MEDIE SUPERIORI –

 

LAVORI INDIVIDUALI

 

 

motto smile

Nataša Prodić

 

II Ginnasio Scientifico – Matematico Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

L'italia vista da oltre i confini

 

Non lo so come gli altri vedano l'Italia ma suppongo la vedano come, o similmente, al modo in cui la vedo io. Io sono una da "oltre il confine" e vedo l'Italia come un paese stupendo, un paese che ha dato e fatto molto sin dai tempi remoti dell'Impero romano fino ad oggi. Tutto il mondo sa riconoscere gli stupefacenti monumenti, le grandiose opere d'arte italiane, i capolavori della letteratura, i vari musei, le melodiose opere musicali, le magnifiche città come Venezia e Firenze che sono uniche al mondo. E cosa dire del mitico, fantastico, grandioso, unico? Il mio poeta preferito? Chi è? Naturalmente Dante. Maestro della lingua e della letteratura italiana, è riuscito ad entrare in ogni angolo della Terra grazie alla perfezione della sua lingua e alla sua maestria nell'usarla. Su tutti i meridiani e tutti i paralleli, si ascoltano opere di Verdi, Puccini, Rossini, Pavarotti, Boccelli, ma anche Nek o Zucchero. Loro portano in ogni casa, a qualsiasi latitudine e longitudine, quel tocco mediterraneo.

 La bellezza mediterranea è riconosciuta e apprezzata da tutti anche grazie a Sofia Loren e Monica Bellucci. Non solo uomini ma anche donne restano a fiato sospeso vedendole camminare con grazia, non come quelle anoressiche sbiadite che piangono per ogni piccolezza siccome non possono godere nel mio cibo preferito e che ci vengono servite dal resto del mondo quotidianamente.

Tramite gli abili sportivi italiani (come il mitico Alberto Tomba o la giovane Deborah Compagnoni) abbiamo visto bellissimi centri turistici nelle Alpi, parchi naturali e montagne. E che dire dell’affascinante costa balneare, ogni anno invasa da una marea di turisti con il desiderio di godere la dolce vita. La moda, l'abbigliamento e le scarpe italiane sono famose dappertutto. Quando ad un appassionato di moda si dice la parola "scarpe", la risposta è immediatamente "Italia".

Ci sono moltissimi nomi famosi conosciuti in ogni parte del mondo come “Fiat” o “Gucci”, celebri artisti come Michelangelo o Leonardo Da Vinci,

Tutti i buongustai, tutti i golosi da oltre i confini italiani dovrebbero segnare sul calendario la data del 20 aprile 1964. Perché? Semplice! Grazie al signor Michele Ferrero è stata creata la più buona, la più dolce, la più deliziosa, la più gustosa, la più sana, la più importante, la più delle più ...la NUTELLA! Il mio cibo preferito e l’ingrediente principale dei piatti più squisiti. Come dice il gran maestro Ferrero: “La Nutella non è soltato una semplice crema, ma è sinonimo di gusto, di piacere, di divertimento”. Grazie a lui le mie giornate cominciano con il sorriso e l'allegria. Che mondo sarebbe senza Nutella? Non oso neppure immaginarlo.

Tra tutte le bellezze e le ricchezze naturali, io, da oltre il confine e da golosa come sono, vedo l'Italia come il paese di Dante e della Nutella, un paese che c'era, che c'è e che ci sarà.

Ma questa è soltanto la mia opinione, vediamo un po' che cosa ne pensano gli altri. L’ho chiesto chattando via internet, a due amici, uno arabo e uno venezuelano.

Il primo sostiene: “Non sono a conoscenza di molte cose sull’Italia ma penso si tratti di un paese fantastico, con una storia antica piena di avvenimenti grandiosi. L’Italia ha un gran scenario e persone da tutto il mondo la visitano per vedere come ci vivevano le persone nel passato e per godere nella vista della sua spettacolare storia ed il suo sviluppo sino a diventare uno degli stati industriali più forti nel mondo. Io ci vorrei certamente andare un giorno o l’altro. Se non fosse per la lingua mi piacerebbe poterci studiare.” Mentre l’amico del Venezuela dichiara: “A sentire la parola “Italia” la prima associazione che mi viene in mente è Roma. L’Italia è uno stato raffinato nel quale nacque la storia del mondo antico dell’impero, dove Simon Bolivar giurò la libertà all’America.”

 

                      motto vaso                           

Suzana Zaccaria

 

II Ginnasio Scientifico - Matematico Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Cos' è l'Italia per me, l'importanza di conoscere l'italiano

 

Io vivo in una famiglia in cui l'amore tra due persone ha creato un incontro fra due popoli, fra tradizioni e culture diverse. Io sento dentro di me la tradizione italiana con quella croata fondersi in un solo sentimento. Oggi, noi giovani, siamo proiettati verso il futuro con un presente in cui prevale il pensiero europeo, quello dell'Europa unita. E' bello tutto questo.  

E' bello pensare ad un grande paese che racchiuda in sé le tradizioni, la cultura di tanti stati, ma è anche fondamentale avere nella propria mente e nel proprio cuore le nostre origini. Attraverso i racconti di mia nonna, di mio padre, attraverso lo studio io sento meno lontana l'Italia. Sento quanto questo paese è stato importante per la crescita culturale della umanità. Come non pensare a tutti i grandi uomini che hanno reso magnifica  l'Italia? Sono tanti ed hanno abbracciato ogni angolo del sapere umano. Dalle arti alla letteratura, dalla fisica alla matematica. Non c'è, credo, segmento della vita o momento storico in cui non sia presente un italiano che abbia lasciato un'impronta indelebile.

Del resto come potremmo ignorare l'Italia ed il suo passato? Basta girare per l'Europa ed anche nei posti più sperduti vediamo i resti dell'Impero romano che con il suo potere militare e politico ha portato in tutto il bacino del Mediterraneo le sue leggi che ancor oggi sono alla base delle leggi moderne.

Credo che per quanto noi possiamo essere legati al territorio che della nostra nazione attuale, non potremo mai dimenticare che una parte di noi, del nostro essere, proviene dall'Italia e dalla sua storia. Lo portiamo nel nostro DNA e lo tramanderemo ai nostri figli. Per questo è importante che i nostri genitori ci tramandino i loro ricordi e le loro tradizioni.  

