MAILING LIST HISTRIA CONCORSO 2013 – Medie Superiori – Lavori di gruppo  – Categoria “ b “, sottocategoria “ 2 “ :

 
1° PREMIO

 

motto   AURORA                        Federica Sinković, Marilena Sinković 

                                              Classe III  Liceo Generale 

                                              Scuola Media Superiore Italiana “Leonardo da Vinci” Buie

                                               Insegnante: Larisa Degobbis

                                               Motivazione: Una notizia shock in prima pagina: una donna normale, felice e senza modelli di bellezza stereotipata da imporre a colpi di magrezza. Bella e vincente l’idea di queste giovani fanciulle che dimostrano di avere idee chiare e la forza e l’intelligenza di portarle avanti.

  Un'occhiata alle news, una al giornale e ci sono sempre le solite notizie...tu che cosa metteresti in prima pagina?

Lunedì, quattro marzo 2013, esce in prima pagina della rivista di moda "Vogue" la foto di una ragazza sui vent'anni. Ci chiediamo, avrà quaranta chilogrammi? Per quanto ancora si reggerà in piedi?

Tutti la ammirano, le ragazzine vorrebbero diventare come lei a tutti i costi, farebbero di tutto pur di raggiungere quella che secondo loro è perfezione. Iniziano così a cadere in un vortice più profondo di quello che immaginano, non si rendono conto che esso le risucchierà senza pietà.
Nessuno ormai rispetta le proprie opinioni, i propri canoni. Tutti si conformano alla società che è fatta, purtroppo, di copie realizzate a stampino. Ma siamo tutti così superficiali? Non tutti, ma ci piace lasciar andare le cose senza opporci. Ingoiamo informazioni che fanno tendenza e perdiamo il nostro punto di vista. 

Ma oggi, almeno per un giorno, decidiamo di fare le redatrici. Probabilmente stupiremo molti, saremo contrastate da altrettanti, ma che importa, dipingeremo finalmente di rosso tutto quel noioso e solito nero. Sembra difficile, ma ci impegneremo a realizzare qualcosa di diverso, qualcosa che
spicchi per l'originalità e non per il suo grado di consuetudine.      

Ebbene sì, questa volta in prima pagina ci sarà comunque una donna, ma diversa dalle tante, una che rappresenterà la felicità e non la tristezza. La sua faccia sarà rosacea, i suoi occhi trasmetteranno gioia e spensieratezza, il suo corpo pure.      

L'abbiamo trovata tramite un annuncio in cui richiedevamo soltanto delle donne che si sentissero felici, contente della propria vita, soddisfatte del proprio corpo, in pace con la propria anima. Ed è allora che abbiamo conosciuto Lara. Lara ha venticinque anni, vive con il fidanzato, e a maggio
si sposeranno. Ha un sorriso stampato sulle labbra non appena entra nel nostro studio. Non dice niente, ma percepiamo che avrebbe voglia di gridare al mondo: " io sono bella così come sono, non avrò le taglie perfette, ma mi sento bene con me stessa". Allora la facciamo sedere, e dopo averci
raccontato la storia della sua vita, la preghiamo di posare per i nostri fotografi. Non le diamo troppi consigli, lei sa già qual è il suo compito: recitare se stessa, posare come se lo facesse per il suo fidanzato, con tanta spontaneità.   

Finito il servizio, Lara ha da porci una domanda. Non capisce perché non appena sia entrata noi le abbiamo chiesto semplicemente di parlare di sé. Le rispondiamo che affinché la nostra prima pagina riscuota successo, dev'essere realista, deve trasparire l'essere delle persone e non l'apparire. Lei ci guarda stupita, di solito le modelle non sono abituate a questo tipo di colloquio. Ma noi vogliamo una modella che sia adatta a rappresentare il diverso, una che rappresenti la società felice in cui
purtroppo non viviamo.         

Arriva il giorno tanto atteso: oggi esce la nostra prima pagina! Ovviamente siamo preoccupate delle reazioni: sarà uno scandalo o la nostra innovazione verrà apprezzata?          

