2°   Concorso della Mailing List Histria

 

 

 

Ecco i temi  dei pici   con

nell'ordine :  numero motto classe nome

 

Tema:

Sono la guida turistica e vi porto a vedere la mia città


 

motto Leone veneziano   Kim Vizintin

– scuola materna – Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola d’Istria

 

Premio Simpatia segnalato per freschezza e genuinità

 

 


             motto Piazza Manzioli    1° classe novennale          Pia Chersicola  

Comunità Italiana Dante alighieri Isola d'Istria

 

Premio Simpatia segnalato per freschezza e genuinità

 

Il mio monumento preferito

 

Questo è il mio monumento preferito. E' la chiesa di Santa Maria d'Alieto di Isola. E' una chiesa molto antica: non conosciamo la data di costruzione.  

 

L'anno 1212 è molto importante per gli isolani. La chiesa di Santa Maria D'Alieto diventa parrocchiale. I bambini possono essere battezzati in questa chiesa. Prima il battesimo si svolgeva a Capodistria.    


 

2                              

motto Fiore                      3° classe              Sabrina Baricevic' 

Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Giume                 

 

Cari ospiti, la città che visiteremo si chiama Fiume.

Fiume é situata sul Golfo del Quarnero, é circondata dai monti  di Gorski kotar e non é né troppo piccola né troppo grande. 

La costa é bagnata dalle onde del Mar Adriatico. É una bella città mediterranea.-

 Oggi Fiume é una città commerciale, marittima, con cantieri navali e un porto importante e vitale.  Fiume é una città moderna .-

 

Una volta però la mia città era un po' diversa. Era sempre ricca ed  elegante. Tra le costruzioni e i monumenti che ci rivelano la vita  di una  volta  ci sono la  città vecchia, della quale va fiero ogni  fiumano , anche se di vecchio é rimasto ben poco.  

Poi ci sono la stazione  ferroviaria, la  Chiesa dei Cappuccini, la  Cattedrale di San Vito, il teatro, il Castello di Tersatto, il Palazzo  del Governatore, il Palazzo Modello, la pescheria, il mercato, la Torre  Civica -- vecchia porta di ingresso nella città -- il Tribunale, il  Corso, il  Palazzo Adria, l'Arco romano, il Duomo, la fontana  del  Mustacium, ecc.

 Anche se dovrei descrivere tutti questi bei palazzi ai  miei ospiti, per me sono solo cose imponenti che guardo con il naso all'insù .-

 

Cari ospiti, nonostante il freddo di oggi, il tempo a Fiume di solito  é mite e d'estate ci scalda un forte sole mediterraneo.  D'autunno le piogge non finiscono mai, e d'inverno soffia una bora gelida .-

 Certamente, per essere una  buona guida, devo portare i miei ospiti a  vedere il famoso carnevale fiumano, ed assaggiare le mitiche fritelle  e i crostoli di mia nonna.

 Oltre ai dolci fatti in casa, a me piace tanto andare con il nonno in  pescheria, al mattino, quando i pescherecci  entrano nel porto con il  pesce fresco, accompagnati dai gabbiani.-

É bello guardare il mare azzurro, ascoltare le onde e gettare i sassolini  in mare.-

 Mi piace passeggiare per i giardini di Mlaka, fare la gita per i boschi  del Monte Maggiore, ma la cosa più bella per me  é guardare dal balcone  di casa mia  il bel tramonto che  colora di rosso  tutto il  Golfo  del  Quarnero.-

 Cari ospiti, spero vi sia piaciuta la passeggiata per la mia città e, per finire, vi canto la canzone  " Te sento Fiume ", che dice :

 "Fiume, ti cambi e ti cambierà, ma ti resterà sempre il mio amor ... "

 Un saluto affettuoso  da  " Fiore " . 


 

3             

  motto Maghetta                    3° classe                Anna Miskovic'  

       Scuole elementare Italiana " Gelsi " Fiume

               

 Sono la vostra guida turistica e vi porto a vedere la mia città.

 

La mia città si chiama Fiume , é grande e bella ed é situata sul Golfo del Quarnero. La maggioranza degli abitanti sono di nazionalità croata, ma ci sono anche molte minoranze come quella italiana, albanese, serba e altre ancora.

Il tempo nella nostra regione é bello, mite, con molto sole, ma con frequenti piogge e venti forti.

La città é attraversata da un fiume che si chiama Eneo, che sfocia nel Mare Adriatico. Ci sono molti monumenti storici  che ci ricordano il lontano passato della nostra gente. Tra i monumenti più belli c'é la Torre civica dell'orologio, simbolo della nostra città.

Ci sono anche molte Chiese come quella di San Vito, San Girolamo, San Sebastiano, San Fabiano, il Duomo con la torre, il Palazzo del Governatore e il Palazzo Modello. Nel centro abbiamo pure un bellissimo teatro Ivan Zajc. Nella nostra città ci sono tante vie, tra le quali la più affollata é il Corso, dove ci sono molti negozi, bar e ristoranti. Quello che mi piace più di tutto é il campo sportivo Kantrida, le spiagge e la vista sul Golfo del Quarnero.

Tutte queste cose ho fatto vedere ai miei turisti, i quali erano molto contenti.

Un saluto affettuoso da "Maghetta" .


 

4                            

motto  Magia                           3° classe                Christian Bakavic'

Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Fiume

 

Sono la guida turistica ed ho il piacere di presentarvi la mia città.

 

Si tratta di Fiume. 

Mi considero fiumano perché qua sono nato. Fin da piccolo, da quando frequentavo l'asilo di Pecine ho notato che la gente usa diverse lingue, l'italiano, il croato, e poi i dialetti , quello ciacavo e il " nostro fiumano " o veneto, come l'ha spiegato il nonno.

All'epoca abitavo a Grobnik che si trova nei dintorni di Fiume.

Lì c'erano gli animali domestici, i prati, i fiori e la sorgente del fiume Eneo, che lì viene chiamato Rijecina e che visitavo il fine settimana con i genitori.

Voi saprete, infatti, che la nostra città si trova su questo fiume, il quale la divide in due parti.  Vorrei farvi notare pure lo stemma cittadino sulla Torre civica dell'orologio, dove  vedrete una brocca con una sorgente d'acqua, sovrastata dall'aquila bicipite e da  due  signori con le acconciature d'epoca. Si tratta degli Asburgo, imperatori del grande impero austriaco e sovrani della città.

Fiume infatti, ha avuto diversi padroni: i veneziani, gli Asburgo, i francesi, gli ungheresi,  gli italiani, i tedeschi.  Inoltre é stata parte della Jugoslavia ed ora della Repubblica  di Croazia. 

 La Torre civica mi piace tanto perché é l'entrata della città vecchia, il  nucleo storico.  Mi affascina immaginare come nel passato la città sia stata cinta da mura. 

C'era anche un ponte levatoio e, dove oggi abbiamo la zona pedonale Corso, c'era il mare, la spiaggia, i pescivendoli e i pescatori.     Quando passeggio con la mamma e i fratelli,  mi affascina pure girare per le callette antiche, guardare le facciate delle  case,  ma mi  duole il cuore per lo stato di rovina nel quale versano.

 Amo pure le chiese della mia città che sono: quella di San Vito, il Duomo, San Sebastiano e la Chiesa dei Cappuccini. 

Dei monumenti storico - culturali  vanno pure ricordati il Palazzo del Governatore, il teatro Ivan Zajc, il Palazzo Adria ed il  Palazzo  Modello.-

 Per me la stagione più bella é l'estate, calda e asciutta, quando posso fare tanti bagni  in mare.  D'inverno c'é la bora e fa freddo, mentre lo scirocco porta la pioggia .- Vi invito anche a percorrere assieme a me le vie alla ricerca dell'anima della nostra città sulle facciate  delle case, nella  sua gente e  nelle loro storie   quotidiane di ieri e di oggi.  Mi  viene in  mente ancora un  personaggio, al quale la  città ha  giustamente eretto   un  monumento.  E' la figura di  una nonnina  curva  sotto il peso  di una  gerla,  nella Piazza  Omonima.  Si  tratta della  Lattaia  di Grobnik  che ogni giorno  scendeva a piedi in  città per fornire i suoi abitanti  di latte .-

 Un saluto affettuoso da  " Magia " .


 

 5   

                 motto Mini              3° classe           Astrid Pibernik     

          Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Fiume

     

Buon giorno,

Cari ospiti, oggi sono la vostra guida turistica e vi porto vedere la città di Fiume. Fiume non é né piccola né grande.  É situata sul litorale adriatico. Gode di un clima mediterraneo, le estati sono calde , ma non afose, e gli inverni non sono molto freddi. La città é divisa dal fiume che poi sfocia sul mare. Nella mia città si parlano molte lingue perché ci sono molte minoranze.

La mia scuola, come altre tre ancora, fa parte della minoranza italiana.

 

La minoranza italiana ha la sede nel Palazzo Modello , dove si svolgono manifestazioni e festività importanti per bambini e adulti. A Fiume c'é il teatro Ivan Zajc, nel quale vengono fatte le rappresentazioni del dramma italiano. Di sera é bello fare una passeggiata per il Corso, la via più conosciuta che si estende da Piazza Jelacic'  fino alla Piazza Adriatica. Da ambedue le parti si trovano numerosi negozi di tutti i tipi.

 

Durante il periodo del Carnevale diventa il punto nel quale si svolge la manifestazione più importante , e cioé la sfilata di centinaia di gruppi mascherati del nostro paese e dall'estero.  Durante la sfilata sembra che tutta la città si sia trasferita in Corso  a seguire con interesse ogni gruppo.  A volte questa manifestazione finisce nelle ore piccole.

 

Attraverso la città sono sparsi molti monumenti importanti.-

Essendo piccola non sono molto cosciente della loro importanza e preferisco il Corso. Sono sicura che con il tempo conosceró il valore delle altre costruzioni come pure degli avvenimenti che hanno avuto importanza per lo sviluppo della mia città.  Per adesso, questo é tutto.

Spero vi siate divertiti e vi saluto fino al prossimo racconto.  


 

6                              

             motto Stella                       3° classe                Enrica Dukic'      

               Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Fiume

      

Ciao, io sono la vostra guida turistica e vi presento la mia città, si chiama Fiume. Tanto tempo fa i veneziani l'hanno occupata,  Poi ci sono state tante altre guerre. Già prima del secolo scorso  la città diventava molto bella.  Sono stati costruiti molti palazzi , la stazione ferroviaria, i parchi ed altro ancora.

Mi piace la Chiesa di San Vito, dove ogni domenica si celebra la messa in italiano, e la Chiesa dei Cappuccini, che é formata dalla chiesa superiore e quella inferiore.

 

Abbiamo la Torre civica, il teatro popolare Ivan Zajc, che prima si chiamava "Teatro Verdi", il Palazzo del Governatore, che ora é museo del mare, il Palazzo Modello, nel quale c'é la sede della Comunità degli Italiani, nonché altre chiese, palazzi e monumenti.

Un tempo gli uomini andavano a caccia nei dintorni e a pesca.

La maggior parte delle scuole sono state costruite prima delle due grandi guerre.

La mia città é attraversata dal Fiume Eneo ed é circondata da una catena di monti. La città mi piace tantissimo e sono sicura che piacerà anche a voi.

Un saluto affettuoso da "Stella" 


N.B.I "7" sono temi provenienti da Rovigno

 

7a                          

 

                            motto Giovane                   3° classe                Arno Saina                              

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

Campiello al Monte

Oggi abbiamo visitato la città vecchia; ho scoperto un campiello antico, molto affascinante; si scendono pochi scalini in pietra e si arriva in questa piazzetta lastricata in pietra bianca dove c'era tanto silenzio. Pure le case sono di pietra e fanno da cornice al campiello.

Ogni casa ha un suo portone e tante finestre quasi tutte chiuse e di colore verde.

La piazzetta sembrava chiusa ma in un angolo si apre un passaggio che abbiamo attraversato per giungere davanti alla chiesa dell'Oratorio.

Abbiamo lasciato la città vecchia attraverso l'arco dei Balbi sul quale spicca il maestoso leone di San Marco col Vangelo aperto tra le zampe e sul quale si leggono queste parole:»Vittoria a te Marco evangelista mio».

Chi ha progettato la città vecchia doveva essere molto bravo. Mi è piaciuto molto il sapore antico di questa visita.


 

7b  

                                                                             motto ciacole                3° classe                Jessica Colonna                 

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

 

La Grisia

 

Nella città vecchia di Rovigno c'è una via, tutta in salita fatta di tanti scalini che portano alla chiesa di S. Eufemia. Dal muretto che circonda il sagrato della chiesa si vede il mare e le isole di S.Caterina di Figarola grande e Figarola piccola.

Una scaletta di pietra bianca scende verso quello che era il vecchio cimitero affacciato anch'esso sul mare. Ora c'è un prato dove abbiamo giocato a nascondino; è stata una bella giornata, serena ed emozionante.

 


 

7c                            

                           motto Bambinaia                  3° classe              Manuela Matika                        

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

 

Il campanile

Il monumento più bello di Rovigno è il campanile della chiesa di S. Eufemia che assomiglia molto a quello di S. Marco a Venezia.

Ogni volta che lo guardo, anche da posti diversi, è sempre diritto e alto al centro della città come a dimostrare che è lui il re di Rovigno.

Ha quattro facciate bianche e slanciate decorate con finestre a forma di arco.

Sulla cima del campanile è situata la statua bronzea di S. Eufemia, protettrice della nostra città.


 

7d                           

                             motto Sorriso                     3° classe             Antonio Poretti                         

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

 

La chiesa di S. Eufemia

La chiesa della santa protettrice di Rovigno è l'edificio più importante che domina tutta la città vecchia.

Il campanile è alto 63 metri, tutto bianco e termina con la statua della Santa che il vento fa girare sul proprio asse.

Il campanile possiede ancora due grandi e vecchie campane che suonano tutti i giorni al mezzogiorno e alle ore delle messe.

Nella chiesa si trovano tre bei altari; dietro ad uno di questi si trova il sarcofago di marmo con il corpo della Santa che viene esposto ai fedeli ogni sedici settembre; festa della nostra città.


 

7e                            

      motto Casa                    3° classe                Fausto Kresina  

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

                  

L'arco dei Balbi

L'arco dei Balbi è molto conosciuto perché c'è il leone di San Marco che tiene il Vangelo aperto tra le zampe.

Anche sulla facciata del palazzo comunale si trova un leone marciano tutto in pietra bianca circondato dagli stemmi delle famiglie più ricche e dei podestà di Rovigno.

Una volta al posto di questo arco c'era una delle sette porte che permettevano di entrare nella città - isola di Rovigno e subito dopo si apriva la Piasa Granda che esiste ancora; qui si riunivano i cittadini per decidere cose importanti, per giocare la tombola e festeggiare tutte le occasioni liete.


 

7f   

motto Bregovita                         3° classe                Eleonora Dobrevic' 

    Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

           

La mia via

C'è una via a Rovigno che porta a Monte, questa via si chiama Via del Monte.

E la via a me più cara; qui ho vissuto i miei primi anni di vita, qui abitano i miei nonni e i miei zii.

In questa si trova la piccola chiesetta di S. Tommaso dove mi diverto sempre a salire e scendere le scale, poi c'è il Campiello al Monte ; bellissimo ed affascinante come un castello.

Questa via è magica, piena di volti, stradine lastricate; qui tutto è divertente.


 

7g                            

motto Alunna                3° classe                Paolo Kercan

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

             

La mia via

Nella città vecchia di Rovigno, proprio ai piedi del duomo, c'è il « Vecchio cimitero» sul monte. All'entrata c'è un grande cancello in ferro che porta a due spiazzi erbosi posti su due piani e divisi da una scalinata di pietra molto ripida.

Sul prato superiore si dirama una stradicciola lastricata che porta ad una radura diritta e protetta dai venti del mare dove d'estate si svolgono concerti e balletti.

Nel prato che si trova in basso spicca un grandissimo pino sotto al quale giochiamo noi ragazzi quando l'insegnante ci porta a visitare il centro storico. Da questo vecchio cimitero abbandonato già tanti anni fa, si gode un panorama unico: il mare, le isole e gli scogli della nostra città.

Rovigno ha tanti scorci bellissimi e uno di questi è sicuramente il Cimitero vecchio tutto circondato dalla cinta muraria che nei secoli passati proteggeva i suoi abitanti dai pirati e dai nemici.


 

7h      

                                                                                motto Pace                    3° classe                Paolo Kercan 

Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

  

Viaggio di notte per le vie della mia città

Noi alunni della terza classe ci siamo dati appuntamento presso la fontana nella piazza principale di Rovigno per visitare la città vecchia col buio della sera.

Ad aspettarci sulla riva c'era la nostra capoclasse.

L'atmosfera natalizia ci rendeva euforici; era una serata gelida ma scintillante e festosa.

I palazzi, la torre dell'orologio, l'arco dei Balbi, il tribunale e il museo erano addobbati di luci dorate.

Nel mezzo della piazza campeggiavano tre enormi abeti decorati con luci, palline e fiocchi; i refoli di bora scuotevano i rami e le luci producendo un effetto strano e magico.

Noi abbiamo attraversato di corsa il molo piccolo, il molo grande e, dalla porta di San Benedetto siamo entrati nella città vecchia che ci ha accolti nel silenzio interrotto dal soffio della bora.

