la matematica e vado in motorino.

 

LEON                                                                                                       Anika Cetina   -   Classe III

                                                                                                         Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                            Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

MI PRESENTO

Io sono una bambina, ho nove anni. Frequento la scuola di Dignano e vado in terza classe. Ho gli occhi marron e i capelli lisci marroni e un po' lunghi. Sono bassa e molto magra, ho 28 kg. Mi piace mangiare la pizza e gli spaghetti. Mi piace giocare a pallavolo e fare altri giochi all'aria aperta. Le mie mmaterie preferite sono la matematica e la ginnastica. Le mie amiche sono chiara e Elisabetta e adoro gli animali. Sono brava, studiosa, intelligente, generosa e amichevole. Adoro andare a scuola e mi piace imparare nuove cose.

 

 VIOLINO                                                                                                    Vid Šarić   -   Classe III

                                                                                                      Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                           Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

 

I nostri nonni raccontano

Mia nonna è cresciuta a Pola dopo la seconda guerra mondiale e per questo non aveva giocattoli. Con le sue amiche giocava al gioco della campana, al salto della corda, al gioco delle cinque pietre, alla mosca cieca, a bianchi e neri e a nascondino.
Il gioco della campana si gioca disegnando con il gesso dei quadrati sul pavimento, buttando un sassolino sul primo quadrato, saltando sui quadrati con una gamba. prendendo il sassolino, facendo il giro, prendendo il sassolino, buttandolo sul secondo quadrato e così via.
Il salto della corda si gioca prendenso una corda, girandola e saltando sopra di lei senza toccarla.
Il gioco delle cinque pietre si gioca prendendo cinque pietre rotonde di grandezza quasi uguale, buttandole sulla terra, scegliendo una, buttandola in aria, prendendo un'altra pietra, prendendo quella buttata in aria senza farla cadere, buttandola di nuovo in aria, prendendo due pietre e così via.
Il gioco della mosca cieca è un gioco di gruppo e si gioca mettendo un pezzo di stoffa sugli occhi di un bambino così che lui non vede niente, girandolo molte volte mentre lui deve toccare qualcuno e scoprire chi è.
Una volta si giocava molto diversamente da oggi ma i bambini si divertivano lo stesso.

 

 

 MERY                                                                                  Marilena Privrat   -   Classe III

                                                                            Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić
 

Mezogiorno pan in forno

se el xe coto dame un toco

se  el xe crudo lasilo là

mezogiorno xe passà.

 

Din don, campanon

tre sorele sul balcon

una fila, una taia,

una fa il capel de paia

per andare alla bataglia

per veder quelucelin

che tuta la note canta

e che nol vol dormir.


Canta il galo,

risponde la galina,

vien fora una vecia Pina

che con un toco de baston

pim, pum, pom

 

Scondi, scondi levero
varda chi te dà,

ciapilo per la recia

e portimelo qua.

Soto la capa del mio camin

iera un vecio contadin,

che sonava la chitara

uno,due, tre, sbara.

 

Bisa, bisa salta fora

quando xe la tua ora,

la tua ora xe de tre,

uno,due, tre.

 

   PULCININO                                                                   Ivano Capolicchio   -   Classe III

                                   Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                       Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić


I nostri nonni raccontano
Tanti anni fa a Dignano c'era il panificio dove i dignanesi potevano cuocere il pane. Mia nonna mi racconta che la mia bisnonna si alzava presto la mattina per impastare il lievito con la farina e l'acqua. Dopodiché faceva le "struse" e le lasciava a lievitare sotto una coperta perchè il pane per lievitare bene deve stare al caldo. Quando il pane era bello alto e morbido, la bisnonna si metteva la tavola in bilico sulla testa e portava il pane al panificio che si trovava a metà della via Calnova.

 

VIOLETTA                                                                    Eleonora Privrat   -   Classe III

                                                                                              Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                  Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić
 

I nostri noni ne conta...

