Pubblicazione dei temi del 2004

2° concorso

della Mailing List Histria

con la collaborazione di

ASSOCIAZIONE DALMATI ITALIANI NEL MONDO

ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA FIUMANA, ISTRIANA E DALMATA NEL LAZIO

FAMIGLIA RUVIGNISA

e della

COMUNITA' DEGLI ITALIANI DI ROVIGNO


INDIRIZZI DI SALUTO

Un premio nato sotto una buona stella

        Eccomi qui ad introdurre il nuovo libro che raccoglie i temi che hanno partecipato al 2° Concorso della Mailing List Histria in collaborazione con L'Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo, con l'Associazione per la Cultura Fiumana , Istriana e Dalmata nel Lazio e con la Famiglia Ruvignisa.

        Un concorso nato sotto una buona stella che sta avendo una risposta entusiastica da parte dei ragazzi delle scuole e delle Comunità Italiane d'Istria, Fiume, Dalmazia e ... Montenegro.

        Prima di cedere la parola ad Ottavio Missoni e a Nelida Milani, voglio ringraziare tutti i membri della MLH, ed in particolare la Commissione del premio che si è trovata nella difficile impresa di stilare una classifica tra tanti temi meritori.

        Un ringraziamento particolare va al prof. Elio Privileggio, Presidente della Comunità degli Italiani di Rovigno, che ci ha così calorosamente ospitato, al maestro Vlado Benussi ed ai suoi ragazzi che ci hanno allietato con le loro canzoni e con delle gustose scenette in rovignese.

        Il grazie più grande va a tutti coloro, grandi e piccoli, che hanno partecipato con i loro lavori che qui avrete modo di gustare grazie al contributo dell'Associazione Dalmata che ha voluto patrocinarne la pubblicazione.

                                                                              Gianclaudio de Angelini 


Cari amici,

        Un saluto a tutti i piccoli grandi protagonisti del Concorso Letterario della Mailing List Histria e le mie congratulazioni ai vincitori dell'edizione 2004. Vi ho letto con attenzione e interesse. Mi avete accompagnato quasi per mano per le calli e le vie a vedere le mura, le chiese e i palazzi delle città della dolce Istria, di Zara ricca di storia e di Cattaro nelle sue splendide Bocche. Luoghi che, grazie a voi, oggi conosco meglio di ieri.

        Mi avete fatto ricordare usi e tradizioni della giovinezza, la vita delle donne di allora ed il loro importante ruolo di oggi, sempre più attive dovunque, nella famiglia come nella società.

        Ho apprezzato la buona conoscenza della lingua italiana degli studenti che frequentano le Scuole Italiane dell'Istria e mi congratulo con le loro bravi insegnanti. Ancor più sono felice della partecipazione al concorso di giovani che risiedono negli antichi territori della " Dalmazia veneta " che dimostrano un non minore entusiasmo e volontà di imparare la nostra bella lingua.

        Agli amici della MLHistria il mio ringraziamento per l'entusiasmo e la perseveranza con cui s'impegnano ad organizzare questo concorso e a diffondere nella vostra lista di discussione una ricca rassegna stampa dedicata alla storia e alla cultura italiane oltre Adriatico.

        Sento una comune identità nelle parole del vostro " manifesto programmatico " che si rivolge con fraterno affetto a quelli che da sempre chiamo " i fratelli della costa ". Istriani, fiumani e dalmati da cui la storia ci ha separato. Sono i " barba nane e i barba Toni " con cui ogni estate " zogo a carte " gustando un buon " bicer de vin " e parlando delle cose vere della vita. Gente che non " s'intriga de politica, che xe el zogo de le tre carte", persone a cui ci accomunano lo stesso sentire e l'amore per la propria terra bagnata da uno splendido mare.

        Permettetemi di formulare un augurio. Che anche grazie a questo concorso le due sponde dell'Adriatico diventino ogni giorno più vicine. Domani inevitabilmente sarà così.

        Un caloroso abbraccio.                                                                                                   Ottavio Missoni


Là dove anche il sì suona

        Solo quindici, vent' anni fa sarebbe stato inconcepibile. Ci volevano democrazia e tecnologia. Ingredienti fondamentali. Sistema democratico dei neocostituiti  Stati di Slovenia e Croazia ed intuizioni tecnologiche della Mailing List Histria che dalla sua fondazione si è posta la questione di come intervenire affinché la ricchezza della lingua e della cultura che ci ha educati e nutriti venga sempre più conosciuta, diffusa e apprezzata. E' sua, della MLH, pure l'iniziativa del Concorso indetto nel 2002 per allievi e allieve delle scuole italiane di Croazia e di Slovenia, ora giunta alla sua seconda edizione. La grande autostrada multimediale di Internet presenta attributi di flessibilità in grado di rispondere anche a simili requisiti culturali, una via globale aperta a tutti gli alunni che conferma ancora una volta che " il mezzo è il messaggio".

