TEMI PARTECIPANTI ELEMENTARI INDIVIDUALI

 

 

 

motto PALLA                                                                            Leo Margan
  

                                                               Classe IV Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

                                                  

     Insegnante: Luciana Kruljac Legac

 

La mia nonna generosa

Una notte d'estate sono andato dalla mia nonna, era generosa e gentile a prendermi a casa sua. Ogni notte mi lasciava guardare la tivù' fino a tardi e prima di andare a dormire mi dava il bacio della buona notte. La mattina dopo, la mia nonna, il mio nonno ed io andavamo al mare a pescare. La nonna ed io nuotavamo e poi giocavamo e moltre altre cose facevamo insieme.La mia nonna sa essere severa ma anche gentile. Ha i capelli corti e biondi; è abbastanza alta, vuole sempre essere bella; è molto brava a giocare a ping-pong e a tennis. Lei si preoccupa molto per me. Ha sempre i pranzi squisiti. Quando le chiedo qualcosa lei dice di si anche se chiedo un coltello. Ha gli occhi verdi e una voce dolce. Alla fine dell'estate la mia nonna ed io dovevamo tornare in città, ma io avevo una sorpresa per lei: un grandissimo fiore dove scriveva "Nonna ti voglio bene!". 

QUESTA È LA MIA NONNA. 


 

motto SERPENTE                     

  Tara Beriša  

 

 Classe IV Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume
 

                                                   Insegnante: Luciana Kruljac Legac

 


ASCOLTARE LE PIETRE, IL MARE, GLI ALBERI... QUALI STORIE VI SUSSURRANO?

Un giorno, con una giornata di sole mi sono recata sulla spiaggia. Era primavera e nessuno ancora era al mare. Mi sono seduta al di sotto di un albero all' ombra. Davanti a me avevo uno splendido paesaggio. Soffiava una brezza, si sentiva il fruscio delle onde che sbattevano sui sassi della spiaggia. Sopra di me i gabbiani volavano. Ho chiuso gli occhi e ho sentito il bisogno di parlare con qualcuno, di raccontargli la mia giornata, come per incanto l' albero si è mosso e mi ha rivolto la parola:" Ragazza mia,vorrei tanto vivere come voi. Voi avete tutto e spesso non siete felici. A me serve solo un po' d' acqua e di sole ma non ho una famiglia accanto, nessuno che mi ami e mi curi."

 In quel momento anche il mare si è introdotto nel discorso: „ Conosci tu la mia vita? La vita di una natura inanimata? Vorrei tanto bere, mangiare quello che piace a me e non subire tutta la sporcizia che mi si butta addosso."

Io mi sentii in quel momento molto triste. Mi dispiaceva per loro. Solo in quel momento capii quante cose io posso fare, ed essere a mia volta ricambiata. Decisi che mi prenderò io cura di loro. Verrò a trovarli ogni giorno, li curerò, parlerò con loro, e gli darò tutto il mio affetto. Se lo meritano!!!



 

motto DIAMANTE                                                                  

Paola Butorac  

 

Classe IV Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

                                                  

Insegnante: Luciana Kruljac Legac

 

 

MIO NONNO GIOCHERELLONE

La ragione per la quale ho scelto di descrivere mio nonno è semplice: lui è la persona più divertente e sbarazzina che io conosca, nonostante i suoi 70 anni. Come potrei descrivere il nostro rapporto? Beh, mi dice la mamma che tutto è incominciato con la mia nascita. Era il nonno che venne a prendermi in ospedale. Ero la sua terza nipote e visto che assomigliavo tanto alla nonna, d'aspetto, ma anche di carattere, credo di essere stata la sua preferita.
Come descriverlo? Lui è semplicemente un giocherellone, e talvolta mi sembra di essere io quella più grande. Succede spesso che, se io o la nonna ci preoccupiamo di qualcosa, lui ci fa ridere facendoci qualche scherzo, oppure combinando qualche pasticcio, come quando un giorno prima del pranzo invece del sale aveva messo lo zucchero nell'insalata.
Mio nonno fa anche il giocoliere ma con le arance e con i pompelmi. Prima ne prende due e poi tenta con tre, e ci riesce piuttosto bene. Mi viene in mente di chiedermi se avesse lavorato in un circo quando era più giovane.
Ma ciò che mi piace di più del mio nonno sono i suoi racconti di Bescanuova sull'isola di Veglia dove ha trascorso la sua infanzia. Ne ha combinate delle belle, mio nonno. Lo ascolto volentieri quando la sera prima di addormentarmi ci sdraiamo insieme sul divano e parliamo delle sue avventure. Quella che ricorderò a lungo è quando la sua mamma, la mia bisnonna, lo aveva mandato a prendere dell'acqua alla sorgente lontana una cinquantina di metri dalla sua casa per fare il budino ( quella volta il budino era una delizia ed era difficile trovarlo). Mio nonno birichino pensava solo come tornare a giocare e invece dell'acqua prese del mare perché era più vicino. All'inizio tutti si chiedevano come mai il budino aveva un sapore strano, ma presto il colpevole si è trovato...
Adoro stare con mio nonno perché mi fa ridere e quando sono triste, mi mette sempre di buon umore.

 

 

motto CAVALLO                         

 Enrico Cappellari  

 

                                Classe II Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis” Sezione Periferica di Verteneglio                                                 

 

   Insegnante: Fiorenza Lakošeljac

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano......quali storie vi sussurrano
 
Sono una pietra luccicante, vivo sulla spiaggia, vedo i bambini ed i pesci. Quando sei venuto, mi hai presa in mano, mi hai guardata e gettata in mare. Adesso vedrò soltanto il fondo marino e non vedrò te che giochi in spiaggia. Sono contenta perché ho trovato i pesci che sono diventati miei amici.

 

motto LEONE                              

 Stella Orzan    

 

                                       Classe II  Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis”  Sezione Periferica di Verteneglio

                                                    

Insegnante: Fiorenza Lakošeljac

 

Quando sarò grande...progetti e fantasticherie
 
Da grande vorrei fare la veterinaria perché io adoro gli animali. Ho un gatto e tre cani che si chiamano Medo, Bafo e Lola. Vorrei girare il mondo e andare in Argentina, in Francia e in Giappone. Vorrei visitare i musei e le chiese delle grandi città di tutti questi stati.

 Mi piacerebbe osservare come vivono gli abitanti, assaggiare le loro specialità e osservare le bellezze che ci offre la natura.

 

motto TIGRE                                

 Marika Rovina  

 

Classe II Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis” Sezione Periferica di Verteneglio

                                                   

 Insegnante: Fiorenza Lakošeljac

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano......quali storie vi sussurrano
 
Io sono il mare. Sono immenso e faccio le onde e gli spruzzi d'acqua. Le navi e le barche mi passano sopra e mi fanno il solletico. Qualche volta mi fanno molto male.
Un giorno d'estate arrivò il temporale. La spiaggia quel giorno era deserta. Ero molto dispiaciuto e triste.
Il temporale mi disse: - Vattene, mare!
Io sono il più forte.
Allora mi venne l'idea di fare un enorme salto e spruzzargli l'acqua.
Il temporale se ne andò.
Ad un tratto il cielo diventò azzurro. In lontananza vedevo bambini e genitori che venivano da me per giocare.
Sono felice.
 

 

motto LEOPARDO                       

Ludvig Rožumberski  

 

   Classe I Scuola Elementare Italiana “ Edmondo De Amicis” Sezione Periferica di Verteneglio

                                                   

Insegnante: Fiorenza Lakošeljac

 

Quando sarò grande....: progetti e fantasticherie 
Quando sarò grande farò il vigile del fuoco. Mi piacerebbe aiutare le persone quando ci sono gli incendi. Vorrei lavorare in America.

Quando sarò grande aiuterò la mamma, il papà e le persone anziane.

 

motto PISOLO                            

 Alexia Ravalico  

 

 Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                   

  Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande... 
Mi piacerebbe tanto fare la scultrice perché è bello costruire le statue dal nulla.
Si usa lo scalpello ed il martello e ci vuole tanta precisione.
Costruirò statue a forma di cuore con le ali. A me piacerebbe tanto avere delle ali e poter volare lontano.
Quando sarò una scultrice andrò per tutto il mondo a creare le mie statue ma prima dovrò studiare ancora molto.

 

motto DOTTO                            

  Nini Legović  

 

Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                    

 Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande.... 

...farò  il falegname perché si deve saper progettare e anche creare nuove costruzioni.

Si deve saper benissimo disegnare con precisione.

L'arnese che mi piace di più è il trapano perché posso fare i buchi in modo più veloce.

Mi piace lavorare con il legno perché è facile e non è duro come il ferro, è più tenero.

Da  grande avrò tanta legna per poter creare tante cose.

Costruirò una casa tutta mia e sarà fatta proprio di legno ma sarà solida e forte e niente la potrà distruggere .

Io vivrò là e avrò anche la mia falegnameria.

 

motto BIANCANEVE                    

Aurora Visintin  

 

   Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                     

 Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

 

Quando sarò grande... 

...sarò una cavallerizza perché ho una passione per i cavalli. Andrò in giro per le strade, al mio cavallo comprerò tante carote e mele rosse per via che abbia il pelo lucido.

Quando gli farà male una zampa, chiamerò il veterinario e mi prenderò cura di lui. Avrò tanti puledri e cavalli e li cavalcherò tutti.

Costruirò una grande fattoria dove arriveranno tanti bambini a cavalcare i miei bellissimi animali e sarò tanto felice.

motto EOLO                                 

 Leo Spitz  

 

  Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                     

 Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande  

...vorrei continuare il mestiere del papà: fare il pescatore. Ogni estate divento sempre più bravo e pesco alla sera e alla mattina.

Da grande userò la barca di mio padre e farò dei lunghi viaggi in mare e vedrò tante specie diverse di pesci.

Questo lavoro mi renderà felice e soddisfatto.  

 

 

motto CUCCIOLO                         

Ana Legović  

 

   Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                    

  Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande 

...il mio sogno è quello di diventare una veterinaria perché ho una passione per gli animali.
Farei di tutto per farli guarire perché mi fanno pena quando stanno male e soffrono.
Quando sarò grande proteggerò tutti gli animali dalle persone cattive e lo racconterò subito alla polizia.

motto GONGOLO                          

Karla Kokanović  

 

  Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                      

Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

quando sarò grande... 

...vorrei imparare a fare le pettinature come la mia mamma perché a me piace molto vedere i capelli in ordine, lavati e puliti.
Più di tutto mi piacerebbe lavare i capelli e tagliarli creando sempre nuove acconciature.

 

motto BRONTOLO                         

Leo Sirotić  

 

   Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                       

Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande...
 voglio fare il giardiniere perché è un lavoro facile, si sta all'aria aperta e ci si sente liberi.

motto MAMMOLO      

                                                                                                        Teuta Azizi  

 

 Classe I Scuola Elementare Italiana Cittanova


 Insegnante: Marina Ferro Damuggia

 

Quando sarò grande

...farò l'insegnante di matematica e lavorerò nella scuola dove mi trovo adesso.

Questo mestiere mi piacerà molto perché amo i numeri e la matematica è la mia materia preferita. Mi piacciono anche i bambini ed  è bello insegnare le cose a qualcuno che dopo impara.

Sono sicura che farò questo lavoro per tutta la vita ma prima dovrò studiare ed impegnarmi tanto.

 

 

motto MELA                                   

Alina Qevani  
 

Classe IVScuola Elementare Italiana Cittanova

                                                       
 Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA 
 

La mia mamma si chiama Đeđa, ha trentasei anni ed è una bella signora. È di corporatura media, ha i capelli lunghi e marroni e pure gli occhi sono dello stesso colore.Ha delle belle labbra e un grazioso sorriso. Si veste alla moda e non usa tanto trucco però si prende cura delle sue unghie. Per stare più comoda indossa spesso la tuta. È molto allegra, tranne quando la facciamo arrabbiare. La maggior parte delle volte è serena. Lavora come cameriera e per questo si stanca tanto. Il papà la aiuta e quando torna a casa l'aiuto anch'io. L'aspetto felice e quando arriva ci salutiamo con un grosso abbraccio. Se non so qualche cosa mi aiuta sempre e se le chiedo di giocare accetta volentieri. Si preoccupa per me ed è gentile e generosa. Le piace quando stiamo assieme e quando l'aiuto e io mi sento bene quando mi rendo utile. La mia mammina ha un viso delicato ed un sorriso che mi piace molto. Se mi faccio male mi cura e mi coccola. È assolutamente indispensabile nella mia vita perché mia mamma è la migliore al mondo!

motto DIDILY                                

Annadea Žužić  

 

  Classe IV Scuola Elementare Italiana Cittanova

 Insegnante: Ines Piutti Palaziol


DESCRIVI UNA PERSONA CARA
 

Vi voglio descrivere una persona a me molto cara. Il suo nome è Linda ed è la mia compagna di classe. Lei ha la faccia rotonda e gli occhi grandi e marroni. Il suo naso è piccolo mentre la sua bocca è grande. Ha dei capelli lunghi e marroni. È magra e di statura media. Ride molto visto che è una persona allegra e le poche volte che è triste cerca di farselo passare subito. Le piace cantare e scrive molte poesie in rima che regala poi agli insegnanti ed ai suoi amici. Disegna molto bene ed anche i disegni li regala ad insegnanti ed amici. Linda fa anche molte belle cose con il gesso ad esempio delle piccole mascherine che per Carnevale ha portato a scuola e ci ha dato da decorare. È veramente molto creativa! Ci aiuta sempre a fare i compiti se ne abbiamo bisogno e quando ci manca la parola in rima ci rivolgiamo sempre a lei. Oltre a scrivere poesie scrive anche dei bellissimi temi che alcune volte fanno ridere mentre altre sono più seri. Se partecipiamo a qualche concorso lei vince sempre ed io e i miei compagni di classe siamo molto fieri. Linda è una vera amica.

 

 

motto  B.F.F.                                    

Linda Baissero  

 

Classe IVScuola Elementare Italiana Cittanova

 Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA
 

Bianca è la mia migliore amica ed è per me una persona veramente molto cara. Con gli amici è vivace, con persone sconosciute è timida. Il nome Bianca le sta molto bene perché la rappresenta: è limpida e carina.

Certe volte si sfoga e urla e canta come matta. Ma sono rari quei momenti anche se adesso comincia a sfogarsi più spesso. È alta, bionda e snella, splendida e timida, solare e vivace. Certe volte litighiamo e non parliamo per un intero semestre ma quei brutti momenti passano e si ritorna ad essere amiche. Riceve quasi sempre dei bei voti ma se le capita di ricevere un voto più brutto si emoziona e si rattrista.

Quando viene da me la faccio ridere con le mie barzellette e lei dice che ne potrei scrivere un libro intero.

Non so esattamente cosa pensa di me ma non mi arrabbierei tanto se scoprissi di non essere la sua ʺprimaʺ migliore amica (e credo sia proprio così) ma... meglio essere amici che nemici no?

 

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motto RESI                                      

Elisa Stiz  

 

Classe IVScuola Elementare Italiana Cittanova

                                                        
Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA
 

Il suo nome è nonna Resi, una nonna brava, gentile e generosa dagli occhi verdi e dalla bocca rossa. Lavora a tutte le ore e non è mai stanca. È sempre felice e baldanzosa. Ha un bell'orto che ogni mattina va a curare ed è sempre felice quando deve cucinare.

 

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motto  MARE E DIVERTIMENTO      

Antea Grgić  

 

  Classe IV Scuola Elementare Italiana Cittanova

Insegnante: Ines Piutti Palaziol

 

ASCOLTATE LE PIETRE, IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO...QUALI STORIE VI SUSSURRANO?

 

Durante una calda giornata d'estate sono andata a bagnarmi i piedi nel mare. Mi sono seduta sul mio scoglio preferito mentre dietro a me c'era un ulivo molto vecchio che mi faceva un po' d'ombra. Ad un tratto sentì :- Pss, pst... mi senti?

:- Chi è?- chiesi io spaventata

:- Sono lo scoglio...

:- Impossibile... gli scogli non parlano... chi mi sta prendendo in giro?

:- Nessuno, sono veramente io... io sì che so parlare!- disse orgoglioso lo scoglio aggiungendo :- Ulivina... svegliati!

:- Che cosa c'è? Non vedi che mi sto abbronzando e riposando?

:- Sì, sì, lo so... ma guarda chi è arrivato...

:-Ah, è quella bambina che viene qui ogni giorno?

:- E me non chiamate? – disse il mare.

:- Oh mamma mia... ma qui parlate tutti... persino il mare parla... Datemi un pizzicotto, sto sicuramente dormendo... svegliatemi!- A quelle mie parole arrivò un granchiolino e mi diede un pizzicotto sul braccio.

:- Ahi che male!- aggiunsi io – Allora non è un sogno... voi state parlando veramente!

:- Proprio così. Lascia che ci presentiamo. Io sono lo scoglio Blu.

:- Io invece sono Ulivina.

:- Ed io, come già saprai, sono il mare Adriatico!

:- Vuoi che ti racconti una barzelletta?- chiese Blu e senza aspettare la mia risposta continuò – Disse un pescatore all'altro ʺSi è alzata la marea!ʺ ʺDavvero? Non sapevo che stesse ancora dormendoʺ.

Ridemmo tutti. Blu continuò subito :- Vuoi che io , Ulivina e mare ti raccontiamo un'altra storia inventata dai nostri bis bis bis nonni?

:- Avrei molto piacere di sentirla- risposi io che provavo già simpatia per quegli esseri così strani.

Blu iniziò la sua storia :- Tanti, tanti anni fa, in un regno lontano chiamato Cittanovesia viveva una principessa. Lì c'era pure un fiore, ma non uno come tutti gli altri... Era un fiore magico. Un giorno la principessa, che si chiamava Angelina, andò a fare una passeggiata. Vide quel fiore molto particolare tutto ricoperto d'acqua. Le piacque molto e decise di raccoglierlo. Era affascinata dall'acqua attorno al fiore che non gocciolava mai. Ne aveva già sentito parlare e sapeva che una maledizione aspettava colui che l'avrebbe raccolto ma non resistette...

:- Dai Blu, lascia parlare anche me un po'- disse Ulivina- Infatti... su quel bellissimo fiore, creato dai nostri avi, venne gettata una maledizione. Chiunque avrebbe raccolto quel fiore, doveva aspettarsi la sfortuna prima o poi. La principessa non credeva alle maledizioni e raccolse il fiore però non lo fece vedere a nessuno. Il giorno dopo partì per un viaggio in mare ma arrivò un terribile uragano. La nave affondò e la principessa quasi quasi annegò. Riuscì ad aggrapparsi ad un pezzo di legno e a sopravvivere. Il fiore cadde in mare ma tutto d'un tratto, una luce abbagliante scese dal cielo e fece risalire in superficie il fiore. In quel preciso momento terminò la maledizione ma sparì anche il fiore.

:- Eh sì- continuò il mare- e la principessa la mattina seguente, esausta, si trovò su di un'isola. Per fortuna Angelina aveva seguito dei corsi di sopravvivenza e riuscì ad arrangiarsi subito non lasciandosi spaventare. Prima di tutto esplorò l'isola e notò una cosa strana: l'isola sulla quale era capitata era a forma di fiore. Poco tempo dopo su quell'isola trovò un ragazzo a cui era successa una cosa simile: anche lui era un naufrago. La principessa se ne innamorò e insieme costruirono una casa e formarono una famiglia. La principessa ed il giovanotto non tornarono mai più a casa loro ma rimasero a vivere per sempre felici e contenti sull'isola a forma di fiore.

:- Ti è piaciuta la storia?- chiese Ulivina incuriosita.

:- Sì- risposi io- è veramente una bella storia, grazie di avermela raccontata. Ora però devo tornare a casa perché i miei genitori mi aspettano. Grazie e domani verrò sicuramente a rifarvi visita.

:- Sì, certo, vieni pure... ti aspettiamo- dissero i miei nuovi amici salutandomi con affetto.

 

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motto JUVENTUS 1897                  

 Alex Ćetojević  


  Classe II Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                         
Insegnante: Ilenija Anić

 

QUANDO SARO' GRANDE...PROGETTI E FANTASTICHERIE 
 

Un  giorno nella scuola  di  Bratislava  si e'  svolta  la partita  della   seconda contro  la  quarta classe,  c'erano due amici che  erano  venuti a guardare la partita e dissero :'' Per chi  tifiamo?''  l'altro rispose:''Per la seconda''.

La partita e' cominciata; la seconda  si spinge subito in attacco, ci prova,ci prova, ma  il  portiere  e'   troppo bravo. La seconda si fa distrarre un secondo  e  la quarta approfitta; parte con un contropiede e il giocatore numero  11  spiazza il  portiere ed e' goal!

Siamo al risultato di  1:0 per la quarta,ma la seconda non si fa  intimidire e ci prova.  La palla  non entra in rete,attenzione! C'e' una ripartenza  della quarta, la seconda si mette tutta in difesa  ma la quarta trova un piccolo  buco nella  difesa. Un giocatore entra nell'area di rigore della seconda, commette un fallo ed e' calcio di rigore. Lo batte il portiere, tira  ed  e' rete, dunque 2:0 per la quarta. Tutto questo e' successo  al  44. minuto.  L'arbitro dice che i  minuti  di  recupero prima della fine del primo  tempo saranno   2.00.  La seconda deve  reagire  se non vuole  perdere la partita. E  così, la seconda reagisce e si versa tutta in  attacco: tiro  della seconda!    Il pallone  sfiora il palo destro! L' arbitro suona la fine del  primo tempo. Tutti al riposo   10  minuti, passano i 10 minuti  e tutti  ritornano  in campo, al  2° minuto la seconda si rende pericolosa con un tiro del giocatore  numero  10 che impegna il portiere della quarta,il quale non si fa sorprendere. Al quindicesimo minuto il numero 10 della seconda passa la difesa della quarta e sorprende per la prima volta il portiere.  La  seconda si fa vedere e ritorna in partita, il risultato e' 2:1 e fa sperare la seconda. La quarta non puo' passare perche' la seconda fa pressing e intercetta ogni attacco della quarta. Attenzione, il giocatore numero 13 passa per la parte destra e crossa il giocatore della seconda, si trova davanti al portiere , tira ed e' rete! La seconda sorride adesso e si abbraccia mentre la quarta  e' delusa. Il risultato adesso e' di 2:2, questo goal e' stato fatto al  54. minuto. Ora la domanda e':'' Chi vincera'?'' Questo lo vedremo.