I lampioni rischiaravano le stradine lastricate e i vecchi portoni delle case. Dal sagrato della chiesa di S. Eufemia si poteva ammirare la città illuminata. La luna si rispecchiava sul mare nero e calmo; provavo emozione, felicità, curiosità ed interesse.

Infine la capoclasse ci ha riaccompagnati alla fontana dove ci aspettavano i genitori infreddoliti.

Spero di ripetere questa visita serale anche l'anno prossimo.


 

7i  

 motto Cartolina                     3° classe                Gianfranco Barucchello

  Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

                      

La mia città illuminata

L'atmosfera in piazza era allegra; luci dorate illuminavano la torre dell'orologio, l'Arco dei Balbi e le case del porto. Nel mezzo della piazza avevano posto tre grandissimi abeti zeppi di lucette che si spegnevano ed accendevano.

I refoli del vento procuravano un effetto di freddo ed inverno.

Dalla Porta di S. Croce siamo entrati nella città vecchia che ci ha accolti col silenzio; i lampioni rischiaravano l'ombra degli alberi, le case e le vie strette, strette.

Dal piazzale del duomo in cima al colle si poteva ammirare la parte nuova di Rovigno, le scuole e i villaggi turistici.

Dalla parte opposta c'era la luna che si rispecchiava sul mare scuro e immobile.

Provavo gioia e felicita.

Siamo tornati a case intirizziti ma eccitati e contenti; la nostra prima uscita serale è stata un successo.


 

8                             

  motto Topolina         3° classe                Laura Razum 

    Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Fiume

    

Benvenuti, oggi io sarò la vostra guida turistica. Vi voglio parlare della città. Fiume é il capoluogo della Contea litoraneo - montana. Ci abitano 164.075 abitanti.  É la terza città della Croazia , centro di transito e centro turistico dell'Adriatico.

Per iniziare ci recheremo a vedere l' Arco romano, il monumento architettonico più antico della città di Fiume. 

Dopo andremo a vedere la Torre civica che fino al diciottesimo secolo era l'entrata nella città fortificata.  Nel diciannovesimo secolo la Torre civica viene restaurata e oggi collega la città vecchia con quella nuova. 

É un monumento culturale ed un immagine simbolo della città di Fiume. Accanto alla piazza é situato il teatro Ivan Zajc .  Di fronte al canale morto si trova il  monumento che dal 1955 é il simbolo dell'Unione tra Fiume e Susak.

Arrivati  nella città vecchia ci fermeremo a vedere la Chiesa di San Sebastiano, sorta nel  dodicesimo secolo.

La leggenda narra che la Chiesa era legata al viaggio della Santa Casa della Maria Vergine da Nazareth in Europa , nel 1291.-

Accanto al castello scorre il fiume Eneo.

Spero vi sia piaciuta la città di Fiume.-

Un saluto affettuoso da "Topolina"


 

9                              

motto  Topolino             3° classe                Daniela Aleksic' 

  Scuola Elementare Italiana " Gelsi " Fiume 

                   

La mia città si chiama Fiume. É molto grande, ci sono le vecchie chiese che si chiamano:

la Chiesa di San Vito, San Sebastiano, San Giacomo e il Duomo con la torre.

La città é situata sul litorale adriatico.  Fiume ha il clima mediterraneo. I palazzi di Fiume sono belli, decorati e antichi.

Il fiume che attraversa la cittá si chiama Eneo e sboccia nel Golfo del Quarnero.

Le chiese e i pallazi antichi sono stati costruiti nei secoli passati.

A Fiume si parlano il croato e l'italiano.  Ci sono pure molte scuole costruite in passato, ma anche recentemente, diversi teatri,

cinema e centri sportivi, come Kantrida, Tersatto ed altri. La mia città é attraversata da molte vie di cui la più importante é parallela al mare. La strada principale della città collega i due esterni della stessa che va da Kantrida a Pecine.

Fiume é una città portuale per cui arrivano diversi tipi di navi . La città mi piace perché é una città marinara .

Un saluto affettuoso da "Topolino" .


 

10  

       motto Girotondo                     3° classe              Sara Resanovic Bevitori   

        Comunità italiana " Dante alighieri " Isola d'Istria

               

CHE BEL CHE XE FAR LA GUIDA TURISTICA

A mi me piasi la mia cità e alora, se dovaria far la guida turistica, prima de tuto faria un bel gireto tuto torno de Isola, lungo el mar. Partiria de San Simon, indove che adeso xe el centro turistico. Po’ pasasi soto l’ex fabrica Arrigoni e l’ex campo de balon. Dopo andaria per Riva de porta, indove che a tuti ghe piasi pasegiar. Cusì rivasimo al Porto. De qua andasi a Punta de Galo indove che se vedi un toco de Trieste e, se xe bel tempo, anca la costa italiana che sta dirimpeto. Po’ portaria la gente su per el rato, fina in Domo.

Per strada ghe contaria tante robe. Presempio ghe diria che una volta qua iera tanti pescadori e per questo la mia cità vigniva ciamada “Isola dei Pescadori”. Ghe spiegaria che qua el tempo xe mite per via dei monti che protegi la mia Isola. Quei monti iera una volta divisi in tanti tocheti e ogni campagnol coltivava el so toco de tera. Creseva de duto e i prodoti iera duti speciali. Ma Isola iera conosuda specialmente per i sui meloni “baciri” e el suo vin “refosco”. Sti campeti iera come tanti bei orti. I campagnoi vigniva anca ciamai sapadori, perché i doveva lavorar la tera a man, co la sapa.

Contandoghe dute ste robe rivasimo in Domo. La cesa xe dedicada a San Mauro che in antichità i ghe diseva San Moro. Propio in dicembre de l’ano scorso sta cesa xe stada riparada e piturada de fora.

El Domo de Isola a xe asai ben tignù. L’altro ano, nel 2003, iera giusto 550 ani che i lo ga consacrà. Mi ghe spiegaria ai mii ospiti che la cesa la xe stada costruida in stile romanico e che la prima cesa la esisteva nel 1082. Ma questa la iera tropo picia per tignir duti i fedeli e alora, nel 1547 i ga deciso de rifarla. Sei mesi più tardi la cesa iera pronta, cusì che i la ga mesa de novo in funsion. Nel 1553 po’ la xe stada consacrada.

Dopo queste spiegasioni ghe faria far un gireto per la cesa e ghe mostraria l’organo. Po li faria vardar i altari. I xe stai mesi soto Napoleone. Xe sta Don Antonio Pesaro a procurar sti altari de marmo. Prima la cesa gaveva i altari in legno. Ma quando che Napoleone a ga comincià a butar sò tante cese, el Pesaro ga aprofità per ciapar a poco preso i altari più bei. A iera un canonico asai stimà e ben visto a Isola. Un de quei Isolani che no se dimentica. A gaveva asai a cuor l’istruzion dei giovini e a ghe voleva grando ben a duti i sui concitadini. Lu a ga meso su a Isola un ginasio con maestri tanto bravi che duti voleva vignir a scola a Isola. Ma co a xe morto, pian pian xe morto anca el suo ginasio. Per ricordar sto personagio, a Isola i ghe gaveva dà el suo nome anca a una via, ma adeso no la la porta più el suo nome.

Più tardi, nel 1867 xe sta un altro paroco ‘sai stimà, Don Giovanni Zamarin. Anca lu ghe ga fato tanto del ben a la popolasion de Isola e anca lu a ga pensà a riparar el Domo. A ga rifato la pavimentasion de questa cesa, ricostruì la scalinada che porta al coro e fato ancora altri lavoreti. Anca questo paroco ga fato asai del ben per i sui parochiani e anca el suo nome figurava una volta tra le vie de Isola.

Mi credo che ai mii turisti ghe piasaria scoltar la storia del nostro Domo. Mi li portasi a veder anca el campanil. Ghe diria che una volta i lavori de costrusion e riparasion i li faseva sempre coi soldi del Comun, de le persone benestanti e dele “Scole” che po’ saria le Confraternite.

Per mi, contarghe dute ste robe saria propio un divertimento.

Finiso disendo che per la verità, de granda, me piasaria propio far la guida turistica. Go scoperto che cercando quel che se devi contarghe ai turisti se impara tante robe interesanti. In sto modo podaria conoser propio ‘sai ben la storia de la mia cità.


 

11                            

motto Cuccioli                 2° classe  

Scuola Elementare Italiana " Galileo Galilei " Umago

             

Naomi  Duskovic', Andrea Komcar,  Elmi Bernardis, Ivan Kodela-Pacenti, Arianna Bazjak, Tea Stokovac

Arianna Lakoseljac        

 

Caro turista , benvenuto nella nostra città.

Tu che arrivi per la prima volta sei curioso di scoprirla ed eccola qua.

La nostra città si chiama UMAG- UMAGO. Sei già sorpreso di vedere tutte le tabelle bilingui, cioè in croato e in italiano. Caro turista devi sapere che qui vivono da secoli insieme due popoli; il popolo croato e quello italiano. Quando passeggerai per le vie della città o quando entrerai in qualche negozio o ristorante sentirai parlare in croato, in italiano o nel nostro bel dialetto  istro-veneto.

Noi bambini Umaghesi frequentiamo o la scuola croata "MARIJA I LINA" o la scuola italiana "GALILEO GALILEI".

La nostra città ha il Comune e il nostro sindaco è una bella signora; inoltre la città ha la sua bandiera e lo stemma. La bandiera ha lo sfondo azzurro del mare, è orlata di giallo come il sole e porta in sé lo stemma che è composto da due antiche torri e sopra le torri ci sta un leone, sotto le torri ci sono le onde del mare.

Se ti diciamo che Umago è bellissima e che merita visitarla, tu non ci crederai. Noi, allora, cerchiamo di farti ritornare. Sei pronto per una lunga  passeggiata?
Le tue guide turistiche saranno Naomi, Andrea, Arianna, Tea, Elmi ed Arianna.

Non meravigliarti se oltre a Umago ti faremo conoscere alcuni paesi vicini che appartengono al Comune di Umago. 

 

Cari turisti, mi chiamo Naomi  e vi porto a fare il giro di Umago.

Umago è situata nella parte occidentale dell'ISTRIA, la più grande penisola dell'Adriatico. Umago è una cittadina che conta 13000 abitanti. E' sorta sulle fondamenta di edifici romani i cui resti sono ancora visibili: La riviera umaghese è lunga circa 45 chilometri e lì si trovano molti alberghi, villaggi turistici, campeggi, ristoranti, centri sportivi e di divertimento. Nella parte vecchia di Umago c'è : la chiesa, l'albergo Kristal, la gelateria, il museo il molo… Nella parte più nuova c'è : il cinema, le abitazioni, i negozi, la biblioteca, i ristoranti, le scuole, l'ambulatorio, il pronto soccorso, ,la posta, gli asili…

Col trenino o a piedi si può andare in PUNTA , a KATORO e STELLA MARIS . Lì si trovano tanti alberghi, piscine, ristoranti, campi da tennis. Nella mia città c'è di tutto: un bellissimo mare e parchi con tanti alberi verdi e fiori dolorati. Cari turisti spero che la mia città vi sia piaciuta. Arrivederci 

 

Cari turisti, io sono Andrea . Io abito a Rosazzo alla periferia di Umago.

A Rosazzo c'è un bosco, i campi ricchi di vigneti, grano olivi. Le case sono nuove. Più i là, oltre la strada principale c'è la fabbrica di cemento e il mare. UMAGO città ha la parte nuova e la parte vecchia. Nella vecchia città c'è la chiesa di SAN ROCCO e DELLA BEATA VERGINA ASSUNTA, il campanile col simbolo di Umago, il leone veneziano . IL protettore di Umago è SAN PELLEGRINO che si festeggia il 23 maggio. Ci sono le case di pietra, il museo e la diga dalla quale c'è una vista magnifica sul mare e sulla città. Nella parte nuova ci sono le barche, i negozi, il cimitero, la marina turistica o ACI marina, il Pronto Soccorso, l'ambulatorio, l'ospedale. Ad Umago ci sono tanti alberghi bellissimi : KORALJ, AURORA, UMAG, SIPAR.

Ma Umago è anche conosciuta come la città dello sport. La racchetta da tennis potrebbe essere il simbolo della città.

Caro turista, devi venire a vedere  UMAGO! 

 

Cari turisti , sono Elmi e abito nel villaggio che si chiama Sarbarizza.

Il mio villaggio è circondato da campagne verdi coltivate, ci sono anche le vigne, i frutteti , gli ortaggi e le verdure. Vicino a casa mia c'è un ristorante e l o studio oculistico . A pochi metri ci sta la fabbrica di conservazione del pesce. Proseguendo per la strada si trova la scuola elementare croata. Vicino al paese comincia il paese che si chiama MADONNA DEL CARSO . Dove ci sono due trattorie , due piccoli negozi con la macelleria , una pizzeria e un negozio di macchinari agricoli. Ci sono moltissime case, molte quelle in costruzione. C'è la chiesa e il campo sportivo. Questo è il mio villaggio e il paese vicino. Io sono orgogliosa  di fare a voi da guida turistica e mostrarvi questo bel paesaggio, piccolo  ma ricco di tantissime belle cose che si possono vedere e apprezzare.

 

Cari turisti, benvenuti a SAN LORENZO. Io sono Ivan la vostra guida turistica.

S. LORENZO è un piccolo paese sul mare. Faremo una visita alla chiesa, dopo di che andremo a divertirci al mare.

Dopo tanti tuffi e nuotate, vi porterò in pizzeria e mangeremo la pizza. Questa sarebbe una giornata a SAN LORENZO , ci rivedremo il prossimo anno. 

 

Cari turisti, io sono la vostra guida e mi chiami Arianna.

Ecco questa è PETROVIA. Che cosa vedrete? La chiesa , una casa nuova che non è ancora finita, questo è il mio asilo ed ecco l'osteria , il campanile della chiesa. Guardate , questi sono i campi coltivati, ammirate che boschi grandi e belli. Ecco finalmente il campo sportivo, qui si sfidano, di domenica, le squadre di calcio locali; e poi c'è il vecchio cimitero di PETROVIA.

Spero che vi sia piaciuto  tutto quello che avete visto. Ci vediamo la prossima volta, arrivederci !

 

Sono ARIANNA e abito a SARBARIZZA, che è un paese vicino a Umago.

Io guido i miei turisti a vedere gli animali della fattoria e a comprare il vino che produce mio nonno, la malvasia, e altri prodotti fatti in casa come: il prosciutto istriano, la grappa di uva, il nocino, il liquore di ginepro…

Dopo aver assaggiato i prodotti, i miei turisti dicono che sono molto buoni.

Prima di partire i turisti si fanno le foto con i miei cagnolini. Ci salutiamo, forse ritorneranno! Io lo spero di cuore perché qui hanno trovato la gente e i prodotti buoni e genuini.

 

Cari turisti , mi chiamo TEA ,  vi porto nel mio paese che si chiama PETROVIA.

Vedrete tante cose belle  come: la chiesa di San Stefano costruita nell'anno 1630 e il campanile alto 15 metri. Più avanti troveremo la piazza con il bar. Qui vedremo l'acquedotto, le case vecchie in pietra dove tanti anni fa vivevano i conti MARCOVICH e la famiglia TOMIZZA. Andando avanti vedremo la scuola "Marija i Lina" con l'asilo. Camminando per le vie osserveremo che si chiamano con i nomi di città istriane come : via Pola, via Montona, via Pisino… Adesso andremo a veder i campo sportivo dove una volta c'era un vigneto; lì vicino c'è un bel uliveto e la campagna.

Adesso torniamo indietro dove vedremo la futura pizzeria, noi però andremo nell'altro bar a bere qualcosa di fresco e poi ci saluteremo. Arrivederci a presto.


                                                  

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                                                                                           motto Stella                     2° classe                Debora Cecco

                         Scuola Elementare Italiana Buie sez. Verteneglio

                                

Premio Simpatia segnalato per freschezza e genuinità

 

Sono la guida turistica e vi porto a vedere Verteneglio

 

Verteneglio è un paese con 1575 abitanti. Gli abitanti coltivano viti e olivi.Nel centro di Verteneglio si trova la chiesa di San Zenone; Nell'interno della chiesa si trova l'altare maggiore e altri altari. Sull'altare della Madonna trova posto una scultura della Vergine che tiene sulle ginocchia il Bambino.

A Verteneglio ci sono ancora due chiese : la chiesa di Ognissanti e la chiesa di San Rocco. Il 16 agosto  si festeggia San Rocco che è la festa più grande di Verteneglio.  Nel mio paese ci sono dei ristoranti nei  quali si può mangiare il pesce e la carne. Verteneglio , dal 16 novembre 2002, è entrata a far parte dell'Associazione " Città del vino". A Verteneglio  c'è anche la Comunità degli Italiani dove si svolgono  molte attività: il coro degli adulti, il coro dei bambini, il corso di chitarra classica e pianoforte e la  filodrammatica.
La scuola e l'asilo si trovano tra i verdi prati. Ci sono due banche, la Posta e l'Ambasciata della Democrazia Locale. Ci sono anche due negozi, la macelleria e la pescheria. Non molto lontano dalla chiesa di San Rocco,  si trova la Galleria con le opere dello scultore Aleksander Rukavina.

