2° PREMIO

 

motto Falena

 

 

Caterina Rende Dominis,

Ilenia Belli 

 

Classe  VI b

Scuola Elementare Italiana

“Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

 

Motivazione: bella favola dal piglio ariostesco che tocca i temi classici dei racconti popolari: il rapporto tra l'uomo, il suo animale, i suoi campi e la minaccia incombente di una natura possente che ha i suoi comandamenti a cui non si può trasgredire. Nel mondo dell'immaginario però c'è sempre un modo per ottenere il lieto fine: sconfiggere il drago e liberare la bella che, riconoscente, consentirà al nostro Lucio di tornare al paesello e ritrovarvi l'amore.

C'ERA UNA VOLTA

 

C’ era una volta un agricoltore, anzi, un marinaio chiamato ufficialmente Luciano Linardon, ma soprannominato da tutti Lucio.

Era nato a Lindar, un paesino dell'Istria centrale. Quando nacque, suo padre gli piantò un olivo e Lucio crebbe accanto ad esso. Oltre all'olivo, gli regalò un asinello

a cui si affezionò moltissimo. Dopo, quando diventò ragazzo, piantò tantissimi alberi da frutta e 150 ulivi da cui sperava che un giorno avrebbe ricavato litri e litri di olio.

Così, una volta diventato grande sarebbe riuscito a mantenere sè e la sua famiglia. Ma l'olivo che rendeva di più era quello piantato alla sua nascita. Il suo fedele asinello lo accompagnava dappertutto, lo aiutava a portare i pesi e strofinava la testa al  braccio di Lucio per ringraziarlo del cibo.

Ma un giorno, quando Lucio stava per compiere 18 anni, successe una cosa misteriosa. Lucio guardò verso il cielo e vide tanti uccelli neri che sorvolavano il suo uliveto. Nella chioma del suo olivo più vecchio intravvide un'ombra muoversi e dirgli: «Questo è un momento brutto della tua vita Lucio. Faresti meglio ad andare via da qui». Ma Lucio non ci pensò neanche, perché proprio qualche giorno prima la bella Ida del  villaggio accanto gli sorrise mentre gli passò vicino. Non fece caso a quello strano messaggio e tornò verso casa a dare da mangiare all'asinello. Ma lo trovò sofferente, steso sulla paglia nella stalla. Inutili furono tutti i suoi sforzi per aiutare l'amico affettuoso. L'asinello gli morì fra le braccia. Da allora vedeva tutto dal lato negativo e la vita gli sembrò triste. Ida non lo guardava più, i suoi olivi si ammalarono.

Qualche settimana dopo, incontrò Diego, un giovane di Rovigno che gli parlò della bella vita da marinaio e lo invitò a partire con lui nel prossimo viaggio verso mari lontani. Tutte queste coincidenze gli fecero venire in mente il messaggio sentito nell'uliveto il giorno in cui morì il suo asinello. Ne parlò con  i genitori i quali gli diedero la benedizione e lo prepararono per il lungo viaggio attraverso questo mare senza confini.

Quando Lucio arrivò a Rovigno tutti gli altri marinai lo accolsero amichevolmente. Più di tutti  Diego, con il quale fece subito amicizia. Così unirono i loro  risparmi e decisero di comprare insieme una barca. La cercarono dappertutto, ma le barche erano o troppo costose, o troppo piccole, o troppo vecchie, o troppo brutte... La sera, in un bar sotto la chiesa di Santa Eufemia, incontrarono un vecchietto strano. Nessuno sapeva da dove venisse. Lui si rivolse ai due giovani e propose di dare loro una bellissima barca chiamata «Buon vento» gratuitamente.

«Dov'è il trucco?» gli chiesero i ragazzi. Il vecchio gli spiegò che la barca era stregata. Qualsiasi vento tirasse, essa li avrebbe portati all'isola di Astipalaia. In quella bellissima isola greca, una sirena, la figlia del vento, era prigioniera di un drago cattivo. Dopo aver liberato la figlia del vento, i coraggiosi marinai avrebbero potuto tenere la barca. Lui era già troppo vecchio per buttarsi in una simile avventura. Perciò, visto i due amici coraggiosi e giovani, voleva affidare a loro la sorte della bella sirena.

Il giorno dopo Lucio e Diego erano già salpati verso il mare aperto. Non dovettero preoccuparsi della destinazione. Tanto il vento li portava dritto verso Astipalaia, senza neanche toccare it timone. Ma appena si avvicinarono all'isola videro un enorme drago nero che stava in agguato, come se sapesse che su quel grande veliero si nascondevano dei nemici. Solo ora iniziarono a domandarsi «Come  riusciremo a sconfiggere un simile mostro?» Erano quasi decisi ad abbandonare l'avventura,  ma la loro barca non si muoveva dall'isola greca. Decisero di nascondersi in una baia al lato opposto di quello dove stava il drago.

Per giorni esploravano l'isola di nascosto. Finalmente, trovarono un passaggio che li portò verso una grotta. Lì videro la piccola sirena che piangeva triste. Ebbero un'onda di disperazione nel vedere questa bella creatura piangere. Si chiedevano «Come si può fare una cosa simile a questa bella sirena?» Le si avvicinarono e le chiesero se potesse dare loro qualche idea su come sconfiggere il drago. Lei raccontò di un'erba velenosa che si poteva trovare sull'isola e che, una volta che il drago si fosse addormentato, lo avrebbero potuto avvelenare, ferendolo con una lancia inzuppata nel veleno.

I due amici si misero subito alla ricerca dell'erba velenosa. Non era un'impresa facile, perchè dovevano sempre  nascondersi dagli sguardi del drago. Ma sfruttando i  momenti brevi del suo sonno leggero, riuscirono a trovarne a sufficienza per preparare il veleno  necessario. Lucio, che dei due era il più prudente, convinse Diego di preparare una quantità superiore, infatti, il loro primo attacco non andò a buon fine, perchè la ferita non era grande e il drago, furioso di essere stato attaccato, si mise ad inseguirli. Per fortuna, quel poco di veleno lo aveva un po’ stordito e in un momento si fermò per riprendere fiato. Diego, che dei due era il più coraggioso, si buttò sul mostro con l'altra lancia avvelenata. Questa volta lo colpì forte e il mostro morì.

Dopo aver liberato la figlia del vento, questo gli regalò la barca e, da allora in poi, li accompagnavano sempre venti favorevoli negli altri viaggi.

Ma dopo alcuni anni decise di finire con le avventure in mezzo al mare e di tornare a Lindar...

Quando arrivò a Lindar la grande sorpresa fu nel vedere che il suo oliveto era guarito e gli alberi  da frutta alti e pieni di frutti di tutti i tipi. Nelle vicinanze venne ad abitare una giovane vedova, con un bellissimo sguardo dolce, accompagnata sempre da un piccolo asinello affettuoso. Il nostro eroe aveva capito che il destino aveva voluto fargli vivere tutte le sue avventure in mezzo al mare, ma che ora doveva tornare ai suoi olivi e alla sua terra.