PREMI SIMPATIA

 

Temi provenienti dal Montenegro che si sono distinti per creatività e fantasia

 

 

motto MILENA                             Milena Radović  - 

 

Classe VIII - Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić“ Cattaro/Kotor, Montenegro

,,Una pagina bianca piena di...quello che vi pare " 

Straniero, vieni, per amare insieme una città, la mia città- Kotor.(Cattaro)

Ancorata nell'angolo del bellissimo fiordo, da secoli attrae con la sua bellezza e ospitalità. Il modo migliore per avvicinarsi è arrivando dal
mare, come spesso in passato hanno fatto gli ospiti sia quelli  invitati che non invitati. Non tutti erano benvenuti, ma nemmeno loro hanno negato la bellezza e l'importanza della mia città.

Sono passati molti secoli e molti padroni, ma la mia città ha voluto rimanere proprio come era in passato. E' circondata dalle mura, che oggi per fortuna, non la devono proteggere da nessuno. Dalle mura si ha una vista unica, carica di bellezza. Da una parte c'è il mare e dall'altra le cime delle montagne. E sotto le mura, i tetti rossi delle case e dei palazzi conservano storie curiose sulle persone, sulla vita del passato. Quando entri nella parte vecchia della città hai la sensazione di ritornare ad altri tempi.  Di questo c'è la testimonianza dei musei, la cattedrale e
molte chiese.

Oggi la mia città è una città moderna. E' piena di vita e di giovani che studiano e si divertono proprio come fanno i giovani di tutto il mondo. E se vuoi fuggire dalla musica e dalla ressa, ti puoi incamminare sul lungomare. Là ti aspettano il riposo per l'anima e per gli occhi.

Questa città, Kotor, apre le braccia verso tutti e tutti lo  percepiscono. Anche quelli che vengono per la prima volta. Bisogna vedere e vivere la sua bellezza e particolarità, è difficile descriverla con le parole. E quindi, straniero, vieni! Diventa anche tu  parte del racconto, parte
della vita della mia città che dura da secoli e che durerà per secoli.

 

motto IL VIOLINO                           Nikoleta Tujković 

 

Classe VII - 4 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

    Una pagina bianca piena di... quello che vi pare

 

             Dopo aver pensato tanto ho deciso di raccontarvi qualcosa della mia città,perché è molto bella e interessante.

             Cattaro è una città con storia molto ricca e antica. Si trova in Montenegro,al sud. E’ piena di monumenti storici,palazzi vecchi,stradine strette e piazze meravigliose. Ogni primavera ed estate la visitano tanti turisti,gli yacht e navi grandi.

Durante l’autunno e inverno piove molto e capito sino di nevicare. Immaginate che bel panorama…davanti a noi il mare e sopra la neve! Ma anche allora,Cattaro è pieno della gente che visita la famosa cittadina vecchia. Ci sono tanti caffè e ristoranti e certo la discoteca Maximus che vi promette un divertimento perfetto. Numerose stradine e porticelle nascondono i suoi segreti e racconti e vi fanno immaginare la vita di una volta che si svolgeva nel cuore di questa città.

             Cattaro è bagnata dal mare Adriatico. Situata in fondo delle Bocche di Cattaro,circondata da alti monti che la proteggono come i guardiani silenziosi,sarebbe tagliata dal resto del mondo se non ci fosse quel mare che da tanti anni è stato un legame con altri paesi. Siccome è così importante, il mare occupa un posto importantissimo nelle nostre vite, molti famosi marinai tra cui Ivo Vizin sono provenuti da queste parti. Anche oggi,ci sono tante famiglie cui padri e figli navigano per i mari del mondo. Grazie a questo mare,numerosi pescatori ogni sabato espongono la sua retata al mercatino e così riescono a sopravvivere.

              Il cuore vecchio della città si trova tra le grosse mura. Le hanno costruite gli Austriaci mentre governavano la città. Dal monte San Giovanni si può vedere tutta la baia. Molte chiese,che ortodosse che cattoliche vi aspettano dentro. La più grande e la più vecchia è certo la cattedrale di San Trifone che si considera il protettore della città. E’ stata costruita nel IX secolo ed esisteva molto prima della scoperta dell’America.

              Come in un posto al mare,da sempre ci esiste l’interesse per gli sport sull’acqua. La pallanuoto è già diventata lo sport nazionale e posso dire con dignità che molti giocatori della squadra nazionale che l’anno scorso ha vinto i campionati d’Europa, sono proprio i ragazzi della nostra città.E ’ già una tradizione che i ragazzini appena imparano a nuotare vanno agli allenamenti di pallanuoto.

              Nonostante tutte queste bellezze e valori,penso che il più grande tesoro sia la gente che vive qui. Aperti, gentili, pronti a fare amicizia con tutti danno alla città una qualità indispensabile che vi fa tornare di nuovo qui.

              Per tutto questo,Cattaro è un posto che amo e apprezzo moltissimo. Potrei scriverne ancora molto,perché ogni piccola via, ogni piazzetta, ogni sasso nasconde un suo segreto, un bel racconto misterioso dei marinai e le loro avventure, dell’amore proibito e forte, tutto un mondo da scoprire..

 


 

motto LA BIONDA                          Jelena Djurović 

 

 Classe VII - 2 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro  

 

         In una soffitta scopri oggetti antichi che incominciano a raccontarti la loro storia

 

    Quando il tempo è brutto,specialmente d’inverno,e l’aria fresca entra in ogni angolo della casa,tutti hanno paura dei suoni e rumori strani.

A me,invece,piace il tempo brutto perché il mio posto preferito in tutta la casa è la soffitta,piena di segreti,odori strani e rumori misteriosi.