I mii noni me ga contado le conte, le filastrocche e i gioghi de quando che i iera pici.


Ambarabà cicì cocò

tre civette sul comò

che facevano l'amore

con la figlia del dottore,

il dottore si ammalò

ambarabà cicì cocò


Ale una el can lavora

ale due el fa la prova

ale tre el fa el café

ale quatro el fa il mato

ale cinque el fa le pinze

ale sei el fa i capei

ale sete el fa le barite

ale oto el fa fagoto

ale nove el fa le prove

ale dieci el va in ambulansa

ale undici ghe sciopa la pansa

ale dodici i ghe cava el figà

ale tredici el xe soterà

 

Mi lavo le man

per far el pan,

per uno, per due, per tre,

per quatro, per cinque, per sei,

per sete, per oto, biscoto

chi va fora resta soto.
 

Giogo: Cordon de San Francesco
 

Cordon, cordon de San Francesco

la bela stela in mezo

la fa un salto, la fa un altro,

la fa la riverenza,

la fa la penitenza,

la sera i oci e

la basa chi che la vol.
 

 

C.RONALDO 2                                                                       Lovro Asić   -   Classe III

                                                                           Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                        Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

 

MI PRESENTO

Sono un bambino e ho 9 anni. Ho i capelli biondi corti e gli occhi blu-verdi. Pratico la pallacanestro ma vorrei praticare anche il calcio perché mi piace molto. Mi piace giocare con i miei compagni. Le mie due materie preferite sono ginnastica e matematica.

Ieri il 19 marzo ho partecipato alle gare di matematica. spesso gioco la play-station 2.
 

 

 PIANOFORTE                                                              Massimo Piccinelli   -   Classe III

                                                                             Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                              Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

 

MI PRESENTO

Sono un bambino. Ho i capelli corti, marroni e ricci, ho gli occhi marroni, sono basso e magro. Il mio viso è come un uovo. Ho nove anni e mezzo e la mia materia preferita è ginnastica. Ho partecipato alle gare di matematica. Abito a Dignano. Il mio gioco preferito è "asino". Amo stare all'aperto a giocare con la mamma a calcio, a giocare "asino", andare a passeggiare con i cani e disegnare all'aperto. Amo tanto disegnare.

 

 RONALDO 3                                                                      Enzo Kutić   -   Classe III

                                                                            Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                            Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

I nostri noni ne conta

Ana, ita, che                                                          Scondi, scondi levero

                                                             ringalò                                                                  varda chi te dà
                                                             oto blò                                                                  ciapilo per la ricia
                                                             tuba elle                                                                e portimelo qua

                                                             tuba ne

                                                             pi-redvul

 


 SIMESSI                                                                   Simone Marsetič   -   Classe III

                                                                           Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić


I nonni ci raccontano

Oggi pomeriggio ho fatto una bella chiacchierata con i miei nonni. E' stato interessante ascoltare i loro racconti. Da bambini abitavano entrambi a Pola. il nonno a Montegrande e la nonna a Stoia. Entrambi avevano molti amici e con loro si divertivano giocando a la "tria", le "manete", le belle statuine...
Mia nonna mi ha raccontato che un giorno era andata a pranzare dalla zia Antonia e dei vicini avevano portato dei granchi. Quella sera mia nonna era rimasta a dormire lì e il giorno dopo trovarono un granchio sull'albero. che risate!
A Pasqua le signore andavano a Valmade e facevano le gare nella preparazione delle pinze. D'estate invece andavano a Castagner a Medolino al mare con il carro e poi di sera ritornavano a casa stanchi ma felici.

