PREMI SIMPATIA:

offerti dal Libero Comune di Pola in Esilio

 

 

motto FIORE 3                                                     Andrea Blažević   -   Classe VIII

                                                        Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                               Insegnante: Ambretta Medelin

 

Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica, farei sparire l'ingiustizia ed il male nel mondo. Darei cibo a tutti i poveri e gli affamati e farei curare gli ammalati. Libererei il mondo dalla violenza e dalle persone crudeli e darei spazio alla creatività e all'amore. Non ci sarebbero persone senza casa, senza soldi o senza lavoro. Se avessi la bacchetta magica darei l'opportunità di studiare a tutti i bambini poveri che non hanno abbastanza soldi per andare a scuola. Ripulirei le acque e gli oceani dai rifiuti e da tutte le sostanze nocive per il pianeta ed i suoi abitanti. Farei crescere piante e boschi invece di costruire edifici o negozi. Le auto non sarebbero dannose e non inquinerebbero l'aria che respiriamo.

Se avessi la bacchetta magica, il mondo sarebbe più bello.

 motto BMK                                                                 Davide Jozić   -   Classe VIII   
                                                      Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno
                                                                               Insegnante: Ambretta Medelin

  Se avessi la bacchetta magica

Se avessi la bacchetta magica, farei molti cambiamenti nella mia vita.

Mi darei alla pazza gioia ogni giorno, aiuterei i più poveri e i più deboli, gli anziani e le persone malate perché smettano di soffrire.

Con la bacchetta magica cambierei il mondo in meglio, non ci sarebbero più fame nel mondo, corruzione e tutte le altre cose brutte di cui sentiamo parlare ogni giorno.

Per prima cosa scaccerei via tutti i truffatori e i ladri che stanno in politica per trovarne altri migliori e più onesti.

La gente vivrebbe in pace e armonia con le altre persone ma soprattutto con se stessi.

Puoi avere qualsiasi cosa con la bacchetta magica, ma se non ti accontenti di quello che hai, vivrai una vita infelice.

  

motto TOPINO                                                          Evan Paljuh   -   Classe I

                                                            Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”

                                                                                Sezione Periferica di Valle

                                                                             Insegnante: Miriana Pauletić
 

   SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

 …..CHIEDEREI TANTO  ORO

…..UNA VILLA  GRANDIOSA CON UN GRANDE GIARDINO PER MIA MAMMA

……VORREI DIVENTARE IL MIGLIORE CALCIATORE DEL MONDO

……TRASFORMEREI IL PALLONE IN PALLONE D'ORO

….. VORREI UNA MOTO SPECIALE E UN LAP TOP

……PER VALLE UNA GRANDE PISCINA

……TANTE PINETE CON TANTE COSE PER GIOCARE

 

 

motto CALCIATORE                                                      Deni Piutti   -   Classe I

                                                                   Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”

                                                                                     Sezione Periferica di Valle

                                                                                   Insegnante: Miriana Pauletić

 

SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

 ….ANDARE OGNI GIORNO A TRIESTE E COMPRARE TANTE COSE

….VORREI VINCERE A BINGO

…..VOGLIO GIOCARE PER SEMPRE A CALCIO CHE MI PIACE TANTO

…E AVERE TANTA ERBA,SEMPRE, PER GIOCARE A CALCIO CON I MIEI AMICI

….VORREI UNA MOTO VELOCISSIMA

…VORREI  UNA GRANDISSIMA PALESTRA PER MIA SORELLA CHE GIOCA A PALLAVOLO

 

 

motto BAMBOLINA                                                Antonella Drandić   -   Classe I

                                                                Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi”

                                                                                  Sezione Periferica di Valle

                                                                              Insegnante: Miriana Pauletić

 

 SE AVESSI LA BACCHETTA MAGICA

 …..VORREI ANDARE IN CANADA A TROVARE I MIEI NONNI

…..VORREI UN CAVALLO BIANCO

…..VORREI UNA BELLA PISCINA NELLA MIA VILLA

.…VORREI VIVERE IN CANADA

 

motto PUPETTA                                               Sara Rustja   -   Scuola Materna  

                                                Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” Isola d’Istria

                                                                            Mentore: Giorgio Dudine

 

 

 

 motto BARBIE 2                                    Luana Penca   -   Scuola Materna  

                                                 Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” Isola d’Istria

                                                                    Mentore: Giorgio Dudine


Cussì lavava me bisnona

 

 

motto CAMPAGNOLO                             Timothy Dassena Ček   -   Classe I

                                                         Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” Isola d’Istria

                                                                            Mentore: Giorgio Dudine

 

 


motto STELLA                                                     Emanuel Capolicchio   -   Classe I

                                                          Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                    Sezione Periferica di Gallesano

                                                                  Insegnante: Anna Giugno Modrušan

 

 I NOSTRI VECCHI CI RACCONTANO ...