Ogni oggetto che si trova lì mi racconta una storia diversa della vita di qualcuno,di un tempo passato.

    Nell’angolo più buio e umido,appoggiato su una poltrona cadente,si trova un ombrello giallo. Ha la manina di color argento, con il rilievo di fiori e le foglie. Quando lo prendo in mano e apro,chiudo gli occhi e vedo mia nonna quand’era bambina e passava le vacanze in montagna con i suoi genitori. La vedo, vestita tutta da stesso colore giallo, con gli occhi pieni di sorrisi, come canta una canzone strana e allegra.

    Accanto alla poltrona c’è una scatola nera, piena di guanti e braccialetti. Essi mi raccontano le storie belle di balli sotto maschere, che facevano i miei nonni nella loro casa tanti anni fa. E’ facile immaginare maschere diverse che arrivano, ridendo e facendo scherzi e la luna piena che gli faceva l’occhiolino sopra la casa.

    L’oggetto più strano tra tutti  è una radio speciale, che mio nonno ha portato dalla Russia, fuggendo dalla Guerra civile con sua madre. Lui per questa radio aveva un legame speciale e i suoi occhi erano sempre pieni di lacrime quando ascoltava sempre la stessa stazione nella lingua straniera. Noi sapevamo che per lui quelli erano momenti speciali e stavamo zitti benché non capissimo neanche una parola.

    Il tempo passato nella soffitta per me è come una passeggiata con i miei antenati, una bella occasione per sentire da loro le storie sempre più belle e interessanti e di capirli meglio.

 


 

 

motto LA LEONESSA                   Jovana Kekić 

 

Classe VII – 2 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

         In una soffitta scopri oggetti antichi che incominciano a raccontarti la loro storia

 

    La casa dei miei nonni è grande e bella,però non ho mai visto quello che si trova in soffitta. Così,un giorno,essendo molto curiosa,ho deciso di andarci a vedere quel famoso posto. Sono scappata dalla mia camera e ci sono salita. Era piena delle cose vecchie. Da una scatola si poteva vedere la testa di una bambola. L’ho guardata e lei ha cominciato a raccontarmi una storia. Era la vecchia bambola di mia nonna. Mi ha detto che la nonna l’ha fatta di fieno e vecchi stracci, e le ha messo i bottoni per farla vedere. E poi le ha fatto la bocca di un filo e i capelli di fieno. Questa era la bambola preferita di mia nonna. La portava sempre con se,ovunque andava. Passeggiavano insieme,la nonna le raccontava i suoi problemi, le cantava le canzoni per darle la buona notte. Ma un giorno quando si è svegliata non ha visto la nonna. Pensava che venisse,ma non era così. Dopo un tempo, mia nonna è ritornata e l’ha abbracciata forte, piangendo. La bambola era preoccupata. Perché la nonna piangeva?Alla fine le ha detto che i genitori pensavano che era troppo grande per giocare più con le bambole e che doveva lasciarla. Così l’ha messa nella scatola. La bambola era triste perché non poteva fare la nonna felice di più. La coperta della scatola si è chiusa e lei è restata da solo,nel buio..e così per anni.

 Nel frattempo una palla  è rotolata fino ai miei piedi. Era la palla vecchia di mio nonno. La bisnonna l’ha fatta per lui,dai vecchi stracci. Il nonno giocava con essa a calcio con i suoi amici. L’amava più di ogni altra cosa. Aveva anche il suo posto speciale sotto il letto del nonno. Ma qualche volta cambiava il posto e dormiva sotto il banco, poiché il nonno la portava con se a scuola. Gli anni passavano e il bambino è diventato il ragazzo,e ha dimenticato la sua palla. Alla fine,la bisnonna l’ha messa nella scatola e l’ha portata in soffitta. E adesso io l’ho trovata.

    Volevo fare felici questi giocattoli e dargli l’amore come una volta facevano i miei nonni. Per di più erano diversi di tutto questo che avevo a casa. Li ho presi dalla scatola e li ho portati con me, forse mi racconteranno un ‘altra storia, in una notte d’inverno, mentre riposano nella mia camera.

 


 

motto LA PALLANUOTO              Vasilije Djuričković 

 

 Classe VII - 3 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

Un grande evento per me

 

             Una cosa la quale ricorderò finché sono vivo è successa l’undici Marzo di quest’anno. Era domenica e il mio club di pallanuoto ha partecipato al torneo “Coppa di Montenegro”. Può darsi che qualcuno non mi creda tutto che vi racconterò, ma io vi do la mia parola di onore che è stato proprio così...

            La notte prima del torneo non sono potuto addormentarmi dall’emozione. Sono stato sicuro che ero in buona forma e lo sapevo che, come sempre, mi impegnerò al massimo, ma il sonno non mi veniva. L’allenatore mi ha mostrato una grande confidenza e io volevo giustificarla. Lo sapevo anche che le tribune saranno piene e speravo che ci verrà anche una ragazza simpaticissima che mi piaceva...Mi chiedevo, tremando, se tutto passerà bene. Così ansioso aspettavo la mattina. Volevo che tutto cominciasse il più presto possibile ma anche che finisca presto.

            Il giorno era bello, con tanto sole,l a piscina preparata benissimo e quando l’arbitro ha dato il segno che la partita poteva cominciare io mi sono sentito completamente perduto. Questo lo aspettavo da tanto.. Ero infinitamente felice. In un momento è svanito tutto tranne che il pallone e i miei compagni. E la porta, certo.