La seconda e' tutta avanti e gioca con il  portiere di movimento , dopo un ' po di passaggi il portiere di movimento sbaglia un passaggio e tutti i tifosi gridano:''Corri,corri'' il giocatore della quarta tira e tutti pensano :''Siamo spacciati,   ha segnato'' ma cosi' non e' perche' con un po' di fortuna la seconda si salva.  Il giocatore della quarta colpisce il palo, la seconda si versa in avanti e  un tiro del giocatore della seconda fulmina il portiere che resta fermo. Adesso e' cambiata la partita da un secco  2:0 il risultato si e' ribaltato a 2:3. Ricordiamo che il goal e' successo al 76.minuto. La seconda rimette il portiere normale e ricomincia a giocare;  il portiere si e' incaricato di battere un calcio di punizione: tiro e... rete! Questo e' successo all' 8. minuto di recupero e qui si chiude la partita.

 

Allora, avete capito cosa vorrei fare da grande?

Si,  voglio proprio fare il calciatore.

 

 

motto  L’ARCHEOLOGO                 

Gabriel Tagliaferro   

 

Classe I Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Sissano

                                                         
Insegnante: Barbara Brussich Markulinčić

 

„Quando saro' grande“  
     
 

Da grande faro' l'archeologo.Trovero' ossa di dinosauri,oro,cristalli,diamanti e tombe.Trovero' teschi e  enormi statue di sasso  .

Faro' buchi molto grandi. Avro'  molti attrezzi per trovare tutte queste cose e  dovro' rompere sassi molto  grandi , anche dei macigni!

Non vedo l'ora di diventare grande!

 

motto  SPAGNOLA                           

 Mia Chersin  

 

 Classe I Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Sissano

                                                         
Insegnante: Barbara Brussich Markulinčić

 

„Descrivi una persona cara“ 
 

Una persona a me molto cara e' mia nonna. Mia nonna e' morta quest'estate perche' aveva il cancro e fumava. La mia nonna si chiamava Vera. Era molto carina e molto buona.Aveva gli occhi marroni e le labbra blu.La sua pancia era molto grossa. Aveva molti amici, zappava l'orto e andava da sola in giro con la barca. La mia nonna lavorava in ospedale e aveva molti soldi.
Il giorno in cui e' morta io ho pianto tanto. Tutti hanno pianto. La mamma, il papà, mio fratello e i miei cugini. Ora mi manca tanto e penso a lei ogni giorno.

 

motto ORLANDO                               

Paolo Dobran  

 

Classe II Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Sezione Periferica di Sissano

                                                         
  Insegnante: Barbara Brussich Markulinčić

 

Descrivi una persona cara“
 

 La persona  a me piu' cara e' mio fratello. „Me fra'“. Mio fratello si chiama Diego  ed ha diciott' anni.
Ha una fidanzata molto carina.“ 'Na bela moreda“.
Io vorrei essere come „me fra'“ perche' ha i muscoli  e pesa cento chili. „Me fra' „  ha la barba e balla il „breack dance“  girandosi sulla testa. Ha vinto tante medaglie giocando  a pallavolo, a pallamano e andando a sciare. Non e' bravo a disegnare. Io sono piu' bravo di lui. Gli piace dormire fino a mezzogiorno. Con lui  faccio la guerra con i cuscini, gioco ai videogiochi pero' lui mi batte sempre. Mi diverto un sacco con mio fratello!

Mio fratello fuma pero' io e la mamma, questo, non lo vogliamo!

 

 

motto PRINCIPESSA                       

  Vanessa Buždon  

 

  Classe IV Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi”  Sezione Periferica di Sissano

                                                         
  Insegnante: Barbara Brussich Markulinčić

 

„Ascoltate le pietre, il mare,gli alberi…quali storie vi sussurrano?“
 

 Certe volte quando stiamo in silenzio ,su un prato,  sentiamo solo gli uccelli e i grilli. Ma se ascoltiamo attentamente sentiamo le storie che ci racconta la natura. Le piu' interessanti sono quelle delle pietre, del mare, degli alberi e del vento.

Le pietre, per esempio, ci possono  raccontare la storia  delle cose vecchie  e degli uomini.

 

A Sissano anni e anni indietro, le case si facevano con le pietre del Carso, per cui, ancora oggi  certe persone che  hanno tanti ricordi del passato, le tengono com'erano una volta.

 

Il mare ci puo' raccontare storie belle e brutte. Di  marinai che sono partiti  via  e non sono piu' tornati. A Sissano , „in cala“ , il mare ci puo' raccontare le storie di pescatori che  pescavano per sfamare la famiglia. Quando in piena notte, con la luna e il freddo andavano  a pescare.

La storia delle tante barche affondate perche' la bora non dava loro quiete.

 

Gli alberi ci sussurrano la storia dei nostri bisnonni e delle  guerre che hanno rubato loro la gioventu'.

A Sissano, „xota 'l morer“, i nostri  bisnonni e le nostre bisnonne si raccontavano storie e cantavano canzoni popolari. Gli innamorati che si tenevano abbracciati e poi si sono  sposati, hanno avuto figli che hanno avuto altri figli…finche' non siamo arrivati noi di oggi.

Quante feste si sono fatte e quante volte è passata la tempesta.

La bora ci puo' raccontare degli alberi che ha piegato e della gente che ha spinto. 

La terra ci racconta delle piante che le mani stanche hanno raccolto e di quanta gente si e' sfamata con i suoi doni. 

Io vi dico  di ascoltare bene la natura perche' i suoi segreti ci insegnano a vivere nel  domani.

 

 

motto PINGUINO                              

Chiara Kalebić    

 

 Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                         

 Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

QUANDO SARÒ GRANDE… PROGETTI E FANTASTICHERIE
 

Chi sono io ora? Una ragazzina quindicenne persa nello spazio e nel tempo. Fino a poco tempo fa vedevo la vita come un enorme parco giochi. Nella mia testa la parola “ problema” non esisteva. Esistevano solamente  i cartoni animati, i puzzle e lo sport. Dopo scuola non vedevo l’ora di andare ad allenamento, anche se a dire il  vero non sono mai stata un talento e mai lo sarò. Era l’unica mia vera preoccupazione e il mio unico amore. Mi piaceva andare in palestra, giocare e non pensare ai compiti domestici per un po’. Ma poco tempo fa ciò cambiò. Mi piace ancor oggi ovviamente, ma non è più lo stesso. Non sono più rilassata e libera come lo ero tempo fa, perché c’è sempre qualcosa, o qualcuno, che mi frulla in testa. Con l’entrata nella famosa pubertà i miei punti di vista sono diventati  più ampi e di conseguenza anche i miei ragionamenti più maturi, credo. Ora mi sento persa. Vedo un mondo bellissimo, rovinato dalle troppe ingiustizie che prevalgono e stanno prendendo un ruolo troppo importante nella nostra società. Penso alla discriminazione delle donne, alle ragazzine stuprate, ai bambini affetti da malattie incurabili, alle popolazioni africane che vivono in miseria e mi chiedo dove stia andando il nostro mondo. È tutto così strano e nuovo.

Per quanto si possa maturare, durante la pubertà ci sono dei momenti quando si ‘impazzisce’. Sto scoprendo il vero significato delle parole amicizia,  affetto e amore. Mi sto ancora ambientando. Penso che sia troppo presto per  pianificare il futuro ora. Bisogna lasciare il tempo scorrere e permettere alle esperienze di formare la nostra retta via. Ma c’ è sempre, in ognuno di noi, qualche sogno nascosto profondamente dentro alla nostra anima.

Qualche volta mi stendo sul letto, guardo il soffitto e penso. Penso alle molte persone che hanno bisogno di noi.  Poi penso ancora a come potrei aiutarli e mi rendo conto che ora non c’ è nessun tipo d’aiuto che, sfortunatamente, possa porgergli, ma questa situazione potrebbe cambiare. Mi voglio impegnare negli studi, finire una facoltà che mi piace, viaggiare, conoscere culture e popolazioni diverse, vivere la vita. Spero d’avere l’ opportunità di offrire aiuto a chi è meno fortunato di noi. Non penso di poter far miracoli, ma con qualche modesto contributo sono sicura che molta gente sarebbe felice e sarebbe il loro sorriso la mia più grande vittoria. Vorrei dimostrare che le persone senza soldi hanno una ricchezza interiore, che gran parte delle persone ricche  non hanno. La gran parte di noi è abituata ad avere tutto ciò che desidera. Abbiamo dimenticato la ricchezza di un sorriso o di un abbraccio.

Poi, continuando a guardare il soffitto, ripenso. Il mio viaggio nel futuro continua. Desidero viaggiare, girare il mondo e conoscere tutte le bellezze che la natura ci ha donato. Perché una è la vita e bisogna sfruttarla al meglio possibile, no?

Ma non ci sarà sicuramente una fatina delle fiabe a realizzare questi miei sogni. Sono io l’unico artefice della mia vita e so già che dovrò fare delle scelte difficili che segneranno il mio futuro. Ed ecco che qui sorge di già il primo ostacolo. La scuola media è alle porte ed io sono più confusa che mai. Mi piacciono la matematica, la fisica e le scienze in generale. L’architettura mi affascina. Seguo i progressi enormi effettuati di giorno in giorno. Vorrei far parte di questo mondo, ma mi chiedo se ne sarei capace. Seguendo questa strada dovrei iscrivere la scuola tecnica, ma ci sono troppi ma. E se un giorno, così per caso, cambiassi idea? Cosa farei?  Che confusione!

Ma di una cosa però sono sicura . Nel futuro mi divertirò con i miei amici. Studierò perché, come dicono i miei genitori, non  dovrò permettere che certa gente, la quale magari  capisce meno , ma ha un documento in più , si prenda gioco di me, e cercherò di godermi la vita al meglio possibile.

E ora metto le cuffie , ascolto un po’ di musica e mi spengo per un po’ di  tempo perché è questo l’ unico modo con cui riesco a rilassarmi.

Ognuno di noi è l’autore dell’autobiografia che magari scriveremo tra qualche anno, perciò prima di agire bisogna pensare alle conseguenze, saper distinguere ciò che ci dice il cuore da ciò che dice la testa e soprattutto fare ciò che soddisfa noi stessi per poter condurre una vita felice.  

Io non pianificherò la mia vita. Vivrò la vita giorno per giorno, con sicuramente molte cadute ma anche vittorie (spero), che saranno una nuova lezione ogni volta.

Non lasciate che vi rubino i sogni. Seguite il vostro cuore, accada quel che accada.” Jack Canfield

 

 

motto  PULCINO BIONDO                 

 Ena Mehanović  

 

   Classe V  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola


 Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

DESCRIVO UNA PERSONA A ME CARA 
 

Desidero descrivere la mamma. Si chiama Nataša e di anni ne ha quarantuno, anche se secondo me ne dimostra molti di meno. È specializzata in difettologia e la sua professione le piace molto, perché ama i bambini ed è contenta quando riesce ad aiutarli, facendoli superare delle difficoltà. Quando si presenta qualche problema un po' più grosso, tenta di risolverlo senza umiliare o offendere qualcuno, lo fa con estrema delicatezza.

Io le racconto tutti i miei segreti, perché in lei ho una fiducia cieca e so che non li svelerà mai a nessuno. Quando ho un problema glielo racconto e lei cerca di darmi sempre il consiglio migliore su come venirci fuori.Lei è la mia migliore amica.

Oltre ad avere me, la mamma deve accudire anche mio fratello che è ancora piccolino, ha solo tre anni e anche lui cerca la sua attenzione  e le sue coccole. Eppure lei riesce a non far mancare nulla né a me né a lui, distribuisce equamente il suo amore.

La mamma è di corporatura media ed è piuttosto alta, ha i capelli color cenere, ma sembra che da piccola li abbia avuti biondo oro come i miei. I suoi capelli sono naturali e non li tinge. Ha il naso a patatina e gli occhi chiari come il cielo in primavera. Quando sorride è bellissima. Si trucca discretamente.

Devo dire che mia mamma è anche un' ottima cuoca e quando ci prepara la pizza ci lecchiamo i baffi. I cibi le riescono sempre molto bene, perché cucina con amore ed è molto inventiva nel farlo.Comunque le cose che fa di preferenza sono le passeggiate assieme a me, mio fratello e il papà, d' estate andare al mare e fare le compere.

Penso che la mia mamma sia una mamma da esempio e io non la cambierei per nulla al mondo.

 

 

motto GATTINA                                 

 Valentina Kolić  

 

 Classe V  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

 

      Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

QUANDO SARÒ GRANDE... PROGETTI E FANTASTICHERIE 
 

Sono una ragazza normale, semplice, frequento la quinta classe e mi diverto  a giocare con gli amici. Eppure anch' io, come molti credo, ho un sogno nel cassetto e non è un sogno di quelli che si fanno di notte con dei personaggi fatati e  gli animali che parlano. Il mio è un sogno che descrive la mia vita futura, i miei sogni e le mie speranze.

Da grande vorrei diventare un' esperta di animali, vorrei praticare una professione che mi permetta di occuparmene e di proteggerli, soprattutto tutelare quelle speci che purtroppo sono in estinzione. Questo lavoro mi permetterebbe inoltre di viaggiare molto, conoscere nuove terre, vedere paesaggi a me sconosciuti. Mi piace imparare, studiare, conoscere, svelare misteri. Non mi importa se in questa maniera andrei incontro a dei pericoli.

Per quel che riguarda questo argomento la mia amica ha un' opinione completamente diversa e reputa che andare in posti del genere sia troppo rischioso.

Mi rendo conto però che per poter realizzare questo mio sogno dovrò impegnarmi e lottare molto. Solo in questa maniera potrà diventare realtà. Ad ogni modo voglio essere reale ed obiettiva : so che non è detto che io non cambi idea e che le mie speranze vadano poi a finire tutte da qualche altra parte, ma non fa nulla, non me ne preoccupo perché l' infanzia, e io sono ancora piccola, è fatta per poter sognare.

 

 

motto JUSTIN LOVE ME                     

Sara Tominović  

 

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                            
 Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

DESCRIVO UNA PERSONA A ME CARA 
 

Descrivere una persona a me cara è molto difficile, perché ci sono molte persone care nel mio cuore, ma io ho scelto di descrivere mia madre, perché lei le supera tutte.

Mia madre si chiama Arlen, che per me è un nome bellissimo. Ha quarantasette anni e di mestiere fa l' insegnante in una scuola media superiore. Ha i capelli castani, un viso minuto, le guance rosee, gli occhi verdi, un naso piccolino e una bocca rossa e sorridente. È un po' cicciottella, ma resta ugualmente bella.

È una persona molto gentile ed educata, ma non sopporta di essere stuzzicata. Le piace molto ridere.

La passione di mia madre è quella di cucinare e posso garantire che come cuoca è insuperabile e i suoi piatti sono squisiti.

È molto generosa ed altruista ed ama molto i propri famigliari. I suoi passatempi preferiti sono la TV e stare in compagnia, anche se a volte dice che stare da soli ogni tanto fa bene.

Qualche volta mi sgrida e probabilmente lo merito, ma per me è la persona più buona che ci sia al mondo.

 

 

motto PAPERINA                                

Carla Ivančić    

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                              

Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

DESCRIVO UNA PERSONA AMATA 
 

È una donna piena di forza, di coraggio, di buon umore e di energia positiva. Sto parlando della mia mamma. Si chiama Tamara. È molto bella, ha trentotto anni, ma a me sembra una ragazzina soltanto un po' più vecchia di me con la quale gioco, parlo dei miei segreti, dei miei pensieri e delle mie paure. Lei mi comprende e mi dà consigli.

La mia mamma non è magra, è di corporatura normale ed è piuttosto alta. Il suo volto è molto pallido d' inverno, mentre d' estate è abbronzato. I suoi occhi blu scuro come il cielo durante una tempesta, sono molto allegri. Nei momenti tristi, quando le viene da piangere, quegli occhi si fanno piccoli, tristi e quasi neri. Le sue labbra sono sottili  e quasi sempre coperte da un lucidalabbra molto brillante. Mi piacciono molto i capelli della  mamma quando le coprono la faccia  mentre soffia la bora e in quei momenti lei si arrabbia e mormora qualcosa che né io né mia sorella riusciamo a capire. Quei capelli biondi, d' estate lo diventano ancora di più ,a causa del sole e del mare.

La mamma è proprietaria di tre negozi di moda femminile. Lavora tantissimo e le piace il suo lavoro. Quando sono con lei nel negozio la osservo mentre insegna delle cose alle  dipendenti, facendo capire a loro che pur essendo la proprietaria è anche loro amica ed è sempre pronta ad aiutarle .

Anche se lavora molto, mia madre ha sempre tempo per me e mia sorella. Mi accompagna a tutte le attività extrascolastiche e mi aiuta sempre anche nello studio. Più di tutto però mi piace quando facciamo delle lunghe passeggiate con i cani vicino al mare e quando preparo dei dolci assieme a lei perché la mamma ama cucinare ed è una brava cuoca.

Durante i fine settimana perde ore ed ore in cucina per preparare qualcosa di speciale.

Le piace molto anche andare al cinema, soprattutto con me, mia sorella e il papà. Conosce tutti i titoli dei film e gli attori che li interpretano. Ama leggere e lo fa ogni sera prima di addormentarsi e durante l' estate. In spiaggia legge sempre libri che lei definisce buffi e che le permettono di rilassarsi e di non pensare ai problemi.

Amo moltissimo la mamma. Per me è unica.

 

  

motto  SOGNATRICE                            

Mia Belci  

 

   Classe VIII  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                              

 Insegnante: Ingrid Ukmar Lakoseljac

 

COSA FARÒ DA GRANDE… FANTASTICHERIE E PROGETTI 
 

Chi sono io? Sono una quindicenne, che essendo in pubertà comincia  a comprendere le tragiche e crudeli realtà che succedono nel mondo. Spesso mi pongo delle domande, che mi fanno riflettere . Non riesco a capire  come la gente sia in grado di essere così malvagia e insensibile.

Le donne e i bambini vengono sottoposti ad offese , umiliazioni e sofferenze che mi fanno venire  una rabbia e una tristezza  profonde.

Le donne nelle regioni islamiche non hanno nessun diritto di parlare, di esprimere una propria opinione ,  vengono  trattate come delle incapaci ed esseri di  poco valore.

Più della metà delle donne sono analfabete e dipendono dai propri mariti che le usano come schiave  . Essendo umiliate continuamente, non hanno la forza ed il coraggio di agire e combattere per i propri diritti. Essendo consapevole di tutte queste ingiustizie mi pongo mille domande. Ma quella che mi fa più riflettere è: sono in grado di cambiare qualcosa?

Ho  voglia di aiutare questa gente, anche se so di non poter mutare la situazione nel mondo , ma voglio provare , voglio combattere per vedere i volti di chi soffre sorridere.

Immagino il mio futuro , mi vedo come un avvocato. Mi batterò per i diritti della gente, perché questo mi rende felice e mi fa sentire realizzata. Sarò  soddisfatta se  riuscirò ad aiutare anche solo poche persone , perché sono sicura che c’ è molta gente che  come me desidera aiutare e sostenere quelli meno fortunati di noi.  So che sarà difficile , perché troverò molti ostacoli e difficoltà,  ma questi  saranno per me un motivo ed una forza in più per impegnarmi e fare bene il mio lavoro.

 

 

motto  BRONTOLO 2                             

Romana Radetić  

 

 Classe VII - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                               

 Insegnante: Susanna Svitich

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano... quali storie vi sussurrano?

Era primavera. Un bel sabato soleggiato. Il giorno ideale per fare una passeggiata lungo la costa. Mi sono vestita ed ho iniziato, a prima vista, una normalissima passeggiata, almeno cosi sembrava.

La giornata era molto ventosa perciò non c'era quasi nessuno. Dopo una ventina di minuti, mi sedetti su una pietra per riprendere un po' d'aria, ma d'un tratto sentii un grido acuto : „Ahi!". Mi girai di colpo, ma non c'era nessuno. La voce ripeté : „Ahi! Mi fai male!". „ C-C-Chi sei?" chiesi spaventata. „ Sono la pietra sulla quale ti siedi," ribatté. M'alzai di scatto : era vero! „Che cosa vuoi da me?".

Per una persona normale parlare con una roccia sembrerebbe strano, ma io sono curiosa e volevo conoscere il loro segreto. La pietra rispose : „Vorremmo che ascoltassi la storia del Grande Albero senza interromperlo, d'accordo?". Feci di sì con la testa e mi avvicinai al Grande Albero che iniziò la sua storia : „Quando ero solo un minuscolo tronco, i bambini non vedevano l'ora di piantarmi : volevano che io diventassi l'albero più bello del mondo. Li vidi giocare, cantare, saltare attorno a me. Come crescevo io, crescevano anche loro : iniziarono ad andare a scuola, trovarono i primi amori, si sposarono, ebbero dei figli. In quel periodo ero un albero di trent'anni. I ragazzi si potevano nascondere dietro il mio tronco, i rami facevano una bella ombra. Ora ho settant'anni ed é tutto cambiato : sono rari i bambini che giocano all'aria aperta, tutto è inquinato ed ho sentito che degli operai mi taglieranno per costruire un ristorante. Perché voi umani dovete distruggere tutto? Perché non capite che le cose più semplici come il cinguettio degli uccelli, oppure il fischiare del vento nascondono tanti segreti? Basta sapere solo ascoltare."

Rimasi stupita... E' vero! Lo guardai : „ Signor Albero, anch'io vorrei che le cose tornassero come erano i suoi primi anni da albero adulto. Ma io non posso cambiare niente, almeno non da sola!" L' albero sorrise e ribatté : „ Tu puoi cambiare tutto se lo vuoi..."

Mi svegliai : „ Ah! era stato soltanto un bel sogno."
Guardai fuori dalla finestra : un bellissimo sabato soleggiato, il giorno perfetto per cambiare qualcosa...

 

 

motto STARDUST                                  

 Mihaela Katačić  

 

   Classe VII – b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                               
 Insegnante: Susanna Svitich

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano... quali storie vi sussurrano?

Dopo un lungo periodo di pioggia, decisi di fare una passeggiata vicino al mare. Prese le chiavi e il guinzaglio, sono uscita di casa e mi sono diretta verso la spiaggia.