Ad esempio mio zio Antonello che vive a Treviso mi raccontò, circa tre anni fa, un'interessante storia di suo padre che era stato indicato a riparare i carri ferroviari e le locomotive nelle officine a Konigsberg. Ogni sera doveva fare ritorno nel campo di prigionia adiacente al lager dov'erano tenuti gli ebrei. Lui e i suoi compagni di prigionia organizzarono una fuga e così presero di nascosto un camion, vi fecero salire frettolosamente  donne e bimbi, e partirono senza che i tedeschi avessero il tempo di accorgersene. Dopo aver rischiato la vita durante tutto il viaggio, nei vagoni ai lager fece ritorno in compagnia dei suoi amici di prigionia a Treviso e non rimise più piede a Fiume. Questa è la storia del padre di zio Antonello che, assieme ad altri prigionieri, fece un gesto di coraggio e regalò una speranza a chi era più prigioniero di lui. Io mi sento tanto orgogliosa di essere sua parente. Non ho vissuto le sue esperienze ma le faccio mie grazie a questi racconti. Ricevo queste esperienze come un dono prezioso da custodire e da tramandare a chi verrà dopo di noi. 

Sentirsi italiani, anche italiani, significa appartenere ad un popolo che ha fatto la storia, che ha dato tanto all'umanità e che continuerà a darlo. Io sento dentro di me un orgoglio per questo. Non vivo in Italia, ma è come se ci vivessi. Oggi grazie ai moderni mezzi di telecomunicazione si può essere a conoscenza di tutto quello che succede. Grazie ad internet posso visitare un museo che magari per ragioni economiche non avrò mai la possibilità di vedere. Grazie allo studio della lingua italiana posso partecipare attivamente allo sviluppo delle arti e della cultura italiana e sentirmi parte di essa. Ecco, questo è per me sentirmi italiana anche se non vivo in Italia. Sentirmi italiana per me significa amare i miei antenati, la loro storia, la loro cultura. Essere parte integrante di una nazione che ha dato tanto all'umanità ed anche io contribuirò a tramandare queste origini come fanno milioni di italiani sparsi nel mondo.

 

                       motto gelsomino                         

Jasmin Smajić

 

II Ginnasio Scientifico – Matematico Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Cos'è l'Italia per me: l' importanza di conoscere l' italiano

 

Quando sento parlare della lingua italiana mi vengono in mente subito delle associazioni che possiamo circostanziare come ''strane''. Infatti mi ricordo istantaneamente della professoressa di lingua italiana oppure dell' imperatore Nerone che bruciò mezza Roma per trarre qualche ispirazione per le propie poesie. Hmm...forse potrei anch'io bruciare qualcosa, ma quando ci penso e ripenso direi che è meglio che io bruci il mio cervello perché altrimenti avrei delle conseguenze che non mi va di sopportare.

Quindi le associazioni che mi vengono in mente, oltre a quelle ''strane'', sono Dante, Petrarca, Ariosto e naturalmente Leonardo Da Vinci che è probabilmente l' uomo di origine italiana che rispetto più di tutti gli altri. Forse vi chiederete il perché? In entrambi i casi è meglio che sappiate che l' inizio della mia simpatia per il genio risale al 15 dicembre 2007 quando ho letto per la prima volta le seguenti frasi: ,,Naturalmente li omini desiderano sapere.'', ,,La sapienza è figliuola della sperienza.'' e ,,Fuggi i precetti di quelli speculatori, che le loro ragioni non son confermate dalla esperienza.'' Allora cosa si può dedurre da questi tre abbozzi? Si può dedurre che la lingua italiana non è solo una lingua talmente elaborata con la quale si possono scrivere capolavori come ,,La Divina Commedia'' oppure ,,L' Orlando furioso''. Si possono scrivere delle impressioni, opinioni o solo qualche parola che per caso viene a trovarsi su un foglio di carta. In tutti e tre i casi le lettere avranno quella magica caratteristica che rare lingue hanno. E cioè di penetrare nel cervello umano e farlo riflettere su delle cose di grande importanza o fargli ricordare qualche evento della propria vita.

Per non essere troppo filosofico o meglio dir vago: vi siete chiesti mai dove nel mondo si parli l' italiano (a parte l'Italia)? Lo si usa nella comunicazione in Svizzera, a San Marino e nel Vaticano addirittura, mentre è usato da una larga massa di popolazione a Monaco, a Malta, in Albania, in Francia, in Croazia, in Somalia, in Eritrea, negli Stati Uniti d'America, nell'Uruguay, in Libia, in Slovenia,in Argentina, in Brasile, in Australia, ecc...

 E vi siete chiesti poi quante persone al mondo hanno l' italiano come lingua materna ? Da 60 a 70 milioni mentre 120 milioni sono quelli che lo hanno appreso. Sorpresi ? Non è strano quindi quando dicono che l' italiano è una delle più importanti lingue nel mondo.

Però non è solo la storia una fonte della ricchezza della lingua italiana. Lo è anche il ruolo che l' Italia, come un membro dell' Unione Europea, possiede.. Infatti se l'Italia fosse un paese come l' Etiopia, anche se avesse una lingua ricchissima ciò non le sarebbe d'aiuto ad ottenere una posizione migliore nella letteratura e nell' elenco delle lingue preferite.

Eh sì, la politica è entrata anche nel campo linguistico e letterario.

 L' Italia aveva la fortuna di avere sia una storia ricca che una politica influente. Questo ha influenzato l' uso dell' italiano che noi conosciamo oggi.

Tutte le premesse ci portano a concludere che se si vuole trovare un lavoro decente, è preferibile conoscere l' italiano, se ci si vuole iscrivere in una scuola prestigiosa è molto probabile che si studierà l' italiano, ecc.

Voglio concludere con un accaduto che attesti quanto detto. Sette anni fa all' incirca, mentre mia sorella, i miei genitori ed io eravamo in un aereo che volava da Roma per Algeri. Probabilmente a causa dello stress, mia madre ha smarrito un anello d'oro. Fortunatamente la compagnia aerea era l' Alitalia e di conseguenza le hostess parlavano l' italiano cosicchè io  ho comunicato loro il problema e tutti assieme abbiamo trovato l' anello.

Ora vedete quanto l' italiano sia utile anche nella vita quotidiana, perché non possiamo saper mai che cosa vi aspetta nel futuro.

 

motto pinguino

Aurelia Goronja

 

   II Ginnasio Scientifico – Matematico Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Cos' è per me l'italia, l'importanza di conoscere l'italiano

 

Credo che questa sia una bella domanda alla quale è però, difficile rispondere...

L'Italia è un paese che ha avuto un ruolo molto importante nel corso della storia e si è evoluto fino ad oggi grazie a nuove scoperte e persone che lo hanno fatto crescere nei diversi campi.

