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SCUOLE MEDIE SUPERIORI - LAVORI INDIVIDUALI

motto SI AVVICINA IL 2012…                        

Ana Šverko

                                                                                                   Classe I a   Liceo Generale

                                                                                       Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sankovic'

 

UN ALTRO CONFINE STA PER CADERE: LA CROAZIA NELL' UNIONE EUROPEA, PROSPETTIVE E PAURE 

Già da molto tempo la bandiera dell' Unione europea attira i nostri sguardi. Le dodici stelle della bandiera sono un numero simbolico della perfezione  e il cerchio simboleggia l' unione dei suoi popoli. "L'inno alla gioia" di Ludwig van Beethoven è la scelta giusta per l' inno dell' Unione europea, perché festeggia i valori comuni e le differenze di tutti gli stati che la compongono.Sembra anche molto interessante il motto dell' Unione: "Unità nella diversità".Le persone giovani vengono affascinate da tutte le cose che offre l'Unione europea perché vogliono vivere in un posto dove c'è la giustizia e dove la vita è confortevole.

Però, mi pongo una domanda: L' Unione europea presenta veramente tutte queste caratteristiche?

L'entrata nell' Unione ci sembra così vicina, però poi succede sempre qualcosa che posticipa la data di ingresso della Croazia in essa. Ci sono sempre delle nuove condizioni che l'Europa ci pone. Certe volte mi chiedo se la Croazia riuscirà mai ad eseguire tutte le condizioni imposte e se potrà finalmente entrare nella famiglia dei ventisette stati europei, trovando tra  loro il suo posto.

Si torna poi ad essere impazienti e ci vengono in mente alcuni dubbi : Vogliamo veramente diventare membri dell'Unione europea?

Sognavamo a lungo l'indipendenza e l'abbiamo ricevuta, ma poi vogliamo entrare in nuove organizzazioni nelle quali le regole ci vengono imposte.Cosa succederà con la nostra lingua? So che è destinata all'estinzione, però forse con l'entrata nell'Unione questo accadrà più velocemente perché la Croazia è un paese piccolo.

So che potrei viaggiare fino al Mare del Nord o fino all' Oceano Atlantico senza confini, e questa sarebbe una cosa bellissima. Potrei vivere  e lavorare dove vorrei senza vari certificati, però sarebbe capace il popolo croato di accettare le altre persone che verrebbero liberamente a vivere in Croazia? Forse loro lascerebbero un' influenza troppo grande sul nostro ricco patrimonio culturale e sulle nostre tradizioni. Spero che la Croazia riuscirebbe a trovare un modo per non perdere i propri costumi, affinché li possa  trasmettere alle future generazioni.

Al giorno d' oggi, guardando tutti gli avvenimenti che accadono nel mondo legati alla politica, all'economia, all' energia e all'aumento della popolazione, la proposta del Ministro francese degli Affari Esteri, Robert Schuman nel 1950, che parlava dell' unione di tutta l' Europa, ha un senso compiuto. In Europa è veramente necessaria la pace, la stabilità economica, la solidarietà sociale, l' indipendenza energetica e l' uguaglianza. Anche se ogni stato si impegna a realizzare questi fattori, è molto più facile realizzarli insieme, in una comunità. Questo lo hanno riconosciuto già negli anni Cinquanta e Sessanta i fondatori dell' Unione europea.

Ci sono molte istituzioni europee. Sono ancora molto giovane, ma mi impegno molto a capire che cos'è il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea, la Commissione europea... e come vengono stabilite le decisioni. Sembra tutto così complicato. Non posso neanche immaginare quanto lo sembri ai miei nonni e alle altre parsone anziane. Oggi in Croazia, come anche in tutto il mondo sono presenti la crisi economica e la recessione .Credo che con un lavoro costante, usando le possibilità finanziarie e il mercato dell'Unione europea la Croazia potrebbe migliorare lo propria situazione economica.Questo lo dimostrano i successi dei nostri cittadini che vivono nell' Unione europea.

Un giorno vorrei vivere e lavorare nelle grandi città europee come Londra e Parigi. Per i miei genitori,adesso, questa sarebbe un' impresa molto difficile,però nel futuro io vorrei provarci.   Spero che l' Unione europea non ci deluderà ancora una volta spostando la data    prevista per l'entrata nell'Unione. In questo modo creerebbe un grande numero di oppositori all'Unione, e anch'io comincerei a dubitare delle vere intenzioni dell'unione di tutta l'Europa. Ogni popolo è orgoglioso e non vuole essere umiliato.

Credo che la Croazia sia uno stato degno dell' entrata nell' Unione europea e che non sarebbe giusto respingerlo.


 

motto QWERTY <3                                    

Katarina Smojver

                                                                                    Classe I m  Liceo Scientifico - Matematico  

                                                                                      Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

CRESCERE BILINGUI, VANTAGGI E CONSEGUENZE 

     Per bilinguismo s' intende la capacità di potersi esprimere in due lingue differenti. I bambini bilingui hanno una forte impronta di entrambe le culture.    Esistono persone che usano il bilinguismo ideale, e cioè conoscono perfettamente entrambe le lingue che parlano. I bambini cresciuti in una famiglia in cui si parla più di una lingua hanno sempre maggiori possibilità e vantaggi. Sono in grado di eseguire ogni tipo di lavoro, risolvere ogni tipo di compito, non solo verbale ma anche determinanti per gestire e pianificare attività necessarie nella vita quotidiana. Hanno la possibilità di apprendere le proprietà fondamentali della lingua di entrambi i genitori.

Il cervello di un bambino esposto a due lingue, infatti, è più duttile perché è allenato a distinguere gli stimoli verbali della lingua paterna da quelli della lingua materna, senza che le due lingue interferiscano tra loro. Anche se questo non significa che sia più intelligente, ma ha maggior possibilità di memorizzare, di acquisire più velocemente e distinguere diverse strutture linguistiche rispetto ad un compagno monolingue.  Il più ovvio dei vantaggi è che a scuola non avrà problemi con le lingue, per gli altri considerate straniere. Favorisce la capacità di ragionamento e la velocià di apprendimento. Hanno meno difficoltà a immagazzinare le informazioni e a ragionare. Avviene soprattutto nei bambini i cui genitori sono di nazionalità diverse, i quali dal primo giorno di vita, sono esposti contemporaneamente a due lingue e non solo ad una.

Qualcuno aveva detto una volta “Più lingue si parlano, più vite si vivono!“ Sono assolutamente d’accordo; le lingue che parliamo ci danno più possibilità di conoscere nuovi mondi, acquisire conoscenze legate alle lingue e alle culture. Viaggiando nei diversi stati del mondo si conoscono differenti persone: alcune care e gentili, altre intolleranti e capricciose. 

   Nella vita è molto utile, interessante e importante parlare lingue che ci permettono la comunicazione, che ci danno la possibilità di trovare un lavoro migliore. Per fare una comparazione, la lingua è come un giardino pieno di fiori, i quali hanno bisogno di essere curati e annaffiati. Se non ci importa di conservare e curare il giardino, cioè la lingua, non ne abbiamo nemmeno bisogno. Perché allora credere di essere in cima al mondo e di essere invincibili se sappiamo che, effettivamente, non lo siamo. Gli alunni monolingui trovano strano il bambino bilingue perché credono sia differente e  non conosca niente e nessuno. Non sanno riconoscere la sua specificità.

   Per fare un esempio, cercherò di descrivere la vita di mio nonno. Le origini di sua madre, Bella, erano fiumane, mentre quelle di suo padre, Matteo, erano russe. Matteo lavorava come capitano, viaggiava e conosceva tanti luoghi del mondo, tra i quali anche Fiume. Si innamorò subito di Bella e, dopo un po' di tempo si sposarono ed ebbero un figlio, mio nonno Felice. Egli, sin da piccolo iniziò ad ascoltare e  studiare le due lingue, il russo e il fiumano. Perciò, quando mi raccontava della sua vita, di come ha conosciuto mia nonna, di come faceva lo stesso lavoro di suo padre, lo raccontava in lingue diverse.

Che bello ascoltarlo! Gli piaceva soprattutto narrarmi ogni notte una storiella diversa ma, dopo un po' di tempo, fu costretto a imparare il croato. Era l'unico modo per poter comunicare con tutti gli altri attorno a lui. Ebbene, nonostante tutte le difficoltà, lo fece.

   Penso che, in effetti, mio nonno sia stato una persona fortunata in quanto custode di una grande ricchezza: la conoscenza di diverse lingue. Spero che il mio percorso di vita mi porti verso strade simili, di modo che il futuro non rappresenti più un'incognita, ma una certezza, o quasi.   


motto JIGSAW                                                

Michele Dodič

                                                                                       Classe I m  Liceo Scientifico - Matematico  

                                                                                         Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

Crescere bilingui, vantaggi e conseguenze 

Non ho mai pensato prima a questo argomento. Parlo la lingua italiana e croata da quando sono nato. Il bilinguismo lo vedevo come una cosa normale. Non lo vedo  questo come un vantaggio o uno svantaggio. Ora, quando sto pensando a questo proposito, l' unico difetto del bilinguismo è la possibilità di incomprensione e di malinteso con l'ambiente.

Adesso, sto pensando solo a questo tipo di esempi. Da piccolo non frequentavo l' asilo ma stavo con la nonna. Mia nonna parlava soltanto l' italiano, cioè il dialetto fiumano. Con la mamma discutevo in croato.  Succedeva delle volte che quando parlavo, alcune parole le dicevo in croato e alcune in italiano. Una volta l' insegnante della stanza dei giochi che frequentavo ha detto con preoccupazione che non riconosco i colori. La verità era: che li sapevo elencare solo in lingua  italiana, mentre l' insegnante  parlava il croato. Le mie frasi consistevano di un miscuglio di parole italiane e croate. Questa cosa era normale per me e la mia famiglia, ma per qualcuno che ascoltava da parte probabilmente era strano.

A sette anni mi sono iscritto nella scuola elementare italiana „Belvedere“ e ora frequento il Liceo italiano a Fiume. La maggior parte degli alunni che conosco hanno imparato l' italiano appena  a scuola. Io avevo il vantaggio di conoscere l' italiano già da piccolo. Forse è più corretto dire: il dialetto fiumano. L' italiano standard ho imparato appena in prima classe.

Interessante e caratteristico è l'esempio della vecchia generazione fiumana. Tutta la vita vivono in questa zona: hanno finito la scuola in lingua italiana, a casa parlano in italiano,  guardano la TV  e  leggono i giornali italiani. Tuttavia, la lingua croata è la lingua ufficiale in questa regione per più di 60 anni e a Fiume ci sono  molti più abitanti appartenenti alla minoranza italiana che alle altre nazionalità; perciò mi sto chiedendo: „Come sia possibile che la vecchia generazione, ancora giorno oggi, si turba con la lingua croata?“  Suppongo che  qualcuno potrebbe vederlo  come una cosa incomprensibile o  collocarlo  in un  difetto negativo.

Ogni estate spiego ai parenti e agli amici in Dalmazia perché frequento la scuola italiana e perchè parlo con i genitori in questa lingua straniera. Mi sembra che per  loro questo sia una cosa esotica, che non siano in grado di capire esattamente che cosa significhi il termine: „minoranza italiana“ né il perchè i vecchi abitanti parlino l' italiano. Credo che non gli sarà chiaro fino a quando non studiano la storia della città di Fiume . Mi sembra che nel frattempo saranno piuttosto sorpresi perchè non li importa la storia della nostra città.