 

 ELSA                                                                         Elisabetta Borghetti   -   Classe III

                                                                           Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                 Insegnanti: Cristina Gambaletta Anjoš e Ariana Moscarda Andrić

I nostri noni ne conta
I miei nonni mi hanno raccontato dei giochi che facevano da bambini. Si sono ricordati di questi giochi: la puma, girolimo parte solo, la campana, la tria, la bambola, la palla, la fionda e la pistola di legno. Ora la nonna e il nonno ce ne spiegano alcuni: quela volta no iera bale per giogar e alora se giogava con la bisiga del porco. El becher tirava fora del porco la bisiga, se la sfregava sul sal per farla diventar più grande e poi se sofiava con una gonfiandola e poi la se ligava col fil de canepa, e la bala iera pronta.
Mi invece me giogavo a girolino parte solo. Finida la dotrina col prete don Vincenzo fasevimo questo giogo: saltando su un pie bisognava tocar i altri bambini e portarli nela tana. Se continuava, aiutadi dai bambini ciapadi, finché non se portava tuti in tana. 

 

 

CUORE BRILLANTE                                                    Chiara Giacometti   -   Classe IV

                                                                        Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                    Insegnante: Fabiana Lajić

 

MI PRESENTO
Io mi chiamo Chiara e ho 10 anni. sono una ragazzina vivace e allegra. Il mio sogno è di diventare una cantante perché adoro cantare. I miei occhi sono di colore castano, i capelli sono di un colore castano scuro. Mi piace vestirmi in modo sportivo ma a volte anche elegante. Adoro i colori chiari. Mi piace stare in compagnia con le mie amiche. La mia famiglia mi adora perché sono spiritosa e anche perché aiuto sempre tutti.Io spero di rimanere come sono perché mi piaccio così.

 

 

AQUILA DORATA                                                         Krista Noelle Rajko   -   Classe IV

                                                                          Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                    Insegnante: Fabiana Lajić


MI PRESENTO
Sono una ragazzina di dieci anni che frequenta la IV classe. Aiuto mia madre in cucina e mio padre al lavoro. A scuola mi dicono che sono brava. Do una mano ai miei compagni che si trovano in difficoltà. A volte sono curiosa e la mia curiosità mi porta spesso alla sbadataggine. Quando sono sbadata vado a sbattere contro qualcosa e faccio cadere delle altre cose. Mia madre poi mi rimprovera e a volte mi mette in castigo. Ma non fa niente, io non mi arrabbio.

Adesso voglio descrivermi: Sono alta, ma, rispetto alla classe sono la più bassa. Ho i capelli castano scuro. Al sole, sembrano avere delle strisce rosso brillante. I miei occhi sono castani, ma a me sembrano avere dei riflessi di color verde. Il mio piccolo nasino può sentire tutti i profumi che si trovano in natura. La mia piccola boccuccia ha delle belle labbra rosse. Ho un piccolo collo che collega il mio corpo con la mia testolina. Il mio corpo è snello. Le mie braccia sono lunghe e sottili e possono aggrapparsi a qualsiasi cosa. Le mie gambe mi fanno correre come se fossi una piuma portata via dal vento.
A me piace praticare lo sport. In questo sono brava, specialmente nel tennis e nel hungfu. Quasi quasi mi dimenticavo, il mio nome è Krista.

 

  LEPROTTA                                                                     Nika Lenić   -   Classe IV

                                                                       Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                     Insegnante: Fabiana Lajić


IL MIO NONNO MI RACCONTA...
Un giorno ho fatto l'intervista a mio nonno. Il mio nonno è nato nel 1950. I suoi genitori erano poveri e lui e i suoi due fratelli andavano in giro senza le scarpe quando non faceva molto freddo. Un giorno quando andavano a giocare nel bosco avevano visto una donna che metteva una torta appena cotta sulla finestra a raffreddare. Si sono avvicinati e hanno preso la torta. Sono scappati via e quando si sono fermati erano già molto lontani da quella casa. La torta l'hanno mangiata subito. Poi si sono avvicinati alla casa per guardare che cosa farà quella donna quando andrà a prendere la torta. Infatti la donna voleva prendere la torta ma la torta non c'era. Era corsa subito fuori e aveva visto un cane. Pensava che il cane avesse mangiato la torta. Il mio nonno e i suoi fratelli la guardavano dietro ad un angolo e ridevano come matti.
La donna non ha mai saputo che i bambini hanno rubato la torta.

