ALTRI TEMI PARTECIPANTI CONCORSO 2014

12° CONCORSO MAILING LIST HISTRIA 2014

 

 ML H – Elementari – Lavori individuali  – Categoria “ a “, sottocategoria “ 1 “:

- Traccia 1: "I nostri veci ne conta" ovvero "I nostri nonni ci raccontano"

- Traccia 2: "Se avessi la bacchetta magica"

- Traccia 3: "Storie d’amore o di dolore della mia terra, vicende in cui un sentimento non esclude l'altro" 

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motto ANDE                                                                   Debora Aničić  

                                           Classe III - b  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                    Insegnante: Laura Lonzar Mušković

MIO NONO ME GA CONTÀ 

               Mio nono se ciama Mario. El xe nato in un picio paese vicin a Parenzo de nome Fontane. La sua famiglia iera composta de pare Giovanin, mare Nina e da su fradel Oliviero. I viveva in una picia caseta de piera, tipica de ste parti, con un balador davanti.

               Da picio ghe piaseva giogar in corte de casa e sui prà del paese. I giogava gioghi semplici, tipici del quel tempo. Quel preferido iera le s´cinche che speso iera de colori diversi. Se faseva un buso in tera e bisognava centralo con la s´cinca. Poi i doveva s´ciocar quella del aversario. Chi rivava ingrumar cinque punti, el vinseva. Un altro giogo interesante iera anche la triglia. Se disegnava sulla strada dei quadrati numeradi da uno a diesi, sora i quali se doveva tirar un sasolin e se saltava. Chi ghe rivava primo fino a diesi, el vinseva.

               Speso l' andava a pesca con suo papà che iera pescador. I gaveva una batana che ghe gaveva fabricà un barcaiolo fontanese. La iera de color bianco - celeste e l'andava a remi. I pescava quasi sempre con le redi, varie specie de pesi: riboni, spari, menole, suri, scarpene e  tanti altri. Co iera stagion i andava anche a sepe e caramai che i pescava con le panole.

               In casa el pese iera speso in tavola, con un po' de verdura, polenta o patate. El piato che speso se preparava iera el savor. El se faseva con le sarde frite, mese dentro un sugo de oio de oliva, asedo, rosmarin, sivola e aio. El podeva durar tanti giorni e per questo i lo preparava una o due volte al mese. Un altro piato tipico iera el brodeto che saria un sugo de pesi vari. Con el brodeto se magnava sempre la polenta. La carne e i dolci se magnava raramente perché i costava. I se preparava de domenica e per le feste de Nadal, Pasqua e compleani. La carne che i magnava iera quasi sempre la galina che i preparava con le patate nel fogoler della casa. I dolci tipici iera le fritole e i crostoli.

               Per le feste se radunava tuta la famiglia. Se andava a mesa nela cesa del paese e dopo i se incontrava a casa per el pranzo. Iera festa grande e i stava tuti unidi. Per questo mio nono se ricorda speso dei bei giorni pasadi e, con contentesa, ma anche con un gropo in gola, me li conta.

 

 MATE                                                                                         Matea Korenika   -   Classe III

                                                                       Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                     Insegnante: Gabriella Grbeša

I nostri veci ne conta

Mia nona ga 69 ani, speso la me conta de quando la iera giovina che iera altri tempi.

La andava a scola a pìe perchè no iera ne auti ne coriere.

La siogava con le visine de casa con la bala fata de calze.

La lezion la fazeva con la lume a petrolio perchè no iera la luce.

La gaveva le vache e le pascolava sul pra.
la iutava sua mama a lavar la roba a man in mastel e sula tola.

L' acqua i la andava cior  fora del pozo.

Anche se la ga tanto lavora  co la iera picia, la disi che la se ga divertì
perchè ge piaseva lavorar nei campi e siogar con le amiche sul pra.

 

 NICO                                                                                         Nicolas Sodomaco   -   Classe III

                                                                                   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                  Insegnante: Gabriella Grbeša

I nostri veci ne conta

Mi go tanti noni e tuti i me vol ben dal più vecio al più giovane. Mio  bisnono Giovanin me conta de come el pescava una volta coi sui fioi, nipoti e parenti e quanto pese che i ciapava. Quando mi ghe domando i tipi de pese che el conosi  el me mostra  le foto dei pesi e  el me disi come  devo pescar. El più grande pese che i ga ciapa iera un branzin de 12 chili e i lo ga ciapa sul garofolin con la nebia.

Mia bisnona Maria, che la ga 86 ani, la me conta le storie che combinava mio nono Giorgio e suo fradel Franco quando i iera pici. I zercava i ovi dele galine sul fienil e i se li tirava, i  meteva el baston in tel popo dele galine per veder se le ga  l'ovo, i ga cascado vestidi de festa in tela stala del porco, i ciuciava le tete dela vaca per bever el late uno de qua uno de la, i ga serado i pulastri in tela valigia e dopo un anno mio bisnono Giovanin li ga trovadi e el ga crozolado mio nono e suo fradel. I gaveva un can che ogni giorno mia bisnona la ghe dava de magnar un ovo sbatudo e dopo el ga ciapa la rabia e lo ga dovudo mazar. La me ga conta anche che una checa la ghe vegniva rubar l'argenteria.Quando la lavava i cuciari e i pironi la li meteva  sugar sul balcon e dopo i spariva. Quando iero picio andavo trovar i mii noni ogni giorno, adeso che vado a scola non go più tanto tempo e me manca le storie che i me contava. 

 

 RE                                                                                             Renee De Andrea Ladišić   -   Classe III

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                           Insegnante: Gabriella Grbeša

I nostri nonni ci raccontano

Mia nonna Teresa mi ha raccontato di quando era piccola.

Lei è nata durante la seconda guerra mondiale.

Mi ha raccontato dei tedeschi e delle cose terribili della guerrra.

Mi parlato dei bombardamenti vicino alla sua casa e di quando alcune bombe non sono esplose perchè il campo era tanto bagnato e la terra era molto soffice.

Quando aveva la mia età lavorarava di giorno e di notte.

Di notte tenevano i lumi accesi per i lavoratori che ricostruivavano i muri della casa distrutti dai bombardamenti.Di giorno portava i mattoni e i sassi in mano o in carriola.

Quando era già ragazzina pascolava le mucche  e puliva le stalle.

La sua infanzia non era come la nostra , comunque si divertava  giocando con i suoi fratelli e con i bambini del paese.

 
 GAGA                                   
                                                     Gaia Zec   -   Classe III

                                                                         Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                        Insegnante: Gabriella Grbeša

I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO

 MIA NONNA  MI  RACCONTA  CHE   AVEVA  UN'  INFANZIA PROPRIO  BELLA  E DIVERTENTE.

VIVEVA  IN  UN  PICCOLO PAESINO DI   CAMPAGNA DOVE LE  PERSONE  ERANO  AMICHEVOLI  E  BRAVE .

NON  AVEVANO  TANTI  GIOCCATTOLI, PERCIO` DOVEVANO FARLI DA SOLI. LA BAMBOLA PIU ` BUFFA  E  DIVERTENTE  ERA  QUELLA CHE AVEVA  IL CAPPELLO ROSSO E  IL CIUFFO SULLA FRONTE.

LA SUOLA ERA  IN CAMPAGNA  E NELLA CLASSE C'ERANO SOLO 6  ALUNNI. LA SCUOLA  ERA PICCOLA  ED  AVEVANO  SOLO  DUE   CLASSI.

A  CASA  TENEVA  A  BADA  LE MUCCHE. QUANDO  LE MUCCHE  PASCOLAVANO  I  BIMBI  GIOCAVANO  SUL PRATO  O  NEL  BOSCO.

LE  PIACEVA  RACCOGLIERE  I  FIORI   E  SEMPRE BALLAVANO  E  CANTAVANO.

IN  INVERNO   CADEVA  LA NEVE, TANTA, TANTA COSI' POTEVANO  GIOCARE  E  SLITTARE  SUI  PRATI  BIANCHI.

ERANO DEI  BIMBI  BRAVI  PERCHE` ASCOLTAVANO GLI ADULTI E SI DIVERTIVANO CON PICCOLE COSE.

 

 DORI                                                                                          Dorian Brečević   -   Classe III

                                                                                   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago 

                      Insegnante: Gabriella Grbeša

    I nostri veci ne conta

Quando mio nono Claudio iera picio iera povertà. No i gaveva ne luce ne acqua in casa.La sera co iera scuro i adoperava la candela 0 la lume a petrolio. I andava cior l' acqua a San Lorenzo sul acquedoto publico, col careto e le armente.

Le armente le portava pascolar per i campi e i boschi. Prima de vegnir casa le portava bever sul laco grando a San Lorenzo.

El telefono no iera, i lo ga meso pena nel 1996.

Se siogava col balon de straza. El balon iera fato de calze, starze vece o paia.

Mio nono no gaveva la bicicleta, i ga veveva solo una granda de mio bisnono Giovani che ge la gaveva lasada i bersaglieri taliani.

Se siogava con le scinche, ma pochi fioi le gaveva.

Se spetava le fiere per magnar i dolzi e le noze de qualchedun per magnar i confeti. I fioi andava vanti la cesa, spetaimo che vegni fora i sposi e che i ne buti i confeti.

No  se andava mai in giro con la coriera perche coriere no iera, più lontan che se andava iera fino a Jurizani.

Sul più bel che mio nono el gaveva i ani per andar pescar, la barca se vignuda vecia e marza. I la ga buta via perche' no iera soldi per ripararla.

Mio nono ge piaseva la musica e de fioi el voleva tanto l' armonica come quella de Nino Picomazzo,  ma no iera soldi per comprarla, pero' dopo ben 50 annni nono Claudio me ga compra a mi l' armonica e deso sonemo insieme.

 

MIŠKO                                                                                                          Erik Mišković   -   Classe III

                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                      Insegnante: Gabriella Grbeša

Se avessi la bacchetta magica

Con la bacchetta magica farei avere più soldini ai miei genitori per comprare tante cose belle a me e a mia sorella.

Farei avere a tutti i poverelli da mangiare,vestire e una casa dove poter abitare.

Cambierei i miei voti, quelli che non sono tanto belli.

Farei splendere sempre il sole perchè quando piove siamo tristi perchè non possiamo uscire a giocare.

Farei diventare la mia classe esemplare così la nostra maestra sarebbe orgogliosa di noi.

 

PUKI                                                                                                             Aleksandar Petrov   -   Classe III

                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                      Insegnante: Gabriella Grbeša

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA 

Se avessi la bacchetta magica prima di tutto  darei ai poveri di tutto il mondo  l'acqua  e tante cose buone da mangiare.  Vorrei diventare un bravo ragazzo a scuola e nella vita  e avere per  sempre l’amore della  mia famiglia.  Vorrei che anche la mia famiglia avesse ogni giorno  da mangiare e tutte le cose necessarie e che tutte le persone del mondo rimanessero per sempre sane, senza  cattiverie e avessero un lavoro.

Mi piacerebbe molto andare a visitare il camp NOU di  FCB a Barcellona e conoscere i migliori giocatori del mondo come LEON   e anche CRISTIANO RONALDO.
Se avessi la bacchetta magica potrei farlo, potrei esaudire ogni mio desiderio, ma forse un giorno, anche senza la bacchetta magica, potrò farlo.

 

 REY                                                                                                             Ryan Grassi   -   Classe III

                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                                      Insegnante: Gabriella Grbeša

Se avesssi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica cambierei il mondo.

Vorrei che gli animali non soffrissero, che le persone rispettassero e avessero cura dell' ambiente che ci circonda perchè la natura  e il bene più prezioso della vita.

Se avessi la bacchetta magica farei sparire ogni tipo di inquinamento e farei in modo che i contadini avessero sempre raccolti abbondanti e ricchi.

Se avessi la bacchetta magica farei si che nel mondo non ci fosse più la fame e le malattie.

Se avessi la bacchetta magica vorrei avere tanti amici con i quali dividere tanti  giochi. Tutti i bambini sarebbero felici e pieni di amore, nessuno sarebbe mai ammalato.

Se avessi la bacchetta magica vorrei girare il mondo, vedere i posti più belli.

Viaggerei con mamma, papà e la mia sorellina ma anche con i miei amici.

 

  FRANKENSTIEN                                                                                           Anna Klarica   -   Classe V                       

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                       Insegnante: Ornella Kunst

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

Sono una bambina di dieci anni e vi dico subito che se avessi una bacchetta magica aiuterei le persone povere e ammalate!

Aiuterei la gente povera perché non mi piace vederla seduta per terra, infreddolito ad elemosinare per un pezzo di pane. Se potessi donerei loro una casa, un lavoro con il quale poi sarebbero in grado di procurarsi ciò di cui hanno bisogno.

Aiuterei i malati e i disabili perché mi sembra che noi li lasciamo da parte! Non mi sembra giusto, dobbiamo rispettarli perché in fondo sono persone normali, come noi. E poi, se hanno una malattia grave o una malformazione, vengono trattati in modo diverso e derisi dai compagni. A volte cerco di mettermi nei loro panni e ciò che vedo non mi piace!

Queste sono le magie che farei IMMEDIATAMENTE con la mia bacchetta SUPER MAGICA.

 

  LUNA                                                                                                                  Yvonne Misculin   -   Classe V                       

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                             Insegnante: Ornella Kunst

 

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA…

Ciao, sono una bambina  e ho undici anni. a me piace la magia. a volte mi immagino di essere una maga o di essere nata con dei poteri.

Se avessi la bacchetta magica andrei alla “Scuola di magia” e dopo averla superata a pieni voti, potrei aiutare la gente che ha bisogno.

Per esempio:

 

E a quelli che sono in guerra? - beh, è facile, farei finire immediatamente tutte le guerre e così il mondo sarà molto più amichevole!!!

Farei anche una magia molto potente – che la nostra Terra non sia più tanto INQUINATA! Anche se facciamo la raccolta differenziata e ricicliamo la nostra Terra è molto malata!

Le mie magie farebbero diventare  il mondo migliore, non vi pare?

 

 PESCHINA                                                                                                              Taja Pajek   -   Classe V                       

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                                                                           Insegnante: Ornella Kunst

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

Sono una bambina di undici anni che guarda film e cartoni animati. I miei preferiti sono quelli di Harry Potter perché fanno tantissime magie, come ad esempio il poter sollevare le cosa a distanza oppure nuotare sott’acqua velocemente!

Anch’io vorrei tanto avere una bacchetta magica. Se ce l’avessi farei in modo che i bambini più poveri dell’Africa e nel resto del mondo non fossero più poveri, che avessero le cose indispensabili per sopravvivere, cioè cibo, acqua, un tetto sulla testa e indumenti.

Con un tocco di magia farei apparire un mucchio enorme di cibo da poter sfamare tutti coloro che ne hanno bisogno e soprattutto i bambini senza genitori.

Con l’aiuto della bacchetta magica procurerei medicinali per curare bimbi ammalati. Trasformerei le loro baracche di fango e paglia in tante casette con tutte le comodità.

Farei in modo che tutti al mondo potessero vivere in modo decente.

