PRESENTAZIONI AL LIBRO DELL'OTTAVO CONCORSO

 

MAILING LIST  HISTRIA

 

Axel Famiglini:

        siamo giunti all'ottava edizione del concorso letterario ML Histria e non possiamo fare a meno di complimentarci con tutti i concorrenti dell'edizione 2010 per la calorosa partecipazione che hanno saputo dimostrare aderendo così numerosi al nostro appuntamento culturale che si svolge in Istria ogni primavera da ormai più di otto anni.

        In questo lasso di tempo il mondo ha subito mutamenti epocali e si sono stagliati sullo scenario internazionale sia lo spettro della recessione economica che l'affermazione di nuove potenze emergenti che se da un lato rappresentano un' opportunità per le economie occidentali dall'altro non sempre sono portatrici di valori quali democrazia e tolleranza che tanto stanno a cuore a noi europei. Esiste pertanto un rischio per la nostra cultura e, soprattutto, per i nostri diritti civili se lo sviluppo di questi nuovi soggetti internazionali non sarà accompagnato, in tali paesi, da un contestuale percorso di crescita e rafforzamento di quelli che sono i diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino.

        Nel frattempo pertanto l'Europa deve crescere non solo da un punto di vista finanziario ed industriale ma anche sociale e culturale. L'apertura verso l'area balcanica è fondamentale per il rafforzamento di un sistema di unione di stati, l'Unione Europea, che deve fare lega per affrontare unito le importanti, se non campali, sfide del futuro.

        L'Italia, dal canto suo, non può prescindere dallo sviluppare rapporti sempre più stretti con i vicini che si affacciano sulle coste del mare Adriatico e, in questo contesto, non può dimenticare quella che fu la sua storia lungo le sponde orientali di quello che un tempo era chiamato il golfo di Venezia.

        Ristabilire contatti consistenti e duraturi con tutti i soggetti che gravitano ad oriente dei nostri confini terrestri e marittimi diventa la via con la quale l'Italia e l'Europa possono sperare di risultare vincenti nel grande confronto di economie e di valori tra mondo occidentale ed estremo oriente che caratterizzerà il XXI secolo.

        In tale scenario cercare un punto di incontro ed un canale di dialogo e di reciproca comprensione tra i popoli europei diventa fondamentale.

Pertanto l'Italia non può non constatare che l'opportunità rappresentata dalla nostra minoranza autoctona residente in Istria, a Fiume, nel Quarnero e nella Dalmazia è assolutamente unica nel suo genere. Essa rappresenta quel ponte di comunicazione tra le due sponde dell'Adriatico che potrà veramente portare alla costruzione di legami solidi sia con il mondo dei Balcani che con il centro Europa.

        Per quanto ci riguarda, il nostro attaccamento agli italiani che risiedono in Istria, a Fiume, nel Quarnero e nella Dalmazia è sostanzialmente di natura sentimentale dato che gran parte dei nostri aderenti sono esuli o discendenti di istriani, fiumani e dalmati. In tal senso crediamo che l'interessamento della nazione madre verso le necessità della minoranza italiana debba ulteriormente rafforzarsi e riteniamo pertanto di aver fornito con questa breve nota, oltre alle evidenti ragioni storico-culturali, ulteriori fondamentali argomentazioni affinché l'Italia e la sua classe politica, non sempre troppo attenta rispetto le tematiche legate agli italiani d'oltre confine, continuino a sostenere gli sforzi tesi alla preservazione di questo fondamentale tassello della nostra identità nazionale.

        Il nostro concorso letterario si rivolge ai giovani studenti che risiedono nel territorio compreso, da nord verso sud, tra Capodistria e Cattaro. Siamo infatti dell'opinione che la nostra speranza per il cambiamento debba essere indirizzata verso le giovani generazioni e vorremmo che un giorno tutti i popoli che si affacciano sul mare Adriatico si sentissero uniti da un medesimo senso di condivisione di comuni valori ed obiettivi. In conclusione possiamo pertanto affermare che il nostro operato si può tramutare in un accorato appello rivolto verso tutte quelle persone di buona volontà che vogliano superare le divisioni del passato per costruire un futuro di pace ed armonia dove libertà e democrazia siano i pilastri universali del vivere civile.