 Adesso, dopo aver ripensato, credo che ci siano molti i vantaggi del crescere frequentando una scuola italiana e allo stesso tempo di vivere in Croazia. Il mio livello dell' italiano è uguale a quello del croato. Frequentando una scuola italiana avevo il vantaggio di acquisire una doppia cultura. Non significa che, se vado in una scuola italiana so parlare solo esclusivamente la lingua italiana. Molti pensano che se frequenti una scuola italiana, hai solo una possibilità: di lavorare in Italia. Non hanno affatto ragione. Tante sono le persone che dopo la scuola elementare italiana  sono andate in una scuola superiore e facoltà croata. Tutto quello che ho imparato in questi nove anni ( in lingua italiana) lo so anche in croato. Forse, se passassi adesso in una scuola croata, avrei delle piccole difficoltà all' inizio; ma non credo che sia tanto difficile ad adattarsi. Infatti,  dopo aver frequentato una scuola elementare italiana e essersi più tardi adattato anche a una scuola croata, secondo me, sei ancora più intelligente perchè questo significa che sei in grado ad adattarti a diverse condizioni di vita (sia di lavoro, sia di vita sociale), che é  un grande vantaggio per il futuro.

In tutto questo non vedo difetti, anzi mi sento più ricco. Mi piacciono tutti gli aspetti che offrono la conoscenza di due lingue materne. Già dapprima ho accettato il fatto che per queste cose sono più  ricco dagli altri. Crescere bilingui era un viaggio interessante e  nessuno lo può negare. Spero che potrò godere di questi vantaggi come ne ho goduto finora.


motto FIERI DI ESSERE ITALIANI                 

Letizia Barić

                                                                                                     Classe I a   Liceo Generale

                                                                                         Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

 

Crescere bilingui, vantaggi e conseguenze

 

Sono una ragazza quindicenne e frequento la Scuola media superiore italiana di Fiume. Già dal mio nome si può notare che sono di nazionalità italiana. Sin da piccola, prima di andare a scuola imparavo due lingue, il croato e l'italiano, per cui, si può sostenere che sono nel vero senso della parola cresciuta in ambienti bilingue.

I miei genitori decisero infatti di iscrivere me e il mio fratello maggiore in una scuola di insegnamento italiano, assicurando così a noi l'apprendimento corretto della lingua italiana. Appunto, più si è piccoli e più aumentano le possibilità di acquisire correttamente una seconda lingua.

Durante la mia infanzia, quando frequentavo le classi inferiori, i ragazzi della mia via mi ritenevano molto strana perché appunto frequentavo una scuola italiana. A loro sembrava curioso il fatto che sapevo parlare sia il croato che l'italiano allo stesso tempo. Mi guardavano con occhi curiosi e spalancati ed io non sapevo come spiegare a loro che ero del tutto normale. Oggi questi che allora non potevano comprendere la mia fortuna di crescere bilingue frequentano scuole private di lingue nelle quali c'è anche ˝l'incomprensibile˝ italiano.

Sono felice perché la scuola italiana fino ad adesso mi ha portato tantissime soddisfazioni. In effetti mi ha reso più facile l’apprendimento di altre lingue.

Crescere bilingue è decisamente un gran vantaggio rispetto a coloro che frequentano una scuola croata. Chi infatti conosce bene più di una lingua può visitare altri luoghi sentendosi un po’ come a casa propria, perché è in grado di comunicare con la gente, rendendosi conto delle diversità culturali caratteristiche dei vari paesi. Parlare più lingue, inoltre, accresce le possibilità lavorative e aiuta ad ampliare le fonti di informazione usando giornali, libri e televisioni varie.

Le materie che studio a scuola sono le stesse dei miei compagni di una scuola croata solo che c'è la differenza della lingua e delle letture. In tutti questi anni ho imparato a leggere, a scrivere, a studiare in tre campi, anzi ora addirittura in quattro (in italiano, in croato, in inglese ed in francese).

Le scuole d'insegnamento italiano ci offrono anche un'ampia cultura ed in più si studiano quattro lingue, mentre in quelle croate solo due. Frequentare una scuola italiana secondo me significa parlare a scuola, a casa, con gli amici nella lingua dei miei avi.

Crescere bilingui non dovrebbe dare nella vita alcuna conseguenza negativa ma solo positiva, infatti si direbbe ´una lingua in più una persona in più, non lo credete anche voi?

Essere giovani e crescere bilingui è anche un dovere di noi tutti, un impegno nella nostra vita futura, di mantenere e di continuare a coltivare la lingua italiana e il dialetto con le future generazioni. In ogni caso crescere un bambino bilingue richiede tanto impegno, costanza e determinazione. Ma quel che conta è il risultato.

Parlare una lingua significa fare un’esperienza in più: diversi modi di pensare, diverse idee e credenze. La lingua materna è generalmente quella che il bambino apprende per prima. Essa ha un valore speciale ed è importante per mantenere i rapporti con la famiglia e gli amici.

                   Noi perciò siamo fieri di essere Italiani e di frequentare la scuola che frequentiamo; la lingua in più che parliamo ci rende diversi dagli altri, per questo dobbiamo lottare affinché questa diversità scompaia o meglio affinché divengano motivo di vanto e vantaggio. Dobbiamo mantenere la nostra madre lingua viva...per sempre!

 


motto MERLINO                                              

 Sabrina Baričević

                                                                                      Classe I m  Liceo Scientifico - Matematico  

                                                                                        Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

 

CRESCERE BILINGUI - CONSEGUENZE E VANTAGGI 

La storia ci insegna che nel passato molti popoli, durante i secoli, per varie ragioni, cambiavano i posti dove vivevano, per via di migrazioni, guerre ed altro.

Nelle aree dove questa popolazione confinava con altre nasceva sempre una specie di zona cuscinetto.

Infatti, la gente di queste zone molto spesso si sposava, conviveva, si imparentava o collaborava per lavoro, commercio o altri motivi. Questa convivenza creava relazioni nelle quali entrambi gli interessati dovevano ben apprendere la lingua e la cultura della gente confinante. Così nacque il bilinguismo.

            Nella maggior parte dei casi, due persone di lingue e culture diverse si sposano, creando una famiglia nella quale ognuno dei genitori fa parte di un popolo, con lingua e usanze proprie. I figli che crescono in una tale famiglia amano in ugual modo ambedue i genitori, e imparano a conoscere, con amore e rispetto, ambedue le culture.

Il bilinguismo è il loro modo di essere, fa parte di ogni individuo cresciuto in tali condizioni, perché lo accompagna sin dalla più tenera età. Crescendo in questo modo, senza far differenza e senza dare più importanza ad una cultura, diventano sicuramente i più sinceri e validi ambasciatori di tutte e due le popolazioni. In tal modo diventano buoni conoscitori di ambedue le culture e lingue, perché parlano e conoscono gli usi e costumi di entrambi i popoli, diffondono i loro valori.

Una caratteristica specifica delle persone nate e cresciute in una famiglia bilingue è l'uso di parole particolari, a volte diverse da quelle usate nella comunità circostante. Per una persona nata in una famiglia fiumana è frequente andare al mercato e chiedere mezzo chilo di „merlino“, senza riflettere sul fatto che potrebbe non venire affatto compresa, siccome la parola usata è ovviamente un'altra. Questi incidenti sono simpatici quando si è adulti, ma creano molta confusione ai bambini che, avendo imparato che una cosa si chiama in un determinato modo, infine faticano a spiegare ai loro compagni l'esatta definizione di questa parola.

            Il vantaggio di parlare contemporaneamente due lingue sta nella comprensone profonda dello stile di vita e delle sfumature caratteristiche di due popolazioni diversi, ma per certi versi simili tra loro. Ciò permette anche di capire il motivo di alcune decisioni, il comportamento e il modo di fare degli altri per evitare disguidi, incomprensioni e altro, che qualvolta degenerano anche in problemi seri, seguiti da dispute, guerre e altri problemi con conseguenze durature e assai spiacevoli.

            Apprendere le tradizioni, la cultura, i modi di vivere e la lingua altrui significa anche comprenderli e rispettarli ed è questo il primo passo verso la multiculturalità e il rispetto verso la particolarità degli altri.

            La conoscenza della lingua comprende anche la comunicazione. Apre la possibilità di scambiare opinioni, di modificare le proprie credenze sulle cose che ci circondano perché si apre anche la prospettiva di vederle e giudicarle in un modo diverso da quello abituale. Ci si rende conto delle possibilità di concepire le cose in modo diverso.

            È molto interessante, per esempio, la possibilità di comunicare con altre persone altrettanto bilingui, in un linguaggio specifico e unico. È quasi come avere una lingua propria, nella quale si mescolano parole di croato, italiano, inglese, in una miscela unica ed incomprensibile per chiunque al di fuori del „giro“.

            Nello stesso tempo ci avviciniamo al modo di pensare di altri e permette a loro di conoscere un altra cultura e modi di fare diversi.

Secondo la mia opinione il bilinguismo può esser considerato un vantaggio perché ci arricchisce delle abitudini e delle tradizioni altrui.

            Nascere bilingui ossia crescere in una tale famiglia è paragonabile al vedere se stessi come un ponte tra le due sponde di un fiume. Le unisci e ognuna lo sostiene dalla propria parte.

            Gli svantaggi di tale posizione si possono creare ogni qualvolta si incontrino dei personaggi xenofobi. Purtroppo nel mondo di oggi si incontra ancor sempre qualcuno che guarda o giudica il bilinguismo come uno svantaggio dei mezzosangue. Però, dobbiamo tener conto del fatto che si tratta di persone dalle vedute molto ristrette, che vivono esclusivamente nel „proprio giardino“. Inoltre, la civiltà moderna ritiene sempre più questo modo di vedere antiquato e primitivo.

Comunque, anche quelli che non hanno vedute tanto ristrette faticano a capire la realtà bilingue. Ad esempio, per le persone che non padroneggiano in ugual modo due lingue, è incomprensibile iniziare una frase in una lingua e finirla in un'altra. Restano semplicemente sbalordite.

            Il mondo, viste le possibilità tecniche di oggi, si apre sempre di più e il bilinguismo, che una volta veniva trattato come una rarità, oggi è di casa nella vita di molte persone. Esso porta alla tolleranza, al sapere, alla comprensione, al rispetto verso le particolarità e specificità degli altri; si propone anche come modo di pensare della futura comunità europea della quale si entrerà presto a far parte anche ufficialmente.

            Le persone che non sono cresciute in queste condizioni non comprendono facilmente le vedute delle persone bilingui, la loro scioltezza nell'apprendere le differenze altrui, nel comunicare con popoli diversi, imparare anche altre lingue, il perché proiettano le proprie esperienze sugli altri, creando così sempre più tolleranza e amore.

Questo è il più grande vantaggio dell'essere nati in un ambiente bilingue, e la tolleranza e la larghezza di vedute di queste persone le renderà sempre speciali nella vita. Saranno i primi ad adattarsi a nuovi ambienti lavorativi e sfide della vita, avendo appreso da piccoli a destreggiarsi tra più modi di vedere e capire la realtà; saranno sempre amichevoli e rispettosi anche verso coloro che sono diversi; e soprattutto saranno sempre aperti a nuove esperienze e nuove avventure, avendo imparato ad amare la diversità, e non, come molti, a temerla.


 

motto DUCHESSA                                            

Enrica Dukić

                                                                                          Classe I   Liceo Scientifico - Matematico  

                                                                                            Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di.... 