 

  COLOMBO                                                                                               Christian Miroslav Šubic   -   Classe V                       

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                       Insegnante: Ornella Kunst

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA…

Se avessi la bacchetta magica farei smettere ai tossicodipendenti di prendere la droga, perché in TV ho sentito che la droga minaccia la salute, cioè per un po’ di tempo ti fa diventare intelligente, ma dopo il suo effetto finisce e diventi più stupido di prima.

Vorrei pure che alcuni la smettessero di fumare perché il fumo UCCIDE! Ho chiesto alla zia perché fuma e lei mi ha risposto: “Perchè mi piace e mi rilassa!” Mah, io non la vedo proprio tanto rilassata!

Alla gente povera procurerei una casa, dei vestiti, del cibo, gli elettrodomestici,…

Ai bambini in Africa darei tutto il cibo che vogliono, tutto ciò che desiderano mangiare!

Se tutto ciò che ho scritto si potesse avverare sarei così contento che farei salti di gioia tutto il giorno. Se tu avessi una bacchetta magica cosa faresti? Scrivilo e sarai contento di averlo fatto.

 

  POLZO                                                                                                       Lorenzo Polzonetti   -   Classe VI

              Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                   Insegnante: Lara Sorgo

I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO! !

I nostri nonni ci raccontano che loro da piccoli non avevano i videogiochi, ma giocavano a mosca cieca, con le bambole di pezza, con la fionda, con la palla di carta ed altri giochi che si costruivano da soli.!

Andavano anche ad esplorare le grotte che trovavano. Nelle grotte trovavano teschi, graffiti e le lance che usavano per cacciare gli animali.!

Ci hanno anche detto che andavano a pascolare le mucche, le pecore e le capre. Ai pascoli passavano intere giornate, lì mangiavano pane con il formaggio e bevevano il latte che proveniva dai loro animali. Stare attenti alle bestie è difficile, per questo motivo avevano i cani pastori come aiuto. A pranzo o a cena mangiavano quello che veniva dato loro, perché non avevano tanti soldi.!

Alcuni non potevano permettersi di andare a scuola. Chi non andava a scuola, lavorava in campagna d’estate e d’inverno. Nel tempo libero, leggevano quello che volevano, perché una volta ai bambini piaceva leggere soprattutto libri di avventura e di misteri.!

 

  FROSTY                                                                                                         Etian Križman   -   Classe VII

                                                   Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                   Insegnante: Lara Sorgo

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA!

L’ altro giorno mi faceva male la testa. Mia mamma mi aveva detto che se non avessi pensato mi sarebbe passato. Così cominciai a pensare a cosa avrei fatto se avessi la bacchetta magica.! Per prima cosa avrei scambiato i giorni della settimana, ovvero sabato e domenica si sarebbe andati a scuola e il resto della settimana si resterebbe a casa.!

Seconda, cosa avrei creato una fonte d’ acqua potabile infinita per tutte le persone. Poi avrei creato le piante di soldi, così non ci sarebbero più i poveri.!

Il mal di testa stava peggiorando, così andai a dormire. Ho sognato di aver creato un parco giochi gigante nel quale ci si giocava per ore. Ad un tratto mi svegliai e la testa non mi faceva più male. Così tornai fuori a giocare.!

 

 PUTARINSKY                                                                                                 Erik Putar   -   Classe VIII

                                                   Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                   Insegnante: Lara Sorgo

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

Se avessi la bacchetta magica, cercherei di fare il mio meglio per fare del nostro pianeta un posto migliore per tutti. Prima di tutto, farei cessare le guerre nel mondo, creando una grande e sincera alleanza tra gli stati che ne fanno parte. Al giorno d’oggi, un problema molto grande è la povertà e le cattive condizioni di vita nel terzo mondo; toglierei quindi, queste del nostro mondo, eliminandole per sempre, facendo sì che le persone vivano felici in un ambiente sicuro e bello.

Dopo, trasformerei tutte le persone malvagie, come i killer e/o i politici corrotti che sfruttano la gente, in persone buone e amorevoli; se potessi rimetterei in vita tutte le persone innocenti che sono morte durante i vari attacchi terroristici e le varie guerre che presero atto nei nostri tempi.

La cosa più importante che farei con la mia bacchetta magica sarebbe garantire la felicità, il benessere e soprattutto l’altruismo fra le persone, facendo capire che aiutare il prossimo è la cosa fondamentale del mondo e che solo così l’uomo potrà sopravvivere.

 
 CORAGGIO                       
                                                          Tanja Remištar   -   Classe IX

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                      Insegnante: Marina Dessardo

»I nostri nonni ci raccontano«

 

I nonni mi hanno raccontato sempre tante storie, ma nella mente mi è rimasta impressa la storia della vita coraggiosa vissuta da mia nonna.

 

I miei nonni vivevano in Serbia e la loro vita non era delle migliori. Erano poveri, non avevano tutto quello che abbiamo noi oggi. La mia nonna doveva andare a piedi a scuola che era lontana dal paese in cui abitava. Aveva tre fratelli e una sorella e doveva pensare a tutti anche se non era la sorella maggiore. Quando tornava a casa ,doveva aiutare la mamma nei lavori domestici e non aveva tanto tempo per studiare e pensare alla scuola Per questo motivo mi dice ogni tanto di pensare di più alla scuola e  di studiare, visto che ho tutte le condizioni per farlo.

 

Da giovane era una ragazza brava e simpatica e io penso di assomigliarle e ne sono fiera .Quando ha compiuto sedici anni, ha incontrato il nonno e si sono innamorati. Dopo un anno che stavano insieme , sono venuti a vivere in Slovenia. Per fortuna ha trovato subito un lavoro e dopo un anno è nata la mia mamma. Dopo diversi anni è arrivato anche mio zio.

Sono molto orgogliosa della mia nonna, che è stata tanto forte e coraggiosa a lasciare la sua famiglia, così giovane, e venire a vivere in un paese sconosciuto, con cultura e tradizioni diverse dalle sue.

 

Ogni tanto ripensa con nostalgia al suo paese, alla sua casa, ai suoi genitori che l'hanno vista partire così giovane.

Lei per me è una nonna coraggiosa e anch'io vorrei essere nella vita forte, come lo è stata lei.

 

  NOSTALGIA                                                                              Nika Horvat   -   Classe VIII

                                        Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                       Insegnante: Marina Dessardo

» Storie d'amore o di dolore della mia terra, vicende in cui un sentimento non esclude l'altro«

Sono Nico e sto per raccontarvi la mia storia, una storia felice, piena di cuore ma anche di dolore.

Da giovane sono stato un ragazzo abbastanza normale. Avevo come migliori amiche due ragazze con le quali era bellissimo stare e in loro compagnia il tempo volava. Una era Isabella e l'altra Lina. La prima era una ragazza con stile, anche se a volte risultava un po' pazza. Eravamo molto legati, io e lei, praticamente inseparabili. Lei mi capiva, mi consolava e mi consigliava. Lina invece era per me come una sorella in quanto ci conoscevamo fin dall'asilo. Loro erano le uniche persone alle quali confidavo i miei segreti e le mie emozioni. A scuola ero abbastanza popolare , davo l'impressione di essere un ragazzo intraprendente e per questo molto »amato«. Però in realtà  ero un ragazzo fragile, che cercava amore nella persona sbagliata.

Erano due anni che mi ero innamorato di Laura. L'avevo conosciuta grazie ad Isabella in una calda sera di luglio. Ero andato in piazza per vedere Isabella che teneva il suo saggio di ballo. Finito il ballo, lei è corsa da me e mi ha abbracciato. Era felice che fossi venuto a vederla e anch'io lo ero. E fu in quel momento che vidi due occhi scuri che mi osservavano seri. Isabella la chiamò e ci presentò. Rimasi folgorato dalla sua bellezza. Laura, oltre che essere bella era anche tanto simpatica e piena di voglia di vivere. Passammo tantissimo tempo assieme parlando dei nostri sogni, raccontandoci i nostri progetti. La mia vita cambiò completamente. Non potevo stare senza di lei, solo a pronunciare il suo nome mi sentivo mancare il respiro, vederla poi mi faceva tremare le ginocchia e mi faceva battere forte il cuore. Vivemmo giorni indimenticabili, come se fossimo in un mondo tutto nostro. Poi successe qualcosa e i nostri incontri si diradarono. Lei non si faceva vedere e se ci incontravamo, lei mi ignorava. Io non riuscivo a capire questo suo comportamento. Ho solo il ricordo dei discorsi, ascoltati di nascosto, dei miei genitori : le persone non si fidavamo  più le une delle altre e bisognava stare attenti a cosa si diceva. Di giorno in giorno qualcuno scompariva e non se ne sapeva più nulla. Un giorno i miei mi dissero che dovevamo andarcene. Io non lo volevo fare, non volevo lasciare il mio amore. Ma me ne andai senza salutarla , senza rivederla .

Nei primi tempi la vita in Italia fu molto dura. Cambiammo molti posti e in ognuno lasciammo una parte della nostra vita. Poi finalmente ci stabilimmo ed io potei studiare e diventare un giornalista.  Non avevo dimenticato il mio paese, il mio amore. Appena mi fu possibile, vi ritornai per ritrovarlo. Girando per le vie oramai del tutto diverse da come me le ricordavo, la vidi. Accanto a lei un uomo e una ragazzina che le assomigliava molto. Ebbi un tuffo al cuore ma non ebbi il coraggio di avvicinarmi a lei. Il mio sogno si era infranto e non mi rimaneva che il dolce ricordo del tempo che avevamo passato assieme. Cercai di trovare anche le mie due carissime amiche, ma seppi che anche loro se ne erano andate e non erano mai più ritornate.

Cominciai a scrivere, a sfogare la mia rabbia, il mio dolore, il mio amore sulla carta che mi ascoltava paziente e, nei momenti più duri, mi dava consolazione.

Laura, tu il cuore mi hai spezzato

in mille pezzi, in mille schegge,

come uno specchio rotto a terra.

Io così forte non sono

da rialzarmi , da continuare la vita.

Ogni giorno ti rivedo,

nei pensieri e nei ricordi

e ogni giorno piango,

piango nel profondo del mio cuore.

 

  PALLONE                                                                             Alex Valentić    -   Classe III

         Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

         Sezione Periferica di Bassania

          Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA
Se avessi la bacchetta magica aiutereii i poveri, ai senza tetto a trovare una casa e a bloccare gli incontri di pugilato. Aiuterei la natura inquinata, le persone ammalate e tutti gli animaletti feriti.
Farei capire ad un ladro che rubare è sbagliato e ad un assassino che uccidere è disumano.
Se avessi la bacchetta magica aiuterei i bambini deboli ed indifesi, farei il giro del mondo intero e aiuterei tutti coloro che hanno bisogno, farei capire a tutti tutte le cose sbagliate che commettono e li farei scontare una pena per pentirsi e capire che devono cambiare e vivere in armonia con la natura.
 

    ALBERO                                                                               Elian Conti    -   Classe II

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                            Sezione Periferica di Bassania

                                                                                         Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

… potrei volare fino al mondo di Topolino.

Potrei anche volare, diventare invisibile, nuotare velocemente, addirittura farei apparire un Coniglietto di Pasqua con il cestino pieno di uova di cioccolato per tutti i bambini del mondo.

Poter avverare tutte queste cose per me è un sogno e soprattutto darei alle persone del mondo intero, un cuore grande, grande e così nel mondo regnerebbe l'amore, la pace e la felicità.

 

  LEONE                                                                                    Erika Vižintin   -   Classe II

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                Sezione Periferica di Bassania

                                                                                            Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA
Se avessi la bacchetta magica, in tutto il mondo ci sarebbe la primavera; tra l'erbetta salterebbero tanti coniglietti, la terra sarebbe ricoperta di fiorellini profumati e dei più svariati colori, frutta profumatissima maturerebbe su tutti gli alberi e così ci sarebbe cibo per tutti. Il tutto sarebbe circondato da un enorme arcobaleno che unirebbe tutte le persone del mondo.
Ah, se avessi la bacchetta magica! Tutti gli animaletti starebbero bene perché io farei scomparire il dolore
 

  PSP                                                                                       Thomas Rota   -   Classe III

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                 Sezione Periferica di Bassania

                                                                                            Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica farei che tutti i bambini di questo mondo avessero i genitori, farei che nessuno muoia e che nessuno soffra per guadagnare un po' di soldi.

Farei che nessuno al mondo avesse malattie o inventerei medicine miracolose in modo che anche i malati più gravi guarissero e continuassero a vivere per sempre con i suoi cari.

Farei che tutti i bambini del mondo avessero dei genitori che si possano permettere di comprar loro almeno un giocattolo.

 

  CONIGLIO                                                                                 Kevin Breščić   -   Classe III

                                                                                           Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                   Sezione Periferica di Bassania

                                                                                              Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica farei sparire i soldi e le malattie e a tutti i poveri darei una casa per vivere con i famigliari e del cibo per sfamarsi.

Curerei gli animali ammalati o feriti e li affiderei alle famiglie.

Costruirei tantissimi ospedali forniti dei più miracolosi macchinari e così tutti sarebbero sicuri di guarire.

Assicurerei e assegnerei un lavoro a tutti e così , con la crisi che c'è adesso, condurrebbero una vita migliore.

Farei guarire i bambini handiccappati. Può sembrare tanto ma si può fare.

Per me vorrei una cosa sola, vorrei tanto una motocross.


 NINTENDO                                                                                 
Alex Radin   -   Classe III

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                  Sezione Periferica di Bassania

                                                                                              Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica a casa mia farei comparire molti gattini e molti cagnolini.

Inoltre farei in modo che tutti fossero sani e che sia impossibile ammalarsi.

Farei comparire un enorme prato fiorito dei più svariati fiorellini colorati e profumati e farei in modo che tutti potessero giocare su di esso.

Farei scomparire tutti i videogiochi, così tutti giocherebbero all'aria aperta.

Farei scomparire la cattiveria dalle persone e così tutti sarebbero buoni e altruisti.

Salverei il mondo!

Farei scomparire la povertà. Nel mio mondo tutti sarebbero sani, vivrebbero bene, nessuno sarebbe affamato bensì tutti sarebbero sani, felici e contenti.

 

  DELFINA                                                                                    Joan Marfan   -   Classe III

                                                                                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                   Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                Insegnante: Loretta Giraldi Penco

         SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica farei che i poveri non siano più poveri, farei sparire la guerra in modo da vivere tutti in pace.

Aiuterei i bambini senza genitori e senza casa offrendo loro l'amore di una famiglia e il calore di una casa.

Farei sparire tutto il male del mondo perché voglio che nel mondo ci sia solo felicità, l'amore e la gioia.

 

  FIORE                                                                                        Giulia Brosolo   -   Classe III

                                                                                          Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                     Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                 Insegnante: Loretta Giraldi Penco

SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica farei scomparire le malattie, ai poveri darei da mangiare e una casa per vivere, ai prepotenti farei scomparire l'abitudine di essere così e li trasformerei in persone gentili e altruiste.

Agli animali abbandonati darei una casa e una famiglia con bambini, ai ladri farei scomparire l'abitudine di rubare e li farei diventare persone oneste che danno aiuto a chi ne ha bisogno; eliminerei, farei scomparire le automobili e i veicoli pesanti e al loro posto darei una bella bicicletta ad ogni abitante del mondo; al posto delle strade di cemento, tutti viaggerebbero su di un arcobaleno e così non ci sarebbe più neppure l'inquinamento.