Mio nonno e' pieno di storie ed avventure e quando gli ho chiesto di raccontarmi che cosa combinava da piccolo ho visto come i suoi occhi brillavano per la felicita'.
Da bambino stava spesso con il bisnonno, quindi
utilizzava assieme a lui degli atrezzi anche un po' pericolosi come la PALADORA, una specie di 'ascia. A mio nonno piaceva molto stare nel bosco a giocare, cosi un giorno prese la paladora all'insaputa del nonno e inizio' a tagliare dei rametti che gli davano fastidio. Ad un tratto la paladora gli cadde sul ginocchio e si fece molto male. Venne immediatamente fasciato con un fazzoletto e portato ali' ospedale . Da quel giorno il bisnonno e mio nonno capirono che forse certi attrezzi dovevano esser lasciati ai grandi e i bambini bisognava farli giocare con la palla.


mottoTARTARUGA                                         Alba Rukonić   -   Classe I

                                                   Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                     Sezione Periferica di Gallesano

                                                                   Insegnante: Anna Giugno Modrušan

 

 

I NOSTRI VECCHI CI RACCONTANO ...

 

L'altro giorno sono andata da mia nonna Claudia a Dignano per assolvere al compito assegnatomi dalla mia insegnante ,cioe' farmi raccontare qualcosa della sua infanzia.

 La nonna mi ha raccontato che quando era piccola giocava spesso con l' elastico assieme alle sue amiche e con la coda dell'occhio vedeva il nonno mentre ballava.

 Il nonno adorava ballare e per lei era il ballerino piu' bello e bravo che esistesse a Dignano.

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motto ANGRY BIRDS                                       Manuel Peršić   -   Classe I

                                                      Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                        Sezione Periferica di Gallesano

                                                                    Insegnante: Anna Giugno Modrušan

 

I NOSTRI VECCHI CI RACCONTANO ...

Mia nonna mi raccontava che quando era piccola aveva un bellissimo pesce,tutto colorato. Lei doveva prendersene cura e cio' voleva dire pulirgli l'acqua e dargli da mangiare. Dopo un po' di tempo la nonna si  rese conto che il suo adorato pesciolino era diventato molto ciccio, ma cosi' ciccio che ad un certo punto non ce la fece piu' . Infatti una mattina lo trovo ' morto nell'acquario e decise che non avrebbe avuto piu' un pesce per molto, ma molto tempo.

 

 

motto DINOSAURO                                      Alessandro Gregorović   -   Classe I

                                                      Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                          Sezione Periferica di Gallesano

                                                                       Insegnante: Anna Giugno Modrušan

I NOSTRI VECCHI CI RACCONTANO ...

Quand'era piccolo mio nonno aveva un gatto che adorava, ma che faceva sempre i dispetti. Un giorno il gatto decise di dare la caccia al topo e nel corrergli dietro fece cadere tutte le pentole per terra. Non vi dico che urla si sentirono dalla cucina . La mia bisnonna gridava a piu' non posso e la conseguenza fu che il gatto venne cacciato fuori di casa . Purtroppo non visse molto a lungo perche' una sera bevve dell'acqua avvelenata e il nonno la mattina successiva lo trovo' morto e per un po' di tempo fu molto triste.