Arrivata mi sono seduta su uno scoglio sporgente e ho cominciato ad ascoltare il battito delle onde contro la costa rocciosa. Dopo un po' il battito si e' trasformato in una canzone lieve; ma non una canzone normale, bensì una melodia che mi raccontava mille storie. Mi narrava, con le sue onde, storie delle navi pirata, miti, leggende, mi raccontava dei fondali marini, dei tesori nascosti sotto gli strati più' profondi degli oceani, e di tantissime specie di animali marini che non sono ancora stati scoperti dall' uomo. Dopo un po' di tempo cominciò a soffiare il vento che portò le storie del mare in un' altra direzione: ora il mare mi raccontava nuvoloni neri e vortici marini, di un naufragio terribile nel quale scomparvero tanti tesori. Trascorso un po' di tempo, vidi un' aspetto magico del mare, colori rosa, arancione, rosso, viola, che splendevano assieme al Sole. Era arrivato il tramonto e le storie del mare si diressero in un altra direzionale storie delle tempeste vengono sostituite dai racconti dei pescatori e delle loro reti piene o meno, e anche di...BAU!BAU!

Spaventata  aprii gli occhi rapidamente e guardai intorno per vedere cosa era successo... l'agitazione era solo il mio cagnolino che si era stufato di aspettare la fine del mio sogno .

Prima di ritornare a casa buttai nel mare una bottiglia con un messaggio: il mio grazie al mare e una storia da raccontare ad un' altra persona che saprà ascoltare.

 

 

motto SOLE                                            

Lukas Lipužić  

 

  Classe IV Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                
 Insegnante: Ornella Kunst

    
COSA FARÒ DA GRANDE… FANTASTICHERIE E PROGETTI
 
                               

Mi chiamo Lukas , ho 10 anni e vivo a Portorose. Ho gli occhi  azzurri   e i capelli   biondi  a funghetto.

Quando sarò grande   farò  il dottore  e curerò  le persone ammalate  perchè  non voglio che la gente  sia malata  Avrò tanti soldi e mi  comprerò  la  Porshe. Lavorerò in ospedale   a Isola. Vivrò dove vivo  adesso e avrò tanti bambini. Li  curerò  così che li   porterò a letto  anche se avranno100 kg. Andrò anche  a karate e vincerò  tutti.  Quando sarò nonno e  sarò già in pensione  leggerò le favole ai  miei nipotini. 

motto STELLA 2002                              

   Erika Horvat  

 

  Classe IV  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                 

Insegnante: Ornella Kunst

 

“Quando sarò grande..” progetti e fantasticherie

 Quando sarò grande farò la maestra di ginnastica  perché mi piace saltare, correre e fare gli esercizi…

Voglio  vivere a Strugnano perche c’è tanta erba. Avrò due figli.  Un maschio e una femmina ; si chiameranno  Max  e  Lana.

 Aiuterò i bambini ed i miei figli  a saltare  bene, correre veloce, essere forti e resistenti…

Sarò una mamma meravigliosa  , aiuterò sempre i miei figli.

Frequenteranno la  scuola italiana  come me.

 

 

motto TSUNAMI                                        

Belmin Čehić  

 

Classe IV  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                

  Insegnante: Ornella Kunst

 “Quando sarò grande..” progetti e fantasticherie

 

Mi  chiamo  Belmin.  Ho 10 anni, ho  i  capelli  corti  e  biondi.  Sono  alto  e  magro,  ho  gli  occhi  di  colore  azzurro. Quando  sarò  grande  vorrei essere  il più forte  e muscoloso uomo al mondo perché se  qualcuno vorrà picchiare i miei bambini o mia moglie  li potrò difendere.

Vorrei avere una macchina  potente, una moto,  l'aero e anche una barca, ma però grande. Vorrei essere ricco così tanto che neanche in un grattacielo non starebbe  tutto il mio denaro. Con i soldi  mi farei due hotel.  Vorrei vivere in Germania perché là è molto bello (ci vive mia sorella, per questo lo sò) ed essere un dottore o un poliziotto. Vorrei avere  tanti bambini perché mi piace giocare con loro. Spero di  vivere più di 100 anni.
 

  

motto BALLERINA                                    

Alessia Petrović  

 

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                  
Insegnante: Nelly Šterbić

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano... quali storie vi sussurrano

Ad un tratto mi ritrovai su questa isoletta, ma come ci sono finita? Poco fa mi trovavo a casa con la febbre alta e ora invece mi sono sorpresa a guardare nell' immenso mare azzurro. La febbre alta mi fa brutti scherzi... Cerco di svegliarmi, ma presto scopro che questo non è un sogno. Mi giro, in cerca di qualcosa che mi faccia capire dove sono e vedo dei bambini che corrono radiosi di qua e di là. Le loro grida di felicità mi fanno riflettere. Un tempo anch' io ero come loro, con gli amici urlavo a squarciagola divertendomi come matta.

Passeggiando per la costa di quest'isola a contatto con il mare e la natura incontaminata sento delle voci ed in me dei ricordi rinascono e ho la sensazione di essere già stata in questo posto. Tutto mi sembra così familiare, eppure non ricordo ancora bene. Sento il rumore dei sassi che vengono sbattuti dal mare contro la spiaggia, il sole forte picchia sulla mia pelle e nel caldo insopportabile riesco a percepire il caldo vento primaverile o forse estivo? Dei bambini mi passano accanto rincorrendosi a vicenda. I bambini mi sono conosciuti e so di averli già visti, ma non so dove... Tutto è così sbiadito. Lo sono pure i miei ricordi. Noto tre bambine sedute sulle altalene che chiacchierano serenamente. In quel momento tutto mi è chiaro. Oppure no... Quelle bambine sono le mie amiche ed io a otto anni. Quest' isola è l'Isola Rossa e noi ci stiamo divertendo per l'ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze. Decido di sedermi all'ombra di un bel pino,  sulla panchina che c' è di fronte e di godermi la scena che ho vissuto nella mia infanzia. Sulla panchina noto un oggetto strano posato sulle sue assi. Mi ritrovo con un sasso a forma di cuore fra le mani. "Ora che hai ricordato questa scena passiamo ad un' altra" mi ha detto una voce possente, ma dolce allo stesso tempo. Giuro che ho preso paura! Mi sono guardata intorno, in cerca di qualcuno che avesse potuto rivolgersi a me. Non c'era nessuno, ma la voce ha parlato di nuovo. Ha detto che dovevo prenderlo con me e metterlo in tasca. Non era possibile che un sasso avesse parlato, ma pensandoci meglio non era possibile neppure il fatto che ad un tratto io fossi arrivata dal mio letto a quest' isola. Forse era tutto soltanto frutto della mia immaginazione...

Le mie riflessioni si sono interrotte per un rumore forte, come un ronzio. Tanti colori e luci giravano tutto intorno a me e dopo tutto si fermò. Questa volta c'era tanta confusione e mi trovavo, in quello che sembrava, un parco dei divertimenti. Quel posto lo riconobbi subito. Era un posto speciale, magico... era Gardaland. Una folla di ragazzini si era raggruppata davanti ai personaggi Disney per farsi fare una foto dall' insegnante. Sapevo di dover trovare la piccola me fra quei ragazzini, ma non mi riconoscevo. Dovevo guardare meglio, perché sapevo di dover ricconoscere me stessa. In quel momento da dietro la folla sbucò una  ragazzina bassa e magra. Quasi non mi ricconoscevo... Non ricordavo di essere stata così! Sono passati solo quattro anni, ma sono cresciuta e cambiata parecchio. Avevo i capelli molto più lunghi e dritti. Qualcosa richiamò la mia attenzione, qualcosa di luccicante. Mi abbassai per raccoglierlo ed era un portachiavi a forma di Micky Mouse, lo stesso che anni fa avevo comprato proprio a Gardaland. "Mettimi in tasca! Sei stata in gamba! Hai passato la prova!" Misi il portachiavi nella tasca della giacca accanto al sasso cuoriforme.

Di nuovo tutto girò e io vidi tanti posti a me conosciuti. Vidi i Laghi di Plitvice, Zara, Pola, Parenzo, Zagabria, Trieste, Genova, Pisa, Firenze, ... tanti luoghi a me cari dove ho trascorso ore indimenticabili con i miei compagni d'avventura: la mia classe.

Poi mi ritrovai in un'aula nuova. Mi riconobbi subito. In questa scena non ero più una bambina, ero una ragazza di circa sedici anni. Vidi altri alunni, ma ne riconobbi solo alcuni. Suppongo che sia alla Scuola media e che abbia conosciuto nuovi amici. Io stavo diligentemente prendendo appunti, quando la mia compagna di banco, una ragazza che non ho riconosciuto, si è chinata verso di me e mi ha sussurrato qualcosa. Ho riso piano, senza che l' insegnante mi veda e sono tornata a prendere appunti. Un libro grosso era aperto sul banco dell' insegnante. "Sai cosa devi fare..." Raccolsi il librone, lo chiusi e guardai la copertina: «Dizionario della lingua latina». Tutto ruotò e si fermò più velocemente delle volte precedenti.

Ho riaperto gli occhi ed ero a letto. Ho sognato tutto... L' ultima tappa mi ha fatto riflettere... Sarà quello il mio futuro?

 

 

motto  BANANA                                          

Manuel Rabar  

 

Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                  
Insegnante: Nelly Šterbić

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano… quali storie mi sussurrano

La mia città, il mio paese Rovigno è affacciato sul mare che con il suo movimento modella e consuma gli scogli affilati e appuntiti. Il sussurro del mare ci porta delle lettere lontane che possono avvertirci quando l'uomo inquina il mare e quando il mare si sente offeso.

Il vento che arriva dall' orizzonte ci rattristisce perché porta solamente oggetti inutili gettati nell'aqua e l'aria è sempre molto calda e afosa e ciò significa che arrivano i nuvoli con la pioggia perché soffia scirocco. Il vento in autunno fa sÌ che le ultime foglie crollino dagli alberi stanchi e ciò provoca un simpatico ballo, l'ultima danza delle foglioline.

La costa della mia città è per lo piů rocciosa, il motivo è che nel periodo invernale le mareggiate sono piů frequenti e gli scogli si sgretolane e con gli anni diventano sempre piů bassi e ciò ci fa capire che non invecchiamo solamente noi, ma anche tutta la nostra spiaggia. Lungo la costa crescono molti cespugli ed alberelli, cioè la macchia mediterranea che contiene vari frutti e ricchezze come le more, i pinoli che sono molto rari, l'alloro, la maggiorana, gli asparigi… Le pietre sono per lo piů sgretolate e varieformi  perché quelle tonde e lisce vengono raccolte dai turisti.

Se si passa lungo la punta che si trova nel parco naturale di Punta Corrente possiamo osservare due correnti che si scontrano, il rumore è leggero, solamente quando c'è la luna piena il rumore e piů forte. Io vado spesso a passeggiare lungo le nostre coste perché la tranquillità, il colore della natura e il canto degli ucccelli mi fanno stare sereno e in pace. Penso che sono molto fortunato di essere nato vicino al mare perché si dice che la popolazione che vive vicino al mare è piů aperta e amichevole. Ritengo che il mare e tutto il verde creato dalla natura creano una persona piů libera che si paragona ad un uccello in libertà.

La grande fortuna del mare è che toccandolo riusciamo ad essere collegati con tutto il mondo e questo sembra quasi irreale, però è vero.

 

 

motto CAVALLO 2                                     

Marco Čabran  

 

  Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                   

 Insegnante: Nelly Šterbić

 

ASCOLTATE LE PIETRE, IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO...QUALI STORIE VI SUSSURRANO

 

Il mare, i sassolini delle spiagge di Punta Corrrente, le grandi pietre della cava di Montauro e moltissimi alberi, la natura, la cosa che mi piace di piů al mondo. Quando cammino per i boschi, del nostro bellissimo parco gli alberi che stano di qua e di là del sentiero sembra che parlino. Quel fruscio delle foglie quando c'è  il vento ti accoglie con molto piacere nel suo folto.

Quando passeggio in riva al mare, con le sue onde che sbattono sulla riva sembra che ti dicano...vieni, guardami come sono affascinante. Le grandissime pietre sulla punta di Montravo, dove una volta c'era la cava, quando cammino, mi giro e sembra che mi inseguano, perché ovunque mi volti ci sono. Ma quel bruttissimo giorno, il 17 di settembre del 2011 ovunque mi girassi anche se il monte era un altro per me era tutto buio e muto, eppure per dire la verità, la giornata era cominciata bene, c'era il sole che splendeva.

Mio nonno sfortunatamente stava male aveva un cancro. Era sabato e come tutti i sabati io con la mia famiglia andavo al villaggio dove abbiamo anche una casa, prima di partire siamo andati a vedere come stava il nonno, quel giorno rispetto agli altri stava ancora male, non parlava, respirava a fatica e dormiva tanto. Dato che sapevamo che la situazione era quella non ci siamo preoccupati troppo o piů del solito, perché ogni giorno era peggio.

Quando siamo arrivati a Jural anche lí splendeva un sole magnifico, io ho preso i miei cani e sono andato a passeggiare. A Jural c'è un monte che seguendo il sentiero si arriva sopra ad un burrone molto ripido, sotto c'è il canale di Leme dove pietre e alberi non mancano mai; in quella giornata le pietre prendevano tranquillamente il sole. Siamo stati lí fino alle cinque del pomeriggio a goderci la natura incontaminata, dopo di che dovevamo ritornare a Rovigno.

Il sole pian,  piano stava calando, andava a farsi un pisolotto per essere ancora piů raggiante il giorno dopo. Quando eravamo giunti quasi alla Villa di Rovigno chiamò mia nonna e disse di andare là immediatamente, in quel momento capimmo subito la situazione ed io vidi tutto quello che mi circondava diventare all'improvviso nero e muto. Mio nonno era morto.

Col passare dei giorni ci siamo rassegnati alla situazione ormai inevitabile e per me pian piano era ricominciato a ritornare di nuovo il sole.

 

 

motto COCCO                                             

Pashmina Pellizzer  

 

 Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                   
 Insegnante: Nelly Šterbić 

 

QUANDO SARÒ GRANDE… 

I miei progetti per il futuro sono avere una bella famiglia, vorrei avere due bambini gemelli che si chiamerebbero Luca e Francesco. Mi piacerebbe avere un marito bravo, bello ed intelligente.

Sarebbe bello anche finire l’ università di giurisprudenza e lavorare in un tribunale a Londra, prima come avvocato e dopo qualche anno come giudice.

Mi sposerei a Londra in una bella chiesa, vorrei avere un bel vestito bianco come la neve. Sarei volentieri anche zia di due bei nipotini con cui andare a fare delle belle passeggiate e divertirmi.

Vorrei avere anche un secondo lavoro: vorrei essere una supplente di fisica alle scuole elementari perché questa materia mi interessa e mi affascina.

Studierei volentieri il mandarino e lo spagnolo, perché sono delle lingue molto interessanti, anche se un po’ strane e difficili, specie la prima.

Questi, per adesso, sarebbero i miei progetti. Quand’ ero un po’ più piccola invece i miei sogni erano diversi. Volevo essere una parrucchiera, avere il mio bel salone adatto per questo lavoro. Mi piacevano molto i capelli! Non volevo sposarmi, né avere figli e volevo vivere da sola in un appartamento a Parigi. Volevo che il mio appartamento fosse abbastanza spazioso con un bel bagno e una bella camera da letto, con una finestra grande dalla quale avrei potuto osservare tutta la città.

Questi erano e sono i miei desideri per il futuro e spero di raggiungerli prima o poi, almeno qualcuno. Ovviamente, per realizzare tutto ciò ci vuole impegno accompagnato da tanta forza di volontà.    

 

 

 

motto  DRAGO                                           

 Timi Validžić  

 

   Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                   

 Insegnante: Nelly Šterbić

Quando sarò grande…

            Da bambino volevo diventare un astronauta o guidare la Ferrari, vincere tante gare e avere tanti trofei. Però dopo che ho compiuto dieci anni ho capito che non potrò mai diventare qualcosa di simile, perché la velocità mi fa paura.

A undici anni ho deciso che volevo diventare un giardiniere o un fisioterapista.

Vorrei diventare giardiniere perché mi piace la natura. Invece vorrei diventare fisioterapista perché il mio papà era partito per studiare ed imparare la fisioterapia e potrebbe insegnarmi molto.

Dopo aver finito le scuole sarà difficile scegliere perché mi ricordo che per fare il giardiniere devo andare a Pola. Per diventare fisioterapista devo rimanere a Rovigno, ma poi dovrò imparare tanti nomi in latino come quelli delle ossa e ciò mi sembra piuttosto difficile!!!

Forse andrò in una scuola per cuochi perché cosa c'è di meglio che cucinare, ricevere un voto e poi anche mangiare quello che hai cucinato?!!

Da bambino invece, volevo una gigantesca casa, con delle piscine, una TV al plasma, una bella moglie, una Ferrari e una Lamborghini. Basta leggere ciò che ho scritto fin qui e già si sa che ho esagerato, però questo è il sogno di ogni bambino.

So che tutto questo non è possibile però se vincerò al Lotto, al Bingo o un'altra lotteria allora sì che questo sogno diventerebbe realtà!!! Non devo preoccuparmi per questo perché ho ancora tanto tempo davanti a me. Ora devo solo pensare allo studio e di finire la scuola elementare con un bel voto!
 

motto MARE                                               

Lorentz Vail Žufić  

  

Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                   

Insegnante: Nelly Šterbić

 

La mia vita da grande

 

Da grande non sono sicuro che lavoro fare, o cosa fare, dove vivere e come vivere. Ho tantissimi progetti che mi frullano per la testa; li voglio realizzare tutti, ma semplicemente non è possibile.

 Uno di questi progetti  è  la cucina: vorrei imaparare tantissimi piatti e prelibatezze per poi diventare un cuoco (o chef) con tantissima esperienza. Particolarmente mi interessano le cucine giapponesi e cinesi,  ma anche quelle nordiche. I miei piatti preferiti sono quelli complicati e pieni di gusto, di sapore come ad esempio il sushi: una squisitezza giapponese nella quale riso, pesce crudo e spezie vengono avvolte in un' alga marina che viene poi tagliata e infine  servita.

Un altro progetto che sarabbe bello  da realizzare è quello di fare il chimico o il biologo. Ci sono temi che non capisco della chimica e della biologia, per questo motivo ho in mente di chiarirli al meglio, approfondirli e svelarne tuti i segreti. La chimica è nei miei interessi perché tante volte si vedono e scoprono dei fenomeni, i quali, sembrano impossibili, ma sono del tutto reali e veri. La biologia è  praticamente parte della chimica  e la chimica parte della biologia; per questo le seguo con la stessa curiosità.

Adesso potrei scrivere di almeno un miliardo di progetti e ambizioni, però questi sono i miei due sogni principali.

Un posto nel quale vorrei vivere è il Giappone. Sono affascinato dalla cultura e  dalla tradizione giapponese. Il mio obiettivo è quello di vivere o a Tokyo o a Kyoto; il primo è un centro mondiale moderno e all'avanguardia mentre il secondo è una località ricca di tradizioni, credenze, leggende e miti. In ogni caso, non vivrei mai da solo; starei sempre con un amico o una compagna. Alla fin fine, quello che voglio fare da grande è essere felice e contento, senza troppi problemi e preoccupazioni.

 


motto NON LO SO
                                     

Leo Bogdanović Vlah  

 

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                   

Insegnante: Nelly Šterbić

Descrivi una persona cara

Mia madre si chiama Antonella , ha i capelli corti , scuri , ma se li tinge per sembrare bionda ; gli occhi le sono di un colore marrone intenso come il caffe`. Non e` alta , a dir la verita` , e` addittura piu` bassa di me (quando mi metto le scarpe mi sembra di essere piu` alto di lei di due metri)!!! Non mi crederete mai, ma… lei e` piu` leggera di me , riesco persino sollevarla!

Quando sono all´allenamento , di solito guarda la Tv con papa` e quando torno a casa lei mi prepara la cena. Di notte , si sveglia per dirgli di smettere di russare , ma mio padre risponde sempre che non russa. A volte dice battute davvero buffe e divertenti  , mi imita alla perfezione che e` abbastanza per farmi ridere ogni volta. Mi rompe le scatole dicendomi  tutto il tempo “ non fare questo , non fare quello e non fare quell´altro “. Insomma , sembra quasi che non posso fare niente , ma assolutamente niente! Vuole sempre comandare lei e fare il capo in casa. Mi rimprovera senza interruzioni , ma a me da un orecchio entra e dall´altro esce. Parla spesso con me , ma io non l´ascolto sempre ed allora sembra che parli con il muro.

Ricevo la paghetta mensile , ma alla fine e` lei che fa la „banca nazionale“ e quindi la mia paga si accumula.

Trova tutti i tipi di luoghi per nascondermi il telefonino quando sono in castigo e non riesco mai a trovarlo , come “Mission Impossible “. Mica sul mio cellulare ci sono dei file top secret!

E` un´insegnante prescolare , quindi trascorre la mattinata tra bambini , giochini e pannolini e poi alla sera brontola per i calzini volanti e puzzolenti in camera mia!

Ho ancora tante , anzi troppe cose da dire su di lei. Ve ne dico ancora due : lei , mia madre , e` la persona a me  piu` cara al mondo e farebbe qualsiasi cosa per aiutarmi.

 

motto QUADRIFOGLIO                               

Laura Verdnik     

 

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                    

 Insegnante: Nelly Šterbić

 

La mia vita da grande

Fin da piccola mi piaceva fantasticare  su cosa avrei fatto da adulta. Come il sogno più frequente di tutte le bambine anche il mio consisteva nel voler fare la ballerina o la catante, come anche la stella del cinema o la top model passeggiando sulle piste ed indossando vestiti all' ultimo grido.

Man mano che crerscevo diventavo sempre più consapevole del fatto che  tali sogni erano mete molto difficili da raggiungere. Iniziai ad interessarmi a mestieri piu semplici come la parrucchiera, l 'estetista e la truccatrice, questo perché andavo piu spesso dalla mia parrucchiera e lei mi raccontava aneddoti interessanti e divertenti riguardo il suo mestiere e quello delle sue colleghe. Tutto ciò mi affascinava molto.