Farei scomparire i soldi, non ci sarebbero più palazzi e grattacieli ma al loro posto ci sarebbero case di mattoni colorati, non inquinanti.

Tutti sarebbero amici degli animali e della natura; nessuno caccerebbe e nessuno abbatterebbe gli alberi.

 

 CALCIO                                                                                        Lucio Laganis   -   Classe III

                                                                                           Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                       Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                     Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 SE  AVESSI  LA  BACCHETTA  MAGICA

Se avessi la bacchetta magica farei regnare la felicità in tutto il mondo, aiuterei i bambini poveri senza mamma e papà e senza casa.
Farei sparire i ladri e gli uomini cattivi, farei splendere un bel arcobaleno di gioia, felicità e amicizia; farei fare la pace a tutte le persone del mondo e eliminerei la guerra.

E quante cose buone ancora potrei fare!
 

 MAXI                                                                                              Maxim Kostin   -   Classe VI

                  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                                  Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

I nostri vecchi ci raccontano             

Io ho un bisnonno, lui si chiama Fiodor. Adesso lui è vecchio ed ha 86 anni. Il mio bisnonno  mi ha raccontato una storia.

Il nonno mi ha detto che è una  storia vera, ma io penso che non lo sia perché  tratta di una strega. Questa strega viveva in un villaggio molto piccolo, il villaggio di mio nonno.  Tutti gli abitanti del villaggio tremavano davanti alla strega, perché poteva lanciare  maledizioni  sugli animali, poteva lasciare tutti senza raccolto, provocare  malattie . Tutti gli abitanti del villaggio, per poter vivere in pace, dovevano dare un tributo alla strega. Un giorno la strega  venne  a casa della madre di mio nonno per prendere il tributo e  chiacchierare. In quel momento il nonno era a casa e riposava a letto.  Si credeva che se qualcuno avesse infilzato un ago nella porta, la strega non sarebbe più stata capace di uscire. Se invece qualcuno per sbaglio avesse aperto la porta l’ incantesimo si sarebbe rotto. Il nonno infilzò un ago nella porta.

Prelevato il tributo, la strega volle andarsene, ma non  potè  farlo, anche dopo più tentativi le toccava tornare indietro: qualcosa di misterioso la bloccava.

Mio nonno, orgoglioso di essere riuscito nell’ impresa volle chiamare gli amici per dimostrare come fosse riuscito ad incastrare la strega, ma una volta arrivati… la donna era sparita. Ciò chiaramente scatenò l’ ilarità generale e il nonno fu deriso.

Questa è solo una delle tante  storie dell’ infanzia del mio bisnonno, ce ne sono ancora tante altre, ma per raccontarle tutte ci servirebbe un libro e dovrei tornare in Russia, la mia terra natia.

 

SPERANZA                                                                                  Sky Spahić   -   Classe VI

                      Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                            Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

Se avessi la bacchetta magica

Avere la bacchetta magica è sicuramente un desiderio di tante persone. Se io avessi la bacchetta magica cambierei tante cose attorno a me.

Aiuterei le persone povere dando loro acqua, cibo e casa.

Farei tornare tutti gli animali nel loro ambiente naturale e farei che tutti loro possano sopravvivere senza l'aiuto dell'uomo, perché io penso che questa sia la loro natura e che così debba essere.

Farei scomparire la violenza, il bullismo, il dolore, la tristezza e tutte le cose brutte che esistono.

Trasformerei questo mondo in un mondo pieno di colori, di allegria e di amore.

Però, una delle cose che più di tutto vorrei, è fare in modo che l'uomo rispetti la nostra Terra, cioé le piante, gli animali, l'ambiente...

Io credo che la Terra sia un luogo dove tutti gli esseri viventi debbano venir rispettati, però l'egoismo dell'uomo è così grande che ha distrutto tante cose belle che lo circondano.

La Terra è forse il pianeta più bello dell'Universo, ma l'uomo, se continuerà così, potrebbe portarla alla sua distruzione.

La Terra soffre. Soffre il nostro disprezzo, le nostre immondizie, i gas prodotti dalle fabbriche e dalle automobili: tutto questo la ferisce. Ma nonostante tutto essa continua a darci quello che ha, continua ad esserci fedele e ad amarci.

Io credo che questo mondo sarebbe un posto tanto più bello se tutti prendessimo soltanto quello che ci serve. Purtroppo però ci sono persone  a cui non basta quello che hanno, ma vogliono sempre di più.

Se avessi la bacchetta magica, cambierei anche alcune cose della mia vita. Farei comparire una grande e bella casa in cui vivremmo mia mamma, mio papà e io. Farei tornare mia mamma e mio papà insieme e  mi farei fare una sorellina.

Forse ci sono altre cose che farei se avessi la bacchetta magica, e che adesso non mi sono venute in mente, ma torniamo alla realtà.
Io credo che le bacchette magiche  esistano , soltanto che sono raggiungibili unicamente alle persone che credono alle  “magie”

 

CARPE DIEM                                                                            Debora Kalebić   -   Classe VI

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                               Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

Viviamo in una realtà dove la gente conduce una vita molto movimentata nella quale spesso e volentieri si dimenticano le buone maniere, la tolleranza e la fratellanza. Purtroppo non vanno tutti d’accordo e dimentichiamo di accettare le persone per quelle che sono, i loro lati positivi, ma anche quelli meno piacevoli. Beh, se io avessi la bacchetta magica tutto ciò cambierebbe, tutto sarebbe diverso.

Il primo sogno che realizzerebbe la mia bacchetta speciale sarebbe di fare in modo che tutti vadano d’accordo e abbiano lo stesso valore, che non ci siano preferenze di rango sociale, disuguaglianze; farei scomparire il razzismo, la xenofobia e tutti i vari metodi di discriminazione a livello umano presenti nel nostro mondo. Dalla faccia della Terra eliminerei pure il bullismo, il quale, secondo me, fa più male di tutto.
Picchiarsi è brutto e doloroso, ma le ferite fisiche prima o poi guariscono e le cicatrici sanano. Ma l’offendere a parole, quello no che non passa perché le parole ce le ricordiamo per sempre, e quanto noi vogliamo cancellarle dalla mente, loro possono alleviare con il passare del tempo, ma sono sempre con noi, come la nostra ombra, a volte quasi invisibile, a volte enorme.

Farei anche in modo che la gente impari a lavorare assieme, in gruppo, dividendosi i compiti e avendo fiducia gli uni negli altri, come dice un proverbio antico “tutti per uno e uno per tutti”, perché è così che i risultati iniziano a vedersi. Userei infine la mia bacchetta per far comprendere alle adolescenti come me di non insultarsi e rimproverarsi del loro fisco mai perfetto a sufficienza, perché ciò non è  vero, e l’unica cosa che ottengono con questi ragionamenti è, come ripete sempre la mia mamma, finire per farsi del male.

Il mio primo scopo sarebbe perciò fare in modo che le persone si apprezzino a vicenda per ciò che realmente sono, senza dover indossare maschere per esser riconosciuti e integrati dalla società. In altre parole farei in modo che la gente si goda la vita in compagnia e senza odio perché essa è breve.

Questi sono i cambiamenti che farei nella società, ma, hmm… avendo una bacchetta magica nelle proprie mani non so chi riuscirebbe a resistere alla tentazione di avverare qualche desiderio personale considerato un sogno, ma essendo sinceri, un’opportunità così io non me la farei sfuggire. 

Cambierei molte cose nella mia vita. Esprimerei ad esempio il desiderio di costruire un quartiere pesato e progettato solamente per i teenager con un numero infinito di sale multimediali, sale da lettura, vari campi sportivi circondati da prati variopinti i quali sarebbero luogo di incontro di coetanei. Ciò sarebbe una cosa fantastica, considerando il fatto che nel mio quartiere non ho proprio amici con i quali passare il mio tempo libero.Un altro giro di mano tenendo la mia super bacchetta pronunciando una formula magica ed ecco un nuovo cagnolino pronto a far compagnia al mio Goldie e a farmi divertire. Un altro ancora ed ecco che vedrei la mia stanza allungarsi ed allargarsi per un piano intero, ma arriva ora il punto migliore, farei in modo che la mia carissima sorellina maggiore ed io scambiassimo i ruoli in modo da essere io la maggiore e perciò quella che tiene le redini in mano. 

Viaggi, viaggi, viaggi, immaginate solamente che basterebbe poi pronunciare la mitica formula, il nome di una città da sogno e in un baleno trovarsi lì: Parigi, davanti all’ eccellete perfezione della Torre Eiffel, Londra, girare nell’ enorme London Eye e vedere il Big Ben, oppure il Tower Bridge, mentre il ponte si apre per far passare una nave che viaggia tranquilla sul Tamigi, Roma- davanti al grandioso Colosseo romano, una delle sette meraviglie del mondo,…- quanti pensieri, quanti sogni.

Realizzerei poi quello che è il mio sogno nel cassetto, cioè recitare in una serie di adolescenti e avere una voce stupenda per poter cantare ed emozionare la gente, perché la musica è l’unica cosa che mi può calmare quando sono arrabbiata con tutti e tutto.Farei poi in modo da non invecchiare mai, perché adoro la mia vita, la libertà e la spensieratezza da dodicenne con le quali vivo ogni giorno e lo farei anche perché sono una majorette e desidero da grande trasmettere il mio amore per questo misto di sport e ballo a coloro che come me lo adorano.

Se avessi la fortuna di aver una bacchetta magica in mano aiuterei qualunque persona ne avesse bisogno in qualsiasi cosa, ma specialmente renderei felici di giorno in giorno coloro che riempiono la mia vita d’amore e felicità, anche senza l’aiuto di una bacchetta magica o di qualunque altro mezzo magico, perché loro non ne hanno bisogno, sono magici di per sé.

         Comunque, se avessi la bacchetta magica farei un milione di cose, e tutte belle. Se l’avessi sarei molto felice perché avrei l’occasione di aiutare tutti intorno a me e potrei realizzare tutti i miei sogni. Avere la bacchetta magica sarebbe un sogno.

         

SBIRULINO 2                                                                      Michele Damian Gallo   -   Classe VIII

                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                         Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

Se avessi la bacchetta magica

Un pomeriggio, appena tornato da scuola decido di andare in camera mia. Entrando mi accorgo che la camera è buia. Tutto d’un tratto sento una voce che dice “Lumus” e si accende una piccola luce, come quella di una candela.

Rimango stupefatto e un po’ spaventato: c’ è  un uomo in camera mia, proprio lì, sul mio letto,  alto con la barba e i capelli bianchi. Pronuncio a bassa voce: professor Silente. Non potevo credere ai miei occhi, era proprio lui, Albus Silente il direttore della scuola di stregoneria e magia di Hogwarts.

Lui mi disse a bassa voce: sto cercando un bambino buono con il cuore pieno d’amore, che mi aiuti a far diventare il mondo un posto migliore. Speriamo d’ aver scelto bene. Bambino, accetti questo ruolo? Io ero sbalordito, non potevo credere che questa cosa stesse accadendo proprio a me.

Certo che volevo accettare questo ruolo! Avrei voluto dirgli tante altre cose ma da me uscì solo un sì. Il professor Silente si alzò , prese una busta e mi diede una costodia con sopra scritto Olivander. Io capii subito che si trattava di una bacchetta magica, lui mi guardo e disse: usala saggiamente!  Hai 24 ore per rendere il mondo e le persone  migliori. Poi scomparve.

Io ero ancora sbalordito che la bacchetta era già nelle mie mani.E decido di iniziare con la scuola: la butterei giù e la ricostruirei tutta nuova con la palestra e con i banchi nuovi, su tutti i banchi ci sarebbero due grossi tablet per scrivere. Già che ci sono licenzierei qualche insegnante cattiva. Agli insegnanti buoni gli triplicherei la paga per tutto il lavoro duro che fanno. Poi andrei dalle persone povere e malate e li farei stare bene. Già che ci sono volo in Africa faccio tanti pozzi per l’acqua e apro fabbriche per gli abitanti del luogo. Mi sento un po’ in colpa per aver sistemato solo la mia scuola e decido di sistemare tutte le scuole del mondo. Camminando vedo un cane ammalato che giace a terra e decido di aprire una associazione per gli animali, cosi nessun animale al mondo sarà più solo o ammalato.

Io pratico sport, le biciclette e gli attrezzi costano tanto, creerei tanti centri sportivi dove bambini e persone adulte possano allenarsi gratuitamente quanto vogliono. Creo tutti i macchinari che vanno ad acqua marina cosi da non inquinare l’ambiente. Avrei ancora tante cose da migliorare, ma il tempo è scaduto e tutto d’un tratto mi appare Silente, contento di aver scelto me perché  ha notato che ho pensato solo agli altri e neanche un desiderio è andato  per rendere felice me. Per premiarmi mi consegna un biglietto vincente della lotteria, per rendere felice anche la mia famiglia.   Mi sentivo stanco ma contento di aver migliorato il mondo, volevo abbracciarlo, ma sparì tutto d’un tratto. Stavo guardando il biglietto tutto contento  quando mia mamma mi chiamò e mi disse: Michele, svegliati, è ora di andare a scuola.

Uff, quante cose avrei fatto se avessi avuto la bacchetta magica… anche solo per 24 ore.

 

  DESTINO                                                                          Vanessa Buždon   -   Classe VI

                                                                          Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                        Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica,hmm...scusate, io ho già avuto la mia bacchetta magica e mi sono divertita un mondo!

Era carnevale e non avevo idea su come travestirmi. Avevo due ore di tempo prima dell' inizio del ballo in maschera e dovevo sbrigarmi, perché dovevo arrivare in anticipo, siccome dovevo essere anche la conduttrice  dello spettacolo. La mia prima idea fu di travestirmi da cantante, ma pensai  che fosse troppo scontato, così la seconda  fu quella di travestirmi da angelo per la milionesima volta negli ultimi tre anni.  Sentii  bussarte qualcuno alla porta e pensai che  fosse la mamma, invece davanti alla  porta trovai solo un piccolo pacco con un bigliettino sul quale scriveva:“Divertiti! Ci vediamo alla festa!“ , firmato  „Il tuo Destino“.

 Wow! Una cosa veramente strana! Forse si trattava di uno scherzo? Decisi di aprire il pacchetto per vedere cosa c'era dentro. Quello che stava dentro mi meravigliò di più. C' era solo una bacchetta,come quella dei maghi,di color nero-bianco e alla fine stava  incisa la parola „Destino“ in oro. Quando le mie dita ci passarono sopra  tutta la camera cominciò a girare.

Mi svegliò il canto degli uccellini. Dove ero finita? Mi guardai intorno: ero seduta in mezzo a un prato verde, circondato da un bosco. Intorno  a me volavano degli uccellini magnifici,le loro piume erano variopinte e il loro canto era dolce. D'un tratto  sentii un rumore provenire dal bosco. Dal bosco saltò fuori  un gigantesco serpente! Stava andando verso di me ed io automaticamente  presi la bacchetta e la girai verso il rettile.  Ci fu un lampo ed il serpente si trasformò  in un gattino di colore bianco spruzzato di grigio. Il gattino mi si avvicinò, portava una collana col nome Time inciso in verde.  Time si avvicinò e mi guardo negli occhi. Sembrava che cercasse qualcosa. Pian piano Time si avvicinò alla bacchetta e quando la toccò con la testa ci fu un piccolo vento e a uno o due centimetri da Time si formò una bellissima maschera nera con puntini d'oro sull'orlo  e un paio di piume di color rosso. Time la prese e me la pose in grembo.

