PREMI SIMPATIA

 

LAVORI DI GRUPPO         

 

 

         motto SCRITTORES                        

 

Elis Mikac, Sabrina Šabić, Alan Močinić, Nora Glušić,

 

  Greta Stocco, Matija Kos, Leon Brussich

 

                   Classe IV a  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

 Insegnante responsabile Loredana Franjul

             „ Din, don canpanon... conte, filastrocche e giochi nell' era di internet ''

„  Din, don canpanon

 quattro vecchie sul balcon..''

cominciava così la cantilena

della nonna che canterellava

con tanta lena!

 

Oggi le nonne ed i nonni

son sempre in viaggio

e non han tempo

di andare adagio

 

nipoti e pronipoti

niente ritornelli

e tanto meno stornelli

 

ninna nanna

ninna ooh...

questo giochetto

a chi lo dò?

 

A mia sorella

che voglio maritare

mentre lei non fa altro che navigare.

Mangia tanto salsicciotto

E non entra più nel giubbotto

 

Ora per „Super Mario''

c'è scritto tutto sul mio diario:

supero  ostacoli a più non posso

uno, due, tre... corro e vo' nel fosso

 

nel castello dei cattivi

ci son scheletri mezzi vivi,

funghi, streghe

e gatti fatati

che giocano ai soldati

 

Scooby cerca con ansia tesori

ma trova misteriosi amori

 

Sims è una grande famiglia

ma c'è sempre un parapiglia

 

Tom e Jerry

sono nemici veri

fanno a botte

con spade rotte

„ Son tenace''

dice Tom, il gatto

che tenta invano

di acciuffare il ratto

 

„ Io che son Jerry

faccio baldoria

e me la svigno

nel buchino con gloria''

 

E Gino che cosa fa?

Nessuno lo sa!

Vive nel mondo digitale

e si sente un inviato speciale

 

Termina qui la nostra presuntuosa tiritera

ci metteremo a canterellare

e tante strategie provare;

supereremo tanti livelli

che ci faranno rizzare i capelli!

 


 

 

motto STELLA          Roy Coronica, Simeon Perich

 

                    Classe IV     Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago 

 

Stella stellina..2009 anno internazionale dell'astronomia

L'anno 2009 è l'anno internazionale dell'astronomia. L'astronomia è quella scienza che studia gli astri e i fenomeni celesti.

Noi sappiamo molto di astronomia ad esempio: la Luna è il nostro satellite, la Terra ruota intorno al Sole, il primo cane lanciato nello spazio si chiama Laika, il primo razzo mandato nello spazio era lo Sputnik, sugli altri pianeti non c'è la forza di gravità, nello spazio non c'è l'aria ecc.
La forza di gravità sulla Luna è minore di quella della forza di gravità sulla Terra. Sulla Luna non c'è aria allora i suoni non si propagano. Il primo robot su Marte era il «Mars Rover», ma hanno perso il segnale. Un' insieme di universi si chiama multiverso. In una galassia ci sono miliardi di stelle e pochi pianeti.
Da grande Roy vorebbe fare l'astronauta, Simeon non vorrebbe fare l'astronomo perchè sa che è abbastanza difficile.

Secondo noi l'astronomia è molto importante, interessante, misteriosa e un pò ...difficile da capire.

 


           motto PRIMAVERA ELEMENTARI              

 

 Toni Fabris, Leila Ravalico, Lia Ravalico,

 

Sani Stabile, Eric Visintin

 

   Classe III    Scuola Elementare Italiana Cittanova 

 

       Insegnante Romana Pauletic'

 

Din don, campanon... conte, filastrocche e giochi nell'era di internet

 Al giorno d'oggi la cosa più' bella, interessante e divertente, per noi ragazzi, e' il computer. Staremmo ore ed ore a navigare in Internet e a giocare ai nostri videogame preferiti. Pero' arriva sempre la mamma o la nonna a rovinarci il divertimento.„ Andate fuori a giocare, all'aria aperta con i vostri amici. Stando tanto davanti a quella scatola, vi rovinerete gli occhi", sono le parole che ci sentiamo dire sempre. Chiamiamo cosi' i nostri amici e ci incontriamo al parco, o in piazza o al Campetto di calcio.Per decidere a cosa giocare e' sempre un'impresa. C’e' quello che vuole giocare sempre a calcio, quello che vuole giocare a «Guardia e ladri", dove due sono le guardie e tutti gli altri i ladri. Le guardie, quando acciuffano un ladro lo mettono in prigione, stando attento che gli altri non lo liberino.

