PREMIO SIMPATIA

 

motto L'ISOLA FELICE DELLA TERZA CLASSE
 

                       Lia Auber, Aleksandar Drinic', Janic Krampf, Matija Penca, Temim Petretic', Amadej Prelc, Alessia Quassi, Rok Rustja, Vita Šturm,
Boško Stojiljkovic', Anna Toffolutti 

                             
Classe III Scuola elementare Italiana "Dante Alighieri" Isola

                               Insegnante: Carmen Svettini Krumenaker

Gentili amici della “Mailing List HISTRIA”, 

con riferimento al Vostro bando di concorso per le Scuole Elementari, Vi invio il lavoro di gruppo svolto dai bambini dal titolo “L’ attività e il lavoro dei nostri nonni”.

Nel nostro lavoro abbiamo incluso i nonni, che con grande piacere hanno risposto al nostro invito. Alcuni di loro sono stati ospiti in classe nostra e con loro abbiamo condiviso dei momenti indimenticabili. I bambini hanno lavorato con grande enfasi ed entusiasmo, ed il risultato finale della ricerca ha superato le mie aspettative.  L'obiettivo che mi sono posta, era  quello di permettere la trasmissione di conoscenze legate al territorio e non, da parte degli anziani verso i bambini. La tematica è risultata subito interessante per i bambini, così ho deciso di ampliarla. Oltre che a fare ricerca sul lavoro dei nonni oggi, ma soprattutto nel passato, abbiamo cercato informazioni sui giochi di una volta, su come i nonni trascorrevano il loro tempo libero, sulla scuola di una volta e in generale sulla vita nel passato facendo il confronto con il presente.

I bambini hanno imparato come vivevano i nostri nonni, i lavori che facevano  e  quanto la nostra vita sia cambiata. Il  tempo libero, la scuola, il gioco infatti, sono bisogni reali che il bambino ha avuto da sempre e la sua evoluzione segue di pari passo quella della propria epoca per cui è facile cogliere differenze e analogie fra tempi e luoghi.

«I miei nonni» di Rok Rustja      

Il lavoro dei miei nonni

Ricerca svolta dai bambini della terza classe della S.E. Dante Alighieri-Isola

Le interviste ai nonni sono state fatte dai bambini a casa. Riguardano non solo il loro lavoro da giovani, ma pure la vita in generale, la scuola, il gioco e il tempo libero. Sono stati intervistati 16 nonni. Abbiamo analizzato le loro risposte. Ecco le domande che abbiamo fatto ai nonni e le loro risposte.

Il lavoro al tempo dei miei nonni

  1. 1. Che lavoro fai o di che cosa ti occupi?

  2.  13 nonni sono in pensione, lavorano in campagna, si occupano della casa, di giardinaggio e naturalmente dei nipoti

  3.  3 nonni lavorano ancora

  1. 2. Che lavoro facevi da giovane?

Da giovani i nostri nonni hanno fatto svariati lavori: vetraio, commessa, contabile, capo dipartimento d’informatica, segretaria, autista, pescatore, cameriere, meccanico, ortolano, dirigente, operatore commerciale, costruttore di macchine, tecnico nel laboratorio, operaio.

  1. 3. A quanti anni hai incominciato a lavorare?

  2.  8 nonni hanno incominciato a lavorare a 18 anni

  3.  5 nonni hanno incominciato a lavorare prima dei 18 anni ( a 16, 17, 14, 13 e addirittura a 10 anni)

  4.  3 nonni hanno incominciato a lavorare dopo i 18 anni (20,22 e 24 anni)

  1. 4. Dove lavoravi?

Delamaris Isola, Hidrogradnja in Libia e Iraq, Cantiere di Isola, ditta Soč, Albergo Metropol, Mehanotehnika, Tomos, Luka Koper, società Iskra Autoelektrika, azienda statale e privata, ufficio, negozio, officina, in campagna, a Trieste.

  1. 5. Quante ore al giorno lavoravi e qual' era il tuo orario lavorativo?

  2.  13 nonni lavoravano 8 ore ( gli orari sono diversi)

  3.  3 nonni lavoravano tutto il giorno

  4. 6. Ti piaceva il tuo lavoro?

Tutti i nonni hanno risposto di si, solo una nonna ha risposto che non aveva altra scelta.

  1. 7. In quanti eravate sul posto di lavoro?

Le risposte sono state diverse tra loro, noi le abbiamo messe in due gruppi:

  1.  7 nonni erano in più di 10 sul posto di lavoro

  2.  9 nonni erano in meno di 10 sul posto di lavoro

  1. 8. C'erano più maschi o più femmine?

  2.  6 nonni hanno risposto che c’erano più femmine sul posto di lavoro

  3.  10 nonni hanno risposto che c’erano più maschi sul posto di lavoro

  1. 9. Nel tuo lavoro indossavi qualche uniforme particolare?

