PREMI SIMPATIA

Per i Premi Simpatia, poiché tutti i temi sono bellissimi, abbiamo voluto premiare tutti i piccoli alunni dalla prima classe alla classe quinta,

per la loro genuinità e  freschezza.  

 

motto Ape Maia                             Anna Frlič  - 

 Classe V   Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

"In una soffitta scopri oggetti antichi che incominciano a raccontarti la loro storia" 

Un giorno, mentre correvo libera per la campagna di mio nonno, sentii che mi stava chiamando. Io corsi subito da lui per vedere che cosa voleva. Appena arrivai mi disse:-”Mi fai un favore? Hai voglia di riordinare la soffitta?”-. Io, entusiasta, risposi subito di sì, anche se avrei preferito giocare.

Quando entrai nella soffitta, notai che c’era molto disordine. Poi, ad un tratto, tutti gli oggetti cominciarono a parlarmi… Diventammo subito amici. Mi aiutarono anche a pulire ed io, inaspettatamente, mi divertii un sacco. Ma, quando stavamo per finire di mettere tutto a posto, vidi una vecchia gabbia tutta rovinata ed infelice. Era fatta a mano, con i vimini. Sicuramente l’ aveva costruita mio nonno quando era ancora piccolo.

Io andai da lei per vedere cosa avesse che non andava. Poi, lei cominciò a raccontarmi la sua storia, anche se si vedeva non ne aveva molta voglia perché era troppo triste.  

La storia cominciò quando la gabbietta venne intrecciata con vimini bianchi, sottili che si lasciavano lavorare con facilita’. Il fondo era di legno profumato, c’era una porticina e due ciotoline. Il giorno che fu finita era molto felice, allora era ancora nuova e bella. Un bel giorno senti’ un piacevole frescolino e inizio’ a dondolare perché l’avevano appesa all’ aperto: in veranda, sentiva i profumi della natura, della campagna. Dopo un po’ di tempo sentì che qualcuno entrò dalla minuscola porticina dentro di lei e si spaventò perché non sapeva chi o cosa fosse. Era molto curiosa di vedere chi era, ma purtroppo era cieca ed il suo desiderio era quello di poter vedere. Mentre pensava, questo “qualcuno” cominciò a cinguettare e lei capì subito che si trattava di un uccellino, non sapeva di che razza fosse, ma non importava perché cantava così bene, così tanto da far emozionare la gabbia. Le piaceva ascoltare ogni giorno quella fantastica voce. Però era un po’ triste perché nonostante lei gli parlasse lui non le rispondeva perché non la capiva. Ma, in un brutto giorno, quando pioveva e la gabbia si sentiva più vecchia e scricchiolante, l’uccellino perse la voce: neanche le vitamine lo aiutavano più. Il proprietario lo portò dal veterinario, che disse che non c’era più niente da fare, oramai l’uccello era vecchio e doveva morire. La gabbia che gli stava vicino ascoltava attentamente le parole del veterinario e appena allora, quand’era oramai troppo tardi, scoprì che si trattava di un lucherino. Nato nel verde bosco dietro la casa ma catturato con un bastoncino spalmato di vischio. Si rattristò. La gabbia era veramente tristissima perché quello era il suo unico migliore amico e soprattutto perché non avrebbe più sentito quella dolcissima vocina. Promise a se stessa che non avrebbe mai più sorriso in vita sua. Finì così la sua triste storia. La gabbietta voleva che andassimo a prendere un altro uccellino. Io invece ero sicura che se avessimo preso un altro uccellino non avrebbe mai cantato bene come il suo amichetto. 

Spiegai alla gabbia che non è giusto imprigionare un uccellino per farlo cantare per farci felici, gli uccelli vivono bene in libertà volando di ramo in ramo. Andare dove vuoi è la cosa piu’ bella al mondo. Nessuno dovrebbe mai convincere un altro a restare in un posto se lui non ne ha voglia. Oppure andare via da un posto se non vuole. Forse la gabbietta iniziava a capire. Ma io non volevo lasciarla sola e triste, la pulii e ci misi dentro alcuni giocattoli fatti da mio nonno: barchette fatte con le foglie delle canne, un asinello intagliato nel legno, una trottola fatta di vecchi ingranaggi e fischietti di legno. Ho trovato anche una bambola di pezza fatta a mano da qualcuno.Mia nonna mi regalò anche un piccolo carillon, con una musica dolcissima e l’ ho messo la dentro.

Ora la gabbietta di vimini non è più in soffitta ma mi fa compagnia in camera mia, non so se sia triste, perché non mi parla più, ma io spero di no perché contiene tanti nuovi amici.


 

motto LUNA                                  Maša Voler  -

Classe IV   Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

         "In una soffitta scopri oggetti antichi che incominciano a raccontarti la loro storia" 

 

C'era  una  volta  una  bambina  di  nome  Annamaria.

Annamaria  era  una  bambina  brava ma molto  vivace.  Un  giorno  d'estate  si  annoiava.  Ando'  a  chiamare al telefono la  sua  nonna.  La  nonna  e  Annamaria  amavano chiachierare.  Annamaria  le  chiese :- '' Nonna?''-

-''Dimmi  nipote  cara  mia.''- 

-'Potrei  venire  in  vacanza  da  te? ''- : Chiese  Annamaria.  La  nonna  rispose:-''Certo  naturalmente,  mi  aiuterai  a  riordinare  gli  oggetti  antichi  che  ho  in  soffitta. ''

''Va  bene!''-  Disse  Annamaria. 

-''Ma  non  devi  andare  a  scuola ?''-

-'' No  ho  le  vacanze,  fra  tre  giorni!'' - ''Ah!  Bene  allora  verra'  il  nonno  a  prenderti  .''-

'' Va  bene! Ciao! ''

'' Ciao  nonna '' 

Annamaria  non  vedeva  l'ora  di  vedere  la  nonna, che  viveva  in  montagna.

La  nonna  aveva  una  grande  fattoria.  Aveva  anche una  mucca.

I giorni seguenti  erano  passati  presto. Annamaria  fece  i  bagagli con  una  felicita'  enorme  .

Il  nonno  e  Annamaria  sono  partiti  presto.

Quando  sono  arrivati,  la  nonna  ha  stretto  forte  Annamaria.              

Il  giorno  dopo  Annamaria  si  era  vestita, lavata  i  denti  ed  il  viso  ed  e'  corsa  a  mangiare  la  merenda.

La  nonna  era  gia'  fuori  ad  aspettarla.  Aveva' gia' portato fuori gli oggetti della soffitta.

La  nonna  disse :- '' Queste  cose  antiche  sono  ancora  della  mia  nonna.  La  mia  nonna  quando  ero  piccola  mi  ha  raccontato  che  gli  oggetti  sono  magici.  Ma  io  non  le  credevo. Poi mi ha detto anche che gli oggetti raccontano  raccontano  storie.

Ma  che  raccontano  storie  solo  ai  bambini  speciali.''

Annamaria  la  ascoltava  molto  attenta.

Allora  penso'  dentro  di  se' : -'' Forse  io  sono  una  bambina  speciale.  Oh!  Andro' a riordinare domani  mattina  presto, mi  mettero'  la  sveglia .''

La  sua  nonna   l'ha  chiamata: '' Annamaria, c'e'  il  pranzo! Vieni ! '' -  ''Vengo  subito!'': - disse  Annamaria.  Ed  e'  corsa  in  casa. 

Il  mattino  dopo  si  era  alzata  presto.

E'  corsa  subito  davanti  alla  soffitta e...  Ha  sentito  delle  chiacchiere.

Apri'  lentamente  la  porta  della  soffitta  e  vide  gli  oggetti  antichi  che  ciacchieravano. Ad un tratto   tutti  gli  oggetti  si  nascosero e  Annamaria  disse: -''Non  dovete  avere  paura, non  vi  faro'  niente!''

''Davvero?'' - Chiesero  gli  oggetti  antichi.

''Si  davvero.''-  Disse  Annamaria.

E  tutti  gli  oggetti  vennero accanto a lei. Parlavano  un  po'  di  tutto.  Il  vecchio  ferro  da  stiro  incomincio'  a  raccontare  una  storia:- ''C'era  una  volta  un  fabbro  che  fabbricava, con  il  calore  dell  fuoco  e  con  il  suo  martello,  cose  utili per  la  casa...  ma  erano  anche  tanto  belle.

Ad  ogni  oggetto  sapeva  dove  anche  un ' anima. Io  ero  stato  fatto  da  lui. Stavo  dentro  alla  sua  bottega  assieme  ad  altri  oggetti. Tutti  eravamo  amici.

Dopo  qualche  mese  e'  venuta  una  donna  anziana  e  mi  ha  comprato. Questa  donna  era  la  mamma  della  tua  bis,bis,bis  nonna. Era  gentile  con  me, mi  parlava sempre…

Ma  un  giorno  la  tua  antenata  scopri'  che  io sono  vivo  e  che  parlo.  E  le  ho  detto  che  solo  le  persone  magiche  possono  sentirmi.

