ALTRI TEMI PARTECIPANTI ANNO 2016

SCUOLE ELEMENTARI GRUPPI

14° CONCORSO ML Histria 2016

Traccia 1: "I nostri veci ne conta" - Storia e tradizioni della mia terra nei racconti di famiglia.
Traccia 2: Quali sono le tradizioni del tuo paese che ancora oggi sono seguite?
Traccia 3: L’unione fa la forza: parlate di un progetto che vi ha coinvolto come classe o come gruppo di amici.
Traccia 4: "La violenza e' un metodo di lotta inferiore, brutale, illusorio soprattutto, figlia di debolezza, fonte di debolezza" (Filippo Turati). Voi che ne pensate.
Traccia 5: Camminando per le vostre “calli” immaginate la vita di coloro che nei secoli le hanno calpestate per renderle così lisce.

 


motto EVVIVA GLI ANZIANI!
Ana Zelenika, Borna Krnketa, Tia Elena Fućak

Classe V - a Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume
Insegnante: Roberto Nacinovich

"I NOSTRI VECI NE CONTA"-Storia e tradizioni della mia terra nei racconti di famiglia

I nostri nonni da piccoli, si frequentavano ed erano legati da una sincera amicizia. Studiavano insieme,giocavano, facevano di tutto e di più. Però durante la Seconda guerra mondiale si sono allontanati e si sono persi i contatti. Dopo 60 anni siamo nati noi. Frequentiamo la stessa classe. Un giorno ci siamo trovati nel parco ma la nonna di Borna non lo ha lasciato da solo, perciò e venuta con lui.
Angela la nonna di Borna ha rivisto in noi due (Tia e Ana), i suoi amici cioè i nostro nonni.
 Ci ha chiesto:“ Maa...come si chiamano i vostri nonni?“
Tia ha detto:“I miei si chiamano Gianni e Diana,quelli di Ana si chiamano Rada e Slavko.“
Nonna:“ Ohh!! I miei cari amici, io li conosco. Come stanno?“
Ana: Maa, tutti stanno benissimo sia i miei che quelli di Tia!!“
 Angela:“Aaa, povero il mio Antun,e' in ospedale ha la febbre alta!...
Chiedete ai vostri nonni se possiamo vederci, lo vorrei proprio. Portate i miei saluti! Andiamo.
Borna,ciaoo!“ Borna:“Ciao!“
Tia ed Ana: Arrivederciii signora!“
Il giorno dopo i nonni di Ana e Tia sono andati in ospedale per visitare Antun.
Lui era stato dimesso e si stava preparando al rientro a casa. Nel frattempo e' venuta Angela.
Insieme hanno rivissuto i momenti più belli dell'infanzia, e sono andati a casa di Angela e Antun.
I nonni hanno bevuto un po' di birra, invece le nonne sono andate in cucina a bere il te', dopo qualche ora tutti sono rientrati a casa.
Il giorno dopo tutti e tre ci siamo incontrati nel parco a giocare con la palla. I nostri anziani ci guardavano. Borna ha avuto un' idea, quella di curiosare nei cassetti per trovare delle tracce del passato dei nostri nonni. Correvamo per la casa a prendere le cose dei nonni.
Improvvisamente Borna vede un raggio di sole che arrivava dal soffitto. Siamo saliti con curiosità. Abbiamo trovato una foto con i nostri nonni. La foto
l'abbiamo incorniciata sul pannello. Cosi quando qualcuno passava, si fermava sempre davanti alla foto per osservarla un po'.



motto FORZA QUARTA

Anna Mesaroš, Francesco Lakošeljac, Gabriel Tolj,
Ines Juričić Polunić, Rafael Sinožić, Nicola Paljuh, Novak Milošević

Classe IV Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago
Insegnante: Svjetlana Pernić Ćetojević
 

