Comunicato  ML Histria (2 giugno 2010)

 

Domenica 30 maggio 2010 si è tenuto presso la comunità degli italiani di Sissano d'Istria il decimo raduno di ML Histria ( http: // www.mlhistria.it ) e l'ottava premiazione del concorso letterario rivolto agli studenti delle scuole italiane in Slovenia e Croazia e agli alunni italofoni delle scuole del Montenegro ( http://www.adriaticounisce.it ).

La mattina ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei premi ai ragazzi con grande partecipazione sia di studenti che di insegnanti e genitori. 

Quest'anno il concorso letterario indetto da ML Histria ha battuto tutti i record di adesione. Infatti sono pervenuti alla commissione di valutazione, presieduta da Maria Luisa Botteri, ben 193 elaborati e hanno partecipato in totale 272 studenti.

Il concorso, sorto con il patrocinio dell'Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio e dell'Associazione dei dalmati italiani nel mondo, ha potuto beneficiare di ulteriori premi donati dal periodico degli esuli polesani europeisti “Istria Europa”, dall'associazione “Libero Comune di Fiume in Esilio”, dall'associazione “Libero Comune di Pola in Esilio” e dalla comunità dei “Sissanesi riuniti”. Sono stati previsti due premi dedicati alla memoria di Alessandro Boris Amisich e del Capitano Antonio (Tonci) Neumann. Infine sono stati istituiti dei premi speciali della giuria per i temi meritevoli di un riconoscimento e dei premi “simpatia” per gli elaborati degli alunni più piccoli che si sono distinti per la loro freschezza e genuinità.

A coronare l'iniziativa è stata la lettura dei messaggi di saluto trasmessi a ML Histria da parte del presidente del Senato della Repubblica, On. Renato Schifani, e del senatore Sergio De Gregorio.

In seno alla manifestazione sono stati consegnati ai partecipanti i libri che raccolgono i temi dell'edizione 2009 del concorso letterario, pubblicati grazie all'insostituibile aiuto del Centro di documentazione multimediale di Trieste (CDM).

La commissione ha voluto ringraziare pubblicamente durante la mattinata tutti coloro che hanno reso possibile questo concorso ed in particolare Maria Rita Cosliani e Walter Cnapich per il loro insostituibile apporto a tutte le attività di ML Histria.

Sono stati infine premiati “PERSONAGGI DELL'ANNO ML HISTRIA ” Ondina Lusa, Mario Demetlica, Mario Fragiacomo e Bepi Valenti.

Nel pomeriggio si è tenuta la consueta riunione annuale di ML Histria a cui è seguito un dibattito pubblico sul tema “Le divisioni tra istriani hanno ancora ragione d'essere?” che ha visto la partecipazione di numerosi ospiti.

Il presidente della comunità di Sissano, Paolo Demarin, ha preso la parola per portare il suo saluto a nome della comunità e per introdurre alcuni elementi di riflessione rispetto al tema del dibattito. Successivamente Axel Famiglini, coordinatore di ML Histria, ha tenuto una breve relazione sulle iniziative intraprese da ML Histria nell'anno appena trascorso e ha successivamente moderato il dibattito presentando infine le sue personali considerazioni sull'argomento ponendo in particolar modo l'accento sull'importanza dell'ottenimento dell'autonomia amministrativa per la regione istriana con il fine di conseguire un maggiore rafforzamento delle componenti minoritarie sul territorio.