Ad un tratto sentii qualcuno che chiamava il micio. La bestiola, con velocità fulminea, prese dal mio polso il bracciale che portavo e fuggì. Lo rincorsi e mi  nascosi dietro un albero per non farmi vedere. Time diede il mio braccialetto ad un ragazzo. Il ragazzo lo esaminò un poco, mentre Time si avvicinava all' albero dove ero nascosta. D'un tratto Time saltò e si lanciò nella direzione della bacchetta. Quando la toccò, Time si trasformò in un ragazzino che non aveva più di sei anni. Time mi prese per la mano e mi trascinò verso il ragazzo. „Ino guarda!“ : il ragazzo aveva la mia stessa età, però era più alto di me,aveva i capelli neri  ed indossava un vestito elegante. Time mi spinse verso il ragazzo e quando mi trovai sotto la luce della luna i miei vestiti cambiarono e mi trovai addosso un bellissimo vestito nero. Tenevo ancora stretta la bacchetta. “Io sono David, ma tutti mi chiamano Destino. In questo momento ci troviamo  a Nezevia sul pianeta Zianeve”. Mi ricordai della bacchetta: “Questa dovrebbe essere tua...”

Sentendo un miagolio dietro alle spalle mi girai e vidi che vicino a me c’ era Bella, la mia adorata gatta.  Bella mi si avvicinò e mi diede un foglio  il cui contenuto mi informava che dovevo aiutare Destino a smascherare dei traditori del regno che congiuravano contro il re. Grazie alla bacchetta magica risolvemmo tutto molto velocemente e i manigoldi furono incarcerati , mentre io, con l’ aiuto di Bella mi ritrovai prima nella mia stanza e poi al ballo mascherato del mio paese. Questa volta però cambiai costume, mi travestii da maga. Al ballo trovai anche David- Destino. Che bello!

Ora la bacchetta sta nel mio armadio ed aspetta il prossimo carnevale : la sua magia trasformerà una semplice festività in qualcosa di magico.

 

  PRECISIONE                                                                            Tobia Vidos   -   Classe VIII

                                                                    Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                     Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

 Avere una bacchetta magica...sarebbe un sogno che diviene realtà. Ma cosa farei se ne avessi una?

Se avessi una bacchetta magica... farei finire tutti i problemi che ci sono nel mondo. Toglierei l'inquinamento, toglierei il riscaldamento globale, toglierei la fame nel mondo! Niente più droghe:distruggerei tutte le piantagioni di tutti i tipi di droghe e non ne lascierei neanche una. Niente più crisi negli stati: tutti vivrebbero in serenità. Niente più ladri e terroristi, niente più guerre, tutti vivrebbero in pace e felici; invece che gli stati competano tra di essi si aiuterebbero a vicenda.  Farei sì che tutti i monumenti distrutti si rigenerassero, farei sì che  tutte le foreste distrutte ricrescano, farrei sì che nei deserti ci sia acqua e che tutte le persone siano più ecologiche.

Se avessi la bacchetta magica... farei  che ci sia solo tempo sereno e poche piogge, mentre durante gli inverni ci sarebbe molta  (ma non troppa) neve per tutto il mondo. Farei  che non ci siano più catastrofi naturali, cioè niente più terremoti, niente più tsunami, niente più tornado...

Ecco, queste sono le cose che farei se avessi una bacchetta magica. Non è che siano delle cose speciali, ma almeno aiuterebbero il nostro bellissimo pianeta Terra.


MINNIE                                                                               
       Ena Mehanović   -   Classe VII

                                                                           Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                        Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

Se avessi la bacchetta magica...Quante volte ho immaginato di possederla. In effetti penso che a tutti sia capitato di sognare e costruire castelli in aria nel mondo della fantasia, grazie soltanto a un tocco di bacchetta magica.

Se avessi la bacchetta magica migliorerei la vita delle persone, praticamente cambierei il mondo. Non esisterebbe più la fame e ci sarebbe acqua in abbondanza per tutti. Prenderei una scatola nella quale rinchiuderei tutti  i mali del mondo e la butterei a migliaia di chilometri lontano dalla Terra. Sul nostro pianeta sarebbe presente solo l' amore. Regnerebbe la pace. La natura diventerebbe più bella e la vegetazione si espanderebbe ovunque. Il nostro pianeta respirerebbe!  Non esisterebbero più l' effetto serra e l' inquinamento. Gli animali non si estinguerebbero.

Essendo però io una tredicenne , mi capita di sognare cose impossibili come lussi ed agi che non possiedo. Avere una villa con piscina non mi dispiacerebbe per nulla! Possedere abiti firmati, profumi costosi e macchine di lusso non sarebbe male. E neanche viaggiare e conoscere il mondo intero. Essere la più ricca del pianeta... Essere ricchi? Ma io lo sono! Ho dei genitori che mi vogliono bene, un fratello che amo tantissimo, degli amici fedeli con i quali posso confidarmi, scherzare e divertirmi... In momenti come questi comprendo che la bacchetta magica non mi serve, che sono felice così come sono, perché la felicità è come una ragnatela: ognuno tesse la propria. I soldi vengono e vanno, gli amici, se sono veri, rimangono per sempre e non c' è denaro che li possa comperare.

Queste sono le cose per cui vale la pena di vivere e chi le possiede ha già tutto.

 

 ALBERO 2                                                                                 Jure Paus   -   Classe V - a

                                                                             Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                                Insegnante: Susanna Svitich

I nostri nonni ci raccontano

Abito in un villaggio distante dalla città una ventina di chilometri, il cui nome è particolare: Orihi, cioè Noce. Ho chiesto alla mia bisnonna di narrarmi da dove avesse origine ed ecco la sua storia.
C'era una volta un re che aveva una bellissima figlia e tutti i nobili facevano a gara per averla in sposa. Per proteggere la ragazza, il re la rinchiuse nella torre più alta del castello. Lì la
principessa si annoiava, così chiese a suo padre di portarle un cane e con lui ebbe un figlio che aveva la testa divisa a metà: da una parte era umana e dall'altra canina, che venne chiamato Attila. Quando crebbe, diventò il guerriero più temuto al mondo. Indossava sempre un cappuccio affinché nessuno si accorgesse della sua testa particolare. Una volta Attila e il suo esercito giunsero in un paese che si chiamava Seline. Attila attaccò il paese e uccise tutti gli abitanti, tranne un soldato che si nascose nella cavità di un vecchio tronco di noce su una collina vicina. Quando Attila e il suo esercito se ne andarono, il soldato costruì una casa accanto al tronco e lentamente, in questo luogo sorse il villaggio di Orihi. Attila proseguì con il suo esercito a compiere scorrerie e, mentre attraversava la foresta di Rogatizza, non vide un ramo che gli strappò il cappuccio. Quando i. soldati si accorsero della testa a metà canina, lo uccisero.

Sentita la storia, dissi alla bisnonna che io di Attila ne avevo sentito parlare ma non pensavo che fosse venuto nelle nostre terre e la bisnonna sorridendo rispose che non sempre le cose che ci vengono raccontate a scuola sono vere .. . Mah, meglio non raccontarlo all'insegnante di storia!

 

GRAZ                                                                                          Lucia Lyon   -   Classe V - a

                                                                            Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                                     Insegnante: Susanna Svitich

Se avessi la bacchetta magica

Se io avessi una bacchetta magica farei sparire innanzitutto le cose più brutte di questo mondo, come le guerre, affinché le persone possano vivere in pace e felici; le sofferenze dei bambini, perché alcuni devono lavorare invece di andare a scuola, altri bambini non hanno alcun diritto, non hanno una famiglia, non provano l'amore. Eliminerei le malattie, quelle che provocano la morte prematura ... La mia bacchetta cancellerebbe le differenze tra ricchi e poveri e grazie alla magia tutti gli uomini avrebbero una casa, la tavola sempre imbandita, il calore della famiglia. Sono sempre stata attratta dalla bacchetta magica: infatti quando frequentavo la scuola materna, la mamma, per carnevale, mi vestiva da fatina ed avevo anche la bacchetta che conservo ancora nel baule. A 4 anni pensavo che la bacchetta potesse esaudire tutti i miei desideri ed oggi penso che quel bastoncino abbia fatto tante magie: ho un papà e una mamma che mi adorano, ho tante amiche ed amici che mi vogliono bene, mi dedico con passione alla musica e a scuola ci vado volentieri!

Grazie mamma, per avermi regalato, anni fa, una piccola bacchetta ... che era proprio magica!

 
STORICO N. 1.                                                                           
Marko Drandić   -   Classe V - a

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                                  Insegnante: Susanna Svitich

I nostri nonni ci raccontano

Quando mia nonna Antonietta era piccola c'era una grande miseria e per questo ogni piccola cosa li faceva felici. Lei e suo fratello Mario ricevettero il loro primo cappotto a 11 anni, quando la cugina dall'Italia mandò la stoffa che la loro mamma diede ad un sarto. In segno di gratitudine la bisnonna comprò due salami per la cugina, ma dato che erano poveri e golosi la nonna e lo zio ne mangiarono la metà.

Nonna Antonietta ricorda spesso i bei momenti trascorsi ad Albona, dalla nonna materna ed i giochi con le zie, che erano molto giovani. Giocava pure con le mucche, le pecore e le galline. Le piaceva bere il primo latte munto che la trisnonna cucinava e metteva in una tazza di porcellana. Adorava pure il formaggio misto con il pane fatto in casa e le uova sode.

In estate si trebbiava e si falciava il fieno. La sera, i giovani si divertivano a dormire nei fienili e mia nonna voleva anche lei provare a dormire "sotto le stelle". L'accontentarono, ma appena addormentata, la trasportarono a letto. Le ore pomeridiane le trascorrevano accanto un ruscello e a volte qualcuno vi cadeva dentro. Dopo il bagnetto dovevano rimanere accanto al camino in mutande perché vestiti di riserva non ce n'erano. Una volta, anche il fratello Mario espresse il desiderio di passare una notte ad Albona, ma era troppo pauroso, viziato ed attaccato alla mamma. Dopo aver pianto. per ore, la zia Angela dovette prendere la corriera, alle 4 del mattino, per riportarlo a casa. Nonostante fossero poveri, sapevano trovare modi di divertirsi anche più .di noi, ragazzi del terzo millennio, che abbiamo tutto e di più.

 

 FIORE 3                                                                              Andrea Blažević   -   Classe VIII

                                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                                              Insegnante: Ambretta Medelin

Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica, farei sparire l'ingiustizia ed il male nel mondo. Darei cibo a tutti i poveri e gli affamati e farei curare gli ammalati. Libererei il mondo dalla violenza e dalle persone crudeli e darei spazio alla creatività e all'amore. Non ci sarebbero persone senza casa, senza soldi o senza lavoro. Se avessi la bacchetta magica darei l'opportunità di studiare a tutti i bambini poveri che non hanno abbastanza soldi per andare a scuola. Ripulirei le acque e gli oceani dai rifiuti e da tutte le sostanze nocive per il pianeta ed i suoi abitanti. Farei crescere piante e boschi invece di costruire edifici o negozi. Le auto non sarebbero dannose e non inquinerebbero l'aria che respiriamo.

Se avessi la bacchetta magica, il mondo sarebbe più bello.

 

 BMK                                                                                          Davide Jozić   -   Classe VIII

                                                                         Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                                               Insegnante: Ambretta Medelin

Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica, farei molti cambiamenti nella mia vita. Mi darei alla pazza gioia ogni giorno, aiuterei i più poveri e i più deboli, gli anziani e le persone malate perché smettano di soffrire. Con la bacchetta magica cambierei il mondo in meglio, non ci sarebbero più fame nel mondo, corruzione e tutte le altre cose brutte di cui sentiamo parlare ogni giorno.

Per prima cosa scaccerei via tutti i truffatori e i ladri che stanno in politica per trovarne altri migliori e più onesti. La gente vivrebbe in pace e armonia con le altre persone ma soprattutto con se stessi. Puoi avere qualsiasi cosa con la bacchetta magica, ma se non ti accontenti di quello che hai, vivrai una vita infelice.

 

APRILE                                                                                        Petra Vidak   -   Classe VIII

                                                                                       Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                        Insegnante: Ksenija Benvin Medanić

I NOSTRI VECI NE CONTA 

         Spesso me diverto scoltar tutte quelle storie emozionanti che me conta el mio bisnono Paolo. Credo che ste storie ligade ala seconda guera mondial sia le più interesanti. Come tuti sapè, durante la guera, era tuti poveri e pieni de miseria ma,  come dixe el mio bisnono, non era tuto poi cusì nero A quel tempo el mio bisnono gaveva undici anni . El viveva in Citta` Vecia , in Cale Marini proprio vicin el Duomo. La zita`, Fiume, a quei tempi,  era divisa in due parti, Sušak e Fiume. El mio  bisnono era un bambin furbo, anche se picio el se sapeva rangiar da solo... el pasava el confin perché a Sušak el comprava fiamiferi, baterie, ecc. Quando el tornava a casa li vendeva a dopio prezo. Per ciapar ancora qualche soldin, o uno o due piati de minestra, nono Paolo ingrumava  legni che el trovava dopo i bombardamenti.  

Un giorno mentre l`era in mensa xe sonada la sirena, come sempre, in quei momenti, se usava le sirene per farghe saver ala gente che se deve andar in rifugio, e tutte le persone coreva asconderse, escluso naturalmente mio nono. Rimasto solo, el ga magna` fino a non poderghene più, anzi el ga portà a casa molto pan, zuchero e altro. Tutta la famiglia era contenta perché el cibo portado ghe ga servido per ben due setimane. D`estate nol poteva andar al mar perché la spiagia era ciusa con reticolati spinosi. Per questo i unici gioghi era andar per strada con i amici, e là i se bagnava con l'acqua dei idranti.

Come tutti i fioi, così nanche a Paolo non ghe piaseva andar a scola, ma solamente giogar e corer. Sucedeva che durante la guera el stava mesi e mesi a casa, ...così che ghe veniva anche voia de studiar, scriver e veder le maestre .  Ogi el mio bisnono ga otantadue ani e el se ricorda come se fose ieri, dela sua infanzia. Anche se non ga nanche una foto de quei tempi perché tuto xe sta perso nei bombardamenti el ga sempre i sui ricordi che li divide con mi e mio fratel.
Son contenta de gaver un nono così in gamba che me ga contà tante robe e che ne le conta ancora.

                     

APE                                                                                            Maja Dželajlija   -   Classe VI

                                                                                        Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                           Insegnante: Ksenija Benvin Medanić

Se avessi la bacchetta magica 

          A volte mi succedono delle cose molto spiacevoli. Tutto ciò che io progetto e pianifico si complica e finisce male. Così  un giorno mi è successo nella verifica che malgrado avessi studiato e fossi ben preparata, il voto è stato deludente e io non riuscivo a capire il perché. Dopo qualche giorno, alla partita di pallavolo, l'allenatrice ha deciso che non avrei giocato, senza spiegarmi bene la ragione. A scuola è successo che la mia migliore amica si è offesa perché (e non so come) avevo dimenticato di farle gli auguri per il suo compleanno. Non so se  succederanno ancora incidenti così deludenti, ma sarebbe bellissimo avere un rimedio immediato. La bacchetta magica!

