12° CONCORSO MAILING LIST HISTRIA CONCORSO 2014

 Elementari – Lavori di gruppo – Categoria “ a “, sottocategoria “ 2 “

ALTRI TEMI PARTECIPANTI

- Traccia 1: "I nostri veci ne conta" ovvero "I nostri nonni ci raccontano"

- Traccia 2: "A Roma il Colosseo o San Pietro, ma nel vostro posto natio, se vi guardate attorno, tra la natura e i

monumenti che vi circondano troverete tante cose altrettanto mirabili. . .

tanti motivi per amare la propria terra"

- Traccia 3: "Parlate delle vostre migliori vacanze: reali o immaginarie"

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motto  NUTELLA GIRLS                                       Hana Susman, Sara Vesnaver

Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”

Sezione di Sicciole

Insegnante: Lara Sorgo

PARLATE DELLE VOSTRE MIGLIORI VACANZE: REALI O IMMAGINARIE! 

L’anno scorso Sara, Hana, Valentino e Lorenzo sono andati in vacanza al mare in Spagna. Ogni giorno con la loro famiglia si recavamo in una spiaggia bellissima, che non era molto affollata. Il mare era limpido e lucente. Stare al sole non fa tanto bene, ma i ragazzi non se ne rendevano conto e giocavano sereni sulla riva del mare. Ogni sera andavano a fare lunghe passeggiate per le vie della città.! Camminando per le vie, avevano incontrato due ragazzi e fecero subito amicizia. Il giorno dopo si eranodi nuovo incontrati e andarono a visitare il Museo della scienza di Valencia. Dopo la visita al museo andarono nel ristorante più famoso a Valencia. I ragazzi tornarono in albergo, ma dopo un paio di ore decisero di andare a nuotare nel bellissimo mare di Valencia.!

La settimana di vacanza era terminata e i ragazzi dovettero separarsi.! Per le vacanze invernali Sara, Hana, Valentino e Lorenzo andarono in Africa, lì visitarono i più grandi zoo di animali. Dormivano in tende e facevano grandi esplorazioni. Un giorno incontrarono Pic Badaluc. Era un ragazzo di colore, amante di natura, a cui piaceva esplorare l’ Africa. Ogni giorno facevano una cosa diversa. Per i ragazzi era tutto nuovo ma ogni cosa aveva la sua caratteristica.

 Anche quelle vacanze terminarono.! I ragazzi tornarono a casa, però non si dimenticarono delle belle avventure vissute assieme.! I ragazzi tornarono a scuola e raccontarono a tutti dei loro viaggi indimenticabili. I giorni di scuola passarono in fretta e arrivarono le vacanze estive.! Per due settimane erano andati in crociera con le loro famiglie nella parte orientale dell’ Italia. Partirono a Venezia, passarono la Croazia e si trovano in Grecia. A Cefalonia c’ erano delle spiagge bellissime, ma faceva veramente caldo.! Ritornarono sulla nave e andarono in Turchia. Lì incontrarono un bambino che faceva parte di un gruppo che suonava canzoni turche. I ragazzi con quel poco tempo rimaneva loro in Turchia lo volevano conoscere. Il ragazzo non capiva tutto quello che dicevano, ma riuscì a capire che volevano visitare il paese. I ragazzi prima di partire per andare a Dubai salutarono e ringraziarono il loro nuovo amico.!

Sulla nave rimasero per un giorno intero, giocando e nuotando in piscina, prima di arrivare a Dubai, una delle città più grandi e ricche. Il tempo passò velocemente. Il giorno dopo si svegliarono presto grazie alla radio del comandante che comunicò di essere arrivati a destinazione. Andarono subito all’aeroporto che è uno dei più grandi del mondo. Dopo girarono per la città che non immaginavano tanto grande… Tutto a Dubai era immenso!!

Sfortunatamente dovettero ritornare sulla nave, ma fecero tante di quelle foto che ci voleva del tempo per guardarle tutte.! I quattro ragazzi non si stancarono mai di viaggiare per il mondo e di scoprire tante cose e posti nuovi, che non immaginavano così belli e grandi.!

 

motto SHOES BOYS                                           Matteo Duniš, Daniel Veznaver

 Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”

Sezione di Sicciole

Insegnante: Lara Sorgo

PARLATE DELLE VOSTRE MIGLIORI VACANZE: REALI O IMMAGINARIE!