Fra coloro che hanno partecipato al dibattito ricordiamo Furio Radin (presidente dell'Unione Italiana), Rodolfo Ziberna (presidente del comitato ANVGD di Gorizia e vicepresidente dell'ANVGD a livello nazionale), Paolo Radivo (Arena di Pola), Silvio Mazzaroli (Libero Comune di Pola in Esilio), Lino Vivoda (Istria Europa), Gianclaudio de Angelini (Società di Studi Fiumani, Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio), Maria Luisa Botteri (Associazione dalmati italiani nel Mondo, Associazione nazionale dalmata), Avv. Cesare Papa e  Prof. Guglielmo Cevolin (Coordinamento Adriatico), Ondina Lusa (Comunità degli Italiani di Pirano), Amina Dudine ( Presidente Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” di Isola d'Istria), Denis Visintin (storico), Olga Milotti (ex presidente della Comunità degli Italiani di Pola), Eufemia Giuliana Budicin (Comitato ANVGD di Roma), Sergio Uljanic (Associazione culturale istriani fiumani dalmati del Piemonte), Aldo Demarin (presidente del consiglio comunale di Lisignano d'Istria), Luca Covella (Sissanesi riuniti) e Mirella Tribioli (componente della commissione di valutazione del concorso MLH).

Il raduno di ML Histria si è chiuso con l'auspicio che i propositi espressi di maggiore collaborazione e coordinamento tra esuli e comunità italiana rimasta si traducano quanto prima in fatti concreti e con l'intenzione di rivederci tutti il prossimo anno a Buie in occasione del prossimo raduno di ML Histria.

 

 

«Siamo un solo popolo»

 

A Sissano il decimo raduno della Mailing List Histria

 

Si è svolto domenica 30 maggio 2010 presso la Comunità degli Italiani (CI) di Sissano il decimo raduno della Mailing List Histria, fondata il 14 aprile 2000 come gruppo di discussione su internet aperto a esuli e rimasti. L’antico borgo, dove ancora vivono connazionali che parlano l’istrioto, è stato a lungo frazione del Comune di Pola e ora fa parte del Comune di Lisignano. L’accoglienza è stata cordiale: la mattina due sissanesi in costume tradizionale hanno distribuito crostoli ai partecipanti, mentre poi il Comune di Lisignano ha offerto un pranzo a base di ricette istriane.

La mattinata si è svolta in un clima festoso. Dopo la messa nella chiesa locale celebrata in italiano e allietata dal coro misto della CI, Paolo Demarin, giovane presidente della CI stessa e vice-sindaco di Lisignano, ha salutato gli ospiti. Hanno fatto seguito una simpatica rappresentazione teatrale in dialetto di quattro bambini appartenenti alla filodrammatica della CI e alla sezione sissanese della scuola elementare “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, e due canti dialettali del coro misto. Maria Luisa Botteri, presidente della commissione di valutazione dell’VIII Concorso letterario ML List Histria 2010, e altri membri della stessa hanno rievocato i precedenti raduni “mailini” e le passate edizioni del concorso. Alcuni attivisti in costume della “Famea dei salineri” della CI di Pirano hanno offerto ai presenti confezioni di sale estratto dalle saline di Sicciole con i metodi tradizionali. Axel Famiglini, fondatore e coordinatore della ML List, ha letto i messaggi augurali di Renato Schifani, presidente del Senato, e di Sergio De Gregorio, presidente della delegazione parlamentare italiana presso la NATO.

 

Si è quindi proceduto alle premiazioni del concorso, cui hanno partecipato 272 studenti di numerose scuole italiane sia elementari-medie che superiori di Slovenia, Croazia e Montenegro, per un totale di 193 elaborati.

 

 Rispetto al 2003 il numero dei concorrenti è quintuplicato. La scuola che ha inviato più temi è stata la “Giuseppina Martinuzzi”, la cui classe II C ha ottenuto il Premio Simpatia. Frequentano invece la superiore “Dante Alighieri” di Pola Petra Bajić ed Enid Vidaček che, in quanto vincitori del secondo premio per i lavori di gruppo delle superiori, hanno ricevuto in dono il DVD “La cisterna”. Della “Dante Alighieri” è anche Elena Mušković, alla quale il direttore de “L’Arena” e assessore del Libero Comune di Pola in Esilio Silvio Mazzaroli ha consegnato il premio speciale offerto della nostra associazione per un tema sulla realtà linguistica e culturale della Pola odierna.