 

 

motto CESPUGLIO                              Lana Gaborov   -   Classe I

                                             Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                 Insegnante: Maura Miloš

LA STORIA DELLA MIA NONNA
Mia nonna aveva pochi amici e viveva in villaggio che si chiamava Juki. Giocava con la palla, a nascondino e acchiappatello. Giocava anche con i sassi. Non avevano la televisione, non avevano il telefono ne la radio. A scuola andava a piedi.
LA STORIA DEL MIO NONNO
Mio nonno viveva nella grande città di Zagabria. Neanche lui aveva tanti amici. Non poteva giocare perché c'erano molte strade con le macchine. La nonna lo portava a passeggiare nel parco. Il fine settimana andavano a passeggiare fuori città nel bosco con la mamma, il papà e la nonna. La mamma li ha comprato la palla, non aveva tanti giocattoli.
Io mi chiamo Maria, ho 83 anni. Da bambina mi piaceva giocare con le bambole. Giocavo assieme alle mie cuginette. All'età di 6 anni sono andata a scuola fino la 6 classe. Arrivavo a casa, facevo i compiti e poi andavo a giocare, facevamo delle festicciole per il battesimo delle bambole, portavamo dei dolcetti e limangiavamo. Poi d'estate andavamo al bagno che era vicino alle nostre case, e si stava tutto il giorno, le nostre mamme ci portavano anche il pranzo.


motto PATTINI                                                       Ema Krajcer   -   Classe I
                                                         Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago
                                                                           Insegnante: Maura Miloš      

Nonno Ivan Klarić
Sono nato nel 1943 a Pinguente. Ho vissuto nel piccolo paese Srnegla. A due chilometri da Pinguente, con mia Madre Milka e mio padre Vittorio. Con noi abitavano anche mia nonna Ivanka e mio zio Gaetano, come anche mio fratello Emilio. Nel 1949 sono stato iscritto in prima classe della Scuola elementare. Eravamo in 30 alunni. Abbiamo imparato a scrivere con l'aiuto di piccole lavagne e gesso.

Mi ricordo che in primavera andavamo vicino al fiume Quieto a festeggiare l'inizio di questa bella stagione. A casa avevamo due buoi ed una mucca. Mio padre lavorava la terra con l'aiuto dei buoi, mentre io andavo a pascolare la mucca. Avevamo sempre del buon latte fresco che bevevamo per colazione con il pane.

 

motto AMICI                                                      Nicole Visković   -   Classe I

                                                    Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                        Insegnante: Maura Miloš

Sono la nonna di Nicole e mi chiamo Maria. Quando ero piccola andavo a scuola, ma non avevo tante belle cose quante che ci sono adesso. Quando tornavo a casa, la prima cosa che dovevo fare era andare nei campi ad aiutare i miei genitori. Prima di sera tornavo a casa per fare i compiti e giocare, con mio fratello e le mie sorelle mi divertivo fino a tardi sera, perché non avevamo la televisione.
 

 

 motto SALICE                                                   Elison Jakac   -   Classe I

                                                    Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                        Insegnante: Maura Miloš
 

Quando frequentavo la prima classe abitavo a due chilometri dalla scuola. A scuola ci andavo a piedi attraverso i boschi. Portavo ai piedi scarpe fatte a mano di stracci e copertoni di biciclette. La borsa nella quale tenevo i libri e i quaderni, era fatta anch'essa da stracci. Quando tornavo a casa pranzavo, facevo i compiti e per tutto il resto della giornata aiutavo i nonni e i genitori nelle faccende domestiche. Tra le cose che facevo era raccogliere la legna per cuocere il pane, dare da mangiare ai tacchini e ai maiali e ogni giorno portavo le mucche al pascolo e mentre loro pascolavano io studiavo seduta sul prato. Molto spesso mi capitava che mi distraevo mentre studiavo e le mucche se ne andavano. Mi mettevo sempre a piangere quando mi capitava ciò, ma per mia fortuna riuscivo sempre a trovarle e portarle a casa sane e salve. Quando finivo i lavori domestici trascorrevo il resto del pomeriggio con gli altri bambini del paese. Alla sera si cenava e dopo cena il mio papá ci portava a letto e ci raccontava tante storie finché non ci addormentavamo.

motto FIORE 2                                                      Carlotta Coronica   -   Classe I

                                                        Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                     Insegnante: Maura Miloš

Nonno Ottaviano
Nonno Ottaviano viveva a Coronichi, due chilometri via da scuola. Ogni mattina con la borsa di roba e pochi libri. Con le scarpe rotte o senza, con la pioggia o no andava a sucola.  Per merenda mangiava un po' di pane giallo e quella era la merenda. Quando ritornava a casa aiutavail papà in campagna. Alla sera tarda si facevano i compiti e se non si sapeva qualcosa si veniva senza compito. Una sera il nonno ha diviso in tre un uovo e la sua cena era solo un terzo d'uovo.
Nonna Rosa
Mia nonna abitava a Babici inferiori a cento metri dalla scuola. Per merenda mangiavano un pezzo di pane, un fico oppure qualche frutto. Per riposo giocavano con i sassolini, le colonnette, cordon cordon di San Francesco, la corda, le belle statuine e molti altri. Quando nonna Rosa tornava a casa andava a pascolare i buoi e alla sera faceva i compiti. A casa giocava con la sua bambolina di crusca. Così passavano i giorni.