Il latino fu un tempo la lingua ufficiale dell'impero romano e tutti gli scrittori, poeti la usavano per comporre opere tutt'oggi significative. Dal latino poi si sono evolute le lingue romanze tra cui la mia lingua madre:l'italiano. Posso dire che sono fiera di essere italiana,di avere la cittadinanza, di sapere l'italiano e credo che ogni persona nata in questo meraviglioso paese lo debba essere. Ma soprattutto ogni persona dovrebbe saper curare e amare la propria terra.

L'unica cosa della quale non dovrei essere fiera è la sporcizia che sta piano piano invadendo tutta l'Italia iniziando da Napoli. Spero che gli italiani non permetteranno che questo succeda e che risolveranno il problema.

Oggi vivo in un altro paese (anche se non è molto lontano dall'Italia) però frequentando una scuola italiana ho cercato di mantenere costante la lingua.

Ricordo la volta in cui i miei genitori decisero di trasferirsi a Fiume ed io naturalmente non ero d'accordo. Non volevo a tutti i costi andarmene dal paese nel quale sono nata, non per il fatto che la Croazia non mi piacesse, ma semplicemente non volevo lasciare i miei amici, la mia scuola, la mia casa e, soprattutto, avevo il timore di dimenticare la mia lingua e l'Italia; ma così non è stato.

Vado spesso e volentieri in Italia a trovare mia nonna e i miei vecchi amici e devo dire che la cosa che mi manca di più in assoluto è il cibo. Sono una vera golosona di specialità italiane. I cibi tradizionali che l'Italia ha sono davvero tanti e variano di regione in regione. La pasta è il mio preferito dall' amatriciana alla carbonara, dagli spaghetti alle vongole alla pasta e fagioli. Ma tutti i pasti sarebbero meno gradevoli se non si usassero gli esatti e corrispondenti ingredienti locali ed in Italia li usano al meglio. Adesso hanno iniziato a vendere anche qui certi prodotti italiani e sono molto contenta perché in questo modo non sento così tanto la nostalgia del mio paese.

Un' altra cosa che rende l'Italia importante per me è la  letteratura italiana che nacque nel medioevo e  fiorì  con i primi scritti in volgare, le prime poesie e i primi documenti di persone che segnarono un corso della storia umana italiana. Per non parlare di Dante, Petrarca e Boccaccio, i tre più importanti scrittori italiani del '300 che furono poi letti, studiati e presi come modello dagli altri scrittori dopo di loro. Così di anno in anno le opere venivano trascritte e custodite fino ad oggi permettendo a tutti di leggere i classici italiani.

In seguito ad un'attenta analisi ho constatato che il paese dove sono nata, l'Italia è senza ombra di dubbio il paese più ricco di storia e cultura che io abbia conosciuto.

La città di Roma, dove sono stata diverse volte, ne è una testimonianza diretta, infatti raccoglie in sé secoli di cultura da dove è partito il nuovo concetto di evoluzione culturale.

La città di Firenze amatissima per la sua architettura e per i musei a ciel aperto, Pisa, Siena e insomma tutta la Toscana sono testimoni di cultura medievale con grandi personaggi tra cui Dante Alighieri. E che cosa dire di Venezia...stupenda città, unica nel suo genere, testimone di grandi opere dei suoi pittori come Tintoretto e Tiziano, o dei suoi viaggiatori come Marco Polo?

Il sud Italia, oppresso dalle invasioni ottomane, conserva in sé il meraviglioso miscuglio di orgoglio e diffidenza di popoli fieri abituati alla vita dura di chi si è dovuto difendere per secoli.

Ho speso queste poche parole per parlare della storia e della cultura di un' Italia che ancora non c'era ma che sarebbe nata ben presto non dalle ceneri di una conquista ma da un'idea comune: quella dell'unificazione d'Italia.

Dopo un travagliato periodo, finalmente, l'Italia si è unificata in quella che noi conosciamo, grazie a personaggi come Giuseppe Garibaldi e Camillo Conte Benso di Cavour.

Per me l'Italia è tutto ciò che ha rappresentato nel mondo con i suoi personaggi e la sua storia. Oggi l'importanza dell'Italia va oltre e non è soltanto questo. Pensate alla moda, allo sport e all'economia.

L'altra forza dell'Italia è senza dubbio l'economia che ha contribuito a far vivere meglio gli italiani. Dalla seconda guerra mondiale ad oggi l'Italia ha fatto dei passi da gigante con le sue fabbriche ed infrastrutture. Pensate che l'Italia è tutta legata dalle autostrade, da ponti, da tunnel che hanno contribuito alla più facile comunicazione di merci e persone.

Tutto ciò è l'Italia, poesia e arte, pittura e moda, filosofia, realtà e musica.

Non preoccupatevi, non me ne sono dimenticata dell'importantissima parte dell'Italia che canta e che con le proprie canzoni rallegra i popoli di tutto il mondo. Anche qui ci sono stati grandi personaggi classici ma anche quelli più recenti da Vivaldi a Verdi, da Domenico Modugno a Ramazzotti. La storia ci ha fatto vedere che proprio le canzoni italiane sono quelle che rimangono nel tempo e sono cantate in tutto il mondo ed in tutte le lingue.

Ed infine, per chiudere la mia analisi di ciò che per me l'Italia rappresenta, devo spendere alcune parole sulla lingua italiana che è la mia lingua madre: per me è sinonimo di poesia e dolcezza che avvolge ogni parola. 

L'Italia per me è un paese di gente solare, con una spiccata sensibilità verso le persone bisognose. Ed è proprio questa gente che costituisce l'Italia- terra ricca di risorse, bellezze,tradizioni, dialetti che ormai fanno parte del mio cuore.

 

 

 

 

                                                    motto cucciola

Martina Sanković  

 

I Ginnasio Scientifico  Matematico Scuola Media Superiore Italiana                     Fiume                                              

 

L’ Italia vista da oltre il confine

 

Avevo qualche mese soltanto e già i genitori mi portavano oltre confine, a Trieste, per far delle visite di cortesia ad amici e per fare la spesa. Raccontano che durante tutto il viaggio stavo buona e calma, ma non appena la macchina si fermava perché eravamo arrivati alla dogana, incominciavo a piangere, a gridare e strillare. I miei genitori non sono mai riusciti a capire il perché…So soltanto che quando i doganieri mi vedevano in quello stato, guardavano impressionati e ci lasciavano passare senza nemmeno chiedere se avessimo qualcosa da dichiarare, solo per non sentirmi urlare. Il momento in cui, però, io mi sono realmente resa conto dell’ esistenza dei confini tra Italia e Croazia, era a 4 anni. Stavamo andando come al solito a Trieste. Già al mattino ero allegra e tutta felice salii in macchina, come ogni volta quando c’era d’ andare da qualche parte. Arrivati al confine di Kozina il doganiere controllò i passaporti e vide che il mio era scaduto proprio il giorno precedente. Ci mandò indietro, e allora i genitori mi riportarono a Fiume dalla nonna ed andarono a Trieste senza di me. Ero molto piccola, e il fatto mi scosse molto. Ci rimasi male, e devo dire che da allora ogni volta che c’era da andare all’estero dicevo a mia mamma di controllare il mio passaporto pure tre volte se necessario.