Parlavamo  ogni  sera.  La  vecchia  signora  un brutto giorno mori'. Allora  io  ho  avuto  una  nuova  padrona: la  sorella  della  signora .  Ma   la sorella  era  cattiva  ,  severa  e   molto  malvagia . Mi trattava  malissimo  e  mi  butto'  via .  Ed  io   nell' immondizia  incontrai  tanti   oggetti  tristi. Chiedevo  a  tutti : ''Perche'   siete  tristi  ?''

Ma  nessuno  mi   rispondeva. Un   giorno  io scappai . Ho saltato  giorni  e  giorni  fino  a  quando  non  mi ha  trovato  tua  nonna. Lei  mi   ha  raccolto  e  mi  ha  portato  in  casa.

Mi  ha  detto : '' Io  ti  portero'  a casa mia.'' E cosi' e' stato.

Tua  nonna  stirava  tanto  con  me.  Ma  adesso  hanno  inventato  nuovi  ferri  da  stiro  di  vari  colori, moderni e pratici e io non servo piu'.

Allora  mi  ha  messo  in  soffitta.  Qua  ho  incontrato  un  sacco  di  amici e  rimarro'  qua  per  tutta  la  vita.

-''Che  storia  interessante!''-

''Si  e'  vero.'' - Disse  il  ferro  da  stiro.

Cosi  passo'  tutta  la  settimana e Annamaria dovette partire.  -''Per le prossime  vacanze  torno.''-

-''Ciao  nipote  cara  ci  vediamo  presto !''-

-''Ciao nonna !''- Disse  Annamaria.

Quando  vennero  di  nuovo  le  vacanze, Annamaria  ando'  dalla  nonna, corse  nella  soffitta, ma  gli  oggetti  antichi  non  c'erano  piu . Annamaria  era  molto  triste.

Annamaria  era  cresciuta  molto  in  fretta.

Quando  era  diventata  adulta  ancora  sempre  si  ricordava  la  storia  del  ferro  da  stiro. 


 

 

 motto MODA                                   Patricija Ive  - 

 

Classe V  Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 

Una pagina bianca piena di ... quello che mi pare 

 

Caro Diario, ...

Così  inizia ogni diario comune, anch'io voglio cominciare così, dunque ...

Caro Diario, mi chiamo Patricija, ma per lo più mi chiamano Paty.

Un mese fa ho “riempito“ undici anni, avevo una festa grandiosa: musica, palloncini, Coca-cola, torta di cioccolato(gnam!) e vari giochi. Persino ... ho proposto alle ragazze di andare sui roller- pattini, ma hanno detto che si “spaccherebbero“ tutte. Pazienza!

Oh, sì! Adoro disegnare! La mia tecnica preferita è la matita nera e i colori a matita. Di acquarelli non voglio saperne. L'ultima volta che ho disegnato con gli acquarelli mi è venuta fuori una schifezza, scusa, uno scarabocchio. Altri credono che potrei diventare una stilista, solo a pensarci ... mi immagino già le modelle che sfilano sulla pista con le mie creazioni ... ho pensato anche al nome: by Paty stilist. Penso che al termine dell'ottava andrò all' Acccademia delle arti figurative, chissà, chissà ... se quest'idea si avvererà...

Passiamo ad un'altra questione. Non scrivo tutti i miei pensieri e desideri perché dei ficcanasi potrebbero leggerli e prendermi in giro. Mi descrivo un po'. Sono di altezza media, peso 39 chili ed ho i capelli marroncini che tirano più al biondo. Ho due occhioni enormi blu- celesti, altri li definiscono meravigliosi come il mare. Il naso è a patata ed è per lo più pieno di brufoli, ma più ci metto crema più mi spuntano, uffa!!! I miei denti sono bianchi e belli e non so perché devo mettermi l'apparecchio per i denti, dicono che sono troppo grandi e spuntano da tutte le parti.

Le mie materie preferite sono l'inglese e la matematica. L'inglese è una lingua importantissima, mondiale, e di matematica non sono tanto brava, ma l'insegnante e' divertente...

In generale mi piace la scuola, ma non sono una “secchiona“.

Io ho anche un carattere molto sensibile. Ho fatto un lago quando mi è morta la gatta!!!

Ho anche un difetto: sono testarda! Mi verrebbe una lista chilometrica se descrivessi tutte le situazioni in cui il mio difetto l'ha fatta da padrone.

Lo sport preferito: definitivamente calcio. Mi ricordo l'ultima volta che ho giocato ... ho buttato la palla da calcio nella rete col naso ... che male faceva !!!

I miei animali: quattro pesci nell'acquario; uno grande con gli occhi enormi, l' altro bianco e rosso e altri due più piccoli. Poi ci sono le due tartarughe che mangiano solo lattughe e la mia gatta incinta.  Che dire ancora?

Ah, sì! Non mi piacciono gli «horror». Quando ero al compleanno di Corina, Alessia strillava così tanto che ci faceva più paura lei che il film.

A quanto pare non ho più cosa scrivere, arrivederci alla prossima volta, cioè ad un altro giorno: by Paty ...


 

motto MARE                                    Mauro Venier 

 

Classe V    Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

In una soffita scopro oggetti antichi che incominciano a raccontarmi la loro storia 

Un giorno mettevo in ordine la vecchia soffitta di mio papà e mio zio, dove tengono le reti e le ''nase'' da pescatori. Vi ho trovato dei mobili e un quadro d'antiquariato.

Su questo quadro c'era molta molta polvere, tanta che non si vedeva niente. Quando ho spazzolato via la polvere ho scoperto che sul quadro c'era rappresentata la Monna Lisa. Questo quadro, si sa, è bellissimo, però gli mancava un pezzetto di cornice, era rossa ed essendo di legno, c'erano i buchetti fatti dai tarli, mentre il vetro era un po' graffiato. Il quadro risaliva ai miei nonni o forse ai bisnonni, non ci  potevo credere, come mai ness'un altro se l'era preso?!?.

Ho trovato pure dei mobili vecchi, marroni, laccati. Anche loro avevano i buchetti dei tarli. Mentre guardavo questi mobili mi sembrava quasi di essere lì, quando li usavano i miei avi pescatori, come noi lo siamo oggi. So che la loro vita non era facile, vivevano di stenti e di tanto lavoro in balia del mare.

Aprivo i cassetti e dentro c'erano molte ragnatele, in un cassettino ho trovato un vecchio coltello e una vecchia forchetta. Sulla credenza c'era una lampada a gas tutta arrugginita. Sicuramente illuminava la cucina di sera, quando si riunivano per la cena. Una volta alla settimana e solo una, come al solito di domenica, mangiavano la pasta con la carne; era un giorno speciale!

Sulla credenza c'era una radio vecchio stile. Provai ad accenderla, ma non successe niente. Non voleva parlarmi!

Vicino alla credenza c'era un lavello per i piatti. Le gambe erano ormai tutte storte o forse solo ricurve, alla moda del tempo!?! Gli spigoli erano decorati con dei leoni molto belli e con una folta criniera. 

Tutto ciò era molto interessante e curioso, allora sono corso subito da mio padre domandandogli di chi era tutta la roba in soffitta e specialmente quella credenza. Lui mi disse che era ancora dei suoi nonni e che l' usavano in cucina, dentro ci tenevano i piatti, le padelle e tutto quello che serviva in cucina.

Il giorno dopo mio padre ha chiamato la bottega di cose vecchie. L'uomo responsabile lo ha informato che gli oggetti avevano un bel valore e li ha comprati. Abbiamo guadagnato dei bei soldi!!! Quando l'abbiamo detto al nonno non ci credeva perché gli oggetti in questione erano un po' mal messi. Ci siamo messi a ridere, eravamo contenti del gruzzoletto, ma ... forse ...anche dispiaciuti per la perdita di un ricordo! Dai, non ci pensiamo più! In fondo, in fondo, i ricordi e gli affetti rimangono dentro di noi per sempre!!!


 

motto VIOLETTA                            Greta Đekić  - 

 

Classe V    Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 

In una soffita scopro oggetti antichi  che incominciano a raccontarmi la loro storia 

Un giorno fatta prigioniera dalla  noia, andai a trovare un po' in soffitta. C'era moltissima polvere e un disordine totale, accesi la luce e camminai e camminai avanti e indietro finché non vidi un vaso ben nascosto sotto a delle scatole. Il vaso era viola ed aveva degli stupendi fiori multicolori stampati sopra, io ero stupefatta da quel bellissimo oggetto! In passato, di solito, la nonna ci metteva i fiori regalateli dai  pretendenti. Quando guardai bene il vaso da cima a fondo vidi delle grandi spaccature e poi mi ricordai delle storie della mia nonnina e del vaso che le regalò sua madre quando era piccola, prima ancora dello scoppio della guerra. La nonna credeva che con la guerra il vaso era andato distrutto.