10 nonni hanno risposto di si. Tra le risposte hanno scritto: una tuta blu, l’uniforme dell’ autista, la tuta da lavoro, grembiule e stivali, camice bianco.

  1. 10. Usavi qualche arnese o attrezzo particolare?

Alcune risposte: il computer, la macchina da scrivere e il telefono, la rete, i guanti.

  1. 11. Il tuo era un lavoro difficile?

  2.  10 nonni hanno risposto di si

  3.  5 nonni hanno risposto di no

  4.  1 nonna ha risposto che il suo lavoro era semplice e noioso

  1. 12. Quanto tempo impiegavi per arrivare al tuo lavoro e come ci arrivavi?

  2.  5 nonni hanno risposto meno di 10 minuti a piedi

  3.  9 nonni hanno risposto meno di mezz’ora con l’autobus

  4.  2 nonni hanno risposto circa un’ora con l’autobus

La vita al tempo dei miei nonni

  1. 1. A casa tua avevate la TV?

  2.  9 nonni hanno risposto no

  3.  7 nonni hanno risposto si

  1. 2. Avevate l'acqua in casa?

  2.  6 nonni hanno risposto no

  3.  10 nonni hanno risposto si

  1. 3. Com'erano i vostri vestiti?

Le risposte: poveri, semplici, normali, sportivi, usati, fatti a casa, vecchi, quando c’erano i buchi li cucivamo.

  1. 4. Com'era il traffico una volta?

Le risposte: poco, tranquillo, scarso, c’erano poche automobili e solo per gente ricca, si viaggiava in autobus, qualcuno usava il carro e l’asino, in Libia e Iraq c’era molto traffico mentre in Bosnia c’era poco.

  1. 5. Com'erano i negozi?

Le risposte: piccoli, vendevano di tutto, poco forniti, semplici, pochi, all’interno avevano un grande bancone, la scelta era minima, c’era solo il necessario.

  1. 6. Com'era la casa dove tu vivevi?

Le risposte: piccola, casa di campagna, casa vecchia a un piano, casa vecchia fatta in pietre a due piani, una casa semplice fatta di mattoni, grande e vicino al mare, grande e spaziosa, bella grande e spaziosa, piccola e fatta di pietre e legno con un camino nel centro.

  1. 7. Cosa mangiavate di solito?

Le risposte: polenta e latte, pasta e fagioli, pasta, minestra, jota, patate, fagioli, rixi e bixi, polenta e baccalà, pane fatto in casa, burek, tutto quello che c’era, pesce e verdura non mancavano mai.

  1. 8. Che lingua parlavi a casa?

  2.  6 nonni hanno risposto italiano (dialetto istro-veneto)

  3.  9 nonni hanno risposto sloveno

  4.  1 nonni ha risposto serbo-croato

La scuola al tempo dei miei nonni.

  1. 1. Quanti anni durava la scuola quando tu eri piccolo?

  2.  13 nonni hanno risposto 8 anni

  3.  3 nonni hanno risposto 4 anni

  4. 2. Che scuole hai fatto?

Alcune risposte: 4 anni di scuola elementare, 8 anni di scuola elementare, scuola per commessi, scuola per autista, scuola professionale, l’università, scuola media, scuola tecnico-metallurgica, medie serali.

  1. 3. Come si chiamava la tua scuola?

Le risposte: Dante Alighieri di Isola, Vojka Šuc di Isola, Università popolare di Capodistria, Janko Premrl-Vojko, Ivan Rob, scuola elementare di Sicciole, Gelsi di Fiume, scuola media Rumbozi, scuola elementare di Corte.

  1. 4. In quanti eravate in classe?

  2.  11 nonni hanno risposto più di 20 ( 21, 24, 25, 30, 32, 36 e addirittura 42)

  3.  5 nonni hanno risposto 20 o meno (20, 18, 15)

  1. 5. Che materie avevate?

La maggior parte dei nonni ha risposto che avevano le stesse materie che abbiamo noi oggi.

  1. 6. Ti piaceva andare a scuola?

  2.  11 nonni hanno risposto si

  3.  3 nonni hanno risposto no

  4.  2 nonni hanno risposto si e no

  1. 7. A scuola c'erano le punizioni? Quali?

La maggior parte dei nonni ( tranne due) ha risposto che a scuola c’erano le punizioni. Hanno scritto così: gli insegnanti usavano il bastone, dovevamo inginocchiarci sul sale, dovevamo stare fermi girati verso l’angolo, ci davano compiti supplementari, ci tiravano i capelli, ci mandavano fuori di classe, ci davano con l’astuccio di legno per le mani.

  1. 8. Com'era il tuo occorrente scolastico?