Ogni giorno è come un sospiro. Prima che tu te ne accorgi.. è già passato. Alcuni passano più velocemente degli altri però, infine, l'obiettivo della sera viene raggiunto sempre. La sera è il momento in cui lo splendore della luce solare e il buio delle tenebre convivono, chiudiamo gli occhi, e sogniamo. Chiudere gli occhi, ci permette di volare sopra le montagne più alte, di nuotare eternamente nella  fossa delle Marianne, di essere vicini ai nostri idoli. La sera offre un'immagine momentanea dello sparire di ogni forma di vita nel silenzio immobile del tramonto, e allora iniziamo a vivere la nostra vita astratta, quella piena di sogni, di speranze, di desideri e di magie alla quale soltanto noi abbiamo accesso. Certe canzoni hanno il potere di portarci a un viaggio astratto, dove possiamo vederi luoghi inesplorati e conoscere persone nuove. Noi bambini però (sotto sotto, in fondo al nostro cuore è ciò che veramente siamo), abbiamo un’immaginazione più grande di quella dei nostri genitori che ci permette di vivere nel nostro mondo perfetto anche senza chiudere gli occhi. Siamo capaci cioè di sognare ad occhi aperti. La musica è uno degli strumenti preferiti ai quali facciamo ricorso per dimenticarci di tutto ciò che ci sta intorno, dei compiti che bisogna scrivere, oppure dei genitori che ci rompono perché pensano che non stiamo studiando abbastanza... 

In giro ci si trova tanta bella musica, e ascoltando quella che mi piace, chiudendo gli occhi, riesco ad essere me stessa. Viaggio per un mondo tutto mio, dove le regole non esistono, e se esistessero, sarebbero state create solo per essere violate. Di solito ascolto le canzoni in inglese, siccome mi piace la lingua e in questo modo la perfeziono. Le parole delle canzoni che mi piacciono si fissano nella mia mente, e si ripetono come in un cd-player guasto. Quindi, chiudendo gli occhi, riesco ad ascoltare le mie canzoni preferite, mi immagino di avere un pulsante pausa, successiva e antecedente, come in un vero e proprio mangiacassette. Dipendentemente dall'umore e dalle situazioni che ho vissuto quel giorno, cambio le canzoni.

Quando sono innamorata, canticchio la canzone dei SUM41, che si chiama With me, in traduzione: Con me. Le parole della canzone mi fanno passare i brividi per tutto il corpo, per poi farmi vedere tutto il mondo attraverso degli occhiali rosa. Quando sono arrabbiata, ascolto la musica dei Nightwish, siccome le loro parole mi fanno sentire forte, come se fossero dei magneti che ricavano da me il mio mal umore, impedendomi di reagire esageratamente; mi calmano e mi fanno ripensare sulle cose che in quel momento sarei stata pronta a dire, e quelle invece che sarebbero state le cose giuste da dire. Quando sono triste ascolto la musica dei Nickelback, la quale mi dà una strana sensazione di non essere mai sola. Come un sussuro dolce, mi ricorda che tutto cambia. Anche se le cose andassero da male in peggio, non durerebbero per sempre, e prima o poi si trasformerebbero. Quando sono felice oppure impaziente, ascolto una delle varie canzoni di Simple Plan e anche se le loro canzoni non trasmettono un'idea positiva della vita,  mi piace il loro ritmo che è molto vivace e sereno.

Senza la  musica, mi sentirei vuota, come se ci fosse un grande parte di me che è irreparabilmente triste, perchè tutte le volte che sento la musica, il mio cuore si riempie di gioia. La musica è un sentimento, un' emozione: amore, odio, rabbia, gioia, euforia, tristezza…

Quante volte un film, un libro o una canzone vi ha fatto provare qualcosa? Qualcosa di profondo, di simbolico, qualcosa che forse non siete neanche in grado di descrivere? La musica è una particolare forma di magia che ha il potere di ricordarci di una persona, di un sentimento, di un momento particolare.....Ascoltando la canzone dei Police, ''Every breath you take'', in traduzione ''Ogni respiro che fai'' mi ricordo che anche se sembra di essere soli, e di non avere nessuno dopo la perdita di una persona cara, che sempre ci sarà qualcuno per me, qualcuno ad aspettami e di amarmi, mi ricorda che dopo ogni pioggia viene il sole.

La musica ha un grande valore nella mia vita perchè nei momenti di debolezza mi dà forza, mi ricorda dei momenti belli vissuti con la mia famiglia e amici, dei momenti belli che appena aspettano di essere vissuti, di tante emozioni per capire che ancora sono sconosciute per me, di tante esperienze da affrontare. In certe situazioni, un battito del ritmo della canzone alla quale sono particolarmente affezionata, può significarmi più di mille parole.


motto ARABESCO                                          

 Ivana Baraba

Classe I a   Liceo Generale

                                                                                         Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di …

La musica mi accompagna sin dalla nascita ... 

“Dormi dormi bel bambin che la mamma xe vicin el papà xe andà lontan dormi dormi fin doman…” Questa è una delle canzoncine che la mamma mi cantava quand’ero piccola, prima di addormentarmi. Chiudevo gli occhi e ascoltavo la ninna nanna cantata da mia madre. 

Eh sì, la musica e le canzoni mi accompagnano fin dalla nascita. Quand’ero piccolina mi piaceva cantare e ascoltare la musica. Mi mettevo davanti alla TV, prendevo un giocattolo qualsiasi ed imitavo i cantanti che vedovo sullo schermo o sentivo alla radio. In casa mia era d’obbligo avere accesa la televisione o la radio, ma è così anche oggi. E poi si sente la voce della nonna che grida: “Chi xe in camera? Nissun? E allora per chi arde la television? Ciudila!” Il silenzio in casa nostra non esiste. Ed è meglio così, credetemi. Erano immancabili gli appuntamenti con i cartoni animati e le loro sigle…Mi ricordo, tanto per fare un esempio, quella di “Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo….” La musica ci accompagna, quindi, durante il nostro percorso di vita. Crescendo i miei gusti musicali sono cambiati. Dalle sigle dei cartoni animati sono passata a quelle dei telefilm per ragazzi e giovani. Poi, visto che la tecnologia ci regala tanti apparecchi per ascoltare la musica, approfittavo dell’arrivo di San Nicolò il 6 dicembre e quindi era d’obbligo scrivergli la letterina per chiedergli, visto che ero stata buona, di portarmi un walkman, poi ancora un CD player per passare successivamente all’MP3 e via elencando fino ad arrivare alle ultime novità tecnologiche…

Se venite a casa mia mi troverete in camera mia, con le cuffie o senza, distesa sul letto con gli occhi chiusi, ad ascoltare le canzoni dei miei cantanti preferiti stranieri soprattutto ma anche italiani e croati. Anche se, ed è questo che va sottolineato, la musica supera ogni barriera di cultura e di linguaggio. La musica è di tutti, di chi l’ascolta e di chi la sente sua. Quando ascolto la musica mi sento in un mondo tutto mio. Spazio con la mente nel mondo che mi circonda fatto di persone molto care (mi riferisco a famigliari e amici)….e poi la musica si spegne e si torna alla normalità con mia sorella che irrompe nella stanza tanto per farmi un dispetto.  Per quanto riguarda i miei gusti, beh, oggi ascolto soprattutto la musica hip-hop, con il suo ritmo travolgente e scatenante e con gli interpreti che sembrano impegnati a pronunciare degli scioglilingua. Questo accade quando sono di buon umore, e allora vai con Akon o i Black Eyed Peas. Quando, invece, ho il morale sotto ai piedi, allora cambio completamente genere, per passare alla musica pop o leggera, scegliendo le canzoni che rispecchiano un po’ il mio stato d’animo, canzoni i cui versi mi restano impressi nella memoria. Se si tratta della lingua inglese me li vado subito a tradurre, così li capisco meglio e mi lascio trasportare…Se sono triste, è immancabile una musica lenta e allora i miei in casa sanno già come stanno le cose. 

Ci sono dei giorni che iniziano male e che ne succedono di tutti i colori. Un rimedio c’è ed è l’ascolto della musica con le sue emozioni che solo lei sa suscitare. Avrete capito, insomma, che io amo la musica: quella che mi rende felice, ma anche quella che fa scendere qualche lacrimuccia dal mio volto.  


motto SCIABOLETTA                                      

Marco Sanelli

                                                                                        Classe I m  Liceo Scientifico - Matematico  

                                                                                           Scuola Media Superiore Italiana Fiume

 

Insegnante Gianna Mazzieri Sanković

CRESCERE BILINGUI CONSEGUENZE E VANTAGGI  

Per bilinguismo si intende la capacità di potersi esprimere in due lingue diverse. Coloro che sono bilingui hanno una buona conoscenza di entrambe le culture. Senza ombra di dubbio imparare lingue diverse è molto utile ed è un esercizio che fa bene alla mente, ma nascere in un ambiente dove si parlano più lingue è una fortuna e un grande vantaggio.Per un bambino, nascere in un ambiente dove si  è stimolati a parlare diverse lingue non crea confusione nella mente. Personalmente, avendo vissuto la mia vita in un trasloco quasi costante, ho imparato le culture, lingue e tradizioni dei diversi paesi in cui ho abitato. Una delle nazioni in cui il bilinguismo è molto rispettato è il Canada, specificamente il Quebec. In questa regione convivono due lingue, il francese e l’inglese. Infatti nel Quebec vivono 7 milioni di francofoni, che sono i discendenti dei colonizzatori provenienti dalla Francia nel XVII sec. Io ho vissuto a Ottawa, la capitale del Canada, che si trova nello Stato dell’Ontario ed è separata dal Quebec da un fiume. Sono arrivato lì all’età di 4 anni e, poiché sono cresciuto in una famiglia bilingue, “parlavo” la lingua italiana e quella inglese. Abitando a Ottawa, fuori casa dovevo parlare in inglese o in  francese. Pensandoci ora, non riesco ancora a capire come ho fatto, ma non ricordo di aver avuto difficoltà al riguardo. Ho frequentato l’asilo e le prime due classi elementari alla scuola Le Phare, la prima scuola costruita in Canada negli anni ’70 per insegnare con il metodo della French immersion (dove tutti i bambini studiano naturalmente le due lingue del Canada). Nei negozi le persone si esprimevano indifferentemente nelle due lingue. Anche se ero piccolo, conserverò sempre un bel ricordo di quest’esperienza. 

Tra i numerosi vantaggi del bilinguismo ci sono la maggiore possibilità di scelta nella vita (sentimentale e sociale) e l’apertura mentale del bambino nell’accettazione del diverso. Le persone bilingui infatti sono normalmente più aperte verso gli stranieri. Il vantaggio del bilinguismo per una società è di mantenere vive due culture, e di promuovere il turismo. Credo che il bilinguismo svolga anche un ruolo importante nella vita lavorativa dell’individuo: un datore di lavoro darà la preferenza al candidato che ha questa caratteristica. Sono presenti però, anche degli svantaggi: spesso ci sono conflitti tra la minoranza linguistica e la maggioranza. La minoranza è più debole, deve sempre lottare per i propri diritti e per non scomparire. In Europa il bilinguismo è praticato in Belgio, il multilinguismo è praticato in Svizzera. In Italia il bilinguismo è previsto dalla Costituzione e viene riconosciuto per tutelare le minoranze linguistiche del Trentino Alto Adige (di lingua tedesca) nella Valle d’Aosta (di lingua francese). In Friuli Venezia Giulia viene tutelata la minoranza slovena. 