Guardandolo meglio all'interno vidi una piccola bambolina di porcellana con dei finissimi vestitini di seta, aveva occhietti azzurri come il cielo senza nuvole, un sorriso allegro che dava la sensazione di sicurezza! In un secondo ero già in salotto dalla mammma e dalla nonna a cui mostrai i tesori ritrovati.

Non vedevo l'ora di sentire le storie di quei bellissimi oggetti, mi ero già messa comoda seduta sulla poltrona pronta ad ascoltare. La nonna mi parlò dei bei tempi passati da bambina, da ragazza e da donna e di quando conobbe il nonno. Poi la mamma mi raccontò della sua bambolina preferita che da piccola credeva di aver perso e perciò ave a pianto giorno e notte disperatamente. La bambola proveniva dalla Francia e per questo motivo a scuola tutte le ragazzine ci volevano giocare; era tipo la «Barbie» di oggi.

Felice della mia scoperta giocai per tutto il giorno con la bambolina e dimenticai completamente la noia nemica!!!


 

motto MARLEY                               Alberto Stanko Perković  - 

 

 Classe III a  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

Una pagina bianca piena di … quello che vi pare“ 

Un amico perduto  

  Tre anni fa, alla festa del mio quinto compleanno, avevo sentito dei rumori strani provenire dalla mia cameretta. I miei amici ed io ci siamo subito precipitati a vedere chi era l' essere che produceva quei rumoretti. Aperta  la porta della cameretta non potevo credere ai miei occhi: un piccolissimo cagnolino scodinzolava sul pavimento! Era così piccolo e indifeso! Da quel momento passavo quasi tutto il tempo con lui, adoravo giocare con lui. Mio fratello ed io decidemmo di chiamarlo Piko. Così Piko divenne un nuovo membro della famiglia e il nostro più bel passatempo. Alla mattina Piko si svegliava per primo e veniva a farci le coccole. La mamma preparava la colazione per noi e una ciotola per il cagnolino, così si mangiava assieme. Piko ci accompagnava alla macchina, quando noi dovevamo andare a scuola, e ci faceva festa al nostro ritorno.

  Facevamo delle lunghe camminate nel bosco e mi accompagnava quando imparavo ad andare in bicicletta. Veniva con me quando andavo a raccogliere i fiori per la mamma e quando  vendemmiavo con il nonno. Piko accompagnava sempre mio fratello e me; era come il nostro angelo custode. Ma un brutto giorno, quando tornavamo dal bosco Siana, arrivò  una macchina a grande velocità: mio fratello ed io riuscimmo a metterci in salvo, ma Piko, purtroppo, venne investito da quella orribile macchina. Lo prendemmo allora tra le braccia, ma vedemmo subito che non c' erano speranze…

  Piko diventò per me un angelo, che ancora oggi vedo brillare come una stella nel cielo. Non lo dimenticherò mai, per me è stato un grande amico.


 

motto UOMO INVISIBILE              Mateo Kocev  - 

 

Classe III a   Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

Una pagina bianca piena di … quello che vi pare“

Nei guai 

   Il tutto è successo l' anno scorso.

Un giorno, mentre guidavo la bici, sono stato inseguito da alcuni ragazzi di quindici, sedici anni, i quali me la volevano rubare. Ho cominciato a pedalare più veloce che potevo.

  Prima di arrivare a casa ho incontrato un mio amico e gli ho chiesto aiuto, ma lui si è spaventato e mi ha risposto che non poteva far nulla.

 Per fortuna sono riuscito ad arrivare a casa sfuggendo  ai quattro bulli e   ho raccontato tutto ai miei genitori.

  Loro mi hanno detto di non aver paura perché quei ragazzi volevano solo prendermi in giro.

 


 

 

motto JUMY                                     Daisy Vitasović  - 

 

Classe III a    Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

Una pagina bianca piena di … quello che vi pare“ 

 

Litigio in famiglia

 

  Un giorno, in casa Alfabeto, c' era una tremenda confusione e mamma Alfabeto aveva un gran mal di testa perché i suoi ventun figli ed i loro cinque cugini, per tutto il santo giorno, non facevano che litigare e urlare. Non potevano mettersi d' accordo per decidere chi , tra di loro, era il più importante e chi era il meno importante.

 

                    T : - Io, la lettera T sono la più importante!-

                    U: - No, io sono la lettera più importante! –

                    T: - No e poi no, sono io, io io!!!! –

                    T: - Capito U?! –

                     I: - Smettetela tutte e due, lo sanno tutti, che io, la lettera I, sono la più importante! 

                    D: - No, no, e ancora una volta no, sono io la più importante!-

                    E: - Sono io la più importante qui!-

                    V: - E basta, sono io l' unica con cervello e classe! –

                    O: - Uffa, mi sono proprio stancata di sentirvi! Perché nessuno vuol capire che sono io quella che conta? Assomiglio ad una

       ciambella e le ciambelle sono molto squisite! Anche la mamma le fa! Sono poi come il cerchio di Giotto. Che ve ne pare?-

                    N: - Oh, sei proprio un bebè, sta zitta! Sono io la più importante, è vero  M? Tu sei la mia migliore amica … mi capisci, vero?!-

                    O: - Sì, ti capisce, ti capisce, ma io sono più importante di tutte voi! – 

                    E: - Ve l' ho già detto…. Sono io quella che conta!-

                    S: - State tutte zitte, sono io quella importante! –

                    S: - Capito?!-

                    E: - Eh, nossignore, ti sbagli di grosso! –

                    R: - Sbagliato!! Vi siete forse dimenticate di me??? Io sono la comandante!

                    E: - Ve lo ripeto per la quarta volta! Sono io!!!

                    A: - No, no e no!!! Sono io la più importante e non mi ritiro!-

                    Mamma Alfabeto:- BASTA!!!! Tutti voi siete molto importanti, come non lo capite? Ora vi metterete d' accordo quale sarà il vostro

       posto e senza bisticciare! E ricordatevi che tutte le lettere hanno uguale importanza! Va bene?!-

                    I:- Scusatemi tanto, se vi ho fatto arrabbiare! –

                    C:- Vedete che non è difficile andare d' accordo? Basta un poco di buona  volontà.-

                    I: - Certo C, tu sei proprio buona, gentile e ragionevole.- 

                    E:- Allora, se non vi dispiace, io vorrei stare al quinto posto. Posso? – 

                    A:- Io sono d' accordo. E posso essere io la prima?-

                    N:- Può essere mio il dodicesimo posto?-

                    D:- Io, se no vi dispiace, mi metto al quarto posto.-

                    A:- Ma certamente, non c' e' problema!-

                    R:- D' accordo. A, allora mi prendo il sedicesimo posto.-

                    E:- Finalmente, abbiamo iniziato a metterci d' accordo.- 

                    D:- Io, se non avete niente in contrario, mi metto al quarto posto, va bene   A?-

                    A:- Fai pure, non chiederlo a me, io sono la prima.-

                    C:- Il terzo posto è mio! Tutti d' accordo?-

                    C:- Se state tutte zitte, significa che va bene, perché „ Chi tace conferma“.-

                    O:- Allora tocca a me: mi metto al dodicesimo posto, siccome il dodici è il mio numero fortunato!-

                    R:- Bene, benissimo, vedo che si possono risolvere le cose senza far  baruffa!-

                    D:- Eh, lo sapevo io…. Ve lo avevo detto tantissime volte!-

                    O:- Anch' io lo sapevo che essere amici è davvero fantastico!!!!-

 

    E così  tutte le lettere si misero al loro posto e in quella casa regnò per sempre la pace!

 

TUTTI  DEVONO  ESSERE  AMICI  E  ANDARE  D' ACCORDO!!!!

 

                    E i cinque cuginetti? Questa è un' altra storia……

 


 

                                                          

motto GATTA EROICA                  Vita Božac  - 

 

 Classe III a     Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

 

Una pagina bianca piena di … quello che vi pare“ 

 

La lampada fantastica

( Il mistero del genio )

 

    Me ne capitano di tutti i colori, specialmente quando devo sbrigare qualche commissione per la mamma. Vi racconto cosa mi  successe tanto tempo fa: sentite un po' di che cosa si tratta….

  Passavo per la via che conduce al negozio della signora Anderson, quando all' improvviso, notai una lampada sul marciapiedi. La raccolsi, la misi in tasca ed entrai nel negozio a comperare le cose che la mamma mi aveva ordinato. Tornata a casa,  decisi di ritirarmi nella mia cameretta per osservare meglio la lampada; in santa pace, senza occhi curiosi intorno.

 Notai  subito che sulla lampada stava scritto qualcosa, ma non riuscivo a leggere a causa della polvere che ricopriva il mio tesoro. Soffiai via la polvere e vidi apparire immediatamente una scritta molto curiosa: „Se tre desideri esprimerai, il mondo salverai“. Caspita!!! Non ci capivo proprio nulla! Pensai, comunque, che non ci sarebbe stato nulla da perdere ad esprimere i tre desideri e così avrei visto cosa sarebbe accaduto. Espressi i tre desideri in men che non si dica, ma … nulla! Proprio nulla!

