Concorso Letterario ML HISTRIA 2009

 

Sezione A  

ML H – Elementari – Lavori individuali  – Categoria “ 1 “ : 

 

 

 1° PREMIO

 

 motto COLORO CHE SOGNANO  DI GIORNO SANNO MOLTE COSE CHE SFUGGONO A CHI SOGNA SOLTANTO DI NOTTE

 

 

           Lara Vanessa Voler  - 

 

Classe IX b  Scuola Elementare Italiana  “Vincenzo e Diego de Castro“ Pirano  

     

 

Motivazione - Parole che esprimono pensieri profondi sui valori della vita e sul significato dell’esistenza. La realtà della natura è come un sogno, c’è tutto quanto di più bello si possa immaginare: luce, colore, armonia… e la vita. C’è spazio per l’amicizia reciproca, per cogliere la fortuna ed anche per sognare. Le stelle poi sono tante.

 

SE POTESSI ESPRIMERE TRE DESIDERI…

Quando ero piccola desideravo molte, o meglio, troppe cose: giocattoli, un cane, un gatto, una videocassetta, desideravo essere una principessa come Cenerentola, mi immaginavo che la vita potesse essere perfetta, piena di sogni, di desideri, di felicità, ma ben presto ho dedotto che la mia visione del mondo non era proprio corretta. Ho capito che la vita non scivola liscia come la marmellata sul panino imburrato e, che al contrario è piena di sorprese, equivoci, fatti inaspettati. La vita nasconde misteri dietro semplici apparenze. Ma a volte vorrei semplicemente fuggire, ovvero incontrare il genio di Aladino con la sua lanterna magica ed esprimere tre desideri.

Se solo potessi esprimere tre desideri! Non vorrei i soliti giochini e altri materiali plastici che si possono comprare in qualsiasi negozio, ma qualcosa di autentico, perché senza virtù genuine siamo completamente persi.

E proprio l’amicizia sincera, senza veli o finzioni, uno dei miei desideri più profondi, un valore fondamentale nella nostra vita, essenziale, di cui abbiamo bisogno come dell’acqua nel deserto; un amico che mi stia accanto nei momenti del bisogno (perché sono molti i vortici nei quali io, alla mia età potrei precipitare), mi accetti per quello che sono, non mi giudichi, mi consoli. L’amico e colui che fa un favore senza pretendere qualcosa in cambio, mi capisce, tiene al sicuro i miei segreti, sogna e spera con me, viene con me dovunque, anche contro il suo interesse. L’amico fuga le mie paure: paura di cambiare, di sbagliare, di deludere, di essere trasformata in una persona trasparente che guarda tramite occhi altrui. Inoltre l’essere umano è molto possessivo e si limita a rubare le stelle, le speranze degli altri e continua a prenderle giù una dopo l’altra. Ma cosa farà quando il cielo sarà vuoto, quando non avrà più alcun legame con un’altra persona? E proprio di questo mondo che ho paura. Perchè dovrei camminare per sentieri già tracciati? La vita ci regala molte esperienze, belle e brutte, ma dobbiamo scrivere un nuovo capitolo, andare avanti, non lasciarci distrarre da sciocchezze banali; e sono proprio gli amici, le persone che ci aiutano a mantenerci in equilibrio sul filo della nostra esistenza, sono proprio loro i gioielli da custodire e che non bisogna perdere mai. Non aver confidato un problema ad un amico è come non avergli dato l’opportunità di amarci, perché è l’amore quella condizione in cui la felicità delle altre persone è essenziale, se non abbiamo amore siamo afflitti dalla peggior malattia cardiaca che ci possa essere. (L’amore non significa guardarsi l’un l’altro negli occhi, ma fissare nella stessa direzione, avere stessi punti di vista). L’amico riesce a capire cosa c’è dietro ai miei silenzi, nelle profondità della mia anima, dietro le sofferenze e i bei ricordi. Inoltre lo splendore dell’amicizia è una mano tesa, un sorriso gentile, la gioia della compagnia e profonda ispirazione spirituale, quando scopriamo che qualcuno crede in noi. Per capire il vero senso della felicità e della fortuna dobbiamo avere qualcuno con il quale possiamo condividerla.  

E' proprio la fortuna il mio secondo desiderio che vorrei adesso esprimere.

L’amico sicuro lo si riconosce nell’incerta fortuna. La fortuna ci corregge di parecchi difetti, di cui la ragione non saprebbe correggerci. Vorrei avere molta fortuna, ma la fortuna è come una farfalla che viene e che va quando nemmeno ce ne accorgiamo, una farfalla che non possiamo catturare, ma che, anche a nostra insaputa può posarsi su ognuno di noi.