 

 

 DELFINO BIANCO                                                          Samilla Gagić   -   Classe IV

                                                                           Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                         Insegnante: Fabiana Lajić

 

MI PRESENTO
Mi chiamo Samilla e ho 10 anni. Ho gli occhi e i capelli di colore marrone. Mi vesto sportivo e pratico. Mi piace la scuola e ho molti amici. Sono una bambina curiosa e sempre pronta a d aiutare tutti. Le mie amiche dicono sempre che sono molto gentile e sempre con un sorriso sulla faccia. La mia migliore amica è Chiara. lei mi aiuta quando mi trovo in difficoltà ed è sempre felice e vivace. Lo sport che mi piace di più è il nuoto. Infatti sono una campionessa perché mi alleno molto in piscina e vado a tante gare. Ho collezionato già 48 medaglie. Il mio sogno è diventare una nuotatrice professionista e spero che questo sogno si avveri.

        

CARLOTTA                                                                  Carlotta Coronica   -   Classe II

                                                                       Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                         Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO
Sono Carlotta. Sono sana perché mangio frutta e verdura e bevo tanta acqua al giorno e evito dolci e cioccolata. Faccio tanto sport e tante attività. Quando c'e' maltempo vesto cose adatte per non prendere il raffreddore. Non guardo tanta tv e non sto più di mezza ora al computer.

 

 

 MARKO                                                                               Marko Modrić   -   Classe II

                                                                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                              Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO
Sono Marko, mangio tanta frutta, pesce, pane, uova, patate e tutto quello che è sano. Qualche volta anche uno o due dolcetti alla settimana, ma non troppo. Faccio tanta ginnastica, mangio tanta minestra, bevo e studio.

 


 ELISON                                                                              Elison Jakac   -   Classe II

                                                                           Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                               Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO

Ciao sono Elison, vado spesso fuori all' aria aperta, lavo spesso il viso, le mani e i denti. Mangio tanta verdura, frutta, cereali e al posto dello zucchero mangio il miele. Se sto male prendo le medicine.

 


NICOLE                                                                                Nicole Visković   -   Classe II

                                                                              Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO
sono Nicole. Evito i dolci, faccio ginnastica, mangio sano e sto attenta se mi vengono dei puntini rossi perché vuol dire che ho la varicella. Quando sento un suono „ni-nu-ni-nu“ vuol dire che qualcuno sta male, se sento il suono dei pompieri vuol dire che c'e' un incendio, se c'e' maltempo prendo l' ombrello.
Non guardo tanta tv.

 

EMA                                                                                       Ema Krajcer   -   Classe II

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                 Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO
Sono Ema. Mangio la colazione, la merenda, il pranzo, lo spuntino e la cena. Faccio spesso la doccia, lavo le mani e i denti soprattutto prima di andare a letto. Quando attraverso la strada passo sulle strisce pedonali guardando a sinistra e a destra. Vado a dormire presto, intorno alle 19, 20 o 21. Mi mantengo sana rispettando le regole del buon vivere.

 

  LANA                                                                                     Lana Gaborov   -   Classe II

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO

Sono Lana. La salute mi dà forza. Mangio sano, vado spesso fuori, se mi faccio male chiamo l' ambulanza, là ci curano. Quando risaniamo andiamo a passeggiare, ma dobbiamo guardare i segnali stradali. Dopo possiamo correre, guardare il mare e bagnarci, giocare con gli amici, andare a scuola.