.Ho giocato meglio che mai. Sono riuscito a segnare tre volte in quattro partite. I giocatori di Herceg Novi, Tivat, Budva si sono impegnati molto ma non hanno potuto fermarmi. E come se qualcosa mi ha fatto andare via. E via. .Ho sentito il mio nome dalle tribune, li sentivo gridare e applaudire. Io occasionalmente davo un’occhiata al mio allenatore che rideva e mi dava il segno con la testa. Non mi sono rilassato entro la fine dell’ultima partita. Quando tutto è finito, i miei compagni e il mio allenatore mi hanno sollevato sulle mani, mi hanno baciato e io..è difficile descrivere le mie emozioni in questo momento..tutto il mondo era davanti ai miei piedi.

La cercavo con lo sguardo,quella ragazzina,volevo vedere se lei era felice per me, ma c’era così tanta gente che non potevo vedere nessuno. Anche gli avversari si sono congratulati, guardandomi in un modo strano.

            Questo che vi ho raccontato è solo una piccola parte del mio sogno. Quando chiudo gli occhi mi piace immaginare che un giorno farò tutto questo di nuovo ma in Italia,con il club “Prorecco”. Di una cosa, ne sono sicuro – ricorderò per sempre quell’undici Marzo,un evento per me indimenticabile.

 


 

motto SARA                  Sara Medunjanin 

 

Classe VIII - 3  Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

In una soffita scopro oggetti antichi che incominciano a raccontarmi la loro storia 

Da sempre mi interessava cosa si trovava nel soffitto della nostra vecchia casa in campagna. Un giorno quando nessuno ci stava a casa ho colto l'occasione e ci sono salita su. Nel primo momento niente mi ha attirato l'attenzione. C`era buio e molta ragnatela...che un po` mi faceva paura. Guardando un po' meglio, mi ha attirato l'attenzione una grande scatola di legna nell'angolo, l'ho dovuta aprire e ho visto: strano cappello ingiallito, scarpe verniciate, borsa ,qualche gioiello e in fondo un bellissimo abito da sera fatto a merletti. "Sono io il vestito, il preferito vestito di tua nonna Mira. La nonna scintillava quando mi indossava. Tutti la guardavano e la ammiravano. Era bellissima. Tutti i ragazzi volevano ballare con lei. Lei,ha scelto un ragazzo alto con il cappello strano. godevano ogni momento che hanno trascorso insieme quella sera. Ballavano e ridevano tutta la sera. Percio` io sono il suo vestito fortunato. Allora ha conosciuto il suo grande amore, Marco, tuo nonno. Ho sempre occupato un posto speciale nel suo armadio. Un giorno ha deciso di custodirmi qui in questa grande scatola di legno. Questo strano cappello che vedi è il cappello di tuo nonno, Marko. Lo aveva quella sera, quando lui e Mira si sono conosciuti. "Mi sentivo stupendamente. Piena di emozioni ho restituito le cose dove erano. Non vedevo l'ora di raccontare tutto a mia sorella.


 

motto MILENA                              Milena Brajović  - 

 

Classe VIII - Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić“ Cattaro/Kotor, Montenegro

Una pagina bianca piena di..quello che vi pare! 

Sto seduta davanti alla scrivania nella mia camera. L'aria primaverile entra attraverso la finestra e il mio sguardo si perde sopra la linea più alta del Vrmac che butta giù l'ambra sul mare delle Bocche di Cattaro. Il mare che per questo diventa di colore verde scuro.
       Chissà quanti prima di me hanno ammirato la stessa vista nei secoli passati! E davanti ai miei occhi appaiono le vecchie navi a
vela della Repubblica Veneta, le bandiere francesi... Sulla pagina davanti a me,provo a disegnarle. Vengono anche oggi, ma le crociere
bellissime,come le fate di una volta. Come sarebbe bello imbarcarsi su una di queste navi! E volare via, vedere il mare aperto, le terre
diverse, da dove vengono i turisti!
         La mia mano va avanti con il disegno.. La catena delle montagne che chiudono un cerchio intorno alle navi. Sembrano un segnale che
le ferma... E vedo tanti eroi-marittimi che hanno navigato per mare nel desiderio di vedere il mondo! Si,in cerca di fortuna, siamo pronti a lasciare il paese dove siamo nati, la famiglia,tutto... Quasi nello stesso momento mi viene il sentimento di nostalgia. Andare lontano si,ma tornare sempre!
         Finisco il disegno con un sole abbagliante sul cielo! Il sole più caldo del mio paese. Alla fine,tutte le navi approdano, cariche di
esperienze...


 

motto ANDJELA                            Andjela Gatti  - 

 

 Classe VIII - 2 - Scuola Elementare “Narodni Heroj Savo Ilić“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

Se potessi esprimere tre desideri

Come ogni bambino al mondo anch`io ho i miei desideri, molti desideri! Sarebbe bello se un uomo che realizzerebbe tutti i desideri dei bambini. Ma anche se sono ancora piccola io lo so che non tutti i desideri si possono realizzare ,e che le fate esistono solo nelle favole che le mamme ci raccontano prima di andare a letto. Ma se troverei una lampada e bello crederci e sognare.

Il primo desiderio e` di avere le ali. Allora potrei volare sopra il cielo blu, fare un giro intorno al mondo e andare a visitare tutti posti esotici che ho sognato da sempre, e quando avrei fatto il giro intorno al mondo andrei a vedere come si vive su Marte. Andrei a vedere se questo pianeta esiste davvero, se li ci vivono veramente delle piccole verdi creature con degli occhi grandi e le braccia lunghe? Visiterei tutti pianeti e volerei sulle comete farei amicizia con le stelle. E quando l` altezza mi avra` annoiato, scenderei nel blu degli oceani del mondo. Si, questo e` il mio secondo desiderio di fare il giro degli oceani del mondo. Sarebbe una bella avventura. Parlerei con i pesci , giocherei con i cavallini marini ,conoscerei le stelle marine e mi rilasserei guardando le conchiglie che si nascondono nel profondo blu dell`oceano. Giocherei con i delfini e accarezzerei le balene. Quando mi stanco di tutti questi pazzi viaggi ,vorrei andare da una parte per rilassarmi. Cosi` il mio terzo desiderio sarebbe di andare nel deserto .Conveniente no? La` ti abbraccerei con delle calde canzoni e parlerei con gli alberi di cocco. Costruirei una casetta ,dove dopo tutti gli emozionanti giorni, andrei a dormire e a sognare altri posti esotici e strani.