 

Axel Famiglini 

                                                               Fondatore e coordinatore della Mailing List Histria                                                                               

 

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Maria Luisa Botteri:

quest'anno siamo andati a Sissano , una ridente località talmente vicina a Pola che abbiamo potuto alloggiare in gruppo nel benemerito  Hotel Riviera di Pola dalle cui finestre si può ammirare il porto e l'Arena , giorno e notte, con scorci sempre suggestivi.

            Perché abbiamo scelto Sissano, piccolo centro in cui sono presenti molti italofoni e tanti di loro presenti  nel coro che si esibisce dovunque, con grande maestria e abilità?

             Il motivo è  abbastanza semplice: noi vogliamo esser vicini alla popolazione, far capire che son passati anni e anni da “quel” momento e che adesso , con la democrazia, tutti possono esprimere serenamente il proprio sentire e vivere bene.

            Ebbene, abbiamo avuto con noi  oltre ai rappresentanti della Comunità Italiana , come era già successo a Fiume, Pola ecc... ,  anche il vicesindaco che ha partecipato molto attivamente all'organizzazione della manifestazione, importante perché si trattava del decimo raduno della Mailing List Histria , oltre che dell'ottava premiazione del concorso.

            Mi sembra giusto, a questo punto,  fare un breve resoconto di quella giornata, vista da me.

 

            Siamo andati abbastanza presto perché era prevista la Messa nella bella Chiesetta di Sissano. Messa cantata dal loro coro. Per cui abbiamo avuto la bella sorpresa di vedere La Chiesa affollata non solo dai radunisti me anche dai locali. La Messa è stata emozionante, il coro cantava benissimo e il sacerdote ha detto parole sentite che arrivavano al cuore di tutti. Io, poi, ho letto , come faccio ormai abbastanza spesso, la seconda lettura e il brano di San Paolo, sembrava scritto apposta per noi, tanto era attuale e vivo.

 

            Verso la fine della Messa, poi, abbiamo fatto benedire solennemente la riproduzione del settecentesco quadro dell'istriano Francesco Trevisani che adorna la Chiesa di Bolsena, dove avvenne il famoso miracolo, riproduzione che avremo poi donato alla locale  Comunità per ricordare che gli Istriani son andati  in penisola anche prima di “quel” momento.

           

        Poi ci siamo trasferiti in massa nella bella sede della comunità, adiacente alla Chiesa, radunisti e locali e qui abbiamo avuto la sorpresa di una sala con tutti gli aggeggi della tecnologia moderna e teatralmente molto efficiente. Grande e piena di gente.

           

         La premiazione non sto a descriverla, visto che l'elenco completo è qui presente ma lo spettacolino offertoci in dialetto dai ragazzi della scuola elementare del posto è stato delizioso, intrigante e godibile, inoltre ci hanno fatto la sorpresa i salineri di Pirano che hanno poi distribuito al pubblico saggi del loro specialissimo sale.  La sorpresa è stata molto gradita ed ha movimentato un po' la giornata.

           

        Nell'intervallo tra il concorso del mattino e il raduno del pomeriggio  c'è stato il rinfresco offerto dalla Comunità Italiana di Sissano ed io che non  posso mangiare molto, ho però potuto chiacchierare amichevolmente con molte signore anziane del posto con reciproco interesse e ...in dialetto .

             

        E' per me motivo di soddisfazione che tutto sia andato benissimo, anche perché è l'ultima volta che faccio da Presidente della Commissione, resterò ma non avrò più responsabilità eccessive. E' bene  che noi che lavoriamo per la riuscita di queste manifestazioni ci alterniamo  un po' perché l'attività  è della Mailing List Histria e ognuno di noi è solo una parte di questo gruppo .

            Per  quanto riguarda gli elaborati confermo l'impressione dell'anno scorso,  Istria e Montenegro migliorano costantemente le loro prestazioni, la Dalmazia in Croazia latita un po'.

            I miei complimenti vanno ai ragazzi ma anche ai docenti che li stimolano al lavoro, e ai nonni che parlano ancora  con loro in dialetto o in italiano.

            Ricordiamo sempre che l'italiano è la lingua di Dante, Michelangelo, Leopardi, e tanti altri.  La cultura italiana non è la cultura dello Stato italiano che celebra quest'anno i suoi 150 anni, ma di tutti coloro che parlano, scrivono e trasmettono l'italiano ai loro figli in Italia e nel Mondo.