            Faccio parte di una famiglia bilingue; la parte paterna è croata, quella materna italiana. Nonostante ciò, non so per quale motivo, ma pur vivendo in Croazia mi sono sempre considerata più italiana che croata. Con le visite dei parenti a Udine e Perugia, le gite a Ravenna e Verona per i parcogiochi di Mirabilandia e Gardaland, i viaggi frequenti fino a Trieste per fare la spesa, un viaggio meraviglioso a Roma, conobbi l’ Italia e cominciai a considerarla come una mia seconda ‘casa’.

Di ogni città italiana che visitai mi rimase qualcosa impresso in mente. I dialetti ad esempio.  Da Firenze in cui la gente sostituisce nel parlare le ‘c’ con le ‘h’ , a Trieste in cui le commesse sanno dirmi frasi tipo ‘no tignimo’ oppure ‘gnanca che la zerchi, ghe volessi ordinar’, o ancora a Perugia da mio zio dove devo dire di non capir molto. I perugini hanno l’abitudine di parlare velocemente e mangiarsi le parole, dire “ma’” per mamma e “cicombero” per anguria, quindi per me riusciva difficile capirli e mio zio era costretto a parlare ‘al rallentatore’.

Di Roma pur avendola visitata a soli tre anni, ricordo che, oltre ad essere una bellissima città, ha pure moltissime fontane, una più bella dell’ altra. Queste le ricordo benissimo perché il periodo della nostra gita era quello estivo e io mi rinfrescavo ogni volta che vedevo una fontana. Devo dire che di Venezia però, non ho proprio bei ricordi. Non per colpa della città, che è sicuramente unica al mondo, ma ero piccola quando ci sono stata, ed è stata forse una città troppo ‘impegnativa’. Ci sono stata ad agosto, avrò avuto forse sette anni, e mi ricordo del fatto che faceva caldissimo, c’era moltissima gente che mi spingeva di qua e di là non accorgendosi nemmeno della mia presenza. Inoltre avevo fame e sete, ma i prezzi erano molto alti e perciò dovetti aver pazienza fino al viaggio di ritorno, nel quale ci fermammo in un motel dell’Agip.

Momenti di svago, di gioia famigliare, questi, che sicuramente non scorderò mai. In genere si prendeva l’automobile, i miei genitori davanti e noi due figli dietro a leggere i “Topolino”, a giocare con le automobiline e a cantare  a squarciagola imitando il cantante del CD in macchina.

Qualche volta erano anche viaggi a sorpresa decisi all’ultimo momento. Fare una sorpresa agli zii, visitare gli amici: e sempre la prima tappa era il primo motel dell’autostrada. Questa è stata la “mia “ Italia, l’Italia così come la percepivo nei viaggi e nei piani. Anzi delle volte erano (e lo sono tuttora) più stimolanti i piani dei viaggi stessi, momenti in cui mio fratello ed io cercavamo di decidere i percorsi da fare. Allora una breve riunione di famiglia decideva se preferire Gardaland a Mirabilandia, se e quando entrare in un negozio di giocattoli o, dopo, qualche anno più tardi, in quello di abbigliamento  e calzature (papà e fratello naturalmente fuori).

E così tra due lingue parlate a casa  e un confine (all’epoca due) da superare, sono cresciuta parallelamente con due culture. Devo dire che, la cultura italiana e quella croata sono molto simili, ma ovviamente ci sono pure delle differenze. In Italia, ad esempio, si sta molto più attenti all’ ambiente con il riciclaggio dell’ immondizia, e ci sono numerose leggi a favore della natura che purtroppo in Croazia non vengono rispettate.

E’ chiaro che la ‘piccola’ Croazia non può proprio competere con l’ Italia se si parla di industrie, di progresso scientifico e tecnologico, di arte o di sviluppo economico…E’ anche vero che in Croazia ci sono zone che, grazie al fatto che non siano sviluppate economicamente, sono considerate bellezze naturali, che vengono visitate da turisti di tutta l’ Europa. Un esempio sono le spiagge della Dalmazia, le isole  di Veglia, Lussinpiccolo, e quelle che ho visto solamente sulle cartoline, appartenenti alle Incoronate, visitate nella maggiorparte da italiani.

Molti di noi che facciamo parte della minoranza italiana seguiamo i programmi televisivi della RAI, di Mediaset, grazie alle paraboliche, frequentiamo scuole italiane e andiamo spesso oltre il confine per visitare e conoscere l’Italia. Questo è un fatto che ci fa sicuramente avvicinare all’ Italia, e alla lingua italiana. Nel mio piccolo nutro un interesse particolare per la canzone italiana. Mi piace cantare e sin da piccola ho fatto parte dei minicantanti (sezione della Comunità degli Italiani) ed ho cantato tanto. Oggi conosco quasi tutte le canzoni che negli ultimi anni sono state cantate a Sanremo, le ascolto e canto in automobile mentre vado a scuola, seguo le parole di Povia, Cristicchi, Moro, Eros, DJ Francesco, Baglioni, Tatangelo, Pausini, e scopro un mondo di valori, di amore, di pace, di giustizia che questi cantautori italiani trasmettono a tutti.

Questa è certamente l’Italia che oggi, alla mia età, preferisco mentre davanti allo specchio canto una canzone e sogno di trovarmi, un bel giorno (magari non proprio con Pippo Baudo) sulle scene dell’Ariston.  

“Una terra promessa, un mondo diverso, dove crescere i nostri pensieri; Noi non ci fermeremo,non ci stancheremo, di cercare il nostro cammino.” 

(Eros Ramazzotti- Terra promessa; Sanremo 1980)

 

 

     motto anonima      

 Larissa Pijanović

 

I Turistico – Alberghiero Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Voi e l'italia

 

L' italiano è per me una lingua molto speciale, è la mia lingua quotidiana. Quella che uso per parlare con i miei compagni di classe e con alcuni miei familiari.