Recentemente in tutto il mondo si assiste a un nuovo fenomeno, con la  diffusione di Internet e dell’inglese milioni di persone si possono considerare bilingui perché usano quotidianamente appunto l’inglese, mentre coloro che non lo parlano sono svantaggiati rispetto agli altri non sapendo usare questo mezzo di comunicazione indispensabile. 

Mai come in questo periodo ci sono state tante persone non solo in grado di parlare due lingue ma di usarle pure nella vita quotidiana: il bilinguismo è diventato parte necessaria della vita di milioni di persone.


motto LA PICCOLA FIUMANA                        

Valeria Pijetlović

                                                                              Classe III m Scuola Media Superiore Italiana Fiume

Crescere bilingui, vantaggi e conseguenze

 

Che cosa significa bilingue, o bilinguo? Una parola che deriva dal latino “billinguem”.È colui che usa e parla correntemente  e normalmente  due lingue, persona o popolo, una regione bilingue, scritto in due lingue, iscrizione o dizionari bilingui, mentre bilinguismo è la situazione linguistica nella quale i soggetti parlanti sono portati  a utilizzare alternativamente due lingue diverse, a seconda delle circostanze. Ma è anche la divisione di una regione, di uno stato e sim. In due gruppi linguistici. (vedi Vocabolario della lingua italiana Zingarelli, ed. 2006, ma anche in lingua croata, (dvojezični e dvojezičnost, Rječnik Hrvatskog jezika, Leksikografski zavod, anno 2000.).

Bisogna tener conto che il termine linguistico del bilinguismo è storico e con il continuo sviluppo in tutti i sensi del nostro pianeta, induce i singoli  a imparare e usare piú lingue, in particolare  con lo sviluppo dell’informatica  e della scienza l’inglese, per non parlare dei matrimoni misti, cosicché si parla di trilingue, quadrilingue, ecc., plurilingue.

 

 Prima di passare all’argomento del tema, bisogna menzionare  il bilinguismo amministrativo, cioè  quella parte della Legislazione di ogni stato che nel territorio è evidenziata la presenza di appartenenti a varie nazionalità e che prevede tutta una serie di diritti alle minoranze nazionali. Elementi costitutivi del bilinguismo nelle varie legislazioni europee sono l’utilizzo effettivo abituale da parte della popolazione di più idiomi e lingue differenti, il riconoscimento della seconda lingua (o più) da parte delle autorità locali e soprattutto dell’applicazione del bilinguismo nell’insegnamento scolastico.

 

Posso affermare di provenire da una famiglia, dove il bilinguismo è precoce (l’idioma (o linguaggio) viene appreso prima dello studio grammaticale della seconda lingua, già in età prescolare), esso è simultaneo (i due idiomi coesistono e vengono usati entrambi parallelamente) e quasi ideale.  Mio padre possiede un bilinguismo passivo, proviene da una famiglia štokavo – ijekava, ma in tanti anni  di matrimonio ha acquisito un bilinguismo passivo (comprende quasi tutto nella lingua italiana, ma parla poco).

Mia madre e il nonno, lo zio e i cugini hanno frequentato o stanno frequentando le scuole in lingua italiana, e così pure i loro antenati. La nonna materna è slovena e con lei parlo in sloveno, anche mia mamma parla lo sloveno, tra l’altro oltre alla sua professione è anche interprete giudiziaria per l’italiano  e lo sloveno. Quando siamo tutti assieme si parla in tutte e tre le lingue, chi non conosce una lingua, parla nell’altra.

Io parlo correntemente la lingua italiana, quella croata e quella slovena, unicamente mi manca un corso di lingua slovena, che probabilmente lo frequenterò dopo la maturità.  Dell’inglese ho la conoscenza scolastica, seguo anche i programmi televisivi   in lingua inglese, mi manca però l’uso pratico quotidiano di questa lingua. In casa circolano giornali e libri italiani, croati e anche sloveni e qualcosa in inglese. Concludendo siamo una famiglia multilingue, come parecchie a Fiume.

 

Certamente il multilinguismo famigliare è un vantaggio per la famiglia, non solo dal lato culturale e della connivenza civile, ma anche da quello delle abitudini. Il multilinguismo   è un fattore importante per la pacifica convivenza tra la maggioranza nazionale e le singole minoranze nazionali. Nell’attuale realtà mondiale, con le crisi economiche ormai periodiche, ci sono i fenomeni di massa di emigrazione da uno stato all’altro per ottenere un lavoro, specialmente in prima fila  i giovani, che cercano  una fonte di guadagno possibilmente in uno stato estero vicino, dove si sta sviluppando un’ attività imprenditoriale economica o produttiva, e una delle condizioni d’impiego sia la conoscenza di determinate lingue straniere. Nonostante la crisi economica che attanaglia anche la vicina Italia, a pari merito la conoscenza perfetta o quasi ideale della lingua italiana possibilmente accompagnata da una pratica professionale adeguata è un fattore   importante per l’impiego, soprattutto dei giovani.

 

Le nuove regole universitarie (vedi processo di Bologna) adottate dagli Stati  membri della Comunità Europea, e già messe in atto nella Repubblica di Croazia, e nonostante questa non sia entrata formalmente nella Comunità Europea, contribuiranno certamente alla possibilità  di un impiego più favorevole negli stati dove la lingua italiana è ufficiale (Italia,  Cantoni italiani della Svizzera, San Marino),Coloro  poi che hanno frequentato le scuole per la minoranza nazionale italiana in Croazia  sono esentati dal sostenimento dell’esame di conoscenza delle scuole italiane. Bisogna anche tener conto che molti di coloro che hanno concluso le scuole  con l’insegnamento della lingua italiana in Croazia, dopo gli studi universitari sia in Croazia, ma specialmente in Italia, hanno ottenuto una sistemazione decorosa e efficace dal lato economico in vari stati del mondo in università, enti internazionali, società prestigiose. Grazie ai rapporti con l’imprenditoria italiana, gli ex allievi delle scuole con lingua d’insegnamento italiana riescono più facilmente a ottenere un impiego in Croazia, anche avvantaggiati da una conoscenza, anche se minore, della lingua inglese.

 

Il vantaggio maggiore  che offre il bilinguismo, è che le giovani leve della minoranza nazionale italiana hanno la possibilità  di studiare  in Croazia e all’estero, possono anche terminare i primi tre anni degli  studi in  Croazia, e poi continuare la preparazione specialistica in una Università italiana o viceversa. Da tutto quanto sopra esposto io non vedo conseguenze negative per la scelta dei genitori  di educarli nello spirito del bilinguismo, gli eredi hanno soltanto da ringraziarli in un prossimo futuro.

 

Vorrei fare una precisazione, come sopra detto in Croazia ci sono Scuole con l’insegnamento nella lingua della minoranza nazionale, dunque tutte le materie vengono insegnate in lingua italiana.  Le nuove leggi sulla scuola in Croazia sono state emanate in base  a principi della Comunità Europea, le lezioni si tengono esclusivamente in lingua italiana, unicamente l’insegnamento della lingua  italiana e quella croata ha una posizione uguale, uno stesso numero  di ore di lezione., dunque sono equiparate come importanza. 

Le porte delle scuole  della minoranza italiana e anche delle altre minoranze sono aperte a tutti i figli dei genitori di cittadinanza croata, ma anche a quelli degli stranieri con residenza stabile o provvisoria in Croazia.

 

Prima di concludere  devo aggiungere che rimangono da esporre ancora due problemi, uno è l’annosa questione dei ritardi nella fornitura dei testi, l’altro è quello dell’iscrizione dei bambini alla prima classe elementare che non hanno una minima conoscenza della lingua italiana, ciò che influisce notevolmente in senso negativo sui bambini del bilinguismo precoce. Il problema non è poi tanto complicato da risolverle, sarebbe utile semplicemente  organizzare un corso iniziale per i bambini che non frequentano gli asili in lingua italiana, e negli asili invece bisognerebbe rinforzare le ore di lingua italiana.  

 

Concludendo, crescere bilingue, o meglio multilingue rappresenta un sicuro investimento in tutti i sensi, per ottenere un grande vantaggio culturale, ma soprattutto anche economico nella vita in questo Mondo di crisi periodiche, ma anche in continuo sviluppo e anche per il progresso delle minoranze nazionali.

 


 

 

 motto LA MUSICA E’ VITA                               

 

Deborah Mika

                                                                              Classe III a Scuola Media Superiore Italiana Fiume

Ascoltando la musica

La musica è ovunque per strada, in macchina, sul pullman, nelle feste e nei riti religiosi la musica ci segue sempre. Forse è una di quelle cose di cui non si può fare a meno. Il suo suono ti trascina qualunque esso sia, anche se tu non lo vuoi. In ogni canzone è racchiuso uno stato d'animo , bello o brutto che sia, quando lo sentirai ti ricorderai di qualche momento e riproverai le stesse emozioni.
I testi, in particolare, possono diventare tracce da seguire nella vita o tracce che ti consolano e ti rallegrano. Oltre a racchiudere emozioni e sensazioni  ogni brano racconta una sua storia, come una favola di Andersen o una opera di Dante o una tragedia Shakespeare. La musica è in grado di creare mondi fantastici quasi alla pari con i libri che fanno sognare e sperare.....

Un modello di musica e di vita: Laura Pausini. Ogni sua canzone contiene un ricordo, un'emozione e un insegnamento che si trova solo nei suoi brani. Per comporre usa solo l'essenza delle note,e quando ti ritrovi a cantare le sue tracce a qualsiasi ora, sembra quasi che lei ti voglia far provare le sue stesse sensazioni, che prova cantando le stesse sul palco davanti a un mare di persone.

La musica è il sangue che scorre nelle mie vene è l’aria che respiro,ogni canzone che ascolto è una mia idea un mio pensiero. La musica mi ha fatto crescere e diventare quella che sono, senza di essa per me sarebbe impossibile vivere ed andare avanti, mi mancherebbe qualcosa dentro... mi sentirei vuota e non avrei ragioni di esprimere i miei sentimenti e di continuare questo sentiero "la vita". Cos’ è per me la musica? È vita, anzi è al di sopra di essa; è anche la mia morte, la mia nascita, il mio risveglio la mattina, è ogni lacrima che esce dal mio cuore ed ogni sorriso. Un mondo sordo sarebbe invivibile come un cielo senza stelle come un mare senza acqua...e io se non ci fosse musica non potrei esistere perché è dentro di me e se muore io sparirei con lei!!

Roberto Benigni è autore di una canzone che dice "Nell'amor le parole non contano, conta la musica" ed io credo che valga per tutto, non solo per l'amore. La musica è ciò che ci circonda in ogni momento,dal battito del tuo cuore al rumore dei passi sul selciato. Musica è sentimento, qualunque sentimento: amore, odio, rabbia, gioia, euforia, tristezza. Per vivere al completo la musica dimentichiamoci dei generi, della band, delle persone, chiudiamo gli occhi e facciamoci avvolgere dal suono. Ingabbiamolo in noi, facciamolo circolare nel nostro sangue,facciamolo arrivare al cuore e agiamo di conseguenza. Se dobbiamo piangere, piangiamo; se dobbiamo ridere, ridiamo; se dobbiamo saltare, saltiamo; se dobbiamo ballare, balliamo...
E chi tentasse di resistere alla musica ed al suo immenso potere non farebbe altro che male a se stesso, alla sua anima e al suo cuore. Musica è ciò che ti fa versare una lacrima anche quando sei euforico, è ciò che ti rende felice anche quando sei depresso.