Dicono che alla fortuna che già brilla se ne aggiunge dell’altra. Ma allora il soprannominato valore sta pure nelle piccole cose, nei ricordi ingialliti e felici che conserviamo e continueremo a conservare nei nostri cuori per decenni. La fortuna sta in me e mi accompagna in qualsiasi momento; e siccome sta in me non dovrebbe dipendere da quello che possiedo, ma da quello che sono. La fortuna è pace, è libertà, l’ingenua allegria di un bambino. La fortuna è il coraggio, è qualcosa che ti riesce meglio delle aspettative ed è pure una grandezza che non sta nel mantenerci in piedi ma nel rialzarci dopo essere caduti.

Alcune persone hanno il coraggio di trascurare e sottovalutare questa virtù, ma io penso che senza di lei saremmo persi.

è sfortunato colui che non crede nella fortuna, perché l’uomo è fortunato se ha voglia di vivere, voglia di aggrapparsi alle stelle della speranza. è fortunato quando ha un motivo per effondere un sorriso modesto che lo abbellisce. 

Il terzo desiderio che vorrei esprimere è il desiderio di poter continuare a sognare, desiderare e sperare avanti in questa vita sorprendente, fatta di grandi sogni e speranze: la voglia di Voler sfruttare ed impiegare bene la mia vita in vista del raggiungimento del traguardo, che per ora è abbastanza lontano.

Dovrò prima vagare per terre ignote prima di raggiungere lo scalino più alto dei cento che compongono la mia esistenza. Ma che cosa sarebbe una vita senza speranza? Una scintilla che sprizza dal carbone e si spegne, è come quando nella torbida stagione si sente una gelida folata di vento, che spira un istante e poi va via morendo e così sarebbe anche per noi che però non vogliamo abbandonare la speranza.

Ogni giorno ci è data la possibilità di rinascere, di intraprendere un nuovo cammino, nell’alba del mattino, al sorgere del sole che splenderà solamente per noi; inoltre se cammini verso il sole è impossibile che l’ombra penetri in te. Dobbiamo renderci conto che questo è il primo giorno del resto della nostra vita e che tutti i sogni si possono avverare, se abbiamo abbastanza coraggio di seguirli.

E’ ovvio che la vita non è perfetta, e mai lo sarà ed io desidero che la speranza non mi abbandoni mai. Vorrei che questa cosa così soffice e leggera si posi sulla mia anima e canti una melodia senza parole, fatta di silenzio che non cessi mai e continui a cantare dolcemente durante le notti di oscure tempeste.

La speranza è il pilastro che regge il mondo, l’umanità tutta. Non vorrei mai smettere di sperare, perché i sogni non svaniscano, affinché le persone non li abbandonino. Tutti abbiano un paio di ali ma solo chi sogna impara ad usarle e a volare: volare libera in alto, senza aver paura di cadere, riflettere in pace; la solitudine è libertà, è come un’ancora attaccata al vuoto. Non sei legato a niente e questa è libertà, libertà di viaggiare per un oceano tutto tuo, colmo di meraviglie, pensieri che sono soltanto tuoi. A volte è doloroso scoprire che l’oggetto dei nostri pensieri è insignificante quando lo si è raggiunti ed è meglio sperare in qualcosa di irraggiungibile, che perdere e lasciare il desiderio di poter continuare a desiderare, a sognare…

è vero che ci succede parecchie volte di rimanere delusi quando scopriamo che si è avverata solo l’ombra dei nostri sogni, ma dopotutto l’uomo non è ricco e saggio se ha tutto…

I miei desideri vivono lontano, in alto, nel cielo… Forse non si avvereranno mai, forse in parte, ma io li potrò sempre ammirare in tutto il loro splendore e potrò credere in loro, sempre.

 

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2°PREMIO

 

  motto ADIDAS 95                              Erik Velan 

 

Classe VII   Scuola Elementare Italiana “Galileo Galilei“ Umago

 

Motivazione - Creativo e fantasioso con un’attenzione profonda riguardo alla spiritualità. Ammirevole il desiderio di combattere l’odio e quello di salvaguardare l’ambiente.Il desiderio della marcia in più denota il bisogno di sicurezza che raggiungerai quando potrai agire secondo le tue convinzioni e migliorare il mondo.

 

Se potessi esprimere tre desideri...

“Tre domande, tre desideri... tre domande, tre desideri... tre domande, tre desideri”...