Sin da bambina ho iniziato ad apprezzare  questa lingua, ma il vero inizio della nostra amicizia è avvenuto alle elementari. Mi ricordo ancora quante risate ci facevamo i miei compagni di classe ed io per le stupidaggini che talvolta uscivano dalla nostra bocca...

Oggi, a 15 anni, me la cavo discretamente e reputo, come ho già sottolineato, che l’italiano sia la mia lingua quotidiana. Mi sento in un certo senso più ricca rispetto a molti altri miei coetanei che questa lingua non la conoscono.  

In Croazia ci sono tante persone appartenenti alla minoranza italiana e che quindi conoscono l'italiano sin da piccoli,  ma sono sempre più numerosi anche quelli che non hanno „legami di parentela“ con l'Italia ma vorrebbero conoscerne la lingua, dato che si tratta di un paese geograficamente e culturalmente molto vicino al nostro. Anche per andare in una banale gita di shopping a Trieste, oppure per conoscere il testo di qualche canzone che va di moda, leggere qualche rivista (o qualche libro) o semplicemente vedersi qualche trasmissione televisiva.

 L' italiano può essere utile anche per la ricerca di un lavoro nuovo e a Fiume ce n'è un'offerta sempre più vasta, dato che molte ditte italiane da qualche anno a questa parte vogliono piazzarsi sul nostro mercato e quindi cercano gente che possa lavorare per loro. Chiaramente, uno dei requisiti fondamentali è la conoscenza della lingua. Per non parlare poi del turismo del quale ci piace tanto vantarci. Si fa bella figura quando, ad esempio, arriva un Italiano e la cameriera al ristorante gli dà del „buongiorno“ al posto del „dobar dan“.

Ma tutto questo non dovrebbe essere un problema, dal momento che nella mia città ci sono moltissime possibilità  per  imparare l'italiano.Sono infatti numerose le scuole che organizzano corsi di italiano a tutti i livelli. E poi, se uno vuole che i suoi figli lo imparino sin da piccoli, non ci sono problemi perché abbiamo diversi asili in lingua italiana, quattro scuole elementari e pure la scuola media superiore.

Personalmente, ho un' amica che frequenta una scuola elementare croata ma che vorrebbe proseguire i suoi studi in italiano e imparare questa lingua. L' Italia è un paese che le piace tantissimo, ma a parte questo, c'è  un' altra ragione molto più pratica per cui vorrebbe imparare l' italiano: ha dei parenti a Roma, e loro non conoscono un'unica parola di crato. Bel problema, eh?

Adesso che ci penso, è molto importante conoscere l' italiano anche per poter comunicare con gli amici conosciuti via Internet o incontrati durante l' estate. Nei mesi estivi, infatti, dalle nostre parti arrivano tanti turisti,  nella stragrande maggioranza italiani. Ed ecco allora che vedi arrivare bei ragazzi e belle ragazze che si incontrano in spiaggia o da qualche altra parte, ma che con l'inglese non hanno molta familiarità (e figuriamoci con il croato). E quindi, se uno non conosce l'italiano, come fa a instaurare un minimo di rapporto verbale e una possibile conoscenza (per non dire amore)?

Scherzi a parte. Le lingue sono la vera ricchezza di una persona e per questo vanno studiate. Non sono la prima a dirlo, e spero nemmeno l'ultima. 

           

 

 

 

                                                      motto il tramonto

Antonia Paula Prodan

 

Classe I a  Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

"La minoranza italiana: quale ruolo e quale futuro nella società in cui vivo"

 

L' altro giorno è venuta in classe la professoressa di italiano e ci ha proposto di scegliere uno dei tre temi per partecipare a questo concorso. Dopo averli ascoltati, uno  in particolare, mi ha ispirato, e cioè quello che riguarda la minoranza italiana. Mentre dalle finestre, il venticello mattutino sfiorava i miei capelli e il sole riscaldava le mie pallide guance, nella mia testa scorrevano già i primi appunti per il compito assegnato. Forse non sono ancora abbastanza grande per capire la vera importanza che la nostra minoranza occupa a Fiume, ma posso dire che grazie alla scuola, ai miei genitori e soprattutto a mio nonno, le mie conoscenze aumetano.

La sede principale della minoranza italiana è il Circolo, che per noi rappresenta una grande casa. Il palazzo in cui ha sede il Circolo è da sempre conosciuto con il nome di Palazzo Modello.

Quando si entra nella Comunità degli Italiani, ci si sente come a casa. Nel Circolo operano diversi gruppi, come ad esempio i Minicantanti, la Fratellanza, i corsi di lingua italiana, e tanti altri.

Il coro dei Minicantanti si impegna ogni anno nell' organizzazione del Festival per l' infanzia, invece, il coro della Fratellanza è spesso ospite in varie località dell' Istria e dell' Italia. Mio nonno spesso mi racconta del Circolo, mi parla come a lui piace tanto andarci, perché dice che lì ha tanti amici. Mi racconta anche, che quando era giovane, invece, andava in Comunità per trascorrere meravigliose serate tra bellissime canzoni e divertentissimi balli. Dai suoi racconti, si capisce che mio nonno da giovane si divertiva anche a "butar l' ocio" sulle giovani fiumane.

Per quanto mi riguarda, già ai tempi dell' asilo, frequentavo la Comunità per partecipare ai balli mascherati, che a me piacciono tanto. Siccome il Circolo partecipa ogni anno alla grande sfilata in maschera per le vie di Fiume, colgo l' occasione e vi partecipo sempre. Quando il conduttore annuncia al pubblico il nome del nostro gruppo mascherato, io sento una particolare emozione per l' appartenenza a questa minoranza.

Dalle elementari, assisto a molti spettacoli e a svariate manifestazioni della nostra Comunità: così ad esempio, ricordo quando con la mia classe delle elementari, siamo andati a fare un' interessante chiacchierata con il famoso scrittore Mario Schiavato.

Devo menzionare anche, che la minoranza italiana a Fiume, ha il proprio notiziaro alla radio. Poi ci sono pure i giornali, come ad esempio il quotidiano La voce del popolo, con il quale è allegato Il Piccolo; le riviste come Il Panorama e per i più piccoli c'è l' Arcobaleno, che offre tanti racconti e tanti giochi.

Secondo me, tutti questi fattori contribuiscono in modo rilevante a mantenere viva la lingua italiana, la cultura ed i valori che ci hanno insegnato i nostri nonni. Un ruolo importante hanno pure le scuole con insegnamento in lingua italiana: a Fiume ci sono quattro elementari e una media. Esse favoriscono l' uso della lingua italiana, promuovono la conoscenza della letteratura e della storia italiana. Perciò secondo me, all' Università di Fiume dovrebbe esserci pure la possibilità di studiare la lingua e la letteratura italiana.