Ci piace giocare anche a nascondino o „La palla parte per...", in cui tutti i giocatori dicono al giocatore che e' rimasto fuori, che citta', colore, fiore, ecc. vogliono essere .Si dispongono, poi, in cerchio, toccando la palla che sta nel mezzo. Quando il giocatore che e' rimasto fuori dice, ad esempio :- La palla parte per, per il colore verde:-, tutti devono scappare. Il giocatore che aveva scelto quel colore, invece, deve prendere la palla e gridare stop. Gli altri si devono fermare e il giocatore con la palla deve colpire quello che gli sta' più' vicino. Se questo viene colpito esce. Vince chi rimane per ultimo con la palla in mano.

Alle ragazze piace molto giocare al „Porton". Per terra si disegnano otto quadrati uno vicino all'alto e dentro si scrivono i numeri. Si butta poi un sasso nel primo quadrato e saltando su una gamba si devono toccare tutti i quadrati .Tornando indietro si deve prendere il sasso.

Pero' molto spesso, prima di iniziare un gioco, litigavamo perche' volevamo iniziare tutti per primi o volevamo essere tutti i capitani, cosi' abbiamo deciso che, ogni volta prima di un gioco, avremmo fatto la conta. C’e' la fa sempre anche la nostra insegnante durante l'ora di ginnastica. Le conte che conosciamo sono: 

Pum, pum, d'oro

la lero lancia,

questo gioco

 si gioca in Francia. Lero, lero mi

 lero, lero ti.

 Pum, pum d'oro

 va fora ti.

 

En, ten, tini

savarà catini

sava raca tica taca

Bia, baia, buf

trif traf truf

 

Ambaraba’ cici coco’...

 

L’uccellin che vien dal mare

quante penne può portare

può portare solo tre.

Un, due, tre a star fuori tocca a te. 

Bim, bum, bam, tre galline e un fagian.

 

Una volta deciso i giochi e fatte le conte, iniziamo a giocare e ci divertiamo sempre un mondo assieme.

 


 

motto PISTUGNE         

 

     Michele Mottica, Gaia Paljuh  -  Classe I

                                    Matteo Di Lonardo, Noel Dellabernardina, Antonio Macan  -  Classe II

                                    Anna Čeru  -  Classe IV

 

                                    Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” sez. perif. Valle d’Istria  

 

       Doposcuola: insegnante Miriana Pauletic'

 

 

Din,don campanon...conte, filastrocche e giochi nell' era di internet 

A noi piace usare internet per poter giocare con i giochi on-line quali:

il lego, il rally, i cars, kinder e la pantera rosa.

A noi piacciono tantissimo, mentre la nostra amica Anna non li ama perche' li trova noiosi. bisogna stare attenti a non esagerare perche' può far male la testa e danneggiare gli occhi. Un giorno il nostro amico Michele e' andato dalla nonna e dopo un po' voleva già tornare a casa. lei gli chiese :-ma ola ti veghi picio cusi' de breva?--- Veghi a caxa su internet.—e lei tutta preoccupata: - E che diaol xe sta roba?- e lui a spiegarle che cos'è' internet. E lei tutta preoccupata: - e che diaol xe sta roba.—e io a spiegarle che cos'è' internet. .—Ma no sarao mejo che ti veghi fura a xoga’ ala poma,a ciapase, al porton, 'n vese de sta sa ‘n sara' dananti a sta crasula.—gli ha detto tutta arrabbiata.

Ho chiamato i miei amici e siamo andati sul prato a giocare i giochi di una volta. E lo sapevate voi che i giochi si iniziano sempre con le conte ? quali? ora ve lo dico.

-xota la pergola naso l'uà prima verda poi madura, pesocan, pesocandela salta fura la piun bela, la piun bela che saro' mi la portare' via,’n tel pajex de le fate ola dute le xe mate.

-luna lunare stela del mar, fame sogna' la moreda che gol ama'! -un, doi, tre la galina fa el cafe', la lu fa de cicolata munighela duta mata

-pum pum d'oro la lile lancia sto xogo se fa ‘n francia ,lero,lero ti ,lero,lero mi pim pum d'oro sta fura ti 

e le filastrocche per giocare? si, ne conosciamo e sono :

---  je perso la cavalina-

-xe rusti' el pan-

-cordon cordon de san francesco-din don campanon-

-cioca cioca fami i corni- 

Anna:-beh!je capi’ duto, ma adeso a che xogo xoghemo?

 Michele:- ‘n de xe tanti. mi xogaravi ala „bala parto".

 Anna:-ma no! femo le bele o le brute statuine signede pronte?

Gaia:-vardede che bel sol che xe. xemo drio le scule a xoga' ai portoni o ai cantoni.

Matteo:-ma sarao mejo che xoghemo a „deliberase" o ala „poma" antonio:-mi no je uja de cori ,parche' no podarandu xoga' a „xgola xgola uxel",e se no vi piax xoghemo „al frato jo perso la savata cusi' ridaremo un po' cun i pegni.