                                                                                               

                                                                                                    Maria Luisa Botteri

                                                     Presidente commissione giudicatrice del concorso Mailing List Histria

 

 

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Gianclaudio de Angelini:

dopo il primo pionieristico  volume, edito grazie all'amica Patrizia Lucchi e alla Provincia di Venezia ed il secondo volume grazie all' Associazione dalmati nel mondo, si sono susseguiti tutti gli altri splendidi volumi editi grazie al prezioso apporto del CDM, che hanno raccolto i vari contributi che ci sono giunti da tutta l'Istria, da Fiume ma anche dalla Dalmazia veneta sino alla fedele Perasto. 

Sono più che mai felice  di aver partecipato sin dai suoi esordi a questa avventura che dimostra come le nostre comuni radici
siano ancore fonde e ben radicate. La comune  casa europea che ha già riunito Italia e Slovenia a breve vedrà anche la Croazia far parte di questo comune consesso tornando a riunire, finalmente,  tutta la regione adriatica, e, in questo contesto, la permanenza delle secolari radici latine, venete e italiane potranno e dovranno essere il sale per una convivenza basata dal reciproco rispetto.

 Il passato è finalmente dietro le nostre spalle, sta a noi, ma soprattutto ai tanti ragazzi che negli anni hanno partecipato al concorso della MLH, far sì che tale futuro  si avveri.

                                                                                                         Gianclaudio de Angelini
                                                              Vice presidente dell'Ass.ne fiumana, istriana e dalmata nel Lazio

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Ondina Lusa:

        cari amici della Mailing List Histria,

sono rimasta sorpresa e commossa nell’apprendere di essere stata nominata uno dei personaggi dell'anno della Mailing List Histria e di tale onore ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno collaborato alla realizzazione di questo bellissimo progetto.

        Far parte della Commissione per la valutazione dei temi del Bando di Concorso per alunni e studenti delle scuole italiane residenti in Slovenia, Croazia, Dalmazia e Montenegro, è stata per me un’esperienza che mi ha arricchita per i molteplici contatti umani che tale attività mi ha offerto. Questa mi ha dato la possibilità di proporre dei temi, di valutare le partecipazioni e di motivare le scelte in base ai contenuti ed al modo di esprimerli.

        Avendo per decenni lavorato a scuola, in qualità di segretaria, mi sono fatta un’esperienza trascrivendo i testi dei ragazzi per il giornalino scolastico e tale esperienza mi ha facilitato nel compito entro la Commissione. Oltre al lavoro di ricerca svolto sul dialetto sin dalla gioventù, ho guidato per anni corsi sul dialetto con i bambini della scuola.

        Nella mia attività di bibliotecaria, nell’ambito della Comunità degli Italiani, ho avuto l’onore di coltivare un rapporto di collaborazione con il Prof. Diego de Castro, insigne Piranese, residente in Italia. La nostra biblioteca è intitolata a suo nome. Il professore sottolineava sempre l’importanza della collaborazione (ricongiungimento) tra gli esuli ed i rimasti.
        L’istituzione e mantenimento della Mailing List Istria è una di queste collaborazioni in cui vengono coinvolte persone di varie fasce di età, i nonni e genitori attraverso i nipoti che partecipano ai concorsi.

         Sono convinta che questo bando annuale riveste una grande validità quale strumento di interscambio culturale tra le genti di varie regioni e rende possibile la trasmissione di idee, abitudini ed antiche tradizioni.

         La pubblicazione annuale dei temi rende testimonianza del nostro vissuto, rende possibile la cura della lingua come pure dei dialetti.

         Nell’arco degli anni, la partecipazione al Concorso è aumentata, come pure la qualità dei lavori, tanto da rendere molto impegnativo il lavoro della Commissione nel valutare i temi sempre più validi.

        La mia partecipazione alle premiazioni nelle varie località dell’Istria mi è stata consentita anche dalla disponibilità della nostra Comunità, che ha dato la possibilità di presenziare alle manifestazioni pure a gruppi di connazionali attivisti che hanno aderito con grande interesse. Alcuni membri della Mailing List Histria sono divenuti soci della Società di studi storici e geografici di Pirano di cui sono uno dei membri fondatori. Così il nostro coinvolgimento si è ampliato ulteriormente.