        Naturalmente pure i temi assegnati nel 2003, " Il lavoro delle donne ieri e oggi" e " Sono una guida turistica e vi porto a vedere la mia città " sono di quelli che fanno scattare i ricordi delle nonne e l'orgoglio di appartenenza.

        Se Pola, Fiume, Spalato, Pirano, Sebenico, le tantissime altre città e cittadine, i tantissimi altri paesi e paesetti fossero dei libri di storia, avrebbero molte pagine strappate, molti messaggi indecifrabili, molti desideri senza risposte, molte urla e molti pianti senza ascolto. Ricucire la memoria non è facile: ci sono tecniche per migliorare la memoria ma non ci sono tecniche contro l'oblio. Non si può fare un nodo al fazzoletto o cambiare l'anello di dito per dimenticare!

        Per fortuna testimonianze del nostro patrimonio si possono ancora rintracciare nella vita e nelle relazioni quotidiane, nelle pubblicazioni locali, nelle manifestazioni pubbliche, nella vita religiosa, nelle iniziative culturali, nella memoria delle persone anziane, nei manoscritti conservati negli archivi comunali, parrocchiali e familiari, nelle immagini fotografiche...soprattutto nell'architettura - la più sociale delle arti - che ha costruito in millenni strutture solidissime di resistenza, le ha costruite con i sacrifici degli avi e anche con le nostre anime.

        Per fortuna i fioi accettano le sfide, sono avventurosi, sono curiosi di scoprire, di stupirsi, di conoscere, di mandare avanti il mondo. Sono andati a scavare dentro le persone e dentro i luoghi e ciò significa toccare radici, non solo di una specifica identità, ma dell'umanità in genere. I luoghi sono generatori di memoria. E le terre istro-quarnerine e dalmate sono degli alti luoghi di memoria finiti per troppo tempo su un binario morto della Storia. E' venuto a mancare un rapporto pieno, completo, spontaneo con l'eredità culturale, quel rapporto che quando lo si vive in maniera naturale nemmeno ci si accorge che esista, sembra addirittura biologico, sembra la vita stessa, l'unica vita. Di questo ci si accorge quando qualcuno ti toglie l'abito della tua cultura.

        Dalle Bocche di Cattaro tantissimi temi. Tutta la città con le sue piazze, le sue case, le sue chiese, i suoi campanili, le isole - usciti dalla proustiana tazza di tè di tiglio. Bravi ragazzi! La clessidra sembra invece ancor sempre rotta in Dalmazia - a parte Zara. Senza asili, senza scuole, senza insegnanti, senza guide, senza Comunità degli Italiani, senza il supporto di strutture pubbliche, senza il sostegno e l'attenzione delle istituzioni, in Dalmazia siamo ancor sempre al null-punkt, al punto zero che impedisce di riprendere il filo della memoria e della continuità. E' una specie di luogo elettivo della sofferenza della cultura italiana, che nel Cinquantennio non rientrava nei paradigmi dell'ufficialità canonizzata e ritualizzata.  Se ne sono persi progressivamente il contatto e la consapevolezza. Il silenzio è ancor sempre il suo contrassegno principale. Regione che deve ritrovare la vocazione naturale, che è quella di essere strada più che confine, ponte più che trincea, passaggio più che barriera. La storia, la cultura, l'arte di queste terre si è formata sulla comunicazione, sull'incontro, sull'osmosi, su rapporti diversi che hanno formati una comunità ricca, aperta, ospitale, originale. Ma per far questo occorre riaprire il dialogo col tempo e con gli esseri che lo hanno abitato e che hanno contribuito ad addomesticare il territorio. Tale opera è di impossibile attuazione se non si riaprono le ferite che gli esseri umani nel corso del loro affannoso dimorare hanno inflitto proprio al tempo e ai loro simili. Aprire queste ferite vuole dire ascoltare voci che troppo crudamente sono state ammutolite, decifrare il loro messaggio e dare giustizia alle loro attese. Sono problemi che passano sopra le teste dei più piccoli. Speriamo tuttavia nelle prossime edizioni del Concorso. La speranza è una passione del tempo.