 


 

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motto Bambina senza problemi                  2 ° classe             Kris Dassena

Comunità Italiana " Dante Alighieri " Isola d'Istria

 

Premio Simpatia segnalato per freschezza e genuinità

 

LE BARIGOLE

 

Savè chi che xe le barigole? i pici isolani de adeso no le conosi più. le barigole però ga fato tremar duti i fioi isolani de una volta.Adeso ve conto come.

le barigole le rivava in barca la note de la befana. le doveva portar via i pici cativi. duti gaveva tanta paura. duti gaveva un poco de cosiensa sporca. xe imposibile trovar un fio che no ga mai fato rabiar mama e papà. El 5 genaio iera duti in agitasion. per difenderse i benediva con l’aqua santa i quatro cantoni de la casa disendo:

aqua santa che me bagna

Gesù cristo che me compagna

tentasion va via de mi.

 

Po’ i ontolava le scale col graso de porco. cusì le barigole no le podeva rivar fina le camere dei fioi.

Questa xe una vecia tradision isolana. penso che ai turisti ghe piasaria conoserla .


 

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                          motto Melodi                        2° classe                Dionea Sirotic'   

Scuola elementare Italiana Buie sez. Verteneglio

 

Premio Simpatia segnalato per freschezza e genuinità

 

Nella piazza centrale troviamo il Comune e l'Ambasciata della Democrazia Locale del Consiglio d'Europa. Proseguiamo per la via Maestra e arriviamo a Santa Croce. Alla mia destra troviamo l'edificio della Comunità degli Italiani. Nella sede della Comunità si trova la mostra di reperti archeologici e il Centro Studi  di Musica Classica "Luigi Dallapiccola" con due corsi : pianoforte e chitarra classica." A Santa Croce trovi la chiesetta dell'Ognissanti.

All'interno  ci sono quattro lapidi tombali, la più antica risale al 1567. La chiesetta di San Rocco si trova in via Marconi. Ogni anno, il giorno di San Rocco, la statua del Santo viene portata in processione da questa chiesa alla chiesa di San Zenone. San Rocco si festeggia il 16 agosto e si fa una grande festa. Ci sono le bancarelle e puoi comprare giocattoli, collane , frittelle e zucchero filato. A mezzanotte iniziano i fuochi di artificio. Proseguiamo e vi presento la Galleria con le opere dello scultore Aleksandar Rukavina. A Verteneglio ci sono due scuole e l'asilo. A Verteneglio ci sono due cantine vinicole e si organizza la tradizionale festa della malvasia istriana. Nel centro del paese si trova l' Ente per il turismo.

  

 

                 San Rocco                                                                 Ognissanti


 

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motto Seregoti            3° - 4° classe

Scuola elementare Italiana " Bernardo Benussi " sezione di Valle

 

 Toni Poropat, Vanessa   Bernè,  Cristina Zilovic', Dea Lordanic',Toni Bisak    

 

   1º PREMIO  -  M.L.Histria – 1ª - 5ª classe Croazia /  1ª - 6ª classe Slovenia

 

Motivazione: eccoci qui a fare una deliziosa visita nella cittadina di Valle al seguito delle nostre piccole guide che, con verve e competenza, ci portano a conoscere le sue strette stradine, le sue chiese ed il suo splendido Castel Bembo, intorno al quale le case si arroccano come dei pulcini intorno ad una chioccia. Visita che le nostre guide concludono nel liquido dialetto valesan il che da un ulteriore tocco di originalità al pregevole lavoro di questi giovani “ciceroni” in erba.

       

Buongiorno signori, benvenuti a Valle.

Valle è un piccolo comune di 1000 abitanti situato a metà strada tra Pola e Rovigno, e sette chilometri dal mare.

Tutti voi vi state, probabilmente, ponendo la stessa domanda: perché chiamare Valle un paesino che si erge sul colle di Mon Perin, a 127 metri sul livello del mare? Il nome deriva dall’antica denominazione del castelliere romano «Castrum Vallis», cioè, castello della Valle. Due sono le ipotesi sull’origine di questo nome: si sa che gli antichi romani hanno costruito questo castelliere a guardia delle valli circostanti e dell’antica via che collegava Pola a Capodistria. Quindi il nome potrebbe indicare «Il castello che difende le valli»; dall’altro canto, se si risale uno dei colli circostanti in particolare il colle di San Micel ( San Michele ) si ha l’impressione che il paese sia collocato in una valle, da ciò: «Castello della valle».

La nostra visita inizia da questa piazza detta «La Musa» il cui nome è dovuto all’uso di questa piazza come fiera degli asini.

Lasciamo «La Musa» e avviamoci verso la salita lastricata di fronte a noi. Si chiama «Grixa», cioè grigio, il color grigio bianco delle case di pietra che la delimitano. Questa è una delle strade di accesso a piazza «Bembo», la piazza antistante l’antico castello che vedremo tra poco. Ma ora, concentriamoci sull’antico lastricato, ammiriamo le pietre lisce e squadrate segnate dal passaggio dei carri, consumate dalle migliaia di persone che per secoli le hanno calpestate, erose dalle piogge che le hanno bagnate. Senza alzare lo sguardo, continuate a camminare. Fermiamoci qua, di fronte a questo portico «Neoromanico» del municipio. Ed ora voltiamoci, alziamo lo sguardo e…oooh…ammiriamo la maestosità monumentale del «Castel Bembo».Questo è il risultato dei numerosi restauri che unendo le 2 torri romaniche laterali, hanno portato alla realizzazione di un edificio imponente e maestoso che sfidando il tempo e le genti è ancora qui a testimoniare la storia antica di questo paese.

Bembo era il nome dell’ultima famiglia benestante che l’ha posseduto.

In origine esistevano soltanto le 2 torri laterali collegate dalle mura che assieme alle altre 5 torri che sorgevano le mura di cinta delimitavano il perimetro dell’antico castelliere romano, erto a protezione della vita e delle case degli abitanti di allora.

In seguito, varie modifiche apportate dai lavori di restauro e ampliamento, hanno portato alla costruzione del corpo centrale. Queste trasformazioni hanno celato per secoli i reperti più antichi, come la cisterna romana all’interno della torre sinistra, riportata alla luce da quest’ultimo restauro, ancora in corso. Ma con gli scavi si sono ritrovati reperti ancora più antichi risalenti all’era del bronzo. Ciò testimonia l’importanza strategica di questo colle in epoche ancora più antiche. Attraversiamo la volta sotto la torre destra dove un tempo era installata la massiccia porta d’accesso al castelliere ed incamminiamoci verso La chiesa la visitazione della beata Vergine Maria. La strada qui ha un andamento circolare che accompagna le mura. La chiesa di è stata consacrata nel 1882, è il risultato di una chiesa precedente di cui si hanno le prime notizie attorno al 1500.Ma alcuni reperti storici ritrovati e conservati ora nella cripta, hanno stili ben più antichi, tra cui alcuni Bizantini. Molto probabilmente in questo stesso punto sorgeva l’antica chiesa Romana.

Di fronte alla facciata della chiesa si erge il campanile. Proseguendo pre la strada lastricata dove l’andamento circolare ci riporta al castello.

Eccoci ancora una volta in piazza Bembo. Davanti a noi la torre dell’orologio la cui strada ci porta in «Sant’ Elena», sotto le mura romane. E proseguendo verso «Porta No» camminando sotto le mura romane e le torri abitate che le compongono. Ritorniamo in dietro a visitare la chiesette di «San Spirito» ricca di affreschi.

Il nostro viaggio si conclude qui in «N’ piasa dele scule» –El piasal-. Se volgiamo lo sguardo verso la parte alta della piazza, possiamo ammirare il dolce quadretto di case appollaiate l’una su l’altra, con una torre merlata in primo piano e il campanile sullo sfondo.

Molte genti sono venute, e molte se ne sono andate. Ma il Castel Bembo è ancora là, imponente e maestoso a sfidare altri secoli.

«Noi, signemo Valexi e ve saludemo ‘n valex.Signemo contenti dela vustra visita e speremo che tornarede presto a catande de novo. Cusi vi faremo vedi altre belese de Vale.»    


                                    

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                         motto Zara 1                4° classe                       Beatrice Bevanda

Comunità italiana di Zara

 

   2º  PREMIO “Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo”  Categoria :  Dalmazia – Croazia  -  1ª - 8ªclasse 

 

Motivazione: il bello di questo tema è che è molto spontaneo  e simpatico e nonostante  ci sia qualche errore e di stampa e di forma, è gradevole per la tenerezza che ispira e per la sensibilità che si coglie particolarmente nella preghiera finale ai santi patroni : " Difendetemi la mia città e tutti gli uomini del mondo affinché possano venire e vedere la mia bellissima città Zara"

                                          

Ciao tutti!

Mi chiamo Beatrice (non di Dante) ma di Zara. Ho nove anni, e per la mia città è più bella del mondo. L'amo, perché ha una riva bellissima, che con suo tramonto "il più bello del mondo" secondo le parole di Alfred Hitchkock affascina tantissimo.
E' una città antica sviluppata ritorno al Foro romano.
Per le sue bellezze artistiche e naturali viene paragonata da molti visitatori a Venezia.
Amata dai santi: sono cinque patroni della città: San Simone, San Grisogono, San Zoilo, Sant' Anastasia e san Donato.

Penso, che mia città nel futuro rimarrà bella come sia oggi, ma vorrei che sarà ancora più bella. Per tutto ciò prego i patroni della mia città: "Difendetemi la mia città e tutti gli uomini del mondo affinché possono venire e vedere mia bellissima città Zara. "



17                            

                           motto Zara 2                       4 ° classe               Josip Leskovic'   

                          Comunità italiana di Zara                           

Caro amico!
Tu hai mi chiesto a parlare della mia città, Zara. Ecco, nella questa lettera te la descrivo. Zara è la vecchia  città, tanto di tre mille anni. Nella entrata sulla Peni-
sola puoi vedere la Porta della Città col tre teste leone.
Verso tutta la Penisola sono grandi e meravigliosi muri quali difesero Zara dai nemici per i secoli fa. Sulla Piazza di Popolo è la Guardia della Città vicino quale è il cine Pobjeda. Passare sulla via Largamente - Kalelarga è il grande godimento. I più
importanti monumenti si trovano su Forum dove è la chiesa St. Donato del 9° secolo il più degno culturale - storico monumento, poi il campanile di St. Stosija (*). Di fronte a Donato sono il museo archeologico e il museo del oro e del argento della
Zara. Per fine dirò che la Zara è stata visitata  due volte dal Papa, prima volta Papa Aleksandar III visitò nel 12° secolo e alla seconda volta Papa Ivan Pavao II ha visitato Zara 09.06.2003.
Amico mio questo è tutto per ora e altre cose vedrò quando verrò da noi in Zara.


 

18 

                 motto Zara 3                     4 ° classe               Ivana Duka

     Comunità italiana di Zara      

                                                     

La mia città si chiama Zadar. La città come centro urbano è circondata dalle mura. L'entrata in città é formata da 3 porte. Nella Vicinanza si trova la chiesa di San Simeone. San Simeone ed i Santi: Grisogono, Zoilo, e Anastasia sono i patroni della città. Andiamo nella callelarga. Molto conosciuta calle di passeggio della città. Lì è subito Piazza del popolo. Dove finisce la Callelarga si trova
la chiesa di santa Anastasia. Torniamo un po' indietro e giriamo verso la piazza di papa Giovanni Paolo II. In tale Piazza c'è la chiesa di San Donato, eretta nel 9 secolo. Un po' più avanti è la riva. Dalla riva si può osservare il più bel tramonto del sole. Nella città ci sono diversi parchi e Zadar é conosciuta come la città più ricca di verde della Croazia.



 19        

                                                                                  motto Zara 4                  4 ° classe                Talia Valcic'

  Comunità italiana di Zara

 

La mia città si chiama Zara. E' situata sulla costa del mare Adriatico.  E' una delle più vecchie città della Croazia. Il centro è la penisola sulla quale ci sono tanti monumenti culturali.

Gli edifici più famosi a Zara sono la chiesa di San Donato costruita dal 7° fino al 9° secolo e il duomo di Sant'anastasia del 12° secolo.

Tra gli altri bei posti vogliamo sottolineare la piazza dei cinque pozzi. Il porto di Fossa, la riva "RE PETAR KRESIMIR" Il parco di Vladimir Nazor. Nel 2003 la città di Zara è stata visitata dal Santo Padre Giovanni Paolo "" al quale i cittadini hanno organizzato un'accoglienza indimenticabile.


 

20                          

 motto Zara 6                 4 ° classe               Dolores Vucetic' 

                          Comunità italiana di Zara                            

Sono guida.
Vi porto a vedere la mia città. Mia città si chiama Zadar.
Si trova sulla riva del mare Adriatico. La vecchia parte di mia città e piena di chiese costruite tanti secoli fa: S. Maria, S. Donato, S. Anastasia, S. Simone, S. Lorenzo, S. Michele, S. Dimitro, S. Grisogono. Nel centro si trovano gli resti del Foro Romano. Penisola è circondata con i muri del bastione che difendevano cittadina durante le guerre. Avevano grande porte con leoni per lasciare gli amici e viaggiatori ad entrare. A la gente piaceva vivere a Zadar, città cresceva anno dopo anno, secolo dopo secolo, negozi, strade, ecc. Zadar cerca di restare città vecchia ma moderna. Sono felice di vivere qui.



21    

motto Il delfino blu                   4 ° classe               Demis Koljevina

Comunità Italiana di Lussinpiccolo

 

     3º  PREMIO “Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo”  Categoria :  Dalmazia – Croazia  -  1ª - 8ªclasse

 

Motivazione: Lussinpiccolo appare un luogo privilegiato dalla natura e sicuramente amato dal piccolo Demis  che descrive le numerose piante fiorite e lussureggianti  presenti anche nella pizza cittadina.  Appare evidente anche l'impegno ecologico del piccolo Demis che si appassiona alle sorti dei numerosi delfini  che vivono nella sua zona  e sono il simbolo del suo paese.

 

 

La mia città si chiama Lussinpiccolo. Si trova nel' isola di Lussino, é situata in fondo a una valle lunga 5 chilometri. Al' entrata della valle ci sono due bei fari, uno verde e l' altro rosso. I fari aiutano i marinai a navigare di notte.

A Lussinpiccolo crescono tante agave, cactus, palme, ulivi, pini e altre piante. Nel centro  della città si trova la grande piazza. Nella piazza  ci sono tante palme, ulivi e due belle fontane. In una fontana ci sono due delfini che spruzzano l' acqua. I delfini sono il simbolo della mia città perché  nel nostro mare ne vivono molti.

Nella nostra città c'é un gruppo di persone che vuole proteggere i delfini. Anche tanti ragazzi e ragazze vogliono essere nella organizzazione  per aiutare e  proteggere i delfini. Chi vuole può adottare un delfino e quei soldi vano spesi  per studiare la loro vita.

Venite spesso a visitare la mia città per conoscerla meglio.-


 

22   

motto Sempre piena de sol         4° classe               Matea Vidulic' 

  Comunità Italiana di Lussinpiccolo

 

1º  PREMIO “Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo”  Categoria :  Dalmazia – Croazia  -  1ª - 8ª  classe

 

Motivazione: ben descritta la storia delle innumerevoli piante di Lussinpiccolo e la vita dell'isola sicuramente legata alla marineria che ha portato benessere, lavoro per tutti   e  ricordi di mondi lontani. Matea sottolinea  che " All'istituto nautico si formarono tantissimi capitani conosciuti in tutto il mondo per la loro preparazione, per il loro coraggio e la loro onestà. " e noi non possiamo che confermare,  ricordando anche  i successi olimpici dei navigatori lussignani. La forma è scorrevole e rende di piacevole lettura l'elaborato

                                                        

 

Carissimi ospiti, benvenuti a Lussinpiccolo!! Sono la guida turistica e poiché questa cittadina non ha monumenti d'arte da ammirare, vi descriverò in breve la nostra isola situata nel Golfo del Quarnero , nell'alto Adriatico.

L'isola è pietrosa ed i primi abitanti faticarono molto per liberare dai sassi  quel poco di terra che si poteva coltivare. Con i sassi costruirono muretti, chiamati "masiere" , che riparano i poveri campetti dai venti. Nell'isola crescono spontaneamente molte piante medicinali: salvia, menta, rosmarino, ginepro, corbezzolo, timo e tante altre ancora. Gli abitanti piantarono l'ulivo e la vite. Il clima è mite, il mare è limpido e trasparente; il prof. Ambrogio Harachic, nativo dell'isola, intuì che si sarebbe potuto sviluppare il turismo per migliorare le misere condizioni  della popolazione. A proprie spese fece piantare 2000 piantine di pini. In tanti anni si svilupparono bellissime pinete. Gli abitanti si dedicarono anche alla marineria.

Nella valle di Lussinpiccolo , a forma di fiordo, sorsero una decina di cantieri e alla fine dell''800 la marineria lussignana aveva 730 velieri che navigavano anche negli oceani, fino all'India, al Giappone, alle Americhe. All'istituto nautico si formarono tantissimi capitani conosciuti in tutto il mondo per la loro preparazione, per il loro coraggio e la loro onestà. Nella valle di Cigale invece furono costruite molte ville per la villeggiatura sia d'inverno che d'estate.