Si,si lo so sicuramente direte che tutto questo e` irrealizzabile. Si, ma questo non vuol dire che mi possono togliere il diritto di guardare la mia infanzia e la vita con occhiali viola, e di farla bella come solo un bambino lo sa fare.


 

motto IL SOGNATORE                 Vasilije Kriještorac  - 

 

Classe VII - 3 -  Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

                Se potessi esprimere tre desideri     

         Sono sicuro che non sono l’unico ragazzo che ha passato gran parte della sua vita volendo e sognando qualcosa. Io ho avuto fortuna e molti dei miei sogni e desideri si sono realizzati. Pero, sfortunamente, gli altri non si sono realizzati, almeno non ancora. Devo confessare che per alcuni desideri sono rimasto male, mentre gli altri li ho dimenticati facilmente. E quelli più grandi li tengo nascosti dentro di me.

         Con tutto il mio cuore voglio ricevere un giorno il premio come il miglior giocatore di pallanuoto del mondo. Da quando ho avuto quattro anni gioco a questo sport. E’ lo sport più amato e praticato nella mia città. Sempre seguo ciò che succede nel mondo di pallanuoto. Molti giocatori mi hanno entusiasmato con il loro modo di giocare, però un nome si è distinto tra tutti questi,il nome di Vlada Vujasinovic. Molte delle sue partite le ho guardate più di una volta,seguendo ogni suo movimento. Io e lui giochiamo alla stessa posizione e per questo i movimenti che mi piacciono di più, per quali lui è stato il miglior giocatore del mondo, provo a copiarli e farli diventare miei. Vlada Vujasinovic è il mio idolo. Anche lui ha cominciato a giocare a pallanuoto come parte di un grande gruppo di ragazzini come me. L’importante è mettersi tutto e volere andare sempre avanti. Questo mio desiderio potrebbe sembrare incredibile, però io ho fede nelle mie capacità e spero di riuscirci.

         Il mio secondo desiderio non riguarda lo sport. Per Machu Pichu ho sentito a caso. Per certo motivo mi ha incuriosito questo posto e ho cominciato a leggere e sapere di più sulla cultura degli Inka che mi affascina. Con tutto il mio cuore vorrei vedere quel misterioso e bello posto. Sto già risparmiando i soldi per questo viaggio,e per adesso ho raccolto la metà della somma necessaria. So che questo desiderio non è ne grande ne incredibile, erò mi piace. Andrò a Machu Pichu un giorno,ne sono sicuro.

         Finalmente ,il mio terzo grande desiderio è diventare un bravo architetto. Io vivo in una città che è piena di monumenti culturali. Le chiese, i palazzi, le mura che sono il simbolo di Cattaro li hanno costruiti le persone che non erano coscienti quanta gente di tutto il mondo in futuro avrebbe ammirato le loro costruzioni. Anche io voglio lasciare qualcosa alla mia bellissima città. Mi piacerebbe costruire cose per quali la mia città sarà ancora più famosa. Vorrei anche costruire e arredare bellissime case dove vivrebbero persone che amo.

         Penso che i miei desideri non sono irrealizzabili e tropo esigenti e che un giorno diventeranno realtà.


 

motto CENERENTOLA                 Jelena Mitrović 

 

Classe VII - 3  - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

In una soffitta scopri oggetti antichi che cominciano a raccontarmi la loro storia

         Durante le vacanze scolastiche e giorni festivi spesso vado da mia nonna. E’passato già un po’ di tempo che i nonni vivono da soli in una grande,vecchia casa. Alcune parti della casa non le neanche usano di più, soprattutto la soffitta.

         La nonna,come qualsiasi altra nonna, mi raccontava spesso storie diverse. Di più le avventure della sua vita. Mi parlava dei suoi giocattoli preferiti,l a sua gioventù, mi faceva vedere le lettere, le foto e altri ricordi. Mentre parlava, mormorava spesso, come per sè:” Ma,questo è tutto in soffitta”.

         La storia di una scatoletta musicale era spesso il soggetto dei suoi racconti. L’ha ricevuta dai suoi genitori,per il compleanno. La amava tanto, le era come un amico,e con la sua musica ha sognato per anni. Un giorno, però, nessun suono non usciva dalla scatoletta. L’ha portata a riparazione,ma niente. La nonna era tristissima. Non era in grado di accettare il fatto di non poter sentire di più la sua musica preferita. Dopo un paio di giorni ha deciso di metterla con le altre cose vecchie che hanno trovato il suo posto in soffitta, non essendo più utili. Spesso riflettevo a cosa mi lei ha raccontato ma non avevo il coraggio di salirci e rivivere una delle storie della nonna.

         Però,l’estate scorsa,durante le vacanze, ho invitato la mia migliore amica Milica a passare alcuni giorni con me da mia nonna. Ero felice di vedere la nonna, e per di più questa volta avevo compagnia, e speravo anche del coraggio per salire in famosa soffitta. Non vedevo l’ora di farlo..