 

Tutti gli elaborati del concorso si possono leggere sul sito www.adriaticounisce.it  creato da Maria Rita Cosliani, attivista della ML List e neo-consigliere del Libero Comune. Sono stati infine premiati Ondina Lusa, della Comunità degli Italiani e della Società di studi storici di Pirano, Mario Demetlica, esule in Australia, e il musicista Mario Fragiacomo. A nome della ML List, Eufemia Giuliana Budicin ha donato a Paolo Demarin una riproduzione della pala dell’altare del duomo di Bolsena (VT) dipinta nel ’700 del capodistriano Francesco Trevisani.

 

Aprendo i lavori pomeridiani lo stesso Demarin ha rivelato di non sentirsi pienamente a casa propria a Sissano perché gli manca la maggior parte del suo popolo: quella esodata. Esprimendo a cuore aperto i propri sentimenti patriottici, ha auspicato una collaborazione concreta e fruttuosa tra esuli e rimasti fondata su progetti comuni, ha parlato del lavoro da lui fatto per il ripristino della toponomastica originaria e ha accolto volentieri la proposta di un “Festival istrioto” a Sissano per valorizzare quel dialetto dell’Istria meridionale. Ha però lamentato la scarsa applicazione del bilinguismo, i problemi delle scuole della minoranza, nonché il divario tra il numero relativamente alto di iscritti alle CI e il basso numero di attivisti e di persone che al censimento si dichiarano di nazionalità e madrelingua italiana.

 

Axel Famiglini d’accordo con Demarin, ha detto che è ora di finirla con i contrasti fra esuli, fra rimasti e fra esuli e rimasti. La “madrepatria” dovrebbe interessarsi maggiormente dei problemi sia degli uni (restituzioni dei beni, indennizzi) sia degli altri (bilinguismo, base economica per sopravvivere). Dopo aver espresso soddisfazione per il crescente successo del concorso letterario e per la ricchezza della rassegna stampa “Stebomba”, Famiglini ha citato i principali interventi attuati nell’ultimo anno dalla ML List a difesa dell’identità storica del popolo istriano-fiumano-dalmata.

 

È quindi iniziato il dibattito dal titolo “Le divisioni fra istriani hanno ancora ragione d’essere?”, cui hanno partecipato ben cinque consiglieri del Libero Comune di Pola in Esilio: Lino Vivoda, Paolo Radivo, Silvio Mazzaroli, Sergio Uljanic e Luca Covella.

 

Lino Vivoda ha ricordato di essere stato uno dei primi esuli a essersi aperto al dialogo coi rimasti quand’era sindaco del Libero Comune, trovando un ottimo interlocutore nell’allora presidente della CI di Pola Olga Milotti. Anche Silvio Mazzaroli ha continuato su questa strada. Se c’è buona fede e buona volontà e si vuole bene all’Istria, si può fare.

 

Ondina Lusa ha menzionato le principali attività della CI e della Società di studi storici di Pirano per promuovere l’italianità e la conoscenza delle nostre terre.

 

Aldo Demarin, presidente sia del Consiglio comunale di Lisignano sia del locale Consiglio della Comunità Nazionale Italiana, si è rammaricato per il fatto che tanti sissanesi hanno a suo tempo dovuto scegliere l’esodo, ma ha rimarcato l’importanza di agire assieme per la difesa dell’istrianità italiana.

 

Rodolfo Ziberna, vice-presidente nazionale e presidente provinciale di Gorizia dell’ANVGD, presidente della Lega Nazionale di Gorizia ed ex consigliere del Libero Comune di Pola in Esilio, ha dichiarato che le associazioni degli esuli hanno oggi un doppio compito: “presidiare” il terreno in Italia contro il negazionismo e rapportarsi coi rimasti. Senza tale rapporto le associazioni finirebbero presto per esaurirsi, limitandosi al ruolo di meri custodi della memoria ma non di protagonisti. I contributi pubblici sono utili, ma dobbiamo rimboccarci le maniche. Con il sostegno degli esuli, la nostra minoranza in Slovenia e Croazia dovrebbe promuovere i prodotti tradizionali del territorio e diventare l’interlocutrice naturale per gli imprenditori italiani.

