CONCORSO MAILING LIST HISTRIA

SCUOLE ELEMENTARI - LAVORI DI GRUPPO

 

 

  motto A VOLTE E’ DIVERTENTE ANDARE AL MUSEO            

 

 Karla Pavlović,  Paola Koludrović 

            

 Classe IV

           Centro di Ricerche Culturali Dalmate Spalato

 

Insegnante MARA AGOSTINI

 

 

A VOLTE E’ DIVERTENTE ANDARE AL MUSEO…

 

Oggi andiamo con la scuola al Museo dei Dinosauri. Alle 9:00 siamo lì, di fronte a questi scheletri grandissimi. Siamo eccitate. Mentre guardiamo i dinosauri, il nostro gruppo va via e noi restiamo sole. Non ci accorgiamo subito di essere sole, ma all’improvviso sentiamo un rumore e vediamo che il dinosauro più grande di tutti on è più al suo posto. Che paura!!! Vogliamo uscire, ma davanti alla porta c’è il “gigantosauro”! Mentre fuggiamo verso l’uscita di sicurezza, vediamo una vetrina aperta e ci buttiamo lì dentro. Il vetro magicamente si richiude. Quando finalmente ci sentiamo al sicuro, ci accorgiamo di non essere sole: mummie vive!!!! Adesso siamo completamente terrorizzate e dobbiamo uscire. Scopriamo che c’è una porta da cui uscire, ma il dinosauro è lì, davanti a noi! Per fortuna è così grande che no ci vede, mentre ce ne andiamo zitte zitte verso l’uscita del museo. Apriamo la porta e finalmente vediamo il nostro autobus…ma no! I nostri compagni sono diventati tutti zombie!Che fare adesso? Cominciamo a correre, ma i nostri insegnanti ci bloccano e anche loro sono zombie! Ci scrollano per le spalle, noi siamo disperate, ma all’improvviso….

Apriamo gli occhi e vediamo la maestra che ci sorride: “Siamo arrivati…vedo che hai fatto un bel pisolino!”

Mamma mia! Era solo un incubo! Solo i bellissimi e grandi scheletri erano veri e per fortuna non si possono muovere!!!


 

 motto GEMME 007TE                 

 

 Valentina Radizlović, Mattea Grbeša

 

Classe V a

                                                                                  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

 

VISITA A UN MUSEO

 

 

Noi gemelle vivevamo a Londra con la nonna perché orfane. La cara vecchietta ci accudiva e, un giorno, mantenne la sua promessa e ci portò al British Museum. Eravamo extra entusiaste, non aspettavamo altro.

 

Era sabato mattina e correndo per la strada incontrammo una vecchietta un po' strana che sembrava ci volesse dire qualcosa. Arrivate al museo non vedemmo più la nonna, ci eravamo perse. Ad un tratto apparve una luce abbagliante da una porta ricoperta d'oro. Noi curiosissime andammo verso la porta e la aprimmo. Ad un tratto il museo scomparve, e ci ritrovammo in una giungla. Appena arrivate sentimmo degli sbalzi sotto i nostri piedi. Cinque secondi dopo alzammo le teste e vedemmo un gigantesco T-Rex, restammo a bocca aperta.

 

Senza pensarci due volte corremmo verso un albero e arrampicandosi vedemmo una valle senza fine. Da quell’ albero si vedevano i raptors, i tirannosauri e i bronthosauri. Osservammo un piccolo uovo. Curiose come siamo noi gemelle andammo ad osservarlo. Ben presto venne la madre bronthosaurs. L'uovo cominciò a schiudersi però, all'improvviso, cominciò a scomparire tutto.

 

Ritornammo al museo, aprimmo un' altra porta, all'improvviso cambiammo luogo. Gli alberi avevano fatto posto alla sabbia, infatti ci trovavamo in un deserto. Lì incontrammo Tuthankamon che ci invitò nella piramide a conoscere Nefertiti. Essa fu molto gentile, ci mostrò le piramidi di Giza, cammelli e molto altro ancora. Dormimmo ad Alessandria d'Egitto. Al risveglio eravamo di nuovo al museo, ma questa volta avevamo davanti un'altra con due spade inchiodate. Arrivammo in Macedonia. Guerra, violenza, vittoria, gelosia, sconfitta. Questi sono alcuni sentimenti che provammo lì. Però anche questa storia finì.