          Come sarebbe bello risolvere i problemi con una bacchetta magica!  Si potrebbero migliorare diverse cose; nessuno potrebbe più abbandonare i gattini deboli e indifesi nei container dell' immondizia e neppure abbandonare il proprio cagnolino portandolo con la macchina lontano da casa e lasciarlo lì.

Il voto negativo a scuola diventerebbe positivo, ma per giustizia, solo dopo aver trascorso del tempo a studiare; l' allenatrice potrebbe lodarmi per gli interventi durante la partita, ma solo dopo aver fatto duri allenamenti. Certo che la bacchetta magica sarebbe utilissima per salvare i gattini e i cagnolini abbandonati! Sarebbe anche utile per aiutarmi a ricevere un bel voto a scuola o un ottimo risultato alla partita, ma sono ben conscia che questi non sono problemi da risolvere con la magia. So che se voglio ottenere buoni risultati devo metterci molto impegno. Ma magari con un aiutino...e un pizzico di magia!          Quando sei piccolo, la magia ti può aiutare a superare qualche paura e ti può far ottenere quello che desideri, mentre da adulto i risultati ottenuti facilmente, cioè per magia, ti rendono solamente più consapevole delle tue lacune, perché non c'è piu' immaginazione e fantasia. O, forse, non sarà così quando cresco?

Per adesso penso che il mondo sia perfetto così com' è,  con i suoi lati positivi e negativi, e non bisogna cambiarlo. Ma aggiungere un pò di magia... sì.

 

 CAGNOLINO                                                                             Marta Ninković   -   Classe IV - b

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                              Insegnante: Livia Franco Pavlović

  Se avessi la bacchetta magica 

Se avessi la bacchetta magica farei in modo che nella mia famiglia tutti volessero un cagnolino. Con la sua magia, la bacchetta farebbe desiderare al mio papa’ di avere in casa il migliore amico dell’uomo. La polvere magica gli farebbe desiderare le coccole, lo scodinzolare e lo sguardo degli occhi dolci e sinceri del cagnolino che  tanto desideriamo mia sorella ed io.. La mamma e’ d’accor-do con noi e, per convincere il papa’,ci vorrebbe veramente una bacchetta magica. A pensarci bene, forse anche  lui vorrebbe  averne una  perche’ non e’ tanto sicuro che, avendo in casa un cane, mia sorella ed io ci occuperemo di lui ogni giorno.
Non so se  esistono  due bacchette magiche,una per me e una per il papa’ ma, siccome il
mio desiderio e’ tanto grande, mi auguro di poterla usare solo io.

 

BICICLETTA                                                                                Alessio Verbanac   -   Classe IV - b

                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                                    Insegnante: Livia Franco Pavlović

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA 

Desideri, desideri...quanti desideri... ma chi me li esaudira’ ? Ogni bambino della mia eta’ desidera e immagina di avere tante cose, ma purtroppo nella realta’ non e’ cosi’. Se almeno potessi avere una bacchetta magica... ne cambierei alcune. Per prima cosa vorrei aiutare gli animali che sono stati abbandonati da tutti e che non hanno la propria casa. Costruirei per loro la piu’grande fattoria del mondo dove verrebbero trattati bene. Vorrei anche che tutte le persone avessero gli stessi diritti,senza tener conto del colore della loro pelle, vorrei eliminare i litigi e le guerre e, ogni giorno,organizzerei feste e balli. Infine, andrei in giro per il mondo e comprerei tanti bei regali per i miei amici con i quali trascorro le mie giornate a scuola.

Questi sono i miei piu’grandi desideri e spero che un giorno potro’ realizzare almeno uno,anche senza la bacchetta magica.

 

  CANARINO                                                                                Gabriel Tolj   -   Classe II

                                                                             Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                  Insegnante: Svjetlana Pernić Ćetojević

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA... 

Se avessi la mia bacchetta magica farei in modo che regni la pace nel mondo, curerei tutte le persone ammalate e salverei la natura. Salverei tutti gli animali e le piante in via di estinzione facendo che ce ne siano molte di piu'. A scuola, userei la mia bacchetta magica per allungare l'intervallo e lo farei durare due ore, poi trasformerei tutte le materie scolastiche per fare solo matematica.

 

COLOMBINA                                                                               Anna Mesaroš   -   Classe II

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                       Insegnante: Svjetlana Pernić Ćetojević

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA...C

Se avessi la bacchetta magica, chiederei a tutta la gente di pulire il mondo, produrrei tanto, tanto cibo per poter sfamare tutte le persone povere e  farei in modo da trovare lavoro per tutti.Poi, se avessi  il potere della magia, aiuterei mio fratello ad imparare  a parlare piu' velocemente e la mia mamma  a trovare il denaro  necessario per poterlo sostenere. Sicuramente la bacchetta magica mi aiuterebbe a far guarire pure mio nonno e potrei salvare anche molti animali. Potrei costruire tante case per tutte le persone che non ce l'hanno e tanti rifugi per gli animali abbandonati.

 

  ROSA BLU                                                                                Milena Savić   -   Classe II

                                                                                   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                       Insegnante: Svjetlana Pernić Ćetojević

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA...

Se avessi la bacchetta magica, darei ai poveri dei soldi per potersi costruire una casa, comprarsi il cibo e tanti vestiti. Con un tocco di bacchetta, sfamerei tutti gli animali abbandonati e li farei guarire dalle malattie. Mi piacerebbe usare la magia per far si che i nonni e le nonne potessero vivere piu' a lungo e correre fino ai cent'anni. La bacchetta poi, trasformerebbe tutte le rose del mondo in rose blu.

 

 CALCIO 2                                                                                     Rafael Sinožić   -   Classe II

                                                                                   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                               Insegnante: Svjetlana Pernić Ćetojević

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA...

... farei sparire tutte tutte le malattie, procurerei tanto cibo per tutti quelli che hanno fame, soprattutto per i bambini in Africa e costruirei tante scuole in tutto il mondo. La bacchetta mi servirebbe per eliminare dalla faccia della Terrra tutti i terremoti, le alluvioni e i disastri ambientali. Ma la bacchetta magica la userei anche per me: se ce l'avessi, giocherei ogni partita di calcio, anche con i piu' grandi, senza mai stare in panchina, farei amicizia con tutti i bambini che incontro e li aiuterei se ne hanno bisogno. Quando piove, spazzerei via le nuvole per far apparire il sole , cosi' che durante l'intervallo possiamo uscire e giocare. La magia, mi aiuterebbe anche a poter stare di piu' con mia sorella Kimberly e mio fratello Marni che sono grandi, mentre Gioia, la mia sorellina, non piangerebbe piu' e sarebbe sempre allegra.

 

 GIOCHI                                                                                       Manuela Benvegnù   -   Classe IV

                                                                                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                          Insegnante: Ilenija Anić

Se avessi la bacchetta magica

Oggi e' il trenta settembre del duemilatre', e' un giorno bellissimo perche' sono nata io, ho appena tre minuti di vita. I miei genitori hanno deciso di chiamarmi Manuela. Quel giorno avevo ricevuto un bellissimo dono: una bacchetta magica. Appena l' avevo vista mi sembrava un semplice legnetto, invece era una bacchetta magica mi dissero i miei genitori, io gli risposi:“Con questa bacchetta voglio cambiare il mondo:“ Invece facevo disastri. Poi cominciai a prenderci  la mano ed ero sempre piu' brava e cosi' avevo aiutato davvero il mondo.

 

 DEVOTI                                                                                             Maj Bisaki   -   Classe IV

                                                                                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                            Insegnante: Ilenija Anić

Se avessi la bacchetta magica 

Un giorno camminavo per strada e vidi una bacchetta magica. Il giorno dopo presi la bacchetta per quindici minuti... In quei quindici minuti non ero piu' a Umago ma a Londra, non c'era piu' il mare ma il fiume e neanche non frequentavo la scuola „Galileo Galilei“. Dopo questi quindici minuti  ritornai nella vita reale cioe' tutto era come prima. La settimana seguente camminavo di nuovo sulla stessa identica strada e la bacchetta non c' era piu'. Ero molto triste che non ho trovato piu' la mia bacchetta.

 

PALLA                                                                                                Gabriel Nadal   -   Classe IV

                                                                                         Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                                Insegnante: Ilenija Anić

Se avessi la bacchetta magica 

Un giorno durante le vacanze estive con la mia mammma sono andato al mercato a comprarmi un giocattolo. Li ho visto una bacchetta nera. Non sapevo che era magica e quando sono arrivato a casa la bacchetta mi e' caduta per terra e ha fatto una strana magia. Sul muro ho visto apparire una porta magica. Sono entrato dentro e ho visto un mondo di giochi. La bacchetta magica mi ha detto che ho due ore di tempo e che poi  tornero' nella realta'. Sono partito subito a giocare con tutti quei giochi. Giocavo tanto tempo e mi era rimasta solo mezz' ora, poi mi sono stancato e sono tornato a casa. Quando sono arrivato a casa ho fatto delle magie: finire la quarta classe con l' ottimo in tutte le materie, una bella villa e sono diventato ricco. Sono andato  a dormire e quando mi sono svegliato ho capito che era tutto solo un sogno.

Quella notte ho dormito cosi' bene che se qualcuno mi avese svegliato non so cosa gli avrei fatto.

 

 ARSEN                                                                                       Michelle Rotar   -   Classe IV

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                       Insegnante: Ilenija Anić

La bacchetta magica

Una bellissima mattina di primavera mi sono svegliata e come sempre mio nonno mi ha chiamata per aiutarlo, ma questa volta non  ripararava qualcosa stava facendo una bacchetta magica... Gia' mi immaginavo cosa avrei  potuto fare . Era bellissima ed era magicva: ho trasformato tutte le cose brutte in cose belle, tutte le cose belle in bellissime e le cose bellisiime in cose srtrabellisssime...
Ma ad un tratto puff!!! Sono caduta dal letto era un sogno, solo un sogno, povera me il mio sogno e' sparito.

 

 PEPPA PIG                                                                                  Serena Coronica   -   Classe IV

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                           Insegnante: Ilenija Anić

Se avessi  la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica...

Farei di tutto! Al posto delle fabbriche che nelle citta' inquinano io con la bacchetta magica le trasformerei in boschi e animali in via di estinzione. Con la gente che lavora  nelle fabbriche e che ha perso il lavoro li metterei a lavorare nei boschi o come fiorai. Se avessi questa benedetta bacchetta magica non  ci sarebbero al mondo cosi' tanta poverta' eppure hanno provato ad aiutare la gente povera senza la bacchetta magica ma si sa non funziona.
Si', si' con questo bastoncino di legno farei cantare ogni mattina gli uccellini, farei spuntare ogni giorno il sole, un po' di piggia leggera e un arcobaleno.  Farei ricevere a tutti dei bei voti, e a perdere la testa dietro ai bei ragazzi.

 

 GATTA                                                                                       Marianna Zugan   -   Classe IV

                                                                                     Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                         Insegnante: Ilenija Anić

La bacchetta magica

Un giorno una mia amica scopri' di essere magica, lei ricevette una bacchetta magica. Io la guardavo attentamente nelle mani della mia amica. La mia amica mi affido' la sua bacchetta per una settimana, io ero strafelice e ho approfittato. Il primo giorno con un colpo secco desiderai di volare e  desiderai un mondo migliore. Il  secondo giorno desiderai una casa tutta mia con una piscina e una grande stanza per il gatto. Il terzo giorno desiderai molti soldi e una limousine. Il quarto giorno desiderai di fidanzarmi con il ragazzo che mi piace e nuovi vestiti con tante scarpe da abbinare. Il quinto giorno desiderai di avere dei capelli bellissimi. Il sesto giorno non avevo piu' desideri, percio' misi la bacchetta magica in una scatola. Mi stancai il sesto giorno! Mi dissi tra me e me che non serve la magia, la vita puo' essere bella anche senza tutte le cose che avevo desiderato.

 

PIZZAIOLO                                                                                  Alex Ćetojević  -   Classe IV

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                     Insegnante: Ilenija Anić

Se avessi  la bacchetta magica 

Se avessi  la bacchetta magica farei molte cose ma un desiderio vorrei che si avverasse. Se  avessi  la bacchetta magica vorrei essere ricco e tutte le mie ricchezze andrebbero ai bambini con piu' difficolta' di vita di me. La cosa piu' importante per me e' che tutti i bambini del mondo abbiano una vita uguale alla mia, perche' non mi piacciono le persone che prendono in giro i piu' deboli. Se avessi la bacchetta magica trasformerei i ricconi in poveri cosi' che anche loro vedano  cosa vuol dire essere poveri. Di poverta' nel  mondo c'e' n'e' sempre di piu' e io farei avere a tutti la stessa somma di denaro.

Il mio secondo desiderio e' togliere il petrolio,  i veicoli e tutte le altre sostanze che inquinano il mondo. Con la bacchetta magica farei sparire tutto questo perche' non se ne puo' piu'. Ho sentito che a Slavonski Brod non si puo' piu' respirare dalla fabbriche, darei a tutti i proprietari di queste fabbriche una multa grandissima e un giorno si pentirebbero di quello che stanno facendo. Ecco questi sono i miei desideri e spero che si avverino.

 

  PALLINA                                                                                    Maria Antonia Ćosić   -   Classe IV

                                                                                               Scuola Elementare Dignano – Sezione italiana

                                                                                                         Insegnante: Marisa Chiavalon

                                                                       (tema in pdf)      pallina.pdf

 

 PRIMULA                                                                                     Federica Glišić Rota   -   Classe IV

                                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                            Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                          Insegnante: Carmen Rota

Se gavesi la bacheta magica 

La mia maestra la me ga domandà cosa faria se gavesi una bacheta magica. Eco mi ghe rispondo che se la gavesi mi volaria poder viagiar par tuto con la mia cagneta, senza dover 'ndar scola, studiar, far la lezion o far altri lavori in casa. Questo volesi, viver tante aventure insieme a Kika come queste che deso ve vojo contar: 

LE POZANGHERE 

Un giorno mi, mia sorela Mattea e Kika la nostra cagneta, ∫iogaimo ciaparela. Kika oviamente la ne ciapava. Kika xe un terier imbastardà bianco con le rece maron e una macia bianca a forma de rombo a metà testa. La ga i mustaci sul barbin e ‘l suo pel xe fiso e dispetinà.

Mio nono come sempre el ghe dava de magnar ai porchi, ale galine e a Dick el suo can de cazia. Me par ke Dick el iera contento perché el gaveva i osi de galina dei nostri avanzi e la pasta. Dopo el ga meso la gata in cantina par via che la ciapi i sor∫i e le pantagane perché dovè saver che in tela cantina xe furmento e alora i sorxi i 'profita.