A mio parere, la minoranza italiana continuerà ad avere un ruolo sempre importante nella nostra città, perché una lingua così bella come l' italiano va diffusa a tutti, e i valori della nostra minoranza, spero che continuino ad essere lo specchio di quelli che erano i nostri bisnonni, di quello che siamo noi oggi e di quello che saranno i nostri figli ed i nostri nipoti. Proprio i compiti come questo, servono a far capire soprattutto a noi giovani, quanto sia importante il ruolo della nostra minoranza in questa società. La colonna d' amore e d' orgoglio che noi fiumani abbiamo costruito, si regge forte e robusta, si erge in alto per toccare il cielo e per dimostrare al mondo intero quanto siamo fieri di appartenere a questa minoranza.

 

 

 

                                                                         motto italginnastica 5              

Martina Mužević

 

Classe I m Scuola Media Superiore Italiana Fiume

                                                       

 

La minoranza italiana: quale ruolo e quale futuro nella società in cui vivo?

 

            Discutendo con mia nonna sul tema da svolgere lei mi diede l' idea del titolo da prendere, anche perché la nostra famiglia fa parte della minoranza italiana. La prima cosa che mia nonna mi ha detto è stata: “Ti prego non parlare di minoranza italiana” perché per lei questa parola la fa sentire inferiore. 

            Nella nostra famiglia  ho sentito molte volte parlare del difficile percorso della minoranza italiana prima in Jugoslavia e poi in Croazia. Poco o niente era possibile portare avanti della propria lingua madre, anche perché il bilinguismo non esisteva. La paura più grande era poi la chiusura delle scuole italiane avvenuta anche parzialmente. Dobbiamo ringraziare se l' italianità  si è mantenuta nelle nostre terre, prima con i Circoli, poi con le Comunità italiane formate grazie all' Unione italiana. 

            Essendo vissuta in una famiglia dove la madre lingua è sempre stata se non l'italiano, almeno il dialetto “fiumano” posso capire tante cose apprese da chi ha molti più anni di me, anche per questo sono fiera di frequentare una scuola italiana. Inoltre, fino ai miei tre anni di vita il “fiumano” è stata la mia sola lingua parlata. Frequentando le scuole italiane e facendo parte di una Comunità degli italiani ho avuto modo di partecipare a diverse gare sia sportive che culturali tra gli appartenenti della minoranza italiana sia nel territorio della Croazia che in Slovenia. Inoltre, ho avuto l' occasione di partecipare ad alcuni viaggi studio e gite in Italia tra le quali cito quella a Verona e Firenze che mi sono piaciute tantissimo. In quell' occasione mi sono sentita vicina alla bellissima cultura italiana. 

            Il ruolo della minoranza italiana è sempre stato quello di affermare, valorizzare e tramandare la lingua e cultura italiana. Questo sarà  anche per il futuro. Per dire queste cose sono sicura che nella nostra famiglia ci sarà  sempre qualcuno che porterà  avanti le nostre radici, incominciando dai miei nonni che costantemente mi spiegano, parlano e offrono giornali e libri dove si parla dei compiti svolti nel tempo da persone appartenenti alla minoranza italiana. Per esempio mio nonno mi ha fatto vedere un dizionario di “fiumano” ed io mi sono subito interessata a sfogliarlo. 

            Quello che io vedo per il futuro della minoranza è l' entrata nell' Unione Europea della Croazia, così l' Italia ci sarà  più vicina, senza barriere.

 Ci auguriamo perciò a se stessi “Bona fortuna”!!!

 

 

 

 

 

motto V.E.L.I.                                  

Moreno Vračar

 

I Ginnasio Scientifico – Matematico Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

„L'Italia vista da oltre i confini

 

Grazie a delle ricerche fatte su Internet ho scoperto che l'Italia, che si trova al di fuori dei confini italiani, e credo di fare parte di tale categoria, è tre volte più grande dei 55 milioni di residenti perché conta 3.568.532 italiani che hanno conservato la cittadinanza, pur essendosi stabiliti all’estero; tra i 60 e i 70 milioni di oriundi, tra figli, nipoti e pronipoti; più di 100 milioni di cittadini esteri interessati alle cose italiane. 

Io considero l'Italia il paese d'origine dei miei antenati. Per tale motivo l'Italia rappresenta per me una seconda patria. In Italia ancora oggi vivono alcuni miei parenti e amici di famiglia. Quando vado a trovarli non mi sento uno straniero come invece mi sentirei se andassi in Germania, Francia o in qualche altro paese. 

Un fattore molto importante che mi fa sentire appartenente è anche la mia conoscenza dell'italiano. Grazie a ciò ho la possibilità di comunicare con persone provenienti dall'Italia, leggere giornali italiani, guardare programmi italiani e così tenermi informato su ciò che succede in Italia. Un'altra possibilità che mi si offre grazie alla conoscenza dell'italiano è  quella di poter continuare gli studi in Italia. 

Se un giorno avrò scelto questa strada diventerò parte di quella realtà della quale per momento leggo sui giornali o vedo alla TV. Se ci penso meglio, il confine che ci separa non mi sembra poi un ostacolo insormontabile poiché un'oretta in macchina mi fa già trovare  in Italia, anche se soltanto per un banale shopping. 

Ad essere sincero non noto una grande differenza tra Fiume e Trieste. Forse perché Fiume è sempre stata considerata una città multiculturale e sentire la lingua italiana sulle sue strade è una cosa del tutto normale. A Fiume oggi vivono molti appartenenti alla minoranza italiana. Credo che la sua presenza sia molto importante per la società in cui vivo perché puo' migliorarla: il contatto tra gruppi etnici differenti sviluppa in noi la consapevolezza che ogni persona è unica e irripetibile e che queste diversità possono essere fonte di grande ricchezza acquisibile soltanto grazie alla comunicazione. In questo modo impariamo a conoscere le diverse realtà che ci circondano, a essere più aperti e più tolleranti verso il prossimo.

 

 

 

motto ciuffo                             

Marta Močinić

 

Classe III a  Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

L'Italia vista da oltre i confini

 

       La mia famiglia vede e vive questa bellissima terra che è l'Italia in diversi modi.