        Ai raduni, nelle varie località dell’Istria, ho avuto occasione di conoscere personalità dell’Istria e dall’Italia ed i pomeriggi sono stati sempre ricchi di informazioni e di dibattiti riguardo le attività delle Comunità che rappresentiamo.

 

                                                                                                       Ondina Lusa  

                            Membro della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” e della Società di studi storici e geografici di Pirano,

personaggio dell'anno 2009 della Mailing List Histria

 

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 Mario Demetlica:
 

Terra mia visin al blu mar,
e a ti ogni giorno vien l'aurora.
Guardando dal nostro Monte Magiore chel xe 1396m. alto,
ben xe vedi Capodistria, Isola, Pola, Cherso e Abbazia,
che xe il triangolo naturale della vera PATRIA mia.
 

De Fianona oltre il Monte Magiore m'incamino,
col cuor piangente per quel che sento, vedo . . . e visto,
che in tre nazioni questa nostra terra i stranieri la ga diviso
Pensando a Rovigno-Buie-Parenzo-Dignano-Pola e l'Arena,
de sconforto e dispiaser el mio cuor fa mal e trema.
E credime, co ricordo Albona-Montona-Pinguente-Pirano-Umago-
Cittanova-Orsera-Canfanaro-Gimino-Pisino-e cosi via,
le lagrime me stà lavando il mio viso.
 

OHhhhhh. . . . Istria mia cara terra nativa
quando te sogno son come in paradiso,
ma co me zveio, indinovo incominsa il mio tormento,
per non eser là con ti in questo momento.

Lontan de ti mi vivo adesso con tristezza e malinconia,
ma a ti scordarte mai ......... mai più mia cara e lontana,
Madre Patria Istria - terra mia.
 

Mario Demetlica - Histrian
Australia


  

Mario Demetlica originario di Albona d'Istria vive ad Adelaide - Australia
personaggio dell'anno 2009 della Mailing List Histria


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Mario Fragiacomo:

faccio parte di quella schiera di musicisti tosti che soffia nel tubo di una tromba di latta trovata nel ghetto ebraico di Trieste. E cerco di far uscire da questo strumento qualche nota che dica qualcosa, che cerchi di comunicare con chi mi ascolta. La mia specialità è suonare musica jazz in particolare. Lo faccio da una vita: Una nota, poi un'altra ed un'altra ancora. Gioia e sofferenza insieme. Lavoro sia in una sorta di OneManBand, anche da solo col mio fido flicorno, tromba e con l'ausilio di un multieffetti "Live electronics". Ma anche con un consolidato gruppo:
 il MITTELEUROPA ENSEMBLE.
 Ne fanno parte oltre al sottoscritto:
la cantante Sabrina Sparti (una voce eccezionale), il fido pianista Roberto Favilla, Furio Romano al sax alto, Fiorenzo Gualandris al basso tuba, Claudio Saveriano alla batteria.  Suoniamo insieme dagli anni '90.
 
Abbiamo vinto molti premi: recentemente la TARGA MAZARS dell'Università Bocconi di Milano. Un premio letterario internazionale di musica e poesia con questa motivazione: "Per il felice connubio fra la vocalità (a cui è affidata la recitazione del testo), il canto, e le parti strumentali che talvolta sembrano scandire ritmi che appartengono prevalentemente all'incedere della parola. Un progetto che costruisce la sua suggestione sul verso di apertura, "Hohò Trieste, città del mondo ...", percorrendo le molteplici sonorità linguistiche che hanno attraversato un territorio divenuto crocevia di culture diverse, dove il linguaggio del jazz sapientemente si mescola con altre forme di musica popolare".