Il buon Pellegrino

C'era una volta, molto tempo fa, una terra magica, ricca di bellezze naturali e tanti prodotti prelibati che la gente produceva da sé. In quel posto viveva pure Pellegrino, un uomo molto buono e gentile con tutti, che amava la natura e soprattutto la sua terra. Un giorno, pescando sulla diga di pietra che si protendeva fino a meta' del golfo e racchiudeva il meraviglioso mare azzurro, Pellegrino vide un veliero alquanto sospetto che si avvicinava minaccioso. Impaurito, chiamo' subito il suo amico, il pesciolino Humagum e gli chiese: ''Scusa Humagum, potresti nuotare fino a quel veliero al largo e controllare chi c'e'? Sai, dal modo in cui si aggira, penso che non abbia delle buone intenzioni.'' Humagum, senza esitare, si precipito'verso la barca e li' vide il famigerato Pirata Adrio, conosciuto a tutti come ladro di monumenti, prelibatezze e tutte le ricchezze di un popolo, con lo scopo di cancellare la storia e diventare padrone del mondo. Adrio, a prua, stava dicendo: ''Ahhh, Umago! Mi sa' che ci troverò cose interessantissime: basta vedere quel bel campanile in pietra bianca e quella casa in fondo alla diga dalla quale si innalzano delle mura di cinta? Serviranno pure a proteggere qualcosa!- pensò. ''Ruberò' tutta la pietra di quelle meravigliose finestre bifore e farò rifornimento di pesce, olio e vino!''

Sentendo quelle parole, Humagum chiamò immediatamente tutti i pesci, così da formare una barriera ed impedire il passaggio ad Adrio. A quel punto, Adrio che era accompagnato dal Gabbiano Gigante, gli ordinò di volare sopra la città e distruggerla. Per fortuna, sul campanile c'era un bellissimo leone alato che vide il gabbiano e gli si precipitò addosso cacciandolo.
Pellegrino, che stava osservando tutto dalla diga, corse in paese e con l'aiuto degli altri abitanti mise in salvo ciò che poteva, imbarcando i prodotti per portarli al Faro di Salvore e nasconderli.
Ma, in quel momento si ripresentò il Gabbiano che, con il suo enorme becco, bucò la barca e la fece affondare. Il povero Pellegrino, che nuotava in mezzo al mare e aspettava disperato che tutti i pezzi della sua storia si arenassero sul fondo, chiamò con un fischio il Leone Alato, sempre pronto a salvare la situazione. Infatti, in due e due quattro, la potente creatura, afferrò la barca e la trasportò in volo fino alla destinazione.

Purtroppo, giunti a Salvore, proprio in cima al piccolo promontorio dove si trovava il maestoso Faro, c'era già Adrio che , grazie ai suoi poteri magici,era giunto prima di loro. Stanchi ed impauriti, Pellegrino ed i suoi amici, decisero di rifugiarsi in un fitto uliveto dal quale però nemmeno loro trovavano più l'uscita.
Sarebbe finita così la triste storia di Pellegrino e tutte le ricchezze della Terra magica, racchiuse per sempre nell'uliveto se, dopo tanti anni , nei dintorni di Umago non fosse venuto uno scrittore di nome Fulvio. Egli infatti, sentendo tra le vie e le piazze la gente che raccontava i fatti accaduti, decise di impiegare la sua penna, e, con la magia delle parole, cambiò il finale salvando sia Pellegrino che tutta la storia di Umago.

Così, come in tutte le fiabe…. Vissero tutti felici e contenti e voi, cari lettori, potete venire ancor oggi a visitare Umago, la sua gente, i suoi monumenti, il meraviglioso mare e gustare le numerose delizie che vi offre.



                                                                                   motto  CALCIATORI

                                                                
Pietro Leonardelli, Mateo Šegon

Classe V - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola
Insegnante: Susanna Svitich
 

Quali sono le tradizioni del tuo paese che ancora oggi sono seguite

A Gallesano, un ridente paese vicino a Pola, d’estate si festeggia la giornata delle cioche (lumache di terra). Il giorno prima le nostre nonne ma anche altri appassionati, le raccolgono e, dopo essere state pulite, riposano un giorno , quando si cucinano. Il suono delle campane della nostra chiesa segna l’inizio della festa paesana.
Dopo aver fatto una scorpacciata, in questi ultimi anni prende il via la gara con le motociclette di piccola cilindrata con un finale a sorpresa…chi taglia per ultimo il traguardo, vince! E adesso arriva il bello: la gara con gli asini. Il circuito è lungo 2 chilometri e il cavaliere vincente si appropria di un piatto speciale di carne con contorno di patate novelle.