 

Tornammo di nuovo nel museo, vedemmo una porta con sopra disegnata una nave, entrammo. Il nome della nave era Titanic. La nave affondava. Buttandosi in mare non tutti sopravvissero. Ritornammo al museo, però, questa volta il museo era chiuso. Non c'era nessuna via d'uscita. Eravamo intrappolate. Era passata la mezzanotte. Tutte le cose nel museo cominciarono a muoversi. Era una vera catastrofe. I guerrieri cominciarono la battaglia contro i dinosauri, tutti contro tutti. Noi ci rifugiammo in una capanna, che era lì per caso. Aspettavamo che la guerra finisse e nel frattempo ci addormentammo. Quando ci svegliammo eravamo a casa nostra in pigiama e chiedemmo alla nonna cosa fosse successo. Lei ci rispose:"Niente bambine, oggi andiamo al British Museum come vi ho promesso sei anni fa, non vi ricordate?!...

 


 

 

 motto HARRY POTTER             

 

Milica Markoc, Lazar Lekić, Ivan Hrvatin,  Vasilije Radović, Filip Zivković

 

 Classe VI b

                                                                Scuola Elementare “Blažo Jokov Orlandić” Antivari/Bar, Montenegro

 

 

“Un libro, una favola o un racconto che ti e piaciuto”

 

Harry Potter è una saga letteraria in sette libri. La scrittrice e’ l’inglese Joanne Rowling, che ha scritto Harry Potter nel 1997 e nel 2007. Cinque anni scriveva il primo libro, e dopo aspettava due anni per la sua pubblicazione. Nell ‘Harry Potter e la Pietra Filosofale” ha avuto immediatamente succeso nel 1997. Dopo tre seguiti diversi premi letterari e più di 100 milioni di copie vendute, JK Rowling è una delle più popolari scrittrici del pianeta. 

Harry sembra come il suo padre, eccetto che ha gli occhi della sua madre, e una sciarpa nella sua fronte. Questa sciarpa tiene una forma di un baleno. I suoi genitori sono i maghi, e questo fa Harry veramente speciale. Il libro descrive Harry e la sua vita nella scuola di maghi. In questo istituto i giovani maghi imparano a fare magie. 

Si tratta dell’ adolescente Harry Potter e dei suoi migliori amici Ron Weasley e Hermione Granger. L’ ambientazione principale  è la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogworts. In questo posto, Harry Potter e gli altri giovani maghi vengono per educarsi alle arti magiche. 

L’altra narrativa copre il periodo di sette anni, uno per ogni libro della serie. 

La nostra parte preferita del libro è stata quando Harry ha combattuto conte Melfoj, Voldemor e la casa Slitein per la coppa della scuola. Qesto libro ci ha fatto ridere e piangere. 

Il successo di questo libre  ha un successo di dimensione mondiale.

 


 

motto  FATA MORGANA             

 

Sara Bonassin, Lena Bonassin

 

                                                                                                                 Classe VII b

                                                                           Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

 

VISITA A UN MUSEO

Mia sorella ed io spesso andiamo a Dignano in visita ai nonni e ci sentiamo vigilate da qualcuno quando passeggiamo per l'abitato. È il maestoso campanile, il più alto dell'Istria, dal quale si vede tutta la cittadina: un vero museo a cielo aperto.
Accanto al campanile c'è la chiesa di San Biagio, patrono della città, nota per la custodia di un ricco reliquiario e delle mummie dei santi. Ci attirano le vie selciate con molti volti, vicoli e strettoie, limitate da case particolari, vecchie, tutte in pietra.
Una di queste vetuste case è quella dei nostri avi, vecchia più di 500 anni. Una particolarità della casa è di essere l'unica ad avere ancora la grondaia in pietra. L'interno è arredato con mobili della nostra bis bisnonna, quindi ultracentenari, e sui muri sono appese le foto che ricordano gli antenati.
Dalla finestra si vede il castello Bettica, una costruzione sulla quale spiccano bellissime bifore e trifore con ornamenti di stile veneziano. Un tempo era proprietà di una nobile famiglia di origine spagnola mentre oggi è sede del Museo etnografico della cittadina. Nel museo sono esposti dipinti antichi, arnesi da lavoro (per la lavorazione delle viti e degli olivi), reperti di costruzioni antiche e piante di chiese che non esistono più.
Lo stemma del castello Bettica è esposto, come anche altre copie di stemmi di importanti famiglie dignanesi di un tempo, nel palazzo Bradamante, una volta pretura, oggi sede della Comunità degli Italiani.
Il palazzo Bradamante con altre case e antichi palazzi, dei quali il più recente è il Municipio, con gli affreschi di Pietro Lucano, fanno da cornice ad una bella e ampia piazza. Essa è stata ricavata all'inizio del XIX secolo dalla demolizione dell'antico castello, le cui fondamenta sono state di recente riscoperte da archeologi.
La piazza è il centro della vita dell'abitato. Quando in piazza si incontrano i vecchi di Dignano si sente ancora l'antica parlata istroromanza dignanese.
"Par fìnei i diςein de seinteisse siure parcheì atourno de nouialtre douto 'nde recorda la veita e la ςento de ouna volta." (Per concludere diciamo di sentirci ricche perché tutto attorno a noi ci ricorda la vita e la gente di un tempo.)