Sono nato a Trieste, mia città natale, ma le origini sono istriane in quanto mia madre era di Topolo di Belvedere (Topolovec) oggi in Slovenia e mio bisnonno Francesco proveniente da Pola è stato medico condotto per cinquant'anni a Buie,  e da questi umori è nata la mia musica.
Fu mio padre Giovanni, e l'influenza di mia zia Bianca, ad indirizzarmi fin da piccolo allo studio della musica, assieme a mio fratello Aldo. Frequentando la banda musicale del Ricreatorio comunale "Guido Brunner" nel rione di Roiano. I ricreatori a Trieste sono una istituzione tramandata dall'epoca di Maria Teresa d'Austria e sono delle strutture tipo l'attuale nostro oratorio non gestito dai preti ma dall'amministrazione comunale. Quando fui presentato al maestro di musica Pasquale D'Iorio avevo solo 8 anni. Da lui ho appreso i primi rudimenti di teoria musicale e di tecnica dello strumento e pochi mesi dopo mi mise in bocca un flicorno contralto, strumento a fiato della famiglia degli ottoni, il mio primo strumento musicale. A 9 anni suono già nelle file della banda del ricreatorio anche se non mi si vede affatto. Sono il più piccolo e non posso stare in prima fila dato che gli ottoni sono sempre dietro. I primi suoni per me sono di accompagnamento (il tradizionale un-pa, un-pa-pa) nelle marce delle processioni del Corpus Domini e di altre manifestazioni folcloristiche. A fine esibizione l'ambito premio: pane e salame e ........ coca cola! E poi via, tutti trasportati a casa, seduti nelle panchine di legno sotto il tendone di un camion militare. Passo quasi subito al trombone a cilindri quando mancano i tromboni nella sezione. In pratica vengo indirizzato allo studio di uno strumento non perché ho predisposizione a, ma perché manca quello specifico strumento nel corpo bandistico. A 10 anni come posso rifiutare? Se poi, ti piace la tromba, puoi forse pestare i piedi e attestare il tuo diritto quando oltre alla giovane età ti ribadiscono per l'ennesima volta che hai il labbro troppo grosso e non puoi proprio suonarla?
 
     Pian piano mi avvicino alla tromba anche per merito del nuovo e giovane maestro di banda Liliano Coretti, passando prima al flicorno baritono (bombardino) e poi al flicorno tenore. Sempre e comunque strumenti della famiglia degli ottoni. A sedici anni mi iscrivo al Conservatorio "Tartini" con una buona tromba "Selmer" argentata, acquistata di seconda mano. Inizia così la mia epopea trombettistica.
 
        Successivamente fondai o meglio rifondai il "Trieste Jazz Ensemble" perchè questa denominazione è storica nel jazz triestino in quanto un po' di anni prima alcuni musicisti triestini avevano costituito questo gruppo che, per primo fra i gruppi della regione, ma anche tra i primi in Italia, si era impegnato nella ricerca di nuove sonorità. Siamo in pieno periodo del "Free jazz". Lotte studentesche, conflitti razziali provocano atteggiamenti anticonformisti. L'estro creativo e l'impeto inibito caratteristico del musicista di quel periodo, che riduceva drasticamente gran parte delle strutture base e abbandonava sistematicamente l'unità di tempo, mi dava grande liberazione e allo stesso tempo grande soddisfazione. Se suoni la musica leggendo lo spartito, diventa una liberazione interiore quando puoi suonare tutto quello che ti salta in mente aspettando di vedere cosa succede suonando essenzialmente a caso! Non è proprio così, ma penso sia un'aspirazione per qualsiasi jazzista comporre nell'istante dell'esecuzione senza prestabilire nulla.
 
      I musicisti del "Trieste Jazz Ensemble" :promoter del gruppo ritroviamo Edy Kanzian che molto si adoperava per farci suonare in ogni luogo. Le prove avvenivano in umide cantine, in freddi garage condominiali, o nei grandi spazi dei capannoni/hangar della struttura portuale più precisamente nel Silos del Porto vecchio di Trieste, (una sorta di Loft) dove, pochi anni prima, erano stati ospitati temporaneamente i profughi istriani, e che, specie d'inverno, la freddissima Bora riusciva a filtrare nonostante questi spazi venissero attrezzati con vecchi materassi alle pareti. Si provava anche in un'officina meccanica messa a disposizione da un parente di uno dei musicisti, dopo l'orario di chiusura degli uffici, quando gli addetti alla gestione dell'officina chiudevano e si aveva a disposizione tutta l'area. Che bel suono usciva dalla tromba, sfruttando il riverbero naturale nel bel mezzo del garage vuoto senza bisogno di amplificazione! Da casa mia partivo su una Vespa verde acqua, ereditata da mio zio Mario, che recalcitrava ad affrontare l'erta del Belvedere, nel rione di Scorcola, in cima alla quale si trovava il "posto prove" (sì proprio quell'erta in cui Zeno, nella celebre opera di Svevo, vedendo il cognato disteso spavaldo sul muricciolo, è tentato di dargli una spintarella!). In questi posti e con quei musicisti ho fatto le mie prime esperienze di free jazz ma anche di jazz/Rock.
 