Si prosegue con la gara del bastone: si tratta di un palo alto 10 metri in cima al quale sono appesi il formaggio, prosciutto e vino. Due squadre si contendono il premio. Arrampicandosi uno sulle spalle dell’altro i concorrenti arrivano in cima e si prendono il bottino: questo è l’albero della cuccagna. Alla sera i nostri paesani festeggiano fino a notte tarda ballando e rivedendo i parenti che da anni vivono in Italia, ma che non mancano mai alla “festa dele cioche”.


          motto LE GATTE

        
Lorellay Divišić, Katia Šajina

     Classe V - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola
                                                                                                      Insegnante: Susanna Svitich

Quali sono le tradizioni del tuo paese che ancora oggi sono seguite

La festività che per tradizione si festeggia dappertutto, ed anche in Istria, è la Pasqua.
La mattina, nei paesi e nelle cittadine istriane, nelle chiese si celebra la messa solenne, durante la quale viene benedetto il cibo. Un tempo i bambini aspettavano la Pasqua con impazienza, perché il cibo era abbondante: la pinza, qualche dolce pasquale e poi giocavano con le uova sode, guadagnando qualche soldino, e i più fortunati ricevevano qualche nuovo indumento. Per il pranzo pasquale si preparava il sugo di gallo e coloro che non se lo potevano permettere si accontentavano dei fusi (pasta di piccola taglia fatta in casa), dei fagioli e del pollo.

Le fiere sono il cuore pulsante di tutte le località minori in Istria: ogni cittadina ha la propria fiera in un giorno preciso del mese. Vi si può trovare di tutto: dall’ago alla….locomotiva. Si vende, si compra , si negozia sul prezzo, ci si incontra in un’atmosfera che ricorda il passato.




motto TORO

Fabiana Ferlin, Roberto Hrelja, Lara Jakominić, Chiara Leonardelli, Etan Perković, Paola Vasić

Classe II  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Gallesano
Insegnante: Alda Piccinelli Cetina

Tema in formato Pdf:  La vita nei rioni di Gallesano



motto  IL BRANCO DEI 12

Classe  I:
Petra Barbieri, Denise Bissi Licul, Nola Butković, Noam Karapandža, Teo Zonta
Classe II:
Philip Paretić, Leonardo Močibob
Classe III:
Deni Piutti, Antonella Drandić, Evan Paljuh, Dorian Macan
Classe IV: Trinity Pancheri


Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Sezione Periferica di Valle
Insegnanti: Ines Piutti Palaziol, Romana Paretić

Tema in formato Pdf: Il branco dei dodici


motto INSIEME PER LA PACE!


 Denise Ventrella, Lien Šturman, Katarina Fakin, Diana Mujić, Noemi Cristini, Niam Križman,
Simon Vuk, Marko Lovrec


Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione Periferica di Sicciole
Insegnante: Katja Dellore

VERSO L’INFINITO E OLTRE LA VIOLENZA

DIN DON GIGI DONDOLA SULLA SEDIA .
LA MAESTRA: “NON DONDOLARE, È PERICOLOSO!
MA GIGI È NERVOSO!
PERCHÉ?
DIN DON, C’È UN MOSTRO TUTTO PELOSO!
È LA VIOLENZA!

CHE TRISTEZZA, CHE PAURA, CHE DOLORE!
MI SENTO IL NULLA, SONO DEBOLE, SONO SOLO NEL MIO CUORE.
CHE RABBIA, CHE CATTIVERIA, CHE INGIUSTIZIA,
DALLA PAURA IO DICO UNA BUGIA,
VORREI URLARE, VORREI PUNIRE,
VORREI RESTITUIRE IL MALE CHE MI HANNO FATTO.