Più tardi desideravo fare la fioraia come mia zia, perché osservai che la sua attività era piuttosto redditizia e poi lei era molto brava nel fare le composizioni floreali che a me sono sempre piaciute. Di questo lavoro amavo il vantaggio di lavorare in un posto sempre profumato ed il fatto di svegliarsi la mattina sapendo di andare a fare qualcosa di bello e creativo, non troppo difficile e che mi piaceva.

Ad un cero punto pensai anche al lavoro di commessa, ma il mio interesse riguardo a ciò savnì quasi immediatamente. Maturando capii che le mie possibilità erano maggiori e che dovevano essere indirizzate meglio.

Ora mi trovo sulla soglia dei dodici anni e sono già conscia di dover scegliere innanzitutto gli studi adatti, per un futuro lavoro che soddisfi le mie esigenze e le mie aspettative, ma penso che sono ancora troppo piccola per decidere definitivamente. Altre idee sfioreranno la mia mente, ne sono sicura!

Io,per esempio, ho pure la passione per la musica e non a caso frequento la Scuola di musica dove imparo a sunare il pianoforte, con ciò voglio dire che avrei il desiderio di suonarlo anche in modo professionale.

Altra idea!!! Da grande potrei prendere in considerazione di fare l' ingegnere navale, ma non ne sono sicura perché è uno studio che richiede molto impegno. L' interesse è nato ascoltando mio zio che lo fa di professione e che mi racconta sempre dettagliatamente dei suoi viaggi e delle complesse operazioni lavorative che deve svolgere.

Mi piacerebbe fare un lavoro dove si viaggia molto, perché vorrei visitare tante belle città e conoscere culture nuove.

Mi è sempre piaciuta pure la professione dell'astronauta, anche se pericolosa, mi affascinava per le scoperte preziose e i numerosi viaggi nello spazio che sono stati una svolta per la cultura e la scienza umana, nonché per il progresso in generale.

Provo un interesse particolare anche per i lavori artistici come ad esempio il pittore o il fotografo. Quest' ultimo interesse è nato parlando con mio cugino che frequenta l'Accademia delle Belle arti di Venezia.

Frequentando gli studi che mi porterranno al mio futuro lavoro spero di avere anche un mio appartamento o uno da dividere con dei buoni amici. Questi sono i miei numerosi e vari proggetti per il futuro e se si realizzeranno nessuno può dirlo ancora.

motto TRAMAGADA                                   

Mauro Venier 

 

 Classe VIII   Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                    

 Insegnante: Nelly Šterbić

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano quali storie vi sussurrano

 

Come ben si sa il mare, le pietre e la maggioranza degli alberi che ci circondano sono secolari, perciò ottime fonti di conoscenza, tratti di storia, si può dire un piccolo, ma neanche tanto piccolo centro di ricerche storiche naturali.
Un giorno camminavo lungo la costa del bel parco di Punta Corrente, ero solo, non c’era anima viva, anzi dire che non c’era anima viva è sbagliato perché c’era il mare, c’erano gli alberi e le pietre. Mi sono seduto su una scalinata umida perché era appena passata una breve tempesta, ecco il motivo per cui non c’era alcuno, mentre ero seduto per liberare la mente mi guardai attorno.

Il vento non se ne andò, cosi fece muovere tutto, foglie, mare e alberi. Presi un sasso e lo gettai nel mare, un passatempo, feci la stessa cosa per un paio di volte non badando a com’era il sasso, ma ad un certo punto mi soffermai ad osservarli e vidi che uno era bucato e gli mancava qualche pezzo. Mi dispiaceva un po’, ma sapevo che il complice di tutto ciò era il tempo perché più lo guardavo e più mi sembrava di leggere un manuale di storia e poi chissà quante volte era stato lanciato e con le mareggiate era ritornato indietro.

Cominciò di nuovo a piovere e l’unico riparo fu un albero ricco di foglie che mi fece da ombrello. Lì vicino intravidi un albero abbattuto che probabilmente disturbava la crescita di quest’ultimo. Andai a contare gli anelli e arrivai all’incirca a metà, il numero degli anelli era circa centocinquanta ciò corrisponde a un secolo e mezzo e per fortuna che era solo la metà. Tutto insieme il numero sarebbe stato sui trecento anni, tre secoli. Posso dire che se li portava bene anche se povero era stato tagliato, al contrario di quello che mi proteggeva, che stava in bilico ed era forse ancora più vecchio vista la sua circonferenza  molto ampia. La sua corteccia era rovinata, tutta screpolata ed aveva già una piccola croce arancione, segno che la sua fine era arrivata, peccato! Se avessi fatto la somma di tutti gli alberi credo che sarei arrivato all’indietro all’ età dei dinosauri.

Ritornando a quando gettavo le pietre, mi venne in mente il mare, altro soggetto che ci può sussurrare storie e può lasciare delle impronte. Seduto a riposarmi sentivo come batteva con violenza sulle rocce  già rovinate. Mentre si scatenava sentivo il solito rumore a me familiare, ma con il passare del tempo quei toni mi sembravano delle parole, un vero e proprio racconto di storia. Tutto questo durò poco, ma mi bastò per sapere storie ancora mai sentite.

Quando me ne  andai diciamo che salutai tutto e ringraziai. Mi sembrava veramente di esser uscito da un centro di ricerche storiche naturali.
 

 

motto XENO                                                 

Marco Tonelli  

 

   Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                    

Insegnante: Nelly Šterbić

 

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano...quali storie vi sussurrano?

 

Sentendo il vento fresco da Nord, passando a Sud, mi accorgo che in montagna la natura è di una bellezza infinita. Passeggiando per le colline verdi circondate da alberi e cespugli mi viene in mente quali popoli e animali vivevano nel passato in questo luogo. Forse erano degli indiani che cacciavano per sopravvivere e ballavano tardi alla sera o forse erano dei contadini che vivevano in armonia. Sono molto curioso, ma penso che in una bellezza del genere ci potrebbe vivere chiunque. Scendendo giù dalla montagna attraversando il bosco mi godo l'incredibile silenzio e la pace che regna intorno a me. Tale silenzio è impossibile nelle grandi città. Avvicinandosi ad un piccolo fiume che scorre giù dalla montagna si può sentire l'affascinante suono dell'acqua che scorre fra i sassi colorati. Mi fa pensare agli orsi che vengono a cacciare i pesci o ai contadini che vengono a prendere dell'acqua fresca. La natura mi sussurra così tante storie interessanti che potrei fare un pisolino sotto ad un albero e rifletterci sopra all'infinito.

Tornando indietro su per la montagna, è una cosa incredibile guardare le stelle, numerose accanto alla Luna. Dicono che quando qualcuno muore la sua anima si trasforma in una stella e che poi sta attenta ai suoi familiari per l'eternità. Si vedono grandi stelle, la costellazione dell'orsa e bellissime stelle cadenti. In una notte del genere mi vengono in mente le storie dei lupi mannari che andavano a caccia di notte attaccando i poveri contadini o quelle delle streghe che volano sulla scopa di notte e che vanno in giro cercando oggetti e animali piccoli per fare la zuppa in un pentolone gigantesco. Le mie fantasie si allargano e regrediscono così tanto che potrei ritornare ad essere un bambino.

Il cielo in natura, di notte è così pulito che si può vedere la Via lattea. Le stelle illuminano la mia via di ritorno. Purtroppo, l'umanità sta distruggendo tutta questa meravigliosa benedizione che la natura ci ha dato. Fabbriche, automobili, immondizie.. tutto questo fa parte dell'inquinamento del nostro pianeta. La natura ha un effetto speciale sull'organismo umano ed è essenziale per la vita sulla Terra; rilascia lo stress accumulato nella gente e per questo motivo mi piace andare a visitare il nonno e la nonna che vivono in campagna. In natura l'aria è molto pulita che in città. Quando faccio una passeggiata per i prati verdi mi sento come in paradiso. Nessun rumore, niente stress solo gli animali e il suono del vento che passa tra i rami degli alberi in fiore. Dobbiamo mantenere le foreste per i nostri figli, per i nostri nipoti e per quelli che devono ancora nascere. Abbiamo bisogno di preservare le foreste anche per coloro che non possono parlare in loro nome come gli ucelli, gli animali, i pesci e gli alberi in generale.

Passando un giorno in natura si può vivere in un mondo staccato dalla realtà, dai problemi politici, sociali e di ogni altro genere. Possiamo godere delle storie e delle fantasie che solo madre natura ci può regalare!

 

 

motto  ZEUS                                                 

 Toni Massarotto  

 

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

                                                                     

 Insegnante: Nelly Šterbić

COME VORREI IL MIO FUTURO

Quando sarò grande spero di riuscire a giocare in una squadra di pallamano che giochi in un campionato importante, o addirittura nella nazionale croata.

Giocando a pallamano mi divertirei, ma allo stesso tempo guadagnerei bene per aiutare i miei familiari, avere una bella macchina e mettere su la mia famiglia con una ragazza attraente tipo una top model.

La pallamano è un bellissimo sport nel quale mi trovo a mio agio pure adesso.

Con i club viaggerei molto e tra gli allenamenti e le partite visiterei molti posti interessanti.

Se un giorno giocherò nella nazionale mi piacerebbe ricoprire il ruolo che adesso ricopre Igor Vori il ˝pivotmen˝.

Così diventerei famoso e se per caso non sposato avrei un sacco di ammiratrici, spero tutte belle.

Comprerei una bella villa qui a Rovigno dove avrei due bagni, quattro camere da letto,un soggiorno bello grande e una cucina.

Avrei un grande giardino dove farei correre i miei tre cani: Fantom Jr.un labrador, Max un stafford terier ed Erik un pastore tedesco.

Se un giorno non mi riuscisse di realizzare questo sogno ho sempre un'alternativa per me altrettanto piacevole ed interessante, quella di diventare ingegnere meccanico, così inizierei prima a riparare auto e poi le progetterei. Se le cose andassero bene aprirei pure una concessionaria tutta mia.

Avrei abbastanza soldi per vivere bene, avere una bella casa, una bella famiglia con una moglie sensuale e ... naturalmente guiderei una delle mie auto di lusso. In questo caso prenderei solamente un cane di nome Fantom Jr.

Naturalmente questo è solo il mio sogno, ma chissà ... forse tra vent'anni leggerete su una rivista sportiva dei miei numerosi ˝goal˝, o su una rivista d'auto della mia famosa concessionaria?!? Chi vivrà vedrà!

  

 motto MULAN                                               

 Michela Koraca  

 

Classe II - a  Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                      

Insegnante: Laura Voncina

 

Descrivi una persona cara

 

La persona che vorrei descrivere si chiama Sanjin ed e' il mio papa'. Ha trentacinque anni.  E' magro e alto. Il suo naso e' a patata come il mio. Il suo viso e' rotondo. Ha i capelli neri, corti e ricci. I suoi occhi sono a mandorla e di colore blu. Ha le labbra carnose e grandi. Porta gli occhiali,  di solito porta la tuta da ginnastica e quando e' al lavoro o alle riunioni si veste in modo elegante.

Qualche volta e' timido, severo, bravo , intelligente e gli piace aiutare le persone della famiglia.

Da piccolo ha iniziato a giocare a calcio e tuttora lo gioca. Ogni tanto gioca a pallacanestro. Con gli amici si diverte e al lavoro e' sempre attivo. Con il papa' mi diverto, gioco a calcio pero' vorrei trascorrere piu' tempo con lui.

Papa' ti voglio bene! Sei il migliore! La tua Michela!
 

 

motto STAR WARS                                       

 Dario Pasarić  

 

  Classe II - a Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                       

 Insegnante: Laura Voncina

Descrivi una persona cara

 

La mia cugina si chiama Silvia. Ha otto anni e mezzo. I suoi capelli sono marroni e biondi. I suo occhi sono blu. La sua bocca e' sottile. E' ridicola e birichina. E' buona e con lei gioco. Mi aiuta quando il mio fratellino e' vivace e mi consola quando sono triste.

Le voglio tanto bene.

 

 

motto BAKUGAN                                          

Nereo Soić  

 

 Classe II - a Scuola Elementare Italiana “Gelsi” Fiume

                                                                       

 Insegnante: Laura Voncina

Descrivi una persona cara

 

La persona a me cara e' Andrea. Andrea e' un bambino che frequenta la mia stessa classe.

Il suo viso e' rotondo. I suoi capelli sono corti e marroni. I suoi occhi sono rotondi e azzurri. Il suo naso e' regolare. Le sue labbra sono sottili. E' allegro e buono. Andrea ed io giochiamo spesso con le macchinine e ci divertiamo un mondo. Ogni tanto giochiamo ad acchiappino e non litighiamo mai.

 

 

motto  CUORICINI                                          

 Rene Silconi  

 

Classe II - b  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                       

 Insegnante: Livia Franco Pavlović

 

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Per me la persona più cara è la mia nonna. Si chiama Božana. Ha i capelli grigi e gli occhi verdi. Non vede bene e dorme tanto. A lei piace mangiare ed è molto grassa. Adesso è in pensione, ma prima faceva l’ infermiera in pediatria. Ama molto i bambini ma più di tutti ama mio fratello e me.

La mia nonna fa tante torte squisite e cucina sempre cibi sani. Lei è  una  carissima persona e gioca spesso con me.

 

 

motto  SOLE 2                                                

 Alessio Verbanac  

 

  Classe II - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                       

 Insegnante: Livia Franco Pavlović

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Mia sorella si chiama Nicol, ha sedici anni e frequenta la seconda media. Ha il viso ovale, gli occhi marroni e i capelli castani. È molto brava e, quando ha un po’ di tempo libero, gioca con me. Mi aiuta a fare i compiti, è ordinata e scrive bene. Ogni mattina andiamo insieme a scuola.

Le piace ballare, ascoltare musica, viaggiare, fotografare, uscire con le amiche ed ha tanti amici. Mangia anche i dolci e la frutta. Anche se a volte bisticciamo, io le voglio tanto bene perché so che anche lei lo vuole a me.

 

 

motto ROCCIA                                               

Toni Kos  

 

   Classe II - b  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                       

 Insegnante: Livia Franco Pavlović

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Per me una persona cara ѐ il mio amico Rene che ha otto anni. Frequentiamo la stessa scuola e siamo nella stessa classe.

Rene è un bambino molto simpatico e calmo. Ha i capelli e gli occhi marroni. È abbastanza alto e grassottello. Gli piace mangiare tutto e tanto. Per me è una persona cara perché giochiamo insieme senza litigare e non ci facciamo mai i dispetti.

 

 

motto  CONIGLIETTO                                     

Lun Dellabernardina  

 

 Classe II - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                        

Insegnante: Livia Franco Pavlović

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Una persona a me tanto cara è la mia nonna che è morta alcuni mesi fa e alla quale io penso ogni giorno. Lei era alta e snella, aveva i capelli e gli occhi marroni. Era molto attiva e indossava sempre dei bei vestiti. Le piaceva tanto leggere e ascoltare musica classica.

La mia nonna era anche una brava cuoca e posso dire che faceva dei deliziosi pranzetti.

Ogni giorno, quando mi svegliavo, andavo da lei e mi preparava la spremuta d’arancia. Quando non era ancora ammalata, mi aiutava a fare i compiti perché lei era professoressa e insegnava al liceo.

Era tanto buona, gentile, affettuosa e mi mancano tanto le passeggiate che facevo con lei e il nonno.

 

 

motto  PULCINO                                             

 Marta Ninković  

 

  Classe II - b  Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                      

  Insegnante: Livia Franco Pavlović

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Mia zia si chiama Mirella, lei è molto cara e gentile. Ha dei bellissimi occhi grandi e un dolce sorriso. Fa la dentista e, ogni volta che ci vediamo, mi controlla i denti. Scherza sempre con me e giochiamo a volontà. Quando vado a casa sua ci raccontiamo i segreti, mi taglia la mela a pezzettini e la sera guardiamo la tv.

Certe volte la zia, scherzando, mi dice : “ Marta, la mamma ti ha lasciata per sempre da me!”. Anche se so che non è vero, questo scherzo mi piace molto perché vorrei trascorrere più tempo con lei e lo zio.

La zia ancora non lo sa che l’ho scelta come persona a me cara da descrivere. Chissà se sarà contenta? Penso proprio di sì.


 

motto NUVOLA GRIGIA                                  

Ema Culiat  

 

   Classe II - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                         

Insegnante: Livia Franco Pavlović

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Per me la persona più cara è il mio bisnonno Carlo. Lui è un uomo di settantacinque anni. Porta gli occhiali e gli piace andare ancora in bicicletta. È molto gentile, spesso gioca con me ed ha tanta pazienza. Abita in un paesino vicino a Pola. Ogni tanto viene da noi in città per passare un po’ di tempo in compagnia e allora mi porta tante caramelle. A volte viene a prendermi a scuola e poi facciamo un bel giretto in città.

 

 

motto SELENIA                                               

Erin Rupčić  

 

Classe II - b Scuola Elementare Italiana “Giuseppina Martinuzzi” Pola

                                                                        

 Insegnante: Livia Franco Pavlović

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Mio fratello si chiama Antonio ed ha dieci anni. Ha gli occhi marroni, i capelli castani e corti. Frequentiamo la stessa scuola, io la seconda e lui la terza classe. La sua materia preferita ѐ la matematica e molte volte mi aiuta a studiare. Gli piacciono i videogiochi, gli sport, leggere i fumetti e raccontare barzellette. Il suo colore preferito ѐ il verde mentre i suoi cibi preferiti sono l’hamburger e le patatine fritte. Al mattino fa fatica ad alzarsi per andare a scuola. Non gli piace mai perdere. Da grande sogna di fare il DJ.

Di solito andiamo d’accordo, ma succede anche che bisticciamo. Lui mi protegge sempre ed ѐ molto affettuoso. Sono felice di avere un fratello più grande di me e gli voglio tanto bene.

 

  

motto IL PROFUMO DEI LIBRI                        

Federica Glišić Rota  

 

 Classe II  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                       

   Insegnante: Carmen Rota

Quando sarò grande...": progetti e fantasticherie. "

Io da grande vorrei fare la scrittrice però ho paura che se si continua così fra circa 57 anni i libri e il mestiere di scrittore non esisteranno più perché avranno tagliato tutti gli alberi della Terra. Così tutti i libri saranno liquidi.

Volete sapere cosa intendo? Significa che se tu vorrai leggere un libro di qualsiasi tipo dovrai berlo. Ad esempio: se tu vorrai leggere un libro di magia questo libro si chiamerà Liquidus magicus e si tratterà di un'aranciata in una bottiglia. Appena finirai di berlo conoscerai subito la storia. Questo varrà  per tutti i libri: di animali berrai la bottiglia di Animals, la bottiglietta di limonata chiamata Witch liquizzz sarà il Giornalino delle Witch e così via.

Ma ad un ragazza di nome Lisa, questa storia non andrà giù perché a lei mancavano tanto ma tanto i libri di carta. Volete sapere perché?

Gli mancava il loro profumo. Questo profumo le ricordava il libro che tanti ma tanti anni prima le aveva regalato la sua mamma. Lei aveva conservato questo vecchio libro di misteri dal titolo „I misteri dello scarabeo“ sottotitolo „La mummia rubata“. Lisa lo aveva letto, anzi a dire la verità glielo aveva letto suo padre, ma a lei era piaciuto specialmente il profumo delle pagine di carta del libro. Questo libro risaleva all'anno 2001, era molto vecchio.
Così ha deciso di far ritornare questi vecchi profumi e ricordi antichi e ha pensato tutta la notte su come convincere il Sindaco a far ristampare i libri su carta. Ma purtroppo sulla Terra non c'era più la carta. Il giorno dopo, ovvero martedì ha organizzato un incontro con i suoi amici che amavano i libri come lei. Uno si chiamava Leonardo, era molto coraggioso e aveva 12 anni. Poi c'era Crystal tanto generosa, saggia e altruista, lei aveva 7anni. Poi c'era anche Gabriel di 10 anni, Sally di 3 anni, piccola però non piangeva quasi mai. Il gruppo di ragazzi si chiamava Salesandro. Tutti insieme andarono dal Sindaco per trovare una soluzione. „Cosa ci fate qui?“ domandò con tono seccato il Sindaco.
Lisa rispose con voce decisa: “Signor Sindaco, noi vogliamo far ritornare i libri di carta“.
„ E perché vorreste far ritornare i libri di carta quando avete quelli liquidi?“
Tutti in coro risposero “Noi vogliamo salvare la natura ma vogliamo anche sentire di nuovo il profumo dei libri antichi!!!“. 
„Non mi convincerete mai!“.
„Ah si?“ esclamò Lisa e aggiunse „Allora prova ad annusare e vediamo se cambi idea. Ti piace?“ In quel momento tirò fuori il libro che le aveva dato la sua mamma anche se lei le aveva proibito di portarlo. Ma è stato utile a convincere il Sindaco. E vedrete adesso cosa succede.
„Ti piace?“ chiedono i ragazzi.
„Moltissimo“ risponde il Sindaco. Poi Sally chiede „Allora ci aiuterai nel nostro piano?“
„Volentieri“.
Lisa organizzò così il piano: “Allora tu Gabriel andrai su Marte a trovare dei semi di qualsiasi tipo di pianta per ripiantarli qua sulla Terra“.
„Va bene“ rispose Gabriel.
„Sally tu aiuterai Gabriel a piantare i semi. Crystal tu bagnerai i semi per far ricrescere gli alberi. Io e Leonardo andremo a prendere la carta riciclata per i libri che si trova nella discarica del pianeta Ciclarius“.
E così il pianeta Terra da quel giorno ha avuto la natura incontaminata e anche il profumo dei libri.

Se non volete che si avveri questa storia dobbiamo tutti difendere e rispettare la natura.

 

 

motto LIONEL MESSI                                       

Daniel Vesnaver  

 

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”  Sezione di Sicciole

                                                                           

Insegnante: Gloria Frlič


Quando sarò grande progetti e fantasticherie
 

 

Da grande vorrei fare il calciatore ma per far che il mio sogno si avveri devo allenarmi tanto.

La mia squadra preferita di calcio è il Barcellona e mi piacerebbe giocarci quando sarò grande.

Se sarò un calciatore viaggerei in molti stati e città. Giocherei moltissime partite contro molte squadre come ad esempio: il Milan, il Real Madrid, il Valencia...Se si vince qualche partita ti pagano e con quei soldi mi comprerei una casa nuova, l'auto, una moto...

Con tutti quei soldi potrei aiutare molte persone: la mia famiglia, la mia mamma e papà, i poveri, i miei amici...