         La porta vecchia ha scricchiolato quando ho provato ad aprirla. Per un attimo ci siamo fermate a guardarci intorno, poi siamo entrate piano. Siamo passate sotto ragnatele che c'erano per anni. C’erano diverse cose. Un armadio con gli abiti vecchi, un giradischi antico, con alcuni dischi, una culla.. probabilmente le generazioni hanno dormito in essa. Le lettere arredate hanno attirato la mia attenzione .Ho pensato che un giorno le dovrei leggere e vedere di chi sono e a chi sono state scritte. Appena volevamo andarsene dalla soffitta quando in uno scaffale ho visto una scatoletta rossa,coperta con  polvere. Alle margini ci erano le perle brillanti che si appena potevano vedere. Questa era la scatola di musica di mia nonna! Mi sono ricordata della storia. L’ho aperta ,guardata un po' e poi rinchiusa. Per un attimo ho pensato di sentire qualcosa. Un suono veniva dalla scatola. L’ho aperta di nuovo e non ci potevo credere. Un piano ninna-nanna si sentiva..

         Sono scesa in fretta a far vedere alla nonna il risultato della nostra avventura in soffitta. Lei non poteva dire niente, ma le lacrime nei suoi occhi ci hanno detto tutto.


 

motto LA BAMBOLA                     Violeta Vujković  - 

 

 Classe VII - 2 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

    In una soffitta anticha scopri oggetti che incominciano a raccontarti la loro storia

 

    Da poco,ogni mattina mi svegliava un suono strano che veniva dalla soffitta. Era così anche questa mattina. Spaventata, ma troppo curiosa per rinunciare all’idea di scoprire cosa era, sono salita sulla soffitta.

    Quando ci sono arrivata ho visto un caos sotto lo strato grasso di polvere e ragnatela. Era buio e ci erano tantissime cose vecchie. Dall’ ogni angolo emergeva qualcosa. Ho deciso di fare un po’ di ordine questi giorni e di pulire tutto questo polvere. Così,mi sono messa a lavorare. Mentre pulivo, scoprivo diverse cose interessanti e ognuna ha fatto un’impressione forte a me. Dopo un po’mi sono stancata e ho voluto prendere un succo. Mentre scendevo, mi sono inciampata di una bambola. Era vecchia, dai capelli neri fatti in crocchia. Era vestita in un bellissimo vestito. Mi ci sono avvicinata, l’ho presa e all’improvviso ho sentito quello stesso suono che mi svegliava ogni mattina. Non potevo crederci! Era la bambola che parlava! Ha cominciato a raccontarmi la sua storia.

 

    “Sono stata fatta in una fabbrica dei giocattoli. Dopo mi hanno portato in un grande supermercato. Ci stavo per giorni nella vetrina con tanti altri giocattoli-gli orsacchiotti, le ballerine, piccole sirene. .Con tutti ho fatto amicizia. Ci  divertivamo un mondo. Ma, i giorni passavano e finalmente la bambola è restata sola nella vetrina, tutti gli altri giocattoli erano venduti. Un giorno ,al supermercato è venuta una bellissima bambina con sua mamma. Quando mi ha visto, ha cominciato a tirarmi i capelli. Allora sua mamma si è avvicinata,chiedendole cosa voleva per il compleanno. La ragazza ha risposto che vuole me. Così mi hanno impaccato e mi hanno portata a casa sua. Una volta arrivati, la ragazza mi ha buttato per terra. Ha avuto tantissimi giocattoli per il compleanno che le erano più interessanti e belli di me. Sono stata dimenticata in un attimo. Nessuno ha giocato con me, nessuno non mi ha fatto attenzione. Così,un giorno, mi hanno buttato in cortile. Il tempo passava, la pioggia e la neve sono venuti su di me, i cani e i gatti mi portavano. Pensavo che mai più vedrai posti belli. Un giorno, però, alcuni ragazzi hanno giocato nella mia vicinanza. Una ragazzina carissima e simpatica mi ha visto. Ha lasciato i suoi compagni e mi ha portato a casa. Mi ha lavato, vestito, mi ha messo una goccia del profumo.. ero come nuova, per lei sono stata come una sorella che non aveva. Non mi lasciava mai, giocava con me sempre, si comportava sempre come quel giorno quando mi ha trovato. Gli anni sono passati e lei si è sposata. Così sono finita in soffitta. Ho deciso di fare compagnia ai loro figli, come lei a me. Ecco..quel suono strano,questa era la mia voce. Ti chiamavo..

    Non volevo rovinarle l’allegria che sentiva, ma le dovevo dire che un bel giorno anch’io mi sposerò. Il suo viso si è cambiato, è diventato triste, Allora le ho promesso, e prometto anche a voi che io non la lascerò mai e che per sempre me ne preoccuperò di lei e quando sarò troppo grande per giocarci, la darò ai miei figli di farle più bella la vita.


 

 

motto GLI AMICI                             Dunja Samardžić  - 

 

Classe VII - 3 -  Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

UNA PAGINA BIANCA PIENA DI QUELLO CHE VI PARE                        

                                                                                                     Un incontro 

    Era un bel giorno di aprile,verso le sette di sera. Stavo seduta sulla riva, guardando i passeggeri. Soffiava un po’ di venticello caldo e mi accarezzava il viso. All’improvviso ho visto un cane che vagabondava per la spiaggia .Era solo, come io.Si avvicinava, lentamente, con la mitezza. L’ho chiamato piano e ho provato ad  accarezzarlo. Ho visto che agitava la coda e mi sono incoraggiata. I suoi occhi marroni brillavano di gioia. Stavo bene con il mio nuovo amico, però, sono dovuta andare a casa. Mi sentivo male pensando che lo dovevo lasciare abbandonato sulla strada. Chissà se l'altra persona alla quale si avvicina, lo tratta così come me. Forse lo picchierebbe. Con il mal al cuore mi sono recata a casa. Il mio nuovo amico mi ha accompagnato. Ero contenta per lui , ma nello stesso tempo preoccupata. Cosa ci farei con lui?Temevo di vedere le facce incavolate dei miei genitori, quando la vedono. Lo sapevo che loro amano gli animali, ma erano contrari a tenerli a casa, perché abitiamo in un appartamento, nel condominio,dove non ci sono condizioni buone per un animale,specialmente il cane. Ma ho preso una decisione definitiva- questo cane va con me e basta! Gli amici non si lasciano per strada. E poi, lui ha fame,sicuramente. E poi.. quei suoi occhi tristi mi hanno incantato, proprio.