Quindi viviamo la musica perché la musica è vita, ed esprimiamoci con essa poiché è la nostra essenza.


motto RIEN                                                         

Karla Ferk

                                                                               Classe II a Scuola Media Superiore Italiana Fiume

Crescere bilingui: vantaggi e conseguenze

Saper parlare fluentemente due lingue diverse è un dono inestimabile. Questa abilità offre molte possibilità: si ha una vasta scelta di università da frequentare e quindi di diverse strade da percorrere, si possono leggere libri in ambedue le lingue e quindi conoscere la cultura e l'identità di un popolo. Sapendo l'italiano posso leggere le opere autentiche dei grandi scrittori italiani, come ad esempio Dante, Petrarca e Boccaccio, senza dovere ricorrere a traduzioni e interpretazioni croate, che spesso sembrano aver perso il loro vero significato.

Non è sempre facile, però, esprimersi in entrambe le lingue che si differenziano parecchio tra di loro. Molti miei compagni di classe, me compresa, si servono della traduzione da una lingua all' altra in modo che le frasi pronunciate risultano non avere senso. Così nelle conversazioni tra amici si usano delle volte espressioni inesistenti nell'italiano, come ad esempio 'cosa sì?' al posto di 'davvero?', 'appena aspetto' al posto di 'non vedo l'ora', 'mi va ai nervi' al posto di 'mi da sui nervi', ecc. Questo è  favorito dall' uso eccessivo della lingua croata e della presenza della maggioranza croata nella città in cui vivo.

Un altro problema è che l'apprendimento di due lingue non permette di conoscerle entrambe in modo completo: un italiano saprà di certo parlare l'italiano meglio di me, e lo stesso vale per un croato e la sua lingua madre. Io con i miei familiari parlo il croato e conosco molto bene il linguaggio informale o gergale, usato in questa lingua. Al contrario, le espressioni professionali usate a scuola nelle materie come la biologia e la chimica le conosco solamente in italiano. Per i corridoi, tra una lezione e l'altra, con i miei compagni parlo in croato e in italiano. Spesso ci capita di non ricordare qualche parola in una lingua e allora applichiamo il sapere dell'altra. Questa mescolanza ricordo di averla usata già ai tempi dell' asilo, e che all' epoca chiamavamo 'italcroc'. Ma non sono solamente i giovani ad usala. Ho sentito molte volte persone adulte e anziane inserire nel loro bel dialetto fiumano qualche parola croata.

Mi impegno tantissimo a superare queste mancanze leggendo sia libri italiani che quelli croati, arricchendo così il mio vocabolario. Mi fa sentire fiera essere bilungue e cerco di impedire la prevalenza di una lingua sull'altra in quanto ritengo che siano entranbe importanti allo stesso modo. È una lotta continua, ma ne vale la pena.


motto LINDICH_9                                            

  Linda Borovac

                                                                           Classe IV  Economica Scuola Media Superiore Italiana Rovigno

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di

Scelgo una canzone e premo play. Sprofondo sul letto, chiudo gli occhi e mi lascio trascinare dalla melodia. Le parole scorrono al ritmo della musica ed io sono come in trans. Lascio trasportarmi in una dimensione surreale, strana, la dimensione dell'immaginazione e della fantasia

che prende il sopravvento. Ora ogni sogno è possibile, ogni desiderio è realizzabile. Niente adesso è difficile, in questo mondo tutto è perfetto

 e regna la serenità. Penso al futuro e me lo immagino pieno di dolcezza e armonia, senza difficoltà e problemi. Poi il mio pensiero va ai ricordi, quelli indimenticabili, che saranno sempre parte di me, quelli sia belli che brutti, piacevoli o non.

La musica finisce ed io apro di scatto gli occhi.

         La magia svanisce e tutto torna come prima. Mi opprime un'angoscia, mi sembra di soffocare… mi sento come trascinata bruscamente indietro, in una realtà che mi fa paura, che mi mette ansia.

         Allora mi passano per la mente mille domande senza risposta, mille problemi dai quali non ho scampo. Ho come un peso al cuore… piango senza lacrime... soffro senza mostrarlo…

Mi alzo di scatto e riaccendo il player. Vengo nuovamente rapita e mi sento sollevata, come se avessi trovato un rifugio dove scappare.

Non ho il coraggio di affrontare le mie paure e così mi nascondo. Sono una codarda, lo so e non posso farci niente.

Sto perdendo la speranza perché so che la vita che voglio non l'avrò mai. Forse è per questo che non trovo la forza di combattere e la sola cosa che mi da conforto e l'immaginazione. Non dovrei arrendermi e mi rendo conto che un giorno dovrò dire basta, non potrò più rifugiarmi nella musica e dovrò affrontare la vita, ma per adesso mi accontento e non rinuncio alla mia dimensione personale, alla fantasia.

 


 

 motto 0410 NO STRESS                                  

Monica Bravar

                                                                           Classe IV  Economica Scuola Media Superiore Italiana Rovigno

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di… 

La musica, ragione di tristezza o serenità…

Di giorno in giorno, la gente sembra propensa a gettarsi nel ritmo sempre più spesso sia per superare momenti di sconforto, sia per divertimento. Chissà come i vari autori scrivono i loro brani, a cosa staranno pensando in quel momento?

Cerco di immaginare attraverso la canzone di Eros Ramazzotti „Un attimo di pace“ come sia stato difficile mettere su carta tutti quei sentimenti profondi.

Perché mi è venuta in mente proprio quella canzone? È la prima sul CD che ho trovato tra i tanti che possiedo, e che ho scelto di ascoltare.

Dopo aver abbassato l'intensità della luce nella camera, mi sdraio sul  mio letto, premo “play“ e chiudo gli occhi.

Quei pochi secondi di silenzio che anticipano la canzone sembrano durare

un'eternità. Attorno a me nient' altro che silenzio e buio assoluto.

Ecco che parte…

Eros sembra trascinato forse dalla malinconia, quella stessa che fa girare le foglie in una nobile danza e fa fischiare i venti tristemente.

Immagino l'autore solo, con il cuore conteso tra il bene e il male, che sfiora l'infinito silenzio.

Spesso accade anche a me di sentirmi talmente libera mentre scrivo, tanto che quando ritorno alla realtà, mi sembra di avere volato.

Sembra anche lui volare in cieli azzurri, guardando il mondo da quella prospettiva. Da quell'altezza mira le stradine tortuose della città, cercando gli occhi tanto amati per potersi dare delle risposte sulla vita che l'instancabile lavoratore chiamato “cuore” talvolta rifiuta di accettare. Sentendosi talmente amareggiato dopo essersi reso conto che la solitudine lo pervade, si lascia trascinare dal sentimento che prova, e mette su carta il tutto.

Mi sembra di rivivere con lui quei momenti tanto turbanti e tristi, ma allo stesso tempo pieni di equilibrio, in quanto gli danno la quantità di conforto necessaria per continuare il lungo percorso che è la vita.

Attraverso le parole che sento ed il modo in cui sono state interpretate dal cantante, riesco a percepire la profondità del suo cuore.

La canzone volge pian piano al termine…

Dalla finestra aperta entra un venticello leggero che mi sfiora il corpo e mi fa rabbrividire.

Mi sono lasciata andare a tal punto da non aver capito che la canzone si è fermata qualche secondo prima della fine.

Sarà stato un segno del destino o è stato tutto frutto della mia immaginazione?

 


 

 motto CIELO 92                                                

Dajana Serban

                                                                           Classe IV  Economica Scuola Media Superiore Italiana Rovigno

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di…

Ci sono dei momenti nella mia vita quando mi sento giù di morale; non perché mi sento infelice ma, per il semplice motivo che la solitudine mi travolge. Allora sento il bisogno di starmene da sola, chiudermi nella mia stanza, sdraiarmi sul letto chiudendo gli occhi.

      La prima cosa che mi passa per la mente sono le canzoni di un cantante, il suo nome non è importante, ma le sue canzoni mi fanno ricordare i momenti più belli della mia vita.

Non so per quale motivo ma, in un modo o nell' altro, risvegliano in me quella serenità che, in quei momenti, mi viene a mancare perché, non avendo più delle persone al mio fianco, c'è qualcosa dentro di me che non mi da la possibilità di cogliere il lato positivo delle cose.

Comunque, in questi momenti di debolezza, ascoltando questa musica, così magica, con un non so che di speciale e così forte da farmi sentire talmente grande da toccare il cielo con un dito, tutti quei pensieri negativi che dominano la mia mente, compaiono rievocando in me la voglia di andare avanti nonostante tutte le difficoltà e tutti gli ostacoli che dovrò affrontare nel corso della vita.

      Grazie alla musica mi accorgo di possederle già le cose più importanti al mondo, cioè l'affetto e l'amore della mia famiglia e di quelle persone a me più care.

 


motto CERERE                                                 

Noemi Medved

                                                                                                         Classe III a  Ginnasio

                                                                                               Comunità degli Italiani Crevatini

Bilinguismo: parlare o usare correttamente due lingue 

La domanda che mi pongo spesso è, perche i miei genitori mi hanno fatto frequentare sia l’asilo che la Scuola Italiana? Forse perché si dice che nelle scuole italiane in Slovenia ci siano meno iscritti e quindi si lavora meglio? Forse perché vogliono che un giorno vada  a studiare in Italia? Chi lo sa. Sicuramente conoscere due lingue porta moltissimi vantaggi, per prima cosa potrò  scegliere, un giorno di andare a studiare sia in Slovenia che in Italia dato che conosco le due lingue del luogo dove risiedo, e quindi avrò accesso a molte più facoltà universitarie. Lo  sloveno e l’italiano sono lingue franche, assomigliano un po’, alla maggior parte delle lingue parlate in Europa, derivano da una lingua antica comune perciò è più facile imparare tutte le lingue europee e, cosa molto importante, si può viaggiare di più. La lingua e il tesoro più grande che l’uomo possa avere. Grazie ad esso ci si può esprimere, si può comunicare e socializzare. Infatti e da tutto ciò che nasce l’importanza di conoscere le svariate lingue del mondo. Conoscerne bene almeno due è un grande passo. Riflettendoci, anche andando semplicemente al mercato per fare la spesa abbiamo bisogno di saper fare qualche domanda, di conoscere i numeri ecc.

Personalmente trovo che studiare anche l’italiano oltre che lo sloveno porta punti positivi nel campo scolastico, la mia scuola collabora molto con le scuole di Trieste, di San Ginesio (MC) e di Frosinone, con quelle slovene e italiane nel nostro territorio e infine quello italiane in Croazia. Si cerca insomma di creare progetti internazionali dove si poso collaborare tra noi giovani per estendere la nostra cultura e comparare le varie idee. Non credo di poter trovare svantaggi nel bilinguismo ma soltanto vantaggi enormi. Nel mio caso l’italiano si tanto evoluto creando comunità, multimedia e gruppi etnici con i quali collaboro spesso.

Un altro vantaggio del bilinguismo è legato al senso di appartenenza, permette alle persona che non parlano la lingua del paese di integrarsi meglio nella società, talvolta invece può essere causa di liti. La gente che non accetta una seconda lingua nel proprio territorio, se sentono parlare ad esempio per strada una lingua che non è la loro si alterano, secondo me questo non è un comportamento morale.

