PREMIO SPECIALE DAL CANADA A ISOLA D’ ISTRIA:

 

Mario Lorenzutti, isolano, residente in Canada, offre un premio, riservato agli alunni delle Scuole di Isola d’Istria.

 

 

 Motto: COME GIOCAVANO I BAMBINI DI ISOLA

 

Valentina Carpenetti, Nea Čedak, Gabrijel Franza, Ana Gunjač, Lorenza Lia Perič, Nika Počeko, David Roj,

Karin Amina Sahir, Lorenzo Siljan, Alessia Švagelj

 

Classe  II

Scuola Elementare Italiana “Dante Alighieri“ Isola d’Istria

 

Motivazione: vecchi e giovani in semplice comunanza si sono confrontati su un tema sempre valido: quello dei giochi infantili. Il nonno di Valentina e quello di Lorenzo ci hanno accompagnato, insieme ai bambini del gruppo di lavoro, a visitare il Parco Birba e gli altri luoghi di Isola deputati al divertimento. Dai loro racconti traspare che, a Isola, i bambini hanno sempre potuto e voluto giocare insieme.

E questo, scusatemi se è poco, è proprio una gran bella cosa.

 

COME GIOCAVANO I BAMBINI DI ISOLA

 

 

I bambini della seconda classe della scuola elementare "Dante Alighieri" di Isola hanno invitato a  scuola il signor Duilio Carpenetti,  nonno di Valentina,  alunna della seconda classe.  Il nonno di Valentina ha raccontato come, una volta, i bambini passavano il tempo a Isola e quali  erano i loro giochi preferiti. Ecco l'intervista che gli hanno fatto i bambini.

                                            

 

 Quali  giochi facevate quando lei era piccolo?

 

Ai miei tempi uno dei giochi preferiti da noi  maschi era sicuramente il 

 calcio. Purtroppo non c'erano   palloni, e dovevamo arrangiarci.

La mia  mamma, che era una bravissima sarta, ci cuciva con gli avanzi

di  stoffa i palloni e noi in cambio dovevamo darle una mano nelle

faccende di casa.

Un altro gioco  era  chiamato "Il vaso" che consisteva  nel 

colpire un  vaso  con  le "laure", ossia con delle pietre lisce e piatte.

A  San Simon i miei genitori avevano un campo. Io e i miei amici

andavamo lì  a prendere gli "scanei", i cubetti di pietra dei mosaici  antichi.

Con queste pietre facevamo un gioco, chiamato appunto Scanei.

Nel periodo autunnale con  le foglie del castagno selvatico ci 

costruivamo dei  divertentissimi fischietti.

Tra gli altri divertimenti c'era la pesca.

A Isola c'era un signore chiamato "Manestra"- minestra, che ci regalava gli ami. Noi  mettevamo come esca   le "naridole" e andavamo a pescare  i "guati".

Anche il gioco della guerra era molto diffuso. Si giocava "guerra" tra rioni diversi e precisamente tra Domio (la  zona della chiesa), Vier (odierna piazza Caduti), Scuero (dietro la capitaneria di porto), Porto Apollo (odierno campo bocce) e San Simon, da dove proveniva la mia squadra.

Vincevamo sempre noi. Facevamo la guerra con le zucche perché con i sassi faceva male.


 

Con che cosa giocavate da bambini?

 

Non  c'erano  giocattoli.  Io mi  ricordo  che andavamo  all'Edilit 

 (odierno  Stavbenik)  e aspettavamo che ci dessero le "baliniere",

cioè i  cuscinetti a sfera, che  non usavano  più.

Mio padre ci dava i chiodi e così ci costruivamo un monopattino.  

 Poi   andavamo   a   Loreto (Belvedere) e  ci "mollavamo giù".

Per noi era veramente un grande divertimento.

 Una volta io e il mio amico Silvo siamo caduti e ci siamo

fatti male, ma  a  casa non abbiamo raccontato cos'era successo, 

 altrimenti le prendevamo

 

 

 

 

    Si  ricorda di qualche suo caro giocattolo dell’infanzia?