Noi intanto se gavemo inacorto ke in campo soto le stale jera le pozanghere ma no dele pozanghere qualsiasi ma una vera palude, jera fango e ti se sporofondavi dato che i giorni prima gaveva piovù de bruto e se gaveva impinì la vale de Siparina de acqua, soterando tuti i campi. Jera una bela giornada de sol e cusì go ribaltà me∫a cantina par trovar le scorgne de mia nona che xe le uniche scorgne che me va ancora ben. Quando le go trovade e le go vistide son 'ndada de corsa in campo xo par el stradon. Quando son rivada in vale me go ∫ioga per un poco in quel fango melmoso, me pareva de caminar in tele sabie mobili. Come caminavo me sporfondava la gamba fina el ∫ionocio e dopo jera un'impresa tirarla fora perché la gamba vigniva fora ma la scorgna restava blocada in tel fango. Fina che tentavo de liberarme de quela trapola melmosa, go sintì qualchidun che caminava in tel'acqua taca de mi. Me go girà e jera Kika con Mattea che le jera vignude de mi. Presto me go zucà fora sentandome partera e tirando la scorgna con tute due le man con tuta la forza che gavevo. E par giunta deso gavevo anca el culeto tuto sporco de fango. Quando me go liberà son 'ndada xiogar sul pra' bagnà con Kika che la tociava in acqua solo le zatine che de bianche le xe diventade de colpo maron. Ogni volta che la 'ndava in una granda pozanghera la se scurlava e la pareva un porcospin. Ah sì, go rivà anca perder una calza, chisa dove. 

EL CAPROL

El compleano de Mattea lo gavemo festegià casa nostra, gavemo invità Chiara, Kevin, Lucio, Luca e Leo. Insieme se ∫iogaimo a „le basi segrete“: jerimo divisi in due squadre e controlavimo un toco de teritorio. Ogni membro del'altra squadra andava far dispeti in tel teritorio nemico. La nostra mascot jera Kika. Dela mia squadra fazeva parte Chiara, Mattea, Leo e mi con Kika. In tel'altra squadra la mascot jera Milù, un'altra nostra cagneta che la gavemo dovuda dar  via perché sinò la gavesi dovù star sempre ligada perché la 'ndava sempre tor∫iolon. In tel'altra squadra jera Kevin, Luca, Lucio e Milù. Mi, Leo e Kika semo andai zercar una nova base segreta in bosco vizin i nostri vi∫ini. Mentre staimo zercando una base gavemo sintù qualcosa che se moveva drio un albero. Tuto in un colpo xe saltà fora un capriol e Kika drio man la ghe xe andada drio e la gavemo persa de vista. La lo bracava senza baiar. Ghe semo andai drio anche noi anche se no la vedeimo più. Par un bon chilometro no la rivaimo più trovar, dopo gavemo visto una roba bianca che se moveva, me go cucià e go provà ciamar: „Kika! Kika, cori dai bes'ciolina!“. E la xe vignuda in brazo. La gavemo abraciada perché la ne ga fato ciapar un colpo, pensaimo che la gavemo persa par sempre in tel bosco. Gaveimo sintì zigar: „Cain!“ e gavemo pensà che'l capriol ghe gabi da' una piada. Ma par forutuna xe finì tuto ben. 

LE FOJE

 In autuno el nostro ∫iogo preferì xe le foje: un giorno gavemo netà la rudina de casa mia dele foje de rovere e mi e mia sorela gavemo fato un monte de foje alto un metro! Mio nono le ga ∫drizade fazendole diventar ancora più alte e dopo però el ne ga dà a noi la colpa, a mi e mia sorela de gaverle sparpagliade tute de nuovo ma invezer jera stade le nostre due pesti Kika e Milù perché se non savè lore le se buta sora el monte de foje e noi anche con lore.

Dopo le abracemo e se rodolemo ∫o pal pra’ fina le stale. Se  divertimo tantisimo!

 I SPARU∫I

Un bel sabo de dopopranzo mi e mio nono semo andai ingrumar sparu∫i con Kika. Quando semo andai in bosco, in un bosco impenetrabile, pien de graioni, rubide e alberi suti gavemo scominzià grumar sparu∫i e Kika oviamente la xe andada par conto suo, ma sai lontan, fina dei nostri vi∫ini in Siparina: gaveimo sintù baiar i cani fra le case. Noi la ciamaimo, zigaimo, fis'ciaimo che la torni ma no la vigniva. Alora semo andai ingurmar vanti i sparu∫i e dopo semo tornai casa. Sul porton de casa stava la nostra cagneta con aria colpevole che la ne spetava non se sa de quanto tempo. Ma la xe ancora una cuciola senza esperienza e 'lora par questo la pardonemo dei guai che la fa, come magnarme tute le pupe. La parte preferida ghe xe i cavei dele mie pupe, ghe pia∫i spelarghe i cavei coi denti. Par questo ghe go regalà una coi cavei rizi, biondi e longhi che la se posi ∫iogar senza magnarme le altre pupe.

 I FOGHI DE ANO NOVO

Più parte in tuo el mondo xe usanza impizar i foghi de artificio par novo de l'ano. Giusto? E anca noi gavemo fato losteso. Mio papà due giorni prima o tre el xe andà comprarli par impizarli. El giorno che spetaimo da tanto tempo el xe finalmente rivà. Ma par Kika questo giorno xe sta no un giorno ma una longhisima note de incubo. Gavemo ciolto i foghi, mio papà xe andà ∫o impizarli. Quando mio papà ga impizà i foghi el xe scampà via che noi ghe caschi in testa e alora ga scominzià el caos totale. Kika la se ga cusì spaurì che la xe partida baiando e zigando come una mata in tel scuro dela note. Mio papà ghe xe andà drio dopo che'l ga ciolto la lampadina. No'l ga rivà trovar la cagna che la sarà scampada chisa dove. El giorno dopo, che jera el novo de l'ano son andada fora dela porta de casa e vedo sta cagneta con la solita aria sospeta scodinzolar vanti la sua cucia par la contenteza de vederme. Jera tuto tornà come prima.

Mi e mia sorela ghe volemo tanto ben a Kika anche se qualche volta la spuza de freschin la xe un can inteligente, coragioso e la xe brava a far la guardia perché la scaturisi i caprioi che i vien magnarne l'indivia in orto.

 

PRATOLINA                                                                                Chiara Breščić   -   Classe I

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                              Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                    Insegnante: Carmen Rota

"Se avessi la bacchetta magica"

Io ho desiderato una bacchetta magica e gli angioletti mi hanno regalato una bacchetta magica. Mi sono svegliata e ho guardato sotto al cuscino, ho trovato la bacchetta magica. Con la bacchetta magica posso far apparire i coniglietti e i cagnolini.Finalmente ho un coniglietto che si chiama Pauline e un cagnolino che si chiama Leonard. Sono molto felice e gli angioletti sono stati molto gentili e generosi. Grazie!

 

 TULIPANO                                                                                 Mattea Glišić Rota   -   Classe I

                                                                                             Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                                  Sezione Periferica di Bassania

                                                                                                   Insegnante: Carmen Rota

"Se avessi la bacchetta magica"

C'era una volta tanto tempo fa una fatina di nome Milù. Lei mi aveva regalato una bacchetta magica che si chiamava Chica. Viveva vicino a casa mia e le davo da mangiare. La mia bacchetta era magica perché poteva trasformare tutto quello che toccava in dolci. Abbiamo trasformato in dolci la mia casa: il tetto era di biscotti, le persiane di pizza, la porta era di cioccolato, il tappeto era di zucchero, i fiori erano dei coni col gelato. Alla fine della giornata mi è venuto un gran mal di pancia.

 

  EL CUCAL FILIPPO                                                                   Filip Tromba   -   Classe II

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                                                   Sezione Periferica di Sissano

                                                                                                 Insegnante: Barbara Markulinčić

 Se avessi una bacchetta magica

Questo inverno ho domandato a Babbo Natale di portarmi una bacchetta magica...e' arrivata una l'altro giorno...un po' in ritardo, ma...uau!!! Non posso credere ai miei occhi!!!Ho ricevuto una bacchetta,ma non una qualsiasi.E' una bacchetta magica!

Mah,vado un po' a veder se e' davvero magica.Abracadabra!Paf-puf! Ma e' veramente magica? Prima la mia camera era tutta sporca e ' adesso e' tutta pulita! Ora credo alle magie...e pure a Babbo Natale!

 

 MAT-MAT                                                                                  Matej Gršković   -   Classe II

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                                                  Sezione Periferica di Sissano

                                                                                                Insegnante: Barbara Markulinčić

Se avessi la bacchetta magica io potrei creare tutto.Potrei creare un albero con le mele nella mia stanza. Potrei avere tante fragole  e pure una  piscina nel mio orto.Potrei creare una tigre che sappia parlare ed un coniglio che non sappia masticare.Potrei creare un grande orso che non abbia bisogno di dormire.E ,dopo che avrei creato tutto questo forse capirei che e' meglio non avere la bacchetta magica perche' tutto e' gia' bello e magico cosi' com'e' .

 

 SOLO TUA                                                                                   Mia Chersin   -   Classe III

                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                                                  Sezione Periferica di Sissano

                                                                                               Insegnante: Barbara Markulinčić

Se avessi la bacchetta magica non dovrei scrivere i compiti e non dovrei mettere in ordine la mia stanza.Se avessi la bacchetta magica le direi che mi porti tanti dolci e che porti amore e amicizia in tutto il mondo.Se avessi la bacchetta magica non dovrei aspettare che la mamma mi comperi un vestito nuovo ma per tutto questo che ho scritto direi solo:“CIRIBU'-CIRIBA'“  e tutto sarebbe qua.

 

RINA CO                                                                                      Korina Višković   -   Classe II

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                                                  Sezione Periferica di Sissano

                                                                                                  Insegnante: Barbara Markulinčić

 

I nostri nonni ci raccontano

 Il mio nonno mi ha raccontato che la nonna Graziella e il nonno Stevo si sono innamorati alla fiera di Sissano.La nonna chiacchierava con le amiche ed il nonno e' passato proprio di la' e nel vederla si innamoro'.Era amore a prima vista.Poi si innamoro' anche lei e si sposarono.Il nonno mi ha detto che le nozze erano bellissime. La nonna aveva il velo, un vestito bianco e lungo, le scarpine con i tacchi e una rosa rossa in testa. Il nonno aveva la cravatta,la camicia bianca, i pantaloni nuovi e le scarpe nere.
Eh,cosi' si facevano le nozze quella volta!
Il nonno aveva un'automobile grande e una casa grandissima ed ora anch'io ci vivo dentro.Cosi' l'amore tra mio nonno e mia nonna e' cresciuto negli anni... e a me questa storia piace tanto. 

                                       

LOLLY                                                                                          Lorellay Divišić   -   Classe III                                

                                                                                     Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                                                   Sezione Periferica di Sissano

                                                                                               Insegnante: Barbara Markulinčić

 „ I nostri veci ne conta...“ /“ I nostri nonni ci raccontano“

 Un giorno la nonna mi ha raccontato che una volta a Sissano la scuola era vicino alla chiesa.Questa scuola aveva otto classi e c'erano tanti alunni.In questa scuola nel corso degli anni in tutto sono  passati trecento bambini.La nonna mi ha mostrato la foto della sua classe.Poi questa scuola l'hanno buttata giu' perche' era tutta traballante.Adesso li c'e' un giardino con le panchine.La piazza e' piu' grande cosi d'estate possiamo fare i concerti e  tante feste con cose buone da mangiare.


WINX                                                                                           
Ana Krstačić   -   Classe IV - a

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                   Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

I nonni quando sono con i nipoti raccontano le fiabe come Cenerentola, Cappuccetto rosso e fiabe come queste. Anche mia nonna mi racconta le fiabe. Un giorno prima di andare a dormire mi raccontò del suo passato ed io ero molto interessata. Mi raccontò di come andava a scuola. Si svegliava, si vestiva e partiva a scuola. Le loro classi erano molto diverse da quelle di oggi, in una grande stanza c'erano più classi. La scuola non era così vicina così doveva camminare tanto. Alcune volte sapeva giocare con le bambole  che erano molto diverse da quelle di oggi. Erano fatte di stracci o di sassi. In quel tempo non c'era tanto cibo, avendo un grande giardino si piantavano gli ortaggi. La nonna mi diceva che avere un amico o amica migliore è importante perchè ci possiamo sempre fidare e ci aiuteranno anche nei momenti più difficili. La nonna mi ha imparato come scegliere gli amici veri e non falsi. Mi raccontò inoltre che quando c'erano le vacanze non era felice perchè non avrebbe visto i suoi amici e i giorni erano più tristi e senza divertimento.
Non vorrei vivere in quel tempo quando la mia nonna era ancora bimba anche se sarebbe bello vedere come vivevano loro e come era la città di Fiume tantissimi anni fa.

 

 BATMAN                                                                                     Ledion Aga   -   Classe IV - a

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                    Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

Un giorno la mia nonna mi ha raccontato di quando io ero piccolo, mi disse che ero bravo ma piangevo sempre quando lei mi teneva in braccio e sorridevo quando mi teneva la mamma. Tutto il tempo mangiavo, dormivo e giocavo e che poche volte mi mettevo a piangere. La nonna mi ha raccontato anche che lo zio giocava sempre con me e che mi piaceva tanto giocare con lo zio. Mi ha anche raccontato che quando ero cresciuto un po' di più, lo zio mi ha comprato la playstation e con lui mi divertivo tanto. Inoltre mi ha detto che mi divertivo con tutti e che a volte ascoltavo. Mi piace tanto quando la nonna mi racconta le storie.

 

  GEPPETTO                                                                                Fran Mamula   -   Classe IV - a

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                    Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

Un giorno la mamma mi raccontò di quando lei andava a scuola.
Ogni giorno si alzava alle cinque e mezza perché doveva vestirsi, mangiare la colazione e prepararsi la borsa. Lei camminava fino la scuola per otto chilometri. Le lezioni cominciavano alle otto, avevano la merenda alle dieci e dopo la merenda avevano ancora quattro ore.
Dopo la scuola doveva di nuovo camminare otto chilometri fino a casa. Veniva sempre a casa verso le cinque. Faceva la doccia, mangiava la cena e andava a dormire.
Da questo suo racconto ho capito che la vita della mia nonna non era tanto diversa dalla mia ma più difficile. Anch'io faccio le stesse cose, forse solamente non devo camminare per otto chilometri, ma mi porta il papà e per questo sono molto fortunato. La nonna mi ha raccontato inoltre come viveva durante la 2° guerra mondiale. Un giorno la mia nonna doveva scappare perché un guardiano aveva visto i tedeschi come andavano fino al villaggio. Tutti gli abitanti erano evacuati dal villaggio. I tedeschi avevano rovinato e bruciato tutte le case. La mia nonna da quella volta è andata a vivere a Umago viaggiando con la corriera. Là vivevano fino a quando non si è trasferita a Fiume dove vive tuttora. Mi piace ascoltare la nonna e i suoi racconti perché mi fa pensare su come lei viveva e come vivo io ora, e mi fa riflettere su come sono fortunato ad avere una nonna così in gamba e vicina a me.

 

 ROKO                                                                                         Roko Orlović   -   Classe IV - a

                                                                                           Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                        Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

Il mio nonno mi raccontava sempre della sua vita che era qualche volta bella ma qualche volta brutta. Un giorno quando sono venuto da lui mi raccontò che ogni giorno aveva la scuola, anche al sabato e alla domenica e che dopo la scuola andava a giocare a calcio anche con la pioggia o la neve. Si poteva giocare in strada perché non c'erano le auto. Mi aveva detto che i palloni costavano molto e quando l'avevano comprato il mio nonno e un altro bambino bisticciavano per chi dovesse prendere la palla. Poi il mio nonno prese il coltello e tagliò il pallone in due pezzi perché era arrabbiato con l'amico. Alla fine ognuno aveva la propria metà ma nessuno poteva effettivamente giocare. Mi disse che gli dispiaceva un po' e per questo poi si chiesero scusa.

