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Scuole Elementari – Lavori individuali  


 

Temi provenienti da Rovigno:

mentore prof. Nelly Šterbić

motto FRAGOLA                                          

Patricija Ive  

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno  

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 Il mio animale preferito è sicuramente la mia gatta Binka. Ha molte abitudini birichine, come per esempio adora intrufolarsi sotto le coperte, così quando devo portarla fuori devo ben cercarla; certe volte la trovo facilmente: russa come un trattore!!! Oltre a lei ci sono i miei due micini teneri come gomitoli di lana!!! Sono ridicoli perché ogni volta quando porto loro da mangiare i micini si alzano su due zampette e sono così amabili!!! Binka e i miei micini adorano la neve! Quest’ inverno l’ hanno vista per la prima volta e si sono divertiti un sacco...

A me piace molto andare con i roller ed un giorno mentre io pattinavo dietro mi trotterellava  la mia gattina Binka! Mi sembrava buffo perché ogni volta quando vado con i roller tutti pensano che ho un cane che mi corre dietro!!! Binka è la mia gatta preferita e non la cambierei mai! Ha un pelo morbido, folto e ricco di colori: marrone, grigio, nero e le zampette bianche, mi sembra che abbia le scarpette...

Binka adora coccolarsi e quando l’accarezzo lei comincia a fare le fusa... D’ estate mio papà apre sempre le finestre che la casa “prenda aria” così la mia furba gatta salta velocemente in casa e si avvia dritta, dritta nella mia stanza. Un mattino guardavo stupita e preoccupata cos’era quel “coso” morbido che mi passava tra i piedi?!? Così aprii gli occhi e vidi … Binka!!! Subito incominciai a ridere e strinsi Binka al petto e continuai a dormire.

Un giorno io leggevo e mi sono distesa per terra, dopo qualche secondo mi è venuta vicino Binka. Mi guardava e ad un tratto mi si appollaiò davanti al naso, sul libro!!! Fine della lettura!

Dopo questi gioiosi avvenimenti devo chiarire una triste storia. Ancor prima di avere questa gatta ne avevo un’ altra e le ero molto affezionata, giocavamo,ci coccolavamo e facevamo di tutto assieme, finché non arrivò un terribile  giorno: si era ammalata gravemente e dopo un paio di giorni morì. Ero molto infelice e piangevo per parecchio tempo perché era come se avessi perso un amico fedele. Adesso c’è Binka che mi alza sempre su il morale e vorrei passare ancora tante belle giornate con il mio animale preferito!!!


motto PUNK                                                               

         Debora Kopitar  

                   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno                             

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 Un bel pomeriggio soleggiato, quando sono ritornata dalla scuola ho mangiato, mi sono vestita e sono subito uscita all'aperto.

Sono andata a giocare con il mio cane Max. Max è un cane terranova, grande e nero, ha il pelo liscio e lungo. Lui è un cane molto amichevole e bravo, però mangia come un lupo che non ha mangiato per un mese.

A Max piace tanto giocare ai ''quattro fuochi'' ed io e mia mamma giochiamo con lui.

Quando io non ce la faccio più a stare in piedi e smetto di giocare Max mi salta addosso, così devo scappare tutto intorno alla mia grande casa con un vastissimo cortile pieno di fiori.

Una volta sono proprio rientrata in casa, ero stanchissima; la mamma ha cominciato a ridere perché Max voleva che io uscissi e così saltava tutto il tempo sulla porta. Allora sono uscita di nuovo fuori a correre e tutte le persone mi guardavano e ridevano. Correndo sono caduta e Max mi è saltato addosso, io l'ho lasciato fare, che salti pure sopra di me e che mi baci, perché io non ce la facevo più ad alzarmi.

Nel momento in cui Max è andato a mangiare io mi sono finalmente alzata e sono corsa nella mia camera. Mi  sono sdraiata sul letto così soffice e comodo e ho dormito tutto il pomeriggio, neanche il compito  domestico ho fatto, non ne avevo la forza. Così finì questa mattinata movimentata: dormendo tutto il giorno ed essendo sveglia tutta la notte… a fare i compiti, ovviamente!!!


motto ARCOBALENO                                                

Ellen Pastrovicchio  

                       Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno                              

 Io allo specchio,come vorrei essere:ho tanti sogni,tanti desideri,tante speranze,qualche cruccio...Ma inseguo il mio futuro
 
 Cosa dire di me??? Non lo so neanche io, sono una ragazza normale come tutte le ragazze di quindici anni, con i complessi di quest' età, con i problemi  dell' adolescenza e con la gioia della crescita. Mi chiamo Ellen, come ho già detto ho quindici anni, sono alta 178 cm e devo dire che sono molto orgogliosa  della mia altezza perché mi aiuta molto nello sport, infatti sto avendo grandi successi  nella pallavolo grazie all'altezza. Un altro vantaggio è che tutti pensano che sono più vecchia e per me è un complimento.

Però a volte sono un po' a disagio perché la maggior parte delle mie amiche è più bassa di me, allora mi sento strana, diversa, però poi ci scherziamo su e il disagio scompare presto. Ho i capelli lunghi e marroni come i miei occhi, le mie compagne mi ripetono spesso che sono invidiose perché ho i capelli bellissimi, però per me non è vero. Penso che come la maggior parte degli adolescenti ho problemi con i brufoli, ma non è che mi importi molto perché so che fa parte della pubertà, però spero vivamente spariscano presto!!! 

Uhhh, del mio carattere potrei scrivere fino a domani, sono testarda e il mio pensiero lo porto fino alla fine, però al contrario di certe mie amiche quando sbaglio lo ammetto e vado avanti. Da poco un amico mi ha detto che voglio avere sempre l' ultima parola su tutto, non è una bella cosa ma fa parte del mio carattere. Molti mi chiedono come faccio ad essere sempre così allegra e pronta a scherzare, il fatto è  che non lo so neanch' io, anche per me ci sono giorni quando sono triste e voglia di ridere non ne ho proprio, per fortuna sono pochi, ma ci sono!!!
Molte amiche mi dicono che sono molto brava a dare consigli, infatti loro sanno che qualsiasi problema abbiano possono venire da me, glielo ripeto sempre. Questo ruolo mi impegna molto. Vorrei avere la capacità di dire più spesso di no però ho sempre paura di ferire una persona.
I miei attuali desideri  sono molti, per adesso il più grande è quello di finire l 'ottava, le mie speranze ed  i miei sogni sono banali, tipici di una quindicenne, molto semplici come me. Spesso mi ripetono che vivo tra le nuvole, però sono contenta di questo, perché ognuno ha il diritto di sognare quanto vuole. Voglio vivere la mia giovinezza al massimo perché come dicono i vecchi saggi dobbiamo vivere la vita fin che possiamo. Gli antichi versi citano: „Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo!“ , io penso di costruirmi così il mio futuro...


motto FENDER                                                           

Manuel Rabar  

         Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

      Io allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Io allo specchio mi vedo ancora un piccolo bambino, che non sa ancora affrontare la vita come un adulto. Lo specchio è un oggetto dove ti confronti con altre persone, dove ti metti a posto i capelli, dove ti guardi i brufoli  e dove ti guardi al mattino. Io nella mia cameretta ho uno specchio dove mi vesto prima di andare a scuola e combino le magliette con i pantaloni. Certe volte mi immedesimo con Bob Marley e la sua pettinatura di Jamayca e così provo delle parrucche per assomigliargli. Non mi piace lo specchio di mia mamma perché prima di andare ad una festa sta un' ora per guardarsi, truccarsi e provare i suoi vestiti. Ogni giorno prima di andare a scuola attacco una figurina sul bordo del mio specchio, significa tanto per me perché l` ho ricevuto per Natale da mio papà ed ero molto contento. Lo curerò e lo terrò da conto tutta la mia vita perché sarà un bellissimo ricordo della mia infanzia e della mia crescita e non lo dimenticherò mai.

Penso che quando lo guarderò mi farà ripensare a tutte le volte che mi provavo e toglievo i miei vestiti !


motto STAR                                                                

 Nicole Banko  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno     

        Io allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Su di me non c' è molto da dire, ma una cosa che dovete sapere è che sono una persona mooolto vanitosa … mi spiego, non è che mi vanti tanto, non critico gli altri, però adoro stare davanti allo specchio a guardarmi e riguardarmi! Penso sia diventato un mio hobby! Non esco di casa senza aver controllato che anche l' ultimo ciuffo di capelli sia al suo posto e che i colori dei vestiti si intonino. Al giorno passo almeno mezz' ora a specchiarmi e così i miei genitori si arrabbiano e mi sgridano, ma che ci posso fare, è più forte di me … Quando mi guardo allo specchio però, vedo tutti i miei  “difettini fisici“, non è necessario un lifting, però a volte un pò di cipria serve. Devo ricoprire tutti i miei foruncoli dispersi qua e là per il viso. L'altezza è giusta per la mia età, anche la (per così dire) “larghezza“!

Mi ricordo che quand' ero piccina ero mingherlina e senza macchioline rosse in faccia, ma con il tempo si cresce e al giorno d' oggi hanno tutti qualche brufoletto… Non mi sento brutta, però a volte vorrei essere qualcun' altro. Mi piacerebbe essere una star di Hollywood, alta, magra, truccata per bene e con tutti al mio servizio, pronti ad aiutarmi in ogni istante. Ripensandoci però non sarebbe la mia stessa vita … essa cambierebbe completamente! Non vedrei più i miei familiari, i miei inseparabili e unici compagni di classe e tutti gli insegnanti. Mi mancherebbero tutti e tutto! Sarei triste e infelice, mi sentirei sola. Sentirei la mancanza del bacino della buonanotte della mia mamma e le sue raccomandazioni prima di varcare l' entrata della scuola. Avrei nostalgia perfino delle liti con la mia sorellina e dei bisticci con mio papà per chi guarderà per primo la TV.  Sarei impegnata nel mondo dello spettacolo e ritornerei nella mia città nativa solo poche volte all' anno. Probabilmente il mio carattere cambierebbe… Diventerei una persona con la puzza sotto il naso, un po' snob. La persona semplice che è in me andrebbe a disperdersi fra scenografie e set di film. A conti fatti, penso che non cambierei la mia vita per nessun' altra al mondo, anche se con qualche brufoletto la vita è bella e poi, per i brufoletti , dice mio nonno che spariranno prima che mi sposi!

Una cosa importante che non volevo dimenticare di dire è che quando mi guardo allo specchio e mi piaccio, faccio un sorriso grande da orecchio a orecchio … questo è il segno che mi sento la più bella del mondo!


motto RUGIADA                                                         

Alexandra Prica  

  Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno      

IO ALLO SPECCHIO , COME SONO, E COME VORREI ESSERE :HO TANTI DESIDERI TANTI SOGNI , TANTE SPERANZE , QUALCHE CRUCCIO...MA INSEGUO IL MIO FUTURO 

Mi chiamo Aleksandra e ho quattordici anni. Quelli più difficili e complicati. Forse per questo le mie amiche ed io non siamo proprio soddisfatte di noi stesse. Ho i capelli di un colore marrone chiaro e gli occhi marroni e verdastri, comunque di me non si può avere la certezza di niente. Sono bassa, cioè vorrei essere più alta e più magra. Se qualcuno mi chiedesse il mio parere sulla mia bellezza non saprei cosa dire, non lo so se sono bella o brutta . Vorrei sapere cosa gli altri pensano di me a prima vista. Molto spesso sento le mie amiche lamentarsi che sono: troppo grasse, troppo magre, brutte e certe si lamentano dei brufoli che sono una cosa completamente normale alla nostra età,  io per fortuna non ne ho di questi problemi con i brufoli ed è probabilmente una delle poche cose che mi piacciono di me.

Sono una persona gentile, interessante ,testarda, pigra, comprensiva, partecipe al dolore e alla felicità delle mie persone più care. Spero che da grande sarò una donna bella, perché ora sto ancora crescendo e francamente non so quanto cambierò in futuro. Il mio sogno più grande è di terminare tutte le scuole con gran successo ed andare a Zagabria, a vivere e a studiare con la mia amica e condividere l´appartamento, ma anche ogni esperienza, proprio come adesso. Per compiere questo sogno devo darcela dentro di più a scuola e non essere così pigra , perché posso fare molto di più di quello che faccio. In quanto al passato, ho sempre avuto un´infanzia felice, non avevo mai problemi e su ogni foto sorridevo con la bocca aperta senza la paura che si vedessero i miei brutti denti, ma forse quello era perché allora quasi non ce li avevo. Ho grandi speranze e sogni per il futuro, ma non voglio crescere in fretta, voglio vivere la vita ed essere felice. Seguo quel pensiero famoso: “Non voglio vivere con la paura di morire, ma morire con la gioia d´aver vissuto!”


motto CRICETO                                                            

Filippo Jozić  

   Classe VIII  Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno 

    Io allo specchio, come sono e come vorrei essere  

Ho 14 anni, sono bruno di capelli, sono molto alto, ho occhi castani ed un po’ di baffetti. Come al solito io non mi piaccio, vorrei che mio papà mi insegnasse a radermi quei baffi superflui che per alcune persone che mi siedono vicino fanno schifo e vorrei anche dimagrire un po’.

Ho tanti sogni: quando vivevo in Italia ad Ovada (Piemonte), io ed un mio amico d’asilo di nome Martino volevamo fare i pirati e minacciavamo le maestre del nostro asilo di prenderle a cannonate. Beh, un sogno irrealizzabile perché appena arrivato a Rovigno ed andando al mare cambiai idea e volli diventare archeologo, visto che anche io, immergendomi trovavo pezzi di vasi romani (storia vera). In quarta classe volevo diventare un regista, ma alla fine di quell’anno scolastico iniziai a giocare a calcio e questa fino ad ora è la mia passione. Da grande il mio più grande sogno è fare il calciatore di una squadra italiana (a parte l’Inter), sopratutto quella del Milan e dopo aver finito la mia carriera mi iscriverei al corso di allenatori di calcio e farei l’allenatore del Milan, o chissà, potrei fare anche il professore di ginnastica nella Bernardo Benussi, dopo aver fatto il calciatore. Questo è quello che voglio e che inseguirò senza fermarmi mai! 

Per il liceo, poi non si sa mai! Non saprei cosa scegliere tra il ramo economico e quello per fisioterapisti. Prima volevo andare in quello economico ma poi cambiai idea perché un’insegnante del liceo mi disse che con l’economico trovi lavoro difficilmente. Quindi io sceglierei quello per fisioterapisti anche perché forse ci vanno alcuni dei miei amici. Ma per arrivarci a questo indirizzo bisogna studiare ed avere voti decenti, non come quelli che ho io! Devo migliorarli assolutamente!

In colonia iniziò a piacermi una ragazza di Umago, Tiniuas. Bella, due tette abbastanza grandi ed altre belle cose! Tornati dalla colonia ci mandavamo qualche messaggino tramite il cellulare, ma poi smettemmo. Quest' oggi mi piace una ragazza di nome …! Non dirò mai il suo nome perché rischierei che i miei compagni lo vedessero e questo per me sarebbe una cosa tremenda! Spero che almeno con lei funzioni! A me piacerebbe vivere a Milano, proprio per la mia squadra del cuore, il Milan. Se potessi darei la mia vita per questa squadra. Questo è quello che vorrei essere, ma quello che sono non mi piace, così è per quasi tutti noi adolescenti!!!


motto PUPAZZO                                                  

Francesca Quarantotto  

    Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

IO ALLO SPECCHIO , COME SONO E COME VORREI ESSERE : HO TANTI DESIDERI TANTI SOGNI , TANTE SPERANZE , QUALCHE CRUCCIO ... MA INSEGUO IL MIO FUTURO

Passando ogni giorno davanti allo stesso specchio, l` immagine riflessa di me è sempre diversa. Mi affascina quante cose un umano sia capace di assorbire di giorno in giorno. Mi sento più matura ogni minuto che passa. Cerco fortemente di migliorare sempre più il mio comportamento ed il mio aspetto. Cerco di combattere ogni pericolo che si trova al di fuori del mio nido. Mi impegno sempre più nei miei allenamenti e a scuola. Ho il desiderio di riuscire a cavarmela bene nelle mie attività e nel tempo libero.

Desidero di essere bella , affascinante, serena ed intelligente, ma chi non lo desidera? Spero che un giorno i miei sogni si avverino. Certi fortunatamente si stanno avverando, come ad esempio le mie esibizioni con il club di ginnastica ritmica "Arabesque" e con il gruppo di "Break dance", che devo ammettere, mi affascina di più. Sogno un futuro conveniente e gioioso. Sogno di trovare "l` amore della mia vita", ma soprattutto vorrei divertirmi con gli amici più cari e questo è un sogno che desidererei non finisse mai. Come tutti gli esseri viventi , non sono stata risparmiata dai crucci della vita, ma nessuno è perfetto ed io ce la sto mettendo tutta a superare ogni avversità!


motto PESANTE                                                   

Sara Quarantotto  

    Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere: ho tanti desideri, tanti sogni, tante speranze, qualche cruccio... ma inseguo il mio futuro... 

Eh... questi complessi... Perseguitano tutti i giovani: uno vuole essere più alto, uno più magro...Guardiamo queste persone famose nei giornali e pensiamo come possono essere così perfette, ma loro in realtà non sono niente meglio di noi. Tutti questi ritocchi e correzioni al computer con programmi vari possono fare di tutto, per questo motivo non dobbiamo sognare di essere come ad esempio Jessica Alba o Shakira, perché proprio loro hanno pure difetti e mancanze, ma la Tv non ce li mostra così, quindi anche loro sono persone come noi.

Io quando mi guardo allo specchio vedo tante cose che desidererei cambiare, ma cosa ci posso fare, sono così e devo accettarlo, perché quando mi ricordo di giovani della mia età che non hanno mani, gambe, che non possono parlare, sentire... Allora posso sentirmi felice, perché so che loro darebbero tutto per poter essere normali, come me. Penso che questo dovrebbe essere il motivo della serenità di tutti, di poter essere normali e di saperci accettare come siamo, con i nostri piccoli difetti. Siamo ancora giovani, i brufoletti e queste piccole mancanze con il tempo spariranno, quindi non c'è motivo di preoccuparsi, questo è normale a questa età, ma so che tutti,  compresa me, non vorrebbero passare questa fase, ma siccome non si può evitare ... Ognuno è fatto a modo suo, tutti siamo belli in qualche maniera!!!


motto CLARINETTO                                             

Romina Giuricin  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 Io allo specchio, come sono e come vorrei essere  

Ciao, sono Romina Giuricin , ho dodici anni e vivo a Rovigno una bellissima  città con un panorama perfetto verso il mare, che splende al riflesso del sole. Io sono una ragazza dall` altezza giusta per la  mia età, sono un po’ cicciottella, ho gli occhi di un bell`azzurro che mi donano con i miei bei, lunghi, capelli biondi ad onda, ho la bocca normale, rossa come una rosa e ho il viso ovale.

Mi piace indossare i jeans e due maglie, una con le maniche lunghe e l`altra corte. Porto anche le maglie lunghe fino alle ginocchia. Di solito sono sempre allegra, ma quando sono triste mi serve poco per rallegrarmi, mi piace scherzare e  prendere in giro i compagni, giocando, però quando si tratta di qualcosa di serio o qualcuno e` in difficoltà` vado sempre ad aiutare gli altri, perché quando si aiuta qualcuno questa persona aiuterà anche noi e avremo tanti amici.

A scuola sono positiva, l`unica materia che non mi va tanto e` la matematica e invece sono la migliore in musica. Io come hobby suono il clarinetto,  frequento la scuola di musica già da quattro anni e suono nella banda cittadina. Mi piace tanto suonare, quando alla radio c’è una canzone che mi piace io prendo il clarinetto e la suono, però mi piace anche ballare e cantare, ogni tanto vado su youtube ed inserisco i nomi delle canzoni o karaoke e canto.

Io mi piaccio così come sono e non vorrei cambiare affatto, solo vorrei essere un po’ più magra, però non mi rattristo  perché ho un mucchio di persone che mi vogliono bene e questo e` l`importante per me!!!


motto MAJORETTE                                              

Anna Tonello  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli ... quello che ti pare 

Cara Lena!

Come stai? Come va a scuola? Io sto bene e la scuola… Meglio che non ne parli. Puoi credere che quattro mesi fa a Rovigno c'erano 30 cm di neve? So che non mi crederai, ma è la pura verità. Tutti i bambini erno fuori a buttarssi  palle di neve. Era bellissimo, tutta la città era bianca. Nella mia via invece c'era poca neve, ma tanto ghiaccio. Sai com'è ripida la mia via, vero? Pensa ancora ghiacciata! Sono caduta due volte! Una volta sulla schiena e una volta sul sedere!

Io e Patrizia giocavamo tutto il giorno. Abbiamo provato a fare il pupazzo, ma non ci è riuscito, perché  la neve finiva in faccia o a me o a lei. Questa era la prima volta che ho visto Rovigno coperto con un mantello bianco. Quando è iniziato a nevicare la mamma mi ha detto che non resterà niente sul suolo, ma invece sì che è rimasta, altro che!!! Non ci potevo credere! Siamo andati all' Hotel Park. Vedendo così tutto bianco non riuscivo a credere che quello era Rovigno. Era stranamente interessante che ci sia la neve e subito vicino il mare. Giàcché nomino il mare… Quasi, quasi ... ci sono finita dentro! Sono scivolata ad un metro dall'acqua, ma per fortuna che mi sono trattenuta con le mani ed il mare non l'ho neanche toccato. Dopo tre giorni di divertimento la neve ha iniziato pian, pinao a sparire. Ero triste! Quelle giornate non le dimenticherò mai più e neanche il potente raffreddore che mi son  presa.

Mi manchi tantissimo! Spero di rivederti al più presto! Tanti saluti da Rovigno ...


motto TARANTOLA                                             

Antonio Bonassin  

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

Una lettera ad un amico

            Caro Tin,

non vedo l'ora che arrivi la primavera in modo che mi prenda una tarantola, la lungo attesa "Chromatopelma cyaneopubescens", non sto nella pelle di vederla, darle da mangiare e osservarla cucire la sua ragnatela. Se vieni da qualche parte qua in Istria fammi uno squillo che andiamo a prenderci un caffè, naturalmente offro io, come ci siamo messi d'accordo, siccome tu mi avevi regalato quel bel costoso scorpione tropicale. Vorrei anche vedere il tuo camaleonte, il tuo drago barbuto e tutti i tuoi ragni per i quali ti invidio molto! I miei gechi stanno benissimo, hanno colori vivaci e mangiano come matti ogni giorno, sono sani come pesci.

Da te? Coma va? Come stai? Hai ancora in mente di ampliare la tua collezione di animali? Da me va tutto bene, spero sia lo stesso anche per te e spero che aumenterai di numero la tua collezione con successo! E poi, tu, la guidi ancora la bici in quel modo spericolato? Sei proprio un pazzo, io non lo farei mai, però sta' attento a non farti male!

Spero ci incontreremo presto, devo parlarti di tutte le stupidaggini fatte negli ultimi tempi, non ci crederesti mai, scommetto dirai che sono pazzo, ci vediamo!, Tanti saluti e stammi bene!


motto VIOLA                                                         

 Alessia Petrović  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

   Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare 

Cara Petra,

            Tu non hai idea di quanto vorrei vederti quest'estate. Mi mancano le tue storielle inventate che mi fanno ridere, mi mancano pure quelle tue belle, bionde treccine legate con i bei nastrini colorati, sopratutto quelli viola che ti mettevi per accontentarmi. Mi mancano le festicciole che facevamo nei finesettimana, dove tu cantavi. Ora che lo scrivo, sento la tua dolce voce che mi canta la canzone "Imagine" di John Lennon.

Vorrei sapere solamente: Come stai? Come va a scuola? Spero che hai dei bei voti! Insomma, come va la vita? Raccontami di te!

 

            Se vuoi saperlo io sto bene, a scuola ho bei voti e per tutto il resto sono sempre la stessa! Ah, già... dimenticavo, ho una nuova acconciatura, mi sono tagliata la frangetta! Mi sta bene e a scuola ho ricevuto un sacco di complimenti!

 

           Sai, qualche giorno fa passeggiavo per il boschetto vicino a casa mia e c'era una ragazza che aveva le tue stesse treccine bionde. Mi sono avvicinata a lei e l'ho chiamata: "Petra! Petra, sei proprio tu!". Ero emozionata! Ero felice di vederti e quindi ero sicura che fossi tu quella ragazza. Senza pensarci due volte corsi verso di lei e stavo per abbracciarla quando si è girata e mi ha guardato come fossi matta. Allora ho capito che non eri tu e ho dovuto fingere di vedere qualcuno in fondo alla via e sono crosa avanti con le braccia aperte come se stessi per abbracciare qualcuno da un momento all'altro. Ero molto dispiaciuta che non fossi tu, ma la vita va avanti e per questo motivo ora ti scrivo. Dopo, ripensandoci ho capito che non potevi essere tu perché mi avresti avertito che arrivavi e avresti pure alloggiato da me.

 

          Spero, anzi ne sono certa, che mi avresti mandato il tuo nuovo indirizzo se l'avessi cambiato!

Con tanto affetto, Alessia

 


 

motto Choko

Lorentz Žufić  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno 

Raccontaci una giornata col tuo animale preferito 

Io ho due gatti maschi e si chiamano Jhonny e Achille. Jhonny è il più vecchio, è con me già sei anni e invece Achille nemmeno un anno. Jhonny è molto tozzo ed è di colorito bianco-nero. Achille è piccolo, di colorito grigio-marrone chiaro ed ha orecchie grandi. Prima di Achille avevo una gatta, Jolly, che è morta d'asma.

Io non ho mai comprato un gatto perché non sarebbe giusto lasciare i gatti  randagi per strada. Ogni mattina quando mi sveglio, Jhonny viene a casa perché di notte sta fuori a fare la “vita notturna“ e a dormire. Poi vado a scuola e Achille va a mangiare. Quando ritorno da scuola e vado su per le scale incontro Jhonny che ritorna con me a casa.  Achille, invece, dorme beatamente sul divano. Di solito vado al computer e Jhonny si mette a sonnecchiare sulla sedia accanto a me, ma quando iniziamo a pranzare lui va a dormire giù da mia nonna. Dopo il pranzo i miei  genitori si sdraiono sul divano e allora Achille si deve spostare.

Prima di studiare lo coccolo un po'. Dopo i compiti vado a nuoto e quando ritorno, curiosamente, Achille si nasconde nell' armadio delle scarpe!!!  Alla sera, finalmente, mi metto a guardare la TV con i miei genitori e i gatti dormono pacifici sulle sedie. Come sempre, quando io vado a dormire, i gatti vanno fuori a fare la loro “vita notturna“ . Questa è una delle tante giornate vissute assieme ai miei gatti.


motto SPORT                                                        

Matija Opšivač  

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno      

Scrivi una lettera ad un amico immaginario e  raccontagli...(quello che ti pare)

Caro amico!

Ti scrivo dalla bella e calda Parigi , la città dei giovani innamorati. Qui è tutto assai meraviglioso! Ci sono dei monumenti fantastici,  in alto, sopra la Senna, le case di pietra antica, ma curate senza incavi né gobbe, appiccicate le une alle altre, coi loro muri ricchi di storia, s’illuminano al chiaror della luna e le loro finestre come occhi spalancati, non dormono in piedi, guardano,  sull’altra  riva, di fronte, il Louvre. Parigi di sera è come una stella che brilla per l ‘eternità, o un quadro scuro dimenticato,tra pareti damascate e i marmi screziati di musei immortali. Le discoteche sono una bomba, è un divertimento a non finire!

Non ti scrivo questa lettera solo per dirti queste belle cose , ma per raccontarti cosa mi è successo ieri, mi sveglio come al solito, mi lavo la faccia i denti e vado a lavorare quando ad un tratto mi sento male e svengo. Per fortuna delle persone mi hanno visto e mi hanno portato all’ ospedale che era subito accanto.

Svegliandomi vidi delle macchie verdi sul mio cuscino, dopo un po’ ripresi conoscenza e il dottor Carlo mi disse che avevo un tumore al fegato e che non si poteva guarire!!! Giusto in quel momento vidi alla TV l’estrazione della lotteria. Evviva!!! Ho indovinato tutti i numeri, peccato che morirò fra un po’ di tempo e così ho subito deciso che … tutti i cinquantaduemilioni di euro li darò a te, amico mio!!! Non svenire!!!

Non svenire per il dolore e l’emozione!!! No, no… no!!! Perché è tutto uno SCHERZO!!!  Ha, ha, ha, …  ci sei cascato? No,vero!!! Lo sai che sono un gran burlone! Dai su, come te la passi? Cosa fai? Scrivimi al più presto.

Ora tocca al vero motivo della mia lettera: il 12 aprile 2010 sei invitato al mio matrimonio che si terrà sotto la magica torre Eiffel. Non è uno scherzo!!! Non mancare!

Ti auguro una vita piena di emozioni, di fortuna e di tante belle cose. Mostra a tutti il tuo valore ed insegui avanti i tuoi sogni! Arrivederci caro amico!  


                            

motto FIORI                                                           

Debora Mofardin  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 Bonjour Jacqueline,

come va in Francia? Io sto alla grande!! Ieri ho mandato un’ e-mail al tuo amico indiano Ablah. Comunque, torniamo a noi ti devo raccontare una storia pazzesca!!!Un giorno ero da mia cugina Megi,una combinaguai. Ad un tratto  ho visto che Megi era tutta “tatuata”, con i tatuaggi per la carta , naturalmente. Tutti ci siamo messi a ridere a squarciagola. Mia zia era infuriata, ma mia cugina rideva sotto i baffi.

In questi giorni mi ha scritto Jason dall’America, mi pare che i suoi genitori, un po’ severi, non lo lasciavano andare in vacanza, né al mare perché ci saranno ragazze, né in montagna perché hanno detto che è pericoloso, così gli ho suggerito di andare in qualche villaggetto sulle colline.

Domani vado in vacanza a Los Angeles, la città delle star di Hollywood!!! Ci vado con i miei amici e quando ritorno vado a vedere “Il lago dei cigni”, il famoso balletto classico. Credo che sarà molto emozionante, anche perché di solito i balletti trasmettono varie emozioni e i vestiti sono grandiosi!!! Tu l’hai già visto? Bello? Visto che mi devo preparare, con molta tristezza, ti devo lasciare,ma non disperarti, ti manderò la cartolina più bella che trovo a Los Angeles. Sarà molto difficile perché Los Angeles non è piccola come Rovigno, ma ce la metterò tutta!!! Non ti ho ancora detto che visiterò la fantastica, anzi magnifica “fabbrica dei sogni”, HOLLYWOOD!!! Sarà entusiasmante!!! Da mozzare il fiato!!! Grandioso!!! AIUTO, non ho più parole per descrivere la mia impazienza per la partenza!!!

Ci vediamo, anzi ci scriviamo!!! Au revoir (arrivederci)!!!

 


motto VIOLETTA                                                   

Greta Đekić  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 RACCONTACI UNA GIORNATA CON  IL TUO ANIMALE PREFERITO

          Era estate e dopo tanti giorni di pioggia aspettavo con ansia una giornata bella e soleggiata; nel momento in cui ero al minimo degli sforzi di    tolleranza, quando stavo per abbandonare  “l’ impresa“ è comparso Lui, il Sole! Finalmente!!! Il mio cane di nome Ugo è scattato fuori come una  molla ed io dietro a lui. Ugo ha il pelo morbido e marrone, il musetto dolce e amichevole e la coda lunga e folta. Gli piace molto giocare, ma adora anche dormire tutto il giorno…

         All´inizio giocavamo con la corda per riscaldarci, poi siamo passati ai  giochi più “impegnativi“ con la pallina. Ugo però non è un cane molto  attivo e così appena gli buttai la pallina,scappò. Corremmo per almeno  mezz´ora! Quando ci stancammo entrammo in casa, mangiammo e  sfrecciammo di nuovo all´aperto. Per cambiare un po’ presi l´ aereo  telecomandato; quando lo accesi spiccò subito il volo e Ugo cominciò a  saltare e a rotolarsi per prenderlo. Giocammo per più di due ore, finché la  batteria non si esaurì.