Infine posso dire che il bilinguismo è un punto veramente importante che ha  storia ed è giusto mantenerlo vivo e usarlo nella vita .


motto UGUAGLIANZA                                      

Sara Podreka

                                                                                                                     Classe IV  

                                                                                                Comunità degli Italiani Crevatini

Un altro confine sta per cadere: la Croazia nell'U.E. Prospettive e paure 

Io ho un sogno...un giorno tutti i confini nel mondo possano cadere, soprattutto quelli che abbiamo nel cuore e nelle mente. Non nascono episodi di razzismo solamente quando si parla di colore della pelle, ma anche quando si parla di nord e sud. Nonostante tra l’Italia e la Slovenia non ci sono più confini, gli atti di razzismo sono ancora presenti. Spesso basta che metti piede a Trieste che ti senti dire “schiavo”. E ora un altro confine sta per cadere tra polemiche e problematiche. La Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea. Sono dell’idea che a questo mondo siamo tutti uguali e tutti dovremmo aiutarci a vicenda. Purtroppo nei tempi in qui viviamo i soldi sembrano essere diventati i nuovi ‘’monarchici’, hanno un potere su tutto, perfino su quello che sembrava puro e intoccabile;l’amore. Forse se noi esseri umani saremmo stati più prudenti e meno superficiali, non avremmo permesso al “materialismo” di contaminare una cosa, appunto, cosi pura come l’amore. L’amore verso una persona, verso un amico ma anche verso un vicino. Da quanto ne so io i rapporti tra le due nazioni “vicine”, ossia Slovenia e Croazia, non sono rose e fiori. E se ciò, se e vero spero non sia per due gocce d’acqua. L’acqua come tutti gli altri 3 elementi, non appartengono a nessun essere umano, sono della Terra, e la Terra appartiene ad ognuno di noi. Ma si sa un pezzo di mare frutta bene all’economia…aumenta il capitale e torna in gioco l’argomento:soldi. E parlando di guadagno, beh! Una mia amica che abita a Umago, in Croazia, però frequenta la scuola a Isola, mi ha raccontato che dal mese di marzo linee di autobus Umago - Capodistria, sono state interrotte. E io mi chiedo: ora che la Croazia entra in Europa voi interrompete una linea tanto importante? Perché ? Era un problema? Beh! Se sono questi i tipi di “problemi” che vengono messi in primo piano, allora siamo partiti proprio con il piede giusto. Con la Croazia in Europa i turisti sarebbero aumentati di gran numero, e l’ammetto anch’io, senza alcun fine, sarei andata più volte con l’autobus (effetto “sono indipendente”) a farmi un giretto fin una bellissima città balneare come Umago.

E ci sarebbero tantissime altre difficoltà da elencare, pero come in tutte le situazioni difficili c’e’ sempre un pò di bene, e in questo caso tantissimo bene. La Croazia entra nell’UE. Solamente questo e un vantaggio. Diciamo che l’Unione Europea adotterà un altro paese, e la Slovenia si riconcilierà con la storica sorellina Croazia. Mia nonna mi racconta spesso com’era la vita prima della caduta della Jugoslavia. Di mio bisnonno che andava a piedi da Sicciole fin Buie  per poter partecipare alle fiere mercantili, dove vendeva e comperava prodotti. Si stringevano belle amicizie, basate sulla fiducia, il rispetto e l’uguaglianza, appunto: non esistevano “barriere”. Mi rende felice pensare che anch’io potrò percorrere la stessa strada che una volta era camminata da mio bisnonno, in qualche modo mi collegherà a lui, pur non avendolo mai conosciuto. Sono entusiasta per la caduta delle barriere soprattutto perche ora potrò andare a fare il bagno in Croazia “spedita”. Con le mie compagne di scuola stiamo già fantasticando su viaggi ed uscite in discoteca in Croazia. Una cosa e certa, barriere e confini,non influenzeranno il rapporto con le mie amiche croate.

Ecco…io ho un sogno: un giorno vorrei vedere il mondo unito senza barriere fisiche e mentali. Si sa, le case migliori sono quelle con le fondamenta solide, costruite con cura. Allora facciamo entrare la Croazia in Unione, e rendiamo l’Europa e tutti gli altri continenti, solidali e con radici forti. Magari tutti sotto una stessa bandiera di “colore nero, rosso, giallo e bianco”. Si, c’e chi mi direbbe “questo e un sogno”. Ma in fondo la vita senza sogni e una vita vuota, superficiale e piena di “barriere”.


motto LOVE                                                       

 Matea Mišković

                                                                              Classe II a Scuola Media Superiore Italiana Fiume

CRESCERE BILINGUI,VANTAGGI E LE CONSEGUENZE

 

Ljubavi moja‐tesoro mio! Quante volte l’ho sentite queste parole,ma tanto tempo fa(lo si può dire alla mia età?)! Non sapevo che cosa significasse, sicuramente qualcosa di bello, perché le persone che me lo dicevano erano sempre sorridenti, ed io felice ascoltavo quei suoni diversi,ma pieni di calore e di amore che mi venivano rivolti.

Dapprima quando ho cominciato a parlare, le usavo a caso, le ripetevo e ne facevo tutto un miscuglio. Ma un po’ più grandicella, ho capito finalmente:con la mamma, il papà, la baka e il dida dovevo parlare così e con la nonna ed il nonno, in modo diverso. Così queste due lingue: l’italiano e il croato cominciavano a intrecciarsi dapprima in un caos totale, che faceva tanto ridere la gente che mi circondava, e poi

cominciavano a incanalarsi, ognuna per la propria strada parallelamente, senza incontrarsi mai, o chissà incontrandosi sempre nella mia mente, ma distinguendosi sempre.

Se mi rivolgevo alla mamma, al papà e a tutte le persone che mi circondavano (amici dei miei genitori) parlavo in croato, mentre parlando con la nonna e il nonno usavo l’italiano, più precisamente il dialetto, il nostro dialetto fiumano.

Quando è arrivato il momento di andare a scuola c’è stato un po’ di discussione. Che cosa fare? Non lo sapevamo di preciso, ma poi è prevalso il desiderio della nonna che si è presa pure l’incarico di seguirci nello studio. Ora posso dire veramente di essere bilingue, anzi trilingue(lo si può dire?).

Quando mi trovo in compagnia di persone che hanno a che fare con la mia istruzione, parlo l’italiano, e non riesco proprio a comunicare in dialetto né tantomeno in croato. Quando parlo con i miei genitori uso il croato e quando mi trovo con i nonni uso il dialetto fiumano. Spesso le persone che non hanno avuto questa opportunità mi considerano fortunata. Certo sono consapevole anch’io di trovarmi in una posizione di vantaggio.

Posso parlare con facilità tutte e “tre” le lingue e sicuramente questa continua “ginnastica” mentale ha favorito l’apprendimento e l’uso pratico dell’inglese.

Ma a parte l’utilità personale, credo che questa mia posizione mi abbia dato l’opportunità di capire molte cose, aprire il mio sguardo ad un orizzonte molto più ampio, mi ha fatto capire che per gli uomini, indipendentemente dalla lingua a fin di bene e che soltanto ampliando la nostra comunicazione linguistica che possiamo conoscere culture e popoli diversi.

 


 

motto FRY                                                          

Francesca Frlič   

                                                                             Classe II  Ginnasio “Gian Rinaldo Carli” Capodistria

"Chiudo gli occhi e ascolto la musica di...."  

Poi, una notte di settembre mi svegliai, il vento sulla pelle, sul mio corpo il chiarore delle stelle;
chissà dov’era casa mia e quel bambino che giocava in un cortile (*1)… Mi sono sempre piaciuti i Nomadi. Il mio primo ricordo è vago, anzi, sonoro. Quando ascolto alcune canzoni mi danno l’impressione di averle sempre sentite questo perché spesso, quando partivamo in macchina, c’era una loro cassetta ed io per tutto il viaggio ascoltavo. Ed in generale, ascoltavo spesso le loro canzoni e con il passare degli anni mi sono sempre più appassionata. Però l'amore vero è nato quando ho visto il mio loro primo concerto nell’estate del 2004, e la loro musica, i loro ideali, mi hanno travolta e portata nel loro magico mondo, la loro musica ed i loro testi mi hanno letteralmente stregato. Mi accompagnano da sempre lungo il mio cammino, mi hanno aiutato a superare tanti momenti difficili e le loro canzoni mi danno la forza e la gioia di vivere.

Ricordo di esser rimasta ammaliata dalla semplicità di questo gruppo, dall'essere persone non solo personaggi famosi, ma persone che vivono la vita di tutti i giorni come può fare l'ultima persona di questo mondo, l'umiltà che nei giorni nostri scarseggia, la serietà nell'affrontare alcuni argomenti senza favoritismi, la simpatia e soprattutto la capacità di emozionare, di far rabbrividire, di far commuovere con la semplicità delle canzoni. Per me, ogni volta che vado ad un concerto, ogni canzone, anche se già sentita parecchie volte, è una nuova emozione, l’ultima volta è sempre come la prima….

Come alle volte può succedere, di incontrarsi una sera, e poi di svegliarsi presto la mattina perché c’è un viaggio che ci aspetta: un lungo viaggio in macchina, oppure salire su di un treno, e poi su un altro, e poi un altro ancora, e arrivare così a destinazione, in una località piccola e tranquilla, immersa nel verde della periferia emiliana, per qualche giorno soltanto, dove tutta la loro storia ebbe inizio. E poi ritrovarsi nuovamente nello stesso albergo degli anni precedenti, con la signora che ormai ci conosce e che ospita ed accoglie noi e gli altri con tanta gentilezza. Un paesino così piccolo e lontano da casa poi comincia a diventare molto familiare: le case, le strade, l’aria che si respira, il centro storico, il cimitero. E poi camminare, e camminare, per raggiungere quel tendone giù infondo dove ti aspettano alcuni abbracci ed altri amici. Gente che arriva da ogni parte d’Italia, compagni di tanti altri concerti, tutti, o quasi, ritrovati lì, nella terra dove tutto ebbe inizio. Alle volte può capitare che piova, e che il suolo sia infangato e freddo, o di sedersi a terra ad aspettare protetti solo da buste di plastica, o che che il sonno inizi a farsi sentire, o che ti facciano male schiena, gambe e piedi e che la stanchezza aumenti, ma tu sei lì, in attesa, col cuore in gola, perché sai già che Novellara è speciale! Le luci si spengono. Ti fa venire i brividi, alle volte fa piangere, tanto che, finita ogni canzone, ti senti devastato, senza fiato, e come convinto di aver assistito ad una cosa bellissima, rara, imperdibile, con i loro gesti di gioia durante i lunghi applausi applauso e le ovazioni, e tutto ciò ti rende felicissimo. Ancora adesso se ci penso mi vengono i brividi e le lacrime si affacciano agli occhi. Ed il concerto prosegue ancora tra mille emozioni ed alla fine dispiace che finisce, nonostante la grande stanchezza, ma si è già pronti per il concerto del giorno dopo. Alle volte può succedere di osservare quei sei uomini sul palco, che, canzone dopo canzone, ci riservano ancora altre sorprese e che sembra non vogliano più smettere di renderti tutto l’amore che tu hai per loro. E tutti che continuano a guardarsi sbalorditi per quello che si sta ascoltando, che si sta vedendo e soprattutto che si stavi vendo. Alle volte succede, e capita sempre con i Nomadi, che a fine serata almeno alcuni di loro vengano a salutarci, perché tra amici, e loro sono così, è importante anche solo potersi stringere la mano. E con quel loro fare sempre gentile ed entusiasta, che vorrebbero fare chissà cosa per farci capire quanto siamo importanti per loro, ma noi lo sappiamo già. La storia nomade è tutta concentrata in gesti così, piccoli ma intensi.