 

MINECRAFT                                                                                 Andrea Morsi   -   Classe IV - a

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                          Insegnante: Laura Voncina

Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica vorrei che la città sia più pulita perché già adesso è sporca e non mi piace. Vorrei anche che non ci siano le macchine, perché non fanno bene alla salute ed inquinano troppo. Vorrei che i taglialegna quando tagliano un albero ne ripiantino un altro. Vorrei anche che non ci siano ladri nel mondo e che non ci sia più violenza. Vorrei che le scuole siano più grandi e che abbiano cortili più ampi e che ci siano i campi per giocare a calcio e pallacanestro. Vorrei anche che i bambini possano giocare  sulle strade e che non abbiano paura delle macchine. Ma anche che non siano maltrattati dalla gente cattiva. In questo modo si vivrebbe più serenamente.

 

ONE DIRECTION                                                                          Michela Koraca   -   Classe IV - a

                                                                                                Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                           Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

Quando i nonni mi raccontano della loro infanzia divento molto curiosa e chiedo molto. Il nonno è nato tre mesi dopo la 2° Guerra mondiale. Quando il nonno mi racconta della sua infanzia capisco che era molto crudele e molte persone morivano. Sentir parlare di questo capitolo di storia divento molto triste. Mi racconta pure il mio preferito: la Rivoluzione francese. Il nonno mi ha detto che più di 50.000 persone hanno perso la loro vita con la ghigliottina. Mi piace sentire le storie del nonno perché sono interessanti e non mi sono noiose mai!
La nonna mi racconta come prima le bambine portavano sempre il vestitino e lo chignon con la treccia. Le donne lavoravano a casa come casalinghe o nelle fabbriche per l'abbigliamento. Le bambine imparavano a cucire, a lavorare all'uncinetto e fare il goblen. Mi piace tanto ascoltare le storie che mi raccontano i nonni perché mi affascinano e non mi stanco mai di ascoltarle. Nonni siete i migliori!

 

 MESSI                                                                                            Nereo Šoić   -   Classe IV - a

                                                                                               Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                         Insegnante: Laura Voncina

Se avessi la bacchetta magica

Mi presento: sono Nereo. Ho dieci anni, vivo in una bella città sul golfo del Quarnero: Fiume
Mi ritengo un bambino fortunato, perché sono sano, pratico lo sport che desidero e tutti intorno a me cercano di capirmi, aiutarmi, soddisfare i miei desideri. Seduto su un muretto, con un paio di amici, dopo aver terminato una partita di calcio, discutevamo cosa avremmo potuto fare se avessimo a disposizione la bacchetta magica.
Ognuno ha proposto quello che vorrebbe essere o quello che vorrebbe realizzare. Io vedo intorno a me molti bambini che non hanno troppa voglia di scherzare, piuttosto pensierosi e non troppo felici.
Con tale bacchetta io vorrei aiutare i bambini bisognosi, offrendo loro non solo cose materiali. parlerei con loro, chiederei di che cosa hanno bisogno e cercherei con la bacchetta magica di esaudire, se è possibile, ogni loro richiesta. Ad esempio aiutare i loro genitori a trovare un'occupazione, cioè che possano guadagnare e permettere sia a loro che al loro figlio una vita sana e tranquilla.

penso che noi bambini abbiamo il diritto di vivere sani, elici e spensierati. Dobbiamo crescere in un ambiente adatto dove gli adulti ascoltano le nostre opinioni che, qualche volta, possono essere sciocche, ma anche aiutare ad affrontare una vita migliore per tutti noi. Vorrei che fosse così per tutti i bambini nel mondo. Sarei felice di essere diventato, per un momento, utile e aver soddisfatto almeno uno dei loro desideri.

 
FIONA                                      
                                                    Lorna Vukojević   -   Classe IV - a

                                                                                            Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                       Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

I miei nonni mi raccontano spesso le storie della loro vita. La nonna qualche volta mi racconta le fiabe che i suoi genitori le leggevano quand'era piccola. Una volta il nonno mi raccontò come aveva imparato a scrivere. Mi disse che il suo papà aveva combattuto durante la Seconda Guerra mondiale e allora avevano portato nella sua casa un soldato ferito per curarlo. Egli imparò al mio nonno a scrivere, gli regalò una matita e alcuni fogli perché in quei tempi a scuola gli alunni scrivevano con piccole lavagne e gessi. Una volta la nonna mi raccontò che quando era piccola viveva in una casa con un giardino grandissimo. Mi raccontò anche che aveva un fratello e una sorella minori di lei. Giocava spesso son il fratello e con i suoi cugini. Mi piace tanto ascoltare le storie che mi raccontano i nonni e non mi annoio mai nel sentirle.

 

 MINNY                                                                                          Elena Kenda   -   Classe IV - a

                                                                                              Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                                                    Insegnante: Laura Voncina

I nostri nonni ci raccontano

Un pomeriggio sono andata dalla bisnonna. Mi ha cucinato un tè e abbiamo cominciato a parlare... Mi ha raccontato come prima la vita era più difficile di adesso. Quando era come me non aveva l'acqua nel rubinetto ma doveva andare a prenderla nel pozzo. Anche, mi ha raccontato, che non c'erano tanti negozi come quelli che noi abbiamo ma pochi, solo quelli necessari per esempio per il cibo e per i vestiti ma non c'era tanta scelta. Non avevano quaderni ma piccole lavagne. Così dovevano subito imparare quello che avevano scritto. Infatti mi ha raccontato che un giorno cadeva la pioggia, la nonna correva a scuola e finché è arrivata a scuola la lavagnetta si era bagnata e il compito si era cancellato. La maestra non le aveva creduto che aveva scritto il compito. Era molto triste e disperata. Forse la vita prima era più bella, perché oggi i bambini giocano al computer nelle proprie camere in solitudine. Mi piace tantissimo quando la bisnonna mi racconta le storie della sua infanzia perché scopro come si viveva nel passato e posso apprezzare la vita di oggi.

 

 ALTRUISTA                                                                                 Isabel Goja   -   Classe IX

                                                                             Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                                               Insegnante: Marina Dessardo

»Se  avessi la bacchetta magica« 

Se io avessi una bacchetta magica che potesse fare solo del bene ed esaudisse tutti i desideri positivi delle persone, la userei senz'altro. La userei per compiere gesti gentili e caritatevoli. La farei finita con le ingiustizie nel mondo, con la povertà delle persone e con la cattiveria. Però, sapendo che il mondo senza persone »malvagie« non può esistere, con la bacchetta magica passerei tutte le ingiustizie a queste persone che se lo meritano.

Vorrei far sparire la fame e tutte le malattie nel mondo, far star bene le persone che ne hanno bisogno, anche finanziariamente. Naturalmente in questo privilegerei le persone a cui tengo di più. Esaudirei tutti i loro desideri, con un tocco magico realizzerei i sogni di una vita, i progetti mai realizzati. Se potessi realizzare tutto questo, soprattutto per le persone per le quali so che nella vita hanno sofferto parecchio pur non meritandolo, lo farei senza pensarci due volte.  Se potessi facilitare la vita, in qualche modo, a queste persone, lo farei e sarei molto felice di utilizzare la bacchetta magica. Vorrei far vivere a tutti una vita piena d'amore, di felicità e passione per le cose importanti. Vorrei dare la possibilità a tutti di frequentare la scuola per poter imparare le nozioni essenziali per avere una vita migliore.

Purtroppo però, le bacchette magiche non esistono. Il mondo è quello che è, abbiamo ciò che ci siamo costruiti noi da soli, le persone sono quelle che sono e le nostre vite dipendono completamente da noi e dalle opportunità che ci offre la vita. Dipende tutto da quanto saremo fortunati, da quanto ci impegneremo e il nostro impegno potrebbe non essere mai abbastanza.

 

 PRIMULA                                                                                    Gaya Gec   -   Classe III

                                                                                               Comunità degli Italiani Crevatini

                                                                                            Insegnante: Maria Pia Casagrande

I nostri trisnnonni ga lassà scritto 

La grande guerra 1914 – 1918 

De qua e de là del fronte i soldai gaveva paura de morir. Un soldà russo el voleva scampar verso l’Italia e incontro ghe vigniva due soldai italiani. Che anche lori pensava de no far più guerra e davanti al militar russo i ga alzà le man, cussì lori se ga salvà e el russo se andà a casa in licenza.

 

CHICCO VAMPIRO                                                                      Ilenia Lovrečič   -   Classe III

                                                                                                  Comunità degli Italiani Crevatini

                                                                                              Insegnante: Maria Pia Casagrande

I nostri veci ne conta

Ciò che hanno tramandato i trisnonni 

C’era una volta un giovane militare che si chiamava Francesco Giuseppe Colombin, assomigliava all’Imperatore. Per non scambiarlo lo chiamarono Mattio.Fu mandato sul fronte serbo. Verso la fine della guerra venne in licenza e non tornò più al fronte. I gendarmi vennero a cercarlo a casa e videro un giovane che stava zappando l’orto, gli chiesero se conosceva F.G.Colombini e lui rispose: - Mai sintù – Lo conoscevano tutti per Mattio.

 

TROTTOLA                                                                                 Daniela Grison   -   Classe V

                                                                                                  Comunità degli Italiani Crevatini

                                                                                               Insegnante: Maria Pia Casagrande

I nostri veci ne conta

Ricordi di Fiume

I ricordi di Fiume, mia bella città natale, si fermano ai miei 11 anni; in quell'estate del 1939 il mio patrigno fu trasferito per lavoro a Trieste e la mamma ed io lo seguimmo e da quel periodo ritornai nella mia città soltanto come visitatrice ai miei parenti e amici. Ricordo, quando assieme alla mamma, andavamo in piazza alla domenica a mezzogiorno a sentire la banda cittadina che eseguiva i concerti, era una cosa che mi entusiasmava. Il porto di Fiume è racchiuso da un molo molto lungo (quasi 2 km) chiamato MOLO LUNGO, è un passatempo molto gradito dai fiumani farvi delle belle passeggiate; io ci andavo con la mamma ed ero felice quando arrivavo (molto di rado) fino alla fine dove c'era un faro. Mi faceva una certa impressione stare su questa fascia di terra in mezzo al mare. Quando il mare era grosso e c'erano le onde non si poteva oltrepassare il limite. Il mare all'esterno era profondo.

Al 15 giugno c'è la festa del Patrono di Fiume San Vito e la cattedrale a lui dedicata sorge nella parte vecchia della città, molto caratteristica e ricordo la festa e la Processione che si svolgeva in queste antiche vie e le finestre delle case, non molto alte adorne di tappeti e drappi preziosi. Un altro divertimento estivo era quello di andare con i miei famigliari a fare il bagno in una delle belle spiagge di sassolini delle cittadine della costa come: Abbazia, Laurana, Medea e altre che raggiungevamo con il vaporetto che partiva dal porto di Fiume; si stava via tutto il giorno, la mamma preparava dei pranzi speciali da portar via e mangiare con gli amici, ci si divertiva molto ed era una cosa veramente bella questa gita in mare ed è per me uno dei ricordi più belli. Mi piaceva molto la mia città, aveva una lunga storia, vi erano passati tanti popoli ed ognuno aveva lasciato un po' della loro civiltà; era una città tranquilla e potevo andare in giro anche da sola, specialmente per andare a scuola e al ritorno ammiravo i bei antichi palazzi che mi sono rimasti nella mente.

 

INAF                                                                                            Fani Kinkela   -   Classe VI

                                                                                    Scuola Elementare Italiana “San Nicolò” Fiume

                                                                                                   Insegnante: Sara Vrbaški

I miei nonni mi hanno raccontato 

Un giorno sono andata a pranzare dai miei nonni perché a casa mia stavo da sola.

Dopo aver mangiato, sono andata nella camera della nonna per rifare il suo letto. Quando ho tolto la coperta, ho visto una scatola. Appena finito di sistemare il cuscino, la nonna mi ha permesso di aprirla e di curiosare. Dentro c’erano tantissime fotografie, tutte in bianco e nero e tutte con una storia da raccontare. Una tra queste era davvero particolare... Su questa fotografia c’erano mia nonna e un’altra ragazza molto più giovane di lei. Indossavano dei vestitini con maniche corte, e da questo ho capito che la foto doveva esser stata scattata d’estate. Quando ho chiesto alla nonna dov’erano, lei si è messa a ridere. Il racconto è iniziato spontaneamente.

“Era una giornata afosa. La mia amica ed io dovevamo andare a Vienna, per il matrimonio di sua sorella. Ci siamo dirette verso la stazione ferroviaria, abbiamo comprato i biglietti e, pensando di avere un po’ di tempo prima della partenza, ci siamo avviate a  passi lenti verso il binario due dal quale il nostro treno sarebbe partito tra pochi a minuti. Arrivate lì, abbiamo trovato un treno; siamo salite e ci siamo accomodate. Il convoglio è partito e poco dopo è arrivato il controllore. Orgogliose, gli abbiamo dato il biglietto e lui, altrettanto orgoglioso, ci ha detto che c’era una problema: i nostri biglietti erano per Vienna e quel treno invece andava a Udine! Eravamo sconvolte ma anche coscienti che il tempo era poco. Siamo scese alla prossima stazione e abbiamo aspettato una coincidenza per tornare a Fiume. Questa, ci hanno detto, sarebbe arrivata tra quattro ore! Cosa potevamo fare? Siamo andate a farci un giro e abbiamo approfittato per vedere Udine. Mamma mia, lì ho mangiato il miglior gelato della mia vita! Ecco dove abbiamo fatto questa foto: in gelateria. Le quattro ore sono volate e noi ci siamo ritrovate sul treno per Fiume. Arrivate, abbiamo comprato un altro biglietto e questa volta abbiamo preso il treno giusto: faremo un po’ tardi al matrimonio ma comunque ci saremo. La mia amica conosceva la città così siamo arrivate abbastanza presto a casa di sua sorella. Ci siamo vestite velocemente e abbiamo raggiunto gli invitati. Erano giornate indimenticabili!”

La nonna ha terminato di raccontare e ancor sempre sorrideva. A quel punto il papà è venuto a prendermi. Ho promesso alla nonna che sarei tornata prestissimo per trovare qualche altre fotografia..

 

 PEBO                                                                                         Petar Bojčić   -   Classe VI

                                                                                     Scuola Elementare Italiana “San Nicolò” Fiume

                                                                                                     Insegnante: Sara Vrbaški

I miei nonni mi raccontano 

Questa storia è ambientata dopo la Seconda guerra mondiale. All’epoca la maggioranza delle persone erano povere, e tra loro pure mio nonno. Con i suoi amici andava spesso al mercato a rubare la frutta, per necessità ma anche per divertimento. Nonostante fossero già “abili”, ogni tanto gli andava male e venivano scoperti.