MA COSA HO FATTO?
PERCHÉ MI FANNO DEL MALE?
PERCHÉ NON POSSIAMO ESSERE AMICI?
COSA NON VA IN ME?

VORREI AFFRONTARLI,
MA MI MANCA LA FORZA,
MI MANCA IL CORAGGIO,
MI MANCA L’AFFETTO,
MI MANCA LO STAR BENE.
HO BISOGNO DI AIUTO.

L’ODIO È VIOLENZA,
LA VIOLENZA PORTA AD ALTRA VIOLENZA,
LA VIOLENZA PORTA SOLITUDINE,
LA SOLITUDINE È UN POSTO SCURO E INFINITO,
LA VIOLENZA È FONTE DI DOLORE,
FONTE DI LACRIME,
FONTE DI GUERRA.
LA VIOLENZA DISTRUGGE,
NOI NON LA VOGLIAMO,
NON CI VENDICHIAMO MA RIMEDIAMO.

IL NOSTRO MESSAGGIO DI PACE:
UNIAMO LE NOSTRE MANI IN UN CALDO ABBRACCIO,
UNIAMO LE NOSTRE MENTI IN UNA SINFONIA DI PENSIERI,
IN NOME DELLA PACE,
DELL’AMICIZIA,
DEL RISPETTO,
DELLA TOLLERANZA.
È POSSIBILE?
SÌ LO È.
BASTA VOLERLO.
E NOI BAMBINI LO VOGLIAMO!
E NOI BAMBINI LO GRIDIAMO!
E NOI BAMBINI CI CREDIAMO!
E NOI BAMBINI PROTESTIAMO!
ASCOLTATE LE NOSTRE VOCI!

PERCHÉ NOI BAMBINI SIAMO IL FUTURO,
SIAMO LA SPERANZA,
SIAMO UN’OPPORTUNITÀ PER UN MONDO MIGLIORE.


mottoTOMBOLA

 Fabio Bibalo, Ayrton Eligio Boccali, Alexandra Buić, Meri Buić, Marta Gardoš, Marija Ilijazović, Dean Makovac, Filip Radešić Ištoković, Gabriel Tončić, Patric Vardabasso, Mary Vižintin

Classe III Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie
Insegnante: Cristina Springer
 

QUALI SONO LE TRADIZIONI DEL TUO PAESE CHE ANCORA OGGI SONO SEGUITE ?

La tradizion de preparar a casa le bevande per tuto l`ano
Gavemo scoperto che in tante case, chi in un modo e chi in un altro, prepara due tipi de bevande per tuto l`ano. In Istria xe facile trovar sia i fiori de sambuco in primavera, che le bache de zupin o ginepro, in autuno. Anche i nostri veci i li usava, con qualche picola diferenza, perché limoni, naranse e zuchero non ghe ne iera tanto come adeso e anca el miel iera un luso. Per el sambuco se andava, gavemo dito in primavera, con i rastrei per tirar xo i rami e le britole per taiar solo i fiori ben verti e se li meteva in tei cesti. I ghe ne ingrumava tanti, e una parte anche i li sugava.
Anche ogi se ingruma cusì i fiori e se stà atenti che el poline non ghe caschi via.
De variazioni sula riceta ghe ne gavemo sentide tante, ma scrivaremo quele che i ne ga convito che podesi eser le meie.
Una roba xe sicura, sicome in clase combinemo sempre qualcosa de novo che ne diverti sai, el sambuco tra un mese lo volemo far anche noi.
Se ciol dieci bei fiori de sambuco e se li meti in un litro de acqua a star per un giorno. Se filtra e in acqua se misia un chilo de zuchero e el suco de tre limoni. Questo diventa un sciropo che per beverlo in bicer ghe se xonta sempre l`acqua. Disemo due diti de sciropo e quatro de acqua, che se la xe fresca vien più bon. Al posto del zuchero, una volta, se i gaveva i ghe meteva el miel o la melasa. Senza frigo, congelator o limon per conservarlo, presto el ghe se trasformava in un vin legier. Ma noi lo bevaremo sicuramente prima.
La bibita de ginepro inveze i la fazeva in autuno e co cominciava le prime bore de novembre la iera pronta. Adeso dipeni un poco del tempo che fa ma circa in inverno la xe pronta. Se pol farla anche in una damigiana de vetro con tapo de sugaro o coverto con una straza. Se meti mezo chilo de bache nete in venticinque litri de acqua. Se capisi, chi che ga una bote bona pol farlo anche la. Vien bon se per qualche giorno ghe se lasa dentro qualche scorza de naranza che lasi el gusto. La bibita xe legermente frizante e presto anche un poco alcolica, per questo non tropo adata a noi. Fin che se la consuma ghe se pol meter dentro ancora acqua che la duri de più.
Questo xe quel che gavemo per adeso imparà.
Ma se ghe andava ben ai nostri noni, se ne va ben a noi, speremo che anche ai nostri fioi ghe piasarà quel che adeso noi ghe lasemo scrito.


motto AMOGLIANIMALI

Classe V:
Eni Del Cont, Živa Kutnar Jeričević
Classe VII:
Gaia Banko, Valentina Morožin, Chiara Rocco


Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno
Insegnante: Doris Ritossa

L’unione fa la forza

Ogni anno ci piace andare a varie fiere di paese istriane, come quelle dell’olio ďoliva, del formaggio, del prosciutto e del miele.
Ľ anno scorso io e Živa ci siamo incontrate alla fiera del prosciutto, là abbiamo visto ed assaggiato tanti tipi di prosciutto che veniva dall’Istria, dalla Dalmazia ed addirittura dalla Spagna.
Siccome da quest’anno entrambe facciamo parte del gruppo giornalistico della nostra scuola, siamo andate insieme anche alla fiera del olio d’oliva a Dignano. La fiera era dedicata all’enogastronomia, e in quell’occasione abbiamo degustato tanti tipi di formaggio, prosciutto, frutta secca, miele e perfino il gelato artigianale. Dato che a questa ultima fiera ci siamo andate come scolaresca, abbiamo poi utilizzato a scuola tutto ciò che abbiamo imparato, per preparare un progetto sulla gastronomia dell’Istria. Si trattava del concorso dell’Unpli e la premiazione si doveva tenere a Venezia!
Vi spiego come abbiamo portato a termine il nostro lavoro: ci siamo munite di macchina fotografica, quaderni e matite.
Abbiamo chiesto ai produttori dell’olio d’oliva un briciolo del loro tempo e gli abbiamo fatto alcune domande, e abbiamo scoperto quali sono le fasi della
produzione dell’olio d’oliva.
Un signore molto gentile ci ha fatto assaggiare il suo olio d’oliva, ma prima di provarlo, ci ha spiegato la tecnica usata dai degustatori professionali: prima di
assaggiare l’olio, bisogna metterlo in un piccolo bicchiere e tenerlo in mano per scaldarlo un po’. In questo modo, ha detto l’assaggiatore, l’olio tiepido fa sentire in bocca un gusto più aromatico. Il signore ci ha consigliato di cospargere un po’ d’olio anche sulla lingua per assaggiarlo bene. Abbiamo deciso di seguire il suo consiglio e abbiamo finalmente “degustato” l’olio novello! All’inizio abbiamo sentito un odore normale e poi sempre più piccante, come se avessimo messo un peperoncino in bocca. Abbiamo annusato altri oli, ed abbiamo sentito un odore di fieno.
Dobbiamo ammettere che ci rallegra molto frequentare il gruppo giornalistico della scuola perché ci piace fare i progetti scolastici e quando si lavora in gruppo, si fanno tante uscite didattiche, perciò abbiamo intenzione di fare parte del gruppo giornalistico anche l’anno prossimo!