Per prendere fiato andammo un po’ in  giro, senza una meta precisa,sinceramente; arrivammo alla spiaggia che era quasi il tramonto.

 Per immortalare quel momento e quel paesaggio magnifico feci moltissime  foto! Ci fu  allora una grande sorpresa per me … non mi aspettavo minimamente che Ugo entrasse in acqua e invece (con mia grande sorpresa) si tuffò! Io lo seguii per acchiapparlo e infine, a malapena, ci riuscii! Dopo un bel bagno  tornammo a casa, dove ci asciugammo e ci addormentammo subito!!!

         Fu una giornata un po’ faticosa, ma piena di emozioni e bei ricordi che spero di rivivere ancora molte volte!

 


motto OCCHI                                                         

Simone Gilli  

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno                                  

UNA LETTERA AD UN AMICO IMMAGINARIO

 

             Incredibile amico!

Ti scrivo questa lettera  solo per il semplice motivo che ho tante idee e desideri da conferirti di nascosto. Vorrei chiederti cosa fai, come stai e come va a scuola con quell' insegnante cattiva. Io lo so che non ti dà pace, ogni volta interroga sempre te per primo, però devi farti coraggio e vivere, perché hai un mondo davanti a te che ti farà sognare e vivere una vita favolosa. Io me la cavo bene, ho dei buoni voti a scuola anche se ieri… mi hanno interrogato due volte, prima di storia e poi di cultura tecnica. Ti dirò un segreto, non ho studiato NIENTE, però è andata bene ugualmente! A casa con i miei genitori e con mio fratello va tutto a meraviglia, ci divertiamo moltissimo. Peccato che non ci sia mio nonno qui con noi, io non l'ho nemmeno visto nella mia vita (faccia a faccia) però so molte cose di lui, credo in lui e ci crederò sempre, ma lasciamo perdere questipensieri tristi, sono tempi passati! Tu sei il migliore amico che io abbia mai avuto: sei serio, ti ci metti d'impegno quando serve e qualche volta fai delle battute così divertenti  che mi metto a ridere per ben dieci minuti. Vorrei ci incontrassimo più spesso per poi andare fuori in città o a giocare a calcio con altri amici. Tu vivi molto lontano, peccato, sei irraggiungibile come quando guardi l'arcobaleno che ti sfugge ogni volta che lo vuoi prendere. Ti mando tanti saluti ...

il tuo migliore amico



Temi provenienti da Pirano e Sicciole:

insegnanti

Arianna Carta, Marina Dessardo, Gloria Frlic, Dolores Bressan

 

motto JOŠ TRI DANA PA VONJIČKA HRANA    

Sabrina Curavic  

  Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontali quello che ti pare.

Cara Maria,
Oggi mi sono svegliata , mi sono vestita, poi ho preso la borsa e mi sono avviata verso la stazione del bus. Mentre camminavo ho visto un oggetto di metallo che volava in aria, ma non è che volava da solo, l’aria lo alzava, e in quell’ istante c’era proprio una signora che passava. Meno male che si e’ fermata, perchè sennò le finiva in testa.
Aspetto tanto che viene l’estate cosi io,mia sorella,la mamma e il papà verremo forse in Grecia .
Mi hanno raccontato che a scuola hai scelto di studiare l’italiano. Che bello, cosi potremo parlare la stessa lingua e a me non servirà parlare in inglese! Io comunque l’ho studiato, anche se non mi servirà parlarlo da te. Qui da noi fa freddo e soffia un vento molto forte, scommetto che là in Grecia già fate il bagno ogni giorno, qui invece è ancora tutto bianco, perché ha nevicato. Due minuti fa eravamo fuori io,la mia compagna di classe Renee,il mio compagno di classe Marco e Manuel. Volevamo fare un pupazzo di neve, ma non lo abbiamo fatto perché avevamo le mani congelate, perciò ci lanciavamo le palle di neve.
Ora ti descrivo la scuola in cui vado.
La scuola in cui vado si chiama Vincenzo e Diego De Castro Sicciole, è piccola ed è vecchia. Il suo colore è giallo marrone e le finestre sono marroni. In classe siamo in tre: io, una ragazza e un ragazzo. La ragazza si chiama Renee e il ragazzo si chiama Marco: siamo pochi ma buoni! Non siamo solo noi tre, ci sono ancora due ragazzi, però loro vanno in sesta invece noi siamo in settima, loro si chiamano Manuel e Matteo. Quasi ogni giorno siamo in classe con loro. Il luogo in cui si trova la scuola è triste e morto perché non c’è anima viva , ma va bene lo stesso perché c’è tanta natura, tanti alberi,prati, campi verdi ,gialli,rosso-marroncino…
Ora ti descriverò come sono fatti i miei compagni di classe. Renee è alta più di me, ha i capelli castani, il suo carattere è gentile ma a volte non si accorge che sta esagerando (quando si diverte), Marco invece è pigro non gli va di fare niente di niente, però lo fa solo se lo preghi tanto, ma tanto tempo.
Ora aspetto che finisca la scuola, perché non ce la faccio più di studiare, anche se sto cercando di premere il mio cervelletto.
Ecco, la mia lettera finisce qui, spero che quando la leggerai, ti divertirai.
Saluta tutti (Costantino, Gorge, Manolis, Irini, Mika ….)
Un grande salutone da Sabrina !!!!!!


motto ROSSO DI SERA BEL TEMPO SI SPERA   

Renee Skutelj  

  Classe VII  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

Scrivi una lettera ad uno amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare 

Ciao Matt!!!

Come stai? Io sto bene. Cosa fai? Io faccio giochi su miniclip e leggo libri di fantascienza tipo:”la bambina della sesta luna”. Lo conosci? Che tempo fa da voi? Da noi soffia un vento molto forte e qualche volta anche nevica. Tu ancora studi o già lavori? Io ancora studio alle elementari, e frequento la settima classe. Mi racconti della tua famiglia? I membri della mia famiglia sono:  papa Felix, mamma  Tatjana, sorella Karin ed io ma nella nostra famiglia c’è anche la nonna che è la mamma della mia mamma e si chiama Ana. Caro Matt, ma a te, ti e’ mai successo qualcosa di divertente o qualcosa di ridicolo? A me si! Stamattina presto a  scuola nevicava  io e i miei compagni di classe  ci divertivamo sulla neve: ci inseguivamo e giocavamo a palle di neve. E da voi? Cosa fate quando nevica o piove? Giochi anche tu con i tuoi compagni? E cosa fai quando fa bel tempo?

Ciao Matt!!!


motto MEGLIO UN UOVO OGGI CHE  UNA GALLINA DOMANI                  

Matteo Grego  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

 Scrivi una lettera ad un amico immaginario e raccontagli quello che ti pare.

Caro Jim come stai? Io sto bene, io ti voglio raccontare quello che mi è successo questo mese.                      

C'era la neve e io e i miei amici abbiamo giocato a palle di neve e ci siamo divertiti da matti.  La mia famiglia sta molto bene e non vede l'ora quando torni a trovarci.Forse un giorno verrò a Hollywood a trovarti. Tu stai facendo qualche film?Fammelo sapere al piu presto possibile.Io  

Ho guardato tutti i tuoi film e mi facevano ridere. Io non vedo l'ora che tu torni cosi potremo fare tanti scherzi. Nella mia scuola parliamo spesso dei tuoi film che fanno molto ridere                                                

Ciao ci vediamo,


motto I PERDENTI SONO PERDENTI                     

Marko Ziber  

    Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

Scrivi una lettera un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare.

Ciao Carlo, come va? E come stanno i tuoi parenti?
Come va con la squadra di calcio? Avete distrutto i vostri rivali?
Sai oggi è una strana giornata, da una parte c’ è sole e dall’altra il cielo è scuro e ancora nevica. Sai, oggi sono salito di molte posizioni su “ogame”, qui in Slovenia soffia un vento molto forte,, peccato che non ho qui il mio aquilone. Sai, fra non molto avrò 13 anni. Come va in Spagna , come sono i tacos? L’ altro giorno stavo per fare una fionda però come sempre mio zio non mi ha portato il filo. Quanto ti manca per finire la scuola? A me mancano 3 mesi. Come sta tuo fratello Mauro? Si ancora comporta come un bambino di 6 anni? Leo vi saluta, è ancora perfido: figurati che mi ha rubato un gioco e ancora non me lo ha restituito. Mi aiuterai a distruggere qualche pianeta su “ogame”? Ti prometto, quando avrò le vacanze e non ci sarà lavoro, che verrò da te. Sai, oggi incontro la morte se mi interroga in scienze.
BEH, IO VADO CIAOOOO!


motto TRE TOZZI DI PAN SECCO IN TRE  STRETTE TASCHE STANNO          

   Manuel Lombardi  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole 

Raccontaci una giornata con il mio animale preferito

Il mio animale preferito è il mio cane Taz. Mio papà me lo ha regalato Quando avevo 4 anni. Una sera arrivo da Trieste con un cucciolo e io l'ho CHIAMATO Taz. Quella Sera sono rimasto sveglio fino a tardi a giocare con lui.
Il giorno dopo mi sono svegliato presto per giocare con lui, il giorno dopo non volevo andare all'asilo per rimanere con lui, cosi mia mamma mi ha LASCIATO a casa con lui. Per tutto il giorno
ho Giocato con il mio cane e lo trascinavo dappertutto. Gli davo da mangiare, lo accarezzavo e non lo lasciavo neanche dormire. Ho passato una bellissima giornata con lui.


motto SE NON E’ BIANCO E’ NERO                     

Naska Kvarantan  

   Classe VIII a Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare
 
Ciao Alice,
io sto bene ,tu? Dall' ultima volta che ci siamo scritte e' passato un secolo e quindi ti devo raccontare un mucchio di cose a scuola me la cavo tranne per il fatto che ci mettono così tanta pressione con questi test e interrogazioni che mi scoppierà la testa. In poche parole non ne posso più!! Nella mia classe sono venute due gemelle dall' Inghilterra molto simpatiche e gentili, di nome Kathy e Elizabeth o semplicemente Beth, con le quali o fatto subito amicizia. Abbiamo molte cose in comune, ad esempio:ascoltiamo la stessa musica, abbiamo uno stile simile...ecc. Credo che piacerebbero anche  a te.
Spero che ti sia divertita al concerto lo scorso sabato e sai anche io sono andata a un concerto la scorsa settimana con Kathy, Beth non e' potuta venire, però ci siamo divertite lo stesso.
Ah quasi dimenticavo, ti ricordi quando nella scorsa lettera che mi hai scritto mi hai chiesto come faccio a sopportare quella snob arrogante e antipatica di Arianna che pensa di essere la più bella e la più importante?? Beh sai devi sapere che non la sopporto, anzi la odio e quindi la ignoro faccio come se non esiste. E tu sai bene perché io la odio così tanto e se non ti ricordi ti rinfresco un po' la memoria. La scorsa estate camminavamo per la spiaggia e a me e a Arianna piaceva lo stesso ragazzo quindi per tenerselo per se mi ha messo la sua schifosa e appiccicosa gomma da masticare nei capelli. Mi sono dovuta tagliare i capelli e gironzolare intorno con una parrucca in testa e la cosa peggiore era che tutti della  "banda" del ragazzo che mi piaceva mi deridevano per tutta l'estate compreso lui.!! Però c'era una buona notizia anche per me di questa brutta avventura il ragazzo aveva già una ragazza così che neanche Arianna  poteva stare con lui.
Ci sono molti ricordi della scorsa estate che abbiamo trascorso assieme però quello che mi turba e che non ce ne saranno di ricordi di questa estate. Pero sei sicura che non puoi venire a trovarmi neanche per un weekend??
Adesso mi fa male la mano e devo finire di scrivere. Ora è il tuo turno di raccontarmi qualcosa di interessante.
Scrivimi presto, ti voglio bene.
 Mi manchi, baci e abbracci,
 
PS: Sto pensando che per il tuo 14° compleanno ti farò un regalo-sorpresa. E non azzardarti a chiedere cos' è perché è solo spreco di parole e di foglio bianco.


motto LA VITA E’ UN DONO,  ABBINE CURA                                

Evelin Panger Mejak  

  Classe IX a  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Tante persone pensano, che quello vedono gli occhi sia più importante di quello che gli occhi non vedono. Io penso che si sbaglino.

Secondo me la bellezza è solo un’opinione, ed è molto più importante quello che gli occhi non vedono, perché nella vita, a nessuno  importerà se tu sei bello o brutto, magro o grasso, ricco o povero,(almeno così dovrebbe essere), ma giudicheranno come sei, come ti comporti, quanto sai. Nella vita ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che sei brutto, proprio perché la bellezza è un’opinione, e se per qualcuno sei brutto per qualcun altro sarai bello.

Certe persone giudicano una persona solo esteriormente, e non cercano di vederla anche interiormente. Penso che queste persone abbiano molti problemi anche con se stessi, perché non pensano a come sono dentro, a come si sentono, ma si preoccupano solo di come la gente li vede, e di quello che la gente pensa di loro. Io ho la fortuna di piacermi e sono felice di quello che sono e di come sono, e non cambierei nulla di me. Nella vita cercherò sempre di non giudicare mai le persone per quello che sembrano, ma per quello che sono veramente, anche se questo sarà molto difficile.


motto PIOGGIA DI MATTINA,   IL BEL TEMPO SI AVVICINA                            

Annamaria Grego  

   Classe IX  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

SCRIVI UNA LETTERA…..

Caro Percy Jackson,
poco tempo fa ho visto il tuo film. Ė davvero fantastico, mi è piaciuto molto. Mi piace molto la mitologia greca, ed è bello che tu sia il figlio di Perseo, è una gran bella cosa.
Questa settimana mi sento molto, ma molto stanca. Non so il perché . Sarà la primavera? Domenica alcuni alunni della nostra scuola, me compresa, hanno partecipato al Mercatino della Bontà, che si era svolto in un famoso centro commerciale di Udine. Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo guadagnato molto di più rispetto l’anno scorso.

Sai che all’inizio del mese, a Bologna c’erano gli Eluveitie? Be sono sicura che non sai chi siano, quindi te lo dico. Gli Eluveitie sono un gruppo folk metal svizzero, te li consiglio, forse ti piaceranno. Io mi sono persa il loro concerto. Alcuni dicono che è stato fantastico e io ci credo, perché  loro sono i migliori. Oggi la mia migliore amica è partita per Bratislava. Partecipa ad un progetto con la nostra insegnate di inglese. Spero che si stia divertendo e sono molto felice per lei. Ė la migliore nella lingua inglese di tutta la scuola, sia di Pirano che di Sicciole. Tornerà appena venerdì.

Tra un’ po’ più di un mese avremo le verifiche nazionali. Non mi preoccupo poi tanto, perché sono sicura che andranno bene. La famosa terza materia è educazione figurativa. Chi se l’aspettava! Tutti noi eravamo sicuri al 99.9% che sarebbe stata chimica, invece… Be, noi alunni della 9 classe siamo più che felici che non sia saltata fuori chimica.


In questo periodo sto leggendo un manga, Death Note. Parla di un ragazzo, Light Yagami che, un giorno dopo scuola trovò, un quaderno per strada. Questo quaderno era speciale, era un quaderno della morte. Quando ci si scriveva dentro un nome di una persona, della quale bisognava conoscere il volto, questa moriva di arresto cardiaco dopo quaranta secondi. Se invece entro sei minuti e quaranta si scrivevano le cause della morte, la persona sarebbe morta come è stato scritto. C’è un intero intreccio, una storia poi. Questo manga è veramente sorprendente. Ce ne sono tredici di volumi, su questa storia, io sono appena al quinto. Prova a leggerli anche tu, te li consiglio.

Come hai sicuramente capito, non ci sono moltissime novità, perlomeno non sono interessanti.  Ma io non so cosa scriverti! Tra un’po' la scuola finirà. Non vedo l’ora. Diciamo ch mancano ancora due mesi. Non so cosa farò quest’estate. Probabilmente starò sempre fuori, come ogni estate. Al mare ci andrò si, anche se non è che l’idea mi entusiasmi molto. Preferisco la montagna, perlomeno i posti più freddi. Qui da me però in estate fa molto caldo, per non dire che si muore dal caldo. Ho-ho, sto dicendo al figlio di Perseo che non adoro il mare. Spero che tu non mi odierai per questo. Alcuni miei amici ed io, ti abbiamo sopranominato “Pirsi”. Carino il nome vero? Amico, non ti arrabbiare. Be’ ti saluto, rispondimi presto mi raccomando. Spero anche che tu abbia qualcosa di più interessante da raccontarmi. Le mie sono solo ciance, lo so. Salutami il tuo custode.


motto VIVI E LASCIA VIVERE                        

 Cindy Smajdek Bennetsen  

   Classe IX  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

Caro Freddy, 

grazie per la tua lettera. Buon compleanno anche se è un po' in ritardo.

Come stai? Io sto benissimo, ci siamo appena trasferiti in città. È stato molto difficile abituarsi a vivere in città poiché già da piccola vivevo in campagna. Ti sei di nuovo trasferito, ma sta volta, spero che sarai contento più a lungo. Hai finito la facoltà? Io ho appena finito il ginnasio e tra pochi giorni inizio con la facoltà. Mi sono decisa a studiare architettura. Non vedo l’ora di iniziare. Sei stato a New York quest’anno? Io si. Sono riuscita ad arrivare al punto dove ci siamo incontrati per la prima volta. È molto cambiato. È diventato un posto triste, senza vita non pensavo che in due anni sarebbe diventato così.

Che mi racconti di bello? Qualcosa di nuovo? Io ho molte cosa da raccontarti. Sono anche stata per la prima volta a Londra. Era molto bello. Abitavamo in un appartamento in centro città e avevamo tutto vicino. Un giorno abbiamo visitato il museo di storia, era bellissimo. Ho scoperto nuove cose, ma tante cose le conoscevo già dalle elementari e ginnasio, solo che mi ero scordata. Ti devo lasciare perché devo andare a lavorare.Se vieni a Sydney chiamami, o se ti serve un letto per dormire, informami e potrai venire. Vivo in via Venezia 53. É quasi in centro, ti servono pochi minuti per raggiungerlo. Tanti saluti e abbracci dalla tua amica. Eccoti ancora una foto, così se mi vedi mi riconosci. 

P.S. il regalo di compleanno lo riceverai quando ci rivedremo.


motto LO SPORT E’ BELLO                             

David Brec  

   Classe IX Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Scrivi una lettera....

Caro Samir,
Io gioco a calcio già da  tre  anni. Adesso faccio parte della squadra Pirano under 14. Ho fatto già cinque gol e sono diventato capitano della squadra. Con la mia squadra siamo al secondo posto nella classifica nella seconda lega slovena e se rimarremo fino alla fine della stagione  al secondo posto andremo alle qualificazioni per la prima lega slovena under 14. Tra una settimana vengono a Pirano dei manager da Milano per vedere come giochiamo e se qualcuno di noi ha talento per il calcio. Spero che mi scelgano e mi portino con loro per giocare  a Milano. Ogni giorno faccio degli esercizi con la palla, corro di sera per avere più  velocità e molta resistenza in campo durante le partite. L' allenatore dice se mi impegnerò molto e mi dimostrerò in ottima forma ho possibilità di essere scelto. Ogni  notte ci penso, sogno di andare in un' altra  città, conoscere  nuovi  compagni e  nuove  squadre  da calcio.  Vorrei diventare  un  ottimo  giocatore con  ottimi risultati  e della  mia  squadra . Tutti i miei amici e  parenti me lo augurano con il cuore e dicono che potrei riuscire ad essere scelto perche ho grandi potenzialità calcistiche , ottimo controllo di palla e molta resistenza in campo. Nell' eventualità di essere scelto  vorrei restare  fino  alla   fine  di  questa  stagione per  la qualificazione  nella  prima  lega.  Oltre al calcio  sono bravo anche  a  scuola. Ho  ottimi voti e  mi  trovo  bene . Il prossimo anno andrò già nel primo anno del ginnasio. Dopo aver finito il ginnasio vorrei diventare un allenatore  di  calcio o un  regista  sportivo. Vorrei scegliere  questi  due  mestieri   perche  mi  piace  e  mi  affascina lo  sport, soprattutto il calcio. Oltre al calcio vorrei provare un altro sport che mi piace moltissimo che sarebbe il salto dal trampolino. Questo sport mi affascinava sin da piccolo. Seguo molto  la coppa mondiale del salto dal trampolino. Ti auguro buoni risultati a scuola e nella tua vita quotidiana. Spero che pratichi  qualche  sport.  Vorrei molto che ci  incontrassimo qualche volta . Saluta tutti i tuoi   parenti  e  genitori   e  auguragli tanta salute  e  felicità .


motto PASQUALINA                           

Serena Vegliach  

   Classe VII  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO
 
Il mio animale preferito è il mio cane Taja. È tutta nera ma con il petto e una zampa bianchi. Ogni mattina mi alzo presto per portarla 
a fare un giretto in campagna fra gli ulivi. Là giochiamo con la palla. Quando torniamo, le do da mangiare e io faccio colazione. 
Dopo devo studiare e lei va dalla nonna. Alle undici la vado a riprendere e la porto dalla vicina dove gioca con il suo cane. Dopo 
due orette, torniamo a casa per pranzare. Al pomeriggio andiamo di solito a Fiesso, sulla  spiaggia. A volte Taja fa anche il bagno in 
mare e devo dire che è proprio una brava nuotatrice. Poi andiamo vicino al laghetto, dove ci sono i cigni, le anatre, le tartarughe 
ed altri animali. Il ritorno a casa è sempre faticoso perché c’è molta salita. Quando arriviamo ci riposiamo. La sera andiamo a 
dormire: io nel mio,letto e lei nella sua cuccia.
Sono molto felice di avere un cane e mi piace trascorrere le giornate con lui.
 

 
 

motto BYBI                                           

Barbara Zlatič     

 Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO
 
Possiedo un cane di nome Atos. È un cane bellissimo, affettuoso ed è di razza bernese. Ha un bellissimo pelo lungo di colore nero, gli 
occhi dei color marrone con il muso bianco e marrone. Sul petto ha una bella macchia bianca.
Sin da piccola desideravo avere un cane tutto per me. Finalmente il mio desiderio si è avverato: alla fine dell’anno scolastico i miei 
genitori me l’hanno regalato. La mia gioia era immensa. Quando l’ho visto mi sono messa a piangere per come era bello. Sembrava un 
piccolo peluche. Ora ha dieci mesi ed è grande e forte. Quando sono a casa mi sta sempre vicino. Quando, da lontano, sente il motore 
della macchina di mia madre, incomincia ad abbaiare dalla felicità perché sa che ci sono anch’io che torno da scuola.
L’altro sabato sono andata con il papà e Atos nel bosco a vedere se c’erano già gli asparagi. Tutto ad un tratto Atos ha fiutato un 
fagiano dalle piume colorate e con una bellissima coda. Appena l’ha visto, ha cominciato ad abbaiare e a corrergli dietro. Ma il fagiano 
è stato più furbo di lui e ha spiccato il volo. Il mio povero cane è rimasto con il muso all’insù a guardarlo deluso. Abbiamo continuato 
a camminare nel bosco ed io sono caduta. Atos pensava che mi fossi seduta ed è venuto a distendersi sopra le mie gambe. Il mio papà si 
è messo a ridere perché eravamo proprio comici. Non abbiamo trovato molti asparagi ma con Atos ci siamo divertiti tanto e ci siamo anche 
stancati. Quando siamo tornati a casa, è corso subito nella sua cuccia e non si è fatto vedere per un bel po'.
Io voglio molto bene al mio cane e mi sembra che anche lui sia molto affezionato a me.
 

motto ORSO NERO                             

 Paola Horbunova  

  Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE
 
Ciao amico ,
io mi chiamo Paola e vivo in Slovenia. Immagino che tu non la conosca, però la Slovenia è un piccolo paese che si affaccia sul 
mare Adriatico , nel Mediterraneo europeo. Il clima del nostro paese è temperato. D’estate possiamo fare il bagno in mare e d’inverno 
possiamo sciare sulle Alpi. Abbiamo anche tanti boschi e alcuni laghi. I miei paesi preferiti sono l’Alaska e il Canada. Mi piacciono 
perché vi abitano tanti lupi, orsi neri e grizzly e perché a me piace il freddo. Invece di abitare in Slovenia preferirei vivere proprio lì. 
Il mio animale preferito è il cane husky. Il mio colore preferito è l’azzurro. Tu dove abiti? Come ti chiami? Come sei fisicamente? Io 
sono abbastanza bassa di statura, ho i capelli castani e lunghi, i miei occhi sono azzurri e ho la carnagione chiara. Non ho nessun 
animale domestico a casa, però desidererei tanto avere un cane. 
Nel tuo paese fa freddo? Potrei un giorno venire a trovarti? Se non posso farlo, mi farebbe piacere che venissi tu da me. Da voi esiste 
internet? Ti sarò  molto grata se mi racconterai un po' di te e del paese in cui vivi. Grazie.
 
P.S.: Ti prego, rispondi prima che puoi alla mia lettera! 
 
 Ti saluto cordialmente 
                                            Paola

motto RAGAZZA NORMALE               

Serena Protić      

Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

IO ALLO SPECCHIO, COME SONO E COME VORREI ESSERE
 
Per me, io non sono bella ma neanche brutta. Sono abbastanza presentabile. Siccome per me l’aspetto è molto importante, cerco di 
sembrare curata e a posto. Quando mi guardo allo specchio io vedo una ragazza normale. Potrei elencare molte cose che odio di me ma la 
cosa che odio di più sono le mie gambe. Se potessi cambiare qualcosa, le cambierei senza neanche pensarci. Sono troppo corte e 
grosse. Vorrei essere anche più alta. Meglio di tutto sarebbe assomigliare ad un star della TV, così sarei perfetta o almeno lo sembrerei.
 Ma io quando mi guardo allo specchio mi vedo diversa da quello che penso di essere e questo in senso positivo. Lo specchio è un amico
 che non ti tradisce mai perché ti mostra come sei veramente e non come ti immagini. A me piace molto specchiarmi perché posso 
fare finta di essere una persona diversa e travestirmi. Non riesco ad immaginare una vita senza specchio. Qualche volta, quando sono 
felice, mi vedo esattamente come vorrei essere, altre volte mi vedo come una strega. 
 

motto PEJA                                            

Vita Dobroshi  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

IO ALLO SPECCHIO, COME SONO E COME VORREI ESSERE
 
Ogni mattina mi sveglio per andare a scuola. Mi vesto, mi lavo i denti e poi viene la parte per cui ci metto più tempo e cioè guardarmi allo 
specchio e mettermi tutte le cose che addolciscono il mio viso. Mi guardo e qualche volta il mio viso è pulito e rappresenta anche il mio 
carattere ma qualche volta sono piena di brufoli. Mi dico: “ Come vorrei che la mia pelle fosse come quella della mia cantante preferita” 
e subito dopo le lezioni vado su internet a vedere le sue foto. Dopo averle ammirate per l’ennesima volta cerco di usare la maggior parte 
dei materiali naturali che ho a mia disposizione per “addolcire” la mia pelle. Però non posso fare niente per eliminare le occhiaie, che sono 
il mio incubo. Quando mi guardo allo specchio sono la prima cosa che noto del mio viso. Per non vederle mi metto a fare qualche cosa d’altro.
Io mi reputo una ragazza normale però una cosa la vorrei cambiare: vorrei che le occhiaie si vedessero meno spesso.
 

 

motto ALISCH                                         

Alissa Markežič  

   Classe VII  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

IO ALLO SPECCHIO, COME SONO E COME VORREI ESSERE
 
Era una bella giornata di sole ed io ero da sola a casa senza far nulla. Allora mi sono messa davanti allo specchio e ho provato ad 
immaginarmi da grande. Mi vedevo molto bella: alta, magra, bionda, con gli occhi verdi chiaro; insomma perfetta. Ma per sfortuna era 
solo un sogno. Io sono bassa, non magra, i capelli di colore marrone chiaro e gli occhi di colore verde scuro.
Quando è arrivata a casa la mamma, le ho raccontato di come mi ero immaginata da grande e che ero triste perché sapevo di non poter 
essere così. La mamma mi ha consolata dicendomi che io per lei ero e sarò per sempre la più bella. Per me non è stata una consolazione 
perché so che tutte le mamme dicono ciò in quanto i figli per loro sono molto importanti. Le ho detto che questo lo pensava lei ma che 
gli altri mi vedevano brutta. Anch’io la pensavo così ogni volta che mi mettevo davanti allo specchio. Allora la mamma mi ha detto che la 
prima regola per piacere è piacersi. Io ho iniziato a fare di tutto per piacermi: mi sono colorata i capelli, sono dimagrita e ho cambiato stile.
 Devo ammetterlo : la mamma aveva ragione e io sono diventata proprio una bella ragazza..
Dopo tre mesi mi sono rimessa davanti allo specchio e ho visto un’altra ragazza. Mi sono detta : “ Sono finalmente la ragazza che 
volevo essere da sempre!” Quasi nessuno mi ha riconosciuto e tutti si sono meravigliati del mio cambiamento.
 

motto MARIO BROSS                         

 Erik Putar  

  Classe IV Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano, sez. Sicciole

RACCONTACI UNA GIORNATA COL TUO ANIMALE PREFERITO 

Quando finisce la scuola vado quasi sempre dalla nonna. La nonna ha un cane di nome Mali. Quando entro in casa lui corre giù per le scale e mi salta addosso. Io cado per Terra e Mali mi lecca per tutta la faccia. La nonna si arrabbia, ma non molto, Mali poi mi dà un colpetto con la sua zampa. Mali ha il muso piccolo. Ha gli occhi tristi ma non è triste perché io so che è felice. Quando dorme ha un occhio chiuso e un occhio aperto, un orecchio su ed un orecchio giù. È di colore bianco, con delle macchie color marrone – ocra. Ha le zampe sottili. Quando mangio qualcosa, Mali mette una zampa sulla mia gamba perché anche lui vuole mangiare. Se io gli dò il cibo per i cani a lui non piace. Quando corro per la casa Mali mi rincorre e mia nonna si dispera. Quando mi siedo sul divano Mali non vuole sedersi con me perché il divano  è di pelle e gli dà fastidio, se invece gli metto qualcosa di soffice, come ad esempio una coperta, si sdraia subito vicino a me.

Mali non gioca con la pallina come tutti i cani perché è abbastanza pigro, gioca solo quando è è di buon umore. Gli piace tanto il prosciutto perché ha tanto grasso. A Mali piace molto andare all’aria aperta così può rotolarsi nell’erba fresca e sporcarsi. Quando incontra un cane gli piace annusarlo e poi giocare. Mali non farebbe male ad una mosca ed è per questo che è  un bravo cane. Quando sgranocchia un osso vedi i suoi denti bianchi e splendenti. La nonna una volta alla settimana lo mette sotto la doccia e gli fa lo shampoo. Questo sicuramente a Mali non piace. Quando andiamo a passeggio io non tengo Mali per il guinzaglio perché lui mi ascolta e quando non lo vedo più grido: - “Maliiiiiiiii, dove sei?”- E lui corre come un jet verso di me. Quando si fa buio la mamma mi viene a prendere dalla nonna perché devo tonare a casa a dormire perché il giorno dopo c’è scuola. Quando vado via Mali è un po’ triste e gli faccio le coccole. Per me le giornate passate con Mali sono sempre bellissime, sia con la pioggia che con il sole.


motto GEORGIE                                  

Anna Frlič  

 Classe VI Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano  

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 Io amo portare al pascolo le mie caprette perche' mi piacciono gli animali.