    Pensai  che qualcuno aveva voluto farmi un brutto scherzo, che qualcuno voleva prendermi in giro. Dopo qualche istante, però,  sentii una vocina fioca e dalla lampada uscì qualcosa di blu, ma non sapevo proprio cosa fosse! Dopo un secondo vidi ….UN GENIOOOO!!!!! Si presentò subito : era Alan. Sì, si chiamava proprio così.  Alan, felice di poter parlare con qualcuno, mi raccontò la sua storia:

- Molto, molto, ma molto tempo fa ero un giocattolo e me ne stavo seduto tranquillo nella vetrina di un negozio vicino ad una lampada, anche questa un giocattolo. Un brutto giorno arrivò un mago, appiccò un incendio al negozio e fece una maledizione a me ed alla mia amica lampada. Ad un tratto mi trovai dentro la lampada. Non potevo crederci! Prima di andarsene, il mago disse che sarei stato condannato a rimanere nella lampada per sempre, e non era tutto… ogni anno un bambino avrebbe dovuto trovarmi ed esprimere tre desideri, altrimenti …. sarebbe stata la fine! E non solo la mia, ma di tutto il mondo! Quei tre desideri sarebbero serviti solo a farmi uscire per un po' dalla lampada, per vedere la luce del sole. -

    Così il genio mi  raccontò la sua storia con le lacrime agli occhi.  Il povero genio mi faceva tanta pena … avrei voluto aiutarlo, rompere l' incantesimo, ma non era possibile.

   Mi disse allora, che avevo fatto già tanto esprimendo i tre desideri. Mi ringraziò e, proprio nel momento quando stava per rientrare nella lampada, lo abbracciai, gli diedi un bacio sulla guancia e ….. a quel punto… non ci credereste mai!!! Per prima cosa ci fu una grande esplosione verde – bluastra che mi accecò completamente e quando riuscii a vedere  nuovamente qualcosa, al  posto del genio c' era un ragazzo similissimo a lui.         Diventammo così i migliori amici del mondo!!!! Ero veramente fiera di me stessa… tutto si era risolto nel migliore dei modi!

    Alan, alla fine, venne ad abitare da me!!!!!!

 


 

 

motto PARENZANA                       Paolo Zacchigna 

 

Classe V  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

 

In una soffitta scopri oggetti antichi cominciano a raccontarti la loro storia 

In un piovoso pomeriggio a casa di mio nonno, trovo aperta la botola del soffitto, cosa assai strana perché, per salire, bisogna portare una scala e appoggiarla in modo sbilenco alla parete. Finalmente posso salire a perlustrare un luogo a me sempre proibito stando attento che nessuno mi veda.

Salgo gli scalini lentamente per non scivolare. Arrivo in cima e con un salto balzo dentro.

Meraviglioso, fantastico, sembra di stare in un altro mondo: vecchi cassettoni, letti accatastati, biciclette più a pezzi che intere, armadi pieni di abiti vecchi, in un angolo una brocca scheggiata, due ruote di carro e… sto ancora esplorando quando sento una voce

Ehi, tu!

Faccio un salto per lo spavento. So di essere solo, non so se scappare o rimanere. Guardo meglio, non c’è nessuno. Di nuovo la voce

Ehi tu, dico a te sì, qui non c’è nessun altro.

Cerco di respirare lentamente, mi guardo meglio intorno e, appeso in un angolo, vedo un vecchio lampadario, completamente ricoperto da un grosso strato di polvere e circondato da ragnatele, come del resto tutto lì in torno

Sì, sono io che ti chiamo.

Lo guardo meglio. Una cupola di vetro di colore bianco, circondata da catene che, in origine, dovevano essere di colore argento. Più in basso un contenitore di porcellana, decorato con un disegno a fiori e dentro uno stoppino e un tubo di vetro poggiato sopra. Mi faccio coraggio e chiedo:

Sei proprio tu che mi chiami?

Già, e chi altro senno? Guarda che cosa mi tocca, stare qui appeso nell’angolo più oscuro di questa soffitta. Ero abituato a ben altro, sai? Una volta questa era una stazione, il treno passava ogni giorno, con la pioggia e con il sole, arrivava sbuffando e quando si fermava qui alla stazione, fischiava così forte che lo sentivano tutti per chilometri qui in torno. A quel tempo il mio posto non era qui, ma nel salone dove i passeggeri attendevano l’arrivo del treno! Ogni giorno qualcuno mi lucidava, aggiungeva del petrolio nella vaschetta e regolava lo stoppino. Grazie a me, il salone era sempre ben illuminato e tutti quelli che passavano mi davano almeno un’occhiata. Ne ho vista sì di gente passare di qua. Signore eleganti con abiti lunghi ornati di pizzo e pettinature elaborate, uomini in abiti scuri con cappelli, ombrelli, bastoni e naturalmente lunghi baffi acconciati nei modi più disparati, ma anche contadine dalle lunghe gonne scure e fazzoletti calati in testa con le ceste piane di vari prodotti, frutta, verdura, uova, asparagi o ciliegie, patate o vino, dipendeva dalle stagioni, non come adesso che c’è sempre di tutto.

Guarda fuori dalla finestra, vedi questo spiazzo? I bambini dei paesi vicini erano sempre qui a ridere e scherzare. Ogni cosa persa o abbandonata dai viaggiatori era buona per giocare: bottiglie, tappi, biglietti… tutto veniva salvato come fosse un tesoro. E adesso eccomi qui, abbandonato come un ferro vecchio”.

Che storia emozionante, non immaginavo che questo luogo fosse così interessante. Mi dispiaceva veramente per quel lampadario e gli chiesi se avessi potuto fare qualcosa per lui.

Sì, ti prego!” mi rispose “Mettimi vicino alla finestra, potranno così, vedendo i binari abbandonati, riaffiorare nella mia mente piacevoli ricordi di un tempo lontano.

Sento qualcuno che mi chiama, metto velocemente il lampadario vicino alla finestra e corro verso l’uscita

Ti saluto lampadario, verrò a trovarti appena mi sarà possibile”.

Arrivederci piccolo e grazie per la compagnia”.

 


 

motto LE GABBIE                          Karlo Klobučar  - 

 

Classe V  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Oggetti che raccontano ...                                                                                   

Tempo fa go  butà un ociada in sofita... là iera bastanza robe interessanti. Rovistando go trovà  do gabie per uxei. Al inizio pareva fero vecio... Le go pusade  su un  scagneto e me go sentà vizin per  ripoxar. Visto che mio papà iera andà in bagno, iero solo e go senti un susuro. Me go voltà de scato e go sentì le due gabie che le me ciamava, le me zigava de tuto. Mi ge go domandà cosa le vol de mi, e lore le  ga dito che  xe tanto tempo che non le parlava con qulchedun. E mi ge go dito che le me conti la loro storia e come le xe finide qua. Qusì le ga comincià a contarme  che lore le ga tanti ani, che le ga sta tanto tempo in sofita e che ge parevo la persona giusta ala quala confidarse.

Le me ga dito: „Noi al inizio ierimo belisime piastre de fero e se volevimo tanto ben. Un giorno un grandisimo camion  che portava fero vecio, el ne ga ingrumado e butado in rimurcio con altro fero vecio. Iera la prima volta che se gavemo diviso un dal altro. Se ciamavimo e ciamavimo ma per el rumomor, non se rivavimo sentir. El camion ne ga portà in una fabrica dove se riciclava fero.Mi son diventado el cofano de un auto e ela un lampion. Ierimo tristi un senza ľ altro, in diverse cità, e  per no parlar de che tortura per noi eser squaiadi, dopo batudi e dopo montadi. Un giorno sto auto col cofano xe andà sbater proprio in tel lampion. Anche se ierimo scasai, ierimo contenti che finalmente ierimo denovo insieme. Ma per poco. Dopo denovo semo tornai in quela maledeta fabrica dove ierimo stai torturai. Là se gavemo denovo diviso... due ani più dopo, la fabrica xe diventada una  fabrica che fa gabie e finalmente ierimo denovo insieme, sta volta per più tempo. Dopo qualche mese, un picio de nome Denis ne ga comprà, insieme a due papagai. Ierimo contenti cusì per tanti ani. Dopo sto bambin  el xe cresudo, i papagai xe morti e noi semo finidi qua su fin ogi che ti te ne ga trovà“.

Questa iera una dele più tristi storie ď amor che go mai sentì e son subito corso de mio papà per domandarge el permeso de tignirle. Cusì  le go netade e mese in camera mia, in modo che le posi viver felici e contente insieme per tanti ani ancora. 


                          TIGRE                                    Michele Lakošeljac  - 

 

 Classe III Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio

 

 

Questa è la storia... 

Questa è la storia di Pierino

un bambino molto birichino

in classe saltava come un gatto,

era proprio disordinato.

Non gli piaceva studiare,

pensava solo a giocare


 

motto LEONE                                  Mateo Škrinjar  - 

 

Classe II Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio

 

                                                     Il segreto di Billy  

 

C'era una volta una ragazzo di nome Billy. Lui possedeva un tesoro in una caverna segreta, sotto la montagna.