Ecco perché per noi Dignano è un vero museo all'aperto.

 



 

motto LE AMICHE                      

 

  Nikoleta Peraš, Anastasija Đujić, Aleksandra Radović, Stane Vujošević

 

Classe VIII - 3

                                                                             Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

 

                           UNA  VISITA  AL  MUSEO  MARITTIMO  A  CATTARO

 

Mi ricordo di una visita al Museo Marittimo,che si trova nella Città Vecchia a Cattaro.Questo posto rappresenta la storia della nostra cultura e la tradizione,un museo che custodisce vecchie armi,modelli delle navi,documenti,ritratti e molte altre cose preziose e interessanti.

Il museo si trova nel Palazzo Grgurina,un edificio barocco dagli inizi del XVIII secolo,che era completamente restaurato per venire usato come il museo.

Nel vestibolo del Museo sono esposti sei pannelli in rilievo che rappresentano importanti avvenimenti della storia del nostro popolo,come per esempio il catastrofico terremoto a Cattaro nel 1667.

Sulle pareti intorno alle scale che collegano il vestibolo con il primo piano sono esposte antiche carte geografiche,fatte con una precisione meravigliosa per questo tempo considerando quali strumenti avevano da usare. Sono messe dietro vetri di protezione poiché sono già tutte gialle e rotte dal tempo.

La sala centrale del primo piano del Museo rappresenta il periodo tra il XVI e il XVIII secolo quando i nostri marinaio svilupparono il commercio creando nuove rotte di navigazione,lottando contro i pirati e i Turchi nell’Adriatico e Mediterraneo. Mi è piaciuto specialmente il ritratto del capitano Petar Zelalic di Bijela e il capitano Matija Zmajevicdi Perast. E’ come se sulle loro faccia si riflettesse il coraggio e l’orgoglio dei vecchi lupi di mare che lottavano per le loro famiglie e per la vita migliore.

La sezione etnografica contiene costumi tradizionali,gioielli e ornamenti. Il Salone della famiglia Florio di Prcanj mi ha fatto impressionare,con il pavimento originale del XVIII secolo. Quando entrate in questa stanza è come se il tempo si fosse fermato là, in un giorno ordinario della vita di una famiglia media. Quasi mi aspettavo di vedere i membri della famiglia nei loro lavori quotidiani.

Nella sala al secondo piano ci sono i ritratti dei capitani ed armatori famosi delle Bocche di Cattaro. C’è anche il ritratto di Ivo Visin di Prcanj, che era il primo dei Slavi del Sud che ha navigato per tutto il mondo sul suo brigantino”Splendido”. Ci sono anche le fotografie e oggetti legati alla Prima e Seconda Guerra Mondiale. Pochi hanno sentito per Marina delle Bocche, un’antica corporazione marinara, a cui è dedicata una parte del Museo,con le uniforme e i costumi tradizionali dei membri della Marina.

In ogni caso,siamo uscite dal Museo entusiaste. E’ certo tutto un altro mondo in questo vecchio edificio con il sapore dei tempi antichi e le storie interessanti.Noi siamo orgogliose del fatto che anche le nostre famiglie fanno una piccola parte di questo mondo..

 


 

motto  SS501….                            

 

Jelena Đurović, Ivona Petrović, Milena Braunović

 

 Classe VIII - 2

                                                                           Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

 

                                                     Esperienza della gita

 

  E’ passato anche l’ultimo viaggio con i vecchi amici. Noi tutti speravamo di andare a Belgrado, ma abbiamo ottenuto un tour nel Montenegro. Considerando meglio tutta  la situazione, non era cosi male! Ci divertiremo lo stesso, conosceremo meglio il nostro paese...