    Ho  aperto la porta della casa con il cuore di leone e siamo entrati. La piccola bestia era socievole,camminava per l’appartamento. Mio fratello era entusiasta.

All’improvviso la  nostra casa era piena di gioia e riso. Anche i miei genitori non potevano resistere.. era così simpatico,e si comportava come se è da sempre stato nella nostra casa. Mi hanno fatto tenerlo. Non mi ricordo quando sono stata così felice l’ultima volta come quel giorno.

    Oggi è il dodici aprile,2009, un anno da quando lui è nella nostra famiglia. Mi ritorna ogni carezza, ogni parola dolce con lo suo sguardo meraviglioso e agita la coda. Qualche volta penso che una persona è chiusa nel suo corpo, è così intelligente e sensibile.. e rende la mia vita felice. Non mi sono mai pentita per averlo portato a casa.


 

motto LA ROMANTICONA           Dušanka Javanović 

 

 Classe VII - 4 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

                                        Se potessi esprimere tre desideri...

 

    C’era una volta... e vissero tutti felici e contenti.

 

    Questo è l’inizio e la fine di ogni fiaba che ascoltavo prima di andare a letto. Credendo in queste storie facevo sogni tranquilli. Ma adesso sono cresciuta e arrivata all’età dove posso distinguere le fiabe dalla vita reale. Ho i miei sogni, i miei scopi come tutti i bambini della mia età e anche le mie speranze.

    Se avessi la possibilità di trovare il pesciolino d’oro che mi vorrebbe far realizzare i tre desideri,lo farei a modo mio.

    Vediamo... desidererei... desidererei di fare il giro per il mondo. Visiterei la Torre di Eiffel a Parigi e sentirei la magia dello sguardo sulla città, poi andrei a Londra per vedere tanti siti culturali e posti interessanti. Il mio viaggio non dovrebbe finire mai, ci sono tantissime cose da vedere e scoprire e ogni giorno ci emergono nuovi interessi.

    Il mio secondo desiderio sarebbe di poter sparire almeno per un’attimo dalla vita reale e ritrovarmi in una bellissima fiaba, dove tutto è possibile. Vorrei sentire come è vivere in un mondo dove ogni cosa è irreale ma bella, dove si risolvono tutti i problemi e il bene sempre vince contro il male.

    Alla fine, quando mi rimane l’ultimo desiderio ci penserei bene prima di esprimerlo, perché la vita è una sola e si deve vivere in modo migliore, si deve usare tutto il possibile e non potremmo pensare solo ai viaggi, divertimento e alle cose irrealizzabili. Penso che nella vita il tesoro più grande siano gli amici. Per questo vorrei vedere intorno a me solo e sempre veri amici e non sorrisi falsi. Vorrei avere le persone sulle quali posso contarci sempre, nel bene e nel male, in ogni situazione. Vorrei amare e sentirsi amata per poter dire che la mia vita era bella,che valeva la pena viverla.

    Purtroppo,la vita non è una storia fantastica, fatta dai sogni e desideri i quali realizzerebbero gli altri al posto di noi. Il valore della vita, lo determiniamo da soli, e quanto ci impegniamo, tanto saremo felici. Forse tutti abbiamo tre desideri che si potrebbero realizzare, solo non sappiamo questo, perché non possiamo riconoscere veri valori e momenti giusti in cui usarli. Dunque, ci resta solo di guardare bene nel  proprio cuore, nella  propria anima e trovare, nascosti, i nostri sogni della vita..


 

motto LA SOGNATRICE               Irina Kriještorac  - 

 

Classe VII - 3 -   Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

 

                                      Se potessi esprimere tre desideri...

 

         La mia vita è più o meno come la vita di ogni ragazza piena di tanti sogni e desideri. Alcuni dei miei desideri si sono realizzati, altri no, però questo non è il motivo per scoraggiarmi e smettere di desiderare. Molti di questi desideri erano piccoli,di breve durata,”d’oggi e domani” e non molto ambiziosi. Altri, però, sono grandi e forse non realizzabili.

         Il mio primo e il più grande desiderio e partecipare al concorso di “Il modello di Ford”,vincerlo e diventare un giorno la modella di fama internazionale. Perché? Perché da quando ero piccola sognavo di diventare una modella e di camminare sulle passerelle mondiali. Mi interessava tutto ciò che era collegato alla moda e alle modelle. Con molto entusiasmo seguivo la trasmissione “Project Runaway”. Qusi tutti i ragazzi hanno un esempio o un idolo nella vita, proprio come me. Il mio idolo è la mia cugina Vedrana perché lei ha lavorato un lungo periodo in questo ambito. Quando diventerò grande vorrei essere come lei e vorrei avere tutti i successi che ha avuto lei nel mondo della moda. Sfilando voglio indossare le creazioni dei designer più famosi e girare per tutto il mondo. Questo mio desiderio sembra quasi impossibile ai miei amici a anche a me un po’,però non sarei la prima che è riuscita a realizzare un sogno incredibile.