Era molto contento.

Ogni giorno andava nella caverna per vedere se c’ era ancora il tesoro. Billy era molto intelligente.

Un giorno un ragazzo scoprì il segreto di Billy. Si chiamava Marco. Diventarono amici e stavano bene assieme. giocavano nella stessa squadra di calcio. Marco, dopo un anno, dovette partire perché doveva frequentare un ' altra scuola .

Billy era molto disperato e triste per la partenza dell' amico. Per diventare allegro, svelò il suo segreto e spartì il tesoro alle persone povere.

Fece una grande festa nella caverna e invitò tutto il paese. Mangiavano dolci e ballavano felici. Alla festa incontrò una ragazza e dopo un paio di anni si sposò. Trasformò la caverna in una casa e visse con la moglie felice e contento. 

 


 

 

motto LEOPARDO                         Piere Giovanni Bibalo  - 

 

Classe II  Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio

 

                                 Le due amiche 

C' era una volta una patata che si chiamava ammuffita e viveva nella cantina del signor Antonio nero. Era triste e sola perché tutte le patate venivano cucinate mentre lei era muffa e doveva essere gettata nell'immondizia. Triste e sola, ammuffita trovò un’ amica che si chiamava vecchia. Vecchia era una patata strana e vecchia . Le due patate fecero amicizia.

Una mattina, ammuffita e vecchia andarono a fare un giro per il paese. Incontrarono un giocattolo di nome Giovannino . Lui era alto e coraggioso. Giovannino si avvicinò alle patate e chiese: -  Voi minuscole creature, come vi chiamate?

Ammuffita e vecchia si presentarono e raccontarono la loro storia. Decisero di fare il giro del mondo insieme per scoprire tutte le bellezze mondiali. Partirono per Parigi.  Il viaggio si interruppe perché vecchia era sparita e non si fece sentire per mesi e mesi. Andò in un bosco e trovò un castello. Entrò nel castello e vide fantasmi che camminavano, maghi che inventavano pozioni e streghe che volavano nel castello.

Vecchia chiuse gli occhi e si mise a correre. quando aprì gli occhi vide un armadio . Vecchia entrò nell' armadio e vide dei rami di pino. Fece ancora un passo e vide un bosco incantato, una montagna e decise di scavarla. Dopo giorni e giorni di scavi archeologici, sotto quella montagna, trovò una città sotterranea.  Vecchia entrò nella città e vide topi, pipistrelli, streghe e mostri. In una via oscura c erano cinque porte. Dietro ad una di queste porte si trovava un tesoro. Davanti ad ogni porta  c’ era da affrontare una prova: trenta bisce, trecento formiche, cento pipistrelli e cinque alberi alti venti metri.

Vecchia entrò nella quarta porta e dovette combattere cento pipistrelli. scavò sotto terra e trovò la cassa dove si trovava il tesoro. Prese il tesoro, uscì dalla città, dalla montagna, dall' armadio e dal castello. era ricca, ma triste e sola. Decise allora di ritornare in cantina dalla sua amica ammuffita. Ammuffita era molto contenta di vedere la sua « vecchia » amica. Raccontò le sue avventure. Ogni pomeriggio si ritrovavano con Giovannino e programmavano il viaggio per il mondo siccome non lo avevano fatto. Si divertivano a giocare insieme e vissero a lungo insieme nella loro cantina.


 

motto CLASSE                               Simeon Perich  - 

 

Classe IV  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

 

Un foglio bianco pieno di...quello che vi pare 

Un foglio bianco pieno di pensieri,fantasia,scarabocchi e molte altre cose fantastiche e divertenti.Fantastiche più di un cane con un testone da uovo,più divertenti di un clown.

A questo punto non si potrebbe considerare un foglio bianco.Un foglio bianco dove poter sfoderare le idee e la fantasia.Un foglio pieno di sentimenti,emozioni e molte altre cose non ancora scoperte.


 

motto QUARTA                               Mattea Grbeša  - 

 

Classe IV Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

 

Se potessi esprimere tre desideri...

 

Se potessi esprimere tre desideri vorrei che dal cielo potesse ritornare mio papà perchè mi manca tanto e gli voglio tanto bene .

Il mio secondo desiderio è di avere tanta energia per fare tante magie come volare e studiare senza aprire il libro.

L'ultimo mio desiderio è quello che tutti siamo felici e che abbiamo fortuna, salute, amore e tante altre belle cose

 


 

 

 

motto UMAGO                                 Rino Sinčić  - 

 

Classe IV  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

 

 Se potessi esprimere 3 desideri... 

Se potessi esprimere 3 desideri esprimerei: 

1. Che nessuno al mondo non sia povero e neanche ammalato,che ognuno possa vivere sano. 

2. Che non ci siano criminali che fanno cosacce, rubino ecc.

                       Il mio ultimo desiderio è, che i primi due si avverino.LO SPERO!  


               

 motto FIACCA                                 Emil Pastorčić  - 

Classe IV Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Paolo Damuggia

 

Una pagina bianca piena di... 

Mi alzai di mattina. Mia mamma mi disse di vestirmi e mangiare perchè dovevo andare a scuola. Uscimmo di casa e girando l' angolo vedemmo che il mare si era innalzato di molto. Cercammo di arrivare fino all' automobile ma era impossibile senza bagnarsi. Cercammo allora di passare per il parco però anche quello era allagato. Prendemmo una vecchia strada sterrata e a piedi giungemmo fino a scuola. L' acqua aveva raggiunto l' entrata e aveva allagato tutto il campo sportivo che ora sembrava una vera piscina olimpionica. Non si poteva entrare. Il vento cominciò ad aumentare provocando onde enormi che andavano ad infrangersi sui muri della scuola, le raffiche erano così potenti che piegavano tronchi e spezzavano rami di grossi pini nel parco scolastico. Stava per succedere qualcosa di terribile. Vento e mare si mischiarono e crearono una spaventosa tromba d' aria che inghiottiva tutto quello che trovava sul suo percorso. Io e mia mamma ci rifugiammo in un palazzo, però dal cielo cadevano chicchi di grandine grandi come palle da tennis che cominciarono a rompere i muri del palazzo. Quando smise di grandinare uscimmo e con la macchina andammo a prendere mio padre e mio fratello che lavoravano in una cava. Appena arrivati sentii puzza di zolfo. Corsi subito a chiamare mio papà e gli chiesi il motivo di questa puzza ; mi disse che in cava non c'era puzza di zolfo e a questo punto mi accorsi di un'enorme spaccatura del terreno da dove fuoriusciva della lava. Ho pensato che era giunta la nostra ora. La spaccatura diventava sempre più grande fino a trasformarsi in un vero vulcano. Era l'apocalisse. Un'enorme ondata di lava uscì dal cratere del vulcano e stava per raggiungerci quando una gigantesca ondata di mare spense la lava e restammo miracolosamente illesi.

Pensavo che avremmo fatto la fine dei dinosauri ma per fortuna si trattava solo della mia fervida immaginazione...


 

 

motto ALLEGRIA                            Elena Mačinković  - 

 

Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Se potessi esprimere tre desideri il primo sarebbe quello di diventare una principessa. Vorrei tanto diventare una principessa per poter vivere in un castello e porterei tanti vestiti lunghi, di tanti colori e bellissimi. Inoltre avrei tanti cavalli diversi e potrei andare ogni giorno a farmi fare le acconciature con i capelli rialzati.

 Il secondo desiderio sarebbe diventare una Winx perché potrei volare e fare tante magie. Attraverso le magie vorrei salvare il mondo dai cattivi.

Come terzo desiderio vorrei fare il giro del mondo perché potrei visitare tante città e vedere tanti pesci nel mare!


 

 

motto LENTEZZA                           Samuel Đurđević  - 

 

 Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Il mio primo desiderio e' diventare ricco! Vorrei diventare ricco per avere tanti soldi. Con i soldi comprerei una casa ai poveri e ai bambini dell'Africa comprerei da mangiare e pagherei loro la visita dal dottore.

Il mio secondo desiderio e' essere un robot perche' potrei sparare laser dagli occhi e volare con il raga di fuoco e salutare gli uccellini. Non vorrei essere un robot malvagio ma buono e gentile.

Come terzo desiderio, vorrei essere un mago. Se sarei un mago potrei trasformare chiunque in pietra, far cadere i soldi dal cielo e fare molte altre magie!


 

 

motto MATEMATICA                     Agron Azizi 

 

Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Se potessi avere tre desideri da esprimere, il primo sarebbe sicuramente guidare le macchine Ferrari. Mi piacciono moltissimo le Ferrari perche' sono velocissime, hanno i sedili comodissimi e fanno un rumore molto forte quando le accendi! Vorrei averne una rossa, una gialla e una nera e vorrei guidarle in Italia.

Per secondo desiderio vorrei volare perche' sarebbe sicuramente molto divertente, potrei vedere il sole, la luna e le stelle da vicino. Quando ci sarebbe l'arcobaleno, volerei vicino per vedere anche quello!