 

Paolo Radivo ha esortato esuli e rimasti a sentirsi fratelli in quanto parte del popolo istriano di matrice italiana, che oggi rischia l’estinzione tanto in Istria quanto fuori. Senza paura bisognerebbe dialogare assieme allo scopo di curare la ferita dell’esodo e aiutarsi a vicenda considerando come propri i problemi degli altri: se infatti l’estensione del bilinguismo serve a preservare quanto è rimasto dell’italianità e a rendere l’Istria più accogliente anche per chi la dovette lasciare, un bilinguismo senza più italiani non avrebbe senso. Perciò è interesse anche dei rimasti che i beni ancora “liberi” siano restituiti da Croazia e Slovenia ai legittimi proprietari invece che venduti a stranieri danarosi e che gli altri esuli vengano finalmente risarciti in modo equo e definitivo. Così quanti lo vorranno potranno tornare almeno idealmente nella “piccola patria” d’origine non come semplici turisti ma come cittadini europei. Tale ritorno gioverebbe ai connazionali rimasti anche sul piano economico e rafforzerebbe l’istrianità.

 

Gianclaudio de Angelini, della Mailing List, della Società di Studi Fiumani e dell’Associazione per la Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata del Lazio, ha sottolineato che l’unione fa la forza mentre le divisioni sono letali. Siamo tutti istriani e dovremmo assieme ricucire lo strappo dell’esodo, perché oggi in difficoltà sono sia gli esuli che i rimasti. Ancora negli anni ’60 a Rovigno si sentiva parlare il dialetto per strada: oggi non è più così, e lo stesso vale per le scuole e le CI. Bisognerebbe farla finita con la frammentazione arrivando a due sole associazioni comuni: una culturale e l’altra politico-rivendicativa.

 

Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana (UI) e deputato dei connazionali a Zagabria, ha affermato che in realtà non esistono esuli e rimasti, ma un popolo unico che ha avuto fino a 60 anni fa una storia comune. Superare gli ultimi 60 anni che hanno creato separazioni è urgente, anche se non facile. Gli esuli lasciarono la patria regionale per quella nazionale, mentre i rimasti lasciarono la patria nazionale per quella regionale. Gli esuli, salvo che non fossero stati espulsi, non ebbero la forza di rimanere, mentre i rimasti non ebbero la forza di andar via. L’UI è molto aperta verso gli esuli e vorrebbe che costoro fossero un popolo unico insieme agli italiani rimasti e agli istriani non italiani. Con la Croazia nell’UE non vi saranno più ragioni politiche per osteggiare tale riunificazione, che sarebbe bello che riguardasse anche Zara e Spalato, ma lì l’atteggiamento verso gli italiani è ostico. L’UI sta conducendo una battaglia per l’unitarietà della minoranza a nord e a sud della Dragogna, perché la divisione la indebolirebbe ulteriormente. Nell’Istria slovena ci sono più diritti, ma in quella croata c’è più calore da parte della maggioranza.

 

Maria Luisa Botteri, della ML List, dell’Associazione Nazionale Dalmati Italiani e del Libero Comune di Zara in Esilio, ha fatto presente che gli istriani hanno ancora radici nella loro terra e che pertanto l’Istria può tornare a essere ciò che è stata. Invece in Dalmazia sono rimasti troppo pochi italiani: i dalmati hanno perso la loro guerra nell’800, quando l’Austria li ha cacciati, costringendoli a rifugiarsi a Pola, Trieste o Zara, dove allora non c’era il rischio di dover andar via.

 

Cesare Papa ha parlato del contributo di Coordinamento Adriatico all’unitarietà del popolo istriano-fiumano-dalmata per un futuro comune. I rimasti corrono il rischio dell’assimilazione: infatti la lingua italiana è sempre meno parlata, il bilinguismo, quando c’è, è poco rispettato e l’esodo strisciante di giovani verso l’Italia continua. Una copia dei volumi realizzati da Coordinamento Adriatico sulla toponomastica è stata donata alla ML Histria.