E poi ricordare tutti i bellissimi momenti che abbiamo vissuto insieme, per tutta l'energia, l'affetto e le soddisfazioni che ci hanno dato, per averci accompagnato in un tratto di strada importante per la nostra vita e averci aiutato anche in tutto questo periodo a superare le difficoltà e le insidie che si frappongono spesso sul cammino degli uomini liberi e dei giovani che come noi osano ancora sognare e vivere forte...e  riuscire a farlo o a cercare di farlo ogni giorno della nostra vita, con coraggio e tanta speranza. E si spera di rivedersi presto, e di poter rivedere presto quei sorrisi sinceri e quegli occhi limpidi come l'acqua di sorgente di tutti: ma che film la vita, tutta una sorpresa, attore spettatore, tra gioia e dolore, tra il buio ed il colore (*2).

*1 cit. “Io Vagabondo”

*2 cit. “Ma Che Film La Vita”


motto PAPIRO                                                   

Giada Forlani

                                                                              Classe II a Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” Pola

Divagazioni sul bilinguismo: riflessioni di una sedicenne. 

Sono una sedicenne bilingue e abito in una regione bilingue, in una terra cioè , dove ogni luogo, persona o cosa che sia, è influenzata dal bilinguismo. Sono fiera di essere bilingue con i vantaggi e le conseguenze che ciò comporta.

Dicono che il bilinguismo vada somministrato da piccoli e prima ciò accade, tanto meglio è. Da piccoli, infatti, abbiamo la capacità, che col tempo va perdendosi, di identificare meglio le strutture di suoni delle singole lingue e di formare così per le diverse lingue fasci nervosi diversi. Con ľ età questa capacità diminuisce vistosamente e, perciò, se un bimbo ha la fortuna di abitare in una casa dove più lingue convivono, è utile che il bimbo vi si approcci  quanto prima.

Io sono una ragazza che ha avuto questa fortuna ed infatti i miei genitori e i miei nonni hanno sempre parlato con me, sin dalla tenerissima età, rivolgendomisi in due lingue ed ora ho la capacità di usufruire correntemente di entrambe, dialetti compresi. Queste lingue sono precisamente ľ italiano ed il croato. Ammetto, però, di usare molto più ampiamente ľ italiano che il croato per il fatto che vivo da sempre in una famiglia autoctona nella quale ľ italiano è considerato madrelingua. Da piccolina in casa ho sempre parlato in italiano e in dialetto istroveneto; solo con la mia mamma converso in croato. Ho frequentato, e lo faccio tuttora, scuole in lingua italiana con professori esigenti in fatto di lingua. Il croato, invece, ľ ho sempre usato meno, sia a scuola che in casa, e me ne servo solo quando parlo con amici e compagni. A volte mi pento anche un po´ del fatto di non aver imparato meglio il croato perché mi ritovo ad avere carenze di lessico. In italiano, invece, ho una padronanza lessicale molto maggiore e più approfondita, probabilmente perché mi sono dedicata di più alla lettura in questa lingua.

Oltre ad avere un bagaglio linguistico costituito da due ˝dizionari˝, ho, con ogni lingua, assorbito pure la rispettiva cultura ed ora ho ragione di credere che ciò rappresenti un fattore positivo che ha allargato il mio sapere e la mia educazione. Parallelamente, ho imparato a convivere con due stili di vita, ho imparato le tradizioni, gli usi, i costumi, le musiche, la storia ed anche i racconti popolari di ambedue le culture e ciò non può che arricchirmi. Modestamente, penso di essere una ragazza che sa comportarsi in modo appropriato in ogni situazione. Questa mia sicurezza trova basi solide perché, partecipando attivamente alla vita multiculturale, ho avuto la possibilità di affrontare diverse situazioni dalle quali ho imparato ad atteggiarmi ed approcciare gli altri; ora qualsiasi cosa mi capiti, cerco di fare del mio meglio.

Dovrei a questo punto, purtroppo, aggiungere che per nostra sfortuna –di noi bilingui intendo- ci sono delle persone che non capiscono o non vogliono capire ľ importanza della conoscenza di più lingue in uso sul terrritorio. Queste persone, perciò, a volte, ci affibbiano appellativi non consoni ad un linguaggio civile. Definiscono noi italiani in tono dispregiativo ˝žabari˝, termine che si potrebbe, forse, tradurre come mangiarane e la cui provenienza non mi è nota, però. Per mia fortuna, non ho mai udito sproloqui nei miei confronti, ma ho sentito parlare di spiacevoli vicende altrui. Non so esattamente esprimere una mia opinione a riguardo, ma trovo sconcertante come qualcuno possa infamare un altro solo ed esclusivamente basandosi sul fatto che ľ altro parla due lingue, conosce due culture o ha un approccio diverso con ľambiente in cui vive.

Questa forma di bassezza culturale e morale è forse dovuta ad una dose di gelosia, ad una strana invidia nei nostri confronti, di noi popolazione autoctona stanziata nel territorio del nostro secolare insediamento storico e in cui affondano le radici dei nostri avi. È comunque inspiegabile questo fatto, considerando che qui in Istria si parla di bilinguismo da moltissimo tempo. Ma non vado a scomodare la storia. La buona sorte comunque ha portato sul mio cammino molte persone intelligenti, perciò ho molti amici di nazionalità solo croata con i quali vado molto d´ accordo e che non vorrei mai perdere di vista.

Sempe a proposito di bilinguismo, a questo punto, voglio soffermarmi su un altro problema collaterale: la spiacevole mescolanza delle due lingue e il conseguente sempre maggior numero di termini più semplici o facili da memorizzare usati nelle due lingue trascurando i lemmi complicati, i sinonimi, i neologismi. Facendo queste scelte il discorso prosegue sì a volte più scorrevole, ma ci va di mezzo ľ impoverimento della singola lingua. Personalmente tento di evitare interferenze, perché le trovo incoerenti, e più volte portano a  cadute di stile. In un discorso informale, tra coetanei, mi lascio ogni tanto trasportare e inserisco nel parlato parole straniere ma non voglio farci un´ abitudine. Significherebbe, per quello che mi riguarda, una cattiva abitudine che deturperebbe la bellezza della ˝lingua del sì˝.

 La perfetta padronanza dell´ italiano offre infatti una moltitudine di opportunità dallo studio nelle più svariate e rinomate università d´ Italia, a vari corsi di aggiornamento o scambi studenteschi con altre scuole italiane. A questo proposito posso dire in prima persona di essere entusiasta degli scambi e dei gemellaggi con scuole all´estero. Ho preso parte ad un progetto di colloborazione tra la mia scuola e un istituto riminese e che prevedeva il nostro soggiorno in Romagna. Il confronto con quei ragazzi è stata una meravigliosa avventura, non solo di studio e di lavoro ma di continuo divertimento e relax. Inoltre è stata un' ulteriore conferma delle nostre lodevoli capacità comunicative nella nostra madrelingua ma anche uno stimolo in più per noi ragazzi per impegnarci in un continuo perfezionameto linguistico e per avvicinarci quanto più ai livelli linguistici dei coetanei del nostro paese d´origine per certi aspetti però ancora ˝anonimo˝.

Ľ opportunità di viaggiare dataci dalla conoscenza di più lingue è immensa; considero il viaggio una delle ricchezze più preziose che una persona  possa concedersi, fonte di illimitate conoscenze. Trovare un posto di lavoro può certamente risultare più facile con un bagaglio culturale linguistico più vasto, soprattutto nel nostro territorio meta di molti turisti stranieri.

Io, nella mia regione, nella mia Istria, non mi sento in alcun modo a disagio per il mio bilinguismo e non  vorrei mai abbandonare la mia casa solo per inconvenienti  sorti con ľ altra popolazione qui residente. Spero che il futuro non ci riservi altre situazioni disastrose come quelle che hanno segnato il passato istriano e che hanno lasciato strascichi ancora ben evidenti.

La mia convinzione è  che la conoscenza di più lingue, il bilinguismo sul territorio, non può che rappresentare un arricchimento interiore che offre tanti vantaggi sia nella vita personale privata che in quella sociale ai residenti di una determinata regione e dei suoi abitanti, città o paesi che siano.

A chi leggerà queste mie riflessioni confesso che mi piacerebbe poter parlare di questo tema in un ambito più vasto, consapevole che la mia giovane età non mi consente di misurarmi con esperti e studiosi della materia. Comunque mi piacerebbe, proprio.


motto UNITI DALLA DIVERSITA’                           

Lara Vanessa Voler

                                                                                   Classe I Ginnasio “Antonio Sema” Pirano 

''Un ' altro confine sta per cadere: la Croazia nell'U.E. prospettive e paure'' 

La parola confine ha molti significati :confini di stato, di eta'...Per conoscere tutti i confini bisognerebbe percorrere il cammino di un'intera esistenza.Ma io vorrei soffermarmi soprattutto sul termine ''confine di stato''. Il confine e' quindi una linea immaginaria di demarcazione che separa i territori afferenti a soggetti diversi. In questo caso vi parlero' del confine tra la Croazia e la Slovenia. Ma il confine si potrebbe definire anche come territorio nel quale c'e' un'assenza di liberta' di essere, e' un modo di riflettere abbastanza limitato, chiuso…Dicono che oltre i confini e oltre ancora l'infinito prende strada,l'amore si disperde nel cielo stellato…

Ma chi pone i confini per esattezza? Gli uomini al potere, i politici eletti dal popolo che promettono grandi cose che poi in gran parte non realizzano.Queste persone si lasciano influenzare, sono vinte dal male, sono persone che dopo un po' non sono piu' in grado di controllare le proprie cupidigie e di conseguenza non riescono a mantenere il controllo, diventando cosi' egoisti. L'uomo di intelletto superiore e' forse il piu' intensamente egoista, capace di manovrare e convincere gli altri. Il primo prossimo e' cosi' se stesso. La politica e' la scienza dell'opportunismo, e' l'arte del compromesso e noi crediamo alle informazioni che ci giungono dalla televisione e che provocano ed accentuano ulteriormente le tensioni esistenti lungo le zone di confine. La politica, nella comune accezione del termine, non e' altro che corruzione.Gli uomini politici promettono di costruire ponti anche dove non ci sono fiumi. Il vero,retto fine di questa attivita' e il benessere materiale, i tempi di pioggia e di sole sono allora veramente cangianti in questo campo.

E' veramente triste che la Slovenia e la Croazia non siano in grado di accordarsi su un negoziato bilaterale.L'arbitrato, confermato da entrambi i paesi non e' affatto una buona soluzione. Ci sono comunque alcune zone grigie, su cui il consenso degli stati e' provvisorio e condizionato da una soluzione condivisa per tutto il confine; significherebbe l'annessione slovena di una buona fetta dell'Istria nord-occidentale e delle cittadine dei comuni quali quello di Buie, Umago, Cittanova, Momiano…Ovviamente, la Croazia non cedera' cosi' facilmente e non lo fara' neppure la Slovenia; infatti un territorio vasto, in un certo senso, rappresenta la forza di uno stato. Un territorio può comprendere qualsiasi area geografica che ricade nella giurisdizione di un'autorità e non ha una divisione politica o amministrativa. Io, personalmente credo che gli stati debbano esercitare il loro controllo su di uno specifico territorio. Non e' tuttavia importante che i confini di questo territorio siano esattamente delineati, ma è essenziale poter riconoscere un nucleo territoriale nel quale gli stati abbiano un reale controllo.