 

         Il mio secondo desiderio non è più importante del primo e riguarda Roma e la cultura romana. La lingua italiana mi appassiona tantissimo ed è per questo il posto che vorrei visitare. In questo momento non sono in condizioni di farlo, però sono sicura che questo sogno si avvererà. Specialmente vorrei visitare la Fontana di Trevi. Quando ero bambina, ho visto la Fontana in TV, e sempre mi affascinava molto. Quando dovrò salutare i miei cari amici alla fine delle elementari, vorrei andare insieme a loro a Roma, e ci siamo già messi d’accordo di buttarci una moneta con la speranza che un giorno ci ritorneremo.

 

         Alla fine,se penso meglio,anche questo terzo desiderio è importante,forse è solo un pò più realizzabile. Quando diventerò grande vorrei prendere cura degli animali, però anche studiarli e sapere tutto su di loro. Specialmente mi interessano gli animali del mare. Al mio paese manca una organizzazione per proteggere e curare gli animali. Mi piacerebbe farlo io stessa se non lo fa qualcuno prima di me. La legge per protezione degli animali dovrebbe essere più forte e severa, così nessuno potrebbe picchiare o in  qualche altro modo maltrattare gli animali. Voglio che tutti i cani vagabondi trovino una casa e che la gente trovi loro sguardi tristi e nobili.

         Se dovessi scegliere un desiderio tra questi tre,non saprei quale perché è molto difficile .Per questo ho scelto la miglior variante,cioè che si realizzano tutti i tre.


 

motto PICCOLINA                          Nikoleta Vujaš  - 

 

Classe VII – 3 - Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro 

                                  Se potessi esprimere tre desideri ... 

    Come ogni persona ho tanti desideri, alcuni più importanti, altri meno, ma come sono abbastanza reale, sono cosciente che la vita non consiste dai sogni e desideri e che per aver successo ed essere felice ci vuole tanto impegno.

    In ogni caso,se dovessi esprimere tre desideri,direi che sono questi :Il mio primo desiderio è quello di essere come la principessa Diana. Lei era un grande donna, ed ha fatto tanto per tutta la gente al mondo. Desidero partecipare,come lei, alle azioni umanitarie, aiutare i poveri, i malati, i bambini handicappati e quelli che non hanno la possibilità di vivere una vita normale e degna. Mi sembra che il sorriso di ogni bambino il quale riuscirei ad aiutare mi porti una grande gioia e mi faccia sentire utile.

    Il mio secondo desiderio è quello di fermare la violenza nelle famiglie,che è in crescita negli ultimi anni. Io vivo in un ambiente patriarcale,dove ancora il padre e il marito è il capo della famiglia,e spesso pensa che abbia il diritto di reggere la vita di sua moglie o i suoi figli. Purtroppo, ci sono ancora tante donne che non possono lavorare, perché i mariti non glielo permettono e che ogni giorno vengono picchiate solo perché i loro mariti sono nervosi o insoddisfatti con qualsiasi cosa. E si deve avere nella mente che i bambini soffrono anche da quello che vedono e che dopo, possono comportarsi anche loro così come hanno visto in famiglia, continuando così a tramandare cattive usanze.

    Alla fine,il mio terzo e il più grande desiderio si può scrivere come uno slogan “SI allo sport,NO alle droghe”. Oggi,quando andate a fare due passi potete vedere i gruppi dei giovani che non si neanche nascondono mentre prendono la droga. O potete essere i testimoni dei delitti che fanno sotto l’influenza delle droghe. O,forse essere le loro vittime.. La cosa peggiore è che quella gente da la droga anche ai bambini, nel periodo quando loro pensano”Lo proverò solo una volta,solo per vedere come è” e poi non la possono lasciare. Mai..oggi sono malati, nel prigione e le conseguenze della vita di una volta si sentono ovunque. Dobbiamo offrire ai giovani le più possibili opportunità per passare il tempo libero in in modo normale e sano. Dobbiamo fare terreni sportivi, incoraggiarli a scegliere lo sport preferito e andare agli allenamenti. Così non solo vivranno più sano,ma anche diventeranno più socievoli e impareranno a comportarsi e ad  apprezzare le cose buone nella vita.

    Con questi miei desideri voglio fare la gente sensibilizzarsi ai problemi,voglio dirli di non vergognarsi mai di quello che sono e di fare strada nella sua vita sempre con tanto coraggio e volontà. E se c’è il problema,si deve chiedere aiuto. Due teste sono sempre più intelligenti di una sola, e due mani possono sempre fare più lavoro di una sola. E poi,chissà cosa può nascere da una bella amicizia..


 

motto RISAN                                   Anja Živković 

 

Classe VII -  Scuola Elementare “Veljko Drobnjaković” Risano/Risan, Montenegro

 

Nella mansarda ho trovato la cosa quale mi ha raccontato la storia

 

Un giorno ho deciso di andare in soffitta per divertirmi un po’. Quando sono salita ho guardato un po’ attorno cercando qualcosa che mi sarebbe interessante. Così ho trovato un vecchio scrigno di legno che era nascosto dietro molte altre cose.

Ho pulito la polvere, l’ho aperto e ho trovato le cose che pensavo erano perse. Ho trovato un giocattolo mio e così mi sono ricordata di un episodio della mia infanzia.

Era un giorno bellissimo pieno di sole. I miei genitori hanno deciso di portarmi in un parco del divertimento. Ci siamo restati tutto il giorno giocando, moltissimi e vari giochi.

Il gioco più divertente è stato quando ho dovuto colpire un bersaglio con una freccia e sono riuscita. Così il mio premio è stato proprio quel giocattolo che ho trovato nello scrigno.