Nel calcio non cambierei niente perché mi piace com'è. Se non mi riuscisse di fare il calciatore potrei andare a lavorare nel ristorante di mio papà come cameriere. Se sarò un cameriere mi alzerò presto alla mattina e andrò al lavoro e mio papà mi insegnerà molte cose sul lavoro di cameriere e di cuoco: come si servono i piatti, come si cucina il pesce o i calamari o tante altre cose buone. Alla sera andrò a casa a riposarmi perché e un lavoro stancante. Quando riceverei la paga non sarebbero tanti soldi come la paga del calciatore ma mi accontenterei lo stesso.

 

 

motto FARFALLA BLU                                     

Hana Susman  

 

 Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”  Sezione di Sicciole

                                                                          

 Insegnante: Gloria Frlič

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Vi descriverò mio papà. Mio papà Robert è alto 1,97 cm, ha i capelli castano biondi e gli occhi verdi. Mio papà guida il taxi e porta i bambini a scuola. Il suo carattere è vivace, gli piace stare a casa, al computer e guardare la TV. A mio papà piacciono le moto e la Formula 1, ma gli piace anche fare le passeggiate assieme a me e alla mamma, andiamo a Portorose. Quando passeggiamo a mio papà piace tanto il mare. Assieme facciamo: i compiti, giochiamo con il cane, guardiamo la TV, andiamo con la bici, giochiamo a calcio, giochiamo al computer, prepariamo il tavolo.
Spesso andiamo a visitare il nonno a Pirano. Là giochiamo con  il cane di mio nonno, poi andiamo a camminare per Pirano. A casa ci piace stare in giardino e piantare i fiori. Assieme abbiamo vissuto tante avventure. Vi racconto di quando siamo andati a sciare a Kranjska Gora. Quando siamo scesi per la pista professionale di Podkoren. Lui mi ha detto di seguirlo per la pista ed era tutto molto bello ed emozionante in quanto la pista è molto ripida. Quando sciavamo mi piaceva perché mi aiutava a scendere. Mi sentivo sicura perché ero con lui. Questa era la più bella avventura di tutte.
Mio papà per me è una persona cara perché mi vuole molto bene, gioca con me e mi aiuta quando ne ho bisogno.

 

 

motto  DRAGO DI KOMODO                             

 Daniel Samoilov  

 

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

                                                                          

 Insegnante: Gloria Frlič

 

Quando sarò grande...": progetti e fantasticherie. "

Quando sarò grande vorrei essere uno zoologo perché vorrei studiare e salvare tanti animali. La prima volta che ho visto in  TV come i bracconieri uccidevano i rinoceronti  solo per tagliare a loro il corno e lasciare il corpo la, sono stato tanto male e ho deciso di salvaguardare la natura e tutti gli animali.

Allo stesso modo uccidono anche le tigri che sono animali unici e magnifici. Ogni giorno ne vengono uccise molte. Mi piacciono alcuni zoologi come ad esempio: Bear Grills, Steve Bacshal e il mio grande eroe Steve Irwin,  che salvò tanti animali ma fu ucciso da una razza. A casa ho tanti libri di animali. Non mi piace vedere come gli animali vengono uccisi o se sono in via d'estinzione. Grazie ad alcuni zoologi alcuni animali che stavano sparendo dalla Terra non si sono estinti. Mi piacciono molto i rettili come ad esempio: le lucertole, gli  alligatori, i coccodrilli, i caimani ecc. Vorrei sapere perché gli uomini uccidono gli animali in via d'estinzione, e vorrei sapere cosa hanno fatto gli animali agli uomini che li  uccidono. I protettori degli animali salvano le balene attaccando le navi che vogliono pescarle. A volte mettono in pericolo la propria stessa vita. Altri ancora  fanno di tutto per non fare inquinare il mare, lottano contro gli affaristi che si liberano di sostanze nocive o radioattive nel mare o nella natura. Vorrei tanto che gli  animali non vengono più uccisi per le loro pellicce.

Per diventare uno zoologo devi studiare tanto gli animali, devi laurearti  e devi comportarti bene. Già da oggi cerco di essere bravo e studioso. Leggo tanti libri sugli animali e seguo tutti i documentari che danno in TV per imparare il più possibile.

 

  

 motto MARE, MARE, MARE                            

Sara Vesnaver  

 

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Sezione di Sicciole

Insegnante: Gloria Frlič


QUANDO SARO' GRANDE: PROGETTI E FANTASTICHERIE

 

Quando sarò grande vorrei viaggiare nei posti più belli del mondo. Mi piace viaggiare, mi piace quando andiamo in vacanza. Mi piacerebbe andare a visitare tutti i paesi del mondo. Vorrei andare in Spagna, in Francia, in Inghilterra, in America, in Argentina... Andrei anche nella bellissima capitale dell' Italia: Roma. Mi piacerebbe viaggiare negli stati dove sono vissute le civiltà più antiche e vorrei scoprire cose nuove. Mi piace viaggiare con l'aereo e con la nave, mi piace anche  fare le crociere. Solo che non vorrei che mi succeda qualcosa in aereo o sulla nave come succede ultimamente nel mondo.
Sono curiosa e andrei persino dall'altra parte del mondo: in India, in Cina, in Giappone... Speriamo che da grande possa andare con i miei amici a vedere tutti questi posti. D'inverno andrei in montagna a sciare e d'estate al mare. Per poter viaggiare tanto lavorerei o nel ristorante dei miei genitori o lavorerei in banca. Mi piacerebbe dare i soldi ai clienti. Mi piace fare felici le persone. Dopo aver guadagnato abbastanza viaggerei e poi ritornerei a lavorare. Forse mi piacerebbe anche vincere alla lotteria ma non credo. Non credo di essere tanto fortunata. Mi piacerebbe vedere tanti posti ma penso che forse non sarà possibile perché avrò anche tanti impegni a casa. Forse un giorno andrò in giro, forse no, forse è un sogno, che forse si avvererà.

 

 

motto IL FLAUTO MAGICO                              

Etian Krizman  

 

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro”  Sezione di Sicciole

                                                                         
  Insegnante: Gloria Frlič

 

Quando sarò grande … progetti e fantasticherie

 

Quando sarò grande, desidererei giocare a calcio. Vorrei giocare con i miei migliori amici nella squadra del Barcellona. Amo giocare a calcio ma non sono tanto bravo. Vorrei essere molto più bravo a giocare. Indosserei la maglia numero nove. Cerco di migliorare quanto posso. Quasi ogni giorno per merenda andiamo a giocare calcio in campo e la mi alleno. Qualche volta gioco anche in porta. Io sono un centravanti perché non so attaccare, ma so fare qualche scherzetto. Sono il più piccolo della classe per questo quando sto in porta, se me la tirano alta non la riesco a parare.

Facendo il calciatore avrei una vita difficile perché non vedrei mai i miei genitori. Vorrei vivere in un posto calmo e tranquillo. Vorrei anche giocare contro la squadra che odio di più, cioè il Milan. Con tutti i soldi che guadagnerei aiuterei l’ Unicef. Se il mio sogno non si avverasse lavorerei in pasticceria perché mi piace  fare i dolci.

motto LA SOGNATRICE 2                                 

Petra Butorac  

 

Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

                                                                            

Insegnante: Roberto Nacinovich

 

Quando sarò grande...progetti e fantasticherie
 

Da quando ero piccola, pensavo al mio futuro; alla carriera perfetta, alla casa perfetta, insomma, a una vita da sogni. Ho avuto tantissime idee per la carriera ideale: a 3 anni volevo diventare una cantante, a 5 un pirata, a 9 una detective, a 11 un' archeologa e a 12 una giornalista. Però ora, a 14 anni, sono sicura di aver finalmente trovato il lavoro dei miei sogni, un' attività per la quale provo un amore enorme e alla quale sono appassionata al massimo. In somma, da grande vorrei fare l'attrice. Anzi, da grande DEVO assolutamente fare l'attrice. Questo è il mio sogno più grande e se non si avvera, la mia vita perderà la sua ampiezza e diventerà vuota e melanconica. Lo so' che non sembra proprio realistico (e forse può sembrare anche un po' pazzerello), ma contro questa sensazione non ci posso combattere più; l'unica soluzione e' annunciare la novità a tutto il mondo e lottare affinché il mio desiderio più ambito  non si avveri. Essendo ambiziosa, mi sono da poco iscritta in un gruppo filodrammatico inglese per ragazzi minorenni, per sentirmi più vicina alla realizzazione di questa brama alla quale penso ogni giorno in classe invece di concentrarmi su varie lezioni d’italiano, matematica o fisica, ma non ci posso fare nulla: il desiderio di essere davanti alle videocamere e di fronte a tutte quelle luci brucia dentro di me.
A volte mi sembra che tutti quei sentimenti che provo per il dramma dello showbusiness sono intrappolati in una gabbia troppo piccola per rinchiuderli. Una prigione che, infatti, sta per scoppiare. Quando ciò accade, mi piace inventare delle scenette e poi fare finta di esserne la protagonista (se mi trovo a casa da sola, naturalmente). Questo mi fa sentire meglio; mi sembra che la bestia della mia passione nella gabbia si fosse calmata un po', come se l'avessi domata. Entrata nel mio mondo immaginario, posso essere chiunque: mi sento invincibile. E' un sentimento straordinario. Sfortunatamente, queste scenette non durano a lungo e ben presto mi ritrovo nel mondo reale, più noioso di quello precedente. Ma nonostante la bellezza di quel mondo, l'emozione scatenata nel mio animo  non può soddisfarmi. Eppure, adoro trascorrere il mio tempo libero in un mondo immaginario dove tutti sono capaci di tutto.

In conclusione, la cosa che mi rende più felice è la sensazione che un giorno, fiduciosamente, sarò la persona della quale ora non posso smettere di fantasticare: un’attrice. Ho la speranza e coltivo un sogno, e non ho alcuna intenzione di rinunciarci.

 

 

motto ALCONE                                                  

Adrian Marsič Merino  

 

   Classe V  Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                           

 Insegnante: Nadia Zigante

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Ho scelto di descrivere la mia mamma perché è una persona molto cara. Grazie lei noi, i tre maschi della famiglia: il mio babbo, mio fratello ed io, siamo felici. Anche il mio papà lavora molto, grazie a lui abbiamo qualche soldino. Per me mio padre è la corda , le mamma il pavimento e i due figli quello che c'è dentro.

Da piccolo volevo tante cose e la mia mamma ci raccontava delle storie per farci capire che non si può avere tutto. Io non capivo niente , ma poi pian piano ho compreso. Grazie alla mia mamma ho capito tante cose . Lei mi piace perché non è severa. Soprattutto mi piace perché è la mia mamma e le voglio bene.

 

 

motto FALCO NERO                                         

Ana Bitić  

 

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                          

 Insegnante: Nadia Zigante


DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

Mio fratello si chiama Marco, ha 20 anni ed è nato in Ottobre. Marco è molto alto e magro , ha gli occhi castani e i capelli scuri scuri quasi neri. Mio fratello è molto simpatico, ma a volte mi fa dei dispetti e mi fa arrabbiare, inoltre è anche carino e intelligente, ma disordinato.

Io vedo mio fratello come un ragazzo un po' chiuso perché non parla molto di lui, di cosa gli succede. E' poco vivace. Mi piace perchè è altruista e gentile.

A volte, quando non so fare alcuni compiti, mi spiega come devo farli e mi aiuta.

Anche se a volte è dispettoso gli voglio lo stesso tanto bene.

 

 

 

motto  LEONESSA                                            

Eneya V. Klemen  

 

 Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                         

 Insegnante: Nadia Zigante


DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

La mia mamma è la persona più cara che io conosco.

La mia mamma è molto gentile con me. Quando ho bisogno di aiuto lei mi aiuta, quando piango lei mi consola, quando rido, lei ride con me.

Sono felicissima che non ho una mamma che mi picchia oppure maltratta. Ogni giorno mi fa una pettinatura diversa, mi fa da mangiare e mi lava i vestiti. Anche se non mi dice tante volte »ti voglio bene« lei me lo dimostra.

Ha 44 anni, ma ne dimostra molti di meno. Sono felice che si è divorziata perché posso stare più tempo con lei. Anche se ha tanti problemi è quasi sempre tranquilla. Non bastano le parole per descriverla!

Qualche fine settimana vado nel suo letto e ci coccoliamo e ridiamo. Sono felice che sono con lei e che non abbiamo problemi.

Lei per me fa tutto ed io la ricambio con dei bei voti.

Le voglio molto bene.
 

 

motto DJ CAPUZZO                                         

Alessio De Rosario  

 

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                           
Insegnante: Nadia Zigante


DESCRIVI UNA PERSONA CARA


Una persona cara è mio padre. E' molto gentile e premuroso,  ha un bel lavoro che a me piace molto. Gli piace giocare con me, mi aiuta a fare i cruciverba, corriamo assieme…

Quando ritorna dal lavoro gli faccio un regalino: una caramella, un disegno o una gomma da masticare.

Quando andiamo a comprare qualcosa lui ma fa' sempre felice.

Mi cucina molte cose buone: pastasciutta, salmone, bistecche, patate… Ma la cosa che mi piace di più di lui è la sua gentilezza perché mi fa sempre molte coccole e mi rende felice.

 

 

motto  CIGNO                                                    

Laura Babnik  

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                          

Insegnante: Nadia Zigante

 

 DESCRIVI UNA PERSONA CARA
 

Mio cugina è molto simpatica. Io e lei ci raccontiamo tutti i segreti. Lei non è una persona qualsiasi!

Frequenta la scuola di pianoforte e ballo moderno, le stesse attività che frequento anch'io. Abita a Lubiana, ma il sabato e la domenica viene a Capodistria. Noi due ci divertiamo anche se ci guardiamo negli occhi!

D'estate le piace venire al club di vela perché si diverte tanto con tutte le cose che facciamo con gli amici. E' di carattere molto semplice. Mi aiuta in tutto. Lei è una di quelle stelle che brillano nel cielo come una lucciola nell'immenso.

 

 

motto  FRAGOLA                                               

Sara Romanello  

 

 Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                           

Insegnante: Nadia Zigante

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

La mia nonna è una persona speciale. Dal di fuori sembra una nonna come tutte le altre, ma

dentro di sé ha un cuore di puro oro. Ha i capelli corti, biondi e un pò ricci.

Ogni giorno mi porta a tennis, a scuola e va a fare la spesa.

Le piace vestirsi in modo curato, ma non troppo moderno, perché dice che è roba troppo giovanile. Quasi sempre indossa la gonna, soltanto a volte si mette i pantaloni. Le piace anche cucinare, la cosa che le riesce meglio è la polenta con il sugo. Adora i fiori, sul tavolo non mancano mai. Le voglio bene perché mi aiuta sempre.

 

 

motto  SANTA LUCIA                                         

Enya Kvarantan  

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                            

Insegnante: Nadia Zigante

 

ASCOLATE LE PIETRE , IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO…QUALI STORIE VI SUSSURRANO?

 

Un giorno di sole mi è venuta la voglia di stendemi sul prato e ascoltare il mare e i gabbiani che mi circondavano. Ad un tratto ho sentito un suono strano: era il rumore di un disco volante che stava per atterrare.

Stavo per chiamare la mamma, ma una forza strana me l'ha impedito. Sono corsa in casa, ma gli alieni hanno sollevato il tetto, mi hanno presa  e portata nel disco volante Mi hanno portata in una stanza che a me sembrava una camera degli esperimenti. Mi hanno fatto sedere su una sedia lunghissima di quasi tre metri. I due alieni parlavano tra loro: non capivo niente! Mentre i due litigavano sono riuscita a scappare in una stanza che aveva letti, armadi e strane cose. Ero capitata nella loro camera da letto! Quando gli alieni sono entrarati mi sono buttata sotto il letto per rimanerci  tutta la notte. Al mattino, al risveglio, guardando dal finestrino e mi sono accorta  di essere nello spazio.

Non sapevo cosa fare, così andai nella cabina di pilotaggio. Per fortuna gli alieni dormivano, mi misi ai comandi e pilotai il disco fino a casa. Atterrai vicinissimo, corsi in casa e abbracciai mia mamma. Gli alieni se ne andarono portando con sè il disco volante.

All'improvviso qualcosa di liquido mi cadde in faccia: era il mio cane che mi leccava!

Mi accorsi in quel momento che era solo un sogno!

 

 

motto  TIGRE BIANCA                                         

Valerija Fortuna  

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                          

   Insegnante: Nadia Zigante

 

ASCOLATE LE PIETRE , IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO…QUALI STORIE VI SUSSURRANO?

 

Un giorno, ascoltando le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano ho sentito una storia magnifica che parlava di un fiorellino che aveva avuto un'eperienza particolare. Iniziò da un piccolo germoglio di fiore.

Non era  un fiore come tutti gli altri, era un fiorellino con dei colori orrendi , tutto grigio biancastro. Era molto strano perché la mamma era di un viola brillante, il padre di un bianco pulito e lucido.

A scuola lo ignoravano  o si prendevano gioco di lui. Il fiorellino triste un giorno scappò. Decise di trovare un posto dove lo avrebbero apprezzato. Cominciò il suo viaggio in riva al mare, faticò molto ma ci arrivò. Sulla riva i sassi lo scambiarono per uno di loro, il povero fiore si offese e decise di andarsene da lì. Per fortuna vide un guscio di noce, s'imbarcò per un altro mondo. Il viaggio era lungo e decise di farsi una dormita.

Dopo un paio d'ore  una tempesta terribile svegliò il fiore e un'onda aggressiva lo gettò in acqua. Le onde lo portarono fino ad un'isola. Al risveglio notò una cosa straordinaria: il mare aveva cambiato il colore dei suoi petali, del gambo e delle foglie. Era diventato di un argento brillante.

Il fiore, sorpreso, continuò il suo viaggio. Lungo la strada incontrò degli alberi che lo condussero nel paese dei fiori e dalla loro regina. Questa si accorse che il fiorellino era un principe, cioè suo figlio. La regina gli mise la corona. Il fiore finalmente trovò qualcuno che lo amava. Il fiore si sposò e diventò  re e divenne grande e colorato.


 

motto  BIKER                                                       

Adis Čehić  

 

 Classe V Scuola Elementare Italiana “Vincenzo e Diego de Castro” Pirano

                                                                            

 Insegnante: Nadia Zigante

QUANDO SARO' GRANDE… 

Da grande vorrei essere un idraulico oppure uno che ripara le biciclette, ma  penso che farò l'agente turistico .

Il mio papà vorrebbe che fossi un muratore, la mia mamma invece un dottore. Però devo studiare tanto per essere un dottore .

Vorrei avere una vita tranquilla, prima mi sveglio, vado a lavorare e poi in bicicletta. Quando ritornerei a casa starei con mia moglie.

Così penso che sarà la mia vita da grande.

 

motto ARCOBALENO                                     

                                     Giulia Brosolo  

                          Classe I  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”  Sezione Periferica di Bassania

                                                                        
 Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

Descrivi una persona cara


Il mio papà è alto, ha i capelli corti e di colore grigio chiaro. Ha i muscoli forti e le braccia lunghe. Il suo cuoricino batte per noi perché ci vuole bene. Qualche volta mi viene a prendere a scuola. Anche mi insegna dove sono i pianeti e altre cose. Giochiamo tanto insieme. Quando vado a letto gli domando di raccontarmi una storia e lui me la racconta e poi mi dà il bacio della buonanotte.

 

 

 

 

motto  BOBOLO                                              

                                       Lucio Laganis  

 Classe I  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”   Sezione Periferica di Bassania

                                                                       
  Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

Descrivi una persona cara


La persona più cara per me è la mia mamma. Ha gli occhi azzurri, porta gli occhiali, i capelli castani. Le piace scherzare, cucinare insieme a me, giocare con me, leggermi le storie, ascoltare la musica e cantare. E' gentile, allegra, simpatica e carina. Mi vuole tanto bene. Mamma Samira è insuperabile.

 

 

motto  CALCIO                                              

                                          Alex Radin  

             Classe I Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”  Sezione Periferica di Bassania

                                                                        
                                                                              Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

 

Descrivi una persona cara


Mio papà ha i capelli marroni, è forte, è alto e felice quando gioca con me. Ha la bocca sorridente. Amiamo fare la lotta con i cuscini. Spesso giochiamo insieme a calcio. Le sue mani forti servono per giocare con me a pallacanestro ma soprattutto per abbracciarmi forte forte. Mio papà fa il pescivendolo. Quando andiamo a ballare è molto elegante.

 

 

 

 

motto  DELFINO                                            

 Joan Marfan  

 

   Classe I Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Sezione Periferica di Bassania

                                                                         

Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

Descrizione di una persona cara


Jordan è mio fratello ha gli occhi azzurri ed ha i capelli marrone chiaro. E' molto vivace e gli voglio molto bene. Ha quattro anni, è molto bravo, ma spesso combina qualche guaio. Gli piace giocare con i trattori e con le biciclette.

 


motto  MOTORISTA                                      

Thomas Rota  

 

  Classe I Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”  Sezione Periferica di Bassania

                                                                       

  Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

 

Descrivi una persona cara

 

Mio papà ha i capelli di colore marrone, è alto ed ha la barba. Amo quando mio papà mi dà tanti baci. Amo giocare a calcio e fare la lotta con i cuscini insieme al mio papà. Certe volte quando sono birichino mi dà per il culetto.

 

 

motto  MURATORE                                       

 Kevin Breščić  

 

Classe I Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei”  Sezione Periferica di Bassania

                                                                        
 Insegnante: Loretta Giraldi Penco

 

 

Descrivi una persona cara

 

Il mio papà è alto e forte. Ha i capelli neri. Fa il muratore e il capo del bar. Quando torna dal lavoro giochiamo un po' con la Play Station Tre. Ha dei sentimenti dolci. E' molto contento quando a scuola sono tanto bravo e buono. E quando sono meno bravo a scuola allora è un po' cattivo.

 

 

 

 

motto L’ACQUA DELLA MUIELLA

Alessandro Bose  

 

   Classe VII - a Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                         
 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrizione di una persona cara

Mio nonno Bruno

 

Ho tante persone care attorno a me e quando ho scelto il tema riguardante la descrizione della persona a me più cara ho avuto qualche dubbio su chi descrivere: la mia adorata mamma, il mio papà, le nonne,  i miei fratelli, mio nipote, i miei cugini... sono un ragazzo ricco di affetti e non volevo trascurare nessuno... Vorrei far sapere a tutti che voglio loro un sacco di bene e che sono tutti importanti per me.