Stamattina, quando sono andata, ho trovato un piccolo uccello ferito. Gli si era ferita un' ala , e lui doveva migrare tra quel vento abbastanza forte. Stava per arrivare l' inverno e lui doveva affrettarsi a migrare in un paese caldo. L' uccellino piangeva e mi sembrava che mi chiedesse aiuto. Avevo lasciato un' attimo le mie caprette da sole per andare a cercare nel bosco delle erbe medicinali per curare l' ala dell' uccellino. Le capre non rischiavano alcun pericolo. Non c'erano lupi in giro. Io e l' uccello cercavamo delle erbe medicinali nel bosco  vicino e le avevamo trovate, per fortuna. Quando siamo tornati dalle capre, gli avevo preparato un piccolo »nido« con fili di erba morbida, per farlo star comodo mentre gli mettevo la »medicina«, ovvero le erbe medicinali. Gli bruciava un po' ma era contentissimo che gli stavo salvando la vita e avevamo fatto subito amicizia. Io gli avevo dato il nome »Andiano«. Era cosí tenero e mi sembrava come se parlasse veramente con me. Dopo un po', si era messo a cinguettare: aveva fame. Io mi ero messa a scavare sotto terra in modo da trovare qualche vermetto o qualche insetto. Avevo trovato un paio di lombrichi e delle uova di formica. Andiano li aveva mangiati tutti velocemente e dopo si era addormentato, era un bun segno. Quando si era svegliato si era trovato tra le mie braccia, cercava di volare ma non ci riusciva. E allora gli avevo messo ancora un po' di erbe medicinali sull' ala ferita. Non sapeva come ringraziarmi perche' gli stavo salvando la vita. Gli avevo messo le erbe medicinali sull' ala ferita quasi tutto il giorno e facevamo intanto esercizi di volo. Faceva dei grandi progressi, ogni volta che provava volare gli riusciva sempre meglio. Dopo qualche oretta di esercizi avevamo visto tanti stormi di uccelli della sua razza, si era rattristato perche' pensava che non sarebbe riuscito a migrare con quell' ala spezzata, ma io lo avevo consolato dicendogli che bastava credere di poter riuscire a volare e poter migrare fino alle parti più' calde del mondo. Stava arrivando la sera. Andiano sapeva volare benissimo, aveva seguito il mio consiglio. Io conducevo le caprette a piedi, e lui volava sopra la mia testa. Quando avevo portato e contato le caprette nella stalla, il cielo si stava oscurando.

Nel cielo, avevamo visto volare un grandissimo stormo di uccelli della sua razza. Gli leggevo negli occhi che cosa mi stava dicendo. Mi stava avvisando che quello era l' ultimo stormo di tutti gli uccelli che dovevano migrare nei paesi caldi. Mi ringraziava con tutto il cuore di avergli salvato l' ala e che senza di me non ci sarebbe mai riuscito. A tuttti e due ci era scesa una lacrima dagli occhi perché eravamo tristi di doverci separare, ma lui mi aveva promesso con gli occhi che sarebbe ritornato a trovarmi in primavera e che mi avrebbe portato un regalo e pian pianino si allontanò verso lo stormo.

Ora osservo in pace dalla finestra della mia camera lo stormo che se ne va lontano sperando che quando ritornerà di nuovo qua in primavera, tutti gli uccelli saranno presenti, ma soprattutto il mio piccolo uccellino Andiano. Il mio cuore è pieno di speranza.


motto MARE E MONTI                     

Alex Zigante  

  Classe IX Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Caro Samir 

Come stai?

Come sta tua madre e il tuo piccolo fratellino? Mi dispiace ancora per tuo padre.

Qui da me va tutto bene e come sempre, io mi annoio. Una settimana fa io e alcuni miei amici abbiamo fatto un grande falo' e abbiamo festeggiato per tutta la notte.

Di nascosto abbiamo portato un po' di birra e la bevevamo, uno dei miei amici non reggeva l' alcol e' si e addormentato.

Di nascosto gli abbiamo messo un serpente nei pantaloni, si e svegliato subito, e ha comminciato a saltare e a gridare per tutto il bosco.

Io e il mio amico ci siamo messi a ridere.

Questa settimana sono andato a giocare in un torneo di tennis. Ho battuto quasi tutti ma alla fine ero terzo. Niente male no?

Il mio insegnante di tennis ha detto che vado alla grande.

Stamattina mi sono svegliato alle cinque, il mio gatto mi ha svegliato perche' voleva uscire e percio' grattava sulla porta. Poi non riuscivo ad addormentarmi e guardavo la televisione. C'era un bellissimo film dell' orrore. Si chiamava Fredy vs Jason. Parlava di due esseri che uccidevano persone e alla fine combattevano l'uno contro l'altro. Era abbastanza interessante, ti conviene prenderlo da internet.

Beh, io devo andare, devo prepararmi per scuola. Spero che la guerra finisca da te cosi io poosso venire a visitarti.

Scrivimi al piu' presto caw.

 


motto MAŠA                                         

Maša Voler  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Scrivi una lettera ... 

Cara Sara,  come stai? spero che fra poco potrai camminare senza  l'aiuto delle stampelle. Ti scrivo per farti passare il tempo  più in fretta. 
Ho due cose da dirti.
 
 Inizierò dall'avventura della mia gattina Kitty. Sono  abituata  che, ogni giorno quando, alle tre, ritorno a  casa da scuola, Kitty mi viene incontro
 poi assieme entriamo  in casa. L'altro giorno lei non c'era... ho aspettato per  più di quattro ore. Ero in pensiero. Dov'era finita la mia
 gattina? Poi per caso sono uscita e ho sentito un miagolio.  Ho pensato che era senz'altro un altro gatto, Kitty non  miagola a quel modo. 
Invece era proprio lei. Era salita su  un alto ramo dell'albero e non sapeva scendere perciò ci  stava chiamando a modo suo.
 Sono rientrata in casa e ho chiamato papà in  soccorso. Abbiamo provato in vari modi a farla scendere. Lei  però non capiva che volevamo
 aiutarla e non collaborava.
 Alla fine, dopo tanti tentativi, ci siamo riusciti e lei per  ringraziarci ci ha graffiati. Era molto spaventata, affamata  e assetata.
 Io l'ho rimessa a posto.
 
 L'altro giorno sono andata a pattinare con la mia  compagna di classe. Io non sono molto esperta nel pattinaggio  ma volevo provarmi 
sulla discesa vicino a scuola. Aiuto! Non  so frenare e in fondo alla discesa c'è una porta  vetrata...non posso voltarmi e andarmene,
 con i pattini non  funziona. Sono caduta e ho risolto il problema. Per fortuna  non mi sono fatta male. Un'altra volta pattinerò sul  dritto.
 
 Ora devo proprio finire perché ho parecchio da fare  per la scuola.
 
 Ti voglio tanto bene.

motto SANDRO                                    

Sandro Romanello     

Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

  UNA GIORNATA CON AS

 Una mattina d'estate, mentre stavo ancora dormendo, sentii l'abbaiare del mio cane. Il mio cane si chiama As. e' un setter inglese
 tutto bianco con macchie marrone sul muso e sulla pancia.
continuava ad abbaiare perché voleva che mi svegliassi e giocassi con lui. 
Mi preparai in un batter d'occhi e uscii. Appena mi vide, As mi saltò addosso.
 Quando si calmò, gli misi il collare e andammo a fare una passeggiata. Annusava continuamente tutto quello che gli capitava a naso.
 Alle tredici tornammo a casa a pranzo. Per pranzo c'erano le patatine fritte e la bistecca. 
As era sotto il tavolo e a me la carne non piace...gliela passai senza farmi vedere. 
Dopo aver pranzato con As inventai il gioco: "Indovina in quale mano sta? "Indovinava sempre. più tardi gli insegnai dei nuovi ordini.
 Prima di riportarlo a cuccia venne a fargli visita la sua fidanzata Dana, una bella meticcia. 
Corsero assieme per un bel po'. Infine Dana tornò a casa sua e io riportai As nella cuccia. 
Lui si addormentò immediatamente e io rientrai a casa. Ero stanco ma molto contento della giornata trascorsa con il mio amico As.
 

 
 motto MELANY                                     

Melany Markežič  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

Oggi ho trascorso una giornata particolare. Ho nuotato con un delfino! 
La mamma mi ha accompagnato nell'acquario dove avevo un appuntamento speciale.
 Mi ha condotto nello spogliatoio. Ho indossato il mio costume nuovo e l'accappatoio. 
Poi sono venuti a prendermi gli istruttori e mi hanno accompagnata alla piscina grande.
 Lì ho visto il delfino Flick. Flick mi stava aspettando. Assieme all'istruttrice gli abbiamo dato da mangiare per fare amicizia.
 Poi siamo entrate in piscina e Flick è venuto subito da me. L'ho abbracciato e lui mi ha trasportato nell'acqua. Abbiamo fatto le capriole, 
giocato con la palla e schizzati. Le due ore sono volate velocissime e dovevo tornare a casa.
Mi sono divertita tantissimo.
 


 
 
Temi provenienti da Umago
 
Insegnanti 
Cristina Sodomaco , Ilenia Anic'
 

motto MICHE                                     

  Michele Ossich  

   Classe V b Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO  

Il mio animale domestico e' un cane di piccola taglia che si chiama Toby. E' un cagnolino di un anno e mezzo , ha le orecchie di più modi: quando si sveglia ha le orecchie abbassate e quando e' molto felice le ha diritte. Ha le zampe piccole e strette, pesa circa tre kg, ha il pelo di un colore marrone nocciola e la maggior parte delle volte e' allegro e vivace. Adora il salame ungherese, le sottilette e la cioccolata per cani, invece i croccantini li odia, ma noi lo sforziamo a mangiarli. Una bella giornata decidemmo di andare a fare una passeggiata ma ad un tratto cominciò a soffiare e dopo sempre più' forte e dopo cominciò a nevicare. Noi eravamo felici e siamo corsi subito in giardino. Giocavamo a nascondino, ci buttavamo sulla neve, correvamo come pazzi insomma ci divertimmo un sacco. Eravamo fuori circa un' ora e mezzo. Quando siamo tornati in casa eravamo tutti bagnati e con un leggero raffreddore. Verso le nove e un quarto di sera e' andata via la luce e siamo andati tutti a dormire. Ero contentissimo di quella giornata perché di solito gioco sempre al computer e guardo la televisione e quasi mai non porto a passeggio Toby, invece ieri ho capito che stare sempre in casa non fa bene per la salute invece con il proprio animale domestico no!!!


motto VERDE                                      

 Toni Preden Bertoša  

   Classe IV Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Una giornata con il mio animale preferito

Era un giorno d' estate. Era una giornata bellissima, io mia mamma e il mio cane siamo andati a camminare. Il mio cane non ce la faceva più perché era molto vecchia, di colore marrone e si chiamava Leica era carina e simpatica. Siamo ritornati a casa abbiamo fatto la cena. Eravamo molto stanchi io e Leica siamo andati sul divano e ci siamo addormentati. La mamma ci ha visto e ci ha lentamente lentamente coperto.


 motto EVE E ELI                                  

 Evelin Jakac  

   Classe V a Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO 

Quando ero piccola avevo un cane di nome Chichi. A lui piaceva tanto giocare, mi ricordo una giornata insieme a lui. Eravamo in giardino, lui correva intorno al laghetto con i pesciolini rossi e io volevo riuscire a prenderlo. Ma lui si mise a correre come una saetta. Poi io ero stanca morta e mi sdraiai per terra e lui con le zampe mi saltava addosso. Io mi alzai subito. Poi prendevo la palla da calcio e gliela tiravo, lui me la portava piano piano con il muso e qualche volta faceva la capovolta perché inciampava sulla palla. Dopo quattro volte che fece la capovolta si stancò e si alzò sulle gambe posteriori e con quelle anteriori faceva rotolare la palla. Io ridevo come una matta. Chichi si arrabbiò perché io ridevo. E cosi cominciò a correre dietro alla sua coda, ( perché non lo so) ma il bello è che come correva dietro alla sua coda camminava indietro. E dopo pochi passi cadde nel laghetto con i pesciolini. Al posto di soccorrerlo mi inginocchiai e non sapevo se piangere o ridere e cosi piansi e risi allo stesso tempo.

Chichi spuntò con la testa fuori dal laghetto con il pesce in bocca. Lui vide che ridevo e sputò il pesce e iniziò a corrermi dietro e ad abbaiarmi. La mattinata passò in fretta e la mamma mi chiamò per pranzare. Io diedi da mangiare al mio cane e andai dalla mamma. Dopo aver pranzato io e il mio cane andammo su dalla scuola a Salvore perché io abito lì vicino a circa 200 metri. E cosi io e il mio cane ci inviammo. Io andavo sull'altalena e lui sullo scivolo. A Chichi piaceva scivolare, ma una volta prese male la discesa e piuttosto di scivolare fece le capriole. Quando lo guardai mi pareva che baciasse la terra ferma. Poi io gli mostrai come arrampicarsi sullo scivolo senza fare le scale . E lui provò. Quando prese la rincorsa corse sullo scivolo e poi arrivò sulla fine e si fermò. E per sbaglio mise il sedere sullo scivolo e scivolò indietro. Poi, quando arrivò per terra, si voltò verso di me come per dire: perché sono ritornato di nuovo giù. Dopo un po' fece freddo e io e il mio cane ritornammo a casa. Io andai su dalla mamma per raccontarle quello che era successo. E invece il mio cane mise la testa nel suo cesto e crollò dalla stanchezza.


 

motto DELTALI                                     

Matteo Cvenček  

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e scrivigli quello che ti pare  

Caro Tommaso,

Sono felicissimo di aver ricevuto la tua lettera, ma sono molto dispiaciuto per quello che ti è successo.Mi hai scritto nella lettera che hai appena ricevuto una nuova casa in Abruzzo. Sono molto dispiaciuto per tua sorella Anna che è stata morta sotto le maceria della vostra casa. Mi hai scritto anche che il periodo in tendopoli era stato orrendo per la tua famiglia, ma soprattutto per te che ti sei ritrovato solo senza tua sorella. Sono sicuro che presto ti riprenderai da questa maledetta tragedia. Oramai sono passati già due anni da quando non ci siamo più rivisti. Mi ricordo ancora quella tua partita di tennis, giocavi veramente forte. Mi ricordo anche di aver conosciuto Anna al torneo internazionale di Capodistria. Da me ci sono moltissime cose nuove e non vedo l'ora di raccontartele. Grazie dell'invito di passare le ferie pasquali insieme in Abruzzo. Sono sicuro che verrai da me quest'estate e che ci divertiremo un mondo andando per le spiagge umaghesi. Spero di rivederti presto, fatti forza e sono sicuro che questo brutto momento non lo potrai mai dimenticare, ma potrai pian piano andare avanti.Forza e coraggi e a presto! Cordiali saluti


motto FURETTO                                   

Rino Sinčić  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO 

 Vi presento IVY, il mio furetto albino.

E' il mio animale preferito, ma io ce l'ho a casa come animale domestico. Ivy è femmina, è molto lunga, ha i denti affilati e gli occhi rossi.

Lei sa difendersi, può' anche mordere e ve lo assicuro che fa molto male. E' molto vivace e agile e riesce a nascondersi da qualsiasi parte.

 

lo mi chiamo Rino, ho undici anni e ho Ivy da circa otto mesi. Un giorno io ed Ivy siamo andati ad esplorare il vicinato per permettere ad Ivy, nel caso si perdesse, di poter ritornare facilmente a casa. Esiste un guinzaglio fatto proprio per i furetti e anche lei ne ha uno di colore rosso. Quel giorno portavo Ivy a spasso. Correva, si nascondeva dappertutto e si divertiva molto. Ad un tratto arrivarono dei cani che la attaccarono e lei si difese mordendoli, lo la presi in mano e andammo di corsa a casa. Una volta arrivati a casa le diedi da bere e da mangiare. I furetti mangiano dei crocchetti fatti per loro e bevono acqua. Poi Ivy è andata a rilassarsi sul lettino . Dopo un'ora io ed Ivy eravamo pieni di energia e pronti per il combattimento. Spinsi Ivy, lei mi morse, poi scappò, io la presi e lei si arrabbiò mordendomi nuovamente. Di solito, quando facciamo un combattimento, le butto un peluche e lei lo sbrana. Quando non abbiamo più energia  io mi sdraio sul divano e mi addormento Ivy si distende vicino a me.

 


 

 motto IL FARO                                    

 Matteo Fattor  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago  

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito 

 

Quel caldo giorno di agosto il sole picchiava sulle nostre facce ricoperte di crema solare. Il mio gillet color cachi sventolava per la velocità della nostra jeep. Io mi raddrizzai gli occhiali da sole e fissai la natura che viveva attorno a noi.

 

Dopo più di un'ora arrivammo ai margini della giungla. Nei mesi precedenti eravamo stati sul candido della neve, dove avevo fotografato lupi e alci, eravamo stati nella savana a vedere i leoni, dove ero quasi svenuto per il calore. Smontammo dal veicolo e ci mettemmo gli zaini in spalla. Nonostante il sole incandescente e l'afa di quella giornata, nella giungla l'aria era piuttosto fresca, e non pesante come una decina di minuti prima. L'unico problema erano gli insetti, molti, fastidiosissimi insetti.

 

Dopo circa un'ora di cammino ci fermammo per mangiare. Mi gustai tutte le prelibatezze che avevo nello zaino, mi rimasero solo un pezzo di salame e due bottiglie d'acqua. Un verso lacerò il silenzio. Poi di nuovo e di nuovo ancora. Io mi alzai e corsi nel fitto degli alberi. Avevo sentito quel verso in uno dei moltissimi documentari che avevo guardato e riguardato prima di intraprendere questo viaggio. Il verso si faceva più acuto man mano che mi avvicinavo, finché non gli arrivai dinnanzi. Era un intrico di rami e radici, da cui proveniva il verso. Presi il mio coltello da caccia, da usare solo in determinate situazioni, e iniziai a tagliare la trappola naturale. Quando feci un buco abbastanza grande da poter vedere tutto l'interno di quell'intrico, scorsi due bagliori. Mi scostai in modo da far passare la luce nel buco e nel suo interno c'era proprio quello che mi aspettavo. Il pelo color mandarino e le strisce nere come la pece che lo striavano. I due vivaci occhi verdi come smeraldi mi fissavano impauriti. A me piacevano tutti gli animali, e in un certo senso i lupi erano quelli che mi piacevano di più, ma in quell'istante quel cucciolo di tigre mi sembrò il più bell'animale del mondo. Provai a chiamarlo, ma lui si impaurì ancor di più, allora estrassi il pezzo di salame dal mio zaino e lo appoggiai sul terreno umido. Il piccolo tigrotto annusò l'aria e sentì l'odore di cibo. Lentamente si avvicinò all'"uscita" e iniziò a giocherellare con il pezzo di salame. Lo annusò e iniziò a mordicchiarlo. Avvicinai la mia mano al suo dorso e iniziai ad accarezzarlo. Lui non oppose resistenza e continuò a mordicchiare il salame. Lo accarezzai per un paio di minuti e a lui questo iniziò a piacere. Quando ebbe finito di mangiare si distese a pancia all'aria e mi fissò con i suoi occhi verdi. Sarà stato pure un animale selvaggio, ma era pur sempre un cucciolo. Iniziammo a giocare assieme, correvamo e ci rotolavamo per l'erba verde come i suoi occhi. Lui mordeva un bastone e io glielo lanciavo via, il tigrotto correva a riprenderlo e continuavamo a giocare e giocare. Ci sedemmo sul letto di un grosso ruscello, lui bevve finché non gli si gonfiò la pancia, io svuotai una delle due bottiglie d'acqua che avevo e la riempii con l'acqua del ruscello.

Il tempo trascorse velocemente. Mancavano pochi minuti al tramonto, salimmo su di una roccia, da cui partiva un vecchio ponte di legno. Il cucciolo emise il suo "ruggito" e dopo pochi secondi un secondo ruggito forte e potente gli arrivò in risposta. Dal fogliame comparve una possente tigre dal pelo stupendo, il tigrotto trotterellò oltre al ponte e, prima di inoltrarsi nella fitta giungla si voltò verso di me e mi salutò con il suo verso, ma questa volta più dolce. Poi assieme al genitore sparì nel verde. Io sorrisi. Non si può dominare la natura selvaggia.

 


motto MATEICA                                  

Matea Radešić  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago 

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 Cara amica!

Grazie per tutte le tue preoccupazioni, hai un cuore d' oro. Qui la situazione... beh... è migliore di quella che c'era qualche giorno fa, però non è buona per niente. C'è il caos totale. Ci sono gridi, strilla e urla, persone che corrono. Si sentono pianti di bambini che hanno perso i loro genitori e pianti di genitori che hanno perso i loro bambini. Poi ci sono delle persone che ci hanno salvato. Hanno salvato i miei amici e familiari, ma mia madre, come sai, non è sopravvissuta. Non riesco ad accettarlo. Mi sembra tutto un incubo, che va avanti da settimane.

La mia mamma... quella che mi teneva dentro sé per nove mesi, quella che mi amava più di ogni altro ragazzo, amica o amico, che mi consolava quando stavo male... non c'è più. Ora ho papà, però con lui non riesco a confidarmi come facevo con la mamma. Non vorrei parlarti più di questo, perché quando penso a lei è come se rivivessi quel momento di nuovo, la sua immagine mi uccide all' interno.

Ho una buona notizia: hanno trovato Jimmy, il mio fratellino! È sopravvissuto appena, però ora è in ospedale e sta meglio. Non sa ancora della mamma, papà e io non sappiamo come dirglielo. Per quanto riguarda mio padre, lui sta bene... fisicamente.

Nella lettera precedente mi hai chiesto quando verrò da te. Adesso, in questi giorni, sicuramente no. Forse, quando ritroveremo i nostri soldi e le nostre cose, e quando la situazione si calmerà. Credo che non verrò per i prossimi due mesi e ti consiglio di non venire qui. Sembra la Terza Guerra Mondiale, solo senza spari. Perciò non venire.

E tu come stai? Come va lì da te? Come va con il ragazzo di cui mi avevi parlato, Tom? Hai fatto pace con Mary? E i tuoi genitori, stanno bene? Non so come ringraziarti per il conforto che mi dai, mi fai stare molto meglio. Grazie mille, sei una vera amica.

I miei amici sono nella stessa situazione, perciò ci consoliamo a vicenda. Parliamo spesso di quel giorno, in cui il mondo crollava (letteralmente). Anche se non sono l'unica che ha perso una persona cara, mi sento così sola benché anche ad altre persone sia capitato lo stesso, o peggio. Mi manca la vita di prima, quando avevo da mangiare, quando la città era pulita e senza panico, paura e tristezza, quando potevo andare a scuola, quando potevo parlare con i miei amici di cose allegre e comuni e soprattutto, quando c'era la mamma-Questo è tutto, spero che tu stia meglio di me, che la fortuna stia dalla tua parte. Ti voglio bene, a presto.

P.S. Scrivimi!


motto DOLINZI                                    

Sara Žiković  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito 

Alla fine della IV classe i miei genitori mi hanno fatto un bellissimo regalo: una piccola cagnolina pechinese che io ho chiamato Kodie.

Quella che sto per raccontarvi è una bellissima giornata che ho trascorso con la mia piccola Kodie.

lo, la mamma e il papà abbiamo deciso di andare a visitare I ' isola di Cherso, ma c'era un problema da risolvere e cioè dove lasciare Kodie. lo ho fatto di tutto per convincere i miei genitori a portare con noi la cagnolina e cosi fu . Lei era ancora piccolina, aveva quaranta giorni e infatti ha dormito durante tutto il viaggio. Arrivati a Cherso abbiamo sistemato le cose nell' hotel e ci siamo diretti alla spiaggia per fare il bagno. Kodie era felice , si muoveva allegramente per la sabbia e rincorreva i piccoli granchi piena di curiosità e anche un po' spaventata .

Faceva caldo e decisi di fare un bagno, tanto Kodie dormiva e potevo lasciarla tranquillamente da sola. L'acqua era stupenda, cristallina e così mi fermai un po'di più per osservare con la maschera il fondo marino. Ormai stanca decisi di uscire dall' acqua, ma quello che vidi mi fa ancora adesso male. Kodie non c' era più, io non capivo, ero spaventata e mi misi a piangere. Mamma e papà si divisero per le ricerche e io rimasi lì triste e delusa. Come potevo averla lasciata sola così piccola e dove era finita? Improvvisamente sentii un piccolo starnuto provenire dal mio zaino. Il cuore mi batteva forte e appena vi guardai dentro vidi i suoi piccoli occhi neri che mi guardavano . La strinsi forte, la baciai e non mi separai da lei per tutto il giorno . Ero così felice che la presi a dormire con me. Non vi dico il bene che le voglio.

Oggi è cresciuta ma mi segue sempre, anche adesso mentre scrivo mi tira per i pantaloni per andare a giocare.

 


motto POZIOI                                      

Alessandro Bose  

   Classe V a Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

 Il mio animale è la tartaruga.

Una mattina mi svegliai e andai a portare la vasca di plastica con le rocce di mare. Presi la tartaruga e la misi nella vasca. Lei mise la testa fuori dalla corazza e poi le zampe. Le portai del cibo per tartarughe e lei mi ringraziò rosicchiandomi il dito. Per un paio di orette si abbronzò. Mio padre vedendola messa in quella posizione la fotografò e da quel momento teniamo la sua foto in cucina. Per l'ora di pranzo le portai un po’ di avanzi di carne che è il suo cibo preferito. Io e mio fratello dopo il pranzo, giocammo con lei con la pallina galleggiante e mi rosicchio una volta perché non mi aveva ringraziato per l'ora di pranzo visto che era occupata a mangiare. Giocammo con lei fino alle cinque. La mettemmo fuori dalla vasca e corse per una zona del prato. Il mio cane la prese con i denti per la corazza e la portò dall' altra parte del prato. Visto che non aveva nessun gusto il mio cane la lasciò per terra. La rimettemmo nella vasca alle sette e la lasciammo riposare. Verso le nove le diedi la cena e lei mi rosicchiò. Visto che faceva caldo la lasciai fuori a dormire.

Da una storia vera.

 


motto CHIARA                                    

Chiara Bose  

  Classe IV Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Il cane e l'iguana 

Il cane di mio cugino si chiama Bob, io mi diverto a giocare con lui. Lui è buono, mi ascolta sempre, lo sono molto felice quando vado da mio cugino perché posso vederlo. A me piace quando vado a passeggiare con Bob. Quando sono andata a dormire da mio cugino mi aveva detto che aveva un'iguana. Sembrava come un minuscolo coccodrillo, lo la prima volta che l'avevo vista avevo tanta paura. Mia sorella era cosi" contenta. Lei non aveva paura. Un giorno sono andata con mio cugino fuori a raccogliere i fiori per l'iguana.

 


motto HOUNTARIA                             

Emil Zakinja  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Cara Sandra,

Ti ricordi I' ultima volta che ci siamo visti in riva al mare, sotto il tramonto con un bacio?! Ehh... Quanti bei momenti che ho vissuto con te. Vorrei solo dirti che quel bacio rappresentava il fatto che, saremmo stati per sempre, migliori amici. Vorrei raccontarti dell' amore della mia vita. Nello stesso modo in cui ci siamo conosciuti noi due sulla panchina sotto la luna piena, così ho conosciuto anche Heidii. Questi bei capelli d' oro che erano ornati da una rosa blu. lo sentivo battere forte il cuore, a mille all'ora e nel suo corpo vidi il paradiso. Lei mi si avvicinò, si sedette sulla panchina e ricevette una telefonata. Quando rispose alla telefonata sentii dalla sua bocca „Ciao amore!". In quel momento tutto il mondo mi crollò addosso. Ero amareggiato perché pensai che questo sarebbe stato l'amore della mia vita. Cominciammo a parlare anche se io non avevo la forza di farlo. Mi disse che era americana e che viveva felicemente con suo marito Billy, però io avevo il dubbio che mi stesse nascondendo qualcosa. Una calda mattina, mentre russavo, sentii squillare il telefonino. Era Heidii che mi scrisse che dovevo venire in spiaggia perché aveva una sorpresa per me. Presi subito le chiavi della mia Fiat 500. Sulla spiaggia vidi Heidii. Li vicino c' era una baracca e lei mi disse di andare li. Quando aprii la vidi un' altra Heidii. Però questa „Heidii" aveva una rosa rossa. La vera Heidii mi disse che era sua sorella gemella Hailyn. Mi disse che le piacevo molto e che voleva conoscermi meglio, lo le dissi che mi piaceva molto e così ci conoscemmo meglio. Da li è nato un amore e dopo tre anni di convivenza ci siamo sposati. Adesso abbiamo una splendida bambina di tre anni e I' ho chiamata Sandra che è il tuo nome perché tu sei una, tra le più importanti donne della mia vita.

Dal tuo miglior amico Danny Rany

P. S. : Hai trovato anche tu il tuo amore? Dimmi tutto al più presto! Bacioni affettuosi!

 


motto MUIELLA                                  

 Giulia Pavlov  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 Ciao caro amico! Come stai?

Spero che tu stia meglio di me, e che la tua vita non sembri una gran confusione! Ti sto chiedendo un consiglio perché non so più cosa fare e mi risulta più facile scrivere ad una persona che conosco appena.

In queste ultime settimane mi sembra che il mondo sia fatto di persone false, che non hanno cuore e che sanno solo mentire. Nei miei pensieri, li, dove prima c'erano alcune persone alle quali credevo e avevo affidato la mia fiducia, ora c'e solo uno spazio vuoto dove solo, qualche volta, appaiono persone buone e subito dopo scompaiono.

Vorrei scappare, venire nella tua città, poterti abbracciare e dimenticare i miei problemi. Sento solo tradimenti di là, bugie di qua e mi chiedo: ma sono anormale se voglio una vita sincera e bella?! Vorrei essere felice, senza pianti!

Alla tv sento come vanno le cose da te, e adesso c'e la guerra lì, e dico: ma allora è tutto il mondo che sta andando in pezzi!

Così tante domande e nessuna risposta...

La guerra c'entra con le bugie e i tradimenti, e io inizio a perdere fiducia nel prossimo e in quello di buono che ci dovrebbe essere al mondo.

Se parlo soltanto di me sembro egoista e non vorrei annoiarti con i miei problemi.

Mi dispiace molto per la tua condizione ,vorrei poter fare qualcosa, ma sono solo una ragazzina tredicenne che sogna di poter fare qualcosa. Mi dispiace che abbiano chiuse le scuole da voi, credo che ti troveresti bene qui, però stando in compagnia di gente sincera e non quella bugiarda che ti rovina la vita.

Tutti i problemi di questo mondo sono collegati, uno c'entra con l'altro e così via. Se ci fosse più generosità, sincerità e amicizia le cose andrebbero diversamente e anche tu saresti felice adesso!

Ora dovrei andare, scrivimi ancora! Saluti e baci!


motto AKIRE                                       

Elmi Bernardis  

   Classe VIII  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare 

La lettera che sto per scrivere non è per una sola persona, ma è per tutti quelli che hanno sofferto, hanno perso la vita e soprattutto sono rimasti soli al mondo, senza la loro famiglia a causa della scossa di terremoto che ha colpito le isole Haiti. Per tutti quelli che non hanno più una casa, un posto sicuro dove trascorrere la loro vita, non hanno più una famiglia, non hanno più niente, il loro mondo, la loro vita, è andato tutti in pezzi, in quel maledetto giorno, in quello stramaledettissimo giorno in cui il terremoto li ha colpiti. 

Cara Hann,

Per prima cosa volevo chiederti come stai e come ti senti. Non sapevo come aiutare te e la tua gente così ho deciso di scrivere questa lettera. Lo so, può sembrare un po' banale . scrivere una lettera, ma per me non lo è di sicuro. Come ti senti ora che il terremoto è passato?   Hai qualche sorella o fratello ? Quando ho acceso la TV e ho visto cos'era successo un brivido di freddo mi aveva attraversato la schiena . Quando ho visto tutte quelle persone sotto le macerie, alcune morte, altre ferite gravemente e soprattutto quando ho visto tutti quei bambini, di tutte le razze ed età, ho pensato subito a mia sorella. E ho avuto una fitta al cuore e ho provato una gran tristezza. Il primo pensiero che mi è venuto in testa è stato: "Poveri bambini, tutti soli e abbandonati, senza più" nessuno al mondo. Cosa faranno adesso?,,.

lo ho una sorella più' piccola di me, si chiama Erika. È un po' birbante ma le voglio molto bene.   Alcuni giorni dopo, accendendo la TV , ho visto che molte stelle dello spettacolo e del cinema hanno dato il loro contributo per aiutare una zona depressa come la vostra. Mi sono sentita al settimo cielo, ero molto felice per voi. Ho visto che anche le stelle della musica hanno fatto la loro parte, cioè hanno cantato. Com'era già' successo una volta per l'Abruzzo , in cui i più grandi artisti italiani si sono uniti ora era successa la stessa cosa per l'America, in cui i più grandi interpreti della musica hanno cantato "WE ARE THE WORLD,, scritta da Michael Jackson che secondo me è una canzone bellissima. Quando ho visto il video di questa canzone e ho visto che sono stati inseriti dei pezzi dove cantava Michael Jackson, e dove c'erano dei bambini mi sono commossa. Ho visto l'impegno di questi artisti e la loro buona volontà'. Volevo chiederti se tu e tutti gli altri avete apprezzato il gesto che hanno fatto per voi, secondo me sono stati fenomenali.