Ma come fare nel nostro caso, quando tutti e due le parti sono convinte di aver ragione ?

Tra tutte queste contese e tra i problemi tra i due stati, ci sono persino i vasi di fiori con cui la polizia croata di confine ha sbarrato il sentiero del famoso sloveno ribelle Joško Joras, che si rifiuta di riconoscere la sovranita' croata sulla propria particella a sud del fiume Dragogna. Io considero questo tipo di comportamento nazionalista, assolutamente intollerabile e innappropriato, un atteggiamento che porta solo a incomprensioni, a odio e ad altre tensioni. Incredibile in quali circostanze riesce a metterci una sola linea immaginaria che provoca l'etnocentrismo. In  esso e' implicita una sopravvalutazione della societa' a cui si appartiene. In un certo senso, l'etnocentrismo attribuisce al progresso e allo sviluppo un valore irrinunciabile a cui nessuna societa' puo' sottrarsi, e il mutamento economico conseguente viene visto come un fenomeno inevitabile e spesso indolore. Ma proprio a seguito di questa eccessiva fiducia nei propri modelli evolutivi, sottovalutando e diminuendo la validita' di quelli altrui, sono state compiute azioni di intolleranza eticamente inacettabili in tutta la storia dell'umanita'. Ed e' questo che mi preoccupa. Andando in vacanza in Croazia sono state molte le volte nelle quali ci tarattavano con minor riguardo nei ristoranti rispetto agli altri-non sloveni-. Le menzogne e le incomprensioni sono per certi pura realta', della quale sono completamente convinti, e questa e' gente pericolosa, influenzata dall'arroganza rampante di una certa categoria di finanzieri. E' come un'infezione provocata da una ferita: se non si cura velocemente, si allarga e infetta l'intero organismo sociale. Noi gente semplice, non dobbiamo semplicemente seguire il resto del gregge e ignorare i fatti; dobbiamo lottare per la realizzazione dei nostri obbiettivi basati sul principio di uguaglianza e unita', ricordando che l'unione fa la forza che nessun muro e' piu' saldo dell'unione (molte paglie posono legare un elefante ). Il nazionalismo e' sempre stato la peste della societa' e quanto e' stato maggiore, tanto peggiore e' stata la condizione della civilta'…

Forse una buona soluzione per colmare tutte le problematiche sarebbe proprio far entrare la Croazia nell'Unione Europea, che negli ultimi cinque anni si e' estesa parecchio. Oggi l'Europa e' considerata come una specie di succeso morale, in quanto era stata in grado di demolire tutti i litigi tra gli stati Europei durante e ancora prima della seconda guerra mondiale e di accettare le differenze …Per far entrare uno stato nell'Unione Europea, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche e deve presentare istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze…

Non sto dicendo che la Croazia non rispetti le condizioni sopraelencate, ma sono fortemente convinta che entrambi i paesi siano troppo orgogliosi. L'orgoglio deriva da un risultato raggiunto che non ha niente a che vedere con l'approvazione degli altri. È un'approvazione duramente conquistata che concediamo a noi stessi. Ci stimola a distanziarci dal gregge. Anche se molti lo negano, penso che qui ha una grande importanza anche il passato, quando la Slovenia e la Croazia facevano ancora parte dello stato federativo della Yugoslavia . Il passato non è morto; non è nemmeno passato. Ce ne stacchiamo e agiamo come se ci fosse estraneo,ma l'influenza e ancora percepibile .

Ma io mi chiedo perche' non si potrebbe vivere tutti uniti ,uniti appunto dalla diversita'. In fondo questi territori sono come dei pezzi di puzzle che andrebbero messi assieme ,in sintonia. Ogni '' stato '' ha delle caratteristiche peculiari, speciali e l'unione di queste terre attualmente separate ci porterebbe al raggiungimento della perfezione . Ma queste per ora sono solamente delle illusioni alle quali quasi tutti aspiriamo, il nostro grande tormento …Perché non posso sognarle le mie illusioni? In un tempo lontano molte scoperte all'epoca erano delle illusioni ... Senza illusioni, l'umanità morirebbe di disperazione o di noia. La vita ed i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. Un minimo di speranza c'e' sempre … E come disse Alberto Moravia :''C'è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia.''Sono convinta che non tutto e' perso. E' vero che al giorno  d'oggi l'uomo e' molto egoista.  L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi.…ma infin dei conti siamo pur sempre persone, persone  di tutti i colori, e succede molte volte che questi formino un'arcobaleno, si uniscano .. Forse una cosa del genere potrebbe capitare anche con la Slovenia e la Croazia …l'unione che porrebbe fine alle rivalita' …(All'inizio la gente non vuole credere che certi progetti potrebbero essere realizzati, poi inizia a sperare, e infine ci riesce rimanendo perplessa…Che è la vita senza speranza? Una gittata di dadi fra le tenebre, fra i deliri).

Questi sono i miei sogni che brillano in alto nel cielo, non so se si avvereranno (perche' in effetti, le possibilita' non sono tra le migliori) , ma io continuero a sperare e a guardare il cielo .. La speranza ha a che fare con la gioia di vivere. Suppone un futuro da attendere, da preparare, da desiderare…e forse finalmente una cometa cadra', e di consiguenza si accendera ' una scintilla nei nostri cuori …

E questa sara' la vera UNITARIETA'…!


motto ADWOA                                                         

Paula Cvitković  

                                                                                    Classe III a Scuola Media Superiore Italiana Fiume

Crescere bilingui: vantaggi e conseguenze 

In un’epoca dello sviluppo umano caratterizzata dalla straordinaria facilità di spostamento da un lato del mondo a un altro, non sorprende il fatto che tantissime persone si trovano a crescere in famiglie bilingui. Si tratta di una peculiare condizione che comporta indubbi vantaggi per un bambino, e anche su diversi piani: quello dello sviluppo cognitivo, della realizzazione personale e della formazione dell’identità, solo per citarne alcuni; una condizione, pertanto, che rappresenta un significativo privilegio nella vita della persona. È stato confermato da studi scientifici che, nei bambini che sin da piccoli hanno appreso due lingue contemporaneamente, il cervello abbia uno sviluppo qualitativamente più consistente, con maggiori capacità attentive e apprendimento facilitato di nuove lingue.

Secondo me, però, esistono pure degli svantaggi potenzialmente associabili alla condizione di bilinguismo: avendo quotidianamente la possibilità di comunicare con persone bilingui, frequentemente ho avuto modo di notare una discreta ma presente ristrettezza del vocabolario e talvolta anche la difficoltà di trovare l’espressione adatta, accompagnata dalla sensazione di avere le parole “sulla punta della lingua”. 

Frequentando le scuole italiane ho conosciuto numerose persone che a casa parlano due lingue. Per me questo non è stato il caso, ma già da piccola ho avuto la fortuna di essere a contatto con due lingue diverse: il croato, parlato a casa, e l’italiano, imparato all’asilo. I genitori, poi, hanno deciso di inserirmi in una scuola italiana, il che ha contribuito all’ulteriore miglioramento della mia conoscenza della lingua. L’uso dell’italiano era diventato naturale e quotidiano per me, fino al punto di riflettersi sull’iscrizione alle medie: la soluzione che mi è sembrata più logica era di iscrivermi in un liceo italiano, poiché in uno croato non mi sarei sentita a mio agio.

Questo genere di bilinguismo, praticato dall’età più giovane, ha veramente portato, nel mio caso, di sentirmi avvantaggiata. In primo luogo, conosco una lingua in più rispetto alla maggioranza dai miei coetanei. Inoltre, appartenendo alla minoranza italiana, ho partecipato a numerose gite di escursione in Italia che mi hanno portato in stretto contatto con una nuova cultura e una mentalità diversa. Per me personalmente, l’opportunità soprattutto importante è quella data dall’organizzazione, nell’ambito della mia minoranza, di concorsi letterari ai quali partecipo con entusiasmo perché mi permettono, di volta in volta, di migliorare l’abilità di esprimermi creativamente in una lingua che per me non è materna.

Generalmente, i giovani vengono motivati, nel modo migliore, a impegnarsi nello sviluppo personale: vengono sostenuti nel proseguimento degli studi, soprattutto se scelgono il paese originario della minoranza, e questo tramite il finanziamento, con borse di studio, degli studenti migliori; grazie agli stretti contatti con gli enti diplomatici, viene facilitata l’iscrizione alle università estere e inoltre, nell’era in cui conoscenza di lingue equivale a successo professionale, si aprono loro nuove vie nel mondo del lavoro e della carriera. Tutte queste esperienze offrono al bilingue la possibilità di formarsi intellettualmente e culturalmente, come anche di scoprire la storia di una nazione diversa e di diffondere contemporaneamente la cultura e gli usi della propria.  Il bambino bilingue è consapevole, dalla prima infanzia, dell’esistenza di culture diverse ed è pure in contatto diretto con esse attraverso il rapporto con i suoi genitori, con i nonni e altri parenti. Ciò porta a una formazione positiva della sua persona, all’arricchimento della sua cultura e ad una visione liberale nei confronti di altre culture. Inoltre, è semplice e del tutto naturale per il bambino imparare una seconda lingua che sente quotidianamente nell’ambiente che lo circonda.


motto MADE IN MONTENEGRO                     

Tereza Vujošević

                                                                           Classe II Liceo “Niko Rolović” Antivari/Bar, Montenegro

Chiudo gli occhi e ascolto la musica di... 

     Che cos’è veramente la musica; arte, modo di vivere, la vita stessa o qualcosa molto di più? Tutti la portano dentro di sé, bene nascosta, ma ci sono solo pochi che la sentono e seguono la sua voce. Sì, la sua voce, parola senza lettere e senza regole che non produce nient’altro che un complesso composto dalle emozioni, quelle vere, genuine, conosciute tra i bambini e le persone con l’anima sincera. Sarete d’accordo che non ce ne sono molte. Essi che possono notare la sua potenza di cambiare la gente in modo particolare, oggi così lontano da noi, sono rari. E quelli che esistono , poco a poco spariscono, proprio come sparisce la rugiada sotto il sole di mezzogiorno che brucia il suo corpo. Non sono sicura dove appartengo io. Sono d’accordo, la musica è sempre qui, presente nella mia vita. Ma, questo è  sufficiente? Essere qui ad ascoltarla e non capire cosa dice? Sentire la melodia superficiale, così vuota senza sentimenti? Però io, io la comprendo! Tutto ciò che mi fa sapere è così vicinante, tenero. La musica non fa parte di me. La musica sono io. Ha trovato la strada fino al mio cuore dove si trovava da sempre. Nemmeno io lo sapevo fino a che non ha cominciato a riempirmi, riempirmi con i sensi veri, puri, naturali, senza manierata apparenza della bontà e farmi sentire una persona diversa, sconosciuta agli altri. Forse loro sono quelli che non mi conoscono.  Essere compagno di qualcuno e non sapere chi è veramente quella persona, è possibile? Ovviamente sì. Oppure io non li consideravo come dovevo, lasciando ai sentimenti di fare loro e di impedirmi di vedere chiaramente. Ma la musica è diversa. Non ti abbandona mai. Ti da dei consigli senza chiedere. Sei tu colui che deve decifrare messaggio che ti manda. Sai che musica parla in maniera specifica, complicata, ma nello stesso tempo così comprensibile? È la musica del cuore. Ora tutto dipende da te. Coraggio! Basta solo chiudere gli occhi...