Un giorno mio nonno e i suoi amici sono andati a rubare ciliegie, mele, pere, perfino angurie. Erano come dei corvi che venivano a dare fastidio ai venditori. Per divertirsi ancor di più, hanno scelto di rubare la frutta a un vicino di casa di mio nonno, una persona molto severa. Gli è andata male: sono stati colti con le mani nel sacco e inseguiti dal vicino, arrabbiatissimo. Mio nonno è passato peggio di tutti: ha ricevuto un sasso in testa e le conseguenze erano pesanti. La testa gli faceva male, i suoi genitori hanno scoperto tutto e la punizione era memorabile...il nonno se la ricorda ancor oggi!


ELSA                                                                                            
Chiara Anić   -   Classe V

                                                                                 Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                     Insegnante: Elisa Piuca

I NOSTRI VECI NE CONTA

Ieri dopopranzo ieri de mio nonno Sergio, non gavevo el computer e nanca el telefonin con mi e non savevo cosa far. Ghe go dito :“ma nonno cosa te fazevi ti de picio che non te gavevi el computer?“. El me gacomincia contar che quando lui el iera picio el se giogava sempre fora de casa con i sui amici a Petrovia, che xe un paeseto vicin a Umago e ogni giorno el se inventava un novo giogo. Quel che ghe piaseva de piu' iera la fionda chi i fazeva con un legno lungo, i lo sistemava come una ypsilon, i lo ligava con un astico e i se butava le piere; durava fin che non i combinava qualche disastro.

Finche' el me contava mia bisnonna Maria, anche ela nata e visuda a Petrovia la scoltava e la me ga comincia contar che quando la iera picia ela non la gaveva tante pupe come mi ogi. Ela e le sue amiche le se giogava con una piera che le involtizava in un toco de straza e, quela iera la sua pupa. E quando che ghe se rompeva qualche piato con i tochi roti le fazeva i piatini e le cicare per le pupe.

Mi li scoltavo e go pensa' quante robe i se inventava. Noi ogi gavemo tuto pronto, tanti gioghi,computer, telefonini, tablet per questo anche scriver un tema ne xe dificile. Dovesimo usar un poco de piu' la nostra fantasia e forsi se divertisimo de piu'.

 

 C18                                                                                         Salvatore Napoletano   -   Classe VII                        

                                                                                     Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                       Insegnante: Elisa Piuca

I NOSTRI NONNI CI RACCONTANO 

Un pomeriggio mi sono seduto al tavolo con mia nonna e le ho chiesto di raccontarmi qualcosa della sua infanzia. E lei disse: „la mia infanzia era molto diversa dalla tua. Ogni domenica andavo a messa col babbo mentre la mamma preparava il pranzo. Di pomeriggio andavo a pascolare le mucche e non tornavo fino al tramonto. Per andare a scuola ogni mattina camminavo tre chilometri, con le strade in pessime condizioni. Le cartelle che avevo ricevuto in prima classe mi dovevano durare per tutti gli anni scolastici. Avevo pochi libri e qualche quaderno e avevamo una matita per scrivere, una gomma per cancellare e qualche colore per disegnare. Tutti questi miei oggetti scolastici custodivo come l'oro, perché di cose ce n'erano poche.

Avevamo un grande rispetto per gli insegnanti ed era così gran che di loro mi ricordo addirittura oggi. Se per caso parlavo durante l'ora, venivo senza compito, venivo messa in castigo dietro la lavagna, e per me e per la mia famiglia era una grande vergogna. In occasione delle festività di capodanno a scuola ricevevamo dei pacchetti contenenti: qualche frutto, alcuni biscotti, un paio di libricini, caramelle....e mi duravano tanto tempo, certe volte anche mesi. In occasione invece di tutte le festività della mia epoca veniva fatto un ricevimento in cui poi tutti facevano una recita, che ci divertiva e commuoveva. Ecco in breve questa era la mia infanzia“.

 
 ALL STARS                                                                                
Gaia Vežnaver   -   Classe VII

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                                          Insegnante: Elisa Piuca

      I nostri nonni ci raccontano 

Adoro quando i miei nonni mi raccontano di quando la mamma era piccola. Mi hanno raccontato così tante cose,belle e brutte!Mi raccontavano di tutto;come le toglievano i dentini,come la portavano a fare la spesa,come le hanno insegnato a guidare la bicicletta...I dentini,ad esempio,glieli toglievano con le pinze però mi ricordo che mi raccontarono che ce n' era uno che non se ne voleva andare e così lo hanno legato con un filo ad un mattone!Lo hanno lanciato fuori dalla finestra e il dente non si era staccato,per poco non cadeva anche lei, ha ha ha!

Mi raccontavano che la mamma era come un maschiaccio, aspettava sempre davanti la scuola i maschi per picchiarli per difendere i piu' deboli!

Mia mamma non ascoltava mai, era dispettosa e voleva fare sempre di testa sua. Essendo la prima di tre figli i miei nonni le facevano passare di tutto. Era la loro bambolina.  Mi raccontavano anche che la mamma era una grande brontolona e ogni volta che andavano al ristorante lei si alzava  dalla sedia e andava in cucina. Dopo dieci minuti usciva trascinando (per il grembiule)  il cuoco per fargli conoscere la famiglia. Veniva dai nonni e diceva :“Questa è la mia mamma, questo il mio papà e ieri sera hanno litigato“, i nonni si vergognavano tantissimo.

A due anni mio nonno le insegnò ad andare in bicicletta. Uscirono di casa, mio nonno aveva  una bicicletta grande e rossa e mia mamma ne aveva una piccola con le rotelle. La portò in cima ad una strada in discesa che portava al garage; quando arrivarono in cima la mollò e lei scese a zig zag e quando arrivò giù si schiantò contro il muro. Tornarono in casa e mia mamma aveva tutte le ginocchia sbucciate e aveva dei tagli dappertutto. Un giorno la nonna le stava dando la pappa, la mamma era sul seggiolone e la nonna sulla sedia appoggiata al  muro. Le aveva riempito la bocca quando ad un certo punto le venne da stranutire. Stranutì, la nonna diventò tutta verde piena di pappa e sul muro c'era la sua sagoma. Due anni dopo nacque mia zia, la mamma era così felice! Però mi raccontarono che un giorno le mise il cuscino in faccia e tentò di soffocarla ma per fortuna arrivarono i nonni e la salvarono. Certo non so come sarà stata l'infanzia di mia mamma o per i miei nonni. Era la loro prima figlia e non sapevano come comportarsi, però so che sono stati e lo sono ancora i genitori ( e i nonni) migliori del mondo.

 

 LEONE                                                                                       Marika Rovina   -   Classe IV 

                                                                                Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis”

                                                                                               Sezione Periferica di Verteneglio

                                                                                             Insegnante: Fiorenza Lakošeljac

SE AVESSI LA SACCHETTA MAGTCA 

5e io avessi lo bacchetta magica chiuderei le scuole. Con lo bacchetta magica trasformerei i cibi che non mi piacciono in dolci, torte, pizza e hamburger.

Comprerei tutti i libri che mi piacciono e vorrei trasformare lo mio cameretta in una gronde stanza. Vorrei avere un gronde giardino così potrei giocare con gli amici. Con lo bacchetta magica farei cacciare gli insetti fastidiosi, andrei ad esplorare il mondo e farei tonte mogie. Vorrei lo pace nel mondo.

                                               

 ALE’                                                                                   Alex Mrau   -   Classe III

                                                                                Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                                            Insegnante: Gabriella Grbeša

 Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica trasformerei i miei voti non troppo belli in ottimi. Se avessi la bacchetta magica spesso la userei per mettere in ordine la mia cameretta. La mia bacchetta avrebbe sempre tanto lavoro da fare perché la userei per aiutare la mamma nelle faccende di casa.  Userei la bacchetta per aiutare gli altri, soprattutto i bimbi in difficoltà. Se avessi la bacchetta magica nessuno litigherebbe più e saremmo tutti felici.

 

 BUCANEVE                                                                        Federica Glišić Rota   -   Classe IV

Fuori concorso                                                               Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”

                                                                                            Sezione Periferica di Bassania

                                                                                             Insegnante: Carmen Rota

"Storie d’amore o di dolore della mia terra, vicende in cui un sentimento non esclude l'altro" 

A Salvore c’è un luogo detto Sipar. Qui tanti secoli fa si ergeva la città fortificata di Siparis. Ormai vi sono rimaste soltanto le rovine della fortezza. I resti della città oggi si trovano sotto la superficie del mare. Fu distrutta e ricostruita più volte e abbandonata definitivamente nel XVI secolo. Il castello che vi si ergeva era costruito in pietra bianca e quando ne vedo i resti mi ritorna sempre in mente la leggenda legata a questi luoghi. Ve la voglio raccontare.

I signori di questo castello erano così ricchi e potenti che facevano il bagno in vasche dorate adornate da statue di leoni e mosaici di pietra bianchi. I pavimenti del castello erano decorati da mosaici con tessere di terracotta decorate con disegni bellissimi. Ce n’erano tantissime, una più bella dell’altra, non c’era una tessera uguale all’altra, di svariati colori: arcobaleno, tonalità del blu di prussia, arancione, dorate. Nel castello viveva una bellissima fanciulla dai capelli rossi e gli occhi azzurri cristallini. La sua pelle era bianca come la neve che cade d’inverno. Il suo nome era Rosamunda.

Rosamunda era l’unica figlia dei proprietari dei possedimenti di Siparis. Un giorno mentre stava passeggiando nei pressi delle mura del castello incontrò un povero pastorello che stava facendo la guardia alle sue pecore. I suoi abiti erano logori, con i capelli corti e scompigliati ma i suoi occhi color nocciola e la sua pelle bianca come le nuvole la incantarono. Fu amore a prima vista. Appena il padre della bellissima giovane venne a sapere che si era innamorata davvero di quel pastorello pover, dai vestiti strappati e sporchi la rinchiuse in una torre del castello, nella torre più buia e fredda della fortezza. Dalla disperazione ben presto Rosamunda si ammalò e il padre non sapendo cosa fare chiamò al castello tantissimi medici con la speranza di farla guarire. Uno dei medici, venuto da un paese lontano, gli consigliò di richiamare il pastorello che aveva esiliato dai suoi possedimenti. Pur a malincuore il padre dovette accettare che il pastorello vedesse la fanciulla ma prima lo volle mettere alla prova, per vedere quanto intelligente, scaltro e innamorato fosse. La prova che doveva superare era che doveva portare al padre di Rosamunda due tessere perfettamente identiche del grande mosaico che adornava il castello. Il pastorello doveva cercare tra più di mille tessere. A sentire questo il fanciullo si scoraggiò, gli sembrava un’impresa impossibile. Mentre stava per iniziare la sua ricerca gli apparse la dea dell’amore che l’aiutò a trovare le tessere, ma invece di trovarne due uguali il pastorello ne trovò ben quattro. Le portò subito dal padre di Rosamunda che dovette permettere al pastorello di vedere la fanciulla e finalmente anche di sposarla.

 Proseguendo arrivo fino a un luogo infestato dai fantasmi, si tratta del nostro faro.

Dovete sapere che ha quasi duecento anni. È il faro in funzione più antico del Mediterraneo e racchiude una leggenda che mi fa venire i brividi ogni volta che ci penso. Si racconta che tanto tempo fa un conte austriaco, il conte Metternich, a un ballo incontrò una bellissima nobildonna che indossava un magnifico vestito rosa, con gli orecchini di brillanti e la collana di perle. Se ne innamorò subito e talmente tanto che in segno del suo amore le fece costruire un faro con accanto una casetta con un bel giardino. Lì sarebbero dovuti andare a vivere, proprio qui a Salvore. Ma questo sogno purtroppo non si avverò mai, la nobildonna morì si pensa di polmonite, qualche giorno prima che il faro fosse ultimato. Terribilmente sconvolto e addolorato il conte Metternich se ne andò per non tornare mai più, poiché il faro rappresentava un simbolo troppo forte del suo amore perduto.

Si narra che nelle notti fredde, buie e tempestose quando il vento soffia tra le fronde dei pini, se si ascolta attentamente si sentono i lamenti e il pianto della fantasmina che vaga ancora in cerca del suo amato.

 
motto Emiro 1                                                                      Emir Mujic'

                                                           Classe VII a Scuola elementare "Srbija" Antivari/Bar Montenegro

insegnante Jadranka Ostojic'

Se avessi la bacchetta magica...

Ti dico cosa farei se avessi una bacchetta magica.

Se avessi una bacchetta magica, renderei il mondo un posto migliore. Non ci sarebbe furto o litigio. Le persone non potrebbero fare tutto quello che gli piacerebbe, ma potrebbero aiutare tutti quelli a cui serve l'aiuto.

Grazie alla mia bacchetta magica, non esisterebbe nessun dolore. Darei la felicità, la salute, tanti viaggi, e tutto gratis! La scuola non esisterebbe e la gente impara tutto divertendosi. Tutti avrebbero il denaro sufficiente per avere una vita normale. Le persone sarebbero contente e soddisfatte. Vorrei una bacchetta magica , anche se so che questo è impossibile.

 

mottoEnesa99                                                                  Enesa Hamsic'

                                       Classe IX-a Scuola Elementare "Srbija" Antivari/Bar Montenegro 

insegnante Jadranka Ostojic'

 Se avessi la bacchetta magica...

Non importa se si tratta di una bacchetta di felicità, una bacchetta d'amore o di saggezza.. qualunque cosa sia, la userei per tornare nel passato.
Due movimenti , tre ed io ritrovo il momento in cui sono a scuola elementare- ci sono anche i miei amici, certamente. Sopravviviamo tutti i guai insieme, i primi amori, marinare dalle lezioni.. Ma perché questi pensieri? Perché si sta avvicinando la fine, tutti si avvieranno verso la propria strada, e tutti inizieranno la nuova vita. È difficile separarsi dopo nove anni, le fortune ci cambieranno ma spero che ci lasceranno le memorie.
Se avessi una bacchetta magica, vorrei creare un mondo di felicità, solo felicità e amore! Il mondo in cui tutti sanno che l'amicizia è una cosa più importante.


 

motto ANNA00                                                                    Ana Brajković  

 Classe VIII - a Scuola Elementare “ Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

 Insegnante: Jadranka Ostojić

 I nostri vecchi ci raccontano

La mia vita è molto diversa di quella che avevano i miei antenati. Con ogni nuova genrazione, la vita nel mio paese si cambia e diventa più urbana.
Nel passato il capo della famiglia portava tutte le decisioni importanti. Le ragazze non andavano a scuola, prendevano cura di casa e presto diventavano le spose. Quando guardavo le foto di famiglia con mio nonno qualche anno fa, gli ho chiesto chi è la ragazza alta che era diversa di tutte le altre grazie alla sua bellezza. Mi ha detto che si chiamava Milena, la sua cugina molto intellingente , anche se non andava a scuola. Suo padre ha deciso di mandare suo fratello maggiore a scuola, anche se non era uno studente molto bravo. Le ragazze non avevano diritto di decidere cosa fare nella vita. Così anche Milena ha diventata la moglie, ha avuto tanti figli e dopo un parto si è ammalata ed è vissuta solo pochi mesi dopo.

Adesso tutto è cambiato. Tutta la famiglia prende le decisioni importanti. Le ragazze vanno a scuola e scelgono il proprio futuro. Sono contenta che vivi in questo tempo, quando tutto è diverso e tutti possono mostrare quanto valgono.