Sai, penso di potermi ritenere una ragazza fortunata perché ho tutto ciò' che mi serve nella vita di tutti i giorni: ho una famiglia che mi vuole molto bene e degli amici fantastici. Ma ciò non vuol dire che io mi ritenga superiore a te, anzi, credo che anche tu con il passare del tempo troverai chi ti vuole bene e avrai una vita felice e piena di amore. Volevo solo dire, anzi scrivere, una cosa che secondo me è molto importante. Nel mondo non si è mai completamente da soli. Ci sarà' sempre qualcuno pronto ad aiutarti e a starti vicino. Qualcuno che si dimostrerà' un vero amico nel momento del bisogno. Questo messaggio l'ho capito guardando un cartone animato che narrava le avventure di un ragazzino di nome Naruto. Da piccolo Naruto era sempre da solo, non aveva né amici né parenti. Ma ciò nonostante, quando é cresciuto, ha trovato moltissimi amici. Per alcuni può sembrare un cartone animato stupido e banale ,invece per me,, ha un significato profondo e significativo.

Ora ti saluto e spero di scriverti ancora ,se tu lo vorrai... lo me lo auguro! A presto

 


motto HONDA                                      

Katja Klobučar  

  Classe V a  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

UNA GIORNATA CON IL MIO ANIMALE PREFERITO

 

 

Una giornata con il mio animale preferito è molto interessante. Io e la mia cagnolina Lilli giochiamo agli investigatori, io sono il capo e Lilli e il mio aiutante. Andiamo per il paese in cui io vivo ad investigare e ad esplorare nelle case abbandonate.  In certe case troviamo molte cose come ad esempio un carello eccetera, ci sono anche molte ragnatele, ed in una casa avevamo anche trovato delle ossa di animale. Essendo piccola, la mia cagnolina Lilli, in certi luoghi devo aiutarla perchè lei non ce la fa. Lei è molto forte e coraggiosa.  Quando ritorniamo a casa siamo molto stanche, così andiamo a riposarci sulla nostra casetta sull' albero.

Dopo aver finito di riposarci, andiamo su un grande prato davanti a casa mia a giocare ad acchiapparella.  Mentre giochiamo ad acchiapparella, ci buttiamo per terra a coccolarci. Alla sera, dopo che il buio è calato, andiamo sul terrazzo a guardare le stelle finchè i miei genitori non ci vengono a chiamare per andare a dormire. Dopo che ho lavato i denti ed essere andata nel mio letto Lilli salta sul mio letto accanto a me, e dormiamo insieme tutta la notte, e così finisce la giornata con il mio animale preferito.



Temi provenienti da Capodistria

insegnanti

Nicoletta Casagrande

motto ALE                         

Alessia Mitar  

  Classe VI a Scuola Elementare Italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” Capodistria

"Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare"

 

Caro amico,

molti bambini provenienti da paesi lontani sono malati perché non hanno medicine, sono affamati perché non hanno cibo, insomma, non hanno niente. Anche se non ti vedo, e tu non vedi me, per me sei un mio amico. Tu sei come me. Ogni bambino vorrebbe andare a scuola, trovare un pasto caldo quando torna a casa, potersi curare se sta male. Invece, molti bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie e di fame, non hanno la possibilità di andare dal medico e a me tutto questo dispiace. Quando ero piccola, ma anche adesso, sento alla TV e alla radio che ci sono molte richieste di aiuto. Quando arriva per posta il bollettino di pagamento da parte dell'UNICEF o della Croce Rossa e di simili organizzazioni, io e i miei genitori doniamo sempre cinque o dieci euro. Questo lo dovrebbero fare tutti, ma molta gente è egoista.

 

Sai, io vorrei conoscerti e aiutarti più che posso, ma non solo te, tutti quelli che hanno i tuoi stessi problemi. E brutto sentire che adulti e bambini muoiano perché non hanno medicine o cibo e questo è un vero peccato. Tutti noi dovremmo aiutarli. Caro amico, io vorrei fare un'adozione a distanza e mi piacerebbe adottare proprio TE, ma veramente anche tanti altri bambini, tutti, se solo potessi. Mi piacerebbe avere una tua foto se già non ti posso incontrare. Beh, adesso devo andare a dormire e ti devo lasciare. Ti prometto che ti scriverò ancora. E ti prometto anche che farò tutto il possibile per aiutare te e tutti gli altri bambini poveri come te. Te lo giuro. 

P.S. Ti voglio bene

 


motto STRANA                                                 

Tina Braico  

   Classe VIII a Scuola Elementare Italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” Capodistria

lo allo specchio, come sono e come vorrei essere

 

Passando davanti allo specchio sorrido, per provare una nuova espressione. Ed ecco quel luccichio sui denti. Uffa! Per quanto tempo dovrò ancora portare questo apparecchio? È orribile, anche se ormai tutti ce l'hanno. Tutti hanno i denti storti.

Mi sistemo i capelli che sembrano un nido. Un uccello si confonderebbe tra la sua casa e la mia testa. Ma gli uccelli trovano sempre la via di casa, no? Mi chiedo come fanno. Hanno forse una specie di sensore? Sarebbe stupendo averne uno, nel caso mi perdessi in una stradina o in una città che non conosco. Mi farebbe comodo anche per le decisioni, un radar per vedere qual è la decisione giusta... Magari! Sono riuscita a snodare il cespuglio che avevo in testa. Ora i capelli sembrano più o meno normali.

Resto del tempo davanti a quella superficie riflettente. Sinceramente non ho ancora capito perché non ho ancora trovato un ragazzo. Non sono mica brutta, a parte l'apparecchio. In fondo lo terrò ancora pochi mesi.

Ma il punto è che nessuno ormai guarda più la bellezza interiore, lo sono socievole, mi ritengo simpatica anche! Non sono falsa, come altre che conosco e che hanno anche molta fortuna in amore. I ragazzi ormai preferiscono le galline della scuola.

Ovviamente io non sono una santa, ma ognuno ha i propri difetti. Però ci sono delle cose che mi danno fastidio di me e che vorrei cambiare, anche se non ci riesco: sono troppo pigra, e a nessuno piacciono le pigrone. E poi sono particolare. Molti mi considerano strana, però, e non è quel che sono. Sono solo un po' diversa, tutto qua. Mi piacerebbe essere un po' più attenta, senza incantarmi su qualcosa ed escludere il mondo che mi circonda...

Guardo quella pancetta che odio tanto. Dovrei iniziare a fare una dieta, sinceramente. Infatti un mio vizio è mangiare costantemente, ho sempre fame. Faccio sport, però, e quello aiuta molto.

Un'altra cosa che vorrei è saper esprimere meglio ciò che penso, lo ho tutto uno schema in testa, che ha un senso. Ma quando cerco di spiegarlo a qualcuno sembra non avere più significato, da come lo dico, lo tendo a pensare molto, anzi troppo. E molte volte mi fa comodo non saper esprimermi, preferisco star zitta e non parlare, sennò poi parlerei a raffica. E se leggeste il mio diario vi prendereste per la testa dalla confusione.

Ci sono tante cose di me che potrebbero addirittura interessare, ma come ho già detto è difficile per me esprimerlo.

 


motto UMANITA’                                              

 Martina Scalia  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” Capodistria

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare"

 

Caro Shmuel, 

mi chiamo Martina, sono italo- slovena e sono di religione cattolica. Ti ho incontrato in un libro, "Il bambino con il pigiama a righe", e poi ti ho visto nell'omonimo film. Ho incrociato il tuo sguardo e subito ho provato affetto per te che hai sofferto tanto solo per il fatto di essere ebreo. Ho avuto subito la sensazione che fossi un bambino dal cuore buono, ma che soffriva molto perché rischiavi la morte ogni giorno. Hai dovuto rinunciare alla scuola, hai perso gli amici, hai dovuto lasciare la tua casa , e in quel campo di concentramento non avevi cibo, non potevi fare ciò che amavi solamente per il fatto che qualcuno aveva deciso che la diversità non andava bene. Piccoli particolari: la diversità nell'aspetto fisico, la diversità di religione o di nazionalità. Per esempio, tu sei stato in quel campo di concentramento perché eri ebreo, altri solo perché non erano veri e propri ariani (cioè con i capelli biondi, la carnagione chiara e gli occhi azzurri) come voleva Hitler. Però là, in quel posto "disperso", senza amici hai conosciuto Bruno, figlio di un ufficiale nazista (delle SS) e hai instaurato un bel rapporto con lui, anche se la storia finisce tragicamente.

Ti scrivo perché vorrei parlarti del nostro mondo. Innanzitutto volevo dirti che, secondo me, nessuno dovrebbe dare molta importanza alla religione a cui si appartiene o alle diversità delle persone. Non dobbiamo avere pregiudizi nei confronti delle persone E per questo motivo che ci sono le guerre, tutti vogliono avere "potere" sugli altri. Ma cos’è il potere? Di certo la guerra non è un mezzo, un modo per decidere chi meriti un territorio, anzi dimostra solo la stupidità delle persone. Molta gente muore, migliaia di persone perdono la casa, la famiglia... Ma quanto denaro si spreca per  acquistare un'arma? Se quel denaro potesse servire per acquistare una casa, per procurarsi del cibo, per comprarsi del vestiario, immagina come sarebbe la vita nel mondo! Oggi ci sono tante persone che devono lavorare duramente per poter avere una misera paga (con la quale non puoi sfamare una famiglia), si adattano a fare qualsiasi lavoro, anche se molto duro e faticoso, ci sono tanti bambini che lavorano invece di avere un' istruzione, c'è tanta gente a cui servono cure e attenzioni. Se tutti noi dessimo un piccolo contributo il mondo sarebbe molto più bello, non trovi?

Siamo ingiusti, perché pensiamo solo a noi stessi, anche se vicino a noi vivono delle persone senzatetto, senza il diritto a un nome, senza il diritto ad avere un' opinione. Tutti noi dovremmo collaborare e vivere in armonia. La guerra non dà felicità, ma solo sofferenza.

Ci sono molte testimonianze degli orrori della guerra, oltre al libro del bambino con il pigiama a righe. Pensiamo a II diario di Anna Frank o a quello di Zlata Filipovic. La storia di Anna ci parla di una ragazza, obbligata a nascondersi in un alloggio segreto, sotto l'ufficio del padre, che deve convivere con un'altra famiglia e che deve sottostare a mille umiliazioni, mentre Zlata ci racconta della guerra in Bosnia Erzegovina negli anni '90. Mi è piaciuta tanto la pagina dove esprime i suoi pensieri riguardo la convivenza tra musulmani, croati e serbi e sul fatto che tutti siamo uguali e che i politici non lo capiscono. Dice molte altre cose sagge. Sono storie che parlano di persone che si sono dovute adattare a ogni tipo di vita e a cui è stata tolta ogni dignità. Io mi chiedo il perché della stupidità degli uomini e perché non si rendono conto di quello che fanno.

Io ti scrivo, ma tu sei frutto della mia immaginazione, protagonista di quel libro che mi ha fatto riflettere sul mondo. Anche se tu non leggerai mai questa lettera e non avrò mai una risposta, mi piacerebbe sapere quali erano i tuoi pensieri nel campo di concentramento, che cosa hai provato ad avere un amico così speciale come Bruno, che andava »oltre« alla diversità, forse è stato per te l'unica »luce« nel mondo di tenebre. Ti mando un caro saluto dal nostro mondo che come vedi non è ancora cambiato! Ma chissà...

 


motto EL MAREES                           

   Eleonora Bianca Battelli  

   Classe VIII a Scuola Elementare Italiana “Pier Paolo Vergerio il Vecchio” Capodistria

Una giornata con il mio animale preferito  

 

Un animale speciale, diverso dagli altri, uno sciacallo etiope risalente a sette mila anni fa, comunemente detto Saluki o levriero persiano.

Le prime testimonianze della sua presenza risalgono all'età antica: compare infatti nella cultura degli antichi egizi nell'effigie del dio Anubis. Si diffonde in tutto il Medio Oriente e viene introdotto in Europa, probabilmente dalla Tunisia, dagli antichi romani. Più tardi viene raffigurato in numerose tele di alcuni dei più grandi pittori del Rinascimento italiano, tra i quali il Tintoretto.

 

Il nome del mio Saluki è Elmarees che in arabo significa vento del Sud; come il vento ogni giorno mi regala mille emozioni e mi evoca mille e un racconto dei tempi lontani, dal cuore più profondo dei deserti sabbiosi, della culla della civiltà. 

 

La mia giornata con Elmarees inizia di primo mattino. Quando apro gli occhi vedo un enorme naso nero, rotondo e umido, due occhi scuri e caldi, che mi fissano e due orecchi ricoperti di lunghissimi e soffici peli. Quando alzo lo sguardo vedo la sua lunga coda che scodinzola girando ad elica in segno di gioia per il mio risveglio. E tutto eccitato, con una zampa tenta di tirarmi le coperte di dosso, mi ruba qualche peluche come fosse la sua preda, e si precipita verso il soggiorno dove rincorre la gatta con la quale vuole giocare, ma lei non è interessata e quindi lui si siede sul divano sbadigliando deluso e imbarazzato. È chiaro, comunque, che vuole uscire per fare la sua corsa quotidiana.

 

  

 Una volta, di sabato, quando il tempo era bello lo abbiamo portato sui prati del vicino altopiano. Davanti ai nostri occhi si estendeva un immenso prato fiorito e le ombre primaverili traballavano fra le foglie degli alberi: era una giornata stupenda! Abbiamo slegato il cane dal guinzaglio e lui si è lanciato in una corsa velocissima con le orecchie al vento e la lunga coda che volava maestosa dietro al suo corpo elegante e forte; il suo manto di seta bianco e grigio splendeva nel bagliore del sole.

 

Forse in una delle sue precedenti incarnazioni era volato così tra le sabbie dei deserti e delle pianure, rincorrendo gazzelle e conigli!

 

Ogni tanto saltava oltre dei piccoli muretti di pietra o faceva capolino da dietro ad un cespuglio. Ad un tratto scomparve ed io iniziai a preoccuparmi, ma dopo pochi secondi riapparve: stava sfrecciando dietro ad un giovane capriolo. Non potevo crederci! Era uno spettacolo della natura, unico. Le loro zampe veloci si muovevano in sintonia, in un moto così rapido che sembrava volassero. Le loro narici fremevano ed i loro cuori battevano all'impazzata. Dopo una lunga corsa il giovane capriolo si mise in salvo e scomparve nella boscaglia. Elmarees tornò da me trafelato ma sembrava più orgoglioso che deluso, gli accarezzai il muso finché si calmò ed allora mi calmai anch'io.

 

 Quando tornammo a casa Elmarees si addormentò subito sul "suo" divano e durante la profonda dormita cambiava posizione, assumendo la posa di mille animali, come fosse composto da ciascuno di loro: ora era agnello, ora gazzella, ora cavallo, ora cigno dal lungo collo piegato, ora anatra in volo. La giornata che ho descritto non è che un esempio, un piccolo assaggio delle esperienze che si fanno vivendo in sintonia con un animale così interessante e simpatico, al quale si vuole un gran bene e naturalmente si viene ricambiati. Per raccontarvi tutto non basterebbe una giornata ma ci vorrebbero ben sette millenni!



Temi provenienti da Buie e Verteneglio

 

insegnanti

Samira Laganis, Fiorenza Lakošeljac,

motto TOBI                                         

Karlo Klobučar  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana Buie

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

  

Il mio animale preferito è un cane grande, ma non troppo... È il più bel cane che si sia mai visto: quando ti guarda con quei suoi grandi occhioni, oppure si mette a saltare perché vuole che lo porti a passeggio  ti si scioglie il cuore.

Di solito il sabato e la domenica trascorro più tempo con lui.

Al mattino, appena alzato, corro in giardino dove si trova la sua cuccia e gli porto da mangiare; gioco con luie gli imparo a darmi la zampa.

Dopo aver finito i compiti e pranzato io, mio papà e mia sorela andiamo nel bosco; prepariamo lo zaino con la merenda, vestiamo le scarpe da trekking e prendiamo il nostro cane Tobi. Lui, essendo un cane  da caccia, fiuta le prede e le insegue...corre dietro ai caprioli, ai cervi, alle lepri, ai fagiani, ecc. Alcune volte manda i caprioli nella nostra direzione in modo che li possiamo vedere.

Lui è un coccolone e la sera, al ritorno dalla nostra scampagnata, si fa coccolare a lungo, poi mangia la sua cena e va a dormire nella sua grossa cuccia. Io ho due gatti e ottto cani. Tra  tutti quanti, lui è il mio preferito.

 


motto CHANEL                                  

  Katia Marušić  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana Buie

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Cara Isabel, 

non so se ti ricordi di me. Sono Katia, ci siamo conosciute al mare quest’estate. Ho dei bellissimi ricordi di quei giorni, ci siamo divertite un sacco e non vedo l’ora che tu e la tua famiglia torniate qui, dalle mie parti. Tu e tuo fratello mancate a me e a tutti i miei amici.

Con me va tutto bene, a scuola è tutto ok. La mia migliore amica Paola, non vede l’ora di conoscerti, le ho parlato tanto di te ed è molto curiosa. È molto simpatica e sono sicura che diventerete amiche. Mia sorella ha ricevuto una cagnolina, l’abbiamo chiamata Chanel. È carinissima!

Ultimamente ho letto un libro bellissimo: “Il faro misterioso”. Te lo consiglio. Finalmente ho visto i film: “Twilight” e “New Moon”, quelli di cui mi avevi parlato tanto. Sono fantastici e non vedo l’ora di vedere il seguito! La nostra scatola dei segreti è ancora al sicuro ed ho aggiunto delle foto. Non vedo l’ora che tu le veda! Ho guardato un film di cui mi sono praticamente innamorata: “Il bambino con il pigiama a righe”. A me fa un po’ senso guardarlo, ma ne vale la pena! Te lo consiglio.

Aspetto una tua risposta! 

Con affetto,

 


motto STELLE                                    

Nicola Vižintin  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana Buie

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Caro Paolo,  

mi ha fatto piacere che ci siamo conosciuti. La prima volta che ti ho visto pensavo che saresti stato un bravo amico e avevo ragione, al mare ci siamo divertiti moltissimo, anche se delle volte ci siamo fatti male. Ti ricordi quando quella medusa rosa si è attaccata alle mie gambe? Ha ha, anche se bruciava da morire abbiamo riso come matti .

Volevo dirti che la nostra casetta sull'albero  e i nostri nascondigli sono ancora intatti, ho rinnovato tutto. Se verrai l'anno prossimo da me, costruiremo una casetta grandissima e prenderemo delle corde per arrampicarci sugli alberi. Potremo stare fuori fino a tardi perché nel mio paese hanno messo delle luci color arancione, non troppo forti.

Quando ci saranno le stelle cadenti ci sdraieremo sul prato come gli altri a guardare, come quest'estate.

Faremo delle passeggiate con il cane per i prati verdi, profumati, freschi, con molti fiori colorati.

Dall'ultima volta che eri qui mia cugina è cresciuta moltissimo, ha appena compiuto due anni. Adesso sa camminare, certe volte però cade, sa parlare e fa molti dispetti .

Se potessi,verrei da te, nel tuo Paese, forse un giorno arriverà quel momento, non vedo l'ora!

Come va a scuola? Con me tutto ok, vado in una scuola stupenda ed ho moltissimi amici. 

Spero che ci rivedremo presto, scrivimi quando puoi.   

        


 

     motto IPANEMA                                  

Alsenia Kucich  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana Buie

RACCONTA UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO 

 

Il mio animale preferito è il cavallo e quindi racconterò una bella giornata insieme al mio ex cavallo Miko.

Miko non è e non era il mio cavallo, perché io cavalco presso un club di equitazione, ma gli volevo bene come se fosse “mio” e quindi uso questo aggettivo.

Era uno stallone anglo–arabo, bianco e grigio, per me era un cavallo speciale, forse perché con lui ho fatto il mio primo galoppo  o forse perché semplicemente gli volevo bene e c’era una speciale amicizia tra di noi. Questa che sto per raccontare è la mia prima esperienza di cross-country, cioè una disciplina equestre  che consiste nel superare una serie di ostacoli naturali come tronchi, piccoli dislivelli e fossati...

Io però ho fatto qualcosa al mio livello che per la prima volta non doveva essere troppo difficile perché può essere pericoloso. Alle 6.00 del mattino ero già in macchina pronta per cavalcare, perché era estate e quindi alle dieci fa’ già troppo caldo .

Quando sono arrivata al ranch il mio istruttore stava dando da mangiare ai cavalli, quando vidi che Miko si era allontanato sazio dal branco, andai a prenderlo con la testiera; non gli correvo dietro per tutto il paddoc, ma venne lui per salutarmi e io delicatamente gli misi la testiera. Lo portai vicino alla selleria e dopo averlo strigliato e riempito di coccole e zuccherini, lo sellai e gli misi le briglie, accettò il morso senza troppe storie.

Salii in sella e sentii andare via tutti i miei problemi personali; era veramente un sollievo. Dopo quindici minuti circa, passati nel ranch andammo nella dolina, nel paddoc e lì ci sono dei dislivelli, tronchi e discese fatti apposta dall’istruttore che ci vuole insegnare a cavalcare bene.

Quel giorno sconfissi la mia paura di cadere da cavallo perché appunto caddi e capii che non era niente di tanto tragico come pensavo, salii di nuovo in sella e continuai a cavalcare. Da quel giorno mi sono innamorata del cross- country, ma non sono sicura di voler partecipare alle competizioni perché si cambiano molti cavalli al giorno e a me questo non piace. Secondo me l’equitazione serve a creare un’amicizia e un forte sentimento tra il cavallo e il cavaliere.

 


motto KASSIOPEA                             

 Zoe Križovnik  

  Classe VII Scuola Elementare Italiana Buie

RACCONTA UNA GIORNATA CON  IL TUO ANIMALE   PREFERITO

 

Fuori splendeva il sole, una leggera brezza faceva cadere le ultime foglie rimaste sugli alberi spogliandoli completamente, c'era un forte profumo di erba bagnata appena tagliata e io e il mio cavallo eravamo entrambi desiderosi di galoppare insieme. Mi sono vestita velocemente, ho preso uno zaino con due panini e una bottiglia d'acqua. Ho chiamato la mia amica e lei si e’ subito precipitata da me con il suo cavallo bianco. La mia cavalla invece e' nera. Si chiama Cassiopea, ha una bellissima stella bianca sulla fronte. E' una cavalla fedele, abile, giocosa, veloce come il vento, bella come la luna, vivace come una farfalla…

Siamo partiti subito, mentre galoppavo avevo il vento fra i capelli, e Cassiopea correva libera come un'aquila nel cielo, era fantastico!

Dopo due ore ci siamo fermate vicino  ad un ruscello, dove i cavalli hanno bevuto e noi abbiamo mangiato. Come ogni volta, ho preso nello zaino tre carotine e due zollette. Ho premiato Cassiopea con tante carezze e le ho dato la sua merenda. Dopo mezz'ora siamo ripartite. Ci siamo inoltrate nel bosco, ma siccome i cespugli e le erbacce erano alti e fitti non potevamo correre. Quando siamo uscite dal bosco erano gia’ le tre pomeridiane, quindi abbiamo deciso di tornare. Abbiamo preso una scorciatoia e abbiamo notato che i cavalli erano gia’ stanchi. A meta' strada cominciò a piovere, pioveva molto! Abbiamo cominciato a galoppare, ma siccome i cavalli erano gia stanchi, non andavano molto veloci e per di più i loro zoccoli affondavano nel fango. Eravamo tutte bagnate e stanche. Siamo tornate alle 21:00, ho salutato la mia amica e ho accompagnato Cassiopea nella stalla. Siccome la mia stalla e' completamente chiusa, Cassiopea stava al calduccio. L'ho asciugata con un grande asciugamano e lei si e' distesa sulla paglia. Mi sono seduta accanto al lei, poi mi sono appoggiata sulla sua pancia e mi sono addormentata.

Quello e' stato il giorno più fantastico della mia vita.

 


motto SOGNO                                       

Sara Pavich  

  Classe VII Scuola Elementare Italiana Buie 

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

  

Cara amica, 

è da tanto che non ci sentiamo, ma per ricordarti che non sei sola al mondo (come mi hai scritto nell’ultima lettera) ho deciso che ti verrò a trovare, che ne pensi? Hai mai pensato di venire tu in Croazia?

Comunque… passiamo ai racconti; come ben sai ormai, ogni volta ti scrivo uno dei tanti fatti che mi sono accaduti, ma oggi ti racconterò dell’8 marzo. Forse per te sarà noioso, ma vale la pena leggere.

Molte volte pensiamo solo ai regali e a festeggiare, ma non ci chiediamo il perché delle feste. L’8 marzo è dovuto ad un fatto triste e più che una festa è una ricorrenza, per ricordare. Nel 1908 le operaie di una fabbrica si lamentarono e decisero di fare sciopero per le pessime condizioni in cui lavoravano. La protesta durò vari giorni, ma l’8 marzo accadde un fatto vergognoso, l’azienda chiuse le porte in modo tale che le operaie non potessero uscire. Successe qualcosa di molto triste. Accadde che scoppiò un incendio in cui persero la vita 129 donne innocenti. Da quel giorno questa storia fece il giro del mondo e  commosse molte persone, una di queste sono io.

L’8 marzo non è una ricorrenza dovuta al fatto che una donna in accordo con altre ha detto di celebrare proprio quel giorno, ma ad una “strage” che ci ha fatto capire quanto siano importanti le donne bianche o nere o gialle, americane, croate o italiane, basse o alte; siamo tutte uguali, siamo tutte donne. L’unico nostro difetto è che non capiamo quanto siamo importanti a volte.

In alcuni Paesi come il mio e il tuo, le donne hanno pari diritti degli uomini, ma in alcuni esse sono “isolate”, discriminate rispetto al resto della popolazione. Non possono lavorare, far vedere il viso e peggio: sono costrette a sposare un uomo che non amano.

La donna viene considerata da qualcuno una specie di oggetto, alcuni popoli la considerano anche solo un corpo da sacrificare in onore degli dei. Secondo me tutto questo è ingiusto perché anche noi siamo esseri umani come tutti. Spero che una volta per tutte capiscano che senza la donna non c’è vita.  

Grazie per aver letto la mia lettera. Devo andare a studiare biologia (domani test, aiuto!).

 

                        Saluti Sara

 


motto SCIMMIA                                    

Petra Grace Zoppolato  

  Classe III Scuola Elementare Italiana Buie

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Mi chiamo Petra ho gli occhi azzurri a forma di mandorla e i capelli castani, lunghi e ondulati. Sono alta 140 cm peso 31 chili. Il mio naso è piccolo e le mie labbra piccole e sottili, sono simpatica, buffa, allegra, divertente, giocherellona, affettuosa, calma e poco furba.

Sono nata il 29 Marzo del 2001 alle 4:15 in Cairns, Australia.

Da piccola ero un po' cicciottella, ma ora sono ne troppo grassa ne troppo magra,sono normale, però mia nonna mi compra sempre delle canottiere troppo lunghe, larghe e grandi allora mia mamma mi dice sempre: " Mettiti la canottiera dentro ai pantaloni!!!" Mio papà mi sgrida perché non metto mai in ordine la camera e lo sapete perché? Perché lui è un uomo molto pulito e ordinato.

Beh, ora torniamo alle mie cose, ho 8 anni ma in marzo farò 9;  frequento la 3° classe, mi piace molto la scuola però non mi piace alzarmi alla mattina presto e neanche andare a letto alla sera, si, lo so sono strana!

Non sono molto vivace, ma sono molto birichina specialmente con mia sorella minore Emily Pearl! Mi piace stare in compagnia delle mie tre migliori amiche Nicole, Michelle e Erika e con loro giocare in casa.

Dove eravamo rimasti? A si giusto, sono una bambina che soffre molto il caldo, non mi piacciono le gonne e specialmente quelle rosa. I miei colori preferiti sono il giallo e l'azzurro, i colori che non mi piacciono sono il nero e il grigio. Mi piacciono molti i bambini e la musica. Suono il pianoforte, canto in coro e quando sono di buon umore ascolto la musica e ballo. E allora penso che sia ovvio che da grande farò la cantante e l'insegnante di asilo. Da grande spero proprio di avere un figlio, vorrei vivere o alle isole Hawaii o ritornare in Australia. Penso di avervi detto quasi tutto di me, il resto.. .alla prossima puntata!!!

 


motto CANE                                         

Rebecca Barbo  

   Classe III Scuola Elementare Italiana Buie 

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO 

Il mio animale preferito e' il mio cane Raf.E' un bastardino e' ha 8 mesi. Quando mi sveglio la mattina il primo pensiero va al mio cane. Quando sono a casa ci divertiamo molto. Alla mattina mi vesto e vado subito da lui! Mi piace stare con lui e giocare. Io salto sulla sua cuccia perché lui non mi prenda. Poi inizia a saltare e ad abbaiare. Poi fuori dal box corriamo e saltiamo assieme . A volte però Raf scappa dal mio vicino che ha un' aski e io lo vado a prendere e lo sgrido perché non si deve allontanare. Quando la mamma mi chiama per il pranzo devo chiuderlo nel box e gli do' da mangiare e bere. Verso sera quando di nuovo torno a giocare e inizia ad abbaiare dalla felicità. Ma scappa di nuovo dal vicino e allora arriva mio padre che ha le mani che profumano di carne (fa' il macellaio!) e nel sacchetto l'osso.. .allora corre subito da lui. Mio papà lo prende e lo mette nel box. Raf abbaia un' po’ perché non vuole stare da solo. Io gli voglio molto bene e non potrei mai stare senza di lui.


motto ARCOBALENO 2                      

Iva Biondić  

  Classe III Scuola Elementare Italiana Buie

lo allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Mi chiamo Iva, ho nove anni, frequento la terza classe della S.E.I. di Buie. Ho i capelli di colore biondo miele e un po' mossi, ho gli occhi di colore verde nocciola e sono magra. Quando mi guardo allo specchio vedo una ragazzina normale e semplice con dei gioielli semplici, però mia madre mi dice: "sei la ragazza più bella del mondo! "lo invece vorrei avere gli occhi più verde chiaro, i capelli più' lunghi e lisci e il carattere. Adoro giocare con gli amici, cantare e ballare anche se sono stonata ma ballo abbastanza bene. Mi piace vestirmi in tutti i modi e mi piace portare i capelli sciolti. Da grande vorrei fare o la farmacista, o la ricercatrice oppure la maestra. Non mi piace dormire e annoiarmi. Penso di aver detto quasi tutto di me. Voi invece come mi vedete?


motto TIGRE                                       

Mateo Škrinjar  

   Classe III Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Ciao, amico mio! 

Come stai? È da tanto che non ci vediamo. Non vedo l' ora di vederti! Michele, dove  andrai quest'anno in vacanza?

Io penso di andare in spiaggia a ladin gaj. La spiaggia è molto bella e l' acqua è limpida. Spero che verrai anche tu e così faremo delle lunghe nuotate, potremo giocare a calcio e scherzare. I tuoi genitori ti hanno comperato il computer? Spero che tu mi scriva. Per me sei sempre un grande amico. Quando ci rivedremo, ho una sorpresa per te! 