Ma poi mi sono chiesto:“ Quale fra queste persone ha più somiglianze con te ed è un tuo punto di riferimento?“

La risposta è venuta da sola: mio nonno Bruno.

Tanto per iniziare ci piace a tutti e due andare a pescare e siamo dei buongustai per non dire dei veri mangioni. Ľunica cosa che ci fa arrabbiare è ľattesa prolungata del pranzo.

Non abbiamo proprio pazienza di aspettare che gli spaghetti siano pronti.

La nonna dice sempre che in questo siamo uguali: ci svegliamo al mattino e chiediamo subito che cosa ci sarà per pranzo e guai a prometterci un cibo e poi magari cucinare qualcos'altro.

Per il resto siamo sempre di buon umore.

Con il nonno trascorro molto tempo a chiaccherare e ad ascoltare le storie della sua infanzia e giovinezza.

Mio nonno è nato nel 1938 ad Umago e anche se in povertà, era felice e con tanti amici.

Ancor oggi gli piace la compagnia ed è molto allegro.

I suoi hobby, oltre la pesca, sono giocare a carte, preparare le acciughe marinate, conservare la frutta del nostro giardino nella grappa e fare il nocino da offrire e regalare agli amici e parenti.

Anche se ha i capelli bianchi e le rughe, mio nonno Bruno ha gli occhi vivaci e sorridenti che gli danno un'aspetto giovanile.

Sia a mio nonno che a me piace molto cantare e dopo aver mangiato cantiamo le canzoni che cantavano gli umaghesi  „Ľ acqua della Muiela“, „La mula de Parenzo“, e altre delle quali mio nonno non si ricorda il titolo.

Sono proprio fortunato ad avere un nonno così affettuoso e buono, sempre disposto ad ascoltarmi e a farmi venire il buon umore con il suo ottimismo.

Anche se non gli ho mai detto di volergli tanto bene so che lui lo sa, e sicuramente sarà felice di leggere questo tema che ho scritto soprattutto per fargli sapere quanto è unico e speciale per me.

 

 

motto EVE                                                    

  Evelin Jakac  

 

 Classe VII - a Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                         

Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara

 

Ormai sono passati sette anni dalla morte della mia cara bisnonna. Anche se a quel tempo ero molto piccola me la ricordo come se l'avessi appena vista. Essa era una donna anziana di 94 anni. Viveva nella mia stessa casa solo al piano terra. Il suo appartamento era molto umile con una cucina all'antica, un tavolo piccolino e una sedia a dondolo ricamata con bellissimi fiori dorati. La sua camera da letto possedeva uno sgabello, un letto matrimoniale e un armadio fatto di cedro. Dalla piccola finestrina, a destra dell'armadio, penetrava una lucina scintillante che faceva sembrare la piccola cameretta un posto accogliente. Il bagno era molto stretto, lungo e assomigliava ad un corridoio. Sulle pareti c'erano incastonate meravigliose piastrelle che sembravano diamanti incarnati. Una cosa che mi piaceva del suo appartamento era l'enorme terrazzo che possedeva una moltitudine di bellissimi fiori sgargianti. La mia cara bisnonna aveva sempre adosso un vestito lungo che mi sucitava allegria. Essa aveva i capelli bianchi, molto corti, raccolti in bigodini color acqua. Il suo viso era pieno zeppo di rughe e fossette. Le sue mani erano grosse e robuste, piene di calli e tagli. Quando qualcuno le faceva notare la sue rughe lungo gli occhi ed il naso lei diceva sempre che le rughe scrivono la vita delle persone. Per me era difficile pensare che una donna cosi' forte e robusta fosse a quei tempi ridotta su un bastone di legno. Mi ricordo che quando ero triste lei  mi consolava e mi dava conforto.
Ogni giorno dopo l'asilo o dopo essermi svegliata, andavo a trovarla e lei mi dava sempre un dolcetto e mi parlava di quanto era difficile vivere durante la guerra. D'estate amavo ascoltare le sue storie poetiche e sentire le sue carezze sul voso. Ogni volta che avevo un problema o avevo combinato un pasticcio andavo da lei e le raccontavo tutto. Ogni volta mi stupiva per l'enorme pazienza che mi dedicava. Amavo stare con lei. Assieme ridevamo, scherzavamo, ma soprattutto ci divertivamo un sacco. Una cosa che proprio odiavo era quando la gente si approffitava della sua immensa bontà, e non gente qualunque, ma sua figlia. Una volta al mese essa andava da lei a chiederle del denaro che riceveva dalla pensione, ed inoltre mi ricordo che essa le prendeva coperte e oggetti vari. 

Purtroppo un giorno la mia adorata bisnonna se ne andò in un modo molto misterioso per me che ero piccolina. Quando ci penso la sua morte mi sembra un brutto sogno che non vorrei mai si avverasse. I giorni passavano ed io andavo regolarmente da lei, ma ogni volta che aprivo la maestosa porta in legno non la vedevo seduta sulla sua sedia a dondolo ed il mio cuore veniva avvolto da una tristezza immensa.  

 

 

motto GAIA                                                     

Gaia Veznaver  

 

   Classe V Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                        

 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

La mia mamma

Io ho deciso di descrivere mia mamma.

Lei si chiama Serena, ha 38 anni e mezzo, ha due sorelle che vivono con i genitori in Italia, infatti lei è italiana.

Lavora come cameriera nel bar della Comunità degli Italiani di Umago.

A lei piace molto lavorare e si diverte molto anche se quando torna a casa è stanca e sembra che abbia corso una maratona intera.

Non è tanto alta, è di media statura e penso di superarla molto in fretta, non è né grassa né magra, è normale.

Mia mamma ha una pettinatura moderna: da una parte i capelli sono più corti mentre dall’altra accompagnano dolcemente la nuca e scendono più lunghi sulla spalla.

Lei ha due colori di capelli: rosso e nero (mia madre è milanista!!!)

Gli occhi di mia mamma sono tondi e piccoli, tranne quando mi guarda male e diventano grandi e grossi. Sono di colore azzurro scuro.

La sua bocca è piccola, invece quando grida diventa grande come se stesse urlando forte, forte.

Le labbra di mia mamma sono piccole e sottili.

Il suo naso è grande ed è all’insù.

La sua carnagione in viso e più o meno chiara.

Le sue sopracciglia sono sottili, ha le spalle strette, ha le orecchie a sventola  e porta gli occhiali da vista.

Ha un suo modo di vestire direi piuttosto moderno.

Mia mamma è molto intelligente e quando ho un problema lei mi ascolta e mi aiuta.

Con lei riesco sempre a trovare una via per uscire dai miei problemi.

Mi diverto molto con lei, è molto spiritosa e ha uno spiccato senso dell’ umorismo.

Ho davvero la mamma  migliore e speciale del mondo.

 

 

motto GIANLUCA                                           

Gianluca Prelogar  

 

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                         

Insegnante: Cristina Sodomaco
 

Descrizione di una persona a te cara

Mio nonno che si chiamava Hendrik, mi voleva tanto bene e io pure gliene volevo tanto.

Era sloveno, viveva in una famiglia di dodici fratelli e tre sorelle. La vita a quel tempo era dura perché non c'era cibo, né tanto bestiame. Andava a piedi fino a un pozzo  dove andava a prendere l'acqua per dissetarsi. Io, mia zia, mia madre e lui siamo andati a visitare la sua casa natale. Era un casa piccolina, non so come ci stavano dentro tutti. La casa si trova ancora oggi in un bosco erboso circondato da tanti bei grandi alberi. Andavo li` a trascorrere le vacanze estive. Di professione faceva il muratore, la gente era molto orgogliosa di lui perché faceva le cose per bene. Quando lavorava non era mai stanco, quando tornava a casa aveva sempre voglia di scherzare con tutti e conversava con la gente. Aveva le mani screpolate, rovinate del lavoro. Quando rientrava dopo una  giornata impegnativa, mi suonava delle bellissime canzoni. Dopo il lavoro mi faceva sempre sentire come suonava e io lo ascoltavo e mi piaceva tantissimo ascoltarlo.

Aveva gli occhi blu, i capelli grigi, di statura era alto ed era molto robusto. Lui e io andavamo a Salvore a prenderci un gelato e lui si beveva la sua birra. Una volta ritornati a casa andavamo a  camminare con i nostri rotwailer Luna e Ares. Lui da giovane suonava  la fisarmonica a bottoni e quella  a piano. Da vecchio suonava quella a bocca. Per il mio compleanno ( non mi ricordo quale), mi suonó tanti auguri e quello sarebbe stato l'ultimo compleanno insieme perché dopo morí. Io lo avró per sempre nel mio cuore, per sempre.

 

motto  BAGHERISTA                                     

 Ivan Savić  

 

 Classe V  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                         

 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

 

QUANDO SARÒ GRANDE: PROGETTI E FANTASTICHERIE

 

Quando sarò grande farò il conducente di un mezzo scavatore.

Guiderò una grande scavatrice con la luce arancione accesa per segnalare che c`è un grande mezzo.

Dovrò lavorare di giorno e se sarà necessario anche la notte. Scaverò buche profonde e buche basse. Certe volte dovrò battere con il martello pneumatico e scaverò con l`aiuto della pala e del braccio meccanico. Con l`aiuto della  pala, la scavatrice può sollevare tonnellate di sabbia, terra, pietre e poi metterle nel cassone del camion. Andrò a scaricare il materiale e lavorerò anche con il camion tutto il giorno e, se sará necessario, anche la notte. Non ho bisogno di fantasticare perché mi piace lavorare e questo è il mio progetto per quando sarò grande!

 

 

motto GIULI                                                  

Giulia Braico  

 

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                           
  Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara

 

Per questo tema ho scelto la mia mamma perché è una persona che mi ha dato tanto nella vita, mi ha insegnato la maggior parte delle cose che ora so.  Lei si chiama Monia e ha 38 anni.

Non è molto alta, ha i capelli corti e biondi con colpi di sole neri. Ha gli occhi marroni e il naso a patata.

Si veste in modo elegante, ma anche sportivo.

È molto gentile, carina, simpatica, insomma per me  lei è tutto.

Ha molta voglia di lavorare ed è molto attiva. Vorrebbe andare a passeggiare gni giorno però le faccende di casa glielo inpediscono. Io l'aiuto ma non ne faccio una giusta.

Lei mi sgrida, ma lo fà solo perché mi vuole bene.

Ho molta fortuna ad avere una mamma che è molto forte, coraggiosa e che si preoccupa di me.

Anche se non  mi lascia andare fuori con gli amici fuori a giocare e io mi arrabbio, le voglio lo stesso tanto ma tanto bene perché è la mamma più  buona e brava del mondo!

 

 

 motto LARISSA                                            

Larissa Rota  

 

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       
Insegnante: Cristina Sodomaco


Quando sarò grande

 

Quando sarò grande mi piacerebbe fare la parrucchiera. Il fatto è che adoro vedere capelli belli, lunghi e sani. Mi fa invece un po' di tristezza quelli con le doppie-punte, sporchi, poco curati o con la forfora. Quando invece arriverò in ottava classe credo che mi farò la patente di guida per guidare lo scuter.

Da grande vorrei moltissimissimo farmi una casa azzurra con una camera da letto che abbia una piccola terrazzetta in modo che in estate possa mettere un asciugamano e ammirare le stelle cadenti, una cucina fatta in legno con molte decorazioni, un soggiorno con un piccolo divano, una poltroncina e una piccola tv, un bagno non molto grande con dentro un water, una doccia, una specchiera e un lavandino. Mi piacerebbe avere un piccolo giardino con tanti alberi da frutta, moltissimi fiori colorati e una piccola panchina. Ma per vivere in una casa così grande e bella dovrei trovarmi un principe azzurro. Vorrei che il mio principe azzurro mi voglia molto bene, che mi dia la sua opinione, che sia tenero, romantico e gentile. Aspetto con ansia di diventare grande e provare ad realizzare tutte queste cose, ma non solo per questo, ma anche per aiutare i miei genitori, fargli il pranzo come loro ora lo fanno a me, per aiutare i bambini che fanno fatica a procurarsi del cibo e dell'acqua. Ah, stavo quasi per dimenticarlo, quando sarò grande e terminerò di andare a scuola mi farò un pirsing sul naso, lo desideravo da quando avevo cinque anni.

 

 motto ROCCO                                             

Ketrin Kušće  

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                      

  Insegnante: Cristina Sodomaco

 Descrivi una persona a te cara

 

La persona che io descriverò si chiama Roko. Lui è un bambino di due anni. Ho deciso di descriverlo Roko perché è molto simpatico e intelligente. Lui è mio nipote. Roko ha i capelli corti e lisci, il colore è arancione carota. Il viso è rotondo, il colorito della sua pelle è bianca. Il naso è piccolo e ha la forma di una patata. Gli occhi sono grandi e di colore azzurro chiarissimo. Il colore degli occhi sembra quello del mare. La bocca è piccola e le labbra sono sottili. Io e Roko giochiamo sempre insieme. La prima parola che ha detto era Ketlin. Un giorno siamo usciti e io l' ho lasciato a terra,  lui ha comminciato a camminare. A mio nipote piace mangiare la banana e i salatini. Non gli piace quando deve fare il bagno. Si diverte molto quando andiamo fuori. I suoi giochi preferiti sono: nascondersi, buttare tutte le cose per terra e andare sulla sedia e sul tavolo. Questo è il mio piccolo e tenero nipotino.

 

 

 motto STELLINA                                         

Karin Urih  

 

   Classe VII - b Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                      

  Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara

La descrizione che segue è dedicata a una persona a me molto cara: mia nonna.
Lei è una persona anziana, ma secondo me non dimostra per niente l' età che ha. Non è molto alta ed un po' paffutella. Ha gli occhi marroni che si possono associare al colore delle castagne e che mi guardano sempre premurosamente. Le sue sopracciglia sono sottili e hanno la forma che ricorda quelle delle dive di Hollywood di un tempo. I suoi capelli sono di colore castano-chiaro, e sono mossi come il mare quando è sfiorato da una leggera brezza di vento. Ha delle rughe, che però riesce a mascherare grazie al suo essere allegro e socievole. Per uscire si veste sempre in modo elegante e i capelli devono essere sempre in ordine.

La vita non le ha sempre sorriso ed è dovuta essere coraggiosa. Questo è dovuto anche al fatto di essere cresciuta senza la presenza di un padre, e al fatto che era un periodo burrascoso. È umile e generosa. Quando prepara un dolce divide tutto con gli altri, e per se lascia solo due pezzetti. Da giovane adorava ballare e cantare assieme agli amici. Con alcuni di essi ancora oggi è riuscita a conservare un bel rapporto. Era molto laboriosa sia a casa che nel lavoro in ditta. Questo possono confermarlo anche i numerosi riconoscimenti che ha ricevuto. Ha dovuto lavorare sempre, anche se per pochi spiccioli per avere da mangiare. Ha un carattere deciso, ed a volte diventa anche testarda, quasi capricciosa. In questo periodo tende ad essere sensibile ed introversa. Questo succede da quando è mancato mio nonno. Si prendeva sempre cura di lui, nel più premuroso dei modi, perché era ammalato per molti anni. Erano molto legati. Il suo desiderio più grande è di vedere tutta la sua famiglia andare d' accordo, unita, serena e felice. È sempre, forse anche troppo buona e per questo la ammiro moltissimo. Andiamo, e siamo sempre andate d' accordo. Mi dà spesso degli ottimi consigli.

Sono molto dispiaciuta se qualche volta sono stata troppo fredda e superba da non poterle dimostrare quanto le voglio bene!
 
 

motto  LUNA                                                 

 Luna Bisaki  

 

 Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona cara


Lei è una persona speciale per me. Una persona sulla quale in qualsiasi momento posso contare. È una donna forte, che ha combattuto nella vita, combattuto per il bene. E continua a combattere, ogni giorno. Dietro al suo sorriso splendente e ai suoi occhi marroni, sta una persona che ha visto la parte brutta e bella della vita, che sa cos'è la vita. Io ammiro questa persona perché, nonostante tutto, alla fine della giornata, lei ha sempre forza di sorridere. Le sue mani sono gracili, ma resistenti e anche loro raccontano una storia. Mentre il suo corpo snello, magro e pieno di salute illumina dovunque vada come un raggio di sole tra le nuvole. Ha un carattere forte, coraggioso e altruista. Ha la bocca e non ha paura di usarla. Dice sempre la sua opinione ed è sincera. Se tutte le persone fossero come lei il mondo sarebbe un posto migliore. Per questo vorrei essere come lei. E darò il mio meglio per assomigliarle almeno un po', perché lei è la mia eroina. Lei è mia mamma.
 

 

 motto TERREMOTO                                     

Lucrezia Pren  

 

 Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                        

Insegnante: Cristina Sodomaco


Descrivi una persona cara
 

No, non sarò una descrizione semplice, piena di aggettivi. Sarà una storia piena di emozioni e piena di sentimenti.

Mia madre è una donna vigorosa e capace, ma molto paziente. È una persona che ama ascoltare il prossimo. Ha tempo per tutto e tutti, ma mai abbastanza tempo per se stessa. La sua bellezza affascinante, con quegli occhi grandi, azzurri che non danno lacrime, ma portano segno d'averne sparse tante, ti cattura al primo sguardo. I suoi capelli rossi dorati come un pezzo di rubino ben curato, bene pettinati e sempre divisi sulla fronte, scendono delicatamente sul suo viso. Il suo sguardo nutre sempre molta speranza  per il futuro, ma allo stesso tempo affronta e analizza il presente in un modo sabrio. Quando entra in una stanza col suo aspetto e sorriso illumina ogni cosa e tutti gli sguardi sono dedicati a lei. È una donna audace, ricca di ambizioni. Mia madre è una donna grande e, a volte, non è facile comprenderla. Non si cura mai del giudizio altrui. Vive la sua vita a modo suo. La sua vita non era perfetta. C'erano momenti alti e bassi, felici e tristi, ma lei li ha superati tutti con forza e orgoglio. Non ha mai rinunciato neppure al primo ostacolo. Ha tanto coraggio e tanta fede in se stessa. Ogni volta che cade lei si rialza, ma si rialza come una persona più forte e pui convinta di prima. I nostri momenti insieme sono preziosi. Stare con lei in compania è come stare in armonia. Tutto attorno a me in quei momenti sparisce

Ho deciso di descrivere mia madre  perché per me lei è il mio idolo. Una donna che mi insegnerà molto e di più della vita. Una donna che sa godersi la vita. Mamma grazie di esistere.

A te che sei il mio piccolo grande amore.

 

 

motto  LEO                                                    

Leonardo Favretto  

 

  Classe VII - b Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

DESCRIVI UNA PERSONA A TE CARA

Per me mia mamma è proprio come un'amica, una vera amica! Mi capisce al volo e sa sempre come mi sento. Io, a differenza di lei, non riesco a capire come si senta e che cosa provi perché c'è sempre il suo bellissimo sorriso che l'accompagna.
Dal mio punto di vista è una persona molto solare e dà conforto a tutte le persone che le stanno vicino. La sua caratteristica migliore è che è molto ottimista, "se fossi io così...'" Penso che molte altre persone debbano pensarla come lei e cioè che "la speranza è l' ultima a morire".
Come ho prima specificato ha un bellissimo sorriso che assomiglia a un diamante che non finisce di brillare mai. I suoi occhioni verdi, sempre
splendenti, sembrano rinascere quando vede me e i miei fratelli e sembrano proprio dei fiori che si risvegliano all'inizio della primavera.
Ha un bel carattere, molto forte, dice tutto ciò che pensa senza esitare. É molto diretta e sincera. Quando litighiamo, che grazie al cielo non è molto spesso, tira fuori da un sacco profondo come una botte senza fine, tutte quelle cose che mi sanno toccare e mi fanno pensare. Questo mi ferisce un po' e siccome sono molto testardo non mi passa per l'anticamera del cervello di andare a scusarmi. Dopo un po' capiamo che è il momento di riappacificarci e così uno dei due fa il primo passo. Quando io o lei veniamo dall'altro rimaniamo un po' a guardarci fino a che io mi alzo, l' abbraccio e le chiedo scusa e dopo ciò è tutto risolto. Si siede accanto a me e le dico quello che non mi è piaciuto e ci ridiamo sopra.
A me dispiace che lei lavori molto, perché i miei genitori sono divorziati e quando viene a casa ha ancora le nostre tre bocche da sfamare. Comunque, io e i miei fratelli rappresentiamo un grosso impegno: non credo sia facile per lei seguirci nella crescita e assecondare ogni nostro desiderio motivo per cui cerco di aiutarla in tutto e per tutto, al massimo. Quando ha un po' di tempo libero non lo spreca tra soggiorni e caffé, ma prova a passarlo con noi.
Oltre al suo caratterino, non ha veramente difetti. La ammiro tanto per questo, e penso che tali persone al mondo ce ne siano veramente poche: fantastiche e buone quanto lo è lei.
Sono felicissimo di avere un rapporto ottimo con lei e di saper sempre di poter contare su di lei, questo me lo dice sempre e mi dice anche che quando sarò grande un po' la dimenticherò, ma io penso che una mamma così sia difficile da dimenticare.