Il benessere raggiunto dalla popolazione ce lo dimostrano  le grandi e belle case sorte lungo le rive del porto e le molte chiese nelle quali si possono ammirare altari in marmo, quadri ed affreschi di grande valore.

Negli ultimi anni, fino ad oggi, gli abitanti si dedicano di più al turismo. Ci sono molti alberghi con piscine e saune, campi da tennis; per gli amanti del mare, sport velico e immersioni. Per chi ama l'equitazione c'è pure la possibilità di cavalcare.

Le isolette minori ed i paesetti sparsi dell'isola sono mete interessanti da visitare; tutti hanno caratteristiche particolari e si possono raggiungere facilmente con gli autobus o con pescherecci adibiti ad uso turistico . Girando in mare con le barche si possono fare incontri piacevolissimi con i delfini che vivono nella nostra zona.

Auguro a tutti una piacevole ed indimenticabile vacanza


 

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                                             motto Lura                        4° classe                Sara Lukic'                                                                

  Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " Pola

 

Buongiorno! Sono la guida turistica che vi porterà a visitare questa città.

So che arrivate da Roma e che siete a Pola per la prima volta. Ebbene, vedrete che questa mia città vi sarà familiare. Penso proprio che Pola assomigli molto alla vostra, anche se è più piccola. Pola però è la maggiore città dell’Istria.

Ora ci troviamo sotto l’Arco dei Sergi tutto decorato. In alto si legge che è stato costruito nel I secolo a.C. in onore dei membri della famiglia Sergi.

Da qui parte la via principale della città che ora ci porterà in Piazza Foro. Ammirate la superbia del Tempio di Augusto pure costruito dai Romani.

A Pola c’era anche il Tempio di Diana, ma qui ci sono solo i suoi resti. Al suo posto, in epoca della Repubblica di Venezia, è stato costruito il Palazzo Comunale.

Andremo ora a visitare il Castello di Pola. Per farlo dobbiamo salire in cima al colle. Siccome parliamo di colli devo dirvi che come la vostra città, anche la mia è situata su tanti colli: Monte Zaro, Monte Paradiso, Monvidal, Monte Ghiro, Monte Grande ecc… Pure oggi così vengono chiamati i vari rioni della città. Questo che stiamo salendo era il colle principale ed era circondato dalle mura. Eccoci in cima! Quello che noi chiamiamo Castello in realtà è una fortezza che è stata costruita dai veneziani per difendere il porto di Pola. In essa oggi c’è il Museo storico che ora visiteremo. Guardatevi intorno e ammirate il panorama. Da qui potete cogliere tutta la città e il suo circondario. Osservate il nostro bel mare, le isole e in alto il cielo pieno di gabbiani!

Scendiamo ora attraverso i resti del Teatro Romano e andiamo a visitare il Museo archeologico. Quante cose parlano del passato di Pola! È questa una città che ha tremila anni di storia. Ora scenderemo e passeremo sotto la Porta Gemina. Al tempo dei Romani Pola aveva dodici porte di accesso alla città. Ora ce ne sono solo due. L’altra è Porta Ercole che conduce alla Comunità degli italiani di Pola. Eccola lì.

Scendiamo ora verso il porto. Da una parte potete vedere il Cantiere navale «Scoglio Olivi» e dall’altra il famoso Hotel Riviera costruiti tutti e due dagli austriaci.

Ma eccoci ora davanti alla cosa più bella della città: l’Anfiteatro. Eh sì, pure noi abbiamo l’Arena. è più piccola di quella di Roma, ma in compenso è fatta con la pietra bianca d’Istria. È bellissima dite? Sì è veramente il nostro gioiello. Andiamo ora verso il battello che vi porterà a visitare il Parco Nazionale delle Isole di Brioni. Lì vi attende un’altra guida. Buon divertimento! Ciao, ciao!


 

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                                                    motto Mare                                 4 ° classe               Borna Zeljko           

                                              Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " Pola

    

Benvenuti nella città di Pola. Sono una guida turistica e oggi vi porterò a conoscere le bellezze di questa città. Ve la voglio presentare in un modo strano attraverso i vari personaggi che qui sono vissuti o che l’hanno visitata.

Ci troviamo di fronte all’anfiteatro. Narra la leggenda che siano state le fate a costruirlo in una notte soltanto. Però se osserviamo quella scritta sopra la porta principale vedrete che possiamo ammirarlo grazie a Gabriele Emo il quale ha impedito ai veneziani di demolirlo e di trasportarlo a Venezia. Vi porto ora al Museo archeologico dove potete conoscere tanti personaggi del passato attraverso statue e bassorilievi. La più famosa e la più bella è «Agrippina Minor».

Andiamo ad ammirare l’Arco dei Sergi, È stato costruito su ordine di Salvia Postuma della famiglia dei Sergi in onore dei suoi figli. Vicino all’arco potete ammirare la statua del famoso scrittore irlandese James Joyce il quale è vissuto nella nostra città. Siccome siede vicino al tavolino del bar potete «bere» un caffé con lui.

Continuando per questa via si arriva in Piazza Foro con il tempio di Augusto e il palazzo del comune. Qui c’è anche la casa natale di Antonio Smareglia, illustre compositore.

Ai tempi dell’Austria la città di Pola si è molto ingrandita grazie alla costruzione dell’Arsenale. A quei tempi Pola fu visitata da molte persone importanti. Il cantiere navale Scoglio Olivi che potete vedere sull’isolotto è stato inaugurato dalla bellissima imperatrice d’Austria Elisabetta (Sissi) e dall’imperatore Francesco Giuseppe. Per questa riva passavano ogni giorno ammiragli, marinai, soldati,… Tra questi c’era anche il capitano Wüllerstorf - Urbair il quale nel 1857 fece il giro del mondo con la fregata «Novara» facendo tante scoperte.

Vi porterò ora nell’elegante edificio della Casa del Difensore Croato a vedere il microscopio di James Cook. In quel periodo la città era circondata da paludi e la gente moriva di malaria e di altre malattie infettive. James Cook suggerì di bonificare le paludi. Anche il medico Santorio Santorio si prodigò  per curare la gente così che nell’ospedale potete vedere il busto e la targa in suo onore. Pure Dante Alighieri ha visitato Pola e l’ha menzionata nella «Divina Commedia».

Ora passeremo vicino al teatro e andremo sul Monte Zaro dove potete riposarvi un po’ e godere il panorama.  Osservate come spicca la pietra bianca dei palazzi e dei monumenti archeologici con il cielo azzurro. E il mare Adriatico? Bellissimo, per non dir altro. Anche se non ce ne accorgiamo, pure l’erba dove camminiamo è un  cosa importante che rende la nostra città più bella e particolare.  L’autobus  ora vi aspetta lì per riportarvi all’albergo. Arrivederci a tutti!!


 

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       motto Piccola città, grandi tesori                     4 ° classe               Francesca Frlic'

Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia

 

                     PREMIO “ Alla memoria di Elio PREDONZANI                 

 

Motivazione: il premio intitolato alla memoria di Elio Predonzani (piranese, maestro di scuola, poeta e scrittore, a cui si debbono numerosi volumi che trattano dell' Istria, una raccolta di proverbi e detti popolari  ed un libro di favole tradizionali destinato ai bambini) non poteva andare ad un tema migliore di quello della nostra Francesca che con tanto amore e ricchezza d’informazioni ci illustra le tante bellezze della città di Tartini.

          

 

VI FACCIO DA GUIDA TURISTICA PER LA MIA CITTA': PIRANO

Benvenuti nella mia città. Questa è Pirano, una piccola cittadina dell'Istria slovena. Ha preso il nome da " Pyros", che significa fuoco, perché già gli antichi Greci facevano un falò sulla punta della penisola per avvisare le navi del pericolo. Pirano conta ben undici chiese e il duomo è dedicato a S. Giorgio e si trova proprio in cima alla collina. Lo si vede da lontano perché c'è anche il campanile con sopra l'angelo Gabriele.
 Una volta le mura, di cui oggi possiamo vedere solo la parte sulla collina, si estendevano tutto attorno alla cittadina e servivano per difenderla dagli attacchi di terra e di mare. Se vi saliamo, la vista è splendida. Si vede Punta Salvore, Trieste, Strugnano e tutto il golfo.  Sulla punta c'è il faro, sotto il faro c'è un muro di forma cilindrica che contiene acqua piovana che oggi non si usa più, ma una volta era indispensabile per gli abitanti di Pirano.
 Nella città ci sono diverse piazze, ma la piazza più grande è Piazza Tartini. Ha preso il nome da Giuseppe Tartini, il violinista che nacque in una casa che dà sulla
 piazza. Al centro della piazza c'è la sua statua. Vicino alla statua di Tartini c'è una bellissima casa costruita da un mercante veneziano per la sua fidanzata che era di
 Pirano. Sulla casa c'è la scritta : " Lasa pur dir" che il mercante aveva fatto incidere contro quelli che parlavano male di loro due. Nella Piazza Primo Maggio ci sono ancora oggi due grosse fontane che però non vengono più usate e allora ci giocano i bambini. Una volta c'erano tre porti, oggi ne sono rimasti solo due perché il terzo si trovava dove si trova oggi Piazza Tartini. L'acqua puzzava perché non circolava e allora gli Austriaci hanno riempito il porto di terra e ora c'è la piazza.
 La piazza in cui vivo ha tre nomi: Piazza della Fratellanza, Piazza San Rocco e Piazza della Madonna del mare. Si trova in riva al mare ed è molto bella.
 Pirano è bella perché è circondata dal mare ed ha delle belle spiagge. L'unico problema è che non ci sono parchi gioco per i bambini e non ci sono parcheggi sufficienti  per le macchine. Tra Pirano e Portorose c'è una bellissima passeggiata in  riva al mare e ci si può andare sia con i pattini che con la bici.
Pirano è talmente bella e ricca di cose storiche che una giornata non basta per vederle tutte. Oggi abbiamo visitato la città e domani vi porterò a vedere l'acquario,
 il museo e le gallerie d'arte.



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                                                            motto Turismo e divertimento                          4 ° classe               Christina Kraus

Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia


 Ciao, sono Christina!
 Oggi vi presenterò la cittadina in cui vivo. Inizio subito la mia presentazione dicendovi che vi parlerò di Portorose, un piccolo centro turistico sul litorale sloveno con pochi abitanti e molto tranquillo. Durante le feste e le vacanze i turisti vengono a Portorose per  passare il loro tempo nelle terme, nel Casinò e d'estate al mare. Possono trovare anche interessanti le poche costruzioni antiche rimaste intatte col passare degli anni, come la casa più vecchia di Portorose che si trova subito all'inizio di Portorose di fronte ai campi di tennis. Poi c'è anche il vecchio Palace, che da circa vent'anni è inutilizzato e del suo antico splendore si ricordano solo gli anziani. Adesso vi posso parlare dei divertimenti che ci sono a Portorose. Troviamo molti bar e una discoteca, che momentaneamente è chiusa, dove ci si può scatenare la sera. Ci sono pure molti campi da tennis con lo stadio per il calcetto e la pallacanestro e non mancano i campi per il mini golf. Per i più piccoli ogni tanto c'è qualche parco giochi dove possono passare il loro tempo giocando.
 Per la felicità dei bambini, d'estate aprono regolarmente gli scivoli vicino al mare. Che divertimento! A Portorose troviamo anche una vasta scelta di negozi e di ristoranti come per esempio quello cinese, quello messicano e molte pizzerie che offrono ai turisti svariate specialità. Di certo non mancano le pasticcerie, per i più golosi, che offrono una vasta scelta di dolci e gustosi gelati.
 D'inverno Portorose è una cittadina meno affollata ma non per questo c'è meno divertimento. Ci si può rilassare nelle numerose piscine calde delle terme, facendo lunghe  passeggiate in riva al mare o andando in bicicletta o con i pattini. Per concludere vi racconto un po' come era Portorose una volta. Anche in passato era un centro turistico molto rinomato, frequentato soprattutto da turisti italiani e tedeschi. Le case di Portorose venivano chiamate "ville". Col passare degli anni vi hanno costruito alberghi tra i quali il più grande è il Metropol con il suo casinò che attira molti turisti stranieri.
 Spero che Portorose vi sia piaciuta da come ve l'ho descritta e mi auguro che la meta del vostro prossimo viaggio sarà proprio Portorose.



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                                                                                        motto Relax e tranquillità                        4° classe               Nicola Cergol

                                       Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia

 

Oggi faremo un visita alla località di Portorose, la più bella località del litorale sloveno. Portorose è un centro tipicamente turistico però i turisti lo visitano soprattutto d'estate. Ad ospitarli ci sono numerosi alberghi bellissimi come pure tanti alloggi privati.
 Tante persone sono quindi impiegate nel settore del turismo come ad esempio: i camerieri, i cuochi, il personale degli alberghi, le guide turistiche e altri operatori turistici. Nel centro di Portorose si trova un piazzale con la fontana, dove ci sono tante bancarelle che vendono dei prodotti interessanti per i turisti. Qui troviamo anche tanti negozi, ristoranti, pasticcerie, la banca e l'ufficio postale. Un po' fuori dal centro è situata la sede dell'unica società armatoriale di navigazione slovena "Splona plovba".
Portorose vanta una bellissima spiaggia di sabbia con tanto verde intorno. Quest'anno l'entrata sarà gratuita!
Molti turisti si divertono anche al famoso Casinò dell'albergo Metropol, situato su di una collinetta con una bellissima veduta sul golfo di Portorose.
Una curiosità da non trascurare sono anche le saline di Sicciole, molto rare anche a livello europeo e che sono una meta obbligatoria per coloro che soggiornano a Portorose. Portorose è raggiungibile , oltre che per mare e per terra, anche per via aerea. Esiste infatti un piccolo aeroporto a Sicciole, per gli aerei da turismo.
Venite e soggiornate a Portorose, sono sicuro che non vi pentirete della vostra scelta!



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  motto Lo sviluppo lascia il segno             4° classe               Tara Bunc
Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia

 

 

Io sono Tara. Oggi sono la vostra guida turistica che vi accompagnerà nella visita a Lucia. Prima della seconda guerra mondiale la nostra cittadina era ancora un piccolo villaggio. Tutto quello che vedete oggi è stato costruito dopo la guerra.
Le principali attività economiche della nostra località sono il turismo ed il commercio. L'attività turistica si svolge attorno al grande porto turistico "Marina" e all'albergo "Metropol". Abbiamo anche campi sportivi per il tennis, per la pallacanestro, per la pallamano e per il calcetto. L'attività commerciale è concentrata nel centro di Lucia, attorno al centro commerciale TPC. Lucia ha anche un ufficio postale, un centro poliambulatoriale, una piccola chiesa, alcuni grandi negozi al dettaglio, un asilo italiano e sloveno e la scuola elementare italiana e slovena.
Nei tiepidi giorni primaverili si possono fare delle lunghissime passeggiate tra il verde delle colline che circondano Lucia. Una delle mete più interessanti è sicuramente la mostra all'aperto delle sculture di pietra "Forma viva" sul promontorio di Sezza. Le colline sono quasi tutte coltivate a terrazze e vi crescono olivi, viti, cachi, ecc.
 Il passato di Lucia è stato molto ricco in quanto c'erano le saline e c'era pure il trenino che la collegava alla città di Pirano. C'era inoltre la stazione ferroviaria della Parenzana, il treno che collegava Trieste a Parenzo e che passava anche per Lucia.



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                                                                 motto Natura e bellezza            4 ° classe               Dyego Tuljak   

Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia


 Ciao, sono Dyego e vi presenterò Sicciole che è un piccolo paese nei pressi della rinomata località turistica di Portorose, nel comune di Pirano.
 Sicciole è un centro molto conosciuto in Slovenia perché ci sono: un aeroporto molto grande e anche le saline che esistono già da più di ottocento anni. A Sicciole oltre  all'aeroporto e le saline , ci sono pure: il dentista, l'ufficio postale, il negozio di alimentari, la chiesa, la scuola elementare italiana e slovena, gli asili, il falegname, molti artigiani, il dottore, il meccanico. C'è anche un campo sportivo, un campo giochi per i bambini e una grande palestra, costruita qualche anno fa.
 Attorno a Sicciole ci sono le colline tutte lavorate a terrazze e in primavera sembrano dei veri e propri giardini.
 Una volta a Sicciole c'erano solo campagne, tutte coltivate, e qualche casa qua e là. Per molti anni siamo stati sotto la dominazione veneziana che ha influito moltissimo sullo sviluppo delle saline e della produzione del sale. Ma le saline si trovavano anche a Lucia e a Strugnano, dove sono ancora in funzione. A Lucia invece non esistono più perché vi hanno costruito il porto turistico e il centro commerciale. A Sicciole si respira aria pulita e profumo dei più svariati fiori perché non c'è tanto traffico. Se mi chiedete quando visitare questo luogo, io vi suggerirei di farlo in primavera, quando ci sono tanti bei colori degli alberi in fiore e della natura che si risveglia. Non bisogna dimenticare anche che Sicciole, nel passato, era famosa per la sua miniera di carbone. Oramai non è più in funzione già da parecchi anni, circa una trentina, perché era stata allagata dal mare.  Se da Sicciole volgiamo lo sguardo verso l'alto ad est, possiamo vedere S. Onofrio, che è stato un convento di frati benedettini molto famosi per le loro medicine a base  di erbe e le loro campagne. Da là sopra si apre una stupenda veduta su tutta Sicciole , sulle saline , sino al mare.  Se siete nelle vicinanze, fate un giro anche a Sicciole e sono sicuro che vi divertirete!