Tanti saluti

 


motto PANTERA NERA                    

Michele Lakošeljac  

  Classe IV Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio

   Racconta una giornata con il tuo animale preferito 

Avevo una piccola oca simpatica e buona. era nera e bianca. Al mattino  le davo da mangiare il granoturco. Il suo posto preferito era l' erba verde. Quando ritornavo da scuola andavo da lei e giocavamo tutto il pomeriggio insieme. Quando diventò piu' grande depose le uova. Io ero contento perché deponeva le uova e dalle uova nacquero le ochette. Era una meraviglia vederle come nuotavano insieme alla mamma oca, in un piccolo laghetto. Le altre oche deponevano pure le uova e  così noi avevamo circa ottanta oche. Siccome erano troppe le abbiamo sistemate in un cortile più grande. Una mattina  sono andato in cortile  e  non l' ho trovata. Tutte le oche ed io eravamo molto tristi.

 


motto OCEANO                                

Pier Giovanni Bibalo  

   Classe III Scuola Elementare Italiana Buie, sez. perif. Verteneglio   

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 

Il mio cane si chiama Tobi. Ha il pelo nero, è basso e mi fa divertire.

Ogni tanto io gioco con lui e gli corro dietro. Tobi mi guarda e aspetta che io lo gratti. E' molto bravo e furbo e ascolta ciò che gli dico. Mia nonna lo deve lavare, tosare e portarlo dal veterinario. Quando pranziamo dalla nonna, Tobi  va a dormire sul tappetto.

Ora vi racconterò una giornata particolare  con Tobi.

Era una bellissima giornata  di sole. Tobi stava sdraiato  e ad un tratto sentì un prurito alla coda, girava  su sé stesso, mentre io ridevo ...nel pomeriggio tobi mi  saltò addosso con tutte e quattro le zampe. Dopo un po',  ha iniziato a inseguire un gatto . Il gatto scappava mentre io cercavo di acchiappare Tobi.

Quel giorno era davvero particolare , il più bel giorno trascorso con Tobi.

 



 

Temi provenienti da Fiume

 

insegnanti

Ornella Sciucca, Liviana Calderara, Roberto Nacinovich.

 

 

motto L’ARCHEOLOGA                       

Petra Butorac  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

Una lettera a un amico immaginario 

Cara Anne,

il mio nome e' Petra ed ho 12 anni Vivo nel ventunesimo secolo, nel 2010, precisamente. Dopo la tua tragica morte...no, aspetta, ti racconto la storia di quello che e' successo dopo che i nazisti hanno deportato te e la tua famiglia. Ti ricordi i tuoi racconti sparsi per terra? Miep Gies e Вер Voskujil sono tornate nell' e x  Alloggio Segreto e Miep ha salvato i tuoi racconti e il tuo diario. La Seconda Guerra Mondiale è finita nel 1945 con la sconfitta dei tedeschi e degli otto inquilini e' rimasto vivo solamente tuo padre, Otto Frank che tu chiamavi Pim e l o definivi come "Il padre più' prezioso del mondo".

Miep non ha letto ne' il tuo diario ne' i tuoi racconti, per rispetto. Li ha dati a tuo padre appena ha scoperto che tu e tua sorella Margot non tornerete, voleva restituirteli ma tu non tornavi più'... Quando tuo padre ha letto il tuo diario e i tuoi racconti e' rimasto stupefatto. Non sapeva che quell'albero che potevi vedere dalla tua stanza nell'Alloggio Segreto significava così tanto per te. Non sapeva che i tuoi sentimenti per Peter fossero così forti. Diceva di non conoscerti pur credendo il contrario. Ha ritenuto che scrivessi così bene che ha deciso di pubblicare il tuo diario. Quanto al traditore, non si sa' ancora chi fosse stato. Si pensa fosse stato il magazziniere Van Maaren, ma altri dicono che fosse stata Lena Hartog-van Bladeren, la donna delle pulizie. Nella lista dei sospettati appare anche il nome diTonny Ahlers, un conoscente di tuo padre, ma non e' certo. Tuo padre non mostrava tanto interesse per il traditore, ha detto che quella era acqua passata. " Ho dimenticato di dirti che dei benefattori degli otto inquilini sono sopravvissuti tutti dopo la guerra. Miep e Jan Gies hanno avuto un figlio, Paul. Tuo padre e'morto nel1980. Miep Gies e' morta solamente pochi mesi fa'. Immagina, carissima Anne, sei diventata così famosa che hanno prodotto ben tre film sulla tua vital Uno in bianco e nero, subito dopo la  pubblicazione del tuo diario. Gli altri due film sono a colori. Si, proprio così, film a colori nel futuro. Oh, se solo potessi vederli..Ma ritornando ai film,  uno e' prodotto dagl'inglesi e racconta la tua storia intera, dal1939 al1945. E' stato filmato nel 2001, gli attori sono fantastici Quando l'ho guardato, ho pianto così tanto... Tornando alle vicende politiche della Seconda Guerra Mondiale, ti devo dire una cosa: Le forze sovietiche e gli Alleati, che tu ascoltavi e non vedevi l'ora che venissero a liberarvi, hanno invaso la Germania per porre fine alla pazzia di Hitler.

Leggendo il tuo Diario, che ormai e' così famoso, che si scrive con la maiuscola, -nel futuro tu sei una famosa scrittrice, proprio come volevi!). Ho trovato che noi due siamo molto simili: ti piace la storia e la mitologia greca e romana che sono lmie preferite! Ti piace scrivere e vuoi diventare scrittrice o giornalista da  grande? Anch'io lo voglio: tanti mi dicono che ho talento per scrivere, e io non vedo l'ora di mettermi davanti al computer quando mi viene l'ispirazione. Infatti, sto scrivendo ben 5 racconti che spero di finire un giorno.

A  proposito, anche i computer e e televisioni esistono oggi Le televisioni sono come i "cinema dicasa", ma con uno schermo più piccolo e meno sedie attorno. I computer sono come delle finestre sul mondo dove puoi comunicare con altri e anche vederli, puoi giocare, scrivere, disegnare...ma nonostante tutto, le persone non cambiano, sono terribili come prima, forse anche peggio.

La tua amica Hanneli Goslar, con cui hai parlato a Bergen-Belsen, e' sopravvissuta insieme alla piccola Gabi, la sorellina. Anche Jacqueline Van Maarsen e'sopravvissuta, almeno non e' diventata una vittima del nazionalsocialismo.

Oh, cara Anne, vorrei dirti ancora tantissime cose, ma per farlo potrei scrivere un libro, e non una piccola letterina, così e' arrivato il momento di dirti addio, ma avrai ancora mie notizie.

Con stima e rispetto per Annelies Marie Frank

 


 

 motto ACQUERELLO                          

 

Viktorija Štefan  

 

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

 

Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

 

Ciao Lars,

 

in questi giorni ho l'impressione di bollire dentro a scuola ci sono tanti impegni che non so da dove iniziare. il peggiore é il fatto che tra pochi giorni ci sarà l'interrogazione di storia e io il libro non l'ho nemmeno aperto. complessivamente, non so precisamente perché, nelle ultime settimane mi dedico poco agli obblighi scolastici. bah!!! sarà a causa del clima,che ne dici? qui da noi il tempo non riesce a decidersi: freddo, caldo, ventoso, estivo, poi all'improvviso nevica...non sai come vestirti al mattino e così spesso succede che mi metto il piumino e al ritorno lo tengo in mano sospirando profondamente arrabbiata della scelta sbagliata. un misero conforto lo trovo nel fatto che anche gli altri soffrono alla stessa maniera. che dire? - bisogna sapersi adattare! 

Sei stato al cinema recentemente? io sono andata con la mamma e la sorella a vedere "Che fine hanno fatto i Morgan". La storia è abbastanza divertente: tratta di due coniugi sull'orlo del divorzio, testimoni di un omicidio e sotto protezione dell' FBI a lasciare New York e andare in un paesino del Wyoming. Lì, il loro rapporto cambia e si innamorano di nuovo. so che non dovrei dirtelo, ma c’e' il lieto fine. e' divertente e assai rilassante. te lo consiglio. 

Nelle ultime settimane sono andata dal dottore alcune volte. Niente di serio, ma snervante. La nonna si e' preoccupata parecchio, però, fortunatamente senza ragione. Lei e' sempre piena di consigli prudenti che mi sento ripetere fin da piccola. A volte mi sembra di essere estremamente sensibile. Credo sia dovuto all'età'. Spesso, nella pubertà gli impegni ci sembrano insuperabili. Alle volte vorrei essere così forte. non sono sicura di esserlo. 

Ho letto da qualche parte che l'adolescenza e' un giardino segreto. Chissà se un giorno lo troveremo?! Intanto, preoccupiamoci di crescere sereni e di essere aiutati. 

Al momento mi servirebbe un aiuto, con alcuni libri da leggere. Illeggibili dal mio punto di vista! Leggere dovrebbe essere un piacere, no? mi sembra, invece, un obiettivo molto difficile da raggiungere. Alla fine il dialogo tra me e questi libri non e' semplice o efficace, ma non esiste proprio! E poi gli adulti si chiedono perché i giovani non leggono. hai qualche autore da raccomandarmi? Ne vorrei uno (o anche due) più' accessibili, di cui mi potrei appassionare. 

Hai sentito parlare dello zumba aerobic? Sono andata a guardarlo con un'amica. e' ideale per lasciarsi andare un po' e godersi il ballo. Ti distrae facilmente e, infatti, sto valutando di iscrivermi al corso pure io. La prima settimana e' gratis così anche se non si e' soddisfatti al 100 % si può' rinunciare senza ulteriori spese. Ho anche sentito parlare degli esercizi per il cervello. E’ un insieme di giochi e allenamenti virtuali ideali per mantenere in forma il cervello. Ma quante ne inventano!? Presto anche il fitness per il corpo diventerà' virtuale. Pratichi la palestra?

 Sai che ho dei vicini assai strani? mi sembra che qualche volta ci spiano, hanno dei gatti che invadono il nostro giardino e si nascondono senza ragione. Riderai, lo so, ma ci ridiamo pure noi. Sarebbe bello avere dei vicini chiacchieroni, carini e buoni come nei film. Come sono i tuoi? 

A mia sorella piace tanto rinnovare la propria stanza: ridipingerla con nuovi colori o sostituire l'arredamento. Spesso sono un po’ gelosa e invidiosa. La mia stanza e' più' piccola e le mie idee sono più' scarse. Ho letto nell' oroscopo settimanale che la luna crescente mi regalerà delle idee e ispirazioni. Speriamo! Com'è la tua stanza? Ti piace starci?

Da qualche giorno sto cercando una bambola. Non ci gioco più, ma mi fanno ricordare un periodo splendido della mia vita. L'ho avuta per il mio compleanno mentre frequentavo l'asilo. Quel compleanno, non so di preciso perché,non l'ho mai dimenticato. C'era qualcosa di magico, per me - indimenticabile. La sensazione e' ancora viva. purtroppo, resta solo il ricordo di quei giorni spensierati...devo solo scoprire dove me l'hanno nascosta... 

Ah!! adesso mi sono ricordata!! C’e' una novità a scuola! E’ arrivato un nuovo professore di catechismo. mi piace, e' interessante.

«La felicità e' desiderare quello che si ha» e' una delle frasi più' citate di sant'Agostino. Così ci ha detto il professore. Ci ho pensato un po' e penso di essere d'accordo.

Il messaggio che lui vorrebbe trasmetterci e' di fare affidamento nelle nostre incredibili risorse umane; il coraggio e la creatività' necessari per una vita migliore.

«Guardare con più' serenità' al futuro e' possibile!», dice lui. e, infatti, guardavo nelle ultime settimane i sopravvissuti della terribile tragedia a Haiti. Hai visto che, nonostante tutte le brutte cose, quella gente ei loro bambini sorridono? E’ raro vedere il sorriso sulle labbra della gente per le strade delle nostre città «sviluppate» e moderne. Cosa da non crederci, però pare che loro questa serenità' della vita l'abbiano trovata da qualche altra parte.

il professore ce ne parla spesso; di come trovare la felicità; di come viaggiare attraverso le nostre emozioni. La bellezza, le ribellioni, speranza, ingenuità', liberta...sono tutte esperienze necessarie alla nostra crescita. Ognuno di noi ha bisogno di certezze, amicizia, confidando in una vita regolare e abitudinaria. Irregolare solo nei tanti impegni. e infine: sapersi emozionare sempre!

Ti ho detto, no!?! il prof. mi piace!

La cosa più' bella e' che mi sembra che abbia abbastanza fiducia nella nostra intelligenza da credere che possiamo distinguere la differenza tra le cose giuste e quelle sbagliate. Sono dell'opinione che ognuno di noi dovrebbe analizzare se stesso, e solo quando impara a conoscere le proprie emozioni gli sarà possibile riconoscerle negli altri. Non abbiamo tutti ( alla fine dei conti) un gran bisogno che qualcuno ci ascolti?!?

 Mi pare di averti annoiato fin troppo...

Ti ho scritto di tutto e di più', e mi fermo qui. Vado a prendere qualche biscotto al cioccolato e del cacao. I miei famigliari saranno probabilmente già' preoccupati della mia assenza... 

a presto! Attendo una tua risposta! stammi bene!  

baci...

 


motto CUCCIOLOTTA                         

Laura Dessardo  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

RACCONTACI  UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

 

„Amber“

      La mia migliore amica è Amber, una 'ragazza' davvero mattarella! Ha tre mesi e mezzo ed è di razza maltese. Tra i miei ricordi più belli ci sono senza dubbio le tante giornate passate insieme. Ce n' è  però una  che, ogni volta che ci penso, mi fa venire un sorrisetto sulle labbra.                  Mi ero appena svegliata quando ho sentito un rumore: era Amber, che voleva entrare nella mia cameretta. Volevo restare a dormire e non avevo voglia di alzarmi dal letto, ma il suo grattare sulla porta mi irritava. Ho guardato l'orologio. Oh, no! Erano le otto e un quarto e dovevo alzarmi per farla uscire. Così, anche se non  lo meritava, ho deciso di lasciarla entrare. Era così felice di vedermi che ha fatto una cosa inaspettata: mi è saltata addosso! Quella piccola diavoletta non era pesante, ma io non ero ancora completamente sveglia, tantoché sono caduta sulla cartella, mentre lei mi leccava la faccia e...faceva pipì.                                           

 „AMBER, guarda cos' hai fatto! – gridai, spostandola e indicandole il mio pigiama preferito. Come risposta lei è salita sul letto. Mi guardava così carinamente che non potevo rimanere arrabbiata per lungo. – „Vieni!“ – le dissi, togliendo il pigiama e buttandolo nel cesto dei panni sporchi (che erano tanti da quando Amber era venuta in casa!). Dopodiché ho acceso la televisione nel soggiorno e sono andata in cucina per riscaldare il latte. Nel frattempo avevo preparato la colazione per la mia cagnolina e gliela avevo posata a terra. Per me latte e biscotti, che volevo mangiare quanto prima, affinché Amber non cominciasse a fare stupidaggini. Ma, mentre stavo cercando le merendine della Kinder, lei è riuscita a combinarne un'altra delle sue: aveva distrutto i fiori della nonna, fatto popò sul tappeto e rovesciato il mio bicchiere di latte! Nooo...                                                                                                            

E non era finita lì. Infatti la diavoletta era corsa dispettosamente verso il soggiorno. Generalmente prendeva una forte rincorsa e saltava sul divano ma, quella mattina non glielo volevo permettere. Così le sono andata dietro ma, arrivata in salotto, non riuscivo più a trovarla. La furbetta era uscita in giardino e aveva già scavato un bel buco, gettando la terra da tutte le parti e sporcandosi tutta. Ero arrabbiattissima! Era nera e dovevo lavarla. Ma rimanevano ancora la cucina, il soggiorno... Non sapevo da dove iniziare. Non so come, ma ce l'ho fatta. Poi ho chiamato i genitori e gli ho raccontato cos'era successo. Loro mi hanno suggerito di portarla fuori per farle fare i bisognini e correre un po'. Li ho ascoltati e siamo uscite.                        

  Amber era molto contenta e continuava a saltellarmi intorno. Era davvero simpatica cosicché, dopo un po', la rabbia mi è passata.          

  Rientrate in casa ci siamo divertire un sacco. Abbiamo giocato, ballato e, ad un certo punto le ho addirittura permesso di camminarmi sulla testa. La sua allegria mi aveva contagiata e mi ero fatta trascinare in situazioni quasi assurde come passeggiare a gattoni, 'abbaiare' con lei... Eh, sì, ero partita di testa.                            

 Ma l'affetto, ogni tanto, fa anche questi effetti, no?

 


motto SHERLOCK                              

Matej Vukušić  

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

RACCONTACI  UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

 

„Max“

      Il mio animale preferito è Max, il mio cane e uno dei  giorni più belli passati insieme è stato durante l'estate scorsa, mentre eravamo in vacanza a Sansego. Quella mattina avevo deciso di portarlo su una spiaggia che si trovava dall'altra parte dell'isola. Siamo partiti all'alba, quando il sole non era ancora forte. Lungo il percorso tenevo Max legato al guinzaglio perché potevamo incontrare delle persone sconosciute. Arrivati, ci siamo fermati per qualche minuto ad ammirare quella meravigliosa spiaggia, lunghissima e bianca. Poi ci siamo accomodati sotto uno scoglio sporgente dove, dentro ad una bacinella, ho messo tanta acqua e del cibo per Max.  

 Dopo aver mangiato e bevuto, abbiamo iniziato ad arrampicarci verso l'altra parte dell'isola. A metà strada sono quasi caduto giù, ma Max mi ha afferrato, trattenendomi. L'ho accarezzato e lui mi ha fatto una leccatina sulla faccia. Giunti sull' altra spiaggia, accaldati e senza fiato, abbiamo lasciato le cose per terra e siamo subito corsi in acqua. Ci siamo rimasti a lungo', godendoci quella giornata fantastica!  Usciti        dall'acqua abbiamo cercato dell'ombra per ripararci dal sole, che era diventato cocente. Dopo un po' ci siamo  addormentati. Al  nostro risveglio il sole stava calando dietro all'isola. Ci siamo bagnati un'ultima volta e siamo partiti verso casa. Arrivatici ci aspettava una gustosissima cena! Abbiamo mangiato e ci siamo messi davanti la televisione.

Poi, felici,  ci siamo abbracciati.

 


motto PIPPI                                         

Ileana Merdžo  

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

„IO ALLO SPECCHIO, COME SONO E COME VORREI ESSERE“

 

      Stamattina, appena alzata, sono andata in bagno e mi sono guardata allo specchio. La prima cosa che ho notato sono stati i capelli arruffati e le palpebre  addormentate. Ho inumidito la faccia e mi sono avvicinata alla specchiera. Vi ho osservato gli occhi marroni leggermente all'ingiù e il naso all'insù che, più che un naso, sembra uno scivolo!                                                                                  

Ciò che però mi rende più mostruosa di tutto sono le lentiggini e quelle antipatiche di occhiaie! Le prime le posso anche tollerare fino ad un certo punto. Dicono infatti che sono 'carine', 'simpatiche' e che danno un'aria 'un po' così'. Dicono... Per quanto riguarda invece le occhiaie, sono più viola del viola! Ahimé, rimedi non ce ne  sono però, se le potessi prendere a pugni, lo farei con gusto. Ma, data la mia proverbiale fortuna,  diventerebbero ancora più violacee! Se avessi la possibilità di cambiare qualcosa, vorrei avere un naso più decente, gli occhi più chiari e, ovviamente, la pelle senza occhiaie e lentiggini.                                                        

  Tutti dicono che bisogna accettarsi come si è, ma sono quasi sicura che molti vorrebbero cambiare una parte del loro aspetto o carattere. Vabbé, nessuno è perfetto!                                                                                                               

    Una cosa che non capisco è perché alcune donne si mettono chili di cosmetici, che le rendono solo più brutte? Mah, affari loro!

      In fondo, credo che ognuno di noi, a nostro modo, sia bello e che ci sono tanti gusti. Penso pure che, col tempo, riuscirò anche a 'convivere' con le mie amiche 'di pelle', le signorine Occhiaie e Lentiggini. Non vedo l'ora.

 


   

motto GUGLIELMINO                          

Vilim Kvaternik  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

RACCONTACI  UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

 

„Oscar“ 

        Io, a casa, ho due animali, un gatto di nome Gustav e un cane di nome Oscar. Di solito cani e gatti litigano. Qusti invece no, anzi, dormono addirittura insieme.  A dire il vero, una giornata con Gustav è immaginabile soltanto passata in casa, perché non lo posso mettere al guinzaglio. In caso contrario, si ucciderebbe! Infatti, i gatti non li puoi mai obbligare a fare una cosa se non gli va. La faranno, sì, ma quando lo vogliono loro. Così ho deciso di parlare di Oscar.                                              

E' un cane grigio, macchiato da una miriade di pigmenti color caffelatte; ha gli occhi verdi e, quando si mette al sole per riscaldarsi, le sue pupille sembrano sottilissimi aghi. Le orecchie, a mio avviso, sono davvero particolari e ricordano quelle di una lince. Quando si spaventa incomincia ad abbaiaree ed arrabbiarsi con me, anche se non gli ho fatto niente.                                                                                

 La giornata trascorsa insieme  che mi è rimasta particolarmente impressa ha avuto inizio una mattina come le altre, quando la mamma mi ha svegliato dandomi la brutta notizia che Oscar non c'era più. Non riuscivo a capire come poteva essere successo e diventai molto agitato. Così, dopo aver fatto colazione, i miei familiari ed io ci siamo messi a cercarlo. Dopo un po', per strada, vedendo le macchine che sfrecciavano veloci, mi è  venuto un attacco di panico. Non potevo smettere di pensare alle cose brutte che potevano essergli accadute. Ero talmente disperato che mi sono messo a piangere. Ma non lontano, dopo aver oltrepassato la prima, la seconda e la terza curva, lui era lì. Incredulo e felice gli sono corso incontro e l'ho abbracciato. Lui muoveva allegramente la coda e abbaiava. Sembrava una scena di „Lessie“!                    

 Tornati a casa Oscar ha iniziato a saltarmi addosso e mi faceva cadere in continuazione (ha più di 30 chili!). Tutto quel pomeriggio l'abbiamo trascorso insieme, senza staccarci un attimo. Abbiamo giocato tanto: ci tiravamo la palla, ci rincorrevamo, tiravamo la fune e... vinceva sempre lui! Verso sera abbiamo anche giocato a calcio. Devo dire che il mio Oscar è un gran portiere, quasi come Buffon, cosicché, anche in quell'occasione, ha vinto lui (seppur per pochi punti).                 

 Non so se le sue vittorie fossero meritate o se l'avessi lasciato battermi per gratitudine di non avermi abbandonato. Fatto sta che il mio cane era lì con me ed io ero felice. Penso che quella giornata rimarrà sempre nel mio cuore.  

 


   motto EL FIUMAN                               

 Eric Cimera  

   Classe VII Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

RACCONTACI  UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

„Ara“

     Raccontare una giornata con il mio animale preferito. Hmmm.... Ci sono parecchie giornate che potrei descrivere, ma ne riporterò una che non dimenticherò mai per la sua gaiezza.                                                                                     

  Circa due anni fa i miei genitori ed io siamo andati a fare una gita sul Platak. Ovviamente ci siamo portati dietro anche Ara, il mio cane. Lei è molto birichina, forse troppo. Infatti, si ostina sempre a mangiare i fiori della mamma, a scavare degli enormi buchi nell'orto (sembrano delle trincee!), ad abbaiare come una forsennata al postino e, come ogni cane che si rispetti, ad odiare i gatti!                    

Sul Platak però, abbiam pensato ingenuamente noi, NON POTEVA fare stupidaggini per il semplice motivo che, causa il freddo e la neve, non ci sarebbero stati  fiori da mangiare, postini e nemmeno gatti...                                                          

  Sin dall'arrivo però abbiamo capito di esserci sbagliati. Infatti, dopo che io, tutto contento, avevo fatto un grosso pupazzo di neve, con tanto di sciarpa e cappello, Ara, forse l'unico cane sul globo terrestre ad aver paura delle NEVE (!?), gli è saltata addosso e lo ha sbranato    ! Secondo me era invidiosa perché molto più piccola di lui! Poi, chissà come, si è incastrata un paio di volte        nella neve, facendo sbucare fuori solo la testa. Immaginate la scena: tutto intorno un idillico paesaggio bianco dominato da un rilassante silenzio, storpiato ogni tanto dal nevrastenico abbaiare di una pelosa testa di cane. Fantastico, eh?                                  

Naturalmente, ogni volta dovevo andare a 'salvarla'. Dopodiché cominciava a correre selvaggiamente, sterminando terrore fra i bambini che scendevano con le loro slitte. Infatti, per ragioni che mi sono estranee, Ara odia anche le slitte: quando mi lasciavo andare lungo la discesa, cominciava a ringhare e mostrare e denti. E' una pazzoide!                                                                                                            

 Per finire la giornata in bellezza, la mia dolcissima cagnetta ha avvistato un gatto. Ma chi è lo stupido che si porta un gatto sulla neve? Mah! In ogni caso, come da copione, Ara ha incominciato a rincorrerlo ed io, per fermarla., ho dovuto rincorrere lei!                     

Per fortuna si era fatto tardi e i miei genitori hanno deciso di rientrare a casa. Non ho detto una sola parola. Sfinito, sono entrato in macchina e non potevo distogliere lo sguardo da Ara che, nel frattempo, aveva candidamente appoggiato la sua testa sulle mie ginocchia e si era addormentata. Sembrava un angelo...                                     

Arrivati a casa, la prima cosa che ha fatto è stata una bella cena...dei fiori della mamma!. AAAAAAAAAAAAAAAAA!

 


motto SCOIATTOLINA                        

Ivi Maria Dragičević  

   Classe IV a  Scuola Elementare Italiana “San Nicolò” Fiume

"lo allo specchio,come sono e come vorrei essere" 

 

Me ciamo Ivi e ve digo subito che me piazo cossi come son! Me devo descriver?Non so proprio de dove cominciar... Provemo,non me costa niente. I dixe che sono una coccola putela. Go i cavei lunghi color nosela e i oci scuri come due castagne.

Son alta e magra come una scova . Me piaze magnar el strudel de pomi che se fa a casa mia. Me diverto a guardar la television, ascoltar la musica e sonar el pianoforte. Quando sono son cossì contenta de mi che me par de esser una pianista famosa de quele che tuti ascolta volentieri, almeno un bich. Son ciacolona e ogni tanto me vien la ridariola ma solo quando me trovo ben in compania, se no taso e fazo la musona. Giogo volentiri a zip-zop con le mie compagne de scola quando gavemo ginastica fora e non in palestra.

Con la mia mama parlo el fiuman e lo imparo mejo anche ne la mia scola che se ciama "San Nicolò".

Se ghe penso ben,mi me vedo come una "scoiattolina" curiosa e svelta, interessada a quel che sucede intorno de mi e, impegnada a scoprir el mondo. 

 


motto DRAGONE                                 

Giulia Miranda  

   Classe IV a Scuola Elementare Italiana “San Nicolò” Fiume

"lo allo specchio,come sono e come vorrei essere" 

Alta e snella come una gazzella, occhi cangianti come quelli di un gatto, questa sono io!

La mia mamma mi dice spesso che sembro una cricetina che nasconde tante noci in bocca perché le mie guance sono tonde paffute e carine.

Quando dormo e viene a controllare che tutto vada bene mi sussurra nell'orecchio che assomiglio ad una crisalide perché mi avvolgo tutta nelle coperte; e al risveglio invece salto subito giù dal letto svolazzando leggera come una farfalla. 

Mentre sono sotto la doccia canto come un fringuello.

Quando ero piccola nuotavo come un cagnolino, mentre ora domino l'acqua come un delfino...principiante. Sono così affettuosa che, quando abbraccio i miei sembro una gattina che fa le fusa.Non mi piace giocare da sola, preferisco stare nel "branco" circondata da amici cari e sinceri. 

Mangio come un lupo, dormo come un ghiro e saltello come un cerbiatto.Quando litigo con mia sorella divento aggressiva come una belva, invece, quando faccio i compiti di matematica sono lenta come una lumaca, questa sono io!Ah,sì dimenticavo di dirvi che sono nata in Cina nel 2000 e perciò sono un D R AG 0 N E!!!

 

Mi piaccio così, diversa non vorrei proprio essere.

 


 


 

Temi provenienti da Pola e Dignano

insegnanti

Manuela Verk, Ester Contossi, Livia Franco - Pavlović, Ingrid Ukmar Lakoseljac, Susanna Svitich,

 

motto BALLERINA 012                       

Gaia Forlani  

   Classe VII Scuola Elementare Dignano, sezione italiana

IO ALLO SPECCHIO, COME SONO E COME VORREI ESSERE 

 

          Molte volte  al giorno mi guardo allo specchio, a volte non vedo che il riflesso del mio aspetto fisico, a volte mi capita di guardare quel riflesso e vedere ... qualcosa che va oltre all'aspetto, qualcosa di più immenso; i pensieri allora mi travolgono la mente e penso a quel qualcosa che c'è dentro ognuno di noi: forse il comportamento, forse le idee e i sentimenti, o più semplicemente, come nel mio caso, una ragazza che affronta il mondo facendosi scudo con un corpo di tredicenne.

Fisicamente non sono uno schianto: capelli ricci di color marrone, occhi marrone-verdi, corpo snello... non sono perfetta, ma in fondo chi lo è a questo mondo?

Penso di dover andar d'accordo con me stessa perché molte persone non hanno mai detto niente di male sul mio conto.

Una cosa che comunque mi frulla spesso in mente è il fatto di non essere accettata da tutti allo stesso modo; lo so che questo è normale, ma quando un gruppo di persone con cui passi la maggior parte del tempo ogni giorno non ti accettano per quello che sei, beh, è dura!

Non voglio criticare nessuno in particolare, ma il fatto è che quel gruppo di persone sono la mia classe.

Il titolo del tema è: „Io allo specchio, come vorrei essere“ e quindi vi rispondo, vorrei essere accettata per come sono: Gaia, una ragazza che sta crescendo e che si impegna in tutto quello che fa per ottenere il massimo dei risultati, forse la persona più ambiziosa che ci sia, che si impegna per realizzare tutti i sogni che ha. Il sogno più grande? Diventare una grande ballerina classica, vorrei finire l'accademia di danza classica a New York, la „Julliard“ oppure al secondo posto la „Royal accademy“ di Londra (e credetemi quando vi dico che non mi arrendo tanto facilmente). Le persone che mi conoscono bene, mi definiscono come una ragazza simpatica, determinata, indaffarata, socievole, equilibrata nelle reazioni. Alcune persone mi giudicano male, solo perché non mi comporto come loro. A scuola ad esempio, cerco di stare sempre attenta durante le lezioni, mi impegno per ottenere ottimi voti, perché voglio ottenere dei risultati ed essere fiera della mia vita - ce n'è solo una - e non voglio fare degli errori di cui potrei pentirmene in futuro o di rimpiangere il fatto che non mi sono impegnata abbastanza quando ne avevo la possibilità.

Ci sono persone che mi giudicano una secchiona, che poi non è affatto vero, queste non meritano il mio rispetto e nemmeno la mia amicizia. Gente così al mio fianco non la voglio, non mi conoscono abbastanza bene da potersi permettere di fare dei commenti sul mio conto; la mia vita è troppo frenetica per poter stare tutto il tempo china sui libri ...

Comunque ho amici di cui non potrei fare a meno. A volte andiamo assieme al cinema, altre, andiamo a fare un giro soltanto; a tutti loro voglio tanto bene!

Vabbè ora mi sono un po' allontanata dall'argomento principale quindi mi rifaccio la domanda che questo tema mi pone: ma io, come vorrei essere?