        In Istria e a Fiume la situazione è diversa. Qui sono state la scuola e le Comunità degli Italiani a puntare i piedi, a far fronte al processo di disidentificazione, per cui le culture restano senza luoghi, i luoghi restano senza culture locali. Ciò conduce all'estraniazione degli abitanti rispetto alla dimora e della dimora rispetto agli abitanti. Si sviluppa, così, quel sentimento diffuso del " sentirsi straniero a casa propria ". Il quale sentimento è una patologia affettiva ben più acuta dell' " essere senza casa ".

        Intanto i risultati del Concorso sono sorprendenti per la freschezza di colori luci odori sapori. I temi hanno creato una precisa " aura " che traccia l'ambiente di provenienza, il sole, il mare, i monumenti, il carattere, la storia personale, l'esperienza dura del lavoro delle donne - compresi gli anacoluti e le sgrammaticature, i tic e i lapsus socio-culturali, compreso pure il gorgonzola dei nostri dialetti.

        Cosicché il ciclo non si chiude.

        Le radici non si tagliano, anche se a fianco, fuori, tutt'intorno c'è altro. Anche se per i nostri ragazzi l'appartenenza è un problema di incessante, reiterata scelta quotidiana, che sta alla base della produzione di senso nell'ambiente di vita, condizione irrinunciabile perchè si possa abitare un luogo e sentirvisi a casa. 

        Non è facile. I discorsi sciropposi e anestetizzanti sul dialogo delle culture, sul mutuo arricchimento, sull'armonia delle differenze presentano la pluralità e la diversità come degli stati acquisiti, mentre invece esse sono il prodotto di una lunga costruzione, di una volontà comunitaria, di una volontaria conquista, nel rispetto delle singolarità, che implica però una parte conflittuale, una grande sofferenza delle generazioni precedenti. D'altra parte, se non bisogna occultare tale conflittualità non bisogna neppure demonizzarla. Il conflitto è nella natura delle cose, è una forma di interazione. Il conflitto è stato un fattore di destrutturazione prima e di restrutturazione poi, e, in questo modo, esso può essere considerato come uno dei motori principali del cambiamento.

        Credo sia una reazione sana l'accettazione della metamorfosi e il riaffermarsi della vita, dopo che i bisnonni, nonni e genitori hanno battuto per molti decenni i territori della distruzione. Il grande simbolo positivo è imparare attraverso la tragedia a ricostruire se stessi in relazione con gli altri. I giovani credono in alcuni significati fondamentali, a beni e valori prodotti dall'esperienza di questa popolazione fatta di italiani e croati, di italiani e sloveni, prima separati, oggi molto mescolati. Le culture sono entrate in contatto, si sono contaminate. E' un processo irreversibile, che nessuno può fermare. E' un movimento zingaresco, perchè le persone continuano a mantenere le proprie radici, la propria nazionalità, ma hanno la benedizione di poter condividere le culture e le lingue altrui. I giovani possono vivere il paradosso di avere radici e ali contemporaneamente.

        Ma per mantenere le radici è imprescindibile il contatto, i contatti, il bisogno primario e il forte ruolo di riferimento nella cultura dell'Italia, che permetta ad una minoranza di costruire e difendere un'immagine di sé, dotata di una solidità che le consenta di esistere senza dissolversi.

        Senza di questo, la cultura nostrana s'ingessa, si fossilizza, languisce. Ci vuole continuamente nuova linfa. A questo proposito non sarebbe male, anzi, sarebbe ben coinvolgere in qualche modo nel Concorso pure nipoti e nipotini degli esuli. Vale ancora la massima di Platone: " Se uno con la parte migliore del proprio occhio - la pupilla - guarda la parte migliore dell'occhio dell'altro, vede se stesso."

                                                              Nelida Milani


Premessa

        Poiché mi sono occupata della organizzazione del presente libretto vorrei chiarirne brevemente la struttura.

        Dopo le prefazioni del Presidente della Commissione giudicatrice Gianclaudio de Angelini, di Ottavio Missoni e di Nelida Milani mi è sembrato opportuno inserire il Bando di Concorso con le aggiunte che si sono avute nel corso dell'anno. E' qui inserito anche il Manifesto programmatico della Mailing List Histria. Quindi l'elenco dei premiati con le motivazioni e poi la composizione della Commissione giudicatrice.

        Sono stati inseriti i temi in ordine di età. Prima i pici delle prime classi elementari, poi i medi, quindi i grandi. Sia della Slovenia che della Croazia. A parte, prima i ragazzi delle elementari e poi i grandi del Montenegro.

        L'indice rende possibile rintracciare il tema desiderato. Spero che la lettura sia gradevole.

                                     Maria Luisa Botteri