 

 motto DEISY                                        Moira Đurđević   -   Classe I

                                          Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                             Insegnante: Maura Miloš

Nonno Giuliano
Da bambino vivevo in un paesino di collina dove non c'era l'acqua corrente nelle case. L'acqua per bere andavamo a prenderla alla sorgente e per lavarci dal pozzo che ogni casa possedeva. La strada non era asfaltata ma c'era solo ghiaia ed era piena di buchi. Nel paese c'era una sola automobile e la tv ce l'aveva una famiglia, era in bianco e nero e si vedeva solo un canale, Rai1. La sera ci trovavamo tutti assieme a guardarla fino a quando iniziava ''Carosello'' verso le otto di sera e poi tutti a casa.
La scuola era situata nella parte più alta del paese. Al mattino prima della lezione giocavamo nel cortile della scuola a biglie o a pallone sino a che la bidella veniva a chiamarci. Avevamo un'insegnante per due classi, una faceva la prima e la seconda, e l'altra la terza e quarta. Per ricreazione ognuno mangiava la merenda che la mamma ci preparava al mattino e ci metteva nella cartella. Finita la scuola andavo a casa mangiavo e poi subito facevo i compiti. Finiti i compiti andavo vicino alla chiesa con i miei amici e giocavamo a pallone che ci dava il parroco del paese, a biglie, oppure a nascondino.

 

motto MARCO                                     Luna Krpan   -   Classe I

                                          Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                      Insegnante: Maura Miloš

Nonno e nonna
Il nonno di Luna si chiama Nello Burolo. Da quando è in pensione fa l'agricoltore. Lui ama molto lavorare la terra. Ha molti oliveti e vigneti. Porta molto bene i suoi 67 anni. Tuuto merito di nonna Mirella. Le galline di nonna Mirella fanno molte uova che a Luna piace raccogliere e ancor più mangiare.

 

motto MERY                                        Stella Jugovac   -   Classe I

                                         Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                        Insegnante: Maura Miloš

La nonna da piccola
Tanti anni fa i tempi erano molto diversi, Umago era una cittadina molto piccola. C'erano pochissime autobmobili. I bambini andavano a scuola a piedi, in piccoli gruppi. Io frequentavo la sscuola ''Galileo Galilei''. In quei tempi non c'era il doposcuola. Tornati a casa, si facevano i compiti e poi si giocava fuori casa, finché la mamma non ci chiamava per la cena. Vicino a casa mia c'era un piccolo boschetto. Lì abbiamo costruito, da soli, il nostro nascondiglio segreto. Si giocava con le carte a ''Scala 40''. Le carte le abbiamo fatte da soli con il cartone, e disegnate a mano. Spesso giocavamo a ''palla avvelenata'', e con le biglie. Facevo i buchi attorno alla casa per giocare con le biglie, e mio padre si arrabbiava e le riempiva. Io rifacevo sempre delle nuove. D'estate si andava ogni giorno al mare. Avevo tanti amici, si stava insieme a giocare tutti i giorni. Non c'era la tv, i computer e i telefonini. Era tutto più tranquillo, mi divertivo molto

 

motto NINA                                                        Lara Ivošević   -   Classe I

                                                  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                               Insegnante: Maura Miloš

Io mi chiamo Maria, ho 83 anni. Da bambina mi piaceva giocare con le bambole. Giocavo assieme alle mie cuginette. All'età di 6 anni sono andata a scuola fino alla sesta classe. Arrivavo a casa, facevo i compiti e poi andavo a giocare, facevamo delle festicciole per il battesimo delle bambole, portavamo dei dolcetti e li mangiavamo. Poi d'estate andavamo al mare che era vicino alle nostre case, e si stava tutto il giorno, le nostre mamme ci portavano anche il pranzo.

