TEMI PREMIATI SCUOLE MEDIE SUPERIORI anno 2011

Lavori di gruppo

1° PREMIO

Sara Resanovič Bevitori   -   Classe I 

                                                                                      Massimiliano Bevitori   -   Classe II

motto Lipa Noka

           Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” Isola d’Istria

             Insegnante Giorgio Dudine 

Motivazione: nel componimento viene affrontato in maniera briosa e creativa il problema della difesa dell'ambiente attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, intrecciando abilmente l'italiano e il vernacolo isolano, che rende più vivaci i dialoghi.

La raccolta differenziata dei rifiuti" 

 

EL VECIO SCOVASON

Anche oggi, come quasi ogni giorno, Bepin e Chechina s'incontrano davanti ai contenitori per i rifiuti, nelle vicinanze dei loro appartamenti. Ognuno ha in mano alcuni sacchetti. Si salutano e Chechina lo guarda incuriosita:

 

"Ma indove te ga ingrumà tante scovase? Te vivi ancora solo o te se ga trovà la morosa?"

 

"Ma che morosa!" risponde Bepin "I dir che no bisogna distruser el Pianeta, che dovemo star atenti  indove che butemo le scovase e po finisi che bisogna vignir in strada con tanti scartosi – plastica, fiasche, carta e altra roba. In sto modo anca la casa diventa un scovason. Dovaria vignir qua xò più volte, ma stago al quarto pian e far le scale stanca!"

 

Chechina non vede l'ora che il suo amico termini di parlare perché freme dal desiderio di raccontargli una novità.

 

"Te vedarà, Bepin, che presto sarà meio. Te ga savù che anca qua de noi i sta fasendo una oasi ecologica?"

 

"Ma cosa te parli, Chechina? De quando in qua in Istria xe deserti? E cosa vol dir quela parola strana. La ghe somea ala visita che ga fato a me sorela quando che la stava mal. Ecocaligrafia?"

 

"A par la Madona, Bepin, ma te son propio ignorante, sa. A parte el fato che to sorela la ga fato l'ecografia e no l'ecocaligrafia, questa xe ecologia, E-CO-LO-GI-A! Una oasi ecologica!Te ga capì. Ma dime, come te fasi a ese cusì indrio co le carte? Cosa te vivi fora del mondo?

 

"A parte che mi no so siogar a carte e che vivo sula tera, se propio te vol che te la digo duta, a mi, sta oasi me fa 'sai pensar a un bel posto, pien de palme. Me vedo xà stravacà su una bela sedia sdraio, con un pèr de lori che me sventola acioché no gabi tropo caldo, ma anca par scasar le mosche. O che bel. Son là che me ciucio una bona bibita fresca. Miga mal, no?"

 

"Ma cosa te ga capì! La oasi ecologica xe un posto indove che se trova tanti contenitori per le imondisie, in poche parole, tanti scovasoni. Te ga capì 'deso?"

 

A questo punto a Bepin e Chechina si unisce un altro interlocutore:

 

"E sì, signori miei, fra qualche giorno non ci vedremo più, porteranno via anche me!"

 

Stupiti e increduli, i due amici si girano a destra, a sinistra, guardano in alto, ma non vedono nessuno.

 

Chechina chiede a Bepin: "Cosa te son ventriloquo?" Al che Bepin, che ha un vocabolario limitato: "Ciò, no scominsiemo a ofender. No so cosa che vol dir, ma de sicuro xe una bruta parola. Dime pitosto se te ga voia de ciome pal cul fasendo la vose de omo."

 

Chechina alora: "No, te son ti che te me vol far vede stupida".

 

Ma in quel momento riprende la voce sconosciuta: "Signori, amici miei, non litigate. Sono io che parlo, il vecchio contenitore dove voi, ormai da anni, versate le vostre immondizie non qualificate."

 

I due amici, spaesati, senza parole, non sanno cosa fare. Provano a dire qualcosa, ma le parole non escono dalle loro bocche. Fermi, con gli occhi sbarrati, stanno ad ascoltare le parole del Scovason. "Fra qualche giorno mi porteranno via. Mi trascineranno in mezzo a colleghi giovani, belli, aitanti. Mi vedo già lì, spaesato, sporco e malandato. Accanto a me ci saranno senz'altro dei contenitori color marrone per i rifiuti biodegradabili. Saranno nuovi di zecca. Superbi e permalosi, anche se quando verranno riempiti emaneranno un odore sgradevole. Poi ci saranno quelli azzurri, che si metteranno a cantare ogni volta che nel loro ventre verranno gettate delle lattine. Chissà poi come si comporteranno quelli gialli per la plastica. Per non parlare dei contenitori arancione, convinti di essere dei grandi letterati, i più sapienti, perché essendo addetti a raccogliere la carta, contengono specialmente giornali e libri. Questi sono proprio i più odiosi. Saranno tutti splendenti. E io, povero, chissà se qualcuno provvederà a farmi almeno il bagno. Probabilmente no. Rimarrò sporco e vecchio, lo zimbello dell'oasi ecologica. Mi sento proprio come Calimero. Signori, scusatemi lo sfogo, ma con qualcuno dovevo parlare, altrimenti mi sembrava d'impazzire."