 


motto  SALVORE
                                          

 Michele Ossich  

 

   Classe VII - b  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

 Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara
 

Mia mamma si chiama Miriam, ha 49 anni, molto spesso la prendo in giro dicendole che è vecchia, ma ovviamente sà che sto scherzando. Da quattro anni lavora presso uno studio dentistico come infermiera ed aiutante. Le piace molto il suo lavoro, ma alcune volte si lamenta perché molto spesso deve fare il doppio turno, a causa della gente italiana che fa visita al dentista, dal momento che è l’unica a conoscere la lingua italiana nel suo ambiente di lavoro. Da quando ha cominciato a lavorare, in questi quattro anni, è riuscita a fare amicizia e a conoscere bene tutte le altre infermiere in modo amichevole.
Ha i capelli color marrone chiaro, con alcuni colpi di sole con le punte nere. I suoi capelli sono lisci perché li piastra, ma anni prima, quando andavo ancora all’asilo, erano mossi come le onde del mare in inverno. Arrivano all’incirca al petto. Porta la frangia sugli occhi, come se fosse il tetto di una terrazza. Mia sorella le dice di dare una spuntata alla frangia, ma lei non vuole perché le piace più lunga. La sua testa ha una forma ovale. La pelle è rosea, ma d’estate è molto più abbronzata. Il naso è aquilino ma la punta è rotonda. Gli occhi sono di color azzurro turchese come un lago ghiacciato sulle Alpi. La bocca è incurvata all’insù alle estremità, che dà sempre un espressione felice anche quando non lo è. Il labbro inferiore è leggermente più sottile rispetto a quello superiore.
Il suo corpo presenta un po’ di pancetta, ma nonostante i suoi difetti per me è bellissima, infondo non è l’aspetto esteriore che conta, bensì quello interiore. Si veste in modo sportivo, quasi sempre indossa le maglie di color marrone dato che è il suo color preferito. È una persona molto creativa e ricca di idee, che ama fare progetti per la casa come se fosse una designer di ambienti. Con tutti i suoi parenti, amici e conoscenti si comporta sempre con naturalezza, in modo gentile, amichevole ed educato. Io e lei, molto spesso andiamo d’accordo, rispettiamo le aspettative di ognuno e teniamo in ordine la casa.
Quasi sempre mi rimprovera dicendomi che devo andare a studiare e a mettere in ordine la mia stanza. Alcune volte non le do retta, ma quando faccio delle faccende domestiche come, pulire i piatti passare l’aspirapolvere per la casa, la rende molto felice e si sente orgogliosa di me come io lo sono di lei. Vuole molto bene a me, mia sorella, mio papà, ma ovviamente anche al resto della famiglia. Io le voglio un mondo di bene, soltanto odio quando mi dice ‘’Il mio bambino sta crescendo’’. È soltanto un dato di fatto, ma per me lei è la migliore, e non può né potrà mai essere sostituita da nessuna. Non vorrei perderla per nessuna ragione al mondo perché non saprei che fare senza di lei.

 

 

motto  CALCIATORE                                    

Marijan Basaneže   

 

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

Insegnante: Cristina Sodomaco

 

DESCRIVI UNA PERSONA A TE CARA


Ha undici anni. L'ho descritto perché è un bravo amico e mi diverte tanto. Ha i capelli biondi e corti come l'erba secca. Ha gli occhi marroni cioccolato, ha un viso lineare. È di media statura. La sua pella ha un bel colore, è molto abbronzato. Ha un peso adatto alla sua età. È  forte come un elefante impazzito. È molto intelligente e simpatico. Il suo sogno è di diventare un giocatore di calcio e lo diventerà, ne sono sicuro. Io condivido ogni segreto con lui perché credo di fidarmi di lui. Gli voglio tanto bene e penso che resteremo amici fino alla fine delle nostre belle vite. Questo è Salvatore, il migliore amico che io abbia mai avuto!

 

 

motto  MARIANNA                                         

Marianna Bencich  

 

Classe VI Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

Insegnante: Cristina Sodomaco


La mia bisnonna Leonilda

 

La mia bisnonna Leonilda è una persona a me molto speciale. Lei ha 84 anni ed è una persona fenomenale! Ha i cappelli grigi, colorati dal tempo, gli occhi verdi come un prato fiorito di molti anni fa. Il viso pieno di rughe ognuna delle quali può raccontare una storia. Le sue labbra sono rosse come il fuoco che ogni giorno accendeva per fare  il pane. È molto fiera di se. Quando arriva l'inverno fa le calze, maglie, sciarpe per tutti noi, però una volta non era così perché lavorava in campagna dalla mattina alla sera, con le mucche „BOŠKARINI“.
Si sposò con mio bisnonno Angelo e venne a vivere in Galići. In casa vivevano i genitori di lui: suo padre Toni, sua madre Ida, lui e mia bisnonna. Oggi, se non ci fosse lei, quella casa sarebbe vuota! Quando vado a trovarla mi racconta della sua vita da giovane quando andava a lavorare nella fabbrica di pesce ARIGONI e successivamente in quella di pomodoro PODRAVKA.
Mi parla volentieri di suo padre e di come lavorava in miniera e aveva la prima bici, oppure come fosse la vita quando c'era la guerra e la  povertà. Oggi all'età di 84 anni, la mia cara bisnonna Nida è vecchia, però piena di energia e di vitalità.

 

 

motto  DOLCETTO                                        

Natalia Lakić  

 

Classe VII - b Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

 Insegnante: Cristina Sodomaco


Descrivi una persona a te cara


Mia nonna. Ho scelto di descrivere mia nonna perché era una persona molto speciale. Mia nonna per me, era come una secondra madre, cucinava, lavava gli indumenti, faceva tutto quello che era necessario.
Aveva 71 anni. Era alta 1.68, ma con la vecchiaia, si è abbassata ed era arrivata a 1,66 cm. Aveva gli occhi color verde come un giardino verdeggiante, il naso era a patatina, la bocca come quella di una ragazza di vent'anni, e i capelli biondi luccicanti. Si vestiva semplicemente: una maglietta, una gonna, un giubotto senza maniche e le ciabatte per casa. Era una donna forte e coraggiosa, anche nel lavoro. Il suo lavoro era quello di fare dolci e gnocchi, fuzi, non si fermava mai, qualche lavorava 24 ore su 24. Quando si era ammalata era nel letto, mio padre le diceva di andare dal dottore però lei non voleva, e quando era peggiorata, mia zia ha chiamto l'ambulanza e dopo doveva andare a Pola. Anche in quel momento è stata molto coraggiosa. Era una persona molto sensibile, teneva le cose dentro, ma qualche volta le condivideva anche con me e mia sorella.

A lavare le stoviglie era sempre lei e qualche volta mi permetteva di farlo anch'io.

Mia nonna si chiama Marija. Veniva da una famiglia grande e numerosa. Da piccola doveva lavorare sempre! Quando era piccola doveva accudire i fratelli e le sorelle. Quando sua madre lavorava in casa, lei doveva andare a dare da mangiare agli animali. Quando era morto il fratello minore Boris a 20 anni, mia nonna andava a piedi fino il cimitero da lui, ogni santo giorno.

A casa guardavamo sempre le telenovele turche e croate. Ogni sera andavo giù da lei e le guardavamo assieme e dopo dormivamo sul divano. Dalla parte desta io, dalla parte sinistra lei.
Io e mia nonna andavamo molto d'accordo. Con me scherzava, giocavamo assieme, parlavamo assieme, insomma, favecamo quasi  tutto! Con me si confidava, con me era se stessa. Il rapporto tra mia nonna e me era bellissimo.. BELLISSIMO, posso solo questo dire. I piu' bei momenti li avevo con lei!

 

 

motto MARE 2                                             

Monia Benvegnù  

 

Classe VIII  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                     

  Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara

 

Mia nonna si chiama Maria. Lei è una persona con un passato molto movimentato, ha dovuto affrontare molti problemi nel corso della sua vita. Ogni ruga sulla sua faccia racconta una storia.

Lei è molto comprensiva e aiuta sempre le persone.

Io e mia nonna siamo come due amiche, ci raccontiamo tutto, io le confido i miei problemi e pensieri, e lei mi dice il suo pensiero sincero e mi da degli ottimi consigli.

Lei mi racconta molte storie, di come era difficile la vita quando era bambina: viveva in una casa di pietra, in mezzo alla campagna, e per vivere i suoi genitori lavoravano nei campi, mentre lei badava ai suoi fratelli e a sua sorella. La vita in quei tempi era molto faticosa e dura. Se i suoi piedi e la sue mani potessero parlare, racconterebbero molte cose, alcune belle e alcune meno belle.

Quando mia nonna mi racconta queste storie si commuove, e dice che anche se il suo passato era faticoso e duro, lei vorrebbe rivivere uno ad uno quei giorni.

Adora ballare e cucire, e anche se ha dolori dappertutto si sforza di ballare e cucire perché questo la rende molto felce.

È una persona molto buona e io le voglio un mondo di bene, anche se a volte litighiamo  poi sistemiamo tutto.

Io la aiuto nei lavori di casa dato che lei non riesce a svolgerli molto bene.

Anche quando mia nonna sarà in cielo, la porterò sempre nel mio cuore e non la dimenticherò!

 

 

motto RICY                                                  

Riccardo Favretto  

 

 Classe V  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

Insegnante: Cristina Sodomaco


Descrivi una persona a te cara

 

Io posso descrivere in tanti modi la mia mamma, ma inizio così: mia mamma si chiama Kristina. Lei ha 40 anni, ma non li dimostra assolutamente. Ha due occhi verdi brillanti come zaffiri. Ha il naso piccolino e le labbra carnose. Mia mamma si veste in modo elegante e quando la vedo sembra una modella che va in paserella. È magra e ha una linea invidiabile. È dolce e buona come una cioccolata di gusto raffinato e delizioso. A lei piace cucinare i dolci e quando li fa con allegria e si impegna tanto e noi fratelli li assaggiamo, le nostre pupille gustative si sciolgono di piacere.
Durante il fine settimana io e la mia famiglia andiamo in Canegra a giocare e la mia mamma diventa una bambina. Quando ero piccolo e la mia mmma mi raccontava le storie sembrava che io ne fossi sempre il protagonista.
La mia mamma è una persona rara come la neve a Umago...

 

 

motto BABY GANG                                      

Rian Međedović  

 

Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi un apersona cara
 

Tutte le persone hanno un carattere diverso. Secondo me non ci sono persone perfette né persone completamente negative, nessuno e` uguale,  e secondo i nostri diversi punti di vista, delle persone sembrano cattive e altre no.

Io conosco una persona che per me rappresenta il massimo della positività mentale e spirituale ed e` un mio grande amico, lui si chiama Leo Jugovac. Leo mi ha appoggiato in tutto quello che facevo e mi da dei consigli fantastici, lui è anche una specie di poeta, ha scritto molte poesie e sono tutte molto belle.

Le sue poesie gli vengono nei momenti e orari più strani, a seconda dalla sua voglia e dalla sua vena “artistica“ , come dice lui. Lui mi è stato sempre vicino, anche quando gli altri non mi volevano nemmeno parlare, ed era ed è tuttoggi una delle persone che mi stanno molto più a cuore. Da quando lo conosco lo prendo sempre in giro, ma in questi ultimi sette mesi, ho capito come si sente quando gli altri lo deridono e quindi lo rispetto con maggior intensità e lo difendo più che posso. Lo sostengo perché, come ho già detto, lui ha sostenuto me. Leo è intelligente, creativo, abbiamo quasi gli stessi interessi.
Quello che mi piace di più di leo  è che non dà soddisfazione a quelli che lo deridono, ma purtroppo non smettono e continuano. Questo è quello che vi posso dire perché io e Leo non abbiamo segreti, sappiamo tutto e ci fidiamo molto l'uno dell' altro, e per questo che non abbiamo paura che uno di noi vada a raccontarlo ad altra gente.

 

 

motto RENE’                                                 

René Bartolić  

 

 Classe VIII Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                        

Insegnante: Cristina Sodomaco

 

Descrivi una persona a te cara

Quando utilizziamo la descrizione oggettiva per parlare di una persona ci mettiamo quelle cose che si vedono, „quelle concrete“. Secondo me, una descrizione che non ha paragoni, è quella soggettiva; descrivere una persona che conosciamo bene; col cuore, non con la mente.
Io descriverò mio nonno: vive vicino a me, parliamo sempre e lo conosco bene. Mio nonno è sempre col sorriso sulle labbra, divertente ed ha una risata contagiosa. A lui piace scherzare, ma quando c'è da fare qualche lavoro è serio, e da tutto sé per finire velocemente e a modo. È orgoglioso di me quando lo aiuto a fare qualsiasi cosa, oppure quando gioco a calcio. A lui piacciono i film western e i telefilm di Walker Texas Ranger. Quando c'è una partita vado a guardarla da lui e mi diverto un sacco a sentire le sue battute sui giocatori.
I giudizi su di lui sono sempre positivi, è il miglior nonno che si potesse avere.
Posso dire una cosa molto bella: „ È una persona con un cuore grande “.
 

 

motto  VALE                                                  

Valentina Radizlović  

 

  Classe VII - a  Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

 Insegnante: Cristina Sodomaco

Ascoltate le pietre , il mare, gli alberi che ci circondano...Quali storie vi raccontano? 

Il boschetto di fianco alla nostra scuola ha un ruolo importante nella mia vita; ogni qualvola gli  passerò davanti ricorderò le esperienze scolaresche. Guardando questi pini marittimi capiamo che hanno moltissimi anni e che hanno conosciuto molte generazioni di ragazzi che li osservavano  e con le quali facevano amicizia. Questi maestosi arbusti sempreverdi ci raccontano che ogni loro ago è un alunno, recente o passato, e ogni singolo ramo è una classe. Ogni loro storia è emozionante, unica nel suo genere.
Il pino al centro mi ha raccontato dei suoi amici picchi dicendomi che non tutti sono simpatici infatti, per la maggior parte, sono fastidiosi perché  gli rovinano la corteccia.
I pini ci raccontano anche delle storie divertenti ascoltate durante le interrogazioni. Se i pini potessero parlare saprebbero più loro delle materie scolastiche di noi. Ci raccontano storie di ragazzi buoni, che li rispettano e amano, ma anche di quelli maleducati che lanciano l'immondizia sui loro rami.I nostri alberi ci raccontano moltissime altre storie, qualche volta belle e qualche volta brutte.
Boschetto caro, con i tuoi rami che arrivano al cielo, portaci il buon umore e ossigeno per il nostro cuore .

 

 

motto SARUCCIA                                          

Sara Žiković  

 

Classe VII - a Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                       

  Insegnante: Cristina Sodomaco

 

GUARDA LE PIETRE, GLI ALBERI, IL MARE: QUALE STORIA HANNO DA RACCONTARE
 

Quando vado dai miei nonni spesso vado a passeggiare per le strade di campagna.
Mi capita di pensare a tutte quelle persone che nel passato hanno percorso questa strada e inizio ad osservare ogni pietra.
Mi sembra di vedere le ruote dei carri e i buoi che trascinano pesantemente le gambe sfiniti dalla fatica, o il passo stanco del contadino che fa ritorno a casa dopo una lunga giornata di lavoro.
In lontananza si sente il rumore del villaggio, la gente si riunisce per la cena e i vecchi se ne stanno al fresco a fumare la pipa e a discutere del tempo e del raccolto.
Mentre continuo guardo le campagne oggi abbandonate, trascurate e mi fermo a una vite secca che non riesce a respirare perché  soffocata dalle erbacce.
Immagino la sua storia, rivedo la forte mano del contadino che ha messo tanta cura per crescerla. Ora non rimane piu niente di quella forte pianta, solo la tristezza e l'abbandono.
Osservo i vari muretti fatti in pietra e mi meraviglio di quella perfezione e del grande impegno di tutta la gente del paese.
Ma non mi fermo, vado ancora avanti, ed ecco che mi ritrovo in un grande bosco. Le piante sono grandi, i rami si innalzano al cielo e sembra che lo sfiorino. La luce gioca felice tra le foglie e i raggi del sole mi accarezzano il viso. Mi sento libera e felice. Respiro l'odore della natura , ecco forse solo questo non è cambiato. Il tempo ha  cancellato molte cose ma il rumore, i colori e il profumo della natura è rimasto uguale nel tempo.
Chissà se domani le storie di queste pietre verranno ricordate ancora con la stessa ammirazione che provo io adesso.

motto  RINO                                                   

Rino Sinčić  

 

Classe VII - b Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei” Umago

                                                                      

   Insegnante: Cristina Sodomaco

 

 

Descrivi una persona a te cara
 
Voglio parlare di mia nonna perché lei si prende cura di tutti, cucina per noi ed è la figura più importante della famiglia. Lei è più bassa di me, a dire il vero mi ricordo che quando ero ancora bambino, ci misuravamo per divertimento, ma ora sono molto più alto di lei.
Lei si alza ogni giorno di buon'ora per comprare gli alimenti per farci il pranzo. Pensa sempre solo agli altri, mai a se stessa, perciò nel suo tempo libero, riposa e passeggia all'aria fresca. Quando pranziamo non sta mai seduta con noi, ma si occupa che tutto sia al proprio posto, che tutto sia perfetto. Le piace passeggiare di sera all'aria fresca per rilassarsi un po', e le piace guardare le sue telenovele. Lei è intelligente, sa tante cose, è gentile e non giudica nessuno. Le piace lavorare in casa, nell'orto, annaffiare i fiori e anche se non e facile fare tutto questo, non si lamenta mai. Ci vuole tanto bene, e noi gliene vogliamo tanto a lei. Quando ero più giovane ero sempre con lei, giocavamo a carte, ci divertivamo tanto, mi comprava i gelati, parlavamo di tutto, eravamo sempre insieme. Adesso sono già più grande e ho tanti impegni, non ho tempo libero, perciò non la vedo più tanto, e mi dispiace perché le manco, e lei manca a me.
E così felice quando vengo a trovarla...  Dovrei trovare più tempo per stare con lei, ci proverò...

 


 motto STILISTA
                                            

 Valentina Turčinović  

 

 Classe II Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                         

 Insegnante: Samira Laganis

 

""QUANDO SARÒ GRANDE..." PROGETTI E FANTASTICHERIE."

 

Io mi chiamo Valentina. mi piace moltissimo disegnare i capi e accessori di moda. tante volte guardo le sfilate di moda alla televisione e sfoglio tante varie riviste di moda.

Da grande mi piacerebbe diventare una stilista e aprire una casa di moda con il mio nome. prima di tutto devo imparare il taglio e cucito, usare la macchina da cucire ma sopratutto riconoscere i vari tipi di tessuto. sono sicura di farcela perché oggi esistono delle scuole per questo. esistono pure delle macchine da cucire molto sofisticate e con un po' d'impegno non dovrebbe essere una cosa irragiungibile.

Poco tempo fa ho fatto per la scuola una ricerca su come si viveva in famiglia quando non c'era la corrente elettrica. con i miei genitori sono stata da un signore che colleziona e restaura oggetti antichi.

Vedendo tutto ciò ho capito e mi sono resa conto come si viveva una volta e quanta forza dovevano avere per qualsiasi lavoro quotidiano. sopratutto era molto difficile per le donne, perché a casa non avevano delle buone condizioni di vita: stanche dal lavoro, tornando a casa dalla campagna, prima di tutto dovevano tagliare la legna, accendere il fuoco perché senza di esso non si potevano fare le faccende domestiche, riscaldare la casa e appena dopo cucinare i pasti, riscaldare l'acqua per lavare la biancheria, mettere a posto la cucina e la casa e alla fine fare il bagno ai bambini e a se stessi. neanche per stirare non potevano senza fuoco, perché all'epoca avevano un ferro da stiro (el sopreso) che veniva riempito con della brace (i bronzi) e appena una volta caldo potevano stirare.
 

  

 

 

PIÙ DI TUTTO MI HA IMPRESSIONATO LA MACCHINA DA CUCIRE SINGER.

  

 

Ho capito  che per poter cucire bisognava nello stesso momento usare le mani e i piedi. per le sarte era molto difficile lavorare su di queste macchine da cucire, perché con la mano destra dovevano ricaricare la singer, lasciarla andare praticamente come un orologio e nello stesso istante con i piedi sul pedale dare il ritmo e la velocità giusta, mentre con la mano sinistra spostare la stoffa. per fare un vestito le sarte dovevano impegnarsi con anima e corpo e per di più questi lavori venivano fatti di sera o di notte a chiaro di lume o di candela. essere sarta in quell'epoca era una cosa d'onore e di prestigio ma sopratutto una richezza per la famiglia perché un bel vestito veniva anche ben pagato.

La mia conclusione e che abbiamo una grande fortuna di vivere in questi tempi moderni dove con tutti questi macchinari e tutte queste nuove tecnologie facilitano la vita quotidiana,sopratutto per le donne.

              

 

 

motto LUCE                                                   

Sara Čalić  

 

Classe I Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                        

 Insegnante: Milena Saina

 

Quando sarò grande....
 

Io quando sarò grande farò la maestra perché mi piace scrivere, leggere e insegnare. Quando gioco con mia sorella giochiamo alle maestre, lei è l'alunna e io la maestra. Le faccio fare i dettati e poi le scrivo il voto.

 


motto
TARA                 
                                  

Nina Vorić  

 

  Classe I Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                       

  Insegnante: Milena Saina


IL MARE MI SUSSURA...
 

Il mare mi ha raccontato una storia: c'erano una volta i pirati e le sirene. Erano belle come il sole e cantavano per i pirati. I pirati le ascoltavano e ballavano mentre le sirene saltavano come delfini, erano felici. Ballavano come se ci fosse la musica ma invece era soltanto il rumore del mare. Arrivata la notte pirati e sirene sparirono e il mare rimase di nuovo solo
 

 

motto  PETER                                                 

Timoti Lisjak  

 

  Classe I Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                        

 Insegnante: Milena Saina

 

 

Il mare mi sussura...
 

Il mare mi sussura tante storielle, storie di pirati, di sirene, di navi, di luci, di pescatori che pescano i pesciolini. anche mi racconta di navi gli passano sopra e gli fanno un pò male. racconta di pirati che facevano la lotta per il tesoro. le navi affondavano ed erano piene di buchi, perchè i nemici buttavano le bombe.

 

 

 

motto  DANZA                                                

Lucija Lanza  

 

 Classe V - a Scuola Elementare Italiana “Belvedere” Fiume

                                                                         

Insegnante: Roberto Nacinovich

QUANDO SARO' PIÙ GRANDE

Quando sarò grande avrò un salone di bellezza con la mia amica Maya, dove useremo il trucco per le persone. Maya, la mia migliore amica vivrà qui a Fiume e avremo una grande casa con la piscina e con una palestra, dove apriremo una scuola di danza e ginnastica. Invece a Spalato avremo una piccola casa dove andremo d'estate. lo e Maya vogliamo fare la manicure, la pedicure e i massaggi nel salone di bellezza. La nostra casa a Fiume sarà grande e bellissima. Nella casa avremo una grande stanza dove ci sarà la piscina, il bagno, due camere, una per me e una per Maya, ci sarà anche una - grande palestra dove faremo danza e ginnastica. A Spalato nella casa ci sarà un salottino, una piccola cucina, due camerette, il bagno e una spiaggia dove verremo ogni estate.
Speriamo che tutto questo si avveri.
 

 

motto STELLINA 2                                              

Selma Smajić  

 

Classe VIII Scuola Elementare Italiana “San Nicolò” Fiume

                                                                            

   Insegnante: Ornella Sciucca Linić


DESCRIVI UNA PERSONA CARA...
 

