PERSONAGGIO DELL'ANNO 2008

                            OLINTO MILETA MATTIUZ

 

Giusto e sacrosanto! Basterebbe citare la sua opera sui flussi demografici dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia dal 1850 ai giorni nostra. O ricordare il recente "Chiudere il Cerchio" libro di memorie giuliano-dalmate, lavoro a due mani con Guido Rumici. Noi invece vogliamo puntare sul "nostro" Olinto quello che partecipa con la sua saggezza a portare avanti la Mailing List Histria. Quello in costante ascolto degli esuli, quello che gira l'Istria palmo a palmo, quello che sorride felice in mezzo ai bambini dell'asilo di Albona: non si sa se lui ha adottato loro o se loro hanno adottato lui.
 

Da " La Voce del Popolo 08/07/2009

Guido Rumici e Olinto Mileta-Mattiuz a Lussinpiccolo


«Chiudere il cerchio» per uscire dall'emarginazione
 

LUSSINPICCOLO – Una presentazione lampo, ha avuto luogo nei giardini del rinnovato hotel "Vespera", su iniziativa dell'ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) di Gorizia e della Giunta Esecutiva della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo. Grazie alla capacità e alla tenacia di Guido Rumici e Olinto Mileta-Mattiuz è stato presentato il loro interessante volume "Chiudere il cerchio, memorie giuliano-dalmate" che descrive, per mezzo di un'efficiente raccolta di testimonianze, la storia della Venezia Giulia nella prima metà del Novecento, dall'inizio del secolo appena passato allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Il libro pubblicato dall'ANVGD di Gorizia assieme alla Mailing List Histria (MLH) è stato curato da due studiosi già noti al nostro pubblico, Olinto Mileta-Mattiuz e Guido Rumici, autori di diverse pubblicazioni sulla storia delle nostre regioni. Questi hanno deciso di unire le forze per raccogliere un numero quanto maggiore di testimonianze per cercare di descrivere un mondo che è stato violentemente lacerato dagli eventi della Storia. Gli svariati episodi descritti dai numerosi intervistati raccontano le vicende sia di chi fu costretto ad andarsene ramingo per il mondo, sia di chi, invece, rimase nella propria terra, scoprendosi ben presto un intruso a casa propria. L'intento dichiarato di "Chiudere il cerchio" è quello di cercare di saldare in qualche modo le anime dei giuliano - dalmati, di chi fece o subì scelte laceranti e dei loro figli e nipoti che, comunque, dovettero nel tempo inserirsi in nuovi contesti molto diversi da quelli delle generazioni precedenti.

Lo scopo del volume è divulgativo; cerca di descrivere ad un’ampia platea di lettori qual era la vita ed il tessuto sociale della Venezia Giulia e della Dalmazia, viste in talune sfaccettature che sovente non vengono raccontate dalle monografie più specifiche. Spesso la ricerca storiografica si concentra sulle fasi e sui periodi più drammatici subiti da queste regioni negli ultimi 150 anni; ma è sbagliato riassumere la storia di queste terre parlando solamente dei momenti di tensione, perché l'insieme delle relazioni umane, commerciali e culturali ha storicamente prodotto anche lunghi periodi di convivenza e reciproco rispetto tra le varie etnie, in un'area da sempre plurilingue.

Con le storie raccontate in "Chiudere il cerchio" i curatori dell'opera e l'editore propongono il primo di una serie di lavori nell'ambito di un progetto pluriennale di ricerca di testimonianze e della loro pubblicazione, per contribuire, sebbene in piccola parte, alla ricostruzione di quel grande mosaico che è la storia della società giuliana e dalmata del Novecento.

Grazie all'instancabile opera del prof. Rumici, l'ANVGD, con cui da parecchi anni collabora, si è ripromessa la stampa di una storia che diversamente non sarebbe mai stata conosciuta. Un altro aspetto, a nostro avviso, qualificante, che rappresenta un'altra ragione che ha indotto ANVGD e Mailing List Histria a pubblicare "Chiudere il cerchio" è la consapevolezza di dover uscire dai limitati margini temporali a cavallo del Trattato di Parigi del 1947, prevalente oggetto di esame e studio in questi anni, per contestualizzare gli eventi e proiettarci nel millennio che stiamo vivendo.

Il pericolo, dichiarato dagli stessi autori, è quello di fare una semplice miscellanea di ricordi slegati tra loro, soprattutto per l'estrema varietà degli argomenti raccolti e per la mancanza di una tematica ben delineata. Ciononostante, l'incedere del tempo e l'estrema difficoltà nel reperire in futuro ulteriori testimonianze, ha portato alla convinzione che fosse comunque utile dare alle stampe queste raccolte di interviste, anche se spesso non riconducibili ad un filo conduttore comune, che non fosse quello temporale. Il progetto prevede, infatti, quattro libri in cui le vicende si susseguono cronologicamente. Tale lavoro potrebbe rappresentare, nelle intenzione degli autori, uno strumento utile per iniziare una più articolata ricerca sul tema della società giuliana e dalmata, nella speranza che anche questi pochi tasselli di testimonianze possano aiutare, pur nella loro estrema semplicità degli episodi descritti, a comprendere meglio il clima in cui si viveva.

Presenti alla serata letteraria lussignana, oltre agli stessi autori, Rodolfo Ziberna presidente dell'ANVGD di Gorizia e Mariano L. Cherubini vicepresidente della Giunta Esecuitiva della CI locale, nonché rappresentante della Mailing List Histria. (mlc)