 

"No benedeto" dice Chechina "no sta basilar. Te vedarà che i te lavarà e forsi anca i te piturarà. Cusì te sarà bel come i altri."

 

Bepin è ancora imbambolato. Non è possibile che un contenitore parli e abbia un'anima. Eppure l'ha sentito anche lui. Ci pensa e decide il da farsi: "Senti Chechina mi devo scampar a casa parché go lasà la pignata sul fogo e go paura che me se brusi duto. Adio Chechina, se vedemo..." Poi verso l'immondezzaio, dopo essersi guardato in giro, dice sottovoce: "Adio Scovason, bona fortuna!" E veloce corre verso casa.

 

"Speta Bepin che vegno anca mi". Ma Bepin è sparito. Pertanto anche Chechina, sottovoce augura buona fortuna al contenitore e scappa via.

 

Qualche giorno dopo il vecchio immondezzaio non è più là. L'hanno portato nella nuova oasi ecologica. Purtroppo è tutto come aveva previsto. Si sente spaesato e mal accettato da tutti questi suoi colleghi tirati a lucido e superbi.

 

È il primo giorno di lavoro del nostro contenitore che tra se pensa "Voglio proprio vedere quali saranno le novità e come si comporteranno le persone".

 

Arriva una mamma con la sua bambina. Le spiega: la carta va qui, la plastica qui, e in questo vecchio devi gettare il resto dei rifiuti.

 

"Come avrete capito, sono io quello che accoglie le immondizie che non servono a niente. Ma in questo caso, nel sacco che entra nella mia pancia contiene anche rifiuti biodegradabili e carta. Male! La signora sta dando un brutto esempio alla figlia. Speriamo che non siano tutti così."

 

Dopo un po' di tempo arriva una nonnina col bastone. "La riconosco, faceva la maestra. Sicuramente ora sarà in pensione. Con un piccolo contenitore getta i rifiuti biodegradabili nel collega marrone, qualche giornale dal collega superbo e una bottiglia nel collega del vetro. Da me getta poca roba. Lei si che rispetta le regole del riciclaggio. Fossero tutti così... Ahi, ahi, ahi! Arriva un ragazzino senza immondizie. Che ci fa da queste parti? Non so perché ma mi ispira poca fiducia. Aspetta che lo controllo. Ecco! Lo sapevo! Getta un petardo nel contenitore per la carta. Anche se non mi è simpatico, sono veramente addolorato per il signore dal vestito arancione che a causa del tiro provocato dal ragazzino, prende fuoco e si lamenta dai dolori per le bruciature."

 

Passano i giorni e ognuno deve sopportare dei maltrattamenti. Le lattine vengono gettate con i liquidi, la plastica finisce tra il vetro, attorno ai contenitori si accumulano sporcizie che fuoriescono dai sacchetti e poi vengono lasciate li.

 

"Eh sì, c'è un gran parlare di raccolta differenziata, ma a quanto sembra le persone non sono ancora pronte ad affrontare le regole." Sentenzia il nostro amico contenitore. "Pertanto, anche se non sono studiato come il collega della carta, mi sento di dire VERBA VOLANT, SCOVASE MANENT.

 


 

2° PREMIO

   Ilaria Valenta,  Katerina Visintin,  Ilaria Vižintin

motto ex-novo

Scuola Media Superiore Italiana Leonardo da Vinci Buie Classe II ginnasio

   Insegnante Larisa Degobbis  

 Motivazione: i ragazzi svolgono un tema su un argomento che sentono molto importante: come diminuire l'inquinamento terrestre. La raccolta differenziata dei rifiuti, non molto diffusa in Istria, a loro sembra un buon inizio per la risoluzione almeno parziale di questo gigantesco problema. I giovani soprattutto devono pensare al  proprio futuro ed è enorme la rabbia di come "l'umanità è troppo egoista per vedere quello che sta realmente accadendo". Lo stile è asciutto, pur lasciando trasparire un appassionato coinvolgimento dei ragazzi per le sorti future del nostro pianeta.

"La raccolta differenziata dei rifiuti"

Qualche tempo fa ho fatto un viaggio con la scuola in una città all'estero dove sono stata ospitata da una famiglia per una settimana. Il soggiorno in quella città mi è stato utile per capire, almeno in parte, i loro usi e il loro stile di vita, che detto con franchezza, è assolutamente migliore del nostro. In particolare mi ha colpito una cosa, che da noi in Croazia non è molto praticata: fanno molta raccolta differenziata. Questo mi ha fatto pensare, e ho fatto un confronto tra quella città e la mia.