Ogni domenica, mio nipote Piero, veniva a trovarmi. ‘’Hai qualche avventura da raccontarmi, nonno?’’ chiese, mentre stava leggendo un libro d’avventura. ‘’Siˋ’’ risposi. Un giorno, io e il amico avevamo deciso di fare il giro del mondo, però non avevamo un veicolo adatto. Abbiamo deciso di costruire un veicolo che ci avrebbe permesso di attraversare il mondo, ma non avevamo materiale necessario per costruirlo.
Allora, giorno per giorno, ci procurammo materiale. Dopo tanti
anni ci riuscimmo. Prima di partire avevamo deciso quali città avremmo visitato. Prima tappa fu Parigi. Eravamo saliti fino in cima alla Torre Eiffel. Durante la nostra permanenza avevamo visitato quasi tutta la
città.
La seconda tappa era Londra. Lì c’erano tante cose belle, come ad esempio il Big Ben e il London Eye. Saliti sul London Eye,
abbiamo visto tutta Londra.
Terza tappa: Egitto. La cosa più' bella e interessante erano le
Piramidi, specialmente la Piramide di Giza. Era molto interessante
anche la Sfinge.
Poi siamo andati in Cina. Abbiamo camminato sulla Muraglia
Cinese. Era una passeggiata lunghissima che sembrava non finire
più'.
La quinta e l'ultima fermata era Roma. Lì abbiamo visto il
Colosseo, al suo interno simulavano una battaglia di gladiatori.
Dopo un lunghissimo viaggio, eravamo finalmente tornati a casa.
“Bella storia nonno, molto avventurosa” disse Piero. “Grazie”
risposi. “Adesso devo andare perché se no farò tardi a cena”
rispose Piero e se ne andò.
!
 

motto LE CREPES                                    Emma Juretić, Lisa Mihelec, Paola Butorac

Classe VI - a Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

Insegnante: Roberto Nacinovich

Parlate delle vostre migliori vacanze: reali o  immaginarie

Tutti i bambini sognano una vacanza dove possono gustare i dolci deliziosi e mangiare tutte le caramelle cremose,zuccherate e anche quelle che si sciolgono in bocca. Cosὶ pure noi. Ora ci tuffiamo nella nostra immaginazione.

Tutti sanno che il luogo delle caramelle e dei dolci si chiama Candyland. Perciò, Candyland è un posto meraviglioso, gustoso, colorato e dolcissimo. All'entrata di Candyland c'è un fiume dal quale scorre il cioccolato puro con dei" sprinkles". Nel cielo rosa circolano le nuvole fatte di zucchero filato dalle quali splende la caramellina gialla che sostituisce il sole. Egli risplende tra le montagne di torta che sono cosparse di zucchero a velo. Sui biscotti sbriciolati cresce l'erba di colore blu dove maturano le liquirizie . Nei boschi variopinti vivono orsacchiotti e vermicelli  gommosi, uccelli di cornetto e " cupcake" gatti. Nelle case piccole e accoglienti fatte di biscotti allo zenzero vivono le persone con dei vestiti graziosi di caramelle alla menta piperita. Le strade di ciambelle soffici e gommose sono illuminate dai lampioni di bastoncini di canna da zucchero. A Candyland non ci sono le macchine ma si  viaggia con i muffin squisiti. I bambini non trascorrono il tempo al computer e davanti alla tv ma giocano all' aperto con le palle dei turbinii di caramelle. Le persone trascorrono la loro giornata piantando le caramelle e i lecca lecca alberi nei loro giardini botanici. La loro prelibatezza in cucina e',ovviamente,il  cioccolato preparato con la crema,arachidi e la frutta.

Ogni sera durante il  tramonto brilla il mare succoso sul quale galleggiano le barche di" pretzel" cioccolato.

Speriamo che un giorno vivremo in un mondo come questo, un mondo meraviglioso dove regna la felicità , il buonumore e la tolleranza‏.


motto LUGHERI                                
Jan Markežič, Enis Idrizoski, Aurora Lovrečič, Laureen Zakinja,

                                   Laura Putar, Klara Dominikovič, Rebeca Alessio

Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”

Sezione di Sicciole

Insegnante: Gloria Frlič

“I NOSTRI VECI NE CONTA”

La vita nel passato era molto diversa dalla vita di oggi. Assieme ai nostri nonni e ad altri anziani, che abbiamo invitato a scuola, durante il “Gruppo etnografico”, abbiamo fatto una ricerca sulle differenze tra la vita di oggi e la vita di una volta. Ci siamo chiesti soprattutto se è meglio adesso oppure quando i nostri nonni erano piccoli.