Le risposte: una piccola lavagnetta con il gesso, calamaio e penna con il pennino, la cartella di pelle, i quaderni incartati con la carta di giornale, l’ astuccio di legno, pochi libri e pochi quaderni, la matita, pochi colori, l’ occorrente era semplice e modesto.

  1. 9. Avevate tanti compiti da fare a casa?

  2.  13 nonni hanno risposto di si

  3.  3 nonni hanno risposto di no

  1. 10. Com’ eravate vestiti a scuola?

Molti nonni hanno risposto che a scuola indossavano il grembiule che di solito era blu con un grande fiocco.

Alcuni hanno risposto così: come a casa, niente di speciale, vestiti semplici, ognuno come poteva.

  1. 11. Quante ore stavi a scuola?

  2.  La maggior parte dei nonni ha risposto da 4 a 6 ore.

  3.  Un nonno ha risposto 7 ore

  1. 12. C'erano il soggiorno prolungato e la sorveglianza mattutina?

  2.  Tutti i nonni hanno risposto che non c’era la sorveglianza mattutina

  3.  Solo 2 nonni hanno risposto che c’era il soggiorno prolungato

  1. 13. Quanti pasti mangiavate a scuola e cosa vi davano da mangiare?

Nessuno dei nostri nonni pranzava a scuola, perché a scuola non c’erano le cucine e non si cucinava il pranzo. Solo 6 dei nostri nonni ricevevano a scuola la merenda ( panino). Gli altri si dovevano portare la merenda da casa. Purtroppo non tutti avevano qualcosa da portarsi e spesso capitava che non mangiavano niente.

  1. 14. Quale materia preferivi?

La materia preferita era la matematica seguita dalla ginnastica, geografia, fisica, e storia.

 

Il gioco e il tempo libero

  1. 1. Come trascorrevi il tuo tempo libero?

Le risposte: tagliavo la legna, pascolavo le pecore e le mucche, aiutavo la mamma, lavoravo, lavoravo nei campi, giocavo con gli amici in contrada, giocavo a calcio, leggevo, facevo attività sportive.

  1. 2. Con quali giocattoli giocavi?

Le risposte: con le bambole, con le bambole che mi facevo da sola, con bambole di pezza, con le "šinke" (biglie), con il pallone, con il monopattino, con l’arco e la baliniera, con giocattoli fatti a mano, con la zappa e il rastrello, non avevamo giocattoli.

  1. 3. Di che materiale erano fatti?

Le risposte: legno, metallo, stoffa, gomma, pelle, tela riempita di semolino, tutte le cose che si trovavano in giro, di materiali naturali.

  1. 4. Quanti giocattoli avevi?

Quasi tutti i nonni hanno risposto che avevano pochi giocattoli. Due nonni hanno risposto che non avevano nessun giocattolo.

  1. 5. C'era qualche parco giochi?

Quasi tutti i nonni hanno risposto di no. Di solito si giocava in contrada, nei cortili delle case o in giro per la città.

  1. 6. Giocavi più da solo o in compagnia?

  2.  13 nonni hanno risposto che giocavano in compagnia

  3.  3 nonni hanno risposto che giocavano da soli.

  1. 7. Quanti amici avevi?

  2.  10 nonni hanno risposto tanti

  3.  6 nonni hanno risposto da 1 a 5 amici

  1. 8. Qual'era il tuo gioco preferito?

Le risposte: pandolo, guardie e ladri, calcio, pescare pesci, arrampicarsi sugli alberi, pigliare, cucire i vestiti per le bambole, saltare l’elastico, nascondino, palla tra due fuochi, nessuno.

 

Il mio nonno

Il mio nonno è contadino,

con l' uva fa del buon vino.

Le sue patate

non son come quelle surgelate.

Ogni mattina beve il suo caffè

e se ne va col suo trattore.

Va su e giù sui monti di Crevatini

e lo salutano tutti i bambini.

Quando viene sera

lui parcheggia il suo trattore.

Va in casa,

si rilassa e guarda il televisore

anche se non vuole.

Lia

 


«La mia nonna» di Lia Auber

 

 

Una lettera alla nonna.

Cara nonna,

Ti scrivo questa lettera per chiederti come stai, visto che è da tanto tempo che non ci vediamo.

Spero che tu stia bene così come me. Io vado ogni giorno a scuola e nel tempo libero gioco con i miei amici. Un giorno pioveva e io non potevo uscire a giocare, allora mi sono messo a pensare e non potevo capire come mai, pur vivendo non troppo lontano da te, non ci vediamo spesso. Forse perché tu vivi in un altro stato, la Croazia? Ma poi mi sono chiesto come fanno quelli che vivono ancora più lontano? Allora ho capito che non è un problema di distanza ma di tempo che noi tutti sempre meno dedichiamo ai nostri amici e parenti. Stiamo sempre a lavorare o a giocare al computer. Perciò ti prometto che da adesso in poi mi prenderò più cura di te e verrò a farti visita più spesso. Ti mando un grosso abbraccio e un bacio.