 

Al giorno della partenza,il cielo era grigio e pioveva. Ma questo non è riuscito a rovinare la nostra gioia, perchè dovevamo partire finalmente. L’allegria si sentiva nell’aria, tutti avevamo farfalle nello stomaco come prima di un grande spettacolo. Ci siamo seduti ai nostri posti e via!

 

Avendo passato per il tunnel,abbiamo lasciato Cattaro alle nostre spalle, con gli occhi aperti a quello che ci aspettava. Alcuni erano anche tristi perché era la prima volta che si separavano dai genitori. Ma quando la musica ci ha presi nel suo mondo di magia, tutta la tristezza dai nostri occhi e dal cuore è sparita come una nuvola di nebbia quando il sole si sveglia. Tutti cantavano e si divertivano.

 

Non ci  siamo nemmeno accorti del nostro arrivo alla prima destinazione,Njegusi. Là abbiamo visitato la casa del nostro vescovo e scrittore Petar Petrovic Njegos II. La casa si trova nelle stesse condizioni come era durante la sua vita e potevamo vedere come in quel momento lui ha vissuto. Dopo Njegusi,siamo andati a Cetinje,dove abbiamo dormito la prima notte. Abbiamo visitato il Monastero di Cetinje e il Museo Nazionale. Il museo è stato il più interessante perché abbiamo visto le cose che appartenevano alla famiglia Petrovic durante il regno del Re Nikola, le loro camere da letto, salotti.... Siamo rimasti incantati dal sentimento provocato con queste stanze nelle quali il tempo sembra fermato per eternità..

Quando siamo tornati all’ hotel,ci hanno dato il  permesso di visitare la cittadina, ma dovevamo tornare all’ hotel in un previsto momento. Quella notte potevamo andare in  una discoteca dove si teneva una festa. Onestamente, molte discoteche sono noiose, ma per non offendere gli organizzatori, tutti ballavano e alla fine anche si divertivano.

 

 Anche se ci siamo restati fino a tarda notte, la mattina seguente abbiamo dovuto svegliarci presto per fare le valigie, la prima colazione e andare avanti. Sembrava che tutti fossero impazienti in attesa di partire da Cetinje, non perché non ci è piaciuto ma perché volevamo vedere cosa ci aspettava all’altro posto. Sul autobus tutti si sono addormentati, perché tutta la notte non eravamo in grado di chiudere gli occhi dall’eccitazione. Siamo andati a Zabljak,ma prima abbiamo vistato il parco nazionale Biogradska gora e l’ unica residua ,,jungle`` nell’ Europa. Quando siamo arrivati a Zabljak,ci siamo sistemati nelle stanze,e siamo andati fuori a giocare con la neve, che,tanti da noi, poiché veniamo dal mare, abbiamo visto per la prima volta!

 

Che gioia,che divertimento..abbiamo fatto il pupazzo di neve, abbiamo tirato le palle di neve..per tutto il pomeriggio. Siamo tornati all’albergo tutti bagnati, abbiamo cenato e siamo andati a prepararci per la discoteca. Questa volta volevamo restarci tutta la notte, ma certo, il manager dell’albergo non ce l’ha permesso,per questo ci siamo ritirati alle nostre camere dove abbiamo continuato la nostra “festina”,e,naturalmente, di nuovo non abbiamo dormito.

 

Il terzo giorno siamo andati a Kolasin,dove abbiamo pranzato, e siamo tornati presto a Zabljak, congelati, quello era uno dei più freddi giorni dell’inverno. La notte avevamo di nuovo la festa in discoteca, ma adesso c' erano alcuni ammalati tra di noi e gli altri avevano così tanto sonno che pochi ci sono andati.

 

Il quarto giorno siamo andati a Pljevlja dove abbiamo visitato una moschea. Nelle parti dove viviamo non ci sono delle chiese islamiche così per noi tutto era nuovo e un po’ strano, ma interessante. Sui muri sono state tracciate stelle, nove, e molti altri dettagli. L’ uomo con cui abbiamo parlato della moschea, ci ha detto che era quasi rovinata, anche se sembrava che non avesse più di cento anni. Abbiamo guardato le pareti incredibilmente colorate e alcuni di noi le hanno fotografate.

 

Dopo Pljevlja siamo andati a Niksic.Là abbiamo visitato il museo storico del Montenegro.Questa sera non c’era la discoteca perché c’erano anche gli altri ospiti nel hotel, ma non eravamo molto delusi, quattro notti erano più che sufficienti.