Pensandoci bene, io non voglio cambiare, mi piaccio così, con i miei pregi ed i miei difetti e alla domanda a chi vorrei assomigliare, io rispondo: „Non voglio che la gente mi dica e mi riconosca dicendomi di quanto assomigli a quella o a quell'altra persona, ma vorrei mi riconoscessero dicendomi: Ah, quella è Gaia!“

 


motto FELIX                                          

Erika Grubiša  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Un giorno con il mio animale preferito 

È sabato. Il mio gatto Fiocco sveglia tutta la casa perché ha fame e fretta di uscire. Fiocco si mette a miagolare ma nessuno lo bada. Poi decide di passare alle maniere forti... mi sveglia prendendo a zampate il campanello della mia cartella e decide di mordermi le gambe. Fatto questo, va a svegliare mia mamma e mio papà buttando giù le cose dal comodino. Durante la giornata le combina di tutti i colori: va nel fango e poi sale sul muretto bianco del soggiorno con le zampette tutte marroni. Un' altra marachella: cattura una lucertola e la porta a casa in regalo alla mamma che urla terrorizzata e il papà ed io dobbiamo correre a salvarla...la mamma, non la lucertola. Poi va ad infilarsi sotto all' automobile parcheggiata, si unge d' olio, diventa „bello" nero e va a sdraiarsi sul mio letto rosa. La mamma impazzisce, il gatto scappa nuovamente nell' orto. Questa volta, per farsi riaprire, batte il vetro della finestra per ore, inutilmente, perché noi siamo andati al supermercato. Torniamo a casa e il gatto vuole fare il procione lavatore: va a scavare nel WC, esce ad infangarsi nell' orto e torna a correre per tutta la casa ed io dietro con lo straccio per pulirlo, prima che la mamma ed il papà lo vedano e lo ..impicchino" al ramo dell' ulivo dell' orto. Poi sale sul tappeto, si sistema sul cuscino, si stiracchia sul divano...mamma mia, dammi forza di scrivere ancora tutte le sue imprese! Dunque, vediamo: scende la notte e il gatto non vuole tornare a casa, ma la fame è più forte e alla fine si decide. Per il cibo si fa tutto. Fiocco va a letto ed io con lui. A notte fonda mi sveglio e mi ritrovo quasi a terra. Lui, „Luigi XIV" invece, è sdraiato sopra le coperte, lo lo spingo e mi riprendo il posto. È così ( più o meno ) ogni giorno ... e notte.

 


motto D.J.                 

                            Bartol Matošević  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Una giornata con il mio animale preferito 

lo non ho I' animale domestico che desidero, cioè un cane, perché abito in un condominio e secondo la mia famiglia un animale ha bisogno del suo spazio, di scorazzare libero per i prati. Quindi mi accontento delle tartarughine. Però mio cugino possiede un cagnolone speciale e lui è diventato il mio preferito. Il cane in questione si chiama Rooney, come il calciatore e già il suo nome è tutto un programma.

A Rooney piace giocare, saltare, prendere la palla al volo e come a un vero sportivo piace lo yogourt. S'infila dappertutto e quando trova qualcosa sotto il letto (e da mio cugino se ne trovano di cose) le porta fuori e poi le trascina per tutta la casa.

Mi diverto tirargli la pallina perché la rincorre come un matto, scatta veloce, dribla di qua di là, la lancia con la testa e poi I' afferra con i dentoni aguzzi e qualche volta la pure buca. Quando invece lo attiro con I' osso finto, comincia a saltare intorno a me.

La settimana scorsa ho dormito dai mio cugino e ho lasciato ' per caso' una calza sotto il letto. Rooney, curiosando sotto il letto I' ha intravista, I' ha afferrata e ha iniziato a correre per tutta la casa, lo, ridendo, cercavo di riprendermela e lo rincorrevo ma lui mi prendeva in giro fermandosi per qualche secondo ma quando mi avvicinavo scattava come una lepre e si allontanava. Questa sfida all' ultimo sangue è durata parecchio anche perché a Rooney piace essere rincorso, ma alla fine mi sono ripreso la calza. A dire il vero era un po' umida, con qualche buchetto qua e là lasciato dai dentoni di Rooney, ma non mi dispiaceva ( alla mamma un po' sì ).

Dimenticavo, al cagnolone piacciono i fumetti, li morde con grinta lasciando pezzetti di carta ovunque e quindi bisogna stare attenti a dove li lasciamo e questo è un ottimo modo per diventare delle personcine ordinate, altrimenti addio lettura.

 


motto LESSIE                                     

  Chiara Sudulić  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Un amico a quattro zampe 

Un bel pomeriggio di primavera, i miei nonni sono ritornati a casa, dopo essere stati dagli zii che abitano in un paesino.

Mia sorella ed io stavamo giocando a palla nel cortile, quando dall' automobile del nonno è uscito un batuffolino morbido, morbido. Si trattava del cagnolino che avevo desiderato tanto. Ero felicissima, mi sembrava di sognare! Anche se non è un cane di razza, abbiamo deciso di chiamarlo Lessie.

Lessie è abbastanza piccolo ed è un gran simpaticone. Ne combina però di tutti i colori... davvero! Ha dimostrato subito il suo caratterino. Faceva caldo ed io calzavo i sandali. Il burbacchione ha iniziato a mordere le dita dei miei piedi. Aveva i dentini affilati ed io, terrorizzata, mi sono messa a piangere, anzi a strillare. Sono saltata in braccio a mia sorella urlando di portarmi in casa. Pensate un po', avevo paura di quel batuffolino! Appena appoggiavo i piedi a terra, Lessie correva all' attacco. Ma mi era venuta un' idea. Sono filata in casa e ho calzato le scarpe da tennis e...ho risolto il problema...ma vi pare che la piccola peste avesse rinunciato a darmi fastidio? Neanche per sogno; si è buttata alla conquista delle mie scarpe, puntando sui lacci...però questa volta mi faceva divertire e quindi ho deciso di giocare con lui. Gli lanciavo la pallina ma il cagnolino, invece di riportarmela, la teneva in bocca e correva attorno agli alberi del giardino, lo lo inseguivo ma non riuscivo a prenderlo perché era veloce come un fulmine. Gli ho insegnato pure a giocare a nascondino e, quando non riusciva a trovarmi, si metteva a ..piangere". Per tranquillizzarlo lo accarezzavo dolcemente e lui invece mi mordeva. Ho pensato che forse era affamato e gli ho portato un po' di latte con il pane. Dopo aver divorato il tutto si è addormentato ma non come fanno tutti i cani noo! Si è appisolato da seduto e mancava poco che cadesse. Ha fatto ridere tutti. Finché dormiva gli abbiamo preparato una casetta con un bel tappetino e I' abbiamo recintata affinché non vada in cerca di guai. Purtroppo non è stato proprio contento di entrarci e I' abbiamo dovuto ..convincere" e per ripicca ha iniziato a fare i dispetti. Ha trascinato il tappetino per tutto il cortile, ha morso il recinto e allora I' abbiamo sistemato in terrazza. Pessima idea. Ha sradicato i fiori per la gioia della mamma. Che disastro!

Finalmente era calata la sera. Ero sfinita e mi sono addormentata subito ma Lessie non ne voleva sapere proprio di dormire... forse gli mancava la sua mamma oppure aveva paura del buio. Fatto sta che ha abbaiato per tutta la notte. Tutta la mia famiglia è uscita più' volte a fargli le coccole. Appena rimaneva da solo, riprendeva a lamentarsi e ad abbaiare mentre io dormivo come un ghiro; probabilmente a causa della giornata faticosa.

Oggi Lessie è cresciuto, ogni tanto combina dei guai, ma gli voglio molto bene e quando piango mi consola con una bella leccatina sulla guancia. Non lo cambierei per nessun cane al mondo. Lessie è il mio miglior amico, anche se ha quattro zampe.

 


motto BOND                                        

 Fabio Enrico Fiorentin  

  Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Lettera a un amico straniero 

Carissimo amico 

sono un bambino di 9 anni e frequento la terza classe della scuola con insegnamento in lingua italiana . Mi piace molto il calcio e andarmene in giro in bici. Vivo in un rione della città molto bello, senza traffico, con molto verde dove posso scorazzare in libertà e all' aria aperta.

Vivo in una famiglia numerosa, cosa strana per i nostri tempi. Infatti, in famiglia siamo in sei: mio papà Fabrizio, mia mamma Laura, mia sorella Lisa , i miei fratelli Riccardo e Dario ed io che sono il più piccolo di casa. In casa c' è sempre movimento e tanta allegria. Qualche volta mi arrabbio perché, dato che sono il più giovane, i fratelli non mi stanno a sentire anche se ho ragione. Comunque non mi lamento perché trovo sempre qualcuno che mi aiuta in caso di bisogno.

Mi piace andare a scuola e la mia classe conta diciassette alunni. I miei migliori amici sono i gemelli della classe, Antonio e Ivan. A prima vista sembrano uguali, ma poi, quando li conosci meglio, intravedi le differenze; adesso poi si possono riconoscere perché Antonio porta gli occhiali. Noi tre siamo piuttosto vivaci e qualche volta veniamo pure sgridati dalla maestra.

Mi piacerebbe conoscerti di persona, portarti a visitare la mia magnifica città, scoprire assieme baie e grotte sconosciute che si trovano lungo la mia costa, bagnata da un mare stupendo, pulitissimo. Sono sicuro che anche a te piace I' avventura e credimi, qui da me non mancano.

Per il momento di mando tantissimi saluti e aspetto con impazienza tue notizie . 

Ciao e a presto...

 


motto JAMES                                       

Paolo Grgić  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Lettera ad un amico 

Caro Marco,

Sono passati venti giorni dalla mia partenza, e come d' accordo ti scrivo questa lettera per raccontarti tutte le novità della mia nuova città. La mia nuova città si chiama Pola. È un luogo bellissimo, vicino a un mare pulitissimo, con spiagge fantastiche e con tantissimi monumenti storici per la gioia di tutti i turisti che ne rimangono incantati. L' Anfiteatro, l'Arco dei Sergi, il Tempio d' Augusto, la Porta Ercole, la Porta Gemina sono solo alcune delle meraviglie di questa città. Ogni giorno scopro cose nuove e mi dispiace di non essere vissuto durante l'Impero Romano (specialmente per poter vedere le lotte dei gladiatori ). A Pola si trova il cantiere navale Scoglio Olivi o Uljanik, dove si fabbricano molte navi che vengono usate per il trasporto del petrolio, dei container e ultimamente si costruiscono pure navi per la creazione di isole artificiali.

Sai, sabato, assieme alla mia famiglia ho assistito al varo di una nave petroliera ed era molto emozionante vedere quel mastodonte scivolare dolcemente, come una piuma, in mare.

La zona in cui abito si chiama Nuova Veruda e posso vedere il mare. Dalla finestra della mia cameretta posso vedere una stupenda Marina con tutte le barche a vela e tanti motoscafi. Qui ho già' fatto conoscenza con i vicini, che per adesso sembrano molto simpatici. La mia nuova scuola si trova in centro città" e nella mia classe, la Illa, ho già' stretto amicizia con tutti. La mia insegnante si chiama Ester, e" molto buona però sa essere anche severa.

Ah, mi sono iscritto anche alla scuola di tennis e posso dirti che vado abbastanza bene e sono sicuro che un giorno, oltre a vedermi in TV, potrai tifare per me durante il torneo, seduto comodamente in tribuna.

Adesso concludo questa mia lettera, aspettando impaziente tue notizie . 

Cordiali saluti dal tuo amico...

 


motto FRIDA                                      

  Federica Fabris  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Una giornata con il mio animale preferito

 

Vi voglio raccontare un pomeriggio trascorso in compagnia del mio animaletto preferito. Direte subito un cane? un gatto? No, avete sbagliato. Il mio compagno di giochi ha due zampe ed è un pappagallo di nome Kiki.

Stavo entrando in cucina quando vidi una cosa colorata volare verso di me e poggiarsi sulla mia spalla. Era Kiki, il furbacchione, che aveva da poco imparato ad aprire la gabbia. La cosa che mi divertì fu il fatto che il mio animaluccio piumoso aveva imparato ad atterrare con calma, senza fare capitomboli. Sfortunatamente, io dovevo fare i compiti e non avevo tempo per giocare con lui. Aprii i libri e i quaderni e mi misi a scrivere e lui iniziò a marciare su e giù per il mio astuccio e a mordicchiare le matite, Non contento cominciò a beccarmi le dita. Indispettita mi alzai, lo feci afferrare il mio dito e lo volli rimettere nella gabbia. Ma Kiki, intelligente, aveva intuito la mia mossa e arrabbiato si mise a svolazzare per tutta la cucina.

Cosa fare! Presi dei semini, il suo cibo preferito, e glieli offrii sul palmo della mia mano. Kiki li vide e dimenticò I' arte dell' atterraggio. Venne giù in picchiata, finì nei semi buttandoli all' aria e fece un capitombolo rotolando su se stesso, fermandosi fortunatamente sul tavolo, lo mi misi a piangere perché per un momento pensai che si fosse ferito. Invece lui si raddrizzò e come se niente fosse cominciò a mangiare i semini sparsi per il tavolo.

Alla fine non lo riportai in gabbia, facemmo pace e trascorremmo il resto del pomeriggio giocando e divertendoci insieme.

E i compiti che fine avevano fatto? Li terminai alla sera.

 


motto NERI                                         

Tobia Vidos  

   Classe IV b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere 

Ho dieci anni. Sono un bambino di statura normale e di aspetto snello. Ho i capelli castani e crespi: per questo motivo uso spesso il gel. Il mio viso è allungato e colorito ed ho gli occhi verdi. Ho la bocca piccola e  i  denti un po' storti, che lavo dopo ogni pasto. Vado regolarmente dal dentista. Ho il nasetto ali'insù e le sopracciglia folte come quelle di mio padre. Mi stanno spuntando anche i piccoli peli dei baffi e, sicuramente, da grande avrò una folta barba. Sono timido e per questo motivo,qualche volta, divento noioso. Vesto in modo semplice e sportivo. Certe volte, guardandomi allo specchio, viaggio con la fantasia nel futuro e mi vedo già adulto. Sono un dentista e nel mio ambulatorio vedo molti pazienti che cercano aiuto. I miei genitori già adesso mi dicono che dovrò studiare e lavorare molto. Io non mi preoccupo perché studiare mi piace. Guardandomi allo specchio, per ora, non vorrei cambiare niente. La crescita porterà certamente  dei cambiamenti dei quali, ne sono certo, sarò contento.

 


motto LIBRO                                        

Marika Boljunčić  

   Classe IV b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere

 

Ho dieci anni e fra un mese ne compirò undici. Non vedo l'ora che arrivi questo giorno per fare festa con le mie amiche! Sono calma, allegra e buona. Questo lo dice sempre la mia mamma. Ho i capelli castani e lunghi, gli occhi verdi, piccoli, furbi e curiosi che non stanno mai fermi; hanno sempre voglia di leggere un bel libro o di guardare un cartone animato. Ho il naso regolare, la bocca piccola e parlo sempre. Sono abbastanza alta e un po' cicciottella perché mi piacciono i dolci e le caramelle. Non pratico nessuno sport anche se forse un giorno andrò a nuoto... Certe volte, guardandomi allo specchio, vorrei essere più snella, avere i capelli ricci e neri come il carbone e gli occhi blu. Ma siccome, per ora, non posso cambiare niente, mi piaccio anche così come sono.

 


motto AZZURRA                                

Laura Šverko  

  Classe VI b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Una giornata con il mio animale preferito 

I miei animali preferiti sono i cani, anche perché sanno essere molto allegri e gli serve tanto affetto, sopratutto quando sono ancora piccoli.

Un sabato mattina mi sono svegliata, ho fatto colazione e mi stavo annoiando. Non avevo cosa fare e cercavo di studiare, ma non riuscivo proprio a concentrarmi....Dopo un po' mi venne un idea e decisi che quella giornata la volevo passare con il mio cane Tobi: ha tre anni e mezzo, gli piace molto giocare e gli piacciono le «coccole". Ha il pelo lungo e riccio, è tutto nero ed e' basso di statura.

Sul terrazzo ha un posticino tutto suo dove dorme su di un tappetino che non lascia toccare a nessuno, mentre al mattino appena sente il passo di qualcuno si mette a «piangere" davanti alla porta perché vuole il suo biscotto.

Decisi allora di farlo giocare con la sua pallina gialla, però non riuscivo a trovarla e mi misi a cercarla per tutto il giardino. Dopo avere setacciato a lungo, la trovai, nascosta in un cespuglio. Io e Tobi giocammo per molto tempo finché lui non si stancò. Era stato molto divertente perché io gli tiravo la pallina, lui la rincorreva, la prendeva in bocca e dopo io cercavo di prendergliela. Era ormai ora di pranzo e allora gli diedi da mangiare e andai a mangiare anch'io. Nel pomeriggio Tobi mi accompagnò in paese a comprare il pane. Quando tornammo io e lui, con mio fratello, cominciammo di nuovo a giocare. Io e mio fratello ci divertivamo a rincorrerlo, o a nasconderci, poi chiamarlo e lui cercava di trovarci.

Le ore passarono molto in fretta e si fece buio, mio fratello rientrò in casa e io rimasi ancora un po' fuori con Tobi a coccolarlo. Ormai dovevo rientrare anch'io e allora gli diedi la buonanotte e lui si accucciò sul suo tappeto. Non avevo mai trascorso una giornata così allegra e penso che dovrei più di frequente passare delle giornate in compagnia del mio fedele Tobi!

 


motto BUTTERFLY                            

Ema Badurina  

  Classe VI b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

  Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

Era una giornata perfetta: calda sì, ma sopportatile. Il sole splendeva e accarezzava il mio viso addormentato. Aprii gli occhi. Il sole mi invitava ad uscire, e a trascorre quella bellissima giornata il meglio possibile. Guardai l'orologio. Erano le otto e un quarto. Dall' armadio tirai fuori il guinzaglio ed io e la mia cagna Buffy uscimmo. Buffy aveva soltanto un anno, e ciò si poteva capire a prima vista. Anzi, io lo potevo capire, e lo potevano capire tutti gli amanti di cani e di animali in genere, tutti quelli ai quali interessa il linguaggio animale. Il linguaggio dei movimenti, dei versi, ma anche da altri aspetti come ad esempio lo splendore negli occhi di un cane felice, pieno di vita e circondato d'amore.

 

Buffy lo aveva, lo ha ancora e mi auguro che lo abbia sempre, perché è uno di quei cani ai quali non manca niente, perché ai cani non serve tanto per essere felici e per svegliare lo splendore nei loro occhi. Basta accarezzarli dietro l'orecchio dicendo:-«Brava ragazza!».Buffy è la mia amica migliore, la mia «amica del cuore»: le racconto tutti i miei segreti senza alcun dubbio, e senza paura che li racconterà a qualcuno. Io amo parlare, lei ama ascoltare. Io non sono proprio capace di ascoltare, ma lei non è capace di parlare...!

 

Quando le parlo mi guarda con la testa piegata a una parte e un orecchio alzato. Possiamo trascorre ore e ore sul suo tappetino nel corridoio, sistemate vicino al calorifero. Più di una volta mi sono addormentata parlandole, e certe volte sono rimasta a parlarle non accorgendomi della sua testolina addormentata sopra le mie ginocchia. Lei è l'esatto opposto di me, ed è per questo che andiamo così d'accordo, che ci compensiamo.Ora sono un po' uscita dal tema ma penso di poter ricominciare il racconto di prima: insomma, uscite di casa ci avviammo in città, non avendo la più pallida idea dell' itinerario. Io volevo soltanto trascorre quella bellissima giornata passeggiando per Pola con lei, ma per la prima volta non le dissi il mio vero obiettivo. Certe volte mi disturba quel suo sguardo «ti ho capito perfettamente», e quanto più invecchia, diventa più esperta, e mi capisce sempre di più. Certo, non è una bella sensazione pensare che il proprio cane capisce tutto quello che dici(oddio! Sai, quando ti dicevo quelle cose, non lo pensavo veramente.......................... ).

 

 Insomma, non le dissi che il mio vero obiettivo era stancarla. E così ci avviammo verso la riva, fermandoci un paio di volte per prendere un po' di fiato. Arrivate davanti l'Arena ci sedemmo su una delle panchine sistemate nel parco per riposarci un po'. Buffy annusava ogni singolo angolo. Era molto eccitata, perché mai prima d'allora avevamo camminato così tanto. Io invece stavo a guardare l'Arena, enorme e maestosa. Proseguimmo fino i Giardini, oltrepassando la «Scuola gialla», e con le ultime forze arrivammo fino a Veruda, dove vive mia nonna. Lei ci accolse con gioia e a entrambe diede una bibita fresca. Rimanemmo da lei mezz'ora, e decisi di invitarla con noi a continuare la nostra passeggiata ritornando a Pola. Il suo sorriso si allargò da un orecchio all'altro. Accettò, ma a una condizione soltanto: disse che ci vedeva stanche morte, e propose di proseguire in automobile. Avevamo deciso di visitare Saccorgiana e le sue rocce meravigliose. Eravamo stanche, sfinite, e così ci sedemmo su una delle panchine vicino al mare. Rimanemmo lì, noi tre, a guardare il meraviglioso tramonto, e allora vari pensieri mi invasero la testa. Come faceva il mare a inghiottire il sole in quel modo? E come ogni mattino, splendeva nuovamente, come se niente fosse accaduto...?Guardai Buffy sperando di scorgere qualche risposta nei suoi occhi ma mi degnò soltanto di uno spensierato scodinzolio...

 


motto AMO LA MIA CITTA’              

Chiara Kalebić  

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola  

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

  

Cara Laura,

Ti scrivo questa lettera per farti conoscere un po' Pola, la mia città, e le sue bellezze. Pola è conosciuta per i suoi monumenti costruiti al tempo di Roma e per il suo stupendo mare. Parlando dei suoi monumenti, il più famoso è senz' altro l' Arena. Il nostro anfiteatro venne costruito nel primo secolo dopo Cristo. In essa si svolgevano le lotte dei gladiatori e poteva accogliere anche ventimila spettatori. Oggigiorno invece vi hanno luogo manifestazioni quali l' „Histria festival" e il „Festival del lungometraggio", ma anche vari concerti .

Ecco, cara Laura, ti ho parlato un po' della nostra Arena, ma non credere che sia l' unica particolarità che attiri i turisti. Una delle maggiori ricchezze di Pola è il Cantiere navale Scoglio Olivi. Esso prende il proprio nome da un isolotto su cui molto tempo fa crescevano gli olivi. Oggi vi è rimasto a crescere un olivo il cui valore è oramai puramente simbolico. Pure Pola, come anche Roma, sorge su sette colli.

D' estate la città è piena di turisti e le spiagge sono molto affollate, ma se per caso il tempo è nuvoloso la gente si riversa per le strade cittadine, ma anche in natura, ti assicuro che è bellissimo, perché c' è molto verde ed è anche pieno di fiori coloratissimi. 

Questo è ciò che volevo scriverti per presentarti la mia città.

Tanti saluti a tutti i tuoi concittadini, abitanti della grande Roma, che spero, prima o dopo verranno a visitare la mia meravigliosa città.

 


motto INDIA                                        

Giovanni Rendola  

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

Scrivi una lettera ad un amico immaginario e raccontagli quello che ti pare  

Abhoy è il mio amico immaginario indiano, ha tredici anni e vive a New Delhi, in un piccolo appartamento di un quartiere sovraffollato che si trova vicino al Palazzo del Parlamento indiano. A lui dedico questa lettera.

 

Ciao Abhoy, come stai?

Io sto benone, ma ho sentito le previsioni metereologi che che dicono che in India sta arrivando una tempesta tropicale dall' Indonesia la quale porterà forti acquazzoni, quindi cerca di stare a casa e di non bagnarti per non prendere poi qualche terribile raffreddore. Comunque qui non va certo meglio, ci sono temperature così basse che lì, dalle tue parti non te le puoi neanche sognare, in quanto in un paese tropicale come l'India la temperatura minima non scende mai sotto i ventisette gradi, neanche durante i mesi freddi.

Beh, lasciando stare le situazioni metereologiche, le mie giornate qui procedono abbastanza bene, la scuola è stancante, ma con un po' d'impegno riesco a finire la giornata nel migliore dei modi, e quando ho bisogno di staccarmi un momento dalla vita reale mi immedesimo nel personaggio di un videogioco o leggo uno dei libri di Clive Cussler, il mio autore preferito.

Mi chiedo come vada la tua vita laggiù, se hai qualche problema a vivere in un quartiere come il tuo. Quasi quasi ti invidio, perché hai  l'opportunità di vivere assieme a persone di culture , usi, costumi diversi, ma anche di tante religioni, alcune dai nomi impronunciabili. Puoi anche vedere gli animali esotici liberi. Io li posso osservare solamente grazie alla televisione , a qualche libro o chiusi in una gabbia allo zoo. E sicuramente non è la stessa cosa. Ti ho mai raccontato della mia cagna? Si chiama Kira ed è un pastore tedesco di quasi quattro anni, è molto vivace e curiosa e non posso lasciarla sola cinque minuti perché di solito combina qualche pasticcio, vuole sempre giocare, le piacciono le coccole e quando sa che ha combinato qualche guaio abbassa le orecchie e mi guarda con gli occhi dolci come il miele, per questo motivo io non riesco mai a sgridarla come dovrei. Mi stavo chiedendo anche se pratichi qualche sport, io no, perché sinceramente sono negato in tutte le discipline. Ma parliamo di qualcos' altro, ad esempio che tipo di musica ascolti?

Io ho dei gusti un po' strani in fatto di musica, infatti non mi piace la musica di oggigiorno, perché i suoni mi sembrano tutti artificiali, elettronici. Io amo la musica melodiosa, armonica.

Avrei un' ultima domanda, quali sono i tuoi gusti in fatto di cibo? Di sicuro molto differenti dai miei, in quanto tu sicuramente ti nutri di cose tipicamente asiatiche, anzi indiane, certamente molto differenti da quello a cui sono abituato io. Comunque io adoro la pizza, la mia verdura preferita è la carota, il tipo di carne è il tacchino, non mi piacciono i cibi freddi, se si esclude il gelato. Adoro i cibi molto piccanti.

Mi piacerebbe molto andare in India e visitare il Taj Mahal che si trova ad Agra, assaggiare il garam masala, una spezia molto piccante. 

È tutto Abhoy, ti scriverò ancora.

 


motto CUCCIOLO                              

Alan Močinić  

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola  

RACCONTACI UNA GIORNATA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO 

 

L'animale che preferisco è il mio furetto Pucko. Per me è come se fosse un membro della famiglia. Ha delle orecchie molto piccole, come un orsetto, i suoi baffi sono talmente sottili che a malapena si vedono, il suo musetto è appuntito. È un briccone e gli piace molto la frutta.

Una mattina mi sono svegliato e 1' ho trovato che già mi aspettava perché gli dessi una banana. Tentai di spiegargli che dovevo lavarmi i denti e poi correre a scuola. A scuola si tenevano le gare di matematica e di conseguenza tornai a casa appena alle tre del pomeriggio.

La mia sorellina Mila mi aspettava dormendo, Pucko invece mi aspettava davanti alla porta di casa perché desiderava un pezzetto della sua adorata banana. Dopo aver buttato a terra la borsa, sono andato a prendere il frutto di cui un pezzetto lo diedi al mio amico e il resto me lo mangiai io. Chiesi alla mamma dove fosse andato il papà e lei mi rispose che doveva essere una sorpresa. Come prima cosa dovetti mettere in ordine la mia stanza e lo feci, anche sbrodolando, il più velocemente possibile. Ebbi così il permesso di uscire e di andare a giocare all' aperto e, sorpresa tra le sorprese, vidi il papà, che giusto in quel momento stava rientrando e portandomi una nuova bicicletta, di una marca prestigiosa tra l' altro.

Non ci pensai un attimo, la inforcai e feci subito un paio di giri. Tornato a casa presi Pucko, un pezzo della sua famosa banana e lo portai a fare una passeggiata nei dintorni della nostra casa. Durante il nostro percorso," chiacchierammo" e ci mangiammo la nostra mezzaluna dorata. Il furetto mi ascoltava con gran attenzione ,senza emettere alcun verso, ma il suo sguardo diceva esplicitamente che desiderava ancora un pezzetto di banana. Feci per tornare a casa e prendergliene ancora ma scoprii che i miei erano usciti, avevano chiuso a chiave ed io ero rimasto fuori senza poter rientrare. Fortuna volle che avessi un po' di denaro in tasca, giusto quanto serviva per poter comperare una banana e dell' acqua. I miei avevano chiuso la porta a chiave perché erano convinti che io e il mio amico fossimo nella mia stanza a giocare o che semplicemente ci fossimo addormentati.  Dopo un' oretta i miei genitori finalmente rientrarono.

Ho voluto raccontare di questa mia avventura, perché mi è piaciuta moltissimo e reputo quella giornata di dicembre una delle più belle ed interessanti di tutta la mia vita.

 


motto XP                                              

Chiara Buić  

  Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola  

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

 

 Caro amico ti scrivo... 

E sì...ti scrivo proprio... e non una cosa qualsiasi ma proprio una lettera.... strano a dirsi vero? Beh, non riesco a capire a cosa serva scrivere una lettera, è una cosa talmente superata che oddio, anche i nostri nonni e bisnonni si sono abituati alla mail e a facebook e cose del genere.

 

Ti pare possibile,  la nostra città e i suoi sobborghi sono rimasti senza luce, senza corrente elettrica perché la centrale elettrica ha subito un grave danneggiamento...ti pare possibile? Certo non è che siamo senza luce, hanno provveduto con un intervento immediato e hanno piazzato dei generatori di corrente, ma non credo che valga la pena consumare altra energia per far funzionare il computer. Ma che cavolo, basterebbe così poco per andare alla biblioteca civica e scriverti una mail che arriverebbe in un baleno lì da te, dato che la biblioteca dispone di un generatore di corrente proprio, che adempie in tutto e per tutto ai bisogni della biblioteca ... ma in questo momento non è che abbia una voglia matta di prendere l'autobus.

 

 Mi sembra così strano scriverti, chissà poi se i postini riusciranno a leggere la mia indecifrabile calligrafia. E basti pensare che potrei prendere il telefono e farti uno squillo,magari con il cellulare, perché il telefono funziona a elettricità. Oh ,e se poi rimane senza batteria? Ci arrangeremo in qualche modo ne sono certa, cercheremo di resistere ancora un giorno o due,quanto basti per riparare il danno. Mi manca la TV,  il computer, mi manca tutto! Ma riesci a immaginare la vita senza elettricità? Cosa faremmo tutti i giorni, il tempo trascorrerebbe cosi lentamente, che non ci basterebbero solo il sabato e la domenica per riposarci. Ogni giorno andare a piedi fino alla scuola, alzarsi di buon ora...e chissà, se sopravvivremmo. I miei amici virtuali, tutto scomparirebbe. Internet, facebook, televisione e poi i telefoni....che modo monotono sarebbe.