 

STELLA 3                                                                                 Stella Jugovac   -   Classe II

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                  Insegnante: Maura Miloš

MI PRESENTO

 

Sono Stella, faccio tanto sport per esempio la pallamano. Per fortuna non mi sono mai fatta male anche se so che in ospedale ci aiutano e ci fasciano la gamba o la mano, ma la cosa più importante e non farsi male per niente. Mi piace andare al mare perche è salutare e cura le ferite che abbiamo mandandole via. A scuola ho imparato quanto sia importante essere felici perché poi siamo tutti felici 

 

 

ARES                                                                                  Teo Sega Sumić   -   Classe IV

                                                                             Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                                              Insegnante: Milena Saina

VITA DA SCUOLA

MIO NONNO SI CHIAMA JUANED ABITA A BUENOS AIRES. GLI PIACEVA MOLTO ANDARE A SCUOLA PERCHÉ LÌ INCONTRAVA I SUOI AMICI E UN PO' ANCHE PER IMPARARE. IN CLASSE ERANO IN VENTITRÉ. AI MAESTRI SI RIVOLGEVA DANDOGLI DEL „VOI“ PERCHÉ PORTAVA RISPETTO E ANCHE PERCHÉ COSÌ ERA STATO EDUCATO A CASA. SI RICORDA CHE QUANDO QUALCUNO SI COMPORTAVA MALE , IL MAESTRO PRIMA LO SGRIDAVA E POI LO MANDAVA NELL'ANGOLO FINO A QUANDO IL MAESTRO AVEVA VOGLIA. LA SUA MATERIA PREFERITA ERA LA GEOMETRIA. AL POSTO DELLO ZAINETTO AVEVA UNA SPECIE DI VALIGETTA DI CUOIO MARRONE. LE MATITE LE TENEVA IN UNA SCATOLETTA DI LEGNO E DOVEVA INDOSSARE UNA UNIFORME. DURANTE L'INVERNO PORTAVA PANTALONCINI CORTI E UNA MAGLIA DI LANA SOPRA L'UNIFORME. MA NEI SUOI RICORDI C'E SOPRATTUTTO LA MAESTRA MIRTA CHE GLI HA INSEGNATO LA BELLA SCRITTURA.


CUCCIOLO                                                                        Trinity Pancheri   -   Classe III

                                                          Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”  Sezione Periferica di Valle

                                                                                           Insegnante: Romana Paretić

 

MI PRESENTO
Mi presento,sono Trinity Pancheri, ho quasi nove anni e da due vivo a Valle assieme al papà e ai nonni. Adoro tanto i cani specialmente i bulldog inglesi e papà mi ha promesso che se sarò brava a scuola me lo comprerà. Mi piacciono pure i cavalli e quando la mia mamma e mio fratello vivevano con noi, andavamo sempre in un maneggio a dar da mangiare ai cavalli. Il papà mi dice che ho un problema e cioè, quando qualcuno mi rimprovera o mi dice qualcosa di brutto io mi chiudo in me stessa e non parlo più. A volte sono un po' triste perché quando il nonno mi ripete sempre le stesse cose io perdo la pazienza e poi penso che poverino non lo fa apposta ma è ammalato e quindi dovrei averne di più. 


 

TORO                                                                                   Tara Bernè   -   Classe IV

                                                            Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”  Sezione Periferica di Valle

                                                                                             Insegnante: Romana Paretić

MI PRESENTO
Io sono Tara e ho quasi undici anni. Ho gli occhi castani, il naso piccolo, le labbra carnose, i capelli marroni lunghi fino alle spalle e sono di statura media.
Amo la moda e mi piace essere sempre ben vestita. Ho un carattere amichevole e allegro ma sono pure molto testarda e quando ho un problema tengo tutto in me stessa. A me piacciono molto le persone sincere, quelle che non criticano e non ridono degli altri. Penso che non si devono fare agli altri le cose che non vorresti un giorno venissero fatte a te. Sono sempre pronta ad aiutare gli amici e le persone a me care. La cosa che non mi piace del mio carattere é che sono timida e faccio fatica a fare nuove amicizie. Ho tante attività: pallavolo, ritmica, folclore, filodrammatica e dialetto vallese.
 