 Il terzo desiderio che vorrei e' quello di entrare nei giochi dei computers per battermi con i cattivi e per aiutare i buoni ed entrare nella loro banda per vincere sempre, per essere i più forti!


 

 

motto PRESIDENTE                     Marcello Legovich  - 

 

Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Se potessi esprimere tre desideri, il primo sarebbe quello di poter volare come gli angeli. Se potessi volare potrei esprimere subito anche il mio secondo desiderio che sarebbe volare in cielo da Dio per chiedergli di farmi incontrare mio nonno. Vorrei tanto vedere mio nonno perche' non l'ho mai visto. Vorrei dirgli che gli voglio tanto, tanto bene.

Come terzo desiderio vorrei tanto poter sparare l'onda energetica come fa Gocu di Dragonball. In questo modo potrei aiutare i buoni e anche la polizia e mettere in prigione i cattivi!

 


 

 

motto DISORDINATO                    Terence Cadenaro  - 

 

Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Vorrei poter esprimere tre desideri! Il primo desiderio e' poter scalare il monte Everest perche' mi piace molto la neve fonda. Sarei il secondo uomo che lo scala e sarei molto contento! Vorrei avere degli amici al mio fianco per poter salvare le persone affondate nelle neve.

Il mio secondo desiderio e' diventare esploratore perche' cosi' potrei scoprire i resti di antiche civiltà' e forse troverei anche dei tesori. Se troverei dei tesori antichi li donerei ad un importante museo. L'ultimo desiderio e' quello di diventare mago perche' saprei fare le magie, ma quelle buone, e diventerei famoso.


 

motto DRAGO                                 Luca Crebel 

 

 Classe II - Scuola Elementare Italiana Cittanova

 

Insegnante Patrizia Sfettina Jurman

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

Se potessi esprimere tre desideri, il mio primo desiderio sarebbe poter volare. Vorrei volare con gli uccelli e giocare con le aquile nel cielo azzurro.

Il mio secondo desiderio sarebbe quello di trovare dei tesori antichi e dell’oro prezioso.

E ancora il mio terzo desiderio sarebbe diventare un inventore per poter inventare Walle. Vorrei inventarlo io, per poterlo avere in casa e che mi possa aiutare nelle cose che mi servano e che possa giocare con me!


 

 

motto MESSI                                   Andro Bukal 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Una pagina bianca piena di ....quello che mi pare

 

 

A me piace praticare lo sport. Il mio sport preferito è il calcio e lo pratico da tre anni.

 

Il mio Club si chiama “ STARI GRAD “ e nel club ho trovato tanti nuovi amici.

 

Il mio allenatore preferito si chiama Mario.

 

Tutti mi dicono che sono il più bravo del club, in difesa.

 

Mi piace molto partecipare ai tornei con i membri del mio club.

 

Mi piace giocare a pallone, perchè non mi annoio mai.

 

Mi piace molto vincere ma so anche perdere.

 

Io sono contento e orgoglioso di essere bravo e per questo mi impegno ancora di più.

 

Ogni qualvolta che segno un goal, la mia anima brilla di felicità.

 

Quando giochiamo la partita tutti i genitori ci sostengono e allora tutti giocano meglio.

 

Quando gioco, durante la partita anche mia sorella di tre anni tifa per me.

 

Dopo i difficili allenamenti e le partite sono stanco, però questa stanchezza è dolce.

 

Io amo moltissimo giocare al calcio e per ora non voglio praticare altri sport.

 


 

 

motto ROCK AND COOL              Tea Bračun  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Una pagina bianca piena...di quello che mi pare 

 

Io voglio descrivere un posto che esiste nella mia mente.

 

Questo posto è molto particolare perchè lì i bambini e animali esprimono tutti i loro desideri.

 

Al centro di quel posto c’è una fontana di cioccolata dove i grandi e i piccoli di mattina vanno a bere un po’, i grandi perchè devono andare al lavoro  e i piccoli a scuola, per cui hanno bisogno di tanta energia.

 

Adesso siamo arrivati al mio posto preferito. E’ un mare pieno di delfini che appena aspettano di essere nutriti. Quando il sole tramonta il mare splende come un diamante i delfini saltano in alto. Tutti vengono a vedere questo bellissimo spettacolo. C’è poi un’isola in mezzo a quel mare di

delfini. Quest’isola è piena di cespugli sui quali crescono delle caramelle e tanta cioccolata. Sull’isola cresce una palma che dà latte. Ma c’è anche una zona molto particolare la scuola. In questa scuola non ricevi dei voti, ma biscotti ( domacica) sui quali è stampato il voto.

 

La maestra poi scrive il voto nel registro. Questo luogo è molto bello e simpatico, ma purtroppo esiste soltanto nella mia mente.

 


 

motto DEXTER                               Matej Vukušić  -

 

  Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Se potessi esprimere tre desideri 

Durante la mia vita ho espresso tanti desideri, ma in questo tema ne posso esprimere solo tre, il primo riguarda la mia vita, il mio futuro.

 

 Vorrei diventare un chirurgo perchè potrei salvare le vite ad altre persone ed essere ben pagato. Lo  posso realizzare ma mi servirà tanto aiuto dai miei genitori. Dovrò pure impegnarmi, studiare e  leggere tanti libri che mi aiuteranno a diventare un vero e proprio chirurgo.

 

Il mio secondo è che tutti i miei amici e parenti siano felici ed abbiano tanti successi. Io posso aiutarli stando loro vicino nei momenti difficili, e in un prossimo futuro, aiutandoli a cercare un lavoro e consigliandoli al meglio.

 

Il terzo desiderio riguarda il mondo. Vorrei che le medicine che servono ai poveri vengano distribuite gratis per farli sopravvivere. Fermando le guerre potrei salvare molte vite e ci riuscirei se riuscissi a fare ragionare di più i politici. Nel mondo ci sarà sempre il male che porterà distruzioni, ma per fortuna, ci sarà anche il bene che vincerà.

 


 

 motto C10               Jacopo Della Rosa  - 

 

Classe IV -  Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri...

 

Oggi vi parlo di tre desideri che per me sono i più importanti. Beh è difficile elencare solo tre desideri perchè ognuno di noi si esaudiscono, a volte no. Farò di tutto per parlarvi dei tre desideri di un bambino di nove anni,che sarei io. Il mio primo desiderio è che non ci sia la guerra nel mondo perchè  è brutto quando tantissime persone muoiano  anche se non hanno fatto niente. Questo è diventato uno dei miei desideri più grandi perchè ho visto alla televisione che nel mondo  ci sono tante guerre dove muoiono tanti bambini innocenti. Mi colpisce vedere i bambini in ospedale con i buchi di pallottole nel corpo e penso che dovrebbero scappare via lontano.

 

Il mio secondo desiderio è che nessuno muoia a causa di incidenti o di malattie e che quindi tutti  possano vivere in eterno. A me non piace che qualcuno muoia perchè so che mi mancherà nella  vita.

 

Il mio terzo desiderio è che tutti noi dobbiamo restare sempre, ma sempre amici e non lasciarci mai. Per me questo desiderio significa che tutti gli amici devono rimanere sempre in contatto anche se si trasferiscono in altre città o altri paesi. E’ bello raccontare i propri desideri perchè li immagini e li sogni, ma soprattutto perchè alla fine speri che si realizzino.

 


 

 

motto BOLLE             Antonio Kostačić  - 

 

 Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

 

Se potessi esprimere i miei tre desideri sarebbero questi: il mio primo desiderio sarebbe quello di cancellare tutte le guerre perchè molte persone muoiono e molti bambini restano senza mamma e il papà.

 

Il secondo desiderio sarebbe quello di cancellare tutti i ladri. I ladri sono persone cattive. Alcuni ladri rubano dei bambini.

 

Il terzo desiderio sarebbe quello di dare a tutte le persone la felicità senza povertà. Così i bambini che sono poveri potrebbero vivere come io e i miei amici, potrebbero giocare e non essere affamati e tristi.

 


 

 

motto FIORELLINO              Miriam Herceg  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri...

Io ho molti desideri, ma se qualcuno mi dicesse di esprimerne tre ... io non saprei quali scegliere.
Adesso ci proverò.
Il mio primo desiderio è che il mondo non sia inquinato, così tutti sarebbero più felici: gli animali selvatici non rischierebbero l’estinzione perchè avrebbero più spazio per vivere, gli uomini non morirebbero di malattie causate dall’inquinamento e le piante crescerebbero sane. Il nostro mondo potrebbe essere tutto pieno di colori e profumi.
Il secondo è quello di diventare una maestra per insegnare ai bambini, così forse diventerei famosa per loro. Vorrei insegnare a leggere e a scrivere ai bambini poveri che non hanno la possibilità di andare a scuola.
Il terzo è di avere una cameretta tutta per me, così non dovrei più litigare con mia cugina.
Questi sono i miei tre desideri anche se avrei voluto esprimere tutti gli altri, e vi assicuro di averne tanti. I miei desideri sono le mie speranze future.