 

Silvio Mazzaroli ha ricordato di aver posto nel 2002 come precondizione per accettare l’incarico di presidente del Libero Comune di Pola in Esilio che l’assemblea gli desse il via libera a coltivare il dialogo con i rimasti. Non è possibile però ricucire il tessuto lacerato dall’esodo partendo dai vertici: bisogna partire dalla base, così come per costruire una casa si inizia dalle fondamenta; altrimenti si mette il tetto su qualcosa che non c’è. Gli esuli possono aiutare i rimasti nel mantenere l’italianità in Istria, dove c’è grande interesse e simpatia per la nostra cultura e dove perfino i forestieri arrivati non molti anni prima si vantano di dirsi istriani e considerano stranieri i nuovi venuti. Per conservare e rafforzare l’istrianità bisogna far emergere le caratteristiche intrinseche del territorio. Ad accomunare esuli e rimasti è l’eccidio di Vergarolla, in quanto ci sono state vittime sia tra le famiglie poi esodate sia fra quelle poi rimaste. Ma negli ultimi due anni la cerimonia commemorativa è stata ghettizzata, con la scusa che in precedenza qualcuno giunto da Trieste aveva esibito quella stessa bandiera italiana che sventola sul municipio di Pola e all’ingresso della CI. Dovrebbero semmai essere i nostri connazionali rimasti a portare tale bandiera a Vergarolla, così come gli attivisti della minoranza slovena portano la propria e i titoisti quella italiana con la stella rossa in Risiera, a Basovizza o a Gonars.

 

Olga Milotti ha proposto di far venire a Pola musicisti e cantanti italiani, e in particolare Chiara Bertoglio, perché la musica unisce tutti. Le divisioni tra esuli ed esuli, tra rimasti e rimasti e tra esuli e rimasti sono spesso questioni di “careghete”. Quanto ai beni, non è colpa dei rimasti se non sono stati restituiti o se villa Tarabocchia a Lussinpiccolo è stata ceduta alla locale CI. Realizzare oggi i raduni degli esuli nelle sedi dei rimasti sarebbe la cosa più logica. Del resto, quando lei era presidente della CI di Pola, Porta Ercole era sempre aperta agli esuli e Vivoda ne portò parecchi: l’Istria è infatti la nostra casa comune. Sarebbe auspicabile che su una parete della chiesa di Vergarolla venisse collocata una lapide con l’elenco di tutte le vittime accertate. Ma dovrà passare ancora una generazione prima che gli attriti vengano meno.

 

Amina Dudine, presidente della CI “Dante Alighieri” di Isola, ha rilevato come, con l’indipendenza di Slovenia e Croazia, la sua cittadina sia stata separata dal resto dell’Istria. Nella parte oggi slovena della penisola ci sono molte leggi a favore della minoranza, ma restano sulla carta perché si preferisce parlare sloveno in municipio, nei negozi o in tribunale. Lei è una dei pochissimi che si esprimono italiano anche quando funzionari o commercianti le si rivolgono in sloveno. La nostra gente è rassegnata e pensa che ciò che ha sia anche troppo. Tra esuli e rimasti dovremmo essere uniti e aiutarci; invece a molti discendenti di esuli non importa nulla dell’Istria, mentre a Isola i rimasti sono divisi in due comunità e non riescono a uscire dal loro ghetto. Dopo la guerra chi se ne andò lo fece perché costretto o per paura, mentre chi rimase lo fece perché anziano, malato, invalido o per assistere i familiari; pochi per ragioni politiche. Oggi le scuole italiane devono accogliere studenti di ogni nazionalità perché altrimenti le sezioni vengono soppresse: così gli studenti fra loro parlano sloveno. E fra gli insegnanti vi sono sloveni che hanno fatto uno striminzito esame di italiano ma non padroneggiano bene la lingua.

 

Sergio Uljanic ha ricordato come l’Associazione per la Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata del Piemonte abbia promosso incontri con i rimasti e si è detto favorevole a dare una mano affinché a Pola possa suonare Chiara Bertoglio, come già a Torino.