“Errrrrrriiiikkkk!!! Svegliati! Farai tardi a scuola!!!” Accidenti! Di nuovo quel sogno. Sono già tre giorni di fila che faccio lo stesso sogno: una volpe che mi dice sempre la stessa cosa: “Tre domande, tre desideri... tre domande, tre desideri... tre domande, tre desideri...” Diventerò pazzo, non riesco a dormire, e sono stanco morto. “Sarà meglio andare” pensai prima di uscire. Mangiai una cosa al volo e corsi subito alla stazione degli autobus perché ero già in netto ritardo.

Quando arrivai, l’autobus era già lì. Parlai con un mio amico di questo sogno e lui mi disse che sarebbe successo qualcosa di inevitabile, e visto che la volpe è un animale furbo e che probabilmente dovrò usare l'ingegno. Io ci credevo perché lui è molto intelligente e sa sempre cosa bisogna fare. Scendendo dall’autobus mi sentivo strano: la testa, il busto e il cuore mi bruciavano... mi sentivo molto strano...
In quel momento pensai “Oggi abbiamo solo sei ore, finirà presto”. Seeehhhhh! Come no! È stato il giorno più lungo della mia vita- ogni ora mi sembrava durasse un’eternità. Era l'ultima ora di lezione e già mi immaginavo fuori che giocavo a pallone con gli amici.
“ Uffa!!! Non c’è la faccio più! Ma quando finisce la lezione?!?” pensai.
Stavo guardando l'orologio come i motociclisti della GP.
Finalmente il fatidico suono arrivò. DRIIIIIIINNNNNNN!!!!!!!

Nella  mia testa cantavo „ I believe I can fly˝. Corsi via verso l’autobus. Il sole splendeva e l’autobus arrivò prima, sembrava essere una bellissima giornata. Ma il mio amico nell’autobus mi aveva detto di avere un brutto presentimento, che dovevo stare attento...
Quando scesi inciampai improvvisamente, non so neanche come, e sentii un forte dolore alla testa, alla gola, al cuore e alla pancia. Dal dolore svenni a terra. Al mio risveglio c'era una volpe che mi guardava con degli occhi rossi ipnotizzatori e mi disse (con una voce stile Lucignolo di Italia 1): “ Benvenuto nella dimensione spirituale. Gran parte della tua anima è venuta in questa dimensione, ma la tua mente e il tuo corpo sono rimasti nella dimensione terrena”. Rimasi perplesso e pensai: “Accidenti, eccola! È proprio la volpe che sogno ogni notte, non posso crederci...”
La volpe continuò: “ Rispondi alle mie domande e ti saranno concessi tre desideri... Prima domanda: Chi sacrificheresti tra tua madre e la tua sposa, sapendo che un'anima deve essere sacrificata?”. Ci pensai molto bene prima di rispondere e alla fine mi decisi:“ Mi sacrificherei io, perché tu hai detto un'anima, non quale anima!!”. La Volpe a quel punto fece un breve sorriso ambiguo e mi chiese di nuovo: “ Seconda domanda: Secondo te, quanti uomini mangiava un dinosauro alla settimana?”, non capivo perché mi facesse delle domande così facili e risposi:“ I dinosauri e gli uomini non vivevano nella stessa era...”
La volpe mi guardò stranamente, si leccò i baffi e chiese: “Terza e ultima domanda: Credi in Dio? Che cosa fa battere il cuore?”
A quel punto dubitai della saggezza della volpe, perché a queste domande avrebbe potuto rispondere chiunque. “ Sì, credo in Dio e io credo che ci sia una forza spirituale che fa battere il cuore; probabilmente è l'anima, o qualcos' altro che scorre insieme al sangue!!”
Quando finì di rispondere, guardai dritto negli occhi la volpe e lei nei miei. Ad un tratto gli occhi della volpe diventarono rosso- sangue, non si vedevano più le pupille e a quel punto disse:“ Bene credo che tu sia pronta per i desideri. Avanti esprimi il tuo primo desiderio”. Tutto contento dissi:“ Facile! Il primo è! Voglio che le persone a cui voglio bene non provino più odio.” La Volpe mi fermò subito: “ È molto strano, sono 3333 anni che faccio questo lavoro e sono veramente pochi quelli che hanno espresso questo desiderio... Bene vai avanti˝. Io continuai... “ Io ho espresso questo desiderio perché se l'uomo non è in grado di provare odio sarà più rilassato, gentile e starà meglio sia fisicamente che mentalmente.” Lei mi guardava sorridente, e mi fece segno di continuare.“Il secondo desiderio è: voglio far sparire all’istante tutte le cosa inutili e inquinanti dalla terra”. La Volpe mi chiese il perché, e io risposi che il Signore ci aveva dato la terra e questa era la cosa della quale dovevano avere cura. La Volpe mi guardò ancora più felice di prima, e di nuovo mi fece cenno di continuare: “ Allora ... il mio terzo desiderio... è ...hmhm......” La Volpe mi guardò negli occhi e capì. “Lo sai, sono 3333 anni di servizio, questo non mi era veramente mai successo: non hai un terzo desiderio?!?” Le spiegai la mia teoria: “Tecnicamente io sono qui con una parte della mia anima. Una persona vive con il corpo, la mente e l’anima. Io vivrei qui e là. Inoltre, quando io sono sveglio, l'altro me dorme e quindi vivremmo parallelamente.” La Volpe, saggia com'era,  mi rispose che lo sforzo mentale sarebbe sopra ogni limite, ma io risposi:“ L'anima è una cosa non materiale e quindi il corpo e la mente non ne risentirebbero. In ogni caso, anche se fosse dannoso avrei sempre il terzo desiderio“.
La Volpe rimase esterrefatta, non so da che cosa, forse dal mio modo,di vedere le cose... Resta il fatto che dichiarò: “Io capo della dimensione spirituale, dopo i miei 3333 anni di servizio, mi congedo per far parte di questo ragazzo, affidandogli una o due