 

motto CAVALLETTA                Mia Šepić 

 

Classe IV -  Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Una pagina bianca piena di ....quello che mi pare  

 

Oggi scriverò della mia vita e di quella dei miei familiari. Io non sono proprio contenta della mia vita perchè non ho tanti amici e non sono proprio buona. Proverò a cambiare. I miei genitori e i miei  fratelli sono buoni, cari e aiutano tutti. Questo mi piace. Nella mia vita cambierò quanto posso. Per prima cosa cercherò di non essere tanto permalosa, proverò ad essere più gentile e mi impegnerò ad essere più attenta durante le lezioni. La mia mamma pensa anche che sono permalosa, ma solo un po’. Tutti i miei familiari mi aiutano. Io amo la mia vita e i miei familiari, ma cercherò di migliorare me stessa, un pochino almeno.

 


 

 

motto 5285                          Cristian Jardas  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

Se potessi esprimere tre desideri

Oggi vi parlo dei miei tre desideri più importanti. Per prima cosa desidero, vorrei che non ci siano le guerre nel mondo e che tutti gli uominicattivi diventino buoni così non ci sarebbero più litigi e guerre. 

Il mio secondo desiderio è che dal mondo spariscano tutte le malattie gravi. Sarebbe molto bello se potessero inventare una medicina accessibile a tutti gli uomini quelli poveri e quelli ricchi.

 

Come terzo desiderio vorrei che gli animali non venissero uccisi ma curati e amati. Allora sì che il mondo sarebbe più bello!!

 


 

motto YOKOGHERRY                   Ema Trpkov  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Se potessi esprimere tre desideri 

Io ho tanti desideri ma oggi dovrei esprimere solo tre, quelli che per me sono più importanti.

 

Il primo è quello di diventare una cantante perchè vorrei esprimere i miei sentimenti al pubblico e  credo di poterlo fare molto bene attraverso il canto.

 Il secondo desiderio è imparare la lingua inglese, perchè non parlo molto bene e vorrei migliorare.

 

Alla fine il terzo desiderio è andare a vivere sull’isola di Cherso perchè lì mi piace di più che in  città, non ci sono troppe macchine e ciò è bello.

 Sull’isola di Cherso c’è un paese San Pietro, lì potrei allevare mucche, pecore, cavalli, cani, gatti,  insomma di tutto.

 

Per me di tutti questi tre desideri il più importante è quello dove esprimo il desiderio di andare a vivere a Cherso, perchè cantare posso fare sempre, anche se non sarò mai famosa. Io spero che uno di questi desideri possa avverarsi al più presto.

 


 

 

motto STELLA 2                             Ana Vukšić  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri 

 

Io, come tutti i bambini del mondo, ho tanti desideri. 

Tre di questi, per me, sono molto importanti. Il mio primo desiderio è... imparare a ballare. Quando sento la musica, classica o moderna, mi viene  sempre voglia di ballare. Mi aiuta mia sorella, però mi iscriverò pure ad una scuola di ballo.

 

Mi piacerebbe tanto avere un castello e questo è il mio secondo desiderio. Lì avrei tanto spazio e  sarebbe tutto più ordinato. So che questo desiderio non si potrà esaudire perchè i castelli non si  costruiscono più.

 

L’ultimo mio desiderio è diventare straricca. Con tutti quei soldi farei del bene a me e a tutte le  persone che mi stanno attorno. Lo so che questi desideri non sono molto reali, ma spero tanto che  almeno il primo si avveri.

 


 

 

motto MANESTRI                           Laura Dessardo 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Se potessi esprimere tre desideri 

 

E’ difficile scegliere tre desideri più importanti perchè ne ho molti, ma ci proverò. Come primo desiderio vorrei che tutti siano felici e amici, che vivano in condizioni ottimali. Lo so  che alcuni non sono così felici come noi però penso che tutti hanno il diritto di esserlo. Per questa ragione il mio primo desiderio sarebbe quello di regalare alle persone tanta serenità e felicità.

 

Il secondo desiderio lo vorrei regalare alla mia famiglia. Io vorrei che essi abbiano una vita serena. Senza problemi sarebbe più facile vivere e così si potrebbe evitare il malumore che ogni tanto c’è  nella mia famiglia. A me non piace guardarli infelici e tristi. I miei amici, i compagni e le maestre  sono sempre con me, pronti ad aiutarmi anche mentre scrivo questo tema e per questo il terzo  desiderio lo dedico a loro. Voglio che tutti i loro desideri si avverino e la loro vita diventi proprio  come se la immaginano.

 

Nessuno di questi desideri non era rivolto direttamente a me perchè io credo che se le persone  attorno a me sono felici, lo sarò anch’io.

 


 

 

motto KAKA 07                     Alen Hujić 

 

Classe IV -  Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Se potessi esprimere tre desideri

 

Ho molti desideri ma provo ad esprimere i tre più importanti per me. Il mio primo desiderio è quello di aiutare la gente povera, fermare le guerre, aiutare così anche il nostro pianeta, perchè questa è la nostra unica casa e non ne abbiamo un’altra. Per me il pianeta Terra è molto importante. Le guerre distruggono le città e i paesi, rovinano tante  vite e non portano a nulla. Per questo vorrei fermare le guerre. Alla gente povera serve molto aiuto perchè la loro vita è in grave pericolo.

 

Il mio secondo desiderio è quello di avere una famiglia sana e felice. Una famiglia sana e felice ti dà  la serenità e l’amore che aiuta a superare tutte le situazioni difficili che la vita ci può riservare.

 

Il terzo desiderio è quello di essere un cantante famoso e un dottore che aiuta tutti i malati del  mondo.

 


 

motto ROCK GIRL                         Marina Banov  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

Una pagina bianca piena di quello che mi pare....

Mi piace leggere e vorrei raccontarvi la trama del libro che mi ha colpito di più. E’ il primo libro della serie Laura. Laura e il segreto di Aventerra scritto da Peter Freund. Laura è una tredicenne che al suo tredicesimo compleanno scopre il grande segreto di Aventerra, che è un mondo parallelo al pianeta Terra. Lei, che è nata nel “ segno tredici “ ( si chiama così perchè sull’Aventerra ogni mese ha 28 giorni e il tredicesimo giorno del tredicesimo mese da noi è 5 dicembre proprio quando Laura è nata ) deve compiere il suo compito, cioè liberare Terra dall’Eterno niente, che è molto vicino perchè Elyson, il re del Bene sta male.

I genitori non possono aiutare Laura, perchè sua madre è morta già da otto anni e il papà di Laura è stato rapito. Nella lotta per il Bene Laura è aiutata dal fratello Lukas, dalla sua amica Kaia e dai professori Percy Valiant, Mary Morgain e Aurelius Morgenstern.

Però dall’altra parte ci sono gli Scuri, la banda del principe Borboran che vogliono impedire questo evento. Il libro mi è piaciuto molto perchè era pieno di avventure, mi ha fatto ridere e piangere e consiglio questo libro a tutti quelli che amano leggere.

 



 

motto BAD GIRL                            Carla Ćupić  - 

 

Classe IV - Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri 

 

Io ho tanti desideri. E’ difficile sceglierne solo tre, ma ci provo. Io avevo un pesciolino d’oro, gli ho chiesto di esaudire i miei desideri ma questi non si sono  avverati.

 

Come primo desiderio vorrei che mai più sul pianeta Terra ci fossero le guerre perchè ci muoiono  tante persone innocenti.

 

Come desiderio numero due vorrei avere una sorellina! Non saprei spiegare perchè, ma mi  piacciono tanto i bambini piccoli.

 

Il terzo desiderio è di andare a New York una seconda volta, dai cugini e dagli zii. Vorrei andare lì a Natale.

 

Io spero che almeno uno di questi desideri stavolta si avveri.

 


 

 motto GIULIO                                 Giulio Borrelli  - 

 

 Classe IV -  Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume 

 

Se potessi esprimere tre desideri

 

Una volta vicino la mia casa, mentre stavo giocando con i miei amici mi apparve davanti uno gnomo molto piccolo che mi tirò per i pantaloni. 

Solo io potevo vederlo e sentirlo. Ad un certo momento presi lo gnomo in mano e lui mi disse che il capo degli gnomi aveva una lista di tutte le persone del mondo e che aveva scelto me per esaudire tre miei desideri. 

Io pensavo: “ Perchè ha scelto me e non gli altri? “ per cui gli risposi di portarmi dal capo. Lo gnomo in un batter d’occhio ci fece sparire e riapparire davanti al capo e io gli chiesi: “ Perchè voleva esaudire tre miei desideri? Perchè solo me e non gli altri? Il capo rispose che voleva farmi un regalo ma non un regalo comune, ma uno che ti rimane per tutta la vita.

 

Io dissi: “ Pe...pe...per tutta la vita? “ - Eh sì, Giulio, per tutta la vita, e questa è una cosa bellissima a cui nessuno può dire di no!”

 

“E va bene mi sono convinto, esprimerò i tre desideri e in cambio cosa ti posso dare?” chiesi.