Tuo nipote Aleksandar

 

 

 

Il lavoro al tempo dei miei nonni.

Mia nonna una volta viveva a Fiume. In questa città incominciò a lavorare come dattilografa. Siccome non era contenta del suo lavoro, si iscrisse alla scuola media di medicina. Il nuovo lavoro nel laboratorio la rese contenta e soddisfatta e fece questo lavoro per molti anni. Il suo lavoro principale era quello di analizzare il sangue delle persone malate.

Durante il suo lavoro ha conosciuto molte persone, bambini e adulti.

Siccome il nonno lavorava ad Albona costruirono una casa a Rabac, così la nonna si trasferì. A Rabac aprirono un ristorante, dove la nonna ha lavorato sodo per tanti anni.

Oggi la nonna è in pensione, ma a casa ha sempre tante cose da fare.

Aleksandar

 

 

 

«La mia nonna»di Aleksandar Drinić

 

 

 

 

 

La mia nonna mi ha raccontato:

"A diciannove anni ho incominciato a lavorare come apprendista commessa.

Nel negozio dove lavoravo ho imparato a vendere tessuti e tendaggi al metro. Nel negozio vendevamo abbigliamento classico e casual, tovaglie, biancheria intima e per la casa, avevamo anche tanti souvenir come le gondole di Venezia, bambole con vestiti d'epoca e piatti decorati a mano.

Il metro per i vestiti era di legno e ogni mese dovevamo portarlo a vidimare.

In negozio lavoravamo in tanti. Parlavamo in italiano, serbo, croato, sloveno, turco e polacco.

A ventinove anni ho deciso di aprire un'attività propria. Ho aperto un negozio di abbigliamento misto uomo, donna, bambino, costumi da bagno, bigiotteria e pelletteria.

Nel negozio vendevamo merce al dettaglio e all'ingrosso. Avevo dieci dipendenti e il nostro punto forte era la maglieria e la ginseria. Ci rifornivamo in varie città italiane come Milano, Verona, Padova, Firenze e Bologna. I viaggi erano lunghi e faticosi. Nel 1989 ho aperto il secondo negozio. L'attività è aperta ancora oggi."

Alessia

 

«La mia nonna»di Alessia Quassi

 

 

La mia nonna da giovane ha incominciato a lavorare a Isola nella fabbrica dei giocattoli chiamata Mehanotehnika. Era molto giovane quando ha incominciato a lavorare. Aveva 18 anni subito dopo aver finito la scuola media. Era l' anno 1968. All' inizio lavorava al nastro dove faceva i trenini. Li ha lavorato solo per un anno. Dopo ha lavorato al settore sviluppo come segretaria. Era un lavoro molto interessante perchè li vedevano nascere e costruire i giocattoli. All’inizio c’erano solo dei fogli, poi pian piano si trasformavano in giocattoli, ma solo prototipi. Gli ingegneri collaudavano e testavano i prototipi, solo dopo decidevano se il giocattolo sarebbe stato prodotto per la vendita. Il giocattolo più venduto e più noto in tutto il mondo era sicuramente il trenino della Mehanotehnika. La mia nonna ha lavorato nella fabbrica per 24 anni. Nel 1991 la fabbrica ha chiuso e tanta gente è rimasta senza lavoro.
Janic
                                                                                                       «I miei nonni»di Janic Krampf

I miei nonni non avevano una vita facile. Hanno incominciato a lavorare molto presto. Nonno Bruno aveva 10 anni, nonna Ana 13 e nonno Franc 14. C’era molta miseria e il cibo era poco. Lavoravano molte ore al giorno spesso tutto il giorno. Oltre al loro lavoro facevano anche altri lavori. Dovevano aiutare molto a casa e nei campi. Nonno Bruno è stato pure un tenente dei Partigiani. Dopo la guerra invece è stato il capo di un’azienda agricola. Nonna Ana lavorava come governante a Trieste e dopo come dirigente in un negozio a Isola. Nonno Franc ha fatto tanti lavori, è stato cameriere, meccanico e commesso. Nonna Ana, pur essendo in pensione, lavora ancora. Affitta camere e appartamenti.
Ai miei nonni voglio tanto bene.
Vita