      Se torno nel passato ricordo che il nonno mi aveva raccontato del grande esodo del dopoguerra. Anche lui era tra quelli che volevano oltrepassare il confine per arrivare in Italia. Per lui proprio l'Italia era il paese che sognava, nel quale avrebbe trovato un futuro migliore, un lavoro, una famiglia e nuovi amici. Era lì che lo aspettava suo cugino Leo che con tanto sacrificio era riuscito ad oltrepassare quel confine  per molti ancora lontanissimo. Invece il nonno, che era partito da Fiume senza il visto d'uscita, è stato fermato già pochi chilometri dopo Mattuglie e così lo hanno rinchiuso per tre mesi in prigione. Il suo tentativo era purtroppo fallito e il nonno è rimasto vivere a Fiume. Comunque nel suo cuore c'era sempre posto per la lingua, la cultura e la tradizione italiana.  Era tifoso della nazionale di calcio e pallacanestro italiana, adorava la cucina italiana, la canzone italiana,  il cinema...

Questo suo amore lo ha trasmesso anche alla mamma. Io scherzando  con lei dico  che quello che  preferisce  dell'Italia è sicuramente la moda e specialmente le scarpe. Poi le piace il buon cappuccino e ci spiega sempre che come lo preparano a Trieste non lo fanno da nessuna parte al mondo. Quando la mamma  deve partire per l' Italia è sempre pronta, felice e non si lamenta mai del mal di testa. Poi  parla sempre delle città italiane che sono bellissime e che vorrebbe visitare più spesso. Sono la culla vera e popria dell'arte e della cultura non solo europea ma mondiale. Per la mamma  l'Italia è "il bel paese" per eccellenza.

Invece mio fratello che allena calcio ed è un grande tifoso dell'Inter vede l'Italia come il paese nel quale giocano i migliori calciatori del mondo. Anche lui sogna di giocare un bel giorno in qualche club italiano magari a San Siro. Questo è il sogno di mio fratello , non dimentichiamo, quattordicenne. Insomma per lui l'italia è un paradiso per gli sportivi.

Invece io l'Italia la vedo come un paese dove andrei volentieri per proseguire con i miei studi.

 La vedo come un paese multiculturale, multietnico... Un paese dove si può imparare tanto perché ormai da secoli aperto a tutto il mondo. Vivendo lì potrei più facilmente paragonare le due culture, i due stili di vita, quello croato e quello italiano.

Vorrei fare tante amicizie ed „assorbire“ quanta più esperienza e un giorno tornare a Fiume con un „bagaglio“ ricco.

       Ecco è così che noi, più o meno, vediamo l'Italia che per fortuna ci diventa sempre più vicina. Con l'entrata del nostro paese nell'Unione Europea il confine, che il mio nonno non è riuscito ad oltrepassare, non esisterà più. 

 

 

 

 

                                                                                motto Hitman

David Car

 

I Turistico – Alberghiero Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Voi e l'Italia

 

L'Italia è un paese che ha offerto molti contributi nel campo dell'arte, della musica e della cultura in generale. Ricordiamoci solo di Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Antonio Vivaldi oppure Giuseppe Verdi. O pensiamo ai cantanti più recenti come Tiziano Ferro, Fabri Fibra o Paolo Meneguzzi. Noi della minoranza italiana cerchiamo di far vedere agli altri la bellezza della lingua e cultura italiane; e non solo in Croazia, ma anche negli altri stati dell'ex Jugoslavia. L'Italia assume per noi un'importanza quasi vitale, anche se i giovani d'oggi qui in Croazia sono diventati più “patrioti” e parlano in croato anche nelle scuole italiane dove si dovrebbe parlare l'italiano (a parte eccezioni). Ci sono invece ragazzi e ragazze che vengono dall'Italia per motivi familiari e sono costretti a imparare una nuova lingua, il croato. Grazie a loro molte volte i giovani delle scuole italiane in Croazia mantengono un certo livello di “italianizzazione”, almeno negli edifici in cui si parla la lingua italiana.

Personalmente considero l'Italia un paese bellissimo, con delle città meravigliose. Ci sono stato molte volte con la famiglia e con la scuola e sono rimasto sempre sorpreso dalla gentilezza della gente. Sono persone molto calde e accoglienti, anche sei poi dipende un po' dal luogo dove si va. L'Italia dispone di ben 20 regioni e quindi è anche una meta abbastanza interessante dal punto di vista turistico. In passato questo paese aveva fatto molti sbagli (vedi Seconda Guerra Mondiale), ma grazie a personaggi famosi del passato oggi l'Italia è molto importante per la cultura mondiale. Agli italiani si deve pure l'invenzione del gelato e dei vini buoni e pregiati, in particolar modo il Chianti di Firenze. L'Italia è stata pure la terra natia del famoso poeta Dante Alighieri che viene anche definito “padre della lingua italiana”.

Purtroppo, siccome ogni cesto ha la sua mela marcia, così l'Italia oggi è piena di mafia, come la Camorra in Campania e la N'drangheta in Calabria. Con rammarico devo confessare che secondo me l'importanza culturale dell'Italia non viene presa seriamente in considerazione giovani dell'area dell'ex Jugoslavia, in special modo in Croazia. Un esempio ne è, purtroppo, anche  la mia scuola. Ogni giorno mi sembra di aver sbagliato edificio, perché nei  corridoi non faccio che sentire il croato, anziché l'italiano.

Per sentirci più legati al „bel paese“, noi della minoranza italiana in Croazia abbiamo pure il proprio rappresentante nel Parlamento croato, il Sabor. Si tratta del sig. Furio Radin, che ha contribuito molto per far conoscere ai giovani d'oggi l'importanza della lingua italiana. Purtroppo, nonostante ciò alcuni ragazzi, appena finite le elementari italiane, si iscrivono nelle scuole medie croate. Ma vi sembra logico? Otto anni impiegati per imparare tutto quello che sappiamo in lingua italiana, per poi dover cambiare tutta la terminologia in croato. Così si rischia di non trovarsi bene e di dimenticarsi del tutto la lingua italiana. Secondo me, queste persone dovrebbero vergognarsi di aver fatto tale scelta, perché prima o poi incapperanno in difficoltà e non ci saranno più gli amici delle elementari ad aiutarli perché la maggior parte di loro si iscrive nelle scuole italiane.

Un'altra cosa che non riesco a capire è la rassegnazione di alcuni alunni dopo un semestre trascorso nelle scuole medie italiane a causa di una o più insufficienze. Secondo me, la colpa è degli alunni stessi che sono pigri e si rifiutano di studiare. È invece lodevole il fatto degli alunni che arrivano dalle scuole croate e che sono vogliosi di imparare una nuova lingua perché c'è qualcuno a casa che parla il dialetto fiumano o l'italiano puro.