A due ore dall'uscita della rivista il nostro cellulare è pieno di chiamate, tutti a dirci che siamo state davvero brave a proporre un nuovo prototipo nel mondo della moda. Stavolta in prima pagina ci sta una mora sui settantacinque chilogrammi che non ha nulla da invidiare alle altre, semmai il contrario. Smettiamola di conformarci, lo abbiamo fatto per troppo tempo, è ora di dire basta!         


 

PREMIO  

 

motto XEZO                                    Ksenija Ivanović, Zoran Kašćelan                                                                 

                                                                                                     Classe I - 1 Ginnasio Cattaro/Kotor, Montenegro                    

                                Insegnante: Aleksandra Vuksanović

Motivazione: Pregevole la sensibilità dimostrata nell' affrontare il tema della disabilità e  l'ammirazione sincera per il successo riscosso da un'atleta disabile, CAMPIONE DI VITA.Messaggio propositivo e maturo che fa ben sperare nell'abbattimento di tutte le barriereche ostacolano l'inserimento sociale a pieno titolo dei portatori di handicap.Apprezzabile la buona competenza linguistica del gruppo di studenti.

Le nostre terre hanno dato tanti campioni: Abbà, Andretti, Benvenuti, de Manicor Pamich, Straulino.... sino a Cernogoraz, parlaci del tuo campione preferito

     Il campione  non è la persona che vince i concorsi e riceve le medaglie d’oro. Il campione  è una persona che si esercita ogni giorno , che anche con i suoi problemi continua a combattersi fino alla fine. Quando è il più difficile , il vero campione da tutto di se stesso, senza dubbio.

L’anno scorso ogni persona nel mondo guardava le Olimpiadi .Ogni concorrente è stato onorato di rappresentare i colori della sua bandiera in questo evento molto importante. Loro misuravano le loro capacità in una varietà di discipline e creavano i rimarchevoli risultati. Nel mio paese , la più  grande attenzione hanno attirato le giocatrici di pallamano e i giocatori di pallanuoto. La gente era molto felice ed orgogliosa e perciò gli ha fatto una grande festa di benvenuto nella capitale quando sono ritornati. Quella notte Montenegro non dormiva. 

Ma , poco dopo le Olimpiadi, sono cominciati anche i Giochi Paraolimpici. Dal Montenegro, come l’unico concorrente, per Londra è partita Marijana Goranovic . Alta soltanto un metro e quaranta , ma con un grande coraggioso cuore difendeva orgogliosamente i colori della nostra bandiera, nel lancio del peso.’’Il mio sogno si è avverato’’ così diceva quando si è trovata a Londra . Indipendentemente dal posto che lei ha vinto, è stata onorata perchè  è apparsa in un grande concorso come i Giochi Paraolimpici. Dopo sei duri, faticosi anni  d’allenamento, Marijana e il suo allenatore avevano raggiunto l’obiettivo.   

Marijana ha dimostrato a tutti che è possibile attraversare tutti gli ostacoli nel percorso verso il successo . Quando pensiamo che il mondo è contro di noi , dobbiamo trovare la forza in noi e dimostrare che valiamo tanto quanto tutti gli altri. Per noi, Marijana è un grande campione , non solo per i suoi risultati , ma perchè  lei rapresenta un ‘ispirazione per tutti quelli che si nascondano nella loro corazza invece di mostrare di che cosa sono veramente capaci.

3°   PREMIO

 

motto BRKO97                                                                                                Mia Belci, Chiara Kalebić

                                                                                        Classe I  Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” Pola

                                                                                                                        Insegnante: Annamaria Lizzul

                                                     Motivazione: Dalle parole di questo ottimo elaborato traspaiono la voglia e l'entusiasmo che tutti i ragazzi hanno nel voler cambiare in meglio il mondo, ma ahimè nonostante la loro giovane età, gli autori hanno già capito che il compito sarà improbo.Ragazzi, mettetecela tutta lo stesso, affinché nessuno possa accusarvi di non averci nemmeno provato!