 

VIOLETTA 2                                                                       Erika Vošten   -   Classe IV

                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”  Sezione Periferica di Valle

                                                                                            Insegnante: Romana Paretić


MI PRESENTO
Ciao io sono Erika, ho dieci anni e frequento la quarta classe. Ho i capelli lunghi e di colore marrone chiaro, gli occhi grandi e verdi, il naso piccolo e la bocca carnosa. Sono molto testarda ma anche estroversa, amichevole, allegra e mi piace molto cantare e ballare. Adoro suonare il pianoforte e il flauto. Frequento il secondo anno alla scuola di musica di Rovigno. Quando sono triste vado a suonare il pianoforte e così mi rilasso. Spero di essere un'ottima amica per i miei compagni di classe. Adoro la mia famiglia e la mia cagnetta Runa.
Per me la vita è bella!

 

 

SPORT                                                                      Fabian Matošević   -   Classe III - a

Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola
                                  Insegnante: Rosanna Biasiol Babić

TEMA IN PDF: pattinaggio

 

 

 FORTIS                                                                        Moris Radižlović Manzin   -   Classe IV

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                                         Insegnante: Milena Saina

 

I nostri nonni ne conta....
VITA DA SCUOLA
Mio nono me conta che una volta le borse no iera quele che se porta sula schena, ma iera quele grandi in pele, e le pesava tanto che le te fazeva caminar storti. No iera nanche i pulmini e chi viveva lontan de scola el doveva andar a pie, con el fredo e la piova. Le aule no gaveva el riscaldamento centralizado come ogi, ma ghe iera le stufe a legni. E quanto fumo saveva eser certi giorni...No ti podevi nanche guardar.
I maestri i iera severissimi, quando lui parlava bisognava star ziti e fermi. E se qualche d'un fazeva baldoria el te fazeva meter la man e la bachetava cusì forte che te vegniva le lagrime, ma nisun osava dir gnente. E chi era mancin doveva obligatoriamente imparar a scriver anche con la destra. Durante le ore de ginastica i andava sul campo nero, nero, fato con la polvere de carbon.


 

NALIM                                                                               Timoti Lisjak   -   Classe IV

                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                                          Insegnante: Milena Saina

I nostri noni ne conta...

VITA DA SCUOLA

Tanti ani fa, quando mio nono andava a scola, le lezioni dele clasi inferiori le cominciava ale due de dopopranzo. In quei ani no se andava in asilo ma a sete se andava a scola. A Buie esisteva solo scole croate. Mio nono a casa parlava el dialeto talian e istrian. Quando el ga comincià andar a scola nol capiva la lingua croata e ghe iera sai dificile seguir le lezioni. Quela volta i fioi no i se podeva vestir come che i voleva ma i doveva meterse tute le stese uniformi per no far diferenza tra i fipo benestanti e quei poveri. I maestri iera sai severi, i pretendeva disciplina e rispeto. Le ongie dele man doveva eser sempre nete e taiade, e se le trovava sporche i fazeva vegnir i genitori a scola. Speso i maestri castigava i fioi mandandoli in canton. La clase se scaldava con la stufa a legni. quando finiva la scola tuti i fioi andava a casa a pie anche se iera scuro.

 


 DINOSARUS                                                                       Nathaniel Modrušan   -   Classe IV

                                                                                   Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                                          Insegnante: Milena Saina

 

I nostri noni ne conta...

VITA DA SCUOLA

Mi ghe go domandà a mia nona Sonia come iera la scola ai sui tempi e la me ga contà cusì:

"Ai mii tempi quando ti cominciavi la scola i ne dava una bareta blu con la stela e un fazoleto roso de meter torno el colo. Ale feste de stato doveimo vestirse tuti uguali, le femine con cotolete blu e camizeta bianca e i maschi braghe blu e camiza bianca. Bisognava cantar canzoni popolari. Le clasi le iera divise tra femine e maschi. No esisteva la scola a tempo pien e quando vegnivo a casa pranzavo e con mio papà fazevo i compiti. Mia mama inveze ogni giorno la me portava la mia marenda preferita a scola, e me ricordo ancora ogi de quel mio cestin azuro!
Bei tempi quei de fioi e de scola!