Perderei tutti i contatti con amici che forse non vedevo da tempo, però ,grazie agli illimitati mezzi di comunicazione, sentivo quasi parte della famiglia. E poi, chi sarebbe più al top, chi saprebbe quello che succede, tutti i pettegolezzi, non è che ne vada matta, ma quelli buoni, beh, vale la pena saperli. Adesso che ci penso, quante persone perderebbero il lavoro? Dove andrebbe a finire l'economia? E poi credo che tutto il mondo rivivrebbe l'era dell' oscurantismo. Il solo pensiero mi fa venir la pelle d'oca. Non sono abituata a pensare alle catastrofi che potrebbero succedere, per il semplice motivo che non è che sia del tutto ottimista, io mi definisco semplicemente realista. Ma forse senza l'elettricità non sarebbe tutto cosi pessimo. Immagina la calma per le vie, nessun rumore, nessuna musica assordante e nessun rumore di festa e musica d' estate. Solo il canticchiare dei grilli e degli uccelli. E poi le stelle...ahh...sono così meravigliose, le lunghe notti a guardarle come una volta, i due innamorati nel parco. La pace, la riflessione, comincerebbe di sicuro una nuova era della quale noi saremmo testimoni. Credo poi che i ragazzi,i teenager, sarebbero più interessati ai libri, non avendo altro da fare,leggerebbero, e anche quelli ai quali non piace la lettura credo si stupirebbero, perché leggere è il cibo della nostra mente, e non dobbiamo rinunciare ai libri solo perché non si ha tempo. Quei libroni di cinquecento pagine, ma lasciali a quelli che hanno voglia di leggerli, noi intanto ci facciamo qualche buon fumetto, e poi chissà, senza più internet la nostra fantasia avrebbe di certo un maggior influsso sulla vita. Oh ,che vita, poter sognare ad occhi aperti il principe azzurro. Ma siamo ben coscienti che è più probabile venga il cavallo bianco senza un principe ad accoglierci a braccia aperte. E questo mondo frenetico che qualche volta mi fa venir il mal di testa. Ho bisogno di poter sapere che posso riposarmi, prendere una pausa, ma nella vita vera niente è cosi facile. Stare al passo degli altri non ci riesce sempre bene, perciò,dico io, perché dover stare al passo, perché non creare un sentiero adatto a noi, e poi se qualcuno desidera percorrerlo con te, beh, sei sicuro che hai trovato un buon amico. Ma, come dice mia sorella „un guerriero non può abbassare la testa, altrimenti perde di vista l'orizzonte dei suoi sogni ".È una frase così profonda che ti fa riflettere. Io sono piuttosto riflessiva, anche se quando si deve riflettere prima di agire io dimentico sempre la prima parte e agisco d'intuito;un intuito anche buono...ma non ottimo e mi fa sbagliare spesso e volentieri. E solo che quando si ha una persona non si sa quanto ne abbiamo bisogno, e poi perderla significa anche in un certo senso dimenticarla. Solo quando se la ritrova, allora possiamo capire quanto in realtà le eravamo affezionati.

 

Ma è chiaro che non tutto sarebbe così facile senza l'elettricità, che per giungere a certe conclusioni si devono vivere esperienze, che magari non saranno molto gradevoli, ma che certamente ci hanno reso quello che siamo adesso e quello di cui siamo fieri. Non è che il mondo diventerà di colpo un salotto dove si riuniscono i giovani talenti che magari vogliono discutere di qualcosa. A una persona della mia età, una persona con delle fondamenta culturali, religiose, ma anche psicologiche, con delle proprie idee sulla vita, l'assenza di elettricità non le farà subire un cambiamento radicale. È solo che nel buio, talvolta, è più facile pensare, sapendo che tutto è calmo e che magari il mattino successivo sarà un nuovo giorno nel quale tutto tornerà alla normalità.

 

Una domanda mi pongo molto spesso, cosa saremmo noi, al giorno d'oggi senza tutta questa tecnologia e scienza. Beh, non lo so, siamo cosi abituati alla comodità, al cibo servito su di un piatto d'argento, che non ci basta mai. E siamo sempre meno contenti perché, soddisfatto un piccolo sfizio ne viene fuori uno un po' più grande e così andando finiremo per diventare delle amebe in mano della tecnologia. Non voglio che il mio cervello si atrofizzi, dato l'eccessivo utilizzo di macchine, vorrei non perdere mai la mia lucidità (anche se spesso la perdo , come mooolti altri), vorrei anche non dipendere da macchine, e vorrei lasciare la mia mente e la mia fantasia vagare in ogni dimensione che si possa raggiungere. Vorrei anche non perdere il libero arbitrio e la facoltà di poter scegliere quello che è giusto per me.

Sì, lo so ,sono una ragazza con le idee ancora molto disordinate e confuse, ma pian piano ci farai l'abitudine e riuscirai forse a capirmi. 

A risentirci 

P.S.: Spero la lettera giunga a te, e spero anche che non ti abbia annoiata con le mie idee strampalate. Aspettando una tua risposta, beh, vado a meditare ancora un po' sui misteri della vita, forse un giorno riuscirò a comprenderli!

 


motto HELLO                                      

Gaia Sirotić  

   Classe III a Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

lo e Flo sul!' isola di Brioni 

Salve! Sono una bambina innamorata della sua gatta a cui ho dato il nome Flo e, naturalmente, la porto dappertutto.

L' anno scorso, durante le vacanze di Pasqua, i miei genitori decisero di portare me e mia sorella al Parco Nazionale che si trova sull' arcipelago delle isole Brioni. Ma saltò fuori subito il problema della gatta. In primo momento i miei genitori erano contrari a portare con noi Flo, però io tanto dissi e tanto feci che...la spuntai. Che stratagemma usai? La discussione 'stancante'. Che cos' è? Stancare i genitori facendo sempre la stessa domanda ( la mia preferita è 'perché?' ) fino a che non ne possono più e acconsentono ai capricci.

Evviva! Con la gatta in braccio mi avviai , assieme ai miei genitori, a Fasana da dove partiva la nave che ci avrebbe portato alle isole Brioni. Lungo il tragitto e sulla nave la gatta è stata buona, buona ( anche perché i miei I' avrebbero riportata a casa e lei lo intuiva). Arrivati a destinazione il mio primo commento fu ...uauuu, che posto meraviglioso, quanto verde, quanta natura vera...Ma poi mi entusiasmarono gli animali. Secondo me, I ' animale più interessante è il pappagallo Koki che parla con i visitatori ed è un veterano del posto. Quando la mia gatta Flo lo vide, iniziò subito a saltare come una scimmia, probabilmente perché era contenta di aver trovato un nuovo amico ( oppure voleva farsi un bel pranzetto ). Ad un certo punto, tutti gli altri uccelli presenti cominciarono ad urlare e a fare dei versi strani tanto da non capire se erano contenti o solo incavolati per i salti di Flo. Sicuramente erano gelosi! Così afferrai la mia miciona e la portai a vedere il Parco safari. Non vi dico la fatica che ho fatto per tenere buona la mia Flo. Quasi,quasi davo ragione ai miei genitori sul fatto che non era prudente portarci dietro anche 'la tigre' di casa.

Comunque la giornata passò senza gravi incidenti e finalmente si tornava a casa.

Non vedevo I' ora di andare a riposare...Ronff, che stanchezza...Ah, ho imparato a mie spese che non si può portare, dappertutto, gli amici animali.

 


motto FELICITA’                                 

Ena Mehanović  

   Classe III b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola  

Io allo specchio,come sono e come vorrei essere 

 

     Io sono Ena, ho nove anni e frequento la III b. Mi piace andare a scuola perché là imparo tante cose nuove. Sono di corporatura media, ho i capelli biondi e lisci come la seta,gli occhi di color nocciola e i denti bianchi. La mia mamma mi fa spesso delle pettinature particolari. Ho i chili giusti per la mia età. Porto gli orecchini e mi piacciono quelli lucidi e brillanti. Mi vesto elegante ma, quando vado a passeggiare o quando abbiamo ginnastica a scuola,mi vesto sportiva.

      Mi diverto quando io e le mie amiche giochiamo il gioco della campana (la tria) e la pallacanestro. Sono bella,buona,elegante,divertente,simpatica e ovviamente modesta. Mi piace viaggiare,fare lunghe passeggiate e trascorrere i pomeriggi al mare.       Ho un fratellino che si chiama Adrian,come il mare Adriatico ed ha appena un anno. Mi piace leggere i libri,dipingere le cose della natura,andare in bici,fare le gare di corsa,nuotare e fare tuffi in mare,ballare,chiacchierare con le amiche,guardare i cartoni animati e giocare al computer.      Sono felice quando ricevo un bel voto a scuola,quando gioco sulla neve,quando la mamma e il papà mi comprano un regalo,quando corro sulla spiaggia,quando mio fratello ride e quando andiamo dalla nonna. Sono triste quando io e le amiche non andiamo d´accordo. Mi piace mangiare molte cose,soprattutto i dolci della mia mamma,ma non mi piace mangiare la trippa e la jota.

     Sono molto curiosa. Quando ci sono gli sciatori in TV, li guardo sempre con il mio papà. Commentiamo spesso. Lui mi ha insegnato a tuffarmi nel mare dalle rocce alte. A scuola mi diverto quando facciamo ginnastica,soprattutto quando saltiamo la cavallina. Anche se a casa non parliamo l´ italiano , i miei genitori mi hanno iscritto alla „Martinuzzi“. La mia mamma lavora come defettologa  (correttologa ) in una scuola per bambini con difficoltà nello sviluppo o di apprendimento ed è convinta che il bilinguismo sia un grande vantaggio piuttosto che una difficoltà.

     Da grande vorrei fare l´insegnante e vorrei assomigliare alla mia. Vorrei imparare il dialetto che lei usa quando parla alle sue figlie o alle sue colleghe di lavoro e che io non capisco molto bene. Vorrei avere due bambini, un maschio e una femmina come mia mamma, due macchine,una più piccola per me e una più grande per i viaggi. Mi piacerebbe avere una casa in campagna, non troppo grande, ma con un ampio giardino e con mille fiori profumati. Siccome amo gli animali vorrei dei cani, un pappagallo e qualche gatto.

     Ma la cosa più importante è che vorrei che tutti ci amassimo tanto. 

 


insegnanti

Jadranka Ostojić, Alma Iukolić, Ana Marojević, Tanja Banjević, Tatjana Daković, Milena Radović, Tanja Rotković 

 

motto LA VITA E’ BELLA                                        

Marina Markolović  

    Classe IX Scuola Elementare “Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

 Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare

    Caro Matteo,

    ti scrivo perché sento che certe cose posso raccontare solo a te. Forse perché sei lontano oppure perché ti sento sincero e vicino a me, nei miei pensieri. So che tu non riderai mai neanche alle cose più assurde. Adesso, preparati, questa cosa è una delle più pazzesche che ti ho scritto finora! Va bene, ti permetto di ridere se vuoi! Basta che resti , come sempre, un segreto.

   Qualche tempo fa ho visto un film. ``I fratelli Grim``. Ieri sera ( immagina! ) sognavo di essere io la protagonista! Sognavo di essere in quel bosco incantato, persa e spaventata nella nebbia. Non si vedeva niente anche se era giorno. Camminavo senza scopo… All` improvviso, ho visto il più bello ragazzo del mondo: i capelli scuri, gli occhi azzurri, la pelle bianca che risplendeva al sole. Che contrasto incantevole! Ho preso la sua mano... Mentre camminavo accanto a lui, ho sentito che qualcosa si muoveva dietro di noi , ma ogni volta che mi giravo, tutto era calmo. Non potevo sentire più il rumore della foglie, né i passi segreti. Il sole e la nebbia continuavano a lottare… Le ore passavano…

     Qualcosa è successo. Sentivo che le sue fredde mani cominciavano a scaldarsi nelle mie. Finalmente siamo arrivati davanti a una torre altissima. E lì, all` improvviso, il mio principe di ghiaccio si è trasformato in lupo! Sentivo paura, ma lui voleva avvertirmi di qualcosa. Non capivo più niente … ma qualche minuto dopo ho visto lei, la regina incantata. La sua bellezza era indescrivibile. Era lei, rinchiusa in questa torre da cinquecentomila anni. Lei stessa l` aveva fatta costruire per proteggere la sua vita dalla peste che minacciava. Ma quando la peste aveva distrutto la sua bellezza, tutto il regno aveva sentito l` urlo della regina. Da allora, ogni eclissi solare i suoi servi le portavano le ragazze bellissime per poter ritornare la bellezza della loro regina…

    Ero paralizzata. Proprio quando stavo per prendere la dodicesima ragazza, me, il mio principe di ghiaccio, il suo servo, mi ha portato via! Mi ha salvato della morte! Da lontano osservavo la regina che è diventata una rana! Ma non erano i principi che si trasformavano in rana? Ma non era tutto, quando ho guardato il principe, il mio principe- lupo, ho visto te!

  Non so cosa dirti, Matteo mio… O dio, ho detto ``mio``…Sarà il sogno? Ecco, ti ho raccontato tutto! Ah, io sto bene. E tu?

 


motto MARY                                                             

 Mejrema Osmanović  

   Classe VIII Scuola Elementare “Mrkojevići” Antivari/Bar, Montenegro

Io allo specchio, come sono e come vorrei essere

     Immaginate  la situazione:  la mia casa, ore 17.30. , io , preparandomi per uscire, e una ragazza curiosa che mi osserva attraverso lo specchio. Non ci credete? Beh, allora continuate a leggere. `` Adesso, basta! Sarà la centesima volta che ti stai guardando allo specchio! Cosa c` è? Non ti ricordi più com` è il tuo aspetto?`` `` Ma cosa vuoi tu? Ho qualcosa da fare. `` `` Voglio sapere cosa fai questo pomeriggio. Sei molto strana. `` `` Esco con le mie amiche e sto controllando come mi sono vestita e se tutto è in ordine.`` `` Se tutto è in ordine? Mejrema, tu sei  in ordine, non ti preoccupi. `` `` Che cosa vuoi dire?`` `` Dico che questo non sei tu. A volte penso che tu nasconda qualcosa di me. Una parte di te, una parte segreta … Sai che tu sei adolescente e tutti gli adolescenti hanno sempre qualcosa del loro aspetto che non gli piace. E dov` è la tua parte? `` `` Io non sono come gli altri, mi piaccio per quello che sono.`` `` Non ci credo, non dirmi che non hai mai voluto cambiare qualcosa? Non ti piacerebbe avere i capelli scuri, gli occhi azzurri o qualche chilo di meno, queste cose dicono tutti.`` `` Va bene, ammetto di aver pensato di cambiare un po` la mia personalità. Cambierei il mio rapporto con gli altri. Vorrei poter dire in faccia che cosa veramente penso di certe persone. Vorrei  essere meno felice perché dentro di me una voce mi dice sempre: `` Non accontetarti! `` Poi, vorrei essere perfetta perché le imperfezioni non sono attraenti. Vorrei essere una di quelle ragazze cercate e ammirate , una di quelle sempre rispettate per le proprie idee. Cerco anche di mantenere sempre le promesse date. Ma non ne vorrei parlare con nessuno.`` `` Adesso stai parlando con me.`` `` Sì, ma non mi sento molto comoda quando parlo con nessuno! ``

       Mi chiedo spesso come sarebbe svegliarsi una mattina, guardarsi allo specchio e accorgersi che sei cambiata! E la voce ti dice: `` Non cambiarti l` aspetto fisico, ma cerca di cambiare quello che porti dentro di te! ``

 


motto IRINA                                                      

Irina Vukasović  

   Classe IX b Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić” Cattaro/Kotor, Montenegro

Scrivi una lettera…..

 

Ciao,

Io sono Irina e ho 14 anni. Vorrei conoscerti, ma prima devi sapere qualche cosa di me.

Io sono una tipica teenager da una piccola città, Kotor. Kotor si trova al sud di Montenegro, è una città vecchia, che assomiglia molto alle città italiane al mare. Io amo molto gli animali. Quando vedo un cane o un gatto per la strada, li porto sempre a casa di mia nonna, dove li tengo, per almeno, un giorno. Dopo, cerco di trovare la casa per loro e qualcuno che gli darà l'amore e l'affetto. Mi sento male, quando vedo gli animali che soffrono.

Mi piace molto la musica straniera e vado a scuola di musica. Suono il piano. Mi piace anche leggere i libri e mi piace moltissimo giocare a pallavolo. Mi piacciono le persone oneste e allegre, come me. Mi piacciono anche il mare e l'estate. Sono una tipica persona estiva. Poi a chi non piace l'estate e il mare ? Ma, l'autunno lo odio, perché è noioso, specialmente qui da noi, piove sempre, piove per giorni e giorni e tutto è grigio e triste. Ma, quando viene la primavera divento una persona differente. Mi cambio in un avanturista , passerei tutto il giorno fuori ad aiutare la gente e gli animali, mi sento come se potessi cambiare tutto il mondo. Come se fossi in cima del mondo. È un sentimento meraviglioso. Mi piacerebbe che tu potessi vivere questa esperienza. L'inverno mi fa sentire assonnata, ma mi piace lo stesso. Adoro la neve e adoro sciare. Qui da noi non nevica mai, ma sulle montagne attorno alla mia città, si. Ogni anno vado con la mia famiglia a sciare. L'inverno mi piace non solo per questo, ma anche per le feste,spirito di Natale,riunioni di famiglia.

Adesso, probabilmente vuoi sapere qualcosa della mia scuola. Vado alla classe 9° B. Sono buona in tutte le materie, ma la migliore nelle lingue straniere. Nella mia città, ci sono sempre turisti. Un paio di giorni fa, sono uscita con la mia amica.  Passeggiando abbiamo incontrato un turista italiano, che ci ha chiesto di dirgli qualcosa della nostra città. All'inizio mi sentivo confusa, ma dopo un po', ho cominciato a parlare. Era un' esperienza splendida poter parlare con uno straniero, sapere qualcosa del suo paese, e esercitare un po' le mie abilità linguistiche.

Allora, cos'altro c'è da dire, sono aventuriera, mi piacciono gli animali, mi piacciono le lingue straniere, e vorrei provare tutto perché la vita è solo una. E tu? Come sei tu?

Non vedo l'ora di ricevere la tua lettera.


motto BIONDO                                                 

Andrej Jokić  

   Classe VIII Scuola Elementare “Branko Brinić” Radovići – Teodo/Tivat, Montenegro

Scrivi una lettera...

Caro Giorgio,

        Guardo fuori dalla finestra come cade la pioggia dal cielo. Da giorni non si vede il sole e così ho un sacco di tempo libero. Sono passati parecchi mesi da quando ti ho scritto l’ ultima volta. Avrei molto da raccontarti.

       Quest’ anno sono stato con i miei in montagna. I nostri amici ci hanno invitato nella loro casa di campagna sul monte Durmitor. La casa non era molto grande ma era bellissima. È fatta tutta in legno. Il paesaggio era bellissimo. C’ era la neve dappertutto e si potevano distinguere solo gli alberi e i tetti delle case coperti di neve. Gli amici che ci hanno invitato hanno un figlio tredicenne, Lui si chiama Marco. Lui ha anche una sorellina piccola che si chiama Anastasia. Tutti i tre giocavamo ogni giorno sulla neve. Anastasia ci faceva ridere con le sue buffe domande senza fine. Amava tanto i dolci e così si è mangiata tutte le provviste di cioccolatini.

        Una sera è saltata la corrente elettrica e siamo rimasti al buio. L’ unica fonte di luce erano le fiamme del camino. Ci siamo seduti intorno al fuoco e mangiando i popcorn abbiamo cominciato a raccontare le storie di fantasmi e di lupi mannari. Parlando non ci siamo accorti che la mamma di Marco è entrata in una vestaglia bianca. In un momento ci è passata davanti e noi abbiamo cominciato a strillare come due pazzi. Così abbiamo spaventato anche lei. Per fortuna non abbiamo svegliato la piccolo che stava dormendo in un’ altra stanza.

       Era una vacanza indimenticabile. Ci sono successe anche tantissime altre cose ma se te le racconterò tutte, questa non sarà una lettera ma un romanzo. Per ora ti saluto, spero che tu stia bene e aspetto con impazienza la tua risposta.:-)

Il tuo carissimo amico


motto CHIACCHIERONA                                 

Marina Sormaz  

   Classe VIII Scuola Elementare “Branko Brinić” Radovići – Teodo/Tivat, Montenegro

Scrivi una lettera...

Cara Maria,     

      Sono contenta di avere le tue notizie. Io sto bene, e scuola va molto bene specialmente in matematica.

      Ti scrivo perché devo parlarti dove ho trascorso il scorso fine settimana. Io sono stata a Belgrado con i miei genitori.

Io ho conosciuto un bel ragazzo. Si chiama Luca. Lui ha tredici anni. Ha una sorella che si chiama come tu, Maria. Luca mi ha dato il suo numero di telefono, e mi ha promesso di scrivermi. Io ero contentissima. Luca ama la musica rock e ama suonare la chitarra.

       Il momento più bello era a domenica quando sono stata in casa di Luca. La sua madre ha fatto il mio dolce preferito con le fragole. Ho conosciuto anche la sua sorella, è molto bella e divertente. Adesso Luca mi manda i messaggi ogni giorno e mi pare come si fosse innamorato di me. Sono molto contenta e sento le farfalle nel mio stomaco. Ogni suo messaggio mi provoca un sorriso sulle labbra. Ti è capitato mai di sentire le farfalle nello stomaco? Ho diviso questo mio segreto con te e ti prego di custodire queste mie parole.

 Per favore, scrivimi….

Baci, la tua migliore amica,


motto RADA                                                    

 Radmila Radović  

   Classe VIII Scuola Elementare “Branko Brinić” Radovići – Teodo/Tivat, Montenegro

Scrivi una lettera...

Cara Adriana, 

         Come stai? Come sta la tua carissima famiglia? Ho una bella idea e una proposta per te se ti piacerebbe.

         Si avvicina il mese d’ agosto e come ti ho detto vorrei passare una quindicina di giorni in viaggio, cioè valicare il Gottardo un po’ a piedi un po’ in treno, e discendere ai laghi dell’ Alta Italia. Vorrei visitare il lago Maggiore, il lago di Lugano e il lago di Como di là andare a Milano e poi recarmi al lago di Garda e ritornare per la via Brennero e per Monaco.

Se credi potermi accompagnare, come mi hai fatto sapere, Io sarò felicissima della tua compagnia. Si come tu sei la mia migliore amica italiana, tu mi potrei aiutare come una vera guida turistica nel mio viaggio.

       Io studio la lingua italiana per due anni e ho grande desiderio di conoscere un po’ questo paese, che mi sembra belissimo dalle parole della mia insegnante. Lei ci parla sempre della lingua italiana, della cultura, dell’ abitudine e del vostro senso per umore e per buona cucina.

Allora salvo impedimenti impreveduti io partirò il 1º agosto col diretto delle 8 di mattina. 

Attendo una tua cortese risposta, sperando di andare insieme in viaggio  

Ti saluto di cuore.

 


motto MARINA                                                 

 Marina Pejaković  

   Classe IX  Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić” Cattaro/Kotor, Montenegro

“Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che che ti pare” 

 

  Ciao Andrea! Come va? Ho tante cose da dirti, non so come cominciare.

Come va a scuola? So che non e interessante studiare ogni giorno,  soprattutto quando fa bel tempo. Nel mio paese , invece, piove tutti i giorni, ed io vorrei che splenda il sole. Quest’anno finisco la scuola elementare e vado alla media. Spero che i voti saranno molto buoni. Credo anche di avere la compagnia interessante  nella nuova scuola. Cosa fa tua sorella? Sta ancora con il ragazzo di Parigi? Che amore...

Mio fratello vuole cominciare un progetto di automobili. Mi piace quest’idea. Mi interessa come stai tu, ti sei innamorato? Ho sentito che ti piace una ragazza di Palermo. Pensaci bene, io credo che l’amore a distanza sia pericoloso.

Da me niente di nuovo! Penso di andare in Italia, in giugno. Vorrei visitare Venezia, la tua città. Ne sono entusiasmata. Spero di vederti. Ti preparo un regalo, però, è una sorpresa. Queste sono le mie notizie, scrivimi presto, aspetto la tua lettera 

                                                                                           Baci, Marina


motto NICOLA                                                   

Nikola Rašković  

   Classe IX Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić” Cattaro/Kotor, Montenegro

“ Scrivi una lettera ad un amico straniero immaginario e raccontagli quello che ti pare” 

Caro amico,come stai?

 Spero che tu ti stia divertendo e che tu stia bene, ti vorrei raccontare di come va in questo periodo. Come al solito vado a scuola e posso dirti che sta andando abbastanza bene. Mi vedo sempre con i miei amici ed ogni giorno c’è qualche novità anche perché il mio gruppo di amici e formato de tante persone e quindi non ci si annoia mai. Per quanto riguarda la situazione sentimentale, sono innamorato. Però, sono anche felice di essere solo perche sono più libero di fare ciò che voglio. Tutto qui per adesso, se ci saranno le novità ti scriverò, intanto aspetto la tua risposta                                                                                   Saluti

 


motto MAJA                                         

 Maja Pešić  

   Classe VII a Scuola Elementare “Blažo Jokov Orlandić” Antivari/Bar, Montenegro

Scrivi una lettera...

Ciao,Maria

Ormai ci conosciamo da tempo,quasi da quattro anni siamo amiche, ma ancora ho l' impressione di non sapere qualcosa di te,qualcosa di importante. Sarò breve ma spero di riuscire a dirti quello che voglio. Ho deciso di scriverti, ma non credo che ti invierò questa lettera, ancora devo decidere. Ma sappi che faccio questo per darti un' evidenza che puoi contare su di me come amica del cuore. A volte ti comporti in modo strano, parli da sola, ti crei degli amici immaginari e io non riesco a capire perché lo fai. Ci sono tante persone che ti vogliono bene, eppure ti rifugi in quel mondo fantastico dove tutto ti sembra più bello e sorridente, ma pur sempre un mondo inesistente.

La vita è troppo importante per abbandonarla nelle mani del destino perché una mattina potremmo svegliarci e renderci conto che oltre a noi ci sono altre persone che sono importanti di conoscere. Con questo ti saluto e spero che questa lettera ti rimanga nel cuore e soprattutto spero che ti ricorderai sempre di me perché non credo che riuscirò mai a dimenticarti.

Un grande saluto per te,

 


motto BOJANA                                    

Bojana Vujović  

   Classe VII a Scuola Elementare “Blažo Jokov Orlandić” Antivari/Bar, Montenegro

Scrivi una lettera... 

Ciao!

Ti ricordi di me? Io sono Bojana. Ho dodici anni. Vivo a Bar in Montenegro con mia madre, padre, mio fratello e con mia nonna. Mia madre si chiama Nada, mio padre si chiama Bozidar, mio fratello è Alessandro e mia nonna si chiama Milena. Io amo la mia famiglia. Bar è una bella città. E' molto pulita. E' una città sul mare. Ci sono molte montagne a Bar. La natura è bellissima. Ci sono molti alberghi a Bar. C'è un grande porto. Ci sono molte navi che vanno per l'Italia. C'è anche un museo a Bar. Ci sono molte scuole. Mio fratello e io  andiamo a scuola elementare. Noi studiamo l'italiano. Mi piace tanto l'italiano. Vorrei andare in Italia un giorno. Vieni a visitarmi in Montenegro?

          Dai, scrivimi,

           Bojana


motto IL GATTO CILE                         

Ana Kovač  

   Classe VII – 3 Scuola Elementare “Veljko Drobnjaković” Risano/Risan, Montenegro

RACCONTACI UNA STORIA CON IL TUO ANIMALE PREFERITO

 

Io sono una bambina che ama molto i gatti. Ne ho tre e un gattino. Lui si chiama Cile. Lui ha due mesi e cinque giorni. Lui è piccolo e non vuole giocare con altri gatti. Ma solo con me.

Per me ogni giorno è bello perché so che lui mi aspetta quando torno a casa. Io gioco con lui ogni giorno, ma lui si spaventa quando abbiamo ospiti a casa. Va nella mia camera e non vuole uscire, finché loro non vanno via. Ama solamente me, gioca solo con me perché io gli do da mangiare. Ecco perché si dice che amore va sempre attraverso lo stomaco.

I nostri momenti più belli sono quando andiamo nel mio giardino e giochiamo con un piccolo pallone. E quando si stanca, lui dorme vicino a me.

Per tutto questo, lui è il mio migliore amico e perché con lui mi sento davvero felice felice.


motto PROLJECE                                

Maša Živković  

   Classe VII – 3 Scuola Elementare “Veljko Drobnjaković” Risano/Risan, Montenegro

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 

Tutti sappiamo chi è il migliore amico dell’uomo. E io ho il mio amico. Lui è il quinto membro della mia famiglia e io lo amo moltissimo.

Il mio cane si chiama Leo. Vorrei giocare con lui tutto il tempo, ma questo non è sempre possibile. Da molte belle cose che mi succedono con lui, io voglio raccontarti una, che è molto simpatica.

Un giorno, Leo doveva fare il bagno ( e tutti sanno che i cani odiano fare il bagno). Io sono tornata da scuola, era un bel giorno, pieno di sole. Abbiamo deciso di lavare Leo. Oltre che acqua e altre cose, al primo posto abbiamo dovuto avere forza perché Leo è molto grande.

Così, mentre lo lavavamo, lui ha visto un gatto che era per lui più interessante di me e dei miei ordini di stare fermo. In quel momento, volerlo o no, dovevo finire tutta l’azione perché Leo è andato a correre dietro il gatto.

Odio i momenti come quello quando non posso fare niente che stare a guardare che cosa succede.

Dopo, quando è tornato, ho visto che era più sporco di prima. E io sono stata molto arrabbiata. Però quando si tratta di Leo, io posso essere arrabbiata solo 10 minuti. Così, avendo un pomeriggio libero, io e Leo siamo andati a fare una passeggiata. Siamo andati nel parco e abbiamo giocato con il suo pallone preferito. Quando gioco con lui, il tempo passa così presto. Siamo tornati a casa per la cena.

Sono andata a dormire, stanca, ma felice. Amo molto giorni come questi, perché è molto bello avere un animale che ti ama, che ti ascolta, che fa tutto quello che tu dici.

E sono fiera perché io e Leo abbiamo una bella e grande amicizia.

 


motto VODOLIJA                                

  Anja Živković  

   Classe VIII Scuola Elementare “Veljko Drobnjaković” Risano/Risan, Montenegro

 SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

 

Cara Laura,

Io sono molto felice perché tu mi hai mandato la lettera. Mi fa piacere che tu e la tua famiglia state bene.

Io ti voglio augurare per tutto quello che tu sei riuscita a fare per questo tempo. Non è una piccola cosa diventare la migliore ballerina del teatro “ Bolsoi” La tua foto, tu nel costume del cigno, è bellissima! Mentre guardavo la foto, mi sono ricordata del nostro primo incontro. E’ stato qualche mese fa all’incontro delle nostre scuole di ballo a Cattaro. Io ero impressionata dai vostri balli nazionali, e a te è piaciuta la nostra coreografia “ I pirati “. Durante quel tempo che eravate nostri ospiti, ci divertivamo un mondo. Era l’inizio di una grande amicizia. Per me è stato un piacere raccontarti del mio paese e mostrarti un po’ delle nostre bellezze naturali. Mi ascoltavi con attenzione e volevi sapere tutto. Anche tu mi parlavi del tuo paese – Russia. Con quello che sapevo già e con quello che mi hai raccontato, avevo l’impressione che l’avevo già visto.

Non ho dimenticato che ti avevo dato una promessa di venire a trovarti però non ho potuto cara mia.

Io e le mie amiche e la signora Jadranka aspettiamo l’estate, ci prepariamo, stiamo lavorando sulle nuove coreografie. Ma, non ti ho detto che l’anno prossimo, quando ci vedremo esiste una grande possibilità che io non potrò ballare. Ho un problema grande con la gamba destra e il ballo sarà per me solo un bel ricordo. Ti dirò tutto quando ci vedremo.

Torniamo ai temi più belli: quest’anno finisco la scuola e devo iscrivermi alla scuola Media. Mi aspettano i nuovi amici e i nuovi professori. Non so ancora quale scuola voglio prendere, ho alcuni mesi per decidere.

Carissima Laura, per ora, è tutto. Spero di vederti presto. Ti ama molto la tua amica

 


motto 241195                                    

 Ana Marija Đinović  

   Classe VIII – 4 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

 

         Caro amico,

è passato tanto tempo dal nostro ultimo discorso. Come stai?Cosa mi racconti?Da me nulla di nuovo,sempre le solite cose..non mi sono ancora innamorata ; ).A scuola abbiamo dovuto scrivere una storiella sul tema ‘Un scherzo che hai fatto’ e allora voglio raccontarti cosa ho scritto.

Lo sai che io vivo in una parte della città che è un po’allontanata dal centro,con tante case attorno e una strada sola che serve ad arrivarci alla propria casa. Da un tempo già la gente guida le sue automobili e le moto per questa strada senza fare attenzione ai bambini che giocano in vicinanza. Ogni giorno quando finiamo i nostri compiti, io e i miei amici andiamo a giocare a calcio o il gioco del nascosto, vicino alle nostre case. Non ci sarebbe nessun problema se non dovessimo spostarci dalla strada ogni tanto e avere paura delle auto che ci si muovono come se fossero sull’autostrada. Tutti si comportano come se qui non ci fosse nessuno,tranne che loro nelle loro macchine.