I GIOCHI DI UNA VOLTA

I bambini sono sempre bambini e ai bambini piace giocare. Anche nel passato giocavano tantissimo ma non c’erano i giochi che ci sono adesso. Siccome non c’erano da comprare tanti giocattoli, i bambini se li costruivano da soli o giocavano con le cose che trovavano in natura.

LA TRIA: bastava un cartone per disegnare lo schema, ed alcuni sassolini (tre di ogni colore) per giocare. Vinceva chi faceva per primo una fila di tre sassolini. Nelle case i giochi che si trovavano erano “DOMINO”, “IL GIOCO DELL’ OCA” e le carte. Ci hanno raccontato che bastavano un paio di forbicine e qualche pezzo di carta per fare i “centrini” oppure i “girotondi” di bambini.

Le bambine giocavano volentieri la corda o l’ elastico, per le piazzette e le contrade di Pirano si giocava a CAMPANON. 

 Per giocare a campanon serve solo tracciare per terra un semplice disegno con un gessetto: 7 quadrati numerati.  Ogni giocatore  a turno deve procurarsi una pietra piatta, non troppo grande e gettarla nei quadrati. Per decidere chi sarebbe stato il primo a iniziare il gioco, si faceva la conta. Il giocatore entrava nella casella Terra e tirava la pietra nella casella con il numero 1. Saltando su una gamba andava dalla Terra alla casella 1, raccoglieva  la pietra, girava su se stesso e tornava indietro . Poi alla casella due e così via…

I maschietti giocavano coi  sassolini.  Occorrevano cinque sassolini, possibilmente piccoli e sferici. Li disponevano  per terra abbastanza vicini, lanciavano un sassolino in aria e nel frattempo, con la stessa mano, se ne raccoglieva un altro, poi si riprendeva al volo il primo e lo si metteva da parte. Lo stesso gesto andava ripetuto per ognuno degli altri sassolini. Al secondo giro si raccoglievano due sassolini, al terzo tre e così via. Vinceva chi riusciva a completare il gioco senza sbagliare.

A scuola gli ospiti ci hanno anche dimostrato come le bambine facevano una specie di YOYO col bottone ed i maschietti aerei di carta. Quando giocavano con la palla dicevano alcune filastrocche. I maschietti costruivano anche le cerbottane,  trappole per gli uccellini e le fionde, e le bambine dovevano nascondersi perché avevano paura.

I ragazzi nelle campagne si costruivano anche  fischietti con le canne e barchette  fatte con le foglie di canna domestica.

Con gli stracci vecchi le mamme o le bambine più grandi facevano le bambole di pezza per le bambine più piccole. Si facevano bamboline anche con materiali naturali come ad esempio con i “tutoli” (parte interna) delle spighe di granoturco o con i “cartocci” delle spighe di granoturco.

La fantasia che usavano per giocare era veramente infinita!

LA TOMBOLA E LE FESTE

Le feste di una volta erano veramente una festa. Erano i giorni in cui non si lavorava e si mangiava in abbondanza. Le feste erano legate alle festività della Chiesa: Carnevale, Pasqua, San Giorgio, Ognissanti e Natale. Soprattutto durante le feste che cadevano nel periodo invernale, si faceva qualche gioco particolare per rallegrare i più piccini.

Durante l’ anno scolastico abbiamo avuto modo di conoscere la TOMBOLA PIRANESE. Ogni famiglia aveva le cartelle proprie ed i propri modi di dire.  I numeri usciti venivano ricoperti con i fagioli. Se non ci sono i fagioli si possono usare anche foglietti di carta per esempio. Si vince con l’ ambo, la terna, la quaderna, la cinquina, e naturalmente chi riesce a ricoprire tutti i numeri, la tombola. Dopo la tombola si vince anche il “tombolon”  e poi ancora il “tombolin”. Ogni numero porta con sé un modo di dire: che numero è “I pai de Sessa” o “La vecia” o “La preson”? Un gioco, sì antico, ma che ha divertito e appassionato tutti.

IL CIBO ADESSO E NEL PASSATO

Una volta non c’erano tanti negozi e anche se c’erano non erano così pieni di cibo come oggi. Le persone mangiavano le cose che producevano da soli nell’ orto e nelle campagne. Non c’erano neanche i frigoriferi e allora dovevano conservare le cose in altri modi.

A Pirano e Portorose c’erano i pescatori. In queste famiglie si usava mangiare il pesce povero che non si riusciva a vendere: sardine, alici, cicale di mare. I “mussoli” (arca di Noè) erano delle conchiglie che si vendevano anche per strada, oggi sono quasi estinti. Nelle saline di Sicciole, invece, si raccoglievano i granchietti e con essi si faceva un buonissimo sugo che si mangiava con la polenta. La carne si mangiava molto raramente: si mangiavano molti legumi e crauti. Un uovo o due dovevano bastare per tutti. Una volta le cose erano più sane perché si cuocevano molto lentamente, non si mangiavano cose fritte o dolciumi industriali, bevande gassate ecc.