 

Il quinto giorno stavamo tornando a casa  attraverso Podgorica.Quasi tutti erano contenti perché ci siamo fermati in Delta City, un grandissimo shopping mall,dove abbiamo trascorso tutto il pomeriggio.

  Come dicono i vecchi, tutto bello dura poco,e così questo viaggio,sembrava molto breve.

 

Ma è sempre  un’esperienza indimenticabile,per tutta la vita. Ci saranno altre escursioni, ma mai più con questi amici e mai più avremmo questi anni, pazzi, imprevedibili e nello stesso tempo così innocenti...

 

Questa gita resterà nei ricordi più belli per tutti noi,è certo. 

 


 

 motto PERIZ                                

 

   Majda Božović, Jelena Roganović, Filip Ćeranić

 

Classe VIII - 3

                                                                     Scuola Elementare “Njegoš” Cattaro/Kotor, Montenegro

 

                                              UNA  VISITA  A  UN  MUSEO

 

Il centro ristretto di Milano assomiglia alla Zagabria con parchi,strade e le facciate degli edifici che ci fanno sentire quell’ atmosfera europea,così differente da quel caos e il rumore di Roma.Le località turistiche più famose come Firenze,Venezia, Roma e simile attirano il maggiore numero di turisti ma anche a Milano ci sono cose da vedere.

 

La scorsa primavera,quando ho visitato Milano per un paio di giorni,per la prima volta ho potuto fare quattro passi tranquillamente. Tutte le nostre visite precedenti, con la famiglia, erano troppo brevi per guardare bene tutte le ricchezze culturali di questa città. La cosa che mi sembrava più attraente e la quale non vedevo l’ora di guardare era la famosa “Cena segreta” di Leonardo da Vinci,per la quale il mio amico italiano ha detto che dovessimo riservare i biglietti del museo subito.

La cosa che non sapeva neanche lui era il fatto che i biglietti venivano riservati tutto il mese prima della visita! Così, mentre i turisti americani e cinesi uscivano dal museo con sorriso sulle labbra, dopo aver ammirato il famoso quadro (che è diventato particolarmente interessante dopo l’eccitante romanzo di Dan Brown, secondo cui questo quadro nasconde ancora più segreti di quanto si pensasse), io stavo tornando dalla biglietteria con espressione delusa sulla faccia. Non potevo credere che non l’avrei visto di nuovo, quel capolavoro, almeno  quel giorno. Tutti sanno che io sono un visitatore appassionato dei musei.

 

A Milano,ci sono due musei che semplicemente dovete vedere se venite-la Pinacoteca Ambrosiana e la Pinacoteca di Brera. La Pinacoteca Ambrosiana, che ha fondato il cardinale Federico Boromeo nel 1607 e l’ha fatta aprire ai visitatori nel 1609 fu tra le prime biblioteche nel mondo. Per secoli,grazie alle donazioni  fu aperta anche la Pinacoteca ,l a cui ricchezza culturale è esposta oggi in ventitré sale. La mia conoscenza d’arte è semplicemente il risultato del mio amore e l’interesse per la storia e la cultura, presa un po’dai libri scolastici ma anche di più dai numerosi film che ho visto e libri che ho letto sul tema.

Però,anche se penso di sapere abbastanza dei certi lavori,quando mi trovo davanti un quadro o una statua che fin da questo punto guardavo solo in foto,sempre rimango senza parole,come se non potessi credere che proprio io sto qui. Qualche volta mi chiedo, in se,”è possibile che lo guardo,che non sogno?”

Eppure,avendoli visti già tante volte,mi sento come se vedessi amici vecchi che non ho visto da anni. E quella meravigliosa sensazione di riconoscimento è qualcosa che non si può descrivere, si deve sentire. Mi è successo anche di rimanere stupita davanti al quadro di un certo Bernardino Luino,per il quale ero quasi sicura che l’ha fatto da Vinci. Poi,una gentile guida del Museo mi ha spiegato che quel pittore ha fatto molti quadri copiando quelli del grande artista. Che buono, ero già spaventata di non sapere più niente dell’arte.