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   motto Salute e svago         4° classe               Anja Klokoeovnik

Scuola Elementare Italiana " Vincenzo de Castro" - Pirano sezione di Lucia

                                      

La località che vi sto per presentare è Portorose, il più grande centro di villeggiatura del litorale sloveno, nato come luogo di cura sin dal XIII secolo. Il merito di questa fama va dato ai frati benedettini che usarono l'acqua madre delle vicine saline per curare soprattutto varie forme di malattie reumatiche. Già nell'Ottocento attirava un gran numero di turisti. Ma la vera epoca d'oro del turismo si ebbe agli inizi di questo secolo con la costruzione dell'albergo "Grand hotel Palace, uno dei più rinomati in Adriatico. Portorose oggi è un centro turistico moderno. Oltre a tanti alberghi, conta anche il centro termale "Terme Palace" che è un centro di salute, bellezza, benessere con tradizione più che centenaria. Il vecchio albergo Palace si erge ancora nel centro di Portorose e attende il giorno in cui sarà rinnovato. A Portorose si trovano parecchi ristoranti a base di pesce, alcune pasticcerie, tra le quali la più famosa e frequentata in tutte le stagioni è la pasticceria "Mignon".       


                                                                                                                  

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                                                                                      motto Oca                             4 ° classe               Lucia Ugrin          

                              Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno        

               

Signori e signore, stiamo per sbarcare a Rovigno , città di pescatori.
State attenti allo scalino, eccoci qua! Questa magnifica piazza è Piazza Tito , qui ce la Fontana e lì a sinistra potete vedere l'Arco dei Balbi, magnifica costruzione in pietra. Vicino alla Fontana c'è il museo rovignese e a destra ci sono ristoranti e bar dove potete rifocillarvi e lì in fondo, vicino alla Marina ce l'Hotel Park dove potete soggiornare a prezzi modici. Sul monte potete ammirare al Chiesa di Santa Eufemia, lì vicino c'era il vecchio cimitero, ma adesso l'hanno trasformato in una terrazza panoramica con un bar, e a sinistra stanno costruendo una discoteca. Tutto intorno a Rovigno ci sono boschi dove potete passeggiare, ma non sporcate! Rispettiamo l'ambiente. Ci sono parchi bellissimi. E ricordate, se volete stare tranquilli e riposarvi, godetevi le vacanze, non andate ai tropici: scegliete Rovigno la città più bella del mondo!


 

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                                                                                   motto Poiana                             4 °  classe               Andrea Suran

                Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno      

                                                   

Nella mia città ci sono moltissimi appartamenti , pochi alberghi ma molto belli dove potete dormire comodamente. Di mattina si può fare una gita in barca dove si può ammirare il fondo marino attraverso un vetro resistente posto in basso. Ci si può andare sia di giorno che di notte, ma io propongo di andarci la notte perché è molto più romantico. In riva vicino alle barche si possono vedere I pescatori che puliscono le reti oppure si preparano per andare a pescare .I pescatori parlano in rovignese che è simile al veneziano, quindi se nella mia città vengono i veneziani possono capire o parlare in rovignese. Il gelato da noi è molto buono, è un gelato artigianale del quale mi piace il gusto " Rovigno" che sa di tiremmolla.
Durante le vacanze o nel tempo libero venite a visitare Rovigno invece di andare altrove. Spero che con quello che ho raccontato vi ho convinto a venire.



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                                                                                motto Gallina                      4 ° classe              Rebecca Pellizzer

           Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno         

                                            

Un giorno con dieci persone ho visitato la mia città.
Prima di tutto li ho portati a vedere la Chiesa di Santa Eufemia dove ogni domenica c'è la messa. Dal campanile della nostra chiesa si vede tutta Rovigno e tutto il mare che la circonda, si vedono le persone che sembrano formiche, bisogna stare attenti per quelli che soffrono di vertigini perché vi ho già fatto capire che è molto alto. La Piazza Tito in centro è bellissima c'è una grande Fontana e il mare è travolto di pescherecci. Rovigno è una città di pescatori perciò ci sono tanti ristoranti
dedicati al pesce, vi posso assicurare che i pesci sono ottimi. In piazza c'è l'Arco dei Balbi che era una porta per entrare in città.
A Rovigno c'è un porto che si chiama Marina, più avanti c'è Punta Corrente che è un bellissimo parco dove poter correre, fare passeggiate, andare in bici o fare un picnic, sulla punta ci sono spiagge ideali per riposarsi ed abbronzarsi. Tra gli alberi di solito si fanno le feste oppure i bambini delle elementari fanno le gare di corsa in primavera o in autunno. Ecco questo è tutto, alla prossima.


 

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          motto Pavone                           4 ° classe               Noemi Pamic' 

    Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno

                                           

Partiamo dalla piazza Tito e andiamo verso su dove troviamo la chiesa di Santa Eufemia. Essa è molto alta, grande e bella . Dentro ci lavorano il prete, le
suore e altri . Andiamo verso giù dove troviamo tante pizzerie e negozi. Poi partiamo verso il mare dove ci  sono tante navi che inquinano l'acqua .Vicino c'è la
pescheria che puzza di pesci e il mercato che profuma di frutta e verdure.


 

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                                                                           motto Cuculo                              4 ° classe               Laura Dandolo

                                                                                Scuola Elementare Italiana " Bernardo Benussi " Rovigno   


Rovigno è una della città più grandi dell'Istria, ed è più o meno famosa perché qui fu stato trovato il corpo di Santa Eufemia, ora ricoperto di cera vera, che lo
possiamo trovare nella chiesa omonima che ha un bellissimo campanile.
Nel centro città c'è la Piazza Tito che è molto antica , nel centro c'è una bellissima Fontana dove vengono a bere gli uccellini. Vicino la Piazza c'è l'Arco dei
Balbi sul quale sta il leone con il libro aperto che significa PACE. Se osserviamo meglio l'Arco vedremo che ci sono molti ornamenti, più avanti c'è il comune fatto in sasso con degli stemmi di antiche famiglie rovignesi. Nella piazza c'è la Torre dell'orologio sempre col famoso leone di San Marco e un grande orologio con i numeri
romani.


 
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                                                          motto Bloom                            4 ° classe               Anna Buic'         

                                                      Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " - Pola   

  

    Uh , sono agitatissima!  Oggi e' il mio primo giorno di lavoro. Scusate, non mi sono presentata: mi chiamo Anna e sono una guida turistica. Quest'oggi una scolaresca della città di Verona e' in visita al Cantiere navale Scoglio Olivi. Il mio incarico e' di far conoscere loro la mia città. Il nostro punto di incontro e' proprio all'interno del cantiere, dove c'è l'ulivo centenario. Ah, eccoli finalmente. Incominciamo!

  Buon giorno! Mi chiamo Anna e oggi vi faro'  conoscere il meglio della mia citta'.  Spero ci divertiremo e passeremo una bellissima giornata.

Adesso ci troviamo sull'isola di  Scoglio Olivi. Il cantiere navale qui costruito risale ancora ai tempi dell'Impero Austro Ungarico, e noi ci troviamo vicino all'unico olivo rimasto su quest'isola. E' un olivo vecchissimo ed e' oggi il simbolo del cantiere navale. Infatti prima sull'isola c'erano tanti olivi dai quali  l'isola ha preso il nome .

Usciamo ora dal porto e iniziamo il nostro "viaggio".

Attraversiamo parte della Riva della città e imbocchiamo via Spalato dove oggi si trova il più vecchio albergo della città risalente all'inizio del 1900, l'Hotel Riviera. Dopo un breve tragitto  arriviamo all'Anfiteatro, monumento simbolo della nostra città. Sicuramente vi ricorderà la vostra bellissima Arena. Potete ammirarne la grandezza e la particolare pietra bianca con cui e' stato costruito  in  epoca romana.  Infatti, risale a più di mille anni fa, e una volta dentro si svolgevano le lotte dei gladiatori contro i leoni. Oggi, d'estate vi si svolgono concerti, opere e il festival del cinema croato.

Proseguendo per la Via dell'Anfiteatro arriviamo diritti in Via Kandler dove si trova la Cattedrale . Essa e' situata in un bellissimo parco vicinissima alla Riva del mare. Ammirate i ricami delle finestre, che la rendono particolarmente interessante.   Dopo aver visitato la Cattedrale ben presto arriviamo in Piazza Foro dove c'è il Tempio d'Augusto costruito all'inizio della nostra era. Nel tempio adesso c'è un museo. Subito accanto si trova il Palazzo civico costruito dai veneziani. Fatta una piccola sosta ripartiamo per la Via Sergi dove possiamo osservare l'antica porta di Pola: l'Arco dei Sergi chiamata anche Port'Aurea per la sua bellezza. Da piccola  adoravo passare sotto questo arco perché, come vedete, sembra sia una specie di confine, tra la parte nuova della città e quella vecchia. E' bellissimo, tutto ricamato! Se andiamo sotto vedremo scolpite un'aquila ed una serpe.  Il solo nome ci dice che a costruirlo e' stata la famiglia Sergi, più precisamente la madre per i figli partiti in guerra.   Continuiamo il nostro cammino per la via Laginja , attraversiamo i Giardini e voltando a destra ci troviamo d'innanzi a Porta Ercole  dove si trova la sede della Comunità degli Italiani di Pola.  Un poco  piu' avanti c'è la Porta Gemina chiamata così per le due arcate che sono come due gemelle.  Dimenticavo , queste sono solo alcune delle dodici porte lungo la cinta della vecchia città. Dentro le mura c'è l'antico Teatro romano dove ancor' oggi si tengono le recite ed il Castello oggi Museo storico dell'Istria.

Adesso visitiamo queste meraviglie e ci riposiamo un po'.

Ripartiamo per la Via Castropola e arriviamo all'antico  Convento di San Francesco il cui bellissimo chiostro con i decori di rilevo vanno senz'altro visitati. Ci  troviamo cosi' vicinissimi al punto di partenza e alla fine del nostro viaggio .

Oh, ci rimangono ancora cinque minuti, giusto il tempo per raccontarvi questo: Pola e' una città molto antica. Lo testimoniano gli antichi monumenti  costruiti ancora all'epoca dei Romani che avete potuto ammirare durante il nostro percorso .   Per le sue bellezze naturali e' stata visitata da molti illustri personaggi. Uno di questi fu il signor Kuperwiser al quale sono piaciute molto le isole di Brioni. Gli dispiaceva molto che su quelle meravigliose isole non ci abitasse quasi nessuno, così chiamò un dottore famosissimo di nome James Kock il quale piegò al signor  Kuperwiser che per prima cosa doveva prosciugare le paludi, perché  lì  nidificava  un insetto, la zanzara della malaria che faceva ammalare e perfino morire la gente. Cosi il signore Kuperwiser  bonificò le paludi  e fece di Brioni uno dei più bei centri turistici arricchendo l’isola di tantissime piante provenienti da tutto il mondo.  

Pola e' stata visitata anche dall'imperatrice d'Austria Elisabetta (Sissi) che venne in città per l'inaugurazione dell'Arsenale  accompagnata da suo marito Francesco Giuseppe, l'imperatore (Franz).  

Proprio per la sua bellezza e la sua vicinanza  alle isole di Brioni la città fu visitata oltre che da tanti presidenti anche da moltissimi altri personaggi illustri, come per esempio lo scrittore James Joyce.  Ma, immaginate..., Pola fu visitata anche da Dante Alighieri al quale la città piacque talmente da nominarla nell'Inferno della "Divina Commedia".

  Vorrei ancora dire che nella nostra città e' nato anche il compositore Antonio Smareglia. Guardate questo limpido ed azzurro mare davanti al quale Antonio Smareglia scrisse l'opera "Oceana"!     Grazie alla sua storia tremillenaria, alla bellissima natura ed il  mare limpido nel quale  la città si specchia  Pola resterà  sempre nei ricordi dei visitatori.    Ritornate di nuovo e rimanete per sempre amici della città di Pola!!!

Il vostro autobus sta arrivando... ciao, ciao!!! 


 

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   motto Sole splendente                 4 ° classe             Massimiliano Bevitori 

Comunità Italiana " Dante Alighieri " Isola d'Istria

  

2º PREMIO  -  M.L.Histria – 1ª - 5ª classe Croazia /  1ª - 6ª classe Slovenia

 

Motivazione: il nostro Massimiliano con la sua simpatica cantilena del veneto istriano di Isola ci guida in una visita alla sua amata cittadina. Partecipiamo con gli ignari turisti veneti alle sue “ciacole” che, con malcelato orgoglio, illustrano le piacevolezzo di Isola che “ga poche cose de valor storico de mostrar, ma no ne manca le belese de la natura.”

                                         

 

Come duti i giorni, anca quel giorno son andà a scola. La me scola xe visin de casa mia e cusì de matina no ‘cori che me also tanto presto. Quando che son ‘rivà davanti de l’entrata dela scola i me ga dito che la maestra iera malada. Mi e i mii amici de clase ierimo duti contenti. No per la maestra, povera, ma per noi. La giornada iera più che bela. In ciel no iera gnanca un fil de nuvolo e el sol a cucava fora del monte. Ierimo duti su de giri e gavevimo ragion perché, anca se el diretor se ga dà de far per meterne qualchidun in clase, dopo quatro ore de lesion i ne ga molà a casa. “Che bel – go pensà – ‘Deso me vado a far un gireto”.

Fora de scola te vedo pasar sie persone. Se vedeva subito che i no iera de Isola. Xe poco de dir. I turisti se li conosi subito. I sta sempre col naso in alto, i se ferma in ogni canton e i fa comenti e fotografie. Mi che son ‘sai curioso ghe son andà visin per capir de indove che i rivava e go sintù che i parlava quasi come mi, solo che i gaveva una cantilena diferente. Li gavevo individuai, i iera Venesiani. I discuteva indove che i saria andai a pransar. “Siori, volè che ve dago una man?” ghe go dito. Lori i se ga girà meraviliai de sentir un che parla come lori e i me ga dito: “Benedeto! Ci vuoi aiutare,?” Ma mi li go blocai subito disendoghe che i podeva continuar a parlar in dialeto che cusì se capivimo meio.

In poche parole gavemo fato subito amicisia. I me iera simpatici e ghe go dito che con quela bela giornada iera propio pecà serarse subito in ostaria. Ghe go proposto de far un gireto visin del mar e me go oferto de compagnarli. I iera duti contenti perché i gaveva apena parchegià la machina e i no gaveva visto ancora gnente. Per darme un fià de importansa ghe go dito che mi faso parte de un grupo indove che i ne impara duta la storia de la mia citadina che se ciama Isola e che ghe gavaria podù contar tante bele robe. Presempio che Isola se ciama cusì perché una volta la gaveva duto el mar ‘torno. In poche parole gavemo comincià el giro. Un giro picio ma ghe ga bastà per capir qualcosa. Me sintivo ‘sai importante. Pensè che sta volta fasevo mi el maestro e per de più a persone grande.

Prima de duto semo rivai in vial. Qua ‘deso xe pien de pasticerie, negosieti, fotografi, fioraie e xe anca el giardin publico con tante banchine. ‘Deso semo in centro, ma una volta sto posto a iera in periferia. La gente del logo lo ciamava “La Grisa”. Ma anca se sta strada alberada la iera fora cità, per de qua pasava sempre ‘sai gente. Le done, ansi le “rigase”, co le mastele in testa, le andava a cior l’aqua a “Fontana Fora”. Con sto nome i isolani i ciamava una granda fontana con tante vasche che ghe dava a Isola l’aqua per bever, per far la lisia e per darghe de bever ai musi. Go ‘profità per dirghe a sti siori che me stava a scoltar con tanto intarese, che i campagnoi isolani una volta i gaveva quasi duti la stala soto de casa e dentro i tigniva el mus, che lori ciamava “l’anemal”. Iera una richesa perché el mus a ‘iutava el contadin a portar in campagna e indrio ordegni e racolto. Insoma come un picio camionsin. Ma per sto vial pasava anca la gente che andava a lavorar in fabrica Arrigoni. Ghe go spiegà, e co semo rivai visin del mar anca mostrà, che in sti ultimi tempi duto el stabilimento Arrigoni xe sta distruto co le ruspe e xe restà solo el camin e el porton de sta fabrica, per ricordo. Adeso là vignarà costruì un centro che se ciamarà “Argolina”, con alberghi, case, e cosa so mi ancora cosa.

Ciacolando semo ‘rivai a “Le Porte” che ‘deso xe el cuor de la cità. Qua se ferma anca dute le coriere. Ghe go spiegà che una volta Isola la iera anca fortificada e in quel punto iera la porta principale che permeteva de andar in cità. I muri però iera solo nela parte visin de la tera ferma e no nela parte del mar verto. Ghe go anca mostrà indove che dovaria eser stà el pontisel che, tanti secoli fa, colegava l’isola con la tera ferma.

Insoma i se ga vardà sto spiaso e po’ gavemo atraversà la strada e semo andai verso el mar, cioè verso “Riva de Porta” che adeso la se ciama Riva del Sole. Qua iera ancora più robe de contarghe. Ghe go mostrà un grando parchegio e ghe go spiegà che una volta qua iera el campo de balon e, ancora prima iera mar, che a rivava fina visin de le case. E finalmente sto mar lo gavemo anca visto.