Cosa si mangiava una volta?

Colazione: polenta e latte. Gli uomini che andavano a lavorare in campagna bevevano un bicchiere di vino.

Pranzo: un po’ di minestra oppure patate.

Cena: polenta e un po’ di verdure o se c’era carne oppure uovo.

La carne che si mangiava era solo quella degli animali allevati a casa: polli, conigli e, durante l’ inverno, il maiale. La carne del maiale veniva essiccata perché doveva durare fino alla primavera. Non c’erano frigoriferi e congelatori ma usavano diverse tecniche. L’ aria  per l’ essicazione (prosciutti, salsicce, pancetta…), il sale per la salatura (sardoni…), il fumo per l’ affumicatura, l’ olio o lo strutto per la conservazione di salsicce o verdure e l’ aceto  per la conservazione di verdure (sottaceti).

 MEDICINE DI UNA VOLTA

Una volta non c’erano tanti medici ma soprattutto non c’erano tante medicine come ce ne sono oggi. Abbiamo chiesto ai nostri nonni come si curavano quando erano piccoli. I cibi erano anche curativi perché si andava meno spesso di adesso dal medico. Si usava la salvia per il raffreddore, gli impacchi di patate per la febbre. Asparagi selvatici e la salicornia delle saline erano depurativi e in primavera ripulivano il sangue. L’olio di baccalà puzzava ed era disgustoso ma era un toccasana per tutte le malattie e rinforzava le ossa. Rosa canina: si faceva il the di “stropacui” contro la diarrea di bambini ed adulti. La calendula si faceva macerare nell’ olio d’ oliva che poi si usava per guarire i rossori, le infiammazioni e le ferite. Un  cartoccio di carta e strutto si mettevano sul petto dei bambini che avevano la bronchite per alleviare la tosse. Infusi di alloro: per problemi di digestione. Assenzio e cicoria (molto amari) si davano ai bambini , quando mancava  l’ appetito. La camomilla aiutava contro l’ insonnia e contro i dolori di pancia femminili. Mangiavano fichi o prugne secche contro la tosse e la raucedine. Il finocchio era digestivo e contro l’ alito cattivo. L’ olio di ginepro si massaggiava sulla pelle  contro i reumatismi e le coliche dei neonati. L’ ortica in infuso si dava da bere  per i problemi del ciclo delle donne. La ruta, in infusione nella grappa era un toccasana per tutti i mali.

MEZZI DI TRASPORTO

Non c’erano macchine ma qualcuno aveva il carretto tirato dall’ asino. Qualcuno aveva la bicicletta ma si andava molto a piedi. Alcuni camminavano da Sicciole a Trieste , portando sulla testa verdure e uova da vendere.   Dopo la seconda guerra mondiale non c’erano neanche gli autobus ma per viaggiare si usava il camion. Poi nella nostra zona passava il trenino a scartamento ridotto “La Parenzana” che portava persone e merci da Trieste a Parenzo e indietro. Andava molto lenta e toccava diverse località. È stata utilizzata dal 1902 fino al 1935. Quando i nostri nonni erano piccoli, Santa Lucia, Portorose e Pirano erano collegati con il tram, anche quello non c’è più. Il tram di Pirano tra il 1912 e il 1953 collegava Piazza Tartini con la stazione ferroviaria della Parenzana a Santa Lucia. Le  carrozze erano rosse, i rimorchi erano estivi ed invernali.  Da Santa Lucia a Pirano il tram impiegava circa mezz’ ora. Come sarebbe bello se esistesse anche oggi che non ci sono parcheggi e c’è troppo traffico.