 

La Pinacoteca di Brera è l’altro posto che ho visitato con grande piacere durante la mia visita a Milano e dove sono restata un bel paio di ore. Un tempo era un monastero e più tardi la scuola di gesuiti, ed è diventato un museo all’iniziativa di Maria Teresa nel 1776, e si è arricchito di lavori artistici ai tempi di Napoleone che riteneva che il museo di Brera dovesse fare ospitalità ai lavori dalle parti che la Francia aveva già occupato. Il cammino tra una trentina di stanze di questo museo offre l’opportunità di vedere opere d’arte dal 12⁰ secolo fino all’arte moderna con molti nomi sconosciuti ma anche quelli famosi come Tintoretto, Raffaello, Caravaggio e simili.

Così,questa volta la mia vacanza a Milano è stata meravigliosa. Ne sono tornata piena di impressioni che ancora oggi mi fanno pensare in qualche momento che ho solo sognato tutto questo. Ma se era un sogno,l’ho fatto dagli occhi aperti...

 


 

 

 

motto I FANTALETTORI                

 

 Enea Dessardo, Marko Jelić

                                                          

Classe VI

                                                                                      Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

 

UN LIBRO, UNA FAVOLA O UN RACCONTO CHE TI E’ PIACIUTO

“Artemis Fowl”

 

      Vuoi per prepararci sui libri da leggere per le letture guidate, vuoi per semplice diletto, spesso ci ritroviamo a discutere sui diversi libri che abbiamo letto o vorremmo farlo. Ultimamente ci siamo appassionati ad uno che ci ha conquistati dalla prima all’ultima pagina, ed è diventato il nostro libro preferito. Trattasi  di “Artemis Fowl”,  un bestseller per ragazzi,  in stile fantasy, scritto da un autore irlandese di nome Eoin Colfer.                                                                                         

La storia, a nostro avviso affascinante e travolgente, racconta di un teenager di nome  Artemis Fowl. Suo padre è un ricco, ma non troppo onesto, uomo d’affari irlandese, Artemis Fowl senior. Artemis jr. però non è un ragazzino qualsiasi, bensì un piccolo genio criminale, molto furbo e vendicativo.                                           

 Tutto ha inizio quando Artemis jr. vuole dimostrare al padre la sua intelligenza e aiutare la propria famiglia i cui affari, in quel momento, andavano male. Su Internet trova un libro che racconta i segreti e le magie del Popolo, cioè di una comunità di elfi, nani, troll, goblin, spiritelli, centauri e folletti, che vive sottoterra. Scopre che i folletti hanno bisogno di vedere ogni tanto la Luna per colmarsi di energia. Incuriosito, rapisce un folletto e lo tiene prigioniero in casa Fowl. Però, quello non è un folletto qualunque, bensì Spinella Tappo, una delle poche donne della Leale Eroica Polizia (LEP) che ha il compito di sorvegliare che nessuno degli esseri fatati compia delle stragi o arrivi in superficie nel mondo di quelli che loro chiamano i Fangosi.Così, quando il capo della LEP, Julius Tubero, scopre cosa sta succedendo, circonda la casa di Artemis. Il ragazzo però gli fa notare di dover rispettare una vecchia legge, secondo la quale è vietato agli elfi entrare nella casa di un umano se non invitati. Ma Julius, scopre un inghippo e manda un gruppo della LEP ricog (sarebbero gli SWAT americani) dentro la casa a cercare Spinella. Lastuto Artemis, che prevedeva quella mossa, scatena uno dei suoi trucchi e prende tutto l’oro del Popolo, in cambio di Spinella. L’avventura, questa volta, finisce bene per Artemis.                                                                                

  Nei libri successivi il protagonista e Spinella si scontrano e si aiutano a vicenda, si amano e si odiano, ma  la donna non dimentica mai quanto Artemis, quel piccolo genio criminale, è costato al Popolo.

   Il libro è davvero strepitoso, ricco di momenti divertenti, quasi comici, e situazioni serie, nonché tragiche. In effetti è un miscuglio tra magia, ironia e tecnologia a cui è praticamente impossibile resistere!         

  Artemis, il protagonista, è eccezionale. E' un ragazzino dall'aspetto gracile e pallido, ma che dentro la sua mente nasconde un vero potenziale da genio. Ci ha catturati sin da subito perché abbiamo osservato che, dietro tanto acume e originalità, si nasconde un adolescente come noi, alle prese con le nostre stesse paure e insicurezze.                                                          

  Il linguaggio e lo stile di Colfer non presentano molte descrizioni, anzi sono asciutti e glaciali, come si presume essere il cuore del protagonista, del resto. E i dialoghi vanno di conseguenza, spigliati, brillanti e sagaci. Abbiamo avuto la sensazione che il loro scopo fosse quello di raccontare quel mondo di creature fantastiche che dominano la storia, la mente di Artemis e ora anche la nostra fantasia.