  UN’OCCHIATA ALLE NEWS, UNA AL GIORNALE E CI SONO SEMPRE LE SOLITE NOTIZIE… TU COSA METTERESTI IN PRIMA PAGINA?         

                Ogni sette secondi un bambino muore di fame; sulle strade del mondo, ogni tre minuti un bambino muore in un incidente stradale; ogni trenta secondi un bambino africano muore di malaria;  ogni minuto un bambino muore di Aids: sono queste le vere malattie delle quali è affetto il
nostro mondo. Ma nei  giornali continuiamo a trovare  le solite notizie che trattano argomenti che non portano a nessuna soluzione. I quotidiani si stanno trasformando in serie televisive nelle quali  i ruoli principali sono sempre assegnati ai politici. La gente  sta dimenticando il vero significato del  giornale; lo compra giornalmente e diventa dipendente da telenovela. Ci sorge, a questo punto, un dubbio: È questo il vero compito dei giornali? Ma è veramente questa la funzione del quotidiano?

 

                Dando un'occhiata al giornale, vediamo sempre le stesse facce sotto alle quali si trova un articolo di politica, politica che come il gambero fa quattro passi avanti e tre indietro. Tutto ciò provoca in noi rabbia e delusione perché è certo che la politica è importante, ma si sta affievolendo  la sua missione perché non si preoccupa più di migliorare la nostra vita, e, purtroppo, si è concentrata soltanto ad occupare la  gran parte delle pagine dei giornali. Pagine che  dovrebbero dare massimo  spazio a notizie incentrate su possibili  miglioramenti della  nostra società.

Il giornale è il mezzo più efficace e veloce mediante il quale le informazioni vengono diffuse,  e grazie al quale è possibile rendere coscienti  le persone dei punti deboli del nostro mondo. Sfortunatamente ce ne sono molti  e, senza dubbio, le malattie curabili e  le morti evitabili detengono il primato. Molte campagne umanitarie per sensibilizzare l’opinione pubblica  vengono offuscate  dal  monopolio delle  notizie inutili. Noi pensiamo perciò che in prima pagina dovrebbero trovarsi notizie che stimolino i lettori  ad aiutare il prossimo, dimostrando anche che, con un piccolo gesto, la solidarietà esiste ancora. Vorremmo far comprendere che sensibilizzando e  pubblicizzando  in modo dettagliato  le informazioni, la gente sarebbe  motivata a portare avanti un’unica azione volta  alla salvezza di molte vite. Di seguito, queste tematiche verrebbero valutate  da esperti diversi  che, unendo le proprie conoscenze porterebbero ad un risultato infallibile.


Siamo consapevoli che è un progetto che richiede anni di duro e impegnativo lavoro e quindi bisognerebbe coinvolgere, sin da subito, i giovani in iniziative del genere perché i ragazzi  devono essere consapevoli della  realtà che li circonda  siccome domani  saranno chiamati  loro a creare un mondo migliore. Però, sorge  un nuovo problema: i giovani non sono interessati  a leggere i quotidiani perché se ne sentono  esclusi e non vi  trovano articoli  adeguati  a loro. Ma non sfogliando i giornali, potranno  difficilmente essere aggiornati  e saranno scarsamente  coscienti  degli aspetti  positivi e negativi della società. Ciò significa che i giovani dovrebbero occupare posti di più alto impegno nella nostra società.

                Secondo noi quindi, la prima  pagina  di un quotidiano dovrebbe essere dedicata alle campagne umanitarie a sostegno  dei più bisognosi e ai successi riscossi  dai  giovani in svariate attività sia  scolastiche  che  sportive. Il futuro siamo noi giovani, ma rappresentiamo solo una  briciola di speranza in una vita migliore. Siamo pienamente consapevoli che le nostre idee riguardano  imprese  quasi irrealizzabili perché siamo anche coscienti della situazione che c'è nel nostro paese. Le  nostre  rimarranno parole su un foglio di carta, ma un filo di speranza non morirà mai.