“Che colpo de ocio” i ga dito i mii turisti. El sol faseva specel su le pice onde e la bavisela la dondolava le barche. Che bel che iera. De l’altra parte del mar se vedeva ben el Centro turistico de San Simon. Ghe go contà che la nostra popolasion, tanti e tanti secoli fa, la stava là de casa e quel posto a se ciamava Haliaetum. Po’, per colpa dei barbari de Attila, quele abitasioni le xe stade distrute e la gente se ga rifugià su sto isoloto e i lo gà ciamà Isola. Più ‘vanti ghe go mostrà la ponta de Ronco e ghe go dito che drio del monte xe Strugnan e ancora più in là Piran.

I iera incantai e alora mi orgolioso ghe go dito: “Xe bel, ah? Noi qua gavemo poche case de valor storico de mostrar, ma no ne manca le belese de la natura.”

Ma iera ‘rivà el momento de andar a casa. Ghe go dito che se i voleva i podeva andar ‘vanti per la riva, fina in Piasa Granda indove che i gavaria visto el porto e anca el vecio municipio con sora el Leon de Venesia. Se invese i gaveva fame i podeva andar a pransar a la Scuola Alberghiera. Ghe bastava andar oltra el parchegio, ex campo de balon, in quel edificio bianco in fondo. Mi li dovevo lasar.

I me ga ringrasià co’ ste parole: “Ti son un bravo puteo! La prosima volta che tornemo, ti ne contarà el resto.” I voleva darme anca qualche soldin. Ma mi ghe go dito che no voio gnente. Che i me ga fato lori un grando piaser scoltandome, perché ste robe le faso per amor de la mia cità e de la sua storia.

Se gavemo lasà come se fusimo stai amici chisà de quanto tempo.


 

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                                      motto Colomba bianca                        4 ° classe           Victoria Bizal                                                            

Comunità Italiana " Dante Alighieri " Isola d'Istria

 

IL MIRACOLO DI SAN MAURO

Ecco che cosa racconterei se dovessi essere la guida turistica della mia città.

La Chiesa dei Santi Mauro e Donato è la più grande e si trova nel punto più alto dell’isolotto sul quale è stata costruita Isola d’Istria. Le fonti storiche nominano per la prima volta questa Chiesa nel 1082. Senz’altro in quel periodo questo tempio sacro dominava tutta l’isola e la vista arrivava fino al mare. Adesso non è più così perché le case, cresciute come funghi, impediscono questo spettacolo.

Nel secolo XVI, questa che era una cappella, dopo essere stata praticamente rifatta, è diventata la chiesa più importante di Isola. Terminati i lavori, è stata consacrata il 10 agosto 1553 dal Vescovo di Capodistria Tommaso Stella. Questa Chiesa ha anche una bella leggenda che mi sembra giusto e bello raccontare:

Il 23 ottobre 1380 gli Isolani, disperati, erano tutti radunati in preghiera nella chiesa di San Mauro e sul prato circostante. Stavano per subire l’attacco dei Genovesi che avevano già conquistato Capodistria. La loro flotta era ormai vicina a Isola. La disperazione degli Isolani era al massimo. Ad un tratto una colomba bianca lasciò il tetto della chiesa per dirigersi verso il mare. Improvvisamente calò una fitta nebbia che, raggiunto il mare, avvolse le navi nemiche. Queste dovettero fermarsi perché non riusciva più a orientarsi. Ma ecco che in mezzo a tutto quel grigio la colomba bianca si fece notare dai Genovesi. Essi decisero di seguirla perché i colombi non volano mai lontano dalla costa. Ma questa volta non era così. La colomba isolana si diresse verso la sponda opposta. I Genovesi la seguirono e fiduciosi proseguirono la navigazione. Ma quando la nebbia si diradò, la flotta era ormai giunta al largo di Chioggia. Lì, ad aspettarli, c’era la flotta della Serenissima che in breve tempo distrusse tutte le navi genovesi. Dopo qualche ora la candida colomba fece ritorno alla Chiesa di Isola e nel becco portava un ramoscello d’ulivo. Gli Isolani capirono che non c’era più pericolo. Era successo un miracolo, il miracolo di San Mauro.

Quel giorno gli Isolani decisero che, per ricordare quel giorno memorabile, avrebbero festeggiato il Santo proprio il 23 ottobre. Inoltre scelsero la colomba col ramoscello d’ulivo nel becco quale simbolo della loro città. Ancora oggi questo è lo stemma di Isola.

San Mauro, che è anche uno dei due Santi protettori di Isola, è stato ritratto in un bel dipinto di autore sconosciuto. C’è solo la sigla A.S.F. ed è stato realizzato nel 1580. La chiesa dedicata ai Santi Mauro e Donato ha tre navate. Ad abbellire le pareti e gli altari, oltre al dipinto di San Mauro, ci sono ancora altre opere di vari artisti, quasi tutti Veneti: Zorzi Ventura, Francesco Minotto, Palma il Vecchio, Girolamo di Santa Croce, Irene da Spilimbergo e altri. C’è anche un dipinto dedicato a San Donato, l’altro Santo protettore di Isola.

Una volta, a fianco della Chiesa c’era il Cimitero. Più tardi venne trasferito vicino al mare, sempre nella stessa zona, nei pressi dell’attuale spiaggia di Punta Gallo. Verso la fine dell’Ottocento invece gli Isolani decisero di seppellire i loro defunti lontano dal centro abitato. Così il Cimitero venne collocato nel posto dove si trova adesso, cioè all’uscita della città, sulla strada che porta a Capodistria.

Di fronte all’entrata principale del Duomo c’è il Campanile che è staccato dalla Chiesa ed è alto 36,62 m. Ha quattro feritoie per lato ed è in stile romanico. Prima era a forma di torre e poi, nel 1585, venne aggiunta la cima. Chiesa e Campanile sono stati restaurati più volte. L’ultimo rifacimento degli esterni del Duomo risale all’anno scorso. I lavori sono stati conclusi per il Natale 2003.

Questa nostra chiesa è bellissima ed è l’orgoglio della nostra cittadina e io ne vado molto fiera.


 

39             

motto Luganiga                   5 ° classe          Istvan Tapai  

Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " - Pola

 

A ZONZO PER POLA

 

Eccome qua son all'aeroporto perchè aspetto che con l'aroplan arrivi un gruppo de turisti dall'Inghilterra. Ecco proprio adesso i sta vignrendo zo.  Me drizzo la montura, devo far bella figura. Buongiorno, ben arrivadi, come gavè fatto sto viaggio, spero ben. Mi son la vostra guida, el mio nome xe scritto lo vedè su questo cartelin e ve parlerò in istro-veneto, la lingua che voi e tutto el mondo parla.

Partimo per Pola cola corriera, per strada ghe conto che sta bella, ma, che bella, meravigliosa città la ga 3000 anni e la xe circondada da sette colli, ecco i nomi:

  MONTE PARADISO, MONTE SERPO, MONTE GRANDE, MON VIDAL, MONTE MAGNO, MONTE GHIRO E MONTE ZARO.

La xe la più grande città dell'Istria e piena de bei monumenti. Adesso semo vicin del bosco de Siana con sti pini che i ga secoli e secoli. Qua vien strenzerse i morosetti con basini e basetti. Andemo, andemo avanti, qua xe ancora Siana con case vecie e case nove.

Adesso andemo veder l'Anfiteatro, el più grande e famosissimo monumento. Sta Arena la xe sta fatta tra el I e il II secolo dall'imperator Vespasiano, tutta in piera istriana. Guardè come la xe bella. Qua dentro se fa sempre grandi spettacoli, concerti e anche el festival del cine. Qua vien cantar i cantanti e tenori de tutto el mondo, e ve pol star dentro vicin le ventimila persone. Finchè lori a bocca averta e occi insù i guarda, i fotografa sta meraviglia, mi ghe canto, i me devi esser allegri, perchè l'allegria xe la medicina dei polesani.

 

LE MULE POLESANE

ANCORA UN LITRO DE QUEL BON

LE XE BELLE LE XE SANE

 POI TORNO A CASA

LE PORTA EL CUL IN FORA

NO GO LE CIAVE DEL PORTON

SEPOL GIOGAR LA MORA

PER ANDAR IN CASA

TRESETTE

E EL MaRIETTA BUTTA ZO EL PAION BRISCOLON CHE DORMO IN STRADA.

 

Gavè guardà, gavè fotografà, allora andemo avanti perchè come dizi Toni mandrocer el sol magna le ore e gavemo ancora tante belle robe de veder oltre al Museo Archeologico xe ancora altri che andemo a visitar.

Questo xe l'arco dei Sergi fatto nel I secolo, el tempio de Augusto anche lui fatto nel I secolo. Andemo a visitar le belle cese, questa xe de Santa Maria Formosa del VI secolo. Sta qua xe la cattedrale de Santa maria o Madonna del mar in stile gotico-romanesco. La cesa de San Francesco del XIV secolo, buttè l'occio perchè tutto xe storia e cultura.

Dopo gaver guardà tutta sta grazia de Dio fazemo una piccola pausa perchè qualchedun devi far la pipì, la popò, devi bagnar la gola e a scriver cartoline.

Se gavè comodà, gavè fatto tutto podemo andar avanti. Andemo allora sul lungo mar coi giardini pieni de fiori. Se guardè oltra, vedarè le isole de Brioni, bellissime, un paradiso de terra. Questo xe Svoglio Olivi, el cantier, dove se fabbrica i grandiosi vapori che dopo i va superbi per tutti i mari. Questa xe la fabbrica de vetro, orgoglio de Pola. Dizeme la verità! In nissuna parte del mondo no gavè visto tanta bellezza. Volè comprar qualche ricordo o suvenir, come che dizè voi, ve menarò in Corso dove podè comprar de tutto e i prezzi xe boni per tutte le scarsele.  

Che dizè voi, ve menarò in Corso dove podè comprar de tutto e i prezzi xe boni per tutte le scarsele. Ma adeso so che gavè fame, che ve buliga in panza, andemo in un bellissimo albergo, el se ciama " Histria ". Lo vedè come che el xe bel, ma gnanche i altri no xe de meno. Podè magnar, podè seglier parsuto istrian, formaggio de Cherso, fusi, craffi, gnocchi con bon sugo, capuzzi garbi con luganiche, pessi de tutte le qualità pescadi in questo bel mar blu dai bravi pescadori polesani. Dovè provar i cevapcici e raznjci fatti sulle gradele ( che odor). Per bever gavè i più boni vini istriani conosudi in tutto il mondo e anche i dolci fatti con le ricette delle nostre nonne. Ve liccarè i mustaci e chi no li ga se liccarà i diti. Gavè magnà, gavè bevù mii cari amici, ve porto a Valtura dove ve spetta l'aroplan. Per strada gavemo cantà come matti:

 

BEVEVANO I NOSTRI PADRI SI SI SI SE STA BEN IN OSTARIA

BEVEVAN LE NOSTRE MADRI SI SI SI MAI DE QUA ANDEMO FORA

E NOI CHE FIGLI SIAMO SU BEVIAM BEVIAM ANCORA

BEVIAM, BEVIAM, BEVIAMO L´ALLEGRIA NOI AMIAM

DEL BIANCO MOSCATELLO SE EL XE BIANCO SE EL XE NERO

DEL ROSSO GRIGNOLIN OGNI VINO XE SINCERO

NE AVESSI UN BOTTICELLO LO DIZEVA I NOSTRI VECI

VORREI VEDER LA FIN CHE I BEVEVA EL VIN A SECI

SU BEVIAM, BEVIAM ANCORA L´ALLEGRIA NOI AMIAM.

 

Orca pipariota, i ga cantà meo de noi polesani, ma sicuro ste canzoni xe conosude in Inghilterra e ancora più lontan. I iera contenti e disperai. disperai perchè i doveva lassar sta meravigliosa città. Ma contenti de gaver visto el Paradiso. Li go saludà, i xe partidi per andar visitar la altrettanto bella Dalmazia. Ma prima de partir i me ga dà una bella mancia, la me servirà per comunicar con i mii cari amici della  MAILING LIST "HISTRIA".

                                   


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                                                            motto Primavera            5° classe                Ana Dordevic'                                                           

Scuola Elementare Italiana " Gelsi " - Fiume

 

In una bella giornata d'estate, Sara, la mia carissima amica di Padova, mi ha regalato una sorpresa: è venuta a farmi visita a Fiume. Non ci vedevamo da quattro anni. Era da molto tempo che lei aveva espresso il desiderio di visitare la mia città che io le avevo descritto come la più bella al mondo. Ero sicura che Fiume l'avrebbe incantata.

Prima di tutto, il giorno del suo arrivo, mia nonna ha preparato un pranzo fiumano con l'intento di regalarle un ricordo gastronomico favoloso. Durante il pranzo abbiamo parlato della posizione geografica di Fiume, collocata nel Golfo del Quarnero, e della sua ricca storia. Dopo un breve riposino, sono andata a presentarle la mia città. Sapevo moltissime cose perché quasi ogni giorno cammino per la città, ma anche grazie alla nostra cara maestra Gloria che ci ha fatto fare tante ricerche. Ecco come ho imparato tanto su Fiume.

Siamo arrivate al Corso. Subito, a prima vista si nota che le case appartengono a culture e popoli diversi. Ogni popolo ha lasciato tracce dei monumenti storico - culturali che lo avrebbero caratterizzato.

Una breve passeggiata per il Corso è un rito al quale non si può rinunciare! Subito dopo, l'ho portata a visitare "Palazzo Modello", costruito nel XIXI secolo in base al progetto degli architetti viennesi Fellner e Hellner. Oggi, Palazzo Modello ospita la Biblioteca civica e la Comunità degli Italiani di Fiume. L'ho accompagnata nel Salone delle Feste, al piano nobile, dove brillano facendo bella mostra di se gli stucchi d'oro. Sara, che parla il dialetto veneto, era felice di capire il nostro dialetto fiumano.

Uscite da Palazzo Modello le ho fatto vedere il teatro del Popolo "Ivan de Zajc", altro gioiello ideato e progettato dagli stessi architetti viennesi che hanno creato Palazzo Modello. Proseguendo sempre lungo il Corso abbiamo fatto conoscenza con la Torre civica – o Torre dell'orologio, che rappresenta l'entrata nella città vecchia. Fino al XVII secolo era nota come "Porta al mare". Sulla torre è issata e sventola sl vento la bandiera fiumana che con il suo colore azzurro rappresenta il nostro mare.

La prossima meta è stata la chiesetta di San Sebastiano, la più piccola, la più carina e la più antica chiesa di Fiume, nota anche come Chiesa dei pescatori. Cercando di raggiungere la chiesetta abbiamo ammirato l'Arco romano, il più antico monumento della nostra città. Non ho trascurato di mostrarle la cattedrale di San Vito, chiesa dedicata al nostro Santo protettore e la Torre pendente, che si trova vicino alla Chiesa dell'Assunzione di Maria, nota anche come Duomo. Vicino a questa chiesa c'è un antico mosaico scoperto recentemente. Dopo averle mostrato la Cittavecchia, siamo salite a Tersatto dove il Castello dei Francopani domina su tutti il territorio. Ammirando la città ci siamo abbracciate felici. Prima del ritorno a casa abbiamo pregato nel Santuario di Tersatto.

Per finire in bellezza abbiamo anche cantato. Siamo andate in camera mia, io mi sono messa a suonare il pianoforte e le ho insegnato il ritornello della canzone "Fiume, te vojo ben":

Fiume adorabile,

perla graziosa

del Mar liburnico

tu sei la sposa

per questo fascino

che te convien

Fiume adorabile

te vojo ben

Alla fine di questa giornata, eravamo piuttosto stanche. Sara era impressionata e contentissima dell'esperienza che ha avuto modo di vivere. Abbiamo continuato a chiacchierare fino a tardi. La mia adorabile Fiume dormiva sotto la luna piena e le campane di San Vito e di San Antonio segnavano i rintocchi dell'ora all'unisono.

Il giorno dopo Sara era pronta per partire. Tutte e due eravamo sicure che ci saremmo riviste presto. Sapevamo che i fiumi Eneo e Brenta, attraverso il Mare Adriatico ci avrebbero unite per tutta la vita.


 

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motto Pici fiumani                   5° classe                Valnea Ivasic', Clara Trncik,  Lea Host

 Scuola Elementare Italiana " San Nicolò " - Fiume

 

3º PREMIO  -  M.L.Histria – 1ª - 5ª classe Croazia /  1ª - 6ª classe Slovenia

 

Motivazione: il nostro “grupeto de fioi” ci porta a visitare Tersatto in un clima di leggenda e di fiaba in cui  il diavolo ci mette la coda ma non riesce a confondere i nostri “fioi” abilissimi nell’illustrarci i miti, la storia e le bellezze della piccola Tersatto.

 

Semo un grupeto de fioi  e volemo farve conoser meio la nostra bela Fiume.