 

Io non avevo giocattoli miei, perciò giocavo con quelli di un altro bambino. Dovete sapere che, allora, a San Simon viveva una famiglia molto ricca che aveva un figlio di nome Sergio. Questo bambino non voleva toccare cibo senza di me, cosi mi prendevano ogni giorno a casa loro e mi davano tante cose buone da mangiare. L'unica cosa che  non  mi piaceva erano i

piselli e per questo mi hanno dato il soprannome "Licabisi". Oltre a mangiare di tutto, potevo  anche giocare con tutti i giocattoli che Sergio possedeva.

 

   Quali erano i luoghi di Isola più frequentati dai bambini?

 

I luoghi più frequentati erano le spiagge di S. Simon e di Punta Gallo. Visto che giocavamo in  riva al mare, spesso qualcuno cadeva nell'acqua. Mia madre era molto premurosa e quando  cadevo in mare mi metteva le gambe in un catino con  dentro l'acqua calda. Ai miei tempi  non c'erano scarpe  così belle e comode come quelle che avete voi oggi. Mia  mamma ci cuciva le scarpe a  casa. Aspettava che al mio papà si bucassero le  ruote della  bicicletta e poi cuciva la gomma sotto la suola delle scarpe di "bieco".

 

   Qual' era il suo gioco o passatempo preferito?

 

Mi piaceva  molto andare  a pescare e giocare a calcio. Molte volte dopo la scuola con i miei  amici andavamo a giocare vicino alla chiesa. Purtroppo il prete ci mandava sempre via. Una  volta mi ricordo che ci ha preso le borse di scuola e le giacche  e non voleva più restituircele.  Per penitenza  dovevamo  inginocchiarci  e pregare non mi ricordo quanti "Padre nostro" e  "Ave Maria".

 

Si ricorda il nome di qualche suo  compagno di giochi?

 

Eravamo una bella compagnia quelli della nostra contrada. Mi ricordo  di  Sergio Tognon, Ferruccio Musizza,

Silvo Parovel, Nevio Perusso, Franco  e Bruno Vascotto e tanti altri.

                                                 

Quali ricordi ha della scuola di  allora?

 

Avevamo un solo quaderno, da una  parte per l’italiano,  dall'altra parte per   fare i  conti.  A  scuola  avevamo sul    banco  il calamaio con  l'inchiostro e scrivevamo con il  pennino. Al posto dell'astuccio  avevamo una scatola di legno con una matita e la penna.  Fino alla quarta classe avevamo  sempre la stessa insegnante. A scuola non c'era la palestra e si faceva ginnastica in cortile.  Andavamo a scuola anche il sabato. L'ultima ora di lezione avevamo catechismo, ma il prete  era un po' cattivello e spesso ci tirava le orecchie.

 

 Come  si chiamavano i suoi insegnati?

 

Mi ricordo della maestra Anita Predonzani, della maestra di italiano Alvea. La ginnastica la insegnava il professor Cotic e il preside era il signor Buonassisi.

 

  Ci può descrivere la sua casa di allora?

 

A casa mia c'era la cucina la camera e il gabinetto.Il bagno non c'era.  Avevamo una radio che due giorni suonava e due no. Io ho  fatto il  marinaio  per ventiquattro anni.  Ho girato tutto  il mondo, ho visto  posti  bellissimi,

 ma il posto più bello per me rimane Isola.

 

 


 

     Un altro  giorno a  scuola è  venuto a

trovarci il  papà di Valentina che ci ha

insegnato a giocare a "Ciclisti": un gioco

che si faceva una volta e che oggi pochi

bambini conoscono.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con il  papà  di  Valentina  abbiamo  giocato  pure ad  un altro

gioco antico. Si tratta del gioco chiamato "vaso" e

che più tardi  è  stato soprannominato "capra".

 

 

                                                                                         

 

A Isola i bambini facevano anche altri giochi:

 

 

 

 

         

 

 lo spago fra le mani                       LE MANETE – lancio di sassolini

 

 

 

Anche il nonno di Lorenzo Siljan è stato nostro  ospite. Pure lui ci ha parlato dei giochi di una  volta. Ci ha raccontato che ai suoi tempi uno dei  giochi preferiti dai maschi era il gioco della  guerra.