Il mio nonno si chiama Bogdan. Da giovane era capo del dipartimento d’informatica. Dopo invece era dirigente del Casinò Perla di Nova Gorica. Ora è in pensione e si dedica alla coltivazione delle viti. Lavora pure al computer. La sua passione più grande è l’arte generativa con la quale fa dei bellissimi quadri. I suoi lavori si possono vedere sul sito internet www.soban-art.com. Il mio nonno insegnava pure la matematica alle scuole serali. Gran parte del suo tempo libero lo dedica alla produzione del vino e della grappa. Dalla grappa produce un tipo di cognac che lui chiama Sobaniac. Ha anche la passione di fare diversi lavori in casa: ripara apparecchi domestici, installazioni, ecc. È bravo pure come muratore perché ha costruito la casa quasi tutta da solo. La mia nonna si chiama Slava. Da giovane faceva la segretaria, adesso è in pensione e si prende cura dell’orto e pure di me e mio fratello. Le piacciono molto i fiori ai quali dedica molto tempo. A casa invece fa i lavori domestici. Sa pure preparare le saponette con olii eterici. È anche molto brava a cucinare, soprattutto a fare i biscotti.
Bogdan e Slava sono i nonni più bravi del mondo e io voglio a loro un mondo di bene.
Anna

                                                                         Alcuni quadri di nonno Bogdan

  

Io ho quattro nonni. Ho conosciuto pure due bisnonni. Il papà della mia nonna ha fatto tanti lavori. Da piccolo lavorava nei campi, portava a pascolare le pecore. Quando è cresciuto, ha lavorato come poliziotto. Più tardi ha lavorato in fabbrica, dove preparava gli utensili per fare i giocattoli. Quando diventò vecchio non smise di lavorare, ma continuò come bidello presso la casa di vacanze per anziani a San Simon. La bisnonna invece non ha lavorato tanto. Per molti anni è rimasta a casa a prendersi cura dei figli. Quando sono cresciuti ha incominciato a lavorare come cuoca nella casa di riposo. Ha studiato per diventare sarta.

La mamma del mio papà, così come pure il mio bisnonno, quando era piccola pascolava le mucche e aiutava i genitori nei campi. Quando aveva circa sette anni, aiutava la mia nonna a prendersi cura dei soldati feriti nella seconda guerra mondiale. Ha studiato per diventare maestra d’asilo a Lubiana. Terminati gli studi ha lavorato come maestra d’asilo negli asili di Capodistria e Portorose. Il papà del mio papà invece ha incominciato già da piccolo a interessarsi di pallacanestro. Viveva vicino ai campi sportivi del parco Tivoli a Lubiana. . Da buon giocatore della pallacanestro entrò nel club oggi noto con il nome di Olimpija. Ha avuto la fortuna di giocare a fianco di una leggenda di fama mondiale che è Ivo Daneu. Finiti i tempi di giocatore, ha lavorato come commercialista, così ha potuto girare per tutta l’ex Jugoslavia. Ora è pensionato.

Una scatoletta di sardine della Delamaris

Il papà della mia mamma ha cominciato a lavorare molto presto. Ha lavorato nella cava di pietre a Isola. Il lavoro che faceva era molto difficile, così decise di prendere la patente per camionisti. Con il camion ha girato per tutta l’ex Jugoslavia. Ancora oggi fa questo lavoro, gira però solo in Slovenia. La nonna invece ha terminato la scuola di economia e commercio a Capodistria. Ha cominciato a lavorare a 18 anni nella fabbrica del pesce di Isola Delamaris. Faceva la segretaria, l’aiuto commercialista e ora acquista pesci per la produzione. È da una vita che fa questo lavoro ed è molto orgogliosa della fabbrica perché è l’unica a Isola che è rimasta aperta ed è l’unica in Slovenia che produce pesci in scatola.

Ecco questi sono i lavori che hanno fatto i miei nonni. Tanti e diversi.  Rok

     Le operaie della Delamaris

Il mio nonno si chiama Mujo. Ha 72 anni e vive a Zenica. Quando era piccolo, doveva fare tutto con le proprie mani. Se voleva mangiare, doveva lavorare in campagna. Quando veniva l’alba, i più piccoli andavano a pascolare le mucche e le pecore, i più grandi invece andavano a lavorare nei campi. Lavorare nella campagna era duro. Mentre gli uomini lavoravano nella campagna, le donne e i più anziani restavano a casa. Le donne preparavano da mangiare e gli anziani facevano qualche piccolo lavoro in casa. In quei tempi non c’erano molte fabbriche e solo pochi potevano lavorare in fabbrica. Anche per loro la vita era difficile. Dovevano camminare molto per arrivare fino alla fabbrica. Lavoravano tutto il giorno e tornavano a casa tardi di sera e stanchi. Di sera si riunivano tutti intorno al camino, dove mangiavano e cantavano prima di andare a dormire. Le famiglie erano numerose, c’erano più generazioni, dai piccoli ai nonni e lavoravano tutti.
Temim

Visita in classe della nonna di Matija

A scuola sono venuti i nonni di Anna e la nonna di Matija. Ci hanno raccontato la loro vita da giovani. Mi è piaciuto il racconto dei nonni di Anna. Il nonno di Anna si chiama Bobo e la nonna Slavica. Ci hanno raccontato com’era la scuola ai loro tempi e il lavoro che facevano. Ai loro tempi si mangiava molto pane con latte o polenta con latte. I maestri a scuola erano molto severi. In casa non c’era l’acqua e la TV era molto rara.
Janic

Oggi a scuola sono venuti i nonni di Anna e la nonna di Matija. Loro ci hanno raccontato come vivevano da giovani. Le due nonne hanno portato a scuola delle foto di quando erano piccole. Mangiavano cose diverse da noi. Erano più semplici, ma anche piú sane. Dopo la scuola andavano a lavorare nei campi e di sera facevano i compiti. La loro vita non era facile, camminavano molto perché non c’erano tanti mezzi per spostarsi. Insomma, il loro racconto era bellissimo.