Vorrei infine dire che si dovrebbe far capire ai giovani croati l'importanza di conoscere la lingua e cultura italiane, perché non si sa mai cosa ci riserva la vita. In ogni caso potranno trasmetterle ai loro figli e ai loro nipoti.

 

                          motto ciolabri                             

Nikolina Perušić

 

  I Turistico - Alberghiero Scuola Media Superiore Italiana Fiume                                                     

Voi e l'Italia

L'Italia è una parte della mia vita: ci sono cresciuta perché ho vissuto a Sarsina per tredici anni. Lì ho frequentato la scuola media per poi iniziare una nuova parte della mia vita in Croazia. In Italia ho conosciuto tantissime persone che mi hanno aiutato a superare i momenti più difficili e ad abituarmi ad una nuova quotidianità. La vita in Italia è completamente diversa da quella che ho trovato in Croazia. Sarsina è un piccolo paese di collina nell' Emilia Romagna, abitato da poche persone, e per questo la gente era molto aperta e i rapporti interpersonali diversi da quelli che ci sono qui, in Croazia. Essendo l'Emilia Romagna una delle regioni più famose per la pasta fatta in casa e per la piadina, il mio modo di alimentarmi era diverso. La mia alimentazione era basata sulla pasta che veniva abbinata ad altri alimenti. Mia madre ha imparato a preparare delle specialità tipiche e così mi sono abituata alla pizza, alla piadina, ai guscioni e ai vari piatti romagnoli. D'estate ci abbuffavamo di gelati artigianali di vari gusti che venivano preparati da Arturo, un signore che non voleva svelare a nessuno il suo segreto per preparare un gelato così morbido e cremoso.

Nei periodi più caldi, soprattutto d'estate, Sarsina era piena di turisti che venivano a visitare la cattedrale e il santuario di San Vicinio che quest'anno compie mille anni. Vicino alla cattedrale si trova la casa di Tito Maccio Plauto, il più grande commediografo latino dove di sera si può assistere alla rappresentazione di famose commedie plautine. 

D'estate i miei amici ed io andavamo spesso in piscina oppure ci organizzavamo e raggiungevamo con un pulmino il mare a Cesenatico. Lì le spiagge non mi piacevano: erano troppo affollate, si pagava l'entrata, il mare era troppo torbido e raramente vedevo i pesci nell'acqua. Fortunatamente d'estate, appena finite le lezioni, preparavo le valigie e partivo per la Croazia, felice di raggiungere i miei nonni ed i miei amici. Mentre stavo in Croazia al mare, pensavo all'Italia e ai miei amici che avrebbero fatto di tutto per poter essere al posto mio. Qualche volta invitavamo alcuni di loro a venire in vacanza qui per apprezzare il mare e la natura che ci circondava a Fiume.

L'unico motivo per il quale volevo tornare a Sarsina era che mi mancavano il mercato e lo shopping che facevo ogni martedì oppure sabato. Ogni martedì infatti, prima che iniziassero le lezioni, le mie amiche ed io facevamo un giro nella piazza e guardavamo le bancarelle. Alcune volte il sabato mattina marinavamo la scuola e andavamo a Cesena dove il mercato era molto più grande di quello di Sarsina. In Italia potevo togliermi qualche sfizio in più che a Fiume perché era più facile guadagnare e convincere i miei genitori a darmi la paghetta. Qui si spende molto più facilmente mentre guadagnare è più difficile. Devo ammettere che il mercato e lo shopping mi mancano quanto la pasta fatta in casa che la  mia nonna fiumana non sa fare. Inoltre, in Italia c'erano molte più feste e fiere che mi piaceva visitare e conoscere nuove culture, cibi e persone. Nonostante tutta questa bellezza che mi circondava e tutti quegli amici che avevo, io mi sentivo comunque una straniera che ha vissuto in Italia per tredici anni, ma che tuttavia non si sentiva ancora appartenente in tutto e per tutto a questo paese. In Croazia sono tornata soprattutto perché se mi fossi diplomata in una scuola media superiore in Italia avrei dovuto probabilmente frequentavi la facoltà e quindi non sarei più tornata in Croazia, dove invece volevo vivere e stare con l'intera famiglia.

Alcune volte a scuola, in Italia, quando dovevamo presentarci e quando i professori pronunciavano il mio cognome mi chiedevano sempre se ero ucraina o russa per i miei capelli biondi e per i miei occhi azzurri. Quando parlavo in italiano nessuno poteva supporre che fossi croata. Purtroppo, nel momento che lo dicevo, diventavo una dei tanti extracomunitari il cui numero in Italia aumenta continuamente e i quali non provocano non pochi disagi.

L'Italia è un paese bellissimo ma io preferisco rimanere in Croazia dove sono nata e dove ci sono le mie radici. Un giorno da grande mi ricorderò dell'Italia come del paese in cui sono cresciuta e dove ho vissuto per tredici anni, vivendo senz'altro delle esperienze indimenticabili.  

 

 

                                                                          motto San Martino      

Simona Orlić

 

Classe I Superiore  Corso di Lingua Italiana  

Comunità degli Italiani Lussinpiccolo

 

San Martino          

 

Ogni paese ha i suoi santi patroni. Loro sono il simbolo del paese o della città. Io vivo a Lussinpiccolo e come ogni città anche la nostra ha il suo patrono, San Martino. Da sempre si raccontavano le leggende dei santi, le storie delle loro vite, e come tutti hanno una leggenda, esiste anche la leggenda di san Martino. Io ve la racconto.

San Martino era un soldato e ha sempre cavalcato sul suo cavallo. Un giorno ha visto un povero sulla strada senza cibo e vestiti. Martino aveva pena per il povero vecchio e quando ha visto che quello era senza vestiti, ha preso il suo pallio, lo ha tagliato e un pezzo ha dato al povero vecchio. La stessa notte Martino ha sognato che quel povero a qui aveva dato il pallio era Gesù che gli è apparso nel sogno. Quella notte san Martino ha sentito il richiamo di Dio ed e diventato prete. Dopo è diventato anche vescovo. Ecco,  questa è la storia di San Martino che tramite un sogno ha ricevuto il richiamo dal cielo. Questa storia ci dice che dobbiamo aiutare i poveri e cosi Dio aiuterà noi. È bello avere un Santo Patrono come San Martino. A Lussinpiccolo i vecchi Lussinpiccolesi hanno costruito una chiesa dedicata a questo santo dove c’è anche il cimitero e ogni anno per San Martino, l' 11. novembre si fa una grande festa e naturalmente prima di tutto andiamo a celebrare la Santa Messa.