Un altro gioco era quello delle  "s'cinche" o  biglie. A quei tempi solo i più fortunati avevano  le biglie di vetro, gli  altri  si arrangiavano come  potevano. Qualcuno aveva le biglie fatte con  i cuscinetti a sfera, altri  mettevano un pezzo di  terracotta dentro al dado di un  bullone,  altri  ancora se  le  facevano  con il marmo.  Alcune  bottiglie avevano al posto  del tappo una  sfera e  chi riusciva a procurarsene poteva usarla come  biglia.

 

     

 

 

Durante il periodo pasquale i bambini si divertivano a bucare l'uovo con una monetina. Per bucare l'uovo venivano usate monete fuori corso, senza alcun valore.

 

Un altro gioco molto diffuso, soprattutto qui a Isola, era il gioco delle bocce. Si tracciavano per terra delle linee e con delle pietre si cercava di avvicinarsi il più possibile alla linea tracciata.

Molto diffuso era il gioco delle carte. Uno dei giochi più diffusi era quello chiamato " Opa ". Con le carte si giocava anche " Sette e mezzo " , " Briscola ", " Tressette " e " Poker ".

Il nonno di Lorenzo ci ha raccontato che giocavano sempre con le mandorle. Chi vinceva si prendeva le mandorle degli altri.

 

   

    Un passatempo molto piacevole era la raccolta di figurine dei calciatori. Chi riusciva a completare l'album riceveva un bel pallone. Purtroppo a quei tempi di palloni di gomma non ce n'erano e questo era un premio molto ambito dai bambini.

Una volta mancavano molte cose. A scuola non c'erano quaderni, ma delle lavagnette sulle quali si scriveva con dei pezzi di tegola. Non c'erano gli zaini e i libri erano una rarità.

 

    Il nonno di Lorenzo con il suo racconto ci ha dato un messaggio molto importante, ossia che anche i bambini possono imparare a tenere in ordine le cose che vengono loro donate.

 

 

 

COME GIOCANO OGGI I BAMBINI A ISOLA

 

A me piace molto giocare al computer. Il mio gioco preferito si chiama Flipper. Quando sono a casa mi piace pure giocare con la Barbie. Se esco di casa preferisco giocare a pallamano.                                                                    Valentina Carpenetti 

 

 

                

 

 

  Mi piace giocare a calcio e a nascondino.

  Quando esco mi piace andare al campo giochi Birba.  Nea Cendak

 

 

 

 

Io abito in campagna e a casa ho delle pecore.Mi piace dar  da mangiare alle mie pecore. Mi piace giocare a nascondino con mia sorella Valentina.    Gabrijel Franza

 

 

 

Mi piace giocare a palla, con il lego, con i puzzle e a domino.

Con la mamma e la sorella andiamo tante volte a San Simon.    Ana Gunjac

 

 

Mi diverto a fare i puzzle. Mi piace andare a Punta Gallo. Mi piace anche andare in bicicletta.

                                Lorenza Lia Peric

 

 

 

 

Mi va di giocare al computer e con le bambole. io ho una cagna che si chiama Zana e mi diverto   molto con lei. E' bello giocare pure a palla.  Con il mio papà mi piace giocare a minigolf e  con la mamma ai videogiochi.    Nika Poceko

 

 

 

Il mio gioco preferito è il calcio che di solito

gioco con il mio papà. Mi divertono anche la pallamano e il tennis. Quando sono a casa, gioco con le automobiline. Mi piace anche giocare con il Lego.   David Roj

 

 

  

 Mi piace giocare a minigolf con la mamma e la sorella.  

        Con mia sorella gioco a memory e con le bambole.

Con la mamma e mia sorella facciamo spesso delle lunghe passeggiate a San Simon.        Karin Amina Sahir

 

 

 

 

 

 

 

  Con il nonno gioco a poker. Mio nonno è più bravo di me e vince spesso. Con mio   papà mi piace giocare a calcio. Andiamo a giocare davanti a casa nostra.          Lorenzo Siljan