 

 

motto GLI INSUPERABILI       

 

   Mihael Begović, Marin Ganić, Antonio Vitasović,  Elisabetta Vitasović, Teo Morosin, Sebastijan Peruško,  Maria Bonassin, Lucija Bosek, Marzia Leonardelli, 

Teuta Lucchetto, Mišel Leonardelli

                                                      

 Classe VI

                                                                                 Scuola Elementare Dignano, sezione italiana

 

Insegnante Manuela Verk

 

UNA VISITA AL MUSEO

 

         Due anni fa, noi alunni della sesta classe siamo andati in gita a Parigi assieme all'insegnante di storia. L'insegnante era molto bravo, ma anche un po' severo; ci teneva sempre sotto controllo.

 

Un pomeriggio l'insegnante ci aveva dato un po' di tempo libero per passeggiare per conto nostro nei dintorni della piazza.

Mišel, Marzia, Teuta, Sebastian e Marin sono rimasti con l'insegnante, mentre Antonio, Teo, Mihael ed Elisabetta sono andati a fare un giro per i negozi. Ad un certo punto ci siamo accorti di esserci persi - avevamo tanta paura! Avevamo una paura tremenda perché ci eravamo persi in una città migliaia di volte più grande della nostra. Davanti alla Tour Eiffel stavano girando un film. Il regista stava cercando un paio di ragazzi per una comparsa. Antonio, Teo ed Elisabetta hanno accettato mentre gli altri non volevano. Dovevano dire soltanto un paio di battute e giocare.

 

Il truccatore diede una bella regolata ad Elisabetta, le dipinse i capelli di rosso e le fece un paio di trecce come quelle di Pippi Calzelunghe. Dopo la scena in piazza, dovevano andare girare alcune scene al museo di Louvre dove dovevano fingere di rubare la Gioconda e portarla al  British Museum. lI museo era grandioso. C'erano sculture, dipinti enormi di pittori famosi. Maria toccava tutto perché era molto curiosa e voleva vedere tutto, ma questo le è costato molto.

 All'improvviso comparve un uomo dall'aspetto soprannaturale, assomigliava a un fantasma. Incominciò ad urlare a più non posso. Poi prese Maria per il collo e la portò via - chissà dove. Noi altri eravamo terrorizzati, ci tremavano le gambe dalla paura. Alla fine, il fantasma scomparve nel nulla assieme a Maria. Il regista, ignaro di tutto ciò, disse a tutti di mantenere la calma in quanto dovevano continuare a girare il film. A un certo punto nella scena del furto della Gioconda, mentre un'attrice stava recitando, toccò un quadro e scomparve anche lei nel vuoto. In quell'istante di nuovo si presentò il fantasma malvagio che con un'enorme rete ci imprigionò tutti e ci portò in una specie di prigione. Avevamo tanta paura, ma soprattutto eravamo preoccupati per quello che ci avrebbe detto l'insegnante.

 

In prigione era noioso e così escogitammo un piano per rompere la noia: negli zaini avevamo patatine, cracker, grissini, coca-cola, succhi di frutta e biscotti, così decidemmo di fare una festicciola. La festa era bellissima, non ci eravamo mai divertiti così tanto. A un certo punto si presentò il mostro, che venne a chiederci se poteva aggregarsi alla nostra festa. Quando aprì la porta della prigione, noi scappammo. Ora non rimaneva altro che trovare il nostro insegnante. Tutto era finito bene, eravamo felici di essere riusciti a scamparla senza nemmeno un graffio.

 

Alcuni di noi sono andati alla polizia e Maria, Antonio e Teo sono andati all'hotel dove avevamo prenotato per cercare l'insegnante e avvisarlo dell'accaduto. L'insegnante non c'era da nessuna parte. Mentre uscivamo dall'hotel per andare a cercare l'insegnante per città ci siamo accorte che era già là, davanti all'entrata dell'albergo. Eravamo felici di aver ritrovato l'insegnante e allo stesso momento paura perché pensavamo che l'insegnante ci avrebbe sgridato. Infatti, appena ci ha visti, si è messo a gridare  perché eravamo in ritardo all'appuntamento e tutti gli altri compagni del gruppo assieme alla guida ci avevano aspettato per ben quindici minuti.