   Il mio Sole

 

   Ci sono tante persone care che mi circondano... Ce n'è una, però, che in mezzo a tutti brilla come un Sole. Lei, per me, è un diamante, un gioiello, una rondine che vola nel cielo sereno di primavera...

Il suo cuore è morbido come le piume del più meraviglioso uccello al mondo. Quando sto male è sempre presente, per aiutarmi e proteggermi. E’ una delle amiche più buone e più vere. Quando la guardo, ogni volta penso quanto sia orgogliosa ad avere qualcuno come lei accanto. Non passa neanche un giorno senza che le racconti tutto ciò che è accaduto la mattina a scuola...

Trattasi della mia mamma, per me una delle persone più importanti al mondo. Essa è di statura media, ha dei bellissimi occhi che brillano e i capelli castani. Mia madre è una persona fiera e orgogliosa di sé, nella quale si può avere totale fiducia, non ama i lussi e non è prepotente. E’ la protagonista dei miei sogni e la luce della mia vita quotidiana.

Ricordo molto bene il primo giorno di scuola, quando avevo paura di andare in classe senza la mia cara mamma. Lei, rassicurante come sempre, mi ha suggerito affettuosamente, stringendomi la mano: “Dai, Selma, ce la farai!”. Arrivata, ho incontrato anche un paio di amici con i quali avevo frequentato l’asilo. Allorché mi sono voltata verso di lei e le ho sorriso. Il suo sguardo era calmo e caldo e io non avevo piú timore di nulla.

L’anno scorso c’è stato un periodo in cui non andavo molto d’accordo con alcuni compagni di classe, il che mi faceva soffrire. Un giorno rientrai a casa piangendo e mia madre, preoccupata, mi chiese cos’era accaduto. Dopo averglielo raccontato, lei mi ha incoraggiato a non perdere la mia forza d’animo e, come sempre, mi ha dato sostegno.

Quel giorno ho capito che non potrei vivere senza quella donna, il mio Sole.

 

 

 

motto CASTELVENERE         

    Erica Barbo  

  
 Classe VII Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                             
 Insegnante: Sandro Manzin

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA


Tutto
è iniziato due anni fa, quando alla fine della quinta classe, durante la consegna delle pagelle, l’insegnante ci ha detto che avremmo avuto una nuova compagna di classe, Katia Klobučar. Dopo la consegna delle pagelle siamo andati a mangiare il gelato e Katia è venuta con noi. Non sapevo cosa parlare con lei e mi sentivo un po’ a disagio. Tutta l’estate non ci siamo sentite né viste, ma quando in settembre siamo ritornate a scuola e ho cominciato a conoscerla, ho capito subito che saremmo state grandi amiche. Per questo voglio parlarvi di lei. Katia è alta, magra e bellissima. Ha gli occhi marroni, i capelli marroni fino alle spalle e le lentiggini. Ha un carattere dolcissimo, è impossibile litigare con lei. Katia vive a Cipiani, vicino ad Umago, mentre io vivo a Castelvenere, vicino a Buie. Non viviamo vicino, ma per fortuna i suoi genitori lavorano a Castelvenere, così ogni tanto viene da me. L’altra mia migliore amica è Antonia. Anche lei vive a Castelvenere, così quando viene Katia andiamo a fare una passeggiata tutte e tre assieme. Katia mi aiuta quando ho bisogno di qualcosa, è una persona fantastica. Come me, anche lei tifa per il Milan, quindi andiamo d’accordo anche su questo. L’unica cosa su cui non andiamo d’accordo sono i ragazzi. Katia è una persona davvero importante per me, un’amica unica, so che ci sarà sempre quando ne avrò bisogno. Spero di non separarmi mai da lei e che resteremo le migliori amiche per sempre.

 


motto BOBI                                                       

  Iva Biondić  

 

Classe V Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                            

  Insegnante: Sandro Manzin

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA

 

 Io ho un'amica assai cara, si chiama Sara Mutapčić. Io e lei si potrebbe quasi dire che ci conosciamo dalla nascita. Sara è una ragazza molto allegra e simpatica, noi andavamo assieme all’asilo nido, all’asilo e adesso anche a scuola (per la precisione in quinta classe). Le nostre mamme sono amiche e direi che non abbiamo quasi mai litigato. Lei ha gli occhi verdi-marroni, i capelli marroni-scuri, è alta, ride sempre, le piace leggere, scrive velocemente, ha il vizio di appoggiare la testa sulla mano (come me), quando non sappiamo che fare ci guardiamo negli occhi. Non è mai innamorata. È simpatica, generosa, molto divertente, allegra, creativa, fantasiosa, disegna benissimo, è brava a scuola e un po’ birichina. Ha due cani (Bella e Bobi) e due canarini (Cipi e Ciopi). Ha una casetta sull’albero, tantissimi orecchini e una camera spaziosa. È nata il 5 giugno 2000. Lei è la mia migliore amica e lo resterà per sempre.

 

 

motto ALBERO                                                   

Giacomo Bonetti  

 

 Classe VII Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                            

  Insegnante: Sandro Manzin

 

ASCOLTATE LE PIETRE, IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO...QUALI STORIE VI SUSSURRANO? 

 

Un bel giorno di primavera andai a fare una passeggiata, mi sedetti su un sasso e ascoltai...

C'era un albero che mi raccontò la sua storia. Un giorno, da un albero vicino era caduto un seme e così nacque. Crescendo aveva visto molte cose: i temporali, le piogge, il sole, la neve, la nebbia, la grandine, ecc. Mi raccontò anche di un terremoto che causò una valanga. Lui con le sue radici, assieme ai suoi amici alberi aveva tenuto il terreno che sennò avrebbe ceduto. Era una bella storia, mi spostai più in là e incontrai un ulivo centenario che mi raccontò molte più cose. Mi raccontò delle sue olive sempre buone. Poi parlai ad un sasso che mi raccontò delle sue origini. Mi disse che non era nato, ma era sempre esistito. Durante la sua esistenza si era solo trasformato da masso enorme in sasso. Altri sassi si erano trasformati a loro volta in piccoli sassolini e infine in sabbia. Parlai al mare, al cielo, alle nuvole, ecc. Mi interessavano molto le loro storie e appresi tante cose nuove.
 

 

motto AMICA                                                       

Katia Klobučar  

 

 Classe VII Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                              

 Insegnante: Sandro Manzin
 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA
 

Una delle mie persone più care è Erica Barbo. Anche se non la conosco da molto tempo, ho capito subito che è una persona fantastica. All’inizio non pensavo che diventeremo così amiche, però quando ho cominciato ad andare a Castelvenere abbiamo iniziato a conoscerci meglio e siamo subito diventate amiche. È nata il 24 marzo 1999, vive a Castelvenere, ha i capelli ricci, marroni con delle ciocche bionde ai lati, ha gli occhi blu, le lentiggini, il numero di scarpe 41 ed è alta più di me. Lei è una persona fantastica, ride sempre e quando ride lei, ridono tutti, non ci si può trattenere. Si picchia spesso e fa sempre degli scherzi a tutti, ad esempio rubare le ciabatte, nascondersi, chiudere fuori qualcuno, ecc. È anche molto dolce e romantica, le piace “Spongebobe” (sappiamo solo io e Antonia chi è). Secondo me sarebbero una coppia bellissima. Lei ha anche talento nel fare dolci. Le sue torte sono buonissime, è la migliore pasticcera che io conosca. È una tifosa del Milan, come me (è la squadra migliore del mondo!!!).

Erica è un’amica molto speciale e non vorrei cambiarla mai per nulla al mondo.

 

  

motto MAMMA 2                                                  

Petra Grace Zoppolato  

 

  Classe V Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                              

 Insegnante: Sandro Manzin

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA 

 

Lei è bella, simpatica, dolce...SÌ, È MIA MAMMA!!!

Mia mamma ha circa quarant’anni (dico “circa” perché non sono molto brava a ricordare l’età degli altri). Il suo segno zodiacale è il leone ma in cinese è il cane. Il suo animale preferito è il cane. È sensibile, si commuove facilmente e non ha ancora imparato a sfogarsi. Quando eravamo ancora in Australia faceva la professoressa di matematica all’università. I suoi genitori l’hanno in un certo senso “costretta” a diventare una persona IMPORTANTE. Ha molta pazienza e quindi appena siamo arrivati in Italia (a Trieste) ha iniziato a lavorare come ASSISTENTE SOCIALE o qualcosa del genere. Lei ha un cuore grande come il mondo, l’universo. Sa fare moltissime cose. Secondo me non ci potrebbe essere una persona uguale a lei. Ha una sorella maggiore e un fratello minore. Sua sorella... non so neppure chi sia. L’ho vista una o due volte (oltre alle foto); a lei non interessa niente di mia mamma, si odiano. Suo fratello è bravissimo. Mia mamma è speciale. È nata il 23 agosto.

LE VOGLIO TANTO BENE!!!
 


motto  ALBERO 2                                                 

Andrea Furlan  

 

  Classe VI Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                              

 Insegnante: Sandro Manzin

 

ASCOLTATE LE PIETRE, IL MARE, GLI ALBERI CHE CI CIRCONDANO…QUALI STORIE VI SUSSURRANO?

 

 A volte penso al passato e agli avvenimenti lontani e mi viene in mente cosa gli abitanti di Buie, la mia città natale, hanno dovuto passare durante la storia.

Con questi pensieri un giorno uscii di casa a passeggiare. Dopo una ventina di minuti arrivai davanti alla chiesa della Madonna della Misericordia. Ad un tratto sentii dei sussurri che mi giungevano agli orecchi attraverso un frusciare di foglie: “Brrrr! Che freddo! Anche se c’è il sole non riesco a scaldarmi! L’inverno è stato troppo duro quest’anno!” Io gli chiesi: “Signor Albero, ma come ha freddo? È già marzo e fuori c’è un sole che scalda anche le…”, non riuscii a finire la frase che una voce tonante simile a una frana m’interruppe: “Stai zitto, tu che sei ancora giovane! Pensa a me che sto qua già da almeno seicento anni, se non di più!”

“Ehi! Aspetti un momento signora Pietra! Stavo parlando con il mio amico Albero. Ma in effetti, a pensarci bene, lei ha anche un po’ di ragione. La dovrebbero cambiare!” dissi alla signora Pietra.

“Va bè, va bè, hai ragione, solo che se mi sostituiscono mi “spaccano”, mi trasformano in “ghiaia” per le strade!”

“Ma nessuno pensa a me!”, si lamentò il signor Albero, “Io ho freddo e sono solo e si sa che la pavimentazione buiese è molto solida, ha resistito seicento anni e ne resisterà altrettanti!”

Io dissi: “Non ci posso far niente, non potete incolparmi. Alla signora Pietra potrei però dare da bere e al signor Albero un cappotto!” Presi la bottiglietta d’acqua e ne versai un terzo sulla signora Pietra e all’albero diedi il mio cappotto. “Grazie mille!!!” risposero in coro. “Ciao! Ci vediamo!” e mi addentrai in una viuzza. Arrivai ad uno spiazzo. Vidi due cisterne con due coperchi di ferro  arrugginiti. Sentii un solcare d’acqua e poi due voci: “Perché ci chiudono! Stiamo soffocando!”

In fretta aprii i coperchi e un’aria di muffa mi colpì il viso. Domandai: “Da quanti anni siete chiuse?”

“E chi se lo ricorda! Adesso vattene!” mi disse il primo pozzo. Dopo questa risposta m’incamminai verso casa. Ad un tratto cominciai a correre verso casa. Stavo facendo tardi! Quando arrivai a casa ero tutto ansimante. Nessuno mi sgridò. Entrai in casa e mia mamma mi domandò dove avevo lasciato il cappotto. Non le risposi.

Quel giorno compresi che non solo gli esseri umani hanno un’anima.

 

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motto PROGETTI                                                 

Christian Špringer  

 

 Classe VI Scuola Elementare Italiana “Edmondo De Amicis” Buie

                                                                            

   Insegnante: Sandro Manzin


“QUANDO SARÒ GRANDE…”: PROGETTI E FANTASTICHERIE

 

Io da grande voglio fare il pianista – compositore nonché il poeta. Avrò una moglie molto bella che  mi vorrà bene e tre figli (due bambini e una bambina). I bambini si chiameranno Luca e Paolo e la bambina si chiamerà Anna. Avremo una villa con giardino e bella vista. La villa “Belvedere” avrà tre piani con un grande terrazzo e un bel garage. Alla casa penseranno la donna delle pulizie, la cuoca, il giardiniere ed il maggiordomo. Avremo una “Pagani Zonda R”, una “Bugatti Veyron”, un camper “Mac Vetter”, un jet supersonico privato e una limouisine.

I miei figli saranno intelligenti e avranno delle ragazze e dei ragazzi altrettanto belli e intelligenti.

Io suonerò nelle serate più importanti e sarò molto conosciuto. Mia moglie dirigerà insieme a me sette alberghi lussuosissimi, moltissime pizzerie, svariati locali e fabbriche sparse per il mondo. Avremo anche una villa al mare con uno yacht di lusso. La villa al mare si chiamerà “Conchiglia” e avrà incorporato il più grande televisore al mondo. La villa “Belvedere” avrà una stanza da letto per me e per mia moglie, un’altra (grandissima) per i miei figli, tre stanze da letto per gli ospiti, due bagni per noi e due bagni per gli ospiti, la sala giochi, il soggiorno, la cucina, la biblioteca, la sala multimediale, la soffitta ed il ripostiglio. Davanti alla casa avremo un parco giochi, una palestra collegata alla villa, un orto, un giardino, un campetto da calcio e un campetto da pallavolo. Spesso ci verranno a trovare amici e parenti. Visiteremo i posti più belli del mondo, dalle piramidi a Macchu Picchu, da Tokyo a Londra, ecc.

Saremo una famiglia felice e radiosa alla quale piace scherzare e divertirsi. Saremo molto amati e pieni di amici veri e leali che ci apprezzeranno non per quello che avremo ma per quello che saremo.

 

 

 motto  SELENE GOMEZ                                   

Leila Ravalico  

 

 Classe V  Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                                    

 Insegnante: Anastasia Puzzer

 

Quando sarò grande…progetti e fantasticherie

 

   Oggi è un giorno soleggiato, adesso ho l'ora d italiano e sto scrivendo il compito in classe. Sì, sono un'alunna ma quando sarò grande vorrei essere una cantante o un'attrice. Ogni volta che guardo un film o un concerto immagino di essere io al posto loro. La mia attrice preferita è Selena Gomez e il mio cantante preferito è Justin Bieber.                              

     Secondo me sarebbe molto faticoso essere un'attrice o una cantante ma anche bello perchè avrei dei fan. Dovrei andare alle intervste e sfilare sul tappeto rosso. Vorrei diventare molto famosa e se avessi molti soldi li donerei all'UNICEF e ai bambini ammalati dell'Africa. Girerei tutto il mondo e andrei in molti stati diversi. Anche se fossi famosa andrei dai miei parenti e amici e passerei le feste con loro. E poi mi divertirei molto anche se tutti mi riconoscerebbero.                                 

   Questo è tutto quello che vorrei essere da grande, ma adesso sono un'alunna e penso di finire la scuola e poi realizzare tutti i miei sogni! E come direbbe il mio cantante preferito (Justin Bieber):  Never Say Never, e se credi nei tuoi sogni, un giorno li realizzerai.

 

 

 motto STELLA GEMELLA                               

 Ivana Pilat  

 

  Classe VIII Scuola Elementare Italiana Cittanova

                                                                     

Insegnante: Anastasia Puzzer

  

Ascoltate le pietre, il mare, gli alberi che ci circondano… cosa ci sussurano?

 

In un giorno di primavera avevo deciso di andare a passeggiare. Il sole mi andava negli occhi, le farfalle volavano attorno a me, le rondini mi canatavano qualche canzoncina … tutto era così stupendo . Mentre passeggiavo avevo osservato come un signore ha buttato un fazzoletto di carta vicino ad un albero di ulivo. Non ero contenta perché in questo modo inquinava l'ambiente . Camminavo vicino alla spiaggia, ho preso una conchiglia e guardavo l'albero d ulivo. Il mare sbatteva molto forte contro le rocce, i raggi del sole lo facevano brillare. I pesciolini saltavano da una sponda all'altra. Io invece ascoltavo il bellissimo suono della conchiglia e anche quello del mare. Un vento leggero spostava i rami dell' ulivo, assieme formavano una graziosa armonia. Mi sussuravano, dicendo: “Aprezza tutto questo che vedi attorno a te! Guarda e ascolta attentamente… la natura!

 


motto CUORE 07                                         

   Alma Selmanovska  

 

   Classe VII - 1 Scuola Elementare “ Drago Milović” Teodo/Tivat, Montenegro

                                                                          

Insegnante: Sanja Radović

 

 

DESCRIVI UNA PERSONA CARA 

 

            Questa persona che descriverò è gentile,bella,cara ... Tutte le cose che lei ha fatto per me non è facile dimenticare. Questa persona è la mia migliore amica. Io la voglio molto bene.

            Lei vive in Svizzera,ha tredici anni , si chiama Giada e va in terza media. Lei ama tanto viaggiare. È la mia migliore amica dalle elementari. Noi ci siamo conosciute in terza elementare perché io sono stata cinque anni in Svizzera. Il suo colore preferito è arancione, addora andare a cavallo. È nata  in Italia ma vive nel cantone italiano di Svizzera. A lei piace tanto la campagna mentre a me no. Noi siamo molto diverse. Ha anche tanti animali in casa. E molto alta e io accanto a lei mi sento piccola. Pratica pallavolo,tennis e nuoto. È molto divertente, intelligente... Perché io non sapevo bene la lingua italiana lei mi aiutava. L`anno scorso è venuta da me in Montenegro, prima a Bijelo Polje e poi insieme siamo andate al mare sul Santo Stefano. Eravamo molto contente, siamo state una settimana a Budva. Era molto bello ci siamo divertite tanto. Siamo andate da tutte le parti della città. Di più mi sono divertita  a Budva. Uscivamo quasi tutte le sere. Andavamo al Luna parco, abbiamo visto anche i serpenti e altre cose divertenti. Lei non aveva paura di serpenti anche ha fatto la foto mentre io avevo paura di guardarla. Lei non ha paura quasi di niente. Come già ho detto lei ama viaggiare e fino adesso ha visitato Francia,Marocco,Germania e Croazia. Penso che verrà anche questa estate.

            La voglio molto bene e mi manca tanto.Questa è la storia di mia migliore amica Giada.
 

 

motto FUTURO                                                

 Nikoleta Kralj  

 

 Classe IX Scuola Elementare “ Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

                                                                         

   Insegnante: Alma Lukolić

 

Quando sarò grande... :" progetti e fantasticherie "

 

  Cosa sarò da grande? È una domanda che gira costantemente nelle mia testa. Come sarà il mio futuro? Dove lavorerò? Cosa sarò? Sono le domande che mi tormentano spesso.  

Come uno studente  eccellente i miei genitori mi suggeriscono spesso le scuole diverse. Non ho ancora un’idea chiara cosa sarà il mio lavoro futuro.  Io amo lo sport. Alleno il pallavolo da sette anni e il mio più grande desiderio è di avere successo in questo. Vorrei essere molto famosa e efficace in quello che faccio ma come una sportista questo non mi può garantire nessuno. Per questo vorrei avere qualcosa su che cosa posso contare . Quello che mi piace molto oltre all’pallavolo è un lavoro d’ufficio. Immaggino sé seduta su una poltrona di pelle in un ufficio enorme che guarda sul mare e che è stata decorata  secondo mio desiderio.

 Tuttavia, il mio più grande desiderio è il pallavolo. Che bello sarebbe avere il successo in questo sport, conquistare i trofei e le medaglie, essere primo nella lista…Ma la carriera di uno sportista può essere breve a causa di infortuni diversi che spesso succedono.

 

 Per questo voglio finire una buona scuola,un’università  con i voti buoni e di essere ricordata come una persona buona e degna.

                                                                                                                                  

 

motto  MIO FRATELLO                                 

    Haris Mujić  

 

   Classe VII Scuola Elementare “ Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

                                                                           

Insegnante: Alma Lukolić

 

" Descrivi una persona cara "

 

   A volte arrabbiato,a volte felice. A volte mi sembra di avere le ali e di poter  toccare le nuvole,le vette ghiacciate e gli occhi addormentati della mia ragazza. A volte penso che mondo è crudele e freddo e che nessuno si preoccupa per il mio brufolo, per il ciuffo nero  disordinato, per  molte cose importanti…

 

  Ma sai qualcosa? Conosco qualcuno che posso chiamare ogni volta quando mi preoccupa qualcosa, quando ho molte domande su quello che succede intorno a noi e sempre ho la risposta. Forse no sempre la precisa ma sicuramente una risposta saggia.

  Mio fratello Edin è una persona molto importante nella mia vita. Anche se è molto più grande di me, lui è sempre qui per ascoltarmi, per starmi vicino quando sono triste o felice,quando perdo una partita di calcio.. Ammetto a volte mi aiuta con la fisica ma non è un genio, però lo capisco meglio dell' insegnante e mi piace ascoltarlo.

Giochiamo  a calcio spesso insieme o vado con lui a camminare a lungo. Ogni nostro incontro è pieno di risate e divertimenti conditi con qualche segretto su alcuni occhi azzurri o baci rubati.

 

 

motto  LA MAMMA                                             

Aldijana Dibra  

 

   Classe IX Scuola Elementare “ Srbija” Antivari/Bar, Montenegro

                                                                          

   Insegnante: Alma Lukolić

 

" Descrivi una persona cara "
 

  La persona che amo di più nella mia vita è la mia mamma. Lei è sempre con me nel buono e nel male.  Mi da forza di andare avanti. Lei mi ha imparato a condividere il mondo in due colori in bianco e nero. Con la sua voce tranquilla mi dice di continuare sulla strada del bene…Lei mi segue ovunque con una voce prottetiva.

 La mia mamma è tutto nella mia vita e anche nella vita di tutti noi. Dal suo capo si vede il tempo che è passato, questi  sono i capelli bianchi, queste  sono le vecchie mani che mi hanno toccato.

Io non posso mai scrivere tutto quello che penso su di te perché tutti i libri sono piccoli. Posso solo dirti che tu sei il mio mondo e ti voglio tanto bene.