A causa di quella ingiustizia, stanchi dal fuggire e interrompere il gioco, noi abbiamo fatto un piano, come confonderli e impedirgli di andare veloce. Naturalmente, eravamo anche interessati di vedere la loro reazione.

Abbiamo preso le foglie di una palma e le abbiamo infilato, poi le abbiamo legato da entrambe parti dalla strada, facendo così una specie di ostacolo. Allora ci siamo nascosti a vedere come funzionerà. Tutti si fermavano, ma quando vedevano che non era niente di pericoloso, proseguivano, brontolando un po’. Ogni volta quando la nostra trappola era rotta, noi la fissavamo. Eravamo contenti di vedere i nostri ‘nemici’ innervositi,e poi,così avevamo abbastanza tempo per spostarci dalla strada quando ci veniva l’auto. Però,alla fine è accaduta una cosa alla quale nessuno aveva pensato prima. La trappola è stata messa al posto e abbiamo visto una ragazza venire con la moto. Poiché guidava abbastanza veloce, non ha visto le foglie in tempo e quando si è avvicinata, si è impaurita, ha perso il controllo sopra la moto, ed è caduta insieme alla moto. Spaventati, nel primo momento siamo scappati, ma allora, vedendo che lei non era gravemente ferita, poiché si è alzata, siamo andati ad aiutarla. Le abbiamo confessato tutto e lei ci ha perdonato ma ci ha spiegato che lo scherzo era un po’ troppo pesante e che qualcuno poteva ferirsi gravemente o morire così. Le abbiamo promesso che non faremo più scherzi come questi e che lasceremo agli adulti di risolvere questo problema. Poiché un nostro vicino di casa era poliziotto, il giorno dopo siamo andati da lui, gli abbiamo spiegato tutto e dopo qualche giorno, hanno posato alcuni dossi stradali che ci hanno permesso di giocare con meno paura e più sicurezza.

Ecco, volevo condividere questa mia esperienza con te. Adesso ho capito come gli scherzi possono essere pericolosi qualche volta,quando non pensiamo delle conseguenze. Per fortuna,questa volta tutto è finito bene..

Scrivimi se ci sono qualche novità da te. O forse una storia interessante, una cosa che hai fatto..In ogni caso,aspetto la tua lettera con impazienza.

                                         Un abbraccio forte...


motto ALLEGRONE                         

Stefan Radenović  

   Classe VIII – 4 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

 Ciao,caro amico!

          Ti scrivo per dirti che ho ricevuto la tua lettera e sono molto felice per questo. Mi sembra dalla tua descrizione e le tue parole che Brindisi è una città bellissima e l’Italia un paese straordinario con la cultura e arte meravigliosi. Sono contento che adesso io posso scrivere della mia città e di me e spero che le tue impressioni saranno buone come le mie.

          Tu sai che io vivo a Cattaro, in Montenegro. Cattaro è una piccola città situata in una delle baie più belle del mondo,tra le colline e il mare azzurro delle Bocche di Cattaro. La Città Vecchia è così bella che fa impressionare ogni turista che la visita. Dicono anche che assomiglia ad alcune città italiane sulla costa. E’ piena di monumenti storici e culturali. Le muraglia della città sono sotto la protezione dell’UNESCO e sono davvero un testimonio dei tempi passati. Con stradine acciottolate e le portine vecchie, quando ci si entra, è come se ci si trovasse in un altro mondo, dove il tempo si è fermato tanto anni fa. Le piccole finestrine sulle mura raccontano le storie delle battaglie e le chiese costruite da più di sette o otto secoli nascondono i segreti dell’amore, matrimoni e battesimi.

         La città è molto orgogliosa del suo passato e della sua tradizione la quale cerca di custodire in ogni modo. Così anche oggi si organizzano feste e carnevali,che hanno una tradizione antichissima. Gli abitanti di Cattaro sono molto ospitali,socievoli e sempre pronti a fare scherzi. Lo sport è una cosa molto importante in Montenegro,sopratutto la pallanuoto. Posso anche dire che la mia città è una sorgente di ottimi giocatori di pallanuoto, che sono già famosi per il mondo.

        Potrei scriverti ancora molte cose della mia città, ma penso che sia meglio venire a vederle, e spero che tu lo faccia presto. Adesso voglio dirti qualcosa di più su di me. Lo sai che io sto per finire la scuola elementare, adesso sono nell’ottavo grado. La mia generazione ancora appartiene a un sistema vecchio in cui la scuola elementare dura otto anni e poi la scuola media quattro anni, dalla quale si può iscrivere all’Università o cominciare a lavorare. Per quanto riguarda me,anche se la fine dell’anno è vicino,non so ancora cosa vorrei studiare dopo.Devo decidere tra il liceo(che è abbastanza difficile anche se da un’educazione completa) e la scuola media per i marinai(così potrei cominciare a guadagnare più presto).

         Ultimamente mi sono interessato molto dello sport. L’anno scorso ho iniziato a praticare tennis e il karaté. Sono buono in tutti e due gli sport e ottengo buoni risultati. Mi sembra che tu abbia detto che anche tu pratichi qualche sport.?Forse saremo in grado di scambiare qualche esperienza..

         Vorrei ancora dirti che mi faresti un gran piacere se venissi alla mia città quest’estate,ad essere il mio ospite. Sono sicuro che ci divertiremmo un mondo. Ti presenterei ai  miei amici che sono tutti in gamba e potremmo divertirci insieme. Ci sono tante belle cose da vedere e fare, qui c’è una bella discoteca, di sera faremmo giri per la città,andremo alle feste e simile. Le mie amiche sono belle e simpatiche, vedrai. E delle spiagge e del bagno non devo parlarti, credo. Avresti la possibilità di bagnarti in uno dei più puliti mari di questa parte del mondo

         In ogni caso,non vedo l’ora di ricevere la tua risposta. Pensaci bene della mia proposta,sono sicuro che quelle vacanze non te ne dimenticheresti mai!

                                                           A  presto,


motto LA RAGAZZINA                     

Nikoleta Vujaš  

   Classe VIII – 3 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

Scrivi una lettera...

Ciao carino,

come stai? Cosa fai di bello? Io sto bene, trascorro le giornate sdraiata sul letto con il pc in mano e navigo sull'internet. Talvolta esco con i vecchi amici, ma sono tutti pazzi, non sono come te, nulla è come prima. Mi manchi molto, le nostre chiacchiere, passeggiate, le serate davanti alla TV o al cinema a guardare film...mi mancano i giorni i quali passavamo in pigiama tutto il giorno, uh solo quando mi ricordo mi emoziono tanto...come se un torrente di immagini balla davanti ai miei occhi e nella mia testa sento il tuo riso.

Mi venne da piangere, sento quasi un dolore nel petto...al mio cuore manca un pezzo..gli manchi tu..ancora ti vedo partire..i fulmini spaccano il cielo del mattino, e una cosa simile succede dentro di me..il  dolore mi trafigge il cuore..il treno sta per andare...ci salutiamo io e lui ... e via.....e dopo tutto, rimane una traccia del fumo biancastro della locomotiva e il suono si perde in lontananza...Spero che non mi abbia dimenticato e che ti manchi almeno un po'..

Devi godere la vita, vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, e ti prego di rimanere il nostro, il mio... anche se vivi lontano e hai una vita diversa...E non ti cambiare, lo sai? Così bello e buono come se, un allegrone dal cuore grandissimo e aperto a tutti...ti ameranno ovunque tu vada, lo so..e mi resta la speranza che non mi dimentichi. Ti amo un sacco.

La tua amica N..........


motto IL DOLFINO                           

Milica Radunović  

   Classe VIII – 3 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

Un giorno con il mio animale preferito– io e Reksika

 

Reksika è il meticcio, dal padre Rottweiler, e la madre anche lei meticcia. L’abbiamo trovata per  la strada, nel cortile dietro la nostra casa. Siamo stati immediatamente commossi dal suo sguardo triste e spaventato.L’abbiamo adottata, il che significa l’abbiamo alimentata un paio di volte, l’abbiamo coccolata e abbiamo preso cura dei suoi cuccioli.E 'passato quasi un anno prima che un giorno abbiamo deciso di  lasciarla entrare in casa. E così ci è restata per sempre.Il veterinario ha fatto tutto il necessario per prottegerle la salute,ma anche questo che proteggeva noi da lei ,da quello che poteva portarci in casa. Non riesco a descrivere il nostro rapporto perché non trovo  le parole nel dizionario con le quali esprimere l'amore reciproco tra di noi. Sono tre anni adesso che  Reksika vive con noi. La vita comune comprende un sacco di cura e attenzione che le diamo, ma non è un problema, noi ne godiamo. Io in particolare, anche se esso non è solo il mio dovere.

Il nostro giorno ordinario inizia con la corsa davanti alla casa, un po 'di gioco, una passeggiata, naturalmente durante la quale Reksika fa i suoi doveri fisiologici. Di solito ritorniamo a casa stanche tutte e due. Mi sembra sempre che non le piace l’idea di tornare, e mi guarda come se volesse dire: "Okay, andiamo a casa, so che tu hai anche altri obblighi“.

A casa di solito segue una di noi(ci siamo io,mia sorella maggiore e mia madre), o si sdraia sul tappetto, dove dormicchia un po’ o guarda cosa facciamo.Spesso prende uno dei suoi giocatoli (all’inizio questo erano le nostre pantofoli), e lo porta intorno alla casa, come se ci chiamasse a giocare con lei. Se nessuno risponde, ci rinuncia,si  sdraia di nuovo e aspetta l’invito per andare fuori. Oh, come se ne rallegra quando andiamo da qualche parte con l’automobile.Egli ama l'automobile.Va con noi a fare quasi tutte le visite. I nostri amici l’amano,a lei ci si sono già abituati tutti. Mentre siamo in visita sta tranquilla vicino a noi,ma nello stesso momento quando ci alziamo per andarcene lei è già alla porta, come se volesse dire "Ci vado anch’io, non mi lasciate qui".

Le passeggiate del pomeriggio sono una cosa che lei fa da sola.La lasciamo uscire nel cortile dove gioca un po 'con i figli dei  vicini di casa, e quando se ne accontenta,torna a casa. Viene di corsa, graffia alla porta o abbaia piano e, naturalmente, quando entra stanca si butte sul tappeto. Pranza di solito intorno a mezzogiorno, ma onestamente sempre mangiucchia qualcosa. I dolci sono una cosa che condivido con lei sempre,li adora,me le do in piccole quantità,non dobbiamo esagerare.E i popcorn-viene pazza per essi.E così passa la giornata.La sera usciamo ancora una volta insieme.Mi fa ridere quando corre dietro i gatti perché cerca di farsi corragiosa e infatti non lo è affatto.. Quando accade che alcuni di loro girano e mostrano i denti scappa guaendo. Hehe,per fortuna non lo sanno tutti i gatti del quartiere, e così riesce a sforzare alcuni a salire sull'albero.

Quando siamo tutti a letto, Rex è sul suo tappeto. Rilassata e tranquillità dorme per tutta la note stretto. Uffa,quante volte anche russa come un uomo adulto, si sente nell’altra stanza. La lasciamo dormire, solo ridiamo pianamente, commentando quanto l’amiamo. E’ meglio dire che l’adoriamo..


motto MIKA                                      

Milica Radonjić  

  Classe VIII – 1 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

  Io allo specchio,come sono e come vorrei essere 

Lentamente,uno dopo l’altro,come i fiocchi bianchi del primo giorno d’inverno,i giorni passavano e lasciavano alle spalle le tracce nell’albo di ricordi della vita. Per ennesima volta stavo seduta comodamente nel calore della mia camera, sprofusa nei pensieri senza meta, ascoltando la musica sentita chissà quante volte prima. All’improvviso mi risvegliarono i raggi del sole che venivano respinti dallo specchio sulle pareti della mia camera. Ho guardato al suo riflesso, piena di sorpresa. Non ero più quella bambina con fiocchi sui codini nel vestito blu con le balze. Mi sono sentita confusa e stupita. Davanti a me stava una ragazza,abbastanza grande eppure i suoi pensieri erano ancora quelli di una bambina.”Chi sono io?”.Fino all’anno scorso ero ancora una piccola bambina,spensierata e felice, che godeva ogni nuovo giorno senza ragioni speciali. Però,adesso..molti scontri sono nati dentro di me. Non mi sono mai immersa in me stessa così profondamente,nel mio proprio carattere,come un tuffatore in cerca di pesce per soddisfare la sua fame. Da un tratto si sono alzate le onde,l’acqua è diventata inquieta,il vento ha cominciato a soffiare rabbiosamente e la mia barchetta della vita futura è diventata un giocattolo delle onde e del vento. Ma,conoscendo me stessa,diventerò un buon capitano sulla barca della mia vita,cercando di crescere in una buona persona.

Io amo i miei amici e le mie amiche,perché quelli che ho scelto per farmi compagnia in questo viaggio sono tutti in gamba,e tutti mi conoscono bene e so che anche loro amano me. Non mi piacciono persone false, particolarmente i bugiardi. Queste persone sono vigliacchi. Posso dire che io non sono una di loro. Mi piace anche trovarmi in compagnia  di persone oneste, perché, secondo me, l’onestà è una delle caratteristiche più importanti, che, insieme alla bontà e sapienza fa l’uomo essere quello che è..

“Cosa farò da grande?” è la domanda che ho sempre per la testa-“Come sarà il mio futuro?”,”Dove lavorerò?” sono cose che mi tormentano spesso. Sono uno studente ottimo e i miei mi propongono scuole diverse e possibilità interessanti. Eppure,io ho il mio fine e finché non lo ottengo,non mi fermerò.

Vado anche alla scuola di musica e il mio desiderio più grande è ottenere successo in questo campo. Vorrei diventare una cantante famosa,ma non posso essere sicura che questo accadrà, nonostante i miei desideri. Per questo,penso che sia importante finire la scuola, l’università e così assicurarmi una vita comoda. Oltre alla musica,mi piace tanto l’idea di diventare una manager, perché amo viaggiare, parlare, lavorare con i documenti. Non passa un giorno che non immagino me stessa in un concerto, ma spesso mi vedo anche in una poltrona di cuoio nell’ufficio grandissimo dietro un mucchio di documenti importanti e un telefono che sta squillando senza sosta. Occupata per tutto il giorno, ogni settimana in un altro paese, con l’ufficio le cui finestre danno sul mare e che è decorato come volevo io. Come sarebbe bello..Farei presentazioni dei prodotti della mia ditta. Potrei anche lavorare come il manager di un famoso cantatore. Che meraviglia,i viaggi,stare in compagnia di persone famose,la possibilità di aiutare qualcuno che dipende da voi,e la cosa più importante,farei quello che mi piace.

Eppure,le mie emozioni più profonde sono dirette verso la musica. Come vorrei essere famosa,avere successo, vedere bambini che corrono dietro di me per prendere autografi e le foto..Che sogno..Ma lo so bene che i sogni raramente diventano realtà..Per questo voglio finire le scuole, prendere un diploma e, prima di tutto, vorrei che la gente se ne ricordasse di me come una persona buona e diligente..Una persona che rappresenta buon esempio agli altri, una persona di rispetto..


motto MOJITO                                  

 Ivan Brkanović  

  Classe VIII – 3 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

Scrivi una lettera...

 

Caro Mauro,  

Passano giorni e tu non hai ancora compiuto la promessa fatta di venire a visitare la mia città natale – Cattaro. E perciò cercherò di descriverti le sue bellezze per la quali desidererai conoscerla il prima possibile e capirai le ragioni per le quali mi piace così tanto.

Si trova sulla costa del golfo delle Bocche di Cattaro, dove il mare inonda le coste rocciose. È circondata dalle antiche mura, fondata tra le montagne e il mare. Dietro Cattaro si innalza il monte Lovcen che per sempre proteggerà la città come un guardiano.

Si tratta di un’antica città litorale con un passato turbolento. È ricco di molti monumenti di culturale e d’arte: la Cattedrale di San Trifone, tante chiese, il Vecchio orologio e i palazzi barocchi secolari adornano le viuzze e le piazze lastricate. Su ogni pietra è inciso il passato in cui ci sono stati terremoti e guerre. La mia città ha resistito ai colpi di vento, alle tempeste furiose e agli attacchi dei conquistatori.

Molte culture e imperatori sono passati per le sue viuzze. Ma Cattaro ha resistito a tutte le disgrazie ed è rimasto permanente ed orgoglioso con lo stesso nome, caro e splendente.  Se desideri spassartela e riposarti tra l’odore del mare e il mormorio delle onde, sentire il calore e l’amore, vieni a Cattaro. Non ti accoglieranno gli alberghi di lusso, le spiagge sabbiose, ma ti accoglieranno:il fruscio delle palme, l’ombra dei pini, la vivacità dei colori degli oleandri, il canto dei pescatori e delle maschere allegre. Ti riscalderà il più brillante sole, ti darà il suo calore e la sua chiarezza, l’aria pura marittima e l’indimenticabile tramonto. Sinceramente e gentilmente sarai accolto dalla gente. Con il sorriso e a braccia aperte ti offriranno accoglienza e ospitalità e amicizia. A Cattaro vive la canzone nella gente, la canzone della città, dell’amore e del sole. E perciò vieni nella mia città a sentirla e a godertela.


 motto ELENA                                      

Jelena Mitrović  

  Classe VIII – 3 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE

           Cara Anna !
          Sono stat
a molto felice quando ho ricevuto  la tua lettera, e soprattutto perché ho saputo che possiamo vederci presto . Sono contenta  che hai deciso di trascorrere le vacanze nella mia città. Kotor è una città molto bella e ad ognuno lascia una sensazione piacevole, e tutti vogliono ritornarci. Sono contenta che ci accingiamo a trascorrere del tempo insieme.
         Kotor e i suoi dintorni sono molto
attraenti ai turisti, in modo che il mio caro amico deve sapere che si arriva in una delle baie più belle del mondo, la baia di Kotor che si trova nelle Bocche di Cattaro. La città è situata sulle pendici dei monti Lovcen e Vrmac e sembra come se queste due montagne sono i custodi della città. Il mare è caldo e pulito e saremo in grado di godere del sole e del mare su una  delle spiagge piccole nella baia, e possiamo vedere la bella spiaggia di sabbia che si chiama Orizzonti Blu.
        
Il centro storico è molto interessante. Il suo aspetto con le muraglia che lo circondano è una vera cartolina.La vista sulla baia della fortezza della città è mozzafiato. Sono sicura che vorresti visitare la chiesa di San Nicola, la Cattedrale di San Trifone, il Museo Marittimo, e ti devi preparare per molte belle impressioni del centro storico. Se vuoi si può visitare la metropoli Cetinje, il mausoleo di Njegos , poi Budva e il suo centro storico e tanti altri luoghi interessanti.
          Mio caro amico, non vedo l'ora di vederti, avremo un buon tempo.
Ricordo quando ero nella tua città. Schwenningen è una città piccola, ma ha lasciato su di me una grande impressione. Ricordo ancora le nostre passeggiate nei dintorni della città e la bellezza della natura, e andare alla sorgente del fiume Dunav. Un abbraccio per te!

     La tua amica di Kotor!


motto ROSSONEROKOTOR              

Gracija Janković  

  Classe VIII – 4 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

SCRIVI UNA LETTERA AD UN  AMICO IMMAGINARIO E RACCONTAGLI  QUELLO CHE TI PARE

 

         Caro amico,

ti scrivo una lettera impazientemente,perché non vedo l’ora di scoprire come stai, adesso che sei tornato a casa dopo quasi un mese passato da noi. Devo ringraziarti di tutto che hai fatto per me e alla vacanza migliore della mia vita.S pero che anche l’anno prossimo potrai venire a Cattaro. Mi mancano molto i momenti che ho trascorso con te e non dimenticherò mai la notte in cui la tua Italia è diventata il campione del mondo in calcio. Ti vedo ancora come, tutto vestito, ti butti nel mare dalla gioa. Quanto ho riso quella notte..e non solo quella. Mi ricordo anche di molte altre cose, ma è meglio non parlarne adesso, perché questa lettera sarebbe troppo lunga e poi, questo non è di cosa volevo parlarti.

Da ieri vado di nuovo a scuola e agli allenamenti, e spero, macché, so che l’estate prossima sarò un giocatore migliore di te, vedrai.:) Per quanto riguarda la nostra bella città,non si sono cambiate molte cose se non per i turisti, che ce ne sono di meno adesso e gli ingorghi del traffico, famosi durante l’estate, che adesso sono rari. Tutti ancora dirigiamo i nostri occhi e le nostre speranze verso Primorac, la nostra squadra di pallanuoto, la quale, speriamo, l’anno prossimo riuscirà a diventare il campione d’Europa.

Lo sapevi che il tuo arrivo ha reso felici anche i miei genitori? Anche loro aspettano l’estate entusiasmanti, per fare di nuovo i nostri giri in barca per la baia. Ecco,questo sarebbe tutto di me in questa lettera. Volevo farti sapere quanta impressione hai fatto su di me e la mia famiglia. Spero di ricevere una lettera dettagliata di te,in cui mi racconterai tutte le novità.

                            A presto, il tuo amico estivo

 


motto VAL                                            

 Vasilije Djuričković    

   Classe VIII - 3 Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

SCRIVI UNA LETTERA AD UN AMICO STRANIERO E RACCONTAGLI QUELLO CHE TI PARE 

 

Caro Francesco,

da giorni mi sto chiedendo come stai. Nella tua ultima lettera mi hai raccontato quell'“incidente” con il tuo migliore amico. Come è finita la storia?Forse avete fatto pace?Da quando ho ricevuto la tua lettera,non faccio altro che pensare a te e a tutta la storia. Avendo visto quanto ti sei deluso e quanto hai sofferto per tutto,mi sembra che io abbia cominciato a guardare a molte cose più ragionevolmente.

Trovare un vero amico non è affatto facile,e quando lo incontriamo dobbiamo tenerlo come un oggetto prezioso. Oggi la gente è molto più egoistica di quanto era prima e tutti pensano solo a se stessi. E’ difficile trovare qualcuno che farebbe sacrifici per altri,specialmente se non si tratta dei membri della famiglia. Eppure,anche oggi,ci sono pochi per i quali vale la pena dare il suo massimo.

Posso dire che io ero fortunato perché ho trovato un vero amico. Almeno penso così,ma mi sembra che fin d’adesso ci siano state alcune situazioni in cui mi ha dimostrato la sua fedeltà. Forse mai più conoscerò l’altra persona per la quale proverò così tanto stimo e affetto come per il mio migliore amico. Hmmm...migliore amico. Una parola pesante. C’è tanta differenza tra i compagni e gli amici,tra i conoscenti e gli amici. Lui è l’amico che una volta era solo il compagno. Non è facile ottenere la mia fiducia,ma lui ci è riuscito e veramente penso che meriti tutto quello che sono pronto a fare per lui. Quando avevo bisogno del sostegno,quando pensavo che la mia vita non avesse più senso perché passavo i momenti più difficili della mia vita,lui c’era per me. Tutto il mio mondo era distrutto,ma lui non è scappato. Mi è stato vicino,tutto il tempo,e pieno di considerazione mi ha aiutato a cominciare a vivere di nuovo,a costruire di nuovo il mio piccolo mondo da quei pezzettini rimasti. Credeva in me quando neanche io non ci credevo più. Con il suo sorriso ha fatto scomparire la tristezza dai miei occhi e,senza una parola,ha preso il carico dei  miei problemi su di se e in scambio mi ha offerto la sua gioia sincera e semplice. Il suo sorriso mi ha dato le ali e il cielo per volo...

E’ bene sapere che c’è sempre qualcuno che ti ama,che è qui per te,anche tutti gli altri ti hanno lasciato. L’amicizia è una specie di “fraternità”i cui membri non vengono scelti per età, ricchezza o bellezza. Per uscirci,deve essere solo onesto e una buona persona.

Quel tuo amico “migliore” deve sapere che in amicizia non si può solo prendere,si deve anche dare,il più possibile. Vorrei a te,ma anche a tutti gli altri che almeno una volta nella loro vita conoscessero una persona giusta e godessero un’amicizia vera. Perché così diventeranno ricchi senza soldi,maturi senza età e felici senza una ragione speciale. In questi tempi pazzi,l’amore ,la famiglia e gli amici sono queste piccole cose cha fanno la vita.

Spero di ricevere le belle notizie da te,in una lettera lunga!

                              Un abbraccio,....


motto V.V-5585                                     

Violeta Vujković  

    Classe VIII - 2  Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

Io allo specchio,come sono e come vorrei essere

Quando ci penso,il presente e il passato sono la mia infanzia felice. Guardandosi allo specchio vedo un ingenua,inesperta ragazzina che ancora ha bisogno del caldo abbraccio della madre le mani forti del padre che la proteggono di tutto. La mia timidezza e ipersensibilità arrivano spesso fuori,non le posso nascondere,in realtà ogni giorno,ma è cosi, che posso fare,diciamo che divento un po' più vecchia e più matura cercando di reprimere i miei pensieri e non mostrarli agli altri. Rimango  spesso sola cerco di comprendere e di concludere cosa e perché mi sta  tutto questo nel  cuore,perché non posso semplicemente vivere la mia propria vita senza fare attenzione agli altri,ai loro commenti,spesso sarcastici,  ma i miei pensieri finiscono di solito con le lacrime negli occhi. Poi comincio a piangere così tanto che non mi vedo più nello specchio dalle proprie lacrime e penso..perché non sono come mia madre..o mia zia? Non tanti di miei amici sono come  me timidi e ingenui. Anch’io io vorrei essere più ragionevole, sicura di sé ,intraprendente e coraggiosa.  La cosa che mi piace da me è la mia tenerezza, sono una vera donna considerando questo.

Per quanto riguarda il mio aspetto fisico non vorrei cambiare tante cose, lo so bene che le  mie acne passano con anni e con tutto altro sono contenta. Con il mio aspetto ,colore dei capelli, degli occhi,la corporatura sottile.. Mi fa piacere prima di tutto il fatto che sono sana, che ho una famiglia buona in cui mi sento amata e protetta e che non guardo alle cose con gli occhiali rosa, sto ferma sulla terra con tutti e due piedi. Per questo,mi vedo anche nel futuro felice e piena di sentimenti positivi, credo che non ci siano cose che possano cambiare il mio ottimismo.  E questa timidezza..beh,spero che passerà un giorno..o se no,non ne fa niente. Ci sono quelli a cui piacciono persone timide..un giorno anch’io troverò il mio principe azzurro che scoprirà le mie qualità sotto questa ingenuità e modestia.

 


motto MODESTA                                  

Jelena Papović  

  Classe IX – 4 Scuola Elementare “Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

            -Io allo specchio come sono e come vorrei essere-

        Vi guardate spesso allo specchio? No?  E allora vi racconto io che cosa vedo guardandomi allo specchio.

         Quando mi guardo allo specchio vedo una ragazza semplice e simpatica, non troppo bella ma neanche tropo brutta. Se esiste specchio che può vedere persone come sono dentro cioè l`anima e cuore posso dire molto di me. Prima cosa che posso dire  è  che non amo lodare se stessa. Più amo quando gli altri mi lodano, specialmente i miei genitori e i professori. È brutto quando una persona giovane si comporta male perché io mi affatico di essere gentile e ben educata. Credo che io  sia una persona diligente. Questo posso dire perché io lavoro assai e non è facile, e ho belli voti a scuola e buoni risultati al folclore. Sono una persona responsabile perché io quasi mai dimentico gli impegni. Alcuni  miei amici spesso sono in ritardo alle lezioni e questo mi disturba. Io amo e voglio aiutare  a chi l`aiuto è necessario e se questa persona è buona con me. Meglio dire sono buona solo con quelli che sono buoni con me. Lo so che questo non è sempre giusto però è difficile quando gli altri sono gelosi del tuo successo e ti vogliono far male, ti provocano chiamandoti secchiona. Questa è l`altra parte di me che vedo allo specchio ma crescendo spero di liberarmi di questo senso di colpa per il successo e di saper godere delle proprie virtù.

       Non voglio essere diversa, ma unico che voglio cambiare e non dare importanza a cose insignificanti.

 


motto JULIA ROBERTS                      

Ivana Đerkovič  

   Classe IX – 5 Scuola Elementare “Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

Io allo specchio come sono e come vorrei essere

  

         Molte persone si guardano allo specchio ogni giorno e pensano di essere perfette.  Anche io amo guardarmi allo specchio, ma non penso come loro. So che nessuno  è perfetto e che tutti hanno così come le virtù anche  i difetti. Quando sto davanti allo specchio vedo una ragazza simpatica con molte virtù e difetti. So che non sono perfetta, ma mi piace il mio aspetto fisico e non voglio cambiarlo. Sono alta, ho gli occhi marroni e i capelli lunghi e marroni,non sono grassa e ho  denti belli. Spesso penso come sarò da grande e voglio sapere come sarà il mio futuro. Sono una persona gentile che ha un obiettivo nella vita. Come agli altri ragazzi mi piace ascoltare la musica e amo anche leggere i libri.   I miei amici dicono che io sono una ragazza bellissima e una grande amica ma anche molto testarda. Quando ero piccola la mia preferita attrice era Julia Roberts e io vorrei essere come lei. Vorrei avere lunghi capelli come lei e sorridere come lei, ma quando sto davanti allo specchio vedo che non sono come lei e che forse sono più bella quando sono naturale.

        Per me è più importante com`è una persona dentro e non solo il suo aspetto fisico. Se qualcuno è un vero amico non è importante com`è il suo peso e i suoi capelli, ma il suo comportamento. Se sa tenere i segreti. Io sono una persona emotiva, ma molti questo non vedono perché io non dimostro spesso i miei sentimenti. Io vorrei che esistesse lo specchio che rifletta l`anima e non solo l`immagine. Così tutti potranno vedere le persone come sono e non solo se uno è bello,brutto o se ha difetti. Però così sarebbe più facile vivere e scegliere gli amici ma la vita forse sarebbe noiosa perché solo sbagliando si impara.


motto ARES                                         

 Lea Tomašević  

   Classe IX – 1 Scuola Elementare “Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

Raccontaci una giornata con il tuo animale preferito

 

      Per raccontarvi una giornata con il mio animale preferito prima vi devo dire qualcosa di Ares. Lui è un cane che mi fa tutti i giorni pieni di gioia. Dal primo giorno che l`ho visto sapevo che proprio lui sarà il mio amico più fedele. Lui è pieno d`energia e come tutti i cani ama giocare e passeggiare. Passeggiamo due volte al giorno, di mattina e di pomeriggio. Le passeggiate sono lunghe. Ares le ama tanto. Durante le passeggiate mi piace quando c`è il sole e quando fa caldo perché possiamo restare più lungo. Sono triste quando vedo i cani abbandonati e spesso gli voglio aiutare, ma devo stare attenta perché possono essere pericolosi per me e per Ares. Spesso la gente mi ferma per strada per accarezzarlo. Quando torniamo a casa Ares è triste perché sa che io devo andare a scuola e che lui resta a casa. Fortunatamente non bado solo io a lui. Mia sorella si occupa anche di lui e lo porta spesso a passeggiate.

       Di pomeriggio giochiamo spesso con lui. Gli buttiamo la palla e il frisbee. Siamo a lungo fuori perché il nostro obiettivo è quello di stancarlo per poter dormire bene. Giocare con Ares è molto divertente e piacevole. Sono molto allegra e contenta quando gioco con lui. Penso che anche lui sia contento quando gioca con noi. Alla fine della giornata gli do da mangiare il suo cibo preferito,la carne.

       Il cane è un grande impegno che richiede molto tempo e amore. Però  la mia giornata è piena e lo so che sempre sarà completa quando vedo Ares la mattina come aspetta il nostro intervallo per passarlo insieme. Con Ares mi sento sicura,protetta e amata. Lui non mi delude mai ed è sempre vicino quando sono triste. Come se volesse aiutarmi mettendo la sua testa sulle mie ginocchia. Adesso so che è vero il proverbio ˝ Il cane è il miglior amico dell`uomo.˝