Gavemo pensa’ de portarve a Tersato che ogi fa parte dela zità, ma in passato non iera proprio cossì perchè  la se trova oltre el fiume Eneo, che el divideva queste tere in due stati: l’impero germanico-austriaco a ovest e el regno ungaro-croato a est. A  questo borgo medievale se ariva rampigandose su per le scale che non finisse mai cossì le xe lunghe. Non se le pol contar perchè el diavolo ghe ga messo el zampin. Se ve interesa proprio ve contemo la legenda ligada a questa salita:

 

I scalini  de Tersato i comincia con la capela dela Madona. I xe stadi fati verso la metà del 16-esimo secolo e i serviva per fazilitar l’arivo dei pelegrini ala ciesa votiva dela beata vergine. Li ga voludo el capitan Petar Kruzic. Ai sui tempi ghe ne iera 118 de scalini, diventadi 561 nel 1930 mentre  ogi ghe ne ze circa 417. Strano xe vero?

I veci fiumani contava una volta che, per arivar in zima al monte la gente doveva salir lungo un sentier streto e pien de sassi, così i se faceva mal e i se rompeva le scarpe e non i iera tanto contenti de questo. Alora i frati ga fato un patto col diavolo e i ghe ga deto che se li gaveria aiutado a far i scalini i ghe gaveria regalà el primo pelegrin che  andava a pregar de matina bonora davanti el quadro dela madona.

El diavolo ga fato le scale in una note ma i frati lo ga imbroiado perchè, invece  de un pio fedele, i ghe ga fato trovar un bruto e nero capron.

El diavolo infuriado el ghe ga alora misià tuti i scalini e xe per questo che anca ogi nesun riese a contarli ben.

El Santuario, davanti el qual potemo adeso un bich riposar se trova, come potè ben veder, in un punto incantevole de Tersato dove, secondo una vecia tradizion el 10  maggio 1292  i angeli i ga trasportado qua, da Nazareth, la Casa della Sacra Famiglia.

Tre ani dopo la Santa casa xe sparida e i la ga ritrovada a Loreto.

Grande xe stada la disperazion dei fedeli e alora el conte Frangipani ga dado far una capela che, nel 1431 xe diventada una ciesa vera e propria dove sull’altar xe el quadro dela Madona ala quale la gente che vien anche de molto lontan ghe domanda aiuto. Questo quadro xe de origine bizantina e fa parte del prezioso tesoro del convento dei frati francescani che adeso non potemo visitar perchè el xe ciuso.

Vizin la ciesa xe anche un castel che val la pena de veder.

El iera nato come un’antica forteza che dominava el canalon dela Fiumara e ogi el protege con amor tuta la zità e anche el golfo del Carnaro.

El ga  cambiado in passato tanti paroni: i Frangipani, i Asburgo e ultimo el feldmaresciallo austriaco Laval Nugent. I iera tuti nobili e potenti ma ogi el castel xe de tuti noi. Nel suo cortil interno se tien feste, se fa teatro e se organiza mostre de quadri e de sculture e ti pol anche beverse un cafè o una fresca coca cola.

Ti te pol fotografar vizin el drago alato de bronzo, rampigarse sula tore merlata da dove ti ga la sensazion de poter tocar el Monte Magior con un dito o... pasegiar sul belveder dela dama bianca che i dixe la pasegi de note e la ascolti  el rumor del mar.

El nostro gireto per Tersato xe finido.

Sapemo ben che non ve gavemo deto e mostrado tuto quel che iera de dir e mostrar ma speremo che semo almeno riuscidi a incuriosirve e a farve desiderar de tornar dinovo, dale nostre parti. Ciamene liberamente, noi semo a vostra disposizion,sempre pronti con altre storie, curiosità e loghi de farve scoprir!


 

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                  motto Eky                    5° classe                Eric Usic'     

            Scuola Elementare Italiana Dignano

                     

Buongiorno, sono la vostra guida e vi porterò a conoscere la mia città. Dignano e, soprattutto , il mio rione.

Partiamo dalla piazza, dove una volta c'era il castello il cui perimetro è ancora segnato con pietre bianche che si vedono bene. Si crede che ci siano ancora o sotterranei del castello, sotto la piazza, che portano agli edifici principali come palazzo Bradamante , palazzo Betica e al Duomo.

In piazza c'è uno splendido edificio in neo - gotico, dell'inizio del '900 , dove hanno sede il Municipio e la Comunità degli Italiani.

Nel centro di Dignano è ancora situato  un grande palazzo con l'orologio e la campana, che segna il tempo dei Dignanesi . Le sue finestre sono in stile veneziano con delle teste di pietra sopra e sotto le finestre. Una delle uscite della piazza, proprio vicino al palazzo Bradamante, porta in una piccola via lastricata, chiamata Forno Grande. A destra c'è la piazzetta, dove stava appunto il Forno Grande. Un po' più avanti ci sono i resti di un'antica chiesetta, ora segnata per terra, in modo da ricordarne i contorni. Anche in questa via le case sono in stile veneziano, ma non tutte.

Se andiamo avanti vediamo un'altra piazzetta , Piazza San Nicolò o della Libertà, dove c'è un lampione che indica il posto in cui è giunta , per la prima volta, a Dignano, la luce elettrica, alla fine dell''800. In questa piazza, le case però non sono  tutte in stile veneziano ma un po' in tutte le fogge , dal '500 al '800, Finalmente siamo giunti  Sul Pian, nel mio rione, che tanto ha fatto parlare i Dignanesi nel passato. Infatti , la via si chiama Pian e c'è una parallela che adesso si chiama Via dei Combattenti Antifascisti, dove vivo io. La leggenda narra che gli abitanti del Pian, contadini che si dedicavano al duro lavoro dei campi, avevano conficcato nella terra sette pali , che significavano i sette giorni della settimana, e ogni giorno ne buttavano giù uno , così sapevano quand'era domenica e non si lavorava. Un giorno ne erano rimasti solo due. Quella notte però soffiò la bora e i pali caddero. I " bumbari" del Pian, al mattino, si vestirono bene e si fecero belli perché pensavano che era domenica. Quando si presentarono in piazza , tuta la gente , che li aveva visti arrivare così ben sistemati, si mise a ridere, e i poveri abitanti del  Pian tornarono a casa scornati, vergognandosi della loro ignoranza.

Spero che la visita vi sia piaciuta e che vi abbia incuriosito, tanto da visitare anche gli altri interessanti rioni e contrade della mia città.


 

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                                                             motto Gattino             5 ° classe               Chiara  Juric'                                                            

Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " - Pola

 

" A sud della nostra penisola, quella istriana, precisamente a Punta Promontore, Giasone e Medea fondarono…"

Penso che abbiate  già capito di che città si tratti. Avete indovinato! Medea e Giasone , secondo una leggenda , fondarono la città di Pola , fonte di vita, rifugio per fuggiaschi…

" Al tempo di Roma, con Augusto, diventò la città divina, piacere dei ricchi, fortuna del ceto medio…"

"Scusa…" interrompe un ragazzo che ha continuamente da fare domande che mi mettono in imbarazzo. "Basta! Non mi interrompere sempre!" scatto io, sempre più nervosetta. Sono molto seccata e agitata perché non sono in grado di rispondere a tutte le sue domande, sempre più insistenti, tra l'altro.

" Che si trattasse di una città divina stanno a testimoniarlo il Castello, il Foro, l'Arena , il Tempio di Augusto, l'Arco dei Sergi, la Porta Gemina, la Porta d'Ercole, il Mausoleo, il Teatro romano".

"Scusa per l'ultima volta.." interrompe il ragazzo d'un fiato" ma si potrebbe vedere questo Anfiteatro?"

"Ma se gli stai davanti , è proprio davanti al tuo muso!" ribatto.

"Ah, scusa! Ma è meraviglioso! Guarda che bellezza, e quegli archi , come sono alti e austeri . Importanti…." Continua incantato il ragazzo.

"La città di Pola , tremila anni di vita, dove l'antico convive con il moderno, ha ispirato artisti , scrittori, musicisti. Il circondario è incantevole, con le case in pietra, testimoni di diversi periodi architettonici e culturali. Nei mesi estivi la popolazione aumenta, grazie ai moltissimi turisti." Concludo.

"Bellissima" , conclude il ragazzo, ora anche molto contento delle mie spiegazioni, "Lo dirò a tutti che Pola è la città dei sogni!"

Che giornataccia , speriamo che domani non ci siano ragazzi così svegli! Con turisti del genere la vita di noi guide non è per nulla facile.


 

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                                                            motto Piccola              5° classe                Nika Dikovic'                                                            

Scuola Elementare Italiana " Giuseppina Martinuzzi " - Pola

 

La mia città è Pola: Per me è una città bellissima. Ci sono tantissimi monumenti culturali che testimoniano il suo passato. Il maggior numero di tali monumenti si trova in centro.

Per visitare la mia città si potrebbe partire da Piazza  Foro. Essa è la più vecchia piazza cittadina e ospita il Tempio di Augusto, dedicato all'imperatore romano. Accanto si trova il Municipio. Proseguendo per la via Kandler , arriviamo davanti alla Cattedrale di Pola che più precisamente si chiama Cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Questa chiesa è dedicata al patrono di Pola , San Tommaso. Procedendo per la via, arriviamo all'Anfiteatro, che noi chiamiamo Arena. L'Arena è il simbolo della nostra città ed è il suo monumento più famoso. E' stata costruita nel primo secolo e a quel tempo serviva principalmente per le lotte dei gladiatori, gare e giochi. Oggi invece ospita avvenimenti di carattere culturale.

Tornando verso il centro cittadino , arriviamo davanti alla Porta Gemina e non lontano da essa si trova la porta più antica della città, Porta Ercole, entrata, tra l'altro , della nostra Comunità degli Italiani, Secondo la leggenda , l'eroe dalla forza divina, era il protettore della città. Infatti, in cima all'arco che rappresenta la porta è scolpita la testa e la clava di Ercole.

Continuando la nostra passeggiata, attraversiamo i "Giardini" a arriviamo all'Arco dei Sergi. Su di esso è raffigurata la vittoria alata.

Termina qui il nostro giro, però non dobbiamo dimenticare che Pola ha ancora tante cose da mostrare.


 

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                      motto Diana                 5° classe           Diana Sellibara                          

Scuola Elementare " Pier Paolo Vergerio Il Vecchio " -  Capodistria  sezione  di Crevatini

 

Grazie ai miei genitori ed ai miei nonni che mi spronano ad impegnarmi per realizzare le cose.Provo piacere a migliorarmi e non ha importanza se non

diventerò famosa. Diana

 

                 Mi son fortunada perchè go do (2) patroni; uno de parte de mama, che xe San Saba e uno de parte de papà, che xe San Servolo.

I mi noni materni xe de Castelvenere, dove se festegia el patron del paese (San Saba) el 5 de disenbre.I mi noni paterni, che xe morti i jera de Buie, dove xe la festa del patron (San Servolo) el 24 de majo.

Mio papa' (che el disi de sentirse sempre buiese) e1 me conta, che la festivita' de San Servolo in majo e quela dell' Asunsion dela Beata Vergine Maria el quindise  (15) de agosto, xe le due festivita' ale quale i buiesi ghe tien de piu'. A Buie ghe xe un deto,  che se i buiesi noi se trova (incontra) ai funerai , i se trova de sicuro per queste due santività. EI giorno de S. Servolo xe un giorno de gran festa paesana che la scominsa con la procesion. Se parti (de solito) dela cesa del Domo, col prete, la statua (con la reliquia de S. Servolo) e con tuti i paesani drio. Se porta el santo in procesion su e zo per le contrade fin a Le Porte (che xe una piasa con la cesa dela Madona)Dopo la procesion se va vanti co la mesa. De solito el giorno de S. Servolo  ghe xe tanta de quela gente, che i piu' i scolta la mesa (per modo de dir) fora de cesa. A mesa finida, se se trova tuti fora,  dove vien parechiai i tavoli con dolsi, bibite e vin.

Quei che no se ga visto de tempo i se saluda e i se abrasa e a poco a poco se forma i primi grumasi e più tardi i bosoli (de solito separai) sia de ziovani che de ansiani. Xe la gioa de incontrarse..... paesani che xe restai (pochi) e paesani che xe tornai, magari per un giorno.

Se ridi, se scherza, se ricorda, se parla de chi che se e de chi che no ghe se piu'.Per un giorno se vivi de nostalgia e de ricordi.

Questo  jera jeri. ....ogi tante robe xe cambiade e xe cambia' anche questo giorno de festa che el xe diventà forsi piu' vario,  forsi piu' rico de eventi,  ma sai meno intimo. Xe diventà l'ocasion per sventolar l' italianità, che a Buie (paese specifico), nonostante tuto resisti ancora. Xe diventà l' ocasion de incontri tra la CNI e le varie personalità che ghe gravita atorno. Xe diventà l'ocasion per tuta una serie de manifestasioni, spetacoli artistico-culturali e via parlando. Ma no xe piu' quel che jera.Ghe xe tropa zente estranea che no porta ne nostalgia ne ricordi ma che forsi guarda de più a un domani dove questi fronsoli forsi i xe fora posto. 

 A Castelvenere,  el 5 de disenbre, quando vegniva festegià el santo protetor S.Saba,se se preparava  anche per la nascita de Gesù . In questo periodo  de Avento, la festa jera del tuto religiosa, così che anche se i ziovani gavesi preferì balar questo non se podeva. 

A Castelvenere ghe jera altre do (2) feste: una jera l' Otava che se festegiava 8 giorni dopo Pasqua, l' altra invese Jera la Sagra che se festegiava la seconda domenica de otobre. 

Per i festegiamenti se se preparava per tempo; se ritocava le piture in casa, se preparava el vestiario  e così via (sarti e caligheri i lavorava de zorno e de note e i se faseva una fortuna con ste feste). Finalmente el zorno tanto bramà rivava. Tanta zente faseva anche chilometri per rivar, i più richi in bicicleta i altri a piedi.

Tuti jera tirai a festa. 

Le comare  ( che a Castelvenere se ciama "babe ") gaveva l'ocasion bona per sparlasar fra de lore e per criticar le mule vestide più ala moda.

Alla fine della mesa, se andava a pransar e dopo a balar all' aperto sul tavolaso de legno. La banda de paese jera i " Bitles " de quel periodo.Per i fioi ghe jera la giostra e tanti altri gioghi e divertimenti. Ghe jera anche tanti dolsi.


 

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motto Ricerca Crevatini    - Scuola PierPaolo Vergerio il Vecchio - Capodistria sez. Crevatini

 

Classe Terza: Arianna Božic, Marko Stojmirovic 

Classe Quarta: Lara Eler, Rok Jerman 

Classe Quinta (9): Rok Marzi, Nikola Radanovic, Jure Tica 

Classe Quinta (8): Tina Crevatin, Noemi Medved, Kristina Radanovic, Diana Sellibara, Patrik Vršic

 

Insegnante mentore : Maria Pia Casagrande Novello

Insegnante collaboratrice ; Nicoletta Casagrande

 

 

 

                                                    Sono la guida turistica e vi porto a vedere la mia città

 

 

 .....salendo lungo la via di Purissima lungo il crinale dei monti di Muggia, scendendo fino a Barisoni.....

 

a cura del gruppo etnografico della scuola italiana di Crevatini

 

 

I MONTI DI MUGGIA

( La penisola muggesana )

 

 

La penisola, è delimitata dal rio Ospo e dal fiume Risano. E' divisa, sulla sommità, dal confine di Stato con l'Italia. La cima più alta raggiunge i 244 metri. Da qui parte un crinale lungo il quale scorre una bellissima strada dalla quale si gode un panorama stupendo.

Il terreno è costituito da marna arenaria, che qui viene chiamata tassello, è di un bel colore azzurro e fornisce un ottimo materiale da costruzione e pavimentazione. Il paesaggio, qua e là, è interrotto da

numerosi " aguari ". Le cime dei colli sono a terrazze per poter essere meglio coltivate, circondate da cavalcapoggi in pietra che contengono il terreno evitando di franare. Questa penisola è una terra

fertile e ben tenuta. 

Aguar - ruscello che può essere chiamato anche patok 

Rok Marzi

Classe V

 

 

LUNGO LA PURISSIMA

 

La Purissima è la strada che si percorre per arrivare a Crevatini. La strada prende il nome, forse, da una chiesa chiamata Santa Maria di Purissima, o forse da un antico toponimo – burisi – burroni.  

Di recente è stato provveduto al rinnovo dell’asfaltatura  e a smussare le curve alquanto pericolose, per arrivare con più facilità alla borgata di Crevatini posta sui Monti di Muggia. In autunno è piacevole percorrere questa strada circondata da querceti che con i loro colori rendono quasi calda l’atmosfera. Qua e là macchie grigioverdi stanno a indicare che questa è una delle migliori zone per la produzione dell’olio d’oliva.

                     Arianna e Marko                                                                                  Arianna e Marko

                                      III classe

                                                                                                     

 

                CREVATINI               

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ la più grossa borgata fra quelle poste sul crinale della penisola muggesana ed anche la più importante. Il nome può avere diverse origini, la più accreditata è quella che deriverebbe dai cognomi più numerosi delle famiglie che vi abitavano un tempo : Crevatin.

Fino a pochi decenni fa paese agricolo, oggi gli abitanti sono impiegati nelle industrie capodistriane o nell’artigianato che nella zona sta sempre più prendendo piede. L’espansione edilizia è avvenuta sul versante posto a mezzogiorno che offre il bel panorama del vallone di Capodistria, e nelle belle  giornate si spinge fino a Punta Salvore. Da Crevatini tutte le strade che si spingono a Sud attraversano un terreno a solchi larghi e profondi chiamati “ busari “ forse da “ burisi “ che significa corroso dall’acqua. 