 

Eufemia Giuliana Budicin, dell’ANVGD, ha riferito che si sta lavorando per una mostra a Roma che faccia conoscere quanto gli artisti istriani hanno dato al Lazio.

 

Denis Visintin, della CI di Buie, ha sostenuto che non si deve più parlare di esuli e rimasti ma di istriani, perché facciamo tutti parte della stessa famiglia e dovremmo smetterla con le divisioni. Dal 1983 buiesi residenti e non, si incontrano per le feste patronali e insieme hanno operato per il restauro delle chiese, ma non hanno mai fatto un raduno comune. Il prossimo anno la ML List terrà invece il suo raduno proprio a Buie: ciò dimostra che è riuscita là dove non sono riuscite le istituzioni.

 

Mirella Tribioli, insegnante laziale attenta alla questione istriano-fiumano-dalmata, ha evidenziato il ruolo che la scuola dovrebbe avere in Italia per far conoscere la triste vicenda di questo popolo, ma che purtroppo ancora non ha. Auspicando che la collaborazione tra esuli e rimasti si rafforzi, si è chiesta se ci possiamo permettere il lusso di non essere uniti.

 

Luca Covella, discendente di sissanesi, ha ribadito che le divisioni non hanno più senso e auspicato che si definiscano assieme progetti concreti, perché altrimenti ci si limita alle chiacchiere, mentre occorrono i fatti. A Sissano si opera già in tale direzione: nel 2008 è stata scoperta una lapide che ricorda come l’edificio sede della CI fosse stata la casa della famiglia Frezza ora esule a Trieste. In questo spirito è sorta la Comunità Sissanesi Riuniti come esperimento di condivisione e collaborazione tra esuli e rimasti. Bisognerebbe seguire tale esempio fino a giungere a un organismo misto unico che riunisca tutto il nostro popolo. Intanto nell’Assemblea dell’Unione Italiana potrebbero essere riservati dei posti per i rappresentanti degli esuli; analogamente nelle associazioni degli esuli potrebbe entrare una rappresentanza dei rimasti. È interesse di tutti noi che gli esuli tornino in possesso dei beni in libera disponibilità e negli altri casi ottengano finalmente un indennizzo equo, che il bilinguismo sia reso effettivo ed esteso a tutta l’Istria e a Fiume, che anche a Sissano e a Zara siano aperti asili italiani, che la Regione Istriana, resa autonoma, venga eventualmente unita a Fiume, Cherso e Lussino, ma non anche al Gorski Kotar, con cui non ha nulla da spartire, e che si lavori per un’Euroregione con l’Istria oggi slovena e Muggia. Fondamentale è inoltre che UI e associazioni degli esuli collaborino per la tutela delle lapidi nei cimiteri.

 

Axel Famiglini si è dichiarato d’accordo con tali idee, affermando che si dovrebbe adottare il modello alto-atesino per far sì che gli italiani in Istria possano trovare lavoro nel loro stesso contesto linguistico. Comunque l’autonomia andrebbe a vantaggio anche delle altre comunità etno-linguistiche della penisola.

 

Paolo Demarin si è detto concorde con tutte le proposte fatte e ha invitato a superare assieme incomprensioni e ingiustizie, lavorando per un futuro comune, malgrado finora l’Italia non sia stata sollecita nel pretendere il rispetto dei nostri diritti.

 

Concluso in tal modo il lungo e proficuo dibattito, Silvio Mazzaroli ha presentato il documentario “La cisterna”, spiegandone la genesi. È questa la prima volta che viene proiettato in Istria, dove purtroppo non si è riusciti a mettere in scena l’omonimo spettacolo teatrale.

Mazzaroli ha rilevato come nel DVD trovi spazio anche una sezione di interviste ad alcuni rimasti, che dura più del documentario e che lo integra facendo conoscere l’altra faccia della nostra storia. L’audiovisivo è stato seguito con attenzione dal pubblico, che ha dimostrato di apprezzarlo.

Paolo Radivo