Noel:-ma varda, se no ti je uja de cori ,ti sentate la 'n tel canton che noi xoghemo a „ciapase" ,co finimo ti xogare’ a „scondi man".tiva ben cusi?- 

Dopo varie discussioni abbiamo deciso di iniziare a giocare ai portoni. 

Alla sera tornato a caxa stanco morto,la nonna gli dice: -Che ti sen straco ah! ti je visto como che ti jera bel , altro che dananti a quela scatola a xi su „ in...tarat". como diaol se dix.--internet!!

- Ti je raxon nona xe mejo xoga' ,1vustrixoghi de 'na olta.  

Beh, i nonni hanno sempre ragione. 

filastrocche

1)   din dòn campanon tre sorele sul barcòn una fila, una raspa,una fa el capel de pasta,una prega el dio che ghi mando in bumbario. .bumbario di Francia prestemi la vustra lancia finche' vado in Francia a masar quel uxeleto che duta la noto el canta,canta el galo rispondo el capon salta la vecia de nonu Simon

 

2) gioco-xe rusti' el pan(bambini in semicerchio)

Xuian:xe rusti' el pan?

 Bepi : no el xe mexo bruxa'.

Xuian:e chi lu jo bruxa'?

 Bepi:e lu jo bruxa'bortolo.

Quindi xuian passa sotto il braccio di Bepi e forma una catena sempre cantando—povero Bortolo messo in catene fra tante pene gli toccherà morir, oili' oila' polenta ciccia e bacalar si ricomincia da capo) 

 3) la cavalina

Anna:je perso la cavalina din dina din dela, je perso la cavalina din dina cavalier

Cerchio :e dove l’ avete persa din dina din dela e dove l' avete persa din dina cavalier

An.  -l'ho persa tra i boschi din dina din dela ,l’ho persa tra i boschi din dina cavalier

cer.  -che scarpe aveva din dina din dela, che scarpe aveva din dina cavalier

An. —aveva le scarpe nere din dina din dela , aveva le scarpe nere din dina cavalier

cer. —che braghe aveva dindina din dela , che braghe aveva dindina cavalier

An. —aveva le braghe rosse din dina din dela, aveva le braghe rosse din dina cavalier

cer. —che maglia aveva din dina din dela , che maglia aveva din dina cavalier

An. —aveva la maglia bianca dindina din dela , aveva la maglia bianca din dina cavalier

cer:  -che capelli aveva di dina dindela, che capelli aveva din dina cavalier

An:  -aveva i capelli biondi din dina din dela, aveva i capelli biondi din dina cavalier.

cer: --che occhi aveva din dina dindela che occhi aveva din dina cavalier.

An: -aveva gli occhi neri din dina din dela, aveva gli occhi neri din dina cavalier.

cer: -come si chiamava din dina dindela,come si chiamava din dina cavalier.

An: --si chiamava maricha din dina dindela, si chiamava maricha din dina cavalier.

cer: -su su venite a prenderla din dina dindela,su su venite a prenderla din dina cavalier.

An: -io son venuta a prenderla din dina dindela, io son venuta a prenderla din dina cavalier

cer: -le porte sono aperte din dina dindela, le porte sono aperte din dina cavalier.

(il cerchio si apre e si prende la cavallina,si ricomincia) 

4) cordon cordon de san Francesco la bela stela ' n mexo la fa un salto la ‘n de fa ‘n altro la fa la penitensa la fa la riverensa la 'n sara i oci la baxa chi che la vol 

5) cioca cioca fami i corni se no ti mi li fare' ghi dire' al to paron che te taio sul taion. 

I giochi vallesi di una volta

la bala parto

su un foglietto di carta si scrivevano i nomi di citta’ o di animali e lo si consegnava al capo. tutti si disponevano in cerchio attorno alla palla,tendevano la mano verso la palla aspettando che il capo pronunciasse la citta'—la bala parto per.. .per... .per Roma. il ragazzo con il nome di quella citta' si avventava sulla palla, appena toccata gridava—un doi tre stop—tutti ,dopo che erano scappati, dovevano fermarsi. chi veniva colpito usciva dalla gara,se non veniva colpito usciva quello che aveva tirato.  

Ale bele statuine 

il capo gruppo si girava gridando „belle statuine siete pronte!" e i giocatori si mettevano in posa,talvolta facevano delle smorfie, il capo sceglieva la più bella. la prescelta diventava capo. 

Cantoni

uno spazio quadrangolare, 4 ragazzi ai corrispondenti angoli, il quinto prendeva posto al centro.

correndo ognuno lasciava il proprio posto per prendere quello di un altro. il ragazzo-a al centro doveva ,velocemente,prendere „el canton" libero. 