Trieste e il suo ambiente musicale mi stava stretto. Tromba sotto braccio parto per Milano, come altri artisti triestini della mia generazione. L'impatto con la metropoli lombarda è forte ma la musica e l'incontro con nuovi musicisti, mi aiuta ad adattarmi al diversissimo ambiente.
Studio tanto, con musicisti affermati ed esperti, cerco di recuperare quello che a Trieste non avevo potuto fare.
Suono per quattro anni nella sezione trombe di due orchestre jazz  e partecipo con queste a numerosi concerti in Lombardia e contemporaneamente divento socio dell'AMARC (Associazione Musicisti Alla Ricerca della Creatività) e con il batterista Enrico Del Piano formiamo un Duo (tromba e percussione). Pochi anni dopo decidiamo di allargare la formazione, e nasce così il "Jazz Quatter Quartet", con l'aggiunta di Marco Lasagna, saxofonista e compositore di musica contemporanea, e il fratello di Enrico, Roberto Del Piano, bassista. Il nostro era un quartetto di matrice free, documentato dal nostro primo disco "Ali", pubblicato per l'etichetta Bull Records.
 
Comunque con questo gruppo il Jazz Quatter Quartet, nato con il tentativo di trovare un linguaggio musicale comune derivante dall'esperienza dell'avanguardia storica jazzistica, porto la musica ad un pubblico giovanile sempre più vasto, nei luoghi più alternativi come scuole, ospedali psichiatrici, carceri minorili, biblioteche comunali, oltre ai locali "alternativi" che nascevano come funghi sui Navigli a Milano, continuando la strada percorsa da un capostipite, Giorgio Gaslini, anche se questo orientamento non era nuovo per me dato che l'avevo perseguito, quando vivevo a Trieste, nei primi anni '70 con il mio gruppo triestino.
 
Proprio la lontananza da Trieste si rivela stimolo determinante per la rivendicazione della mia triestinità proposta anche attraverso lo studio, e in parte l'identificazione, con i personaggi mito della cultura della città: avendo assorbito dalla nascita quel particolare milieu letterario nascono mie composizioni su Svevo, Saba, Joyce (Joyce aveva vissuto molti anni a Trieste) e su fatti storici di estrema importanza. Ma soprattutto avevo la sensazione di dover far mio intellettualmente e musicalmente il mio mondo prenatale, il suo retroterra, dovevo, per capire Trieste, confrontarmi con ciò che le stava dietro, il suo passato absburgico, oltre che con la più recente storia (la Trieste del delirio patriottico dell'annessione all'Italia, la Trieste piena di inquietudini oniriche, in cui si innesta la psicanalisi di Freud, le migrazioni degli istriani e fiumani, l'esilio dei dalmati, i martiri delle Foibe sul Carso, la Risiera di San Sabba.....).

E' il 1988 quando esce il mio primo disco come leader per l'etichetta Splasc(h) Records di Peppo Spagnoli, dove racconto in musica tutto questo. Ottengo subito un ampio e lusinghiero riscontro di critica. L'album "Trieste, ieri un secolo fa" presentato dallo scrittore triestino Fulvio Tomizza  è inciso con un cast vocale e strumentale notevole; un altro triestino: Claudio Magris - scrittore, saggista di livello internazionale, che così si esprime al riguardo: "Sono veramente molto, molto lieto che il mio Danubio abbia potuto suggerirle o ispirarle quei brani pieni di poesia........." L'album viene recensito dalle maggiori riviste di musica e quotidiani in tutta Italia e non solo, ne parlano anche le riviste "Cadence" di New York, "Jazzthetik" di Muenster in Germania, "Jazz 360" di Sierre in Svizzera. Giorgio Strehler mi scrive: "Ancora una volta ho avuto modo di apprezzare la Sua musica e il Suo talento....." e Giorgio Gaslini mi definisce come uno dei veri e pochi artisti italiani che si distinguono nell'area della Musica Totale, tra jazz, improvvisazione libera e musiche popolari mitteleuropee.
Grande, veramente grande soddisfazione per quella piccola tromba di latta del confine nord orientale italiano.

 
 www.fragiacomo.org

Mario Fragiacomo
Personaggio dell'anno 2009 della Mailing List Histria