Sono stata molto felice.

Così trovando uno scrigno, mi sono ricordata di molte belle cose. Così trovando per casa quel vecchio scrigno, mi sono trovata nel mondo dell’infanzia, uno dei più belli periodi della mia vita.


 

Lavori di gruppo : 

motto TRIO FANTASTICO              Milica Radonjić, Ninoslav Radonjić, Ivana Pejović

 

 

                                               Classe VII - 1 Scuola Elementare “Njegoš“ Cattaro/Kotor, Montenegro

     LE STORIE DEL MARE CHE SI RACCONTANO NELLA MIA FAMIGLIA

     Ieri,oggi,domani….

Qui le mattine sono sempre le stesse, incredibilmente meravigliose e splendenti. La città,piccola, si è sistemata tra le braccia del monte Lovcen,e accoglie ogni nuova giornata con gioia e allegria. Il mare, trasparente verde, mormora mentre le onde bagnano una roccia isolata. I gabbiani si alzano verso il cielo e con il loro grido annunciano un nuovo ospite nella marina di Cattaro.

     Il suono della sirena dalla nave risuona per tutto il golfo, si rimbalza dalle pendici dei monti e bussa a tutte le finestre dei palazzi di Dobrota,per dire che è ora di alzarsi e salutare il giorno nuovo. Si trabocca poi, per le umide vie della città vecchia. La gente assonnata, da tanto abituata a questo, riconosce il suono, riconosce la nave bianca e saluta il capitano al timone. E’ cosi ogni mattina, giorno, mese, anno..il cuore della città batte sempre nello stesso ritmo, anche quando la nave sconosciuta entra nel golfo. I bambini agitano le loro mani, le ragazze, le donne, le mamme, tutte prendono i fazzoletti bianchi e corrono ai balconi per dare il segno ai loro uomini. Al papà, marito, fidanzato..all’amico o l’amore segreto. Tutti i pensieri scorrono verso quella nave,forse proprio là,qualcuno si ricorda di loro o le aspetta con impazienza.

Nuovi arrivi e nuove partenze.. e poi quel desiderio infinito .Ma quando arrivano i marinai portano con se un fiato del mondo sconosciuto,e si aspettano le loro storie che ci fanno immaginare quello che forse non vedremo mai. Gente diversa,paesi belli.. o qualche volta i pericoli che ci danno i brividi.

    Così passano gli anni,si infilano come i fiori sul vecchio albero di camelia che sta fiorendo proprio adesso in dispetto alle fredde piogge di gennaio. Il mio nonno l’ha portato alla nonna,da un viaggio lontano. Ed eccolo ancora, come il testimonio dei tempi vecchi e un amore grande.. Io colgo un fiore rosso e lo getto nel mare sperando che arriverà fino a mio padre. Forse,quando lo vede, si ricorda di me, o della mamma o di mio fratello, là ai mari lontani.

    Il fiore ha girato a lungo nel circo delle onde, lo stesso come girano le vite della gente di questa città tra il passato e il presente. E nell’ogni circo la stessa storia dei mari, delle navi e dei marinai. Dal tempo del capitano Ivo Vizin fino ad oggi, pare che in questa città si siano sempre i nuovi “capitani Vizin”. Negli album di famiglia appariscono le nuove foto con le barche moderne, ma non c’è tanta differenza.. solo le vecchie foto diventano gialle e ci ricordano altri tempi.

    Ancora da bambina,mi ricordo sempre come aspettavo che venisse il papà dal suo viaggio e mi porti qualcosa che qui non si poteva comprare. Una bella bambola o i dolci che erano sempre più belli di tutti i nostri, Forse erano più gustosi perchè li portava lui, la cui mancanza sentivo sempre molto forte. Ma non erano solo le bambole o i dolci la ragione per la quale volevo vederlo. Quando chiudo gli occhi lo vedo, allegro come mi prende tra le mani,mi pone sulle ginocchia e mi chiede: ”Cosa vuoi che ti racconti,tesoro?”. E così cominciavano le sue storie e io le ascoltavo attentamente, mi sembra che non respiravo durante il racconto.

    Mi ricordo di un suo viaggio in Africa. Il vento si appena sente, il noioso infinito del mare e del cielo azzurri,in un momento li ha disturbati il richiamo di un marinaio. Ad un tratto, tutti sono al timone. Il tempo è cominciato a cambiare .Nuvoloni grigi hanno coperto il cielo. Si vede che ci sarà la tempesta. Lampeggia da tutte le parti e il tuono forte si sente dal lontano. Le onde cominciano a ingrandirsi e colpire la nave. Tutti sono spaventati, non possono né muoversi né pensare. Tre paia degli occhietti neri, impietriti aspettano la fine. Mio padre li abbraccia fortemente. Così piccoli e neri si vedono appena, solo i loro occhi brillano in questa notte di orrore. Loro sperano che mio padre sia il loro salvatore, che li porti in una vita nuova,nel futuro che non hanno qui. .Ero curiosa di sapere cosa è successo con loro, ma  papà mi ha solo accarezzato la guancia, ha sospirato tristemente e mi ha detto :”Qualche volta dobbiamo seguire le regole che non capiamo, ma queste situazioni ci imparano a rispettare quello che abbiamo e che gli altri non hanno.”

    Così sono restata con i miei fratelli pensando del destino di quei tre ragazzi di Etiopia. Come deve sentirsi mio padre e tutti gli altri padri là, ai mari lontani, quando vedono tutte queste cose, belle e meno belle, tutta la tristezza e ingiustizia che non possono correggere, e loro devono solo andare avanti, e fare il loro lavoro..