 

“ In cambio dovrai affrontare tre livelli di draghi e di mostri con diverse difficoltà”. Durante il terzo livello io dovevo lottare con un drago insieme ad un amico di nome Barba Rossa con cui avevo escogitato un piano per distruggerlo. Quando io tornai al villaggio tutti gli gnomi si inchinarono davanti a me e a Barba Rossa. Arrivati al castello del capo, ci disse che eravamo stati bravissimi e che lui ci aveva seguito guardandoci sullo schermo di un piccolo computer.  

Infine il capo mi disse di esprimere tre desideri.

Il primo desiderio che chiesi era di tornare nel villaggio per giocare con gli gnomi, il secondo era quello di voler riaffrontare i tre livelli e il terzo....in meno che non si dica io sparii dal villaggio e mi ritrovai sul letto e mamma e papà erano accanto a me e mi stavano svegliando.

 

Io capii che tutto questo era un bellissimo sogno da non dimenticare mai e poi mai

 


 

 

motto FOX                           Eva Labinac  - 

 

Classe IV b - Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola 

 

Se potessi esprimere tre desideri... 

 

 

Se potessi esprimere tre desideri

vorrei che siano stupendi e sinceri.

 

Vorrei che piacessero a tutti i bambini

vivaci e birichini.

 

Così ho deciso

e ve lo dico con un gran sorriso:

vorrei che le nuvole siano di panna montata

e i monti di cioccolata

 

Il secondo desiderio è che tutti i miei amici

abbiano dei momenti felici:

tanti giocattoli belli e interessanti,

libri, palloni e penne brillanti.

 

Infine il terzo desiderio è rivolto a tutti:

vivere serenamente in famiglia

con l’amore che ci piglia.

 


 

 

motto FIOCCO                     Mihaela Katačić  - 

 

Classe IV b - Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola 

 

Se potessi esprimere tre desideri....

 

Se potessi esprimere tre desideri, 

quali sarebbero?

 

Forse diventare ricca 

oppure la prima della classe! 

Una pittrice circondata da quadri meravigliosi 

o una cantante famosa?

 

No, non ci siamo! 

Forse questi sarebbero meglio:

 

girovagare per tutto il mondo, 

essere fortunatissima 

oppure avere un simpatico cagnolino! 

Ehm....ora ho capito!

 

Acqua e cibo per tutte le persone, 

niente malattie nel mondo, 

e basta con le guerre! 

 

Chissà, forse un giorno 

questi miei desideri verranno esauditi!

 


 

 

motto DELFINO BIRICHINO        Paola Giorgi  - 

 

Classe IV a - Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

Alla ricerca del...baule scomparso 

Ciao, mi chiamo Paola. Ho dieci anni e sono una bambina, no ragazzina,dolce,vivace, Sensibile, curiosetta e sempre alla ricerca di nuove avventure. Abito in una casa vecchia di centonove anni,costruita all'epoca austriaca... I muri sono di sasso e tra un piano e l'altro ci sono dei travi grossi di legno. Mio papà, a volte, per andare sul tetto per girare l'antenna sale dall'abbaino e cammina a carponi stando molto attento a non cadere. Figuriamoci allora se ho avuto il permesso di salire!!Mai!Guai!

Però, però, sapete tutti come siamo noi ragazzini, più ci dicono di no, più la nostra curiosità è grande!

Detto. Fatto.

Ho atteso con pazienza il giorno che rimasta sola a casa ,per puro caso, guardinga sono salita in soffitta. Non vi posso a parole descrivere la mia immensa gioia! Ma,la mia felicità più grande, è stata quando in cantuccio nascosto della soffitta ho intravisto un baule!

Mi sono avvicinata piano,piano.

Dentro di me un subbuglio di emozione;stupore,meraviglia ma anche curiosità e un pò di paura e timore.

-          Indovinate un pò chi ha vinto?-      La curiosità ! ! ! -...... lo dubitavate?

Ho aperto il baule.

Doveva trattarsi del baule dei primi veri proprietari della casa. La prima cosa che mi è apparsa è stato un meraviglioso vestito che doveva essere bianco, ma ingiallito dal tempo. Un vestito lungo, ornato di pizzi fatti a mano. Subito mi è venuto in mente i racconti di mia nonna che mi raccontava di sua mamma nata all'epoca austriaca. Pola era stupenda. Irriconoscibile. Ogni domenica i "signori" uscivano in carrozza e il "popolo"a piedi, ma era d'obbligo la passeggiata con i vestiti "buoni" della festa dalla riva ai Giardini. Le signore erano in abiti lunghi,bellissimi con capellini e ombrellini.

Che sogno romantico! A Valcane c'era il ballo esclusivo per gli ufficiali dell'epoca con i musicisti vestiti tutti di bianco. Ah... stra romantico...

Sposto con delicatezza il vestito, come per non dover infrangere un sogno e scopro un vecchio orologio a dondolo con tanto di cucù! ! Chissà all' epoca quando funzionava che rumore faceva. Oggi abituati ai silenziosi digitali e super accessoriati! Sotto l'orologio piena di polvere trovo una vecchia foto. Quanti sentimenti ha risvegliato in me, non potete proprio immaginarlo! Simpatia, stupore, dolcezza e tristezza. Di sicuro il signore della foto non c'è più! Chissà dove sarà andato dopo aver lasciato la stupenda città di Pola. La foto era il ritratto di un signore in divisa col cappello a punta?! Sono diventata un Sherloch Homes, e no, se dico così non mi capiscono in molti. Sono diventata un CSI o NCSI unità anticrimine! ! Più moderno.

In casa, ora mia, doveva abitare una simpatica ( spero ) famiglia capitanata da un generale ( soldato semplice ) di marina austriaca! Proprio così! La cosa mi rende alquanto orgogliosa e vanitosa. Sicuramente, nella mia cucina vicino al fogoler che c'è ancora e, al lume della candela si parlava in «ya wol» ( l'unica parolina tedesca che so ). Magari,anche loro avevano qualche ragazzetto sbizzarino, birichino come me. Eh si! ! !Con mio immenso piacere tirando fuori gli oggetti rivenuti (troppi film polizieschi), trovo un cavalluccio a dondolo a legno. I colori ormai sbiaditi,il legno consumato dai tarli ,e una lacrima scende calda giù dal viso. Chissà se sotto la mia amata ciliegia,che ha già tantissimi,ma tantissimi anni,giocava felice e spensierato un bambino o una bambina ? Rimarrà un mistero ? Forse ...

Il mio incantesimo viene interrotto dal rumore dell'automobile che stenta a parcheggiare davanti a casa...donne al volante...e meno male che cani e gatti fanno a gara per salutare mamma e papà. All'ultimo momento riesco a sgattaiolare dalla soffitta, sfoderando un sorrisino innocente ai miei cari genitori. Ah! L'ho scampata bella! Domani l'avventura continua..


 

motto LUNA                        Matija Kos  - 

 

 Classe IV a - Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

Se potessi esprimere tre desideri....  

Questo titolo mi fa venire in mente un’idea magnifica: avere tutti i giocattoli che desidero e non mi servirebbe altro!No, le cose non stanno così. Ci sono cose molto più importanti dei miei giocattoli! Io ho un desiderio molto esplicito: vorrei che l’italiano fosse senza le doppie. Perchè?Così non dovrei pensare se pappagallo si scrive solamente con una o due “ p “ o due “ elle “; se il capello è il pelo della mia testa o è il copricapo.Infatti, io, quando leggo le doppie, le accentuo eccome, perchè la nostra maestra in prima elementare, ci faceva ripetere parola per parola ed insisteva appunto sulle doppie. tutto andava bene. Poi, sono cominciati i dettati, i compiti, e con loro i miei guai. Niente più ottimi, solamente molto buoni se va bene!Ora, io mi domando: “ Ma la nostra insegnante trova gusto a farmi quei segni rossi o verdi oppure mi servirà nella vita saper scrivere con le doppie? “ 

Un altro desiderio, ma evidentemente non realizzabile è un mondo senza prezzi. Così non ci sarebbero più uomini poveri e potrebbero avere anche loro un aereo privato, un fuoribordo, mangiare tutte le cose più buone senza pensare come arrivare alla fine del mese. Così io, mi potrei permettere una serva, che, riordini tutte le mie cose che lascio sparse per casa e la mamma non si arrabbierebbe. 

Ho ancora un desiderio, forse il più importante per me: comprendere la lingua degli animali. Io ho un piccolo barboncino che, quando sta poco bene non so come aiutarlo. Lo osservo, gli dò da mangiare tutti i cibi adatti a lui, però ogni tanto ha problemi di digestione. Poi, se da noi arriva qualche estraneo, si nasconde sotto il mio letto e non vuol uscire più. E’ molto pauroso. Se capissi perchè e di che cosa ha paura allora potrei aiutarlo a superare questi suoi timori e quando sta male non dovremmo pagare il veterinario che è sì uno specialista ma si fa pagare profumatamente!