Crevatina in neo greco significa pergola, non necessariamente vite, ma ciò che è verde e fa ombra alle case.

                                   Patrik Vršič

                              V classe ottennale

 

 

 

                         A OVEST DI CREVATINI

 

                                                                                       Arrivati a Crevatini, dopo la stazione di servizio, sulla destra si può ammirare

                                                                                      una bellissima cappella votiva, da poco restaurata per la buona volontà di un privato cittadino.

                                                                           Proseguendo, arrivati all’incrocio, si può scegliere se proseguire a N e andare verso  Cerei il  cui antico toponimo  SAREI è tutt’ora usato.

                              Il nome deriva da quercus cerro pianta ancora  presente in gran quantità sul territorio. 

                                          Si può scegliere e andare vero O verso S.Brigida   della quale si parla più avanti nell’opuscolo.

                            Noemi Medved

                         V classe ottennale

 

  

 

SANTA BRIGIDA

 

Questa località si trova sul crinale della penisola muggesana

che, con magnifici panorami, va da Elleri a monte S. Michele.

Santa Brigida è in ottima posizione, tra Crevatini e San Colombano. Le vecchie case rustiche in pietra

arenaria sono ora intonacate e in parte ristrutturate.

Il terreno come su tutta la penisola è giallastro, tipico dei terreni marno-arenacei.

I campi, tanti vigneti e ciuffi di canne caratterizzano la campagna che declina a terrazze.

  

     particolare del rosone

 

 

La rustica chiesetta a quota 165 m. dedicata

a             Santa Brigida,  “ Santa Brida “ per gli autoctoni, è posta su una lieve collinetta accanto alla strada.

         Architettonicamente si compone di una navata centrale ed una laterale,  e di un tozzo campanile

con cuspide appoggiato alla facciata. Numerosi interventi

    di ristrutturazione hanno tolto ogni segno di antichità ed ora è tinteggiata di un avorio pallido e

 all’interno è sistemato  un altare di epoca recente.

                                                                   Jure, Nikola, Rok 

                                                                      V classe 

 

 

 

 

 

I RUSTICI

 

 

Una caratteristica delle antiche case di Crevatini è il materiale di costruzione.

Vista la vicinanza delle cave di pietra arenaria azzurra per alzare i muri esterni  perimetrali ne è

 stato fatto gran uso. Nell’immagine si può vedere una stalla e dalla forma e grandezza

si può supporre che i proprietari fossero relativamente protestanti.

 

Rok Jerman

IV classe

 

 

 

 

 

 

 

 

                      ( questo gelso risale al 1700)

 

 

 

                                                                                                                                                        SAN COLOMBANO

 

 

 

 

 

 

 

 

A sud del monte San Michele, sul versante soleggiato che domina la valle di S.Bartolomeo, un gruppo di case rustiche in pietra ancora arenaria giallo grigiastra porta il nome di S. Colomban. Da qui si gode di un bellissimo panorama. A S. Colombano esisteva un romitorio dove i pellegrini si riposavano e si rimettevano in forze dal lungo cammino.

Nel Medio Evo questi giungevano in tali zone per imbarcarsi nei porti istriani, diretti in Terra Santa oppure ai Santuari italiani. Questo probabile eremo fu collegato alla vicina chiesa di S.Colombano ormai scomparsa, rovinata dalle ruspe delle nuove abitazioni. Questa era l’unica chiesa in Istria ad essere dedicata a questo santo irlandese del VI secolo. Ai piedi del colle di S.Michele c’è l’antico cimitero di Laurano; attraverso un viale di folti cipressi si accede alla chiesetta con il tetto ormai

sfondato, dedicata a S.Michele, adornata da quattro colonne che sorreggono il portico complete di capitelli dorici. All’incrocio tra S.Colombano e Santa Brigida lungo una stretta strada che porta a S del monte, si arriva in località Gordia conosciuta per la sua trattoria, dove si gustano piatti a base di pesce di una squisitezza incredibile.

                                     V classe ottennale

 

 

            Particolare di muro a secco

 

 

                                                          

        INSALATA DI SEPPIE

 

 

Ingredienti: 1 Kg di seppie ben pulite, 2 spicchi di aglio, 1 mazzetto di prezzemolo, sale, pepe, olio di oliva, aceto.

                                                                                                                                                                                                                                                                 Preparazione: si cucinano le seppie fino a farle diventare molto tenere.

 Le si tagliano a dadini, si aggiunge sale, pepe, aglio e prezzemolo, tritati finemente,

   si condisce con olio d'oliva e un po' d'aceto si mescola il tutto e si serve freddo.

Tina Crevatin

 V classe ottennale    

 

 

 

BARISONI

 

Da S.Colombano scendendo per una strada che si snoda tra i Vigneti di uve pregiate si giunge alle case di Barisoni che forse non hanno molta importanza storica ma ci si può riallacciare  al toponimo burisi, qui un proseguimento della Purissima. La vista sul golfo di Trieste è stupenda. Sui colli attorno ci sono alcuni casali detti della Benessa il cui nome deriva dal ladino “pressane”, che significa  posto di uccellagione.

 

 

 

 

 

                   Nikola Radanovic

      V classe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A EST  DI  CREVATINI

 

 

Da Crevatini lungo una strada panoramica che continua a Est si arriva al centro abitato di Sonici, A sud si trova la scuola Italiana. Più avanti troviamo l’abitato di Bosici, dove ha sede la Comunità degli italiani di Crevatini, la trattoria Le tre Pigne la cui cucina è una chicca per i buongustai. Il tutto è ubicato in un unico edificio dove ha anche sede il

secondo teatro per grandezza del comune di  di Capodistria. Non mancano i campi da tennis per gli appassionati di questo  sport, il club dei bocciofili e un campo di pallavolo.

  

                                                                                                                   Jure Tica

                                                                                                                  V classe

 

                                    FAITI

 

 

 

E’ una delle poche frazioni da cui si gode un panorama da entrambi i versanti. Ha un terreno formato da pietra arenaria azzurra, sul versante a nord ritrovano le cave dalle quali ancora oggi si estraggono i SALISI, grossi cubi di pietra usati un tempo per lastricare le strade, costruire case e scolpire lapidi tombali.

Il toponimo deriva forse da “foglia”, che significa rottura di strati rocciosi. Le case più antiche sono caratteristiche per la loro posizione, la “schiena” è di solito rivolta a NE mentre la finestre guardano a SO, sembra che un tempo si usasse costruire così per permettere al sole di rimanere più a lungo nelle stanze e tenerle più al caldo durante i lunghi mesi invernali.  

 

A Nord di Faiti in una conca riparata dalla bora si trova la minusola frazione di PREMENZANO il toponimo è forse un prefisso latino “prae”, di certo qui nasce il torrente Fugnan che scorre verso Muggia e lungo Il quale si può procedere lungo una strada lastricata con i salisi, di epoca romana.

 

      Jure Tica

      V classe

 

IL CASTELLIERE DEGLI ELLERI

 

Non si può andare a Elleri, al cui ingresso si trova una trattoria rinomata per i suoi piatti di selvaggina, senza fare una brevissima escursione alle rovine del castelliere.

Questo castelliere ha circa tremila anni. Le sue mura erano lunghe circa trecentotrenta metri, di forma circolare, all'interno sorgevano capanne in pietra ricoperte da tetti di paglia. Circa cinquant'anni fa, alcuni archeologi, scavando hanno scoperto che i castricoli si cibavano di suini, uccellagione, ovini che allevavano all'interno della seconda cinta muraria. Non sono stati trovati resti di pesce ( lische). Questo fatto può far pensare che gli abitanti del castelliere avessero paura del mare.

 

 

I loro indumenti erano fatti con pelli di animali, filavano la lana e la  coloravano facendo bollire foglie di sommacco, quercia e altre piante.

 

CASTELLIERE - centro abitato protostorico.

CASTRICOLI    - abitanti dei castellieri.

    Trattoria da »Berto« 

                  Kristina Radanovic

                V classe ottennale    

 

GNOCCHI CON LA SELVAGGINA

 

Ingredienti: 1 Kg di patate farinose, 200 gr di farina bianca, un uovo, 1 kg di carne di selvaggina, lepre o capriolo, 1 l di vino rosso, 1 cipolla, 2 carote e coste di sedano, 1 spicchio di aglio, 1 chiodo di garofano, rosmarino, salvia, alloro, timo, olio, pepe, sale.

 

Preparazione: lavare le patate e porle sul fuoco in acqua fredda e salata. A cottura ultimata pelarle e passarle ancora bollenti nello schiacciapatate. Lavorare l'impasto sulla spianatoia incorporando lentamente la farina e l'uovo finché l'impasto diventerà omogeneo e non si attaccherà alle mani. Ricavarne dei cordoni di poco più di un centimetro di diametro, tagliarli a tocchetti. Per far entrare il sugo più abbondantemente negli gnocchi, passarli con il pollice o su una forchetta o su una grattugia affinché si formino dei piccoli solchi.

Cuocerli pochi alla volta in abbondante acqua bollente leggermente salata, recuperarli con un mestolo forato, quando via, via ricompariranno in superficie.

 

Preparazione del sugo: versare il vino rosso in un recipiente, aggiungere le verdure tagliate a fette, profumare con alloro, rosmarino, aglio, timo e pepe. Tagliare la carne a piccoli pezzi e metterli nella marinata. Rosolare la carne

in un tegame con l'olio, salare, cospargere  i pezzi di carne con la farina e versare il liquido della marinata con le verdure comprese. Cuocere a fiamma dolce per due ore, passare il sugo e le verdure al setaccio, rimettere sul fuoco  la carne e la salsa e proseguire la cottura finché la carne non sarà tenera e della giusta densità.

Condire gli gnocchi e BUON APPETITO

                                                                         Diana Sellibara            

  V Classe ottenale     

 

ELLERI

 

Il centro abitato di Elleri si trova a NE di Crevatini su uno sperone ai piedi del monte Castellier, il monte più alto della penisola muggesana.

 

 Elleri prende il nome dalle famiglie Eller che qui si insediarono nel XIX secolo provenienti dall'attuale Cechia. Il vecchio nucleo abitativo in pietra a vista evidenzia la realtà abitativa di un tempo.

Dal suo poggio si gode di un'incantevole vista che spazia dall'altopiano  carsico ai monti della Vena. Elleri è l'unico paese dei Monti di Muggia di cui non si hanno dati su chiese esistenti.

 

Da inchieste e interviste fatte abbiamo scoperto che il centro abitato forse è stato costruito dopo la distruzione del castelliere avvenuta in seguito alle invasioni barbariche

 

 

 

  ......il vecchio                                                     Lara Eler  IV classe

 ... il nuovo

 

 

 

 

                                                                 Questo lavoro è frutto di studi e ricerche invogliati a compiere dalla nostra insegnante che ha saputo capire e considerare le difficoltà del nostro lavoro. La vogliamo ringraziare per averci guidati con amore, fermezza e allegria quando il cammino cominciava a essere tortuoso.

 

 

 

 


 

47         

             motto        BUMBARI                                

 

                     Ricerca cumulativa I – II – III – IV classe  Scuola Elementare Italiana Dignano:

Classe I : - Daniela Bilucaglia  - Filip Bosek  - Mauro Chiavalon  - Sara Derocchi  - Gaia Forlani  - Diego Gambaletta  - Arlen Kapetanovic'  - Stephan Kaurin - Entony Orlic'  - Robert Peresa  - Lorena Stocco

Classe II   - Alessandra Damijanic' - Stefano Giacometti  - Alison Kapetanovic'  - Ivan Karamatic'  - Matteo Lesic'  - Leonid Ljubotina  - Dario Sterpin  - Valentina Vitasovic' 9- Sofija Vuceric'

Classe III : - Debora Gambaletta  - Nika Piljan  - Danijel Pribicevic'  - Sara Rahmonaj  - Nina Zupicic'

Classe IV :  - Arian Arih  - Mauro Beltrame  - Lorenzo Biasiol  - Fabio Forlani  - Giada Forlani  - Valentina Jung  - Vanessa Lajic'  - Massimo Mejak  - Daria Morosin 1 - Anastasija Vuceric' 1 - Gloria Vale

 

Motivazione: il premio non poteva andare ad un lavoro migliore. I pici “bumbari” si sono ingegnati ad illustrare con splendidi disegni e simpatiche didascalie in un unico grande cartellone le bellezze e la ricchezza storica della loro Dignano. Uno stupendo lavoro di squadra che dimostra la grande professionalità del corpo insegnante e la verve creativa dei loro piccoli discenti.

                                                                              Si tratta di un cartellone enorme fatto soprattutto di disegni:

 

 

 

 


 

48   

motto Il trenino         4 ° classe            Natan, Nensi, Sara, Lisa, Matteo, Antonio, Ivana, Milena

 Scuola Elementare Italiana " Galileo Galilei " Umago

       

Il trenino di Umago

        

Buon giorno a tutti . Siamo i bambini della IV classe. Viaggeremo col trenino, e da lì vi illustreremo e vi spiegheremo com'è fatta la città di Umago. Siamo molto lieti di fare questo lavoro. Vi salutiamo , e vi auguriamo un buon divertimento.Oggi saremo noi la vostra guida turistica.

      … partenza!!!!

            Entrando in Umago, verso il centro si può trovare la piazza più piccola. AL centro di essa si trova una bellissima fontana. D'estate dalla fontana ogni dieci minuti sgorga l'acqua. Però bisogna stare attenti che l'annaffiafiori attorno alla fontana non vi bagni, che non fate la parte dei bei fiori che decorano la piazzetta.

            La chiesa parrocchiale , dedicata all'Assunzione della Beata Vergine Maria, viene menzionata per la prima volta nel 1426. Nel 1651 fu gravemente danneggiata dal maltempo.Nel 1757, probabilmente nello stesso luogo fu costruita l'attuale chiesa parrocchiale. Fu consacrata nel 1760. L'interno della chiesa è stato completamente rinnovato nel a981 e oggi la chiesa è davvero suggestiva. Il campanile in stile veneziano è del 1691. L'effigie in pietra del leone di S. Marco simbolo di Venezia, è stata collocata sul campanile nel 1929. Prima si trovava sull'edificio del municipio.

            Nella piazza  Libertà una volta Piazza Vittorio Emanuele III tra la chiesa parrocchiale e il campanile si trova una cisterna pubblica. Ora non si usa, però tanti anni fa era di grande aiuto per gli Umaghesi. La cisterna  è costruita in un piazzale per arrivare ad essa ci sono alcuni gradini da fare. Tutto è costruito in pietra. Sotto i gradini nella antichità c'era una " spina" dalla quale gli abitanti pompavano l'acqua potabile che serviva per l'uso quotidiano. Per ogni "mastela" di acqua prelevata si pagava dieci centesimi. Quando arrivi sulla riva vicino al hotel " Kristal" si vede il piccolo faro verde. Di notte quando ci sono le navi e le barche luccica così forte che fa quasi male agli occhi.  Fondata nel lontano 1947 come circolo italiano di cultura, poi Comunità degli italiani, oggi porta il nome di un grande scrittore delle nostre terre quale Fulvio Tomizza. Dopo Pola e Fiume è la terza comunità non solo per numero degli iscritti (2300) ma soprattutto per l'intensa attività culturale, protesa alla conservazione e allo sviluppo e al mantenimento della cultura , della lingua e delle tradizioni di questo territorio in una situazione sociale plurietnica, multiculturale ,tendente all'Europa.  Andando per Umago, nel centro, troviamo uno dei centri commerciali ,grandi magazzini, la piazza, dei bar, ristorante , la fontana…

            L'ATP DI UMAGO  Praticamente 15 anni fa nel maggio 1990 da una piccola palude abbandonata è bastato un tocco di magia e sono state costruite  cose stupende come il centro turistico di Stella Maris , e in esso il centro sportivo di tennis, come il famoso ATP Croatia Open.

Umago è la sede del torneo di massimo livello nazionale e mondiale, con un ricco fondo di premi. Il complesso sportivo di tennis è composto da ristoranti, caffè - bar, uffici dello staff e un grande campo centrale con quattro entrate e uscite, con spogliatoi e con una capacità di 3000 persone. Qui si svolgono le partite e la finale, coronata da fuochi d'artificio. Ci sono ancora 15 campi a disposizione con ristorante, caffè - bar, negozi e la laguna di Stella Maris. Qui hanno giocato i migliori giocatori del mondo: Prpić, Poljakov, Muster, Berasategui, Mantilla, Ulihrach, Norman, Rios, Moya. A Umago troviamo spiagge suggestive, sono bellissime.

            Molti turisti vengono a riposarsi su queste spiagge. Il mare azzurro e limpido favorisce la pesca d'estate , così si possono vedere i pescatori che pescano. A Umago e nei suoi dintorni ci sono molti alberghi. La città durante l'estate è molto popolata perché arrivano turisti che arrivano da tante città, paesi e stati lontani. I nostri alberghi offrono il massimo comfort alla gente che arriva per trascorrere un'indimenticabile vacanza. Eccoci arrivati alla fine di questa breve gita. Umago, città piccola ,ma bella e piena di cose interessanti da vedere, queste che vi abbiamo illustrato e tante altre ancora.