Deliberase

cioè guardia e ladri

il più veloce di tutti diventava capo e sceglieva le sue guardie ,1 rimasti erano ladri.Le guardie rimanevano in „tana"e il capo andava in cerca dei ladri. li portava nella tana ,gli altri dovevano liberarli. il gioco terminava quando tutti i ladri erano in tana. 

El frato jo perso la savata

I partecipanti al gioco prendevano posto in cerchio attorno a chi con il nome di „frato"(frate);fungeva da capo gioco. iniziando da destra verso sinistra si assegnava un numero:

frato:el frato jo perso la savata............... el numero doi la jo catada.

doi: che mi?? frato:ti si!!

 doi: mi no !!! frato: xhi po??

doi: el numero..tre.(oppure si poteva dire el frato)

tutto cio' veniva detto velocemente,chi sbagliava doveva pagare pegno al frate. alla fine il frate prendeva un pegno e chiedeva ai presenti quale pena dovesse pagare questo pegno. 

Poma

si faceva la conta per chi doveva „nana' “ il sorteggiato appoggiava il capo sul muro o albero e „el nanava “ contava fino a un certo numero ,e gli altri si nascondevano lui li trovava correndo verso il muro ,toccandolo,gridava „un doi tre par mi". chi stava alla poma allontanandosene troppo, poteva essere superato da qualche giocatore, uscito dal suo nascondiglio e raggiunta la poma la toccava gridando'ti la je fata". 

Porton                                                                                                                        

prima di iniziare disegna per terra el porton 1)                                                                   2) chi iniziava il gioco si poneva alla base di questo schema(l), gettava il sasso-la pera- nella prima sezione e, sollevando una gamba, saltava con l' altra oltre ad essa per fermarsi, sempre su un solo piede, nella seconda ala. da qui,sempre con lo stesso piede e senza toccare terra,saltava nella terza ala. Nella quarta sezione saltava con tutti e due i piedi,saltava di nuovo nella quinta ala e poi nella sesta sezione con due piedi,quindi con un balzo girandosi di 180 gradi,per ricadere nella stessa sezione, ma voltato nella direzione opposta. doveva arrivare alla seconda ala e prendere la pera(senza mettere giù il piede) dalla 1 ala e uscire.  Era vietato lambire i bordi delle caselle con i piedi e la pera non doveva fermarsi sulla riga.

Chi terminava per primo il gioco ,cioe' andata e ritorno (cioè tutte le caselle), rifaceva il gioco pero' con il capo sollevato verso l'alto cosi' da non vedere dove metteva i piedi.. dopo ogni passo diceva: am! se non sbagliava i compagni rispondevano:salam!

se riusciva a superare anche questa prova, il giocatore si poneva ritto con il dorso volto verso la base del porton. da questa posizione gettava la pera oltre al proprio capo, dietro a se', cercando di farla cadere in qualche casella. se ci riusciva, la casella centrata diventava sua proprietà' nel senso che poteva chiuderla vietando agli altri di sostarvi. il suo proprietario poteva riposare con ambedue i piedi quanto voleva .chi faceva sue tutte le caselle vinceva il gioco. 

Porton numero 2

il giocatore metteva la pera sul davanti cioè l'entrata,saltando su un piede spingeva la pera sul numero l,poi 2,poi 3 ,poi 4,dall'entrata usciva. non si doveva toccare le righe ne con la pera ne' con il piede  .poi si lanciava la pera sul numero 1 ,e il gioco continuava allo stesso modo. chi terminava per primo aveva vinto. 

Scondi man

dopo aver fatto la conta ,l'ultimo si scostava un po' dal gruppo voltando agli altri la schiena, ponendo una mano dischiusa sotto l'ascella opposta in modo che il palmo ,con le dita volte verso l’alto, venisse a trovarsi posizionato dietro la spalla. Uno del gruppo colpiva la mano del succube,questi si girava di scatto cercando di indovinare il colpevole. gli avversari alzavano tutti il dito medio e cercavano di confonderlo con un sordo mormorio. se indovinava toccava al battitore stare sotto,se no' rimaneva lui. 

Ciapase

si faceva la conta e l'ultimo doveva correre dietro agli altri,quando ne prendeva uno questo doveva correre e prendere un'altro e cosi' via. chi era stanco gridava „bando" e si fermava. 

Ho perso la cavallina 

xgola xgola uxel 

un bastoncino di legno, ogni membro del gruppo appoggiava l' indice della mano destra, dopo di che il capo pronunciava lentamente una filastrocca:xgola xgola se....re...goto .dopo aver detto il nome dell'uccello tutti dovevano sollevare l'indice dal bastoncino,chi ritardava doveva consegnare un pegno al capo-gioco. se non veniva pronunciato il nome di un animale ,nessuno doveva alzare l'indice.

esempi: xgola xgola..ca..ca....calabron o calabraghe.