USO DELL’ ACQUA – FOGNATURA IN CITTA’ ED IN CAMPAGNA

Nelle case non arrivava l’ acquedotto. In campagna solo qualche casa aveva la cisterna, a Pirano le cisterne erano pubbliche. Si raccoglieva l’ acqua piovana dai tetti. Nelle campagne a volte si andava molto lontano a prendere acqua coi secchi. L’ acqua era un bene prezioso che non andava sprecato. Infatti i nostri nonni si lavavano molto meno di noi adesso. L’ acqua della tinozza, quando era giorno di bagno si usava per tutta la famiglia. Si lavavano dal più piccolo al più vecchio, tutti nella stessa acqua. Per lavare gli indumenti e la biancheria di casa le donne usavano lavatoi comuni. Lavavano tutto a mano. Anche il sapone veniva prodotto a casa con il grasso del maiale e la soda caustica. Se non c’era l’ acqua, non c’era neanche la fognatura. Nelle campagne si facevano i bisognini in “gabinetti” all’ aperto e poi con questa fognatura si concimavano i campi. Invece in città, a Pirano era diverso. Facevano pipì e pupù in secchi di legno con il coperchio e poi la sera tardi portavano questi residui in mare. C’erano dei punti dove ogni famiglia portava il proprio secchio e lo lavava.

ERA MEGLIO NEL PASSATO O OGGI?

Durante il lavoro del nostro gruppo etnografico ce lo chiediamo spesso e abbiamo capito che ogni epoca ha i suoi punti positivi ed i suoi punti negativi. In questi mesi di scuola abbiamo parlato ed intervistato molte persone anziane. Abbiamo capito che i nostri nonni e tutti gli anziani sono una ricchezza inestimabile, con il loro sapere ed i loro insegnamenti. L’ importante è conoscere le cose ed essere coscienti delle comodità che abbiamo oggigiorno. Sono belle le comodità ma dobbiamo sempre rispettare la natura. Solo il riavvicinarsi alla natura e conoscere il nostro passato ci rende più ricchi e migliori.

 

motto DUO DISNEY                                            Samanta De Sabbata, Irene Da Ponte

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

Le nostre migliori vacanze 

Siamo due ragazze di 14 anni, nate nel 2002 di nome Sam e Ire.Un giorno ci hanno chiamato dalla SSMU(Stazione Spaziale Megagalattica Universal)per una missione su Marte. Non sapevamo in che cosa consistesse questa missione.”Lo scoprirete in tempo” disse Matt. Preso il mio gatto Felix  sono entrata con Ire e Matt nella sala astronavi:era una sala immensa con tantissime astronavi. La nostra astronave era bellissima, in platino e oro.  Ire chiese a Matt in che cosa consistesse la missione e lui le spiegò che su Marte un virus umano aveva contagiato tutti gli abitanti e che questi si erano trasformati in zombie con funghi sulla testa.

Dopo un paio d’ore eravamo arrivati su Marte e guardando fuori della finestra ci  meravigliammo di quanto fosse cambiato dall’ultima volta che eravamo state lì . Gli abitanti vivevano su un albero metallico il cui tronco conteneva il quartier generale del re. L’albero sui rami aveva case rotonde. Vedemmo uno zombie, aveva veramente dei funghi sulla testa e faceva paura. Appena aperto lo sportello dell’astronave Felix  corse fuori. Ire  fece per andare a prenderlo, quando uno zombie ci  saltò addosso. Io ho impugnato la mia arma e gli ho spaccato il cranio. Si era fatto tardi e dovevamo costruirci un riparo. Siamo andati nella foresta, dove di solito non c’erano gli zombie e abbiamo montato la tenda antizombie. Matt era tornato sulla Terra, perciò dovevamo cavarcela da sole. Ad un certo punto ci siamo accorte che non c’era Felix.

L’abbiamo chiamato a più non posso e dopo cinque minuti è arrivato. Siamo entrate nella tenda e dopo una piccola cenetta ci siamo addormentate. La mattina successiva ci siamo svegliate presto, ci siamo vestite, armate e andate a caccia di zombie. Abbiamo attraversato la foresta e siamo giunte nel posto da dove si propagava l’ epidemia. Siamo entrati in un edificio e abbiamo visto un piccolo zombie. Non ci è voluto molto per capire che era un nostro vecchio amico, conosciuto la volta precedente. Probabilmente ci aveva riconosciute, perché  era rimasto calmo. Abbiamo deciso di portarlo con noi alla tenda. Gli abbiamo prelevato un po’ di sangue e Ire lo ha studiato. Abbiamo scoperto che il virus era mutato ed era  contagioso anche per gli umani. Dopo qualche giorno riuscimmo a creare una medicina. Secondo i nostri calcoli bastava versarne una goccia su qualsiasi parte del corpo e in poche ore sparivano tutti i sintomi del virus.Abbiamo testato la medicina su Marphy. Buone notizie: l’ antidoto funzionava! Quando tutti furono salvi  tornammo sulla Terra. Il viaggio, questa volta, fu più turbolento, ma ci arrivammo  sane e salve. Siamo fiere di  aver salvato una civiltà.

Che vacanza da urlo. Letteralmente.