In Croazia, o per meglio dire in Istria, che è la zona che conosco meglio, non è usanza fare la raccolta differenziata. In quella città, invece, i cestini sono divisi in tre parti e ogni uno ha un colore diverso, in modo da poter differenziare maggiormente i materiali. Anche le famiglie fanno la raccolta differenziata, cosa che da noi pochi fanno. La cosa stupefacente è, o almeno per me e per le mie compagne lo era, che la raccolta differenziata è una cosa assolutamente naturale, e hanno ragione. Io a casa mia la faccio e per questo non ne sono rimasta sorpresa più di tanto, ma certe mie amiche hanno commentato la cosa in modo aspro. Non è nostra usanza fare la raccolta. Assolutamente sbagliato! Dovrebbe essere il contrario, dovremmo promuovere questo genere di cose, perché queste cose aiutano noi, ma soprattutto aiuteranno le persone che vivranno in futuro su questa Terra. Il nostro pianeta infatti ha già abbastanza problemi, tra il buco dell'ozono, l'inquinamento, le catastrofi naturali che ultimamente stanno facendo sempre più stragi e sempre più morti, il problema dell'energia, del carburante, dell'acqua potabile che sta per finire...la lista è lunga. E perché tutti noi non potremmo dare una mano? Perché non potremmo per una volta mettere da parte tutti i pregiudizi e fare una cosa che serve per il bene di tutti? No! Sarebbe troppo bello pensare, per una volta, a cosa è meglio per tutti, sarebbe troppo bello che, per una volta, i politici pensassero alla salute propria e della propria gente e non soltanto a riempirsi le tasche. La raccolta differenziata la reputo una cosa importante, un piccolo gesto che dovrebbe già far parte della nostra quotidianità, ma come ciò può avvenire se lo stato non ci offre nemmeno i mezzi necessari? Sarebbe utile che ci fossero enormi bidoni per la differenziata in ogni città, non soltanto in quelle più grandi. Facendo riciclaggio, si possono prevenire catastrofi future, si possono, con il tempo, diminuire i problemi dell'inquinamento. Può sembrare una cosa stupida, ma è vero, spesso sono le piccole cose che fanno la differenza. Ed è proprio la differenza che ci serve in questo momento, in un momento di crisi, non soltanto economica, c'è bisogno di qualcosa che dia una spinta agli uomini, che dia una marcia in più per credere nel futuro.

Per noi giovani il futuro è un enorme incognita, tra crisi finanziarie, pochi posti di lavoro, ma soprattutto con la consapevolezza che la nostra Terra si sta consumando sempre più, e che si consumerà totalmente se non ci decidiamo a cambiare qualcosa. Io credo che le catastrofi naturali di questi ultimi tempi siano un allarme, un allarme che dovrebbe far pensare, anzi, far agire le persone. Ogni grande eroe ha bisogno di un aiutante, come Batman aveva Robin, la Terra ha bisogno di noi. Ma riflettendo un attimo non è la Terra che ha bisogno di noi, siamo noi stessi ad aver bisogno di aiuto. Ma chi altro potrebbe porgerci una mano? In questo Universo deserto, chi altro potrebbe salvarci dall'autodistruzione? Nessuno, tranne noi stessi. Siamo noi che dobbiamo pensare al futuro, siamo soprattutto noi giovani che portiamo questo fardello sulle spalle, siamo noi giovani che abbiamo davanti tutta la vita e ci aspettiamo il meglio, come è giusto che sia. E perché non può essere così? Perché l'umanità è troppo egoista per vedere quello che sta realmente accadendo? A che serve mentire, e poi a chi? A noi? Sono domande a cui non c'è risposta. Ma, d'altronde, non ci servono solo risposte, a noi servono i fatti.

Sto divagando, lo so. Ma come non farlo con questo tema. La rabbia che si accende quando parlo di questi temi e del mio futuro, è enorme. E le parole non basterebbero per farlo capire. Il mio è un pensiero anche un po' astratto, ma credo di non aver torto del tutto. Credo che tutti noi ci meritiamo una vita felice, e gli unici che possono fare qualcosa siamo noi, noi che in questo momento abitiamo in questa enorme casa, e siamo noi quelli che dovranno abitarci per sempre. Quindi, cominciare con un piccolo gesto, come fare la raccolta differenziata, è fondamentale. Gli edifici più importanti si iniziano a costruire con delle solide fondamenta, ed è così che ognuno di noi dovrebbe fare, cominciare a costruirsi un futuro con delle solide fondamenta, che nessuno mai vedrà, ma che per noi saranno vitali. La raccolta differenziata è un buon inizio, un buon fondamento. Anche le persone che ormai la loro casa l'hanno quasi terminata devono capirlo, e devono aiutare noi giovani a costruire una casa solida, un buon futuro, cominciando da poco, dalla raccolta differenziata.


       3° PREMIO

Petra Bajić,  Enid Vidaček

motto buona idea

Classe III a  Liceo Generale Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” Pola
                                                                                                                                           
 Insegnante Annamaria Lizzul

 

 
Motivazione: dopo una visita dai nonni e dai cugini in Campania, le due ragazze protagoniste dell’elaborato, animate da un forte senso di responsabilità, si interrogano sul futuro del mondo e sul problema che rappresenteranno i rifiuti, in un futuro anche prossimo. Eppure per loro basterebbe un piccolