Concorso Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo 2011

Sezione B

Temi premiati

 

 

DALMAZIA in MONTENEGRO –

Scuole Elementari

 

 

1° PREMIO 

  
                                                                                                 Amina Đečbitrić
 
 

motto meglio soli che male accompagnati 

 

 Classe IX a  Scuola Elementare “Srbija” Antivari/Bar, Montenegro 
                                                                                    
                                                                         Insegnante Jadranka Ostojić

Motivazione: la storia non è scritta solo sui libri, ma anche e soprattutto nel vissuto delle persone che l'hanno sofferta e subita. Ce lo conferma Amina, che nell' album di famiglia trova il talismano per dischiudere il passato, scoprendone il dolore e la tragicità, ma con uno scatto vitale e positivo si proietta verso la speranza del futuro, piena di gratitudine per chi ha costruito il nostro presente.

 

Sfogliando l album delle foto di famiglia, vedo i bisnonni, i nonni, i miei genitori e sento che anchio ho una storia da raccontare”

  

        Entro nella cantina della mia casa: ci sono molte cose vecchie. Aprendo una scatola di legno, trovo un album le cui copertine sono grigie e sporche. Ci sono molte fotografie, mio nonno, un quarantenne magro nel vestito da uomo nero e sua moglie, piccola e confusa. Una foto è molto interessante: una bambina, magra e alta mi sta guardando con gli occhi grandi e umidi. ” Chi è lei? ” Chiedo mio nonno e lascio per un momento il mio mondo di libri, dischi, computer…

        ”Erano i tempi brutti” , comincia il nonno ed io sto per entrare in un mondo diverso. Immagino la guerra, le mura grigie della città vecchia, i prati verdi, i frutteti soleggiati, la paura. Immagino gli uomini che lasciano le loro famiglie ed i loro paesi cercando la speranza, i loro figli con gli occhi pieni di lacrime. La bambina nella foto è una di loro, una delle bambine spaventate che non sanno dove parta il papà. Cerco di mettermi al loro posto, ma non ce la farò. I tempi sono cambiati, io ed i miei amici siamo cambiati. La bambina, sorella maggiore di mio nonno, non puὸ essere la mia amica, non posso immaginarmi di fianco a lei, lei è preoccupata perché  ha fame di nuovo ed io mi chiedo perché Ana non mi ha invitato alla sua festa di compleanno. Ma la sua vita pesante ha tante cose da raccontare: fame, guerra, costruzione dopo guerra, povertà…Le nostre giornate, invece, sono corte perché adoriamo i computer e ci rimangono poche ore per studiare, divertirsi, vivere… Forse le giornate di questa bambina erano più ricche delle mie?

         Unaltra giornata nella scuola è finita. La storia che mi ha raccontato il nonno mi ha creato una confusione nella mente, perciò decido di fare una passeggiata. Vado con le mie compagne di classe alla città vecchia che si trova dietro la mia scuola. Chiacchieramo e immaginiamo tutti i popoli che passavano tra queste mura. Saliamo le scale e osserviamo il mare che sta luccicando. Guardo gli oliveti e concludo: siamo felici.Abbiamo opportunità di creare la nostra vita come ci conviene, di sognare e di relizzare i nostri sogni.Non dobbiamo avere paura, possiamo utilizzare tutte le possibilità che ci danno i nostri tempi. Possiamo scrivere la nostra storia. E tutto grazie alle persone nelle foto vecchie .


 

2° PREMIO 

                                                                                                 Jelena Ljubojević

 

motto jeia  

 

 Classe VIII - 3  Scuola Elementare “Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

                                                                                                                                                               Insegnante Milena Radović
 

Motivazione: un cammeo scritto tra l’altro con grande padronanza linguistica quello in cui la nostra Jelena, sfogliando l'album di famiglia, ci narra la "sua" piccola storia che lei avverte però come una tessera di un più ampio mosaico! Quello costituito dalla lunga storia delle Bocche di Cattaro e della sua gente forte e fiera .

 

-Sfogliando l`album delle foto di famiglia, vedo i bisnonni, i nonni,i miei genitori e sento che anch`io ho una storia da raccontare-

 

Mentre sto davanti al camino  sfoglio le pagine del vecchio album e attentamente guardo ogni dettaglio. Su una foto con difficoltà riconosco una vecchia nave e le lettere color rosso. Lentamente pronuncio: Tivat 18.. aprile Anno Domini, ma i ultimi numeri non si vedono. Sorrido e guardo le foto. Non sono gran che,ma sempre mi era interessante guardarle. Quando ero piccola mentre mia bisnonna era ancora viva ogni domenica mi parlava di queste foto e di questa gente che si trovava sulle foto. Lei ha ereditato quell`album da sua madre che le raccontava la storia familiare. Come venivano nuove generazioni ognuno aggiungeva un paio di foto. Mia bisnonna , nonna e perfino mia madre hanno aggiunto qualche foto. Sulle foto si vedono vecchie case,la gente in costumi tradizionali, vecchie armi. La mia preferita è la foto in cui c`è mio bisnonno in compagnia di altra gente che balla in tondo. Tra quelle foto ho trovato varie lettere e ricette. ˝Una volta la gente parlava e scriveva in altra maniera.˝- sto pensando mentre leggo la lettera. Alcune cose non capisco e altre sforzandosi posso capire. Leggendo tra le righe capisco che tuttavia non siamo molto cambiati. La gente di Bocche di Cattaro è ancora spiritosa, pronta a difendere la sua patria. E cosi mentre guardo queste foto dalla tasca tiro fuori alcune mie. Su una ci sono io con i miei amici al Carnevale di Cattaro per cui la gente di Cattaro è molto famosa. Questa tradizione è sopravvissuta durante molti anni. Su altra ci sono io di nuovo con le mie amiche mentre piantiamo gli alberi in un parco e anche questo nel passato facevano tutti navigatori da Bocche di Cattaro quando tornavano dal lungo viaggio dall`oltre oceano. Dai posti lontani questa gente portava differenti alberi e questa è diventata la tradizione del nostro popolo. Alla fine capisco che anch`io avrò qualcosa da raccontare ai miei nipoti.


 

3° PREMIO

 

                                                                                                       Almir Slaković  

                                                                                                                     
 motto Almir 96

    

 Classe IX b  Scuola Elementare “Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

                                                                                                                                                              Insegnante Jadranka Ostojić
 

Motivazione: una cartolina d'epoca fa scattare l'immaginazione di Almir e lo fa viaggiare nella Spalato di una volta con  biciclette, olivi e finestre spalancate sulle vecchie stradine. Ci resta il messaggio d' amore ed armonia trasmesso dalla cartolina d'epoca con i suoi olivi che per tutti - croati, montenegrini o italiani che siano - rappresentano un universale simbolo di pace.

 

Cosa ci racconta una vecchia cartolina

        Rovestando tra le vecchie cose e investigando la soffitta della mia casa, nonostante la polvere e gli insetti strani, ho trovato una vecchia cartolina che mi ha fatto pensare.

         Pensavo a lungo che cosa cercava di dire quella vecchia cartolina, quale segreto teneva nascosto sotto la superficie giallognola. Ho scoperto che  la città la cui strada serpeggiante e stretta  mi chiamava dalla cartolina è Spalato. Ma era tutto. Ho chiesto mia madre di chi era la cartolina, ma lei non poteva darmi la risposta. Mio padre sapeva solo dirmi che suo padre faceva il servizio militare a Spalato. Mi chiedevo chi era la ragazza che gliel ha mandata. Sapevo che era una ragazza,  anche se le parole sono state scritte in codice. Le traccie della penna rivelavano la mano tremante... Immaginavo le dita lunghe, immaginavo una casa, le finestre aperte e le cortine che ballavano  a ritmo della  brezza...Le voci dei bambini costruivano una filastrocca estiva. Si sentiva il pallone  colpendo le mura delle vecchie case e le biciclette che  giacevano a terra. Immaginavo la ragazza e il suo viso abbronzato per il raccogliamento quotidiano delle olive. E lei  si era innamorata  di un soldato montenegrino. Credo che sia stato un grande amore, ma purtroppo non aveva la fine felice...

         Le lettere della cartolina e la sua foto sono abbastanza sbiadite. Il tempo è passato… Non c è più la vecchia strada, le biciclette non ci sono più , la ragazza e il suo amore sono spariti. Gli autobus e le macchine di Spalato hanno soffocato la brezza estiva . È rimasta solo una cartolina e le olive che, sia croate, sia montenegrine o italiane, trasmettono le storie di amore, pace ed armonia.


 

 

DALMAZIA in MONTENEGRO –

Scuole Medie Superiori

 

 

1°PREMIO 

 

                                                                                                 Irina Vukasović  

   motto Irina

 

  Classe I – B   Ginnasio Cattaro/Kotor, Montenegro

                                                                                                                                                               Insegnante Slavica Stupić
 

Motivazione: l'elaborato, schematico nel rispetto delle consegne richieste dal bando, è stato svolto diligentemente evidenziando spirito di osservazione e sensibilità. La padronanza della lingua italiana è accettabile e lascia intravvedere felici spazi di miglioramento espressivo. La commissione della MLH, all'unanimità, decide di premiare l'elaborato per i buoni sentimenti espressi.

 

TRACCIA D’ITALIANITA' NEL TERRITORIO IN CUI VIVO


                     La storia tra i secoli ha lasciato le tracce sul territorio dove Io vivo. Ogni volta quando faccio un giro attraverso l'antica città di Cattaro,ho sensazione d’essere ritornata nel passato lontano. A partire del XIV quando i providuri di Cattaro hanno scelto di rivolgersi a Venezia per ottenere protezione dalla potenza Turca. La serenissima ha avuto tanta influenza sulla vita dei cattarini. Anche oggi sono intatti i stemmi veneziani, i leoni, i serpenti, i numeri. Per tutta la città si possono vedere le finestre di stile barocco, le mura pesanti anche i portali riccamente decorative. Cattaro e una de più bella città del mondo con tanti ornamenti del periodico romanico. Prime scuole superiore erano nel lingua latina. In Risan ci sono i mosaici romi,che sono diventati nel II. E loro dicono che Italia ha influenzato nel territorio in cui vivo.
                   Anche nella mia lingua materna, ce ne sono tantissime parole d’origine veneta. Con gli amici usiamo la lingua cattarina che proviene del veneto. Per i secoli, il veneto era la lingua ufficiale. Esistono i dizionari dove sono raccolte e spiegate tante parole veneziane. Nell’architettura e le arti figurative gli architetti e artisti di origine italiana hanno lasciato le tracce nei palazzi, chiese, le mura e sopratutto nella pittura bocchese.
 Quando si parla della letteratura cattarina si vede che tanti scrittori hanno scritto sull’ influenza dei poeti e scrittori veneti come: Giorgio Bizanti, chi ha pubblicato a Venezia nel 1532 la sua poesia in veneto, e anche tanti altri come: Ivan Bona Borilis, Ludovic Paskvali,..
I pittori italiani attraverso i seccoli hanno decorato con i loro quadri: le chiese e i palazzi dei ricchi cattarini. Tre anni fa, a Cattaro era mostra dei quadri appartenenti ai pittori veneziani che hanno lavorato a Cattaro.
                 Nella vita comune d’oggi ci sono tante tracce d’ italianità. La nostra cucina e la cucina italiana si mangia la pasta, la pizza e la nutella. Le nostre usanze e i nostri costumi influiscono ogni giorno.
                 Ho sentito tanti italiani venuti da noi che si sentono come a casa loro. Anche Io quando sono stata in Italia, mi sono sentita come a casa mia.


2°PREMIO 

 

                                                                                                      Emina Rastoder 

 motto emina

 

   Classe I - 6  Scuola Media Superiore “Niko Rolović” Antivari/Bar, Montenegro     

                                                                                                                                                               Insegnante Nermina Čobić
 

Motivazione: l’autrice dell’elaborato, dopo aver osservato attentamente i propri luoghi e la propria gente, riporta alcune delle tracce indelebili del passato presenti in Montenegro, cosciente del fatto che per secoli il mare ha unito le due sponde adriatiche.

 

TRACCE D’ ITALIANITÀ NEL TERRITORIO IN CUI VIVO

 

 Tutte le vie portano da qualche parte. Nate dal desiderio di essere il legame tra la gente, o le piste  su cui si cammina, hanno da sempre facilitato la vita. Se sono lunghe o corte, curve o dritte, questo non ha importanza: contano solo le tracce di chi le ha attraversate in lungo e in largo, posti dove si intrecciano il passato e il presente, creando una vera immagine dei popoli che ci risiedevano; lasciando i loro tesori in ogni cantuccio, fino al giorno d’oggi.

Un filo d’italianità c’è sempre stato nel mio paese, sia nascosto nella gente sia nei luoghi. Dalla regina Elena, la nostra principessa, alle Bocche di Cattaro, le cui caratteristiche linguistiche, pervase d’ italianismi e i costumi di feste italiani sono i più grandi relitti della cultura italiana. Non ho mai avuto la possibilità di assistere ad un carnevale italiano, ma suppongo che questa “linea d’allegria” si sia trasmessa durante i secoli percorsi insieme. Comunque, adoro le mura di Cattaro, non solo per il Carnevale  e le maschere; la bellezza d’ ogni nuovo incontro con loro, per me conta di più. Sembrano nascondere il fiato dei tempi passati, quando si creava con forze unite e con il desiderio di lasciare ai posteri un filo di bellezza e varietà. È difficile creare l’immagine del paesaggio: bisognerebbe guardarlo con i propri occhi. E non solo Cattaro; tutte le mura delle Bocche sono  una storia per se, intatte dalle offese del tempo. Quelli che vivono tra loro le incontrano ad ogni passo e sicuramente conoscono la lingua in cui gli viene raccontata la storia… Sono pronti a tramandarla con piacere ad ogni visitatore, sia un turista o un paesano.

Del resto, per dire la verità, noi Montenegrini ci intenderemmo con più facilità con un italiano, che con un inglese perchè spesso usiamo gli italianismi, nella lingua parlata, in generale. Non perchè l’inglese non lo conosciamo, bensì per il semplice fatto che durante la storia eravamo più a contatto con “i vicini al di là del mare”.

 

3°  PREMIO NON ASSEGNATO