 

motto SIMBA                                                    Emily Alessio Kocmanić   -   Classe I

                                                   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                   Insegnante: Maura Miloš

 

 Come la mia nonna giocava
Io sono la nonna di Emily, sono nata vicino al fiume Drava in un villaggio chiamato Podravlje vicino alla città di Osijek dove a quei tempi non c'erano rumore e traffico come adesso. I prati verdi ed i campi circondavano le nostre case. Avevo molti amici e amiche, tutti giocavamo tranquilli assieme senza litigare. Giocavamo a calcio , nascondino, facevamo le casette con i rami degli alberi. Nel periodo invernale andavamo a giocare con la neve, tiravamo la slitta sulle rotaie e ci lanciavamo giù per poi risalire di nuovo..contenti, con le guancette rosse ed i nasini ghiacciati. Sorrisi e felicità sui nostri volti quando facevamo i pupazzi di neve. In primavera quando la natura si svegliava andavamo a raccogliere le violette ed i bucaneve. Nei sacchi per il grano ci lanciavamo giù.

Arrivata l'estate, tempo per fare il bagno, noi ci divertivamo ad acchiappare i girini vicino allo stagno pensando che siano pesci, facevamo il bagno nella vasca posta davanti casa in giardino perché così piccoli non potevamo fare il bagno nel fiume.

La sabbia l'avevamo in abbondanza e ci mettevamo a costruire castelli, case, tunnel. Con le mie amiche giocavo con le bambole, gli mettevo i vestitini, li cucivo, ed avevo la stanzetta di legno fatta apposta per le bambole. La mamma mi preparava pezzettini di stoffa che io usavo come lenzuola per la bambola. Non vedevamo la fine del gioco, a quei tempi non guardavamo la tv, era solo per i grandi, noi piccini giocavamo all'aria aperta fino a sera quando mamma ci chiamava. Ero molto felice di stare fuori con gli amici ed oggi a passare del tempo sono felice di poter raccontare ai miei nipoti le mie esperienze di vita vissuta, sperando che anche Emily possa essere felice e trovare nel gioco la felicità di essere bambina.

 

motto ALICE MERAVIGLIOSA                             Chiara Križman   -   Classe I

                                                       Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                                        Sezione Periferica di Sissano

                                                                     Insegnante: Barbara Markulinčić

Se io avessi la bacchetta magica trasformerei la rana in un principe magico.

 

 motto TONIN                                          Antonio Bonazza   -   Classe I

                                              Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                          Sezione Periferica di Sissano

                                                          Insegnante: Barbara Markulinčić

Se io avessi la bacchetta magica potrei fare cosa voglio ed essere molto felice.Mi farei un cortile grande grande per giocare a calcio tutto il giorno.

 

 motto MIKY                                                 Michelle Delbianco   -   Classe I

                                             Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”

                                                          Sezione Periferica di Sissano

                                                          Insegnante: Barbara Markulinčić

 
Il mio papa' mi ha raccontato che quando era piccolo si era arrampicato scalzo su un muretto.Quando salto' giu' si accorse che aveva un vetro nel piede e fini' all' ospedale.

 


motto BIONDINA BIRICHINA                             Nina Sirotić   -   Classe I a     
                                                         Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                                   Insegnante: Loredana Franjul

 

 LA MIA BISNONA SPEME

L' ANO SCORSO CON MIO PAPÀ E LA MIA MAMA IERIMO A FAR UN VIAGIO A VERONA. TORNANDO, SE GAVEMO FERMADO DELA NONA DE MIO PAPÀ, KE LA SE CIAMA SPEME.

DE  SERA LA MAMA VOLEVA FARME EL BAGNO, MA MI NO VOLEVO ANDAR IN VASCA. GAVEVO PAURA KE CIAPARÒ I NEI GHE GA LA NONA SPEME. I ME GAVEVA SPIEGADO CHE SICOME LA GA PIÚ DE NOVANTA ANI CHE  XE LE MACE DE VECIAIA E  CHE  NO PODEVO CIAPARLE MI.

MA MI NO VOLEVO GNANCHE PER SOGNO METER LE GAMBE IN VASCA. CUSI I ME GA MESO UNA MASTELA  E DENTRO GO FATO EL BAGNO.

LA BISNONA NO LA SA  E  MEIO DE NO, LA RESTARIA SAI MAL .