 

Il giorno dopo, siamo andati al museo di Louvre, ma sta volta non abbiamo toccato niente.

Quando siamo ritornati a casa, le mamme erano felici di rivederci, ma anche noi eravamo felici di rivedere loro.

Ci siamo divertiti molto a Parigi, ma ... speriamo che non si ripeta più un'esperienza del genere.  

 


 

motto LOVĆEN                           

 

  Jovana Bakić, Vanja Božinovi

 

  Classe VIII - 3

                                                                         Scuola Elementare “Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

 

Insegnante Milena Radovic'

 

Una gita scolastica

 

         Un giorno alla lezione d`inglese la professoressa ci ha informati che il prossimo venerdì andremo in gita. Tutti gli scolari sono stati soddisfatti e subito hanno cominciato a fare i progetti di quello che avrebbero fatto. Visiteremo  il parco nazionale Lovcen. Tutto sarebbe perfetto.

        Finalmente è venuto il giorno. Tutti gli scolari si sono trovati vicino al parco pubblico per prendere l`autobus. Durante il viaggio non c`era nessun problema, cantavamo, eravamo felici e con impazienza aspettavamo l`arrivo. Dopo due ore l'autobus si è fermato e si sono sentite le grida dei bambini allegri. Tutto era coperto di neve come un` immagine da una bellissima cartolina. L`albergo  in cui ci siamo sistemati era caldo e pieno di ospitalità. Avevamo  solo due stanze in cui potevamo mettere le cose e una grande sala con il tavolo da tennis. Tutti i ragazzi sono subito usciti dall`albergo e si sono buttati sulla neve. Noi viviamo al mare dove non c`è  la neve e per noi  è una cosa magica. Buttavamo le palle di neve, pattinavamo, sciavamo,  ma di più sprofondavamo nella neve. Il posto era pieno di colline da cui potevi scendere con le slitte o gli sci. A volte scendevamo a due e c`era la gente che non riusciva a rimanere sulla pista. Naturalmente quando sei sulla neve immancabile attività è lotta con le palle di neve. Improvvisamente tutti i ragazzi hanno cominciato la lotta con le palle di neve e non si sapeva chi colpivi. Poco dopo è arrivata la professoressa e ci ha detto che dobbiamo andare alle nostre stanze a prepararci per il pranzo. Dopo il pranzo di nuovo siamo andati fuori continuando i giochi come se non ci fosse la pausa. Prima di andare avevamo una festa d`addio e ci siamo divertiti molto. Tutti ballavamo,cantavamo e saltavamo intorno. Siamo entrati nell`autobus e si vedeva delusione sui nostri visi, un po` tristi  perché dovevamo andare. Anche se eravamo sporchi, bagnati e stanchi e anche se il cibo era brutto ognuno di noi sapeva che non avrebbe mai dimenticato quel giorno pieno di amicizia, solidarietà e felicità.

 


 

motto IL NOSTRO  AMICO TOGO           

 

  Tea Županović, Dora Županović, Branka Kliskić, Gorana Kliskić, Dea Domljanović

                                               

Corso di lingua italiana

     Centro di Ricerche Culturali Dalmate Spalato

 

Insegnante Mara Agostini

 

LA STORIA DI TOGO

 

A scuola impariamo l’italiano con Togo.

Togo non è un bambino come noi, perché viene da Blunasia. Lui è in visita sulla Terra per i suoi amici, Bianca e Piero.

Lui è piccolo, ha i capelli viola e il naso blu. La sua famiglia è così: la mamma ha i capelli rosa, il papà ha i capelli blu, la sorella viola, mentre il fratello ha un occhio giallo e tutti hanno il naso blu.

Fa cose strane: mangia il gesso, anche se gli piace la pizza e ha un cantacane, che è un cane che canta e suona la chitarra.

Togo quando ha freddo fa la doccia, quando ha fame mangia la torta, perché é tanto goloso.

Togo è carino e simpatico e ci piace imparare l’italiano con lui.

 


 

motto GRUPPETTO FURBETTO      

 

Classe I: Mauro Ćupić, Enzo Koštrlj, Corona Dundov,

Classe II: Niko Kurtin Classe III: Marta Kurtin, Lana Martinović, Lana Dolfić, Sara Ćoza, Duje Dundov

Classe IV: Matea Kurtin

 

 Corso di Lingua Italiana

                                                                                                    Comunità degli Italiani Zara

 

Favola: La bella addormentata nel bosco