Vita

«la mia nonna»di Matija Penca

 

                         La nonna di Matija quando andava a scuola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                               La nonna di Matija (la quarta da sinistra) con i suoi fratelli e sorelle

Oggi è venuta la nonna di Matija. Ci ha raccontato com'era quando lei era piccola. Ha detto che ai suoi tempi non c'erano tante cose come oggi. Ha detto che in famiglia erano in tre sorelle e due fratelli. A casa non avevano la TV, perciò andavano a guardarla dai vicini di casa e dovevano stare in silenzio. In classe erano in ventuno. Aveva tantissimi amici per giocare sia italiani che sloveni. Quando qualche mamma cucinava qualcosa di buono, lo prendevano di nascosto e lo dividevano con gli altri.
Alessia 

A scuola oggi è stata una giornata molto bella. È venuta a trovarci mia nonna Majda. Noi con la nostra maestra le abbiamo fatto un’intervista su com’era la vita ai suoi tempi e sul suo lavoro da giovane. La nonna ci ha pure parlato dei giochi che facevano una volta e a me più di tutti piaceva il gioco dei "Quattro cantoni". Quando ha concluso ci ha dato dei dolci e noi li abbiamo mangiati. Quando è andata via l’abbiamo salutata. Stare con lei è stato molto bello.
Matija

                    La nonna di Matija e noi                                                                  

Oggi la prima ora è venuta a scuola la nonna di Matija. Ci ha spiegato tutto di quando lei era piccola. Ci ha raccontato che da lei a scuola non c’erano le punizioni severe e che aveva tanti amici. Con i suoi amici giocava ogni giorno in "contrada" ed erano in tanti, circa quaranta. A scuola non avevano la merenda e il pranzo e si portavano la merenda da casa. La nonna di Matija ha frequentato la scuola italiana di Isola.

                                                  La nonna di Matija che gioca in contrada con gli amici

Alle 10.00 sono venuti i nonni di Anna. Il nonno di Anna ci ha raccontato che da piccolo viveva in campagna. Aveva una fattoria con molti animali e doveva lavorare moltissimo.
Rok

Visita in classe dei nonni di Anna

Questa mattina alle 10.00 sono venuti a scuola i nonni di Anna. Ci hanno parlato di quando loro erano piccoli, di come si viveva e del lavoro che facevano. Il nonno di Anna ci ha raccontato come lui e suo fratello, lavoravano nei campi e facevano i compiti di notte. La nonna di Anna da piccola viveva a Pirano, dove i suoi genitori avevano un’osteria. Più tardi si è trasferita con la famiglia a Isola. Suo papà faceva il marinaio e da un viaggio le aveva portato una scimmietta. Quando a scuola avevano una pausa, lei invitava i suoi compagni di classe a casa sua per guardare la scimmietta. I nonni di Anna sono simpatici.
Aleksandar

 I nonni di Anna e noi

A scuola oggi sono venuti i miei nonni. Ci hanno spiegato com’erano i tempi una volta. Nelle case non c’era l’acqua e non c’ era la TV. Ci hanno pure raccontato come giocavano i bambini una volta. Ci hanno mostrato le foto di quando erano piccoli. Il mio nonno ci ha mostrato un sito su internet dove si vedono tutti i suoi capolavori. Lui, adesso che è in pensione, si occupa di arte generativa, cioè fa dei quadri con l’ aiuto del computer.
Prima dei miei nonni è venuta la nonna di Matija.
Pure lei ci ha spiegato com’era la vita ai suoi tempi e come si lavorava. Anche lei ha portato delle foto di quando era giovane. La nonna di Matija ci ha anche portato dei dolci molto buoni. Con la nonna di Matija e con i miei nonni ci siamo fatti una foto ricordo.
Oggi era un giorno bellissimo.

Anna

 

                                                                                                                    Il nonno di Anna ci mostra al computer i suoi quadri di arte generativa

A scuola oggi sono venuti i nonni di Anna. Ci hanno raccontato le loro storie di quando erano giovani. Il nonno di Anna aiutava i suoi genitori nei campi. Anche se i trattori c’erano già, loro facevano tutti i lavori a mano. Si lavorava dal mattino fino la sera. A lui piaceva fare i lavori nei campi, l’unica cosa che non gli piaceva fare era strappare le erbacce dai campi. In casa non avevano l’acqua e la andavano a prendere alla fontana del villaggio. A casa non avevano la televisione e andavano a guardarla da un vicino di casa, ma dovevano stare in silenzio.