marce in più rispetto agli altri...”
In uno spicco tremendo di luce, la Volpe si dissolse nell'aria in tante piccole particelle e sentì una voce :“ Erik, Erik...sì!! si sta svegliando!!!” Accidenti, mi sentivo strano, la testa e il busto mi bruciavano da matti e sentivo una strana nuova energia dentro di me... Al risveglio mi ritrovai in una stanza d'ospedale con tutti i miei parenti che mi guardavano; mia madre mi aveva spiegato che ero stato in coma intensivo per 33 giorni e che non c'erano molte speranze che io mi risvegliassi. “ Accidenti” pensai, “i miei calcoli erano completamente sbagliati, dovevo ascoltare la Volpe. Che stupido sono stato, a pensare di essere più saggio di Lei.” 

Da quel giorno, pensai bene prima di agire, ma non è che mi serviva pensare tanto perché avevo una o due marce in più degli altri...

 

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3° PREMIO 

 

motto PESCATORE                   Manuel Rabar  - 

 

Classe V  Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” Rovigno

 

mentore Nelly Šterbic'

 

 Motivazione: seguendo un pallone finito fortunosamente in soffitta viene ritrovata la foto di un peschereccio, quello del nonno del nostro piccolo autore. Con la foto ritorna quel mondo antico che a Rovigno sopravvive nonostante l’avanzata irrefrenabile del turismo: quello che ha fatto vivere, con l’agricoltura, per secoli la “popolana dell’Istria” in quella classica dicotomia tra” pascaduri” e” sapaduri”  che ancor oggi è nel DNA della sua gente.

 

In una soffitta scopro oggetti antichi che incominciano a raccontarmi la loro storia 

 

Un magnifico giorno mentre giocavo a pallone lo lanciai contro la finestra della mia soffitta.  Andai lì a riprendermi il pallone e mentre guardavo i vari oggetti riposti vidi delle foto della gioventù di mio nonno. La foto che mi ha colpito di più era quella con mio nonno su un grande peschereccio. La foto era a colori, dietro al peschereccio c'era l'isola di Figarola dove vado ogni estate a fare il bagno e a pescare con la togna. Si vedeva un magnifico tramonto che risplendeva sul mare azzurro. Nel peschereccio c'erano molte sardelle e acciughe fresche, appena tirate a bordo. Il peschereccio si chiamava Comarcia, era una barca molto grande dove stavano molte reti, era di colore blu, bianco e rosso. La vita da pescatore è molto fantastica perché si devono calare le reti, le «nase» i «parangai»... e poi ci sono molti modi di pescare i pesci e non manca la grande soddisfazione di portare a riva il pescato. Il  pescatore affronta pure molti pericoli, deve andare fuori anche con il brutto tempo, marregiate, pioggia e vento. Deve mantenere la famiglia!

Una volta loro erano molto poveri perché non sempre si pescavano molti pesci e poi non erano ben attrezzati, come oggi.

Mio nonno aveva una batana lunga 5 metri, con la quale si potevano fare 5 mestieri che sono: calare quattro reti per le menole, pescare pesci e calamari, calare «nase» e «parangali». Il modo migliore di pescare i pesci per mio nonno, però, era calare le reti perché lui da piccolo, con i suoi fratelli, andava spesso a calare le reti e mi racconta che prendeva molti pesci, sempre!!!

Quante storie, informazioni, chiacchiere e chi più ne ha più ne metta ... sono nate da una foto, eh!

Ora questa foto «ritrovata» si trova sulla scrivania di mio nonno e ogni volta che vado da lui l'osservo nuovamente e tanti suoi bellissimi ricordi diventano anche miei.