 

 LAVORI DI GRUPPO

 

 

I PICI                                                    Letizia Turcinovich, Francesco Veggian, Lara Apollonio, Elian Djerđi, Emma Brenelli

                                                                   Classe IV Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                                    Insegnante: Suzana Benussi Gortan

                                         

La scuola ai tempi dei miei nonni 

 Quando il mio nonno andava a scuola i banchi erano di legno, le panche erano scricchiolanti e scomode. In classe il riscaldamento era a legna e a carbone. I maestri erano molto severi e spesso punivano i bambini con punizioni non belle. Mio nonno andava a scuola con una matita, un quaderno e un pezzo di pane per cancellare al posto della gomma. A scuola mio nonno andava con una lavagnetta dove scriveva e poi cancellava così doveva memorizzare tutto. Quando c'era il test di matematica prendeva cinque perché si scriveva tutto sulla mano. Mio nonno riceveva molte punizioni: doveva inginocchiarsi sul sale o sulle pannocchie, doveva mettere le mani sul tavolo e l'insegnante cominciava a frustare e doveva andare per le classi con le orecchie d'asino. Alle ragazze rubava la merenda (una di queste oggi è mia nonna). Nella scuola di mio nonno Dario i banchi erano di legno ed erano grossi. Nei banchi c'erano i calamai pieni d'inchiostro perché a quei tempi c'erano i pennini e le matite. La lavagna era grande e stava su tre piedi e sopra si scriveva col gesso. La cattedra dell'insegnante era grossa e stava su uno scalino più su così che poteva vedere meglio i bambini. Spesso si andava a fare le passeggiate in natura, quando c'era bel tempo. La cultura fisica si faceva nel cortile della scuola. Le insegnanti erano molto severe e qualche volta mio nonno si prendeva qualche schiaffo che se lo ricorda ancora oggi. D'inverno le aule si scaldavano con la stufa a legna e carbone. Non si andava mai in gita fuori Rovigno perché non c'erano corriere. D'estate veniva organizzata la colonia a Punta Corrente o a Santa Caterina.

 Mia nonna Daniela mi ha raccontato di quando andava a scuola i banchi nelle classi erano di legno con le sedie ribaltabili. Le lavagne stavano su quattro gambe di legno e poi vennero sostituite con quelle appese al muro. I libri erano piccoli di dimensione. Con le punizioni erano abbastanza severi come per esempio stare in piedi oppure inginocchio dietro alla lavagna. Avevano nell'orario meno ore di lezione di noi. La merenda la facevano nel cortile e nessuno si doveva allontanare. Gli alunni erano ubbidienti ed educati, dovevano avere rispetto per gli insegnanti e per i propri compagni, come pure per l'ambiente scolastico. I ragazzi avevano le uniformi mentre le ragazze un grembiulino col collarino bianco. Dopo la scuola la nonna doveva cambiarsi gli abiti, fare i compiti, preparare la cartella e dopo aiutare la mamma nei lavori domestici.

 Quando mia nonna andava a scuola era diverso. Dovevano camminare molto per raggiungere la scuola, però le piaceva perché così facevano delle belle chiacchierate. Quando arrivavano a scuola andavano in cucina dove c'era una grande tavolata e mangiavano pane e burro e una tazza di latte caldo. Ogni giorno la stessa colazione. Quando entravano in aula dovevano mettere le mani sopra il banco e il maestro verificava se avevano le  unghie pulite. Se dimenticavano i compiti oppure, se avevano diversi errori, ricevevano frustate sulle mani: quanti erano gli errori tante erano le frustate!