Lia

«La mia nonna»di Anna Toffolutti

Il nonno di Anna ci ha raccontato che da piccolo viveva in campagna. Avevano una fattoria con galline, mucche, maiali e conigli. Avevano pure un cane e un gatto. Lui aiutava molto i suoi genitori a lavorare. Per guadagnare qualche soldino con suo fratello vendevano delle cose che facevano da soli. Non aveva la televisione e l’acqua in casa. Dovevano andare alla fontana a prendere l’acqua. Vicino alla sua casa c’era un fiume. Siccome aveva dei parenti a Isola, veniva ogni anno a fare una settimana di vacanze al mare. La nonna di Anna ci ha raccontato che a casa aveva una scimmietta.
Amadej

 

La nonna di Anna quando era piccola

 

 

 

 

Visita in classe della nonna di Alessia

Oggi è venuta mia nonna. Mia nonna ha 55 anni. Ci ha raccontato le cose della sua infanzia. Da piccola era molto golosa di dolci. In classe sua c’erano 28 alunni. Le maestre erano molto più severe di oggi. Ci ha raccontato tante storie del suo lavoro, dei giochi che faceva e degli incidenti che aveva. A me i suoi racconti piacevano molto.
Alessia

Oggi è venuta la nonna di Alessia. Ci ha raccontato che viveva a Isola. A 10 anni aiutava la mamma a pulire la casa. Quando aveva 13 anni è andata a Venezia. A Venezia ha lavorato in un grande albergo come cameriera. Quando ha smesso di lavorare a Venezia è ritornata a Isola. A Isola ha lavorato in una fabbrica che produceva giocattoli. Questa fabbrica si chiamava Mehanotehnika, ma peccato che ora è chiusa.
Rok

La nonna di Alessia e noi

Oggi a scuola è venuta la nonna di Alessia. Ci ha raccontato delle cose buffe e divertenti. La nonna di Alessia da giovane lavorava a Venezia in un albergo vicino al mare. Siccome il lavoro era duro, rimase poco tempo. Quando tornò a Isola andò a lavorare in Mehanotehnika. Ci ha raccontato pure un episodio divertente di quando andava a casa della sua nonna. Di notte non c’ era la luce e per andare in camera accendeva una candela, ma si vedevano tante ombre e lei aveva paura. Oggi mi sono divertito con la nonna di Alessia perché ci ha raccontato tante barzellette.
Janic

Oggi a scuola è venuta la nonna di Alessia. Ci ha raccontato degli scherzi che faceva da piccola. Un episodio che mi è rimasto in mente è la storia del biscotto. La nonna ha raccontato che voleva fare da sola i biscotti. Era sicura che i biscotti sarebbero riusciti bene ed ha messo dentro tutto quello che aveva in casa. Quando era cotto sembrava un vulcano. Il suo papà non lo poteva mangiare perché era troppo duro. Per tagliare il biscotto ha usato la sega. Dal racconto della nonna ho capito che da piccola era molto birichina.
Matija

Oggi a scuola è venuta la nonna di Alessia. Ci ha raccontato cose buffe e divertenti della sua vita da giovane. Ci ha raccontato di quando lavorava a Venezia in un albergo e in un bar-gelateria. Il lavoro era molto faticoso, lavorava anche 17 ore al giorno. Quando tornò in Slovenia lavorò in Mehanotehnika. Poi ci ha raccontato un episodio molto divertente che è successo quando era piccola. A casa di sua nonna ha preso tutti i tipi di farina che ha trovato e ha fatto un biscotto gigantesco. L’ha dovuto tagliare con la sega perché era troppo duro. Oggi mi sono divertito tanto.
Aleksandar

La nonna di Alessia ci ha raccontato che a dieci anni, quando andava ancora a scuola, aiutava la sua mamma nel negozio di verdura. Puliva per terra e metteva la frutta e la verdura fuori dal frigo. Il suo secondo lavoro era in un albergo a Venezia. Per l’ intera estate lavorava dalle sette del mattino fino alla mezzanotte. Ci ha raccontato tante storie. Quella che mi è piaciuta di più era quando lei con gli amici hanno mangiato tutta
 l’ uva nella vigna del suo papà.                                                         Alessia con la nonna
Lia

Oggi a scuola è venuta la nonna di Alessia. Ci ha detto che ha incominciato a lavorare a dieci anni aiutando la sua mamma nel negozio. Quando aveva quindici anni è andata a lavorare a Venezia nell’ albergo di suo zio. Quando finiva di lavorare vendeva bibite e gelati davanti all’ albergo. Per un po’ di tempo ha lavorato in Mehanotehnika. Una volta cercò di preparare dei biscotti, ma ci mise troppa farina e troppo zucchero e i biscotti diventarono duri come una pietra. Anche la prima volta che tentò di preparare il caffè per i suoi amici le andò male.
Anna

Visita in classe dei nonni di Janic

Anche i miei nonni sono venuti in classe nostra. Loro ci hanno parlato del loro lavoro quand’ erano piccoli. Mia nonna lavorava in Mehanotehnika. Mio nonno lavorava come pescatore e come artista. Mia nonna si chiama Slavica e mio nonno si chiama Stojan. Hanno risposto a tutte le nostre domande. I maestri una volta erano molto severi e pure i castighi a scuola. Con i miei nonni ci siamo divertiti un mondo.
Janic

Sulla scatola delle vecchie macchine da cucire della Mahanotehnika c'èla mamma di Janic

I nonni di Janic, Slava e Stojan, sono venuti in classe e ci hanno spiegato come si viveva ai loro tempi. Il lavoro si trovava più facilmente di oggi. Nonna Slava ci ha mostrato un piccolo pianoforte e delle foto di quando lei era giovane. La nonna di Janic lavorava negli uffici della Mahanotehnika, che era una grande fabbrica di giocattoli. Il nonno Stojan ha fatto tanti mestieri, ma quello che gli piaceva di più era dipingere, lui infatti, è un bravissimo pittore. I suoi quadri sono bellissimi.
Aleksandar

                                                                                   Janic con nonno Stojan e nonna Slava

Un giorno è arrivato a scuola in nonno di Janic. Lui ci ha raccontato la sua vita da giovane. Viveva a Isola, la dove si trova adesso la nostra scuola. Da piccolo era birichino, come tutti i bambini. Aveva uno scoiattolo che gli faceva i dispetti, gli slegava le scarpe e giocava con lui. Quella volta c’erano poche televisioni. Da piccolo andava in giro con il triciclo e giocava con gli amici. La nonna lavorava in Mehanotehnika.
Lia

Nonno Stojan da piccolo sul triciclo

La mitica «Fič»di nonno Stojan

Oggi a scuola sono venuti i nonni di Janic. Il nonno di Janic ci ha raccontato che lavorava nei campi, la nonna invece lavorava in Mehanotehnika. Abitavano a Isola, proprio dove oggi c’è la nostra scuola. La nonna ci ha raccontato che i genitori una volta erano più severi con i loro figli. Ad esempio, a lei la mamma le ha buttato le ciabatte fuori dalla finestra perché non le aveva pulite bene. Nel tempo libero non guardavano la televisione perché non c’ era, ma piuttosto giocavano all’ aria aperta. Una volta al nonno capitò di cadere nel fiume ghiacciato mentre pattinava sul ghiaccio.
Anna

I nonni di Janic e noi

Anche i nonni di Janic sono venuti in classe nostra. Ci hanno raccontato che i giocattoli una volta non erano come quelli di oggi. Giocavano con le biglie e con i ciclisti. A quel tempo si trovava più lavoro. Qualche volta aiutavano i genitori in campagna. Alessia

                                                   Il nonno di Janic che gioca con i dadi di legno

Oggi a scuola era una bella giornata. È venuta a trovarci la nonna di Janic che si chiama Slava. Le abbiamo fatto un’ intervista sulla vita e sul lavoro dei nostri nonni, quando erano giovani. La nonna ci ha raccontato pure dei giochi di una volta. Ci ha portato pure delle fotografie. Ero molto contento.
Matija

Un vecchio giocattolo di nonna Slava

  
                                                                                            Il trenino della Mehanotehnika

Ci hanno fatto visita i nonni di Matija, Anna, Janic e Alessia. Il nonno di Janic ha detto che aveva la casa dove adesso si trova la nostra scuola. Per costruire la scuola hanno demolito la casa. Quando aveva sette anni aveva un triciclo. La nonna di Matija ci ha raccontato che quando andava a scuola andava a mangiare il pranzo a casa. La nonna di Alessia ci ha raccontato che quando era giovane, andando in bicicletta è caduta, il manubrio si è rotto e si è fatta male. Quando lei era piccola Isola era molto diversa. Boško
 

«la mia nonna»di Boško Stojiljkovič

 

I miei nonni

Il mio nonno si chiama Slobodan. Il nonno Slobodan alleva le capre. Le porta al pascolo in un prato pieno di erba. Mio cugino Lazar, mio nonno Slobodan ed io andiamo spesso a raccogliere funghi. Il nonno alle cinque del pomeriggio munge le capre, alle sei munge le mucche. Il latte di capra è buono e sano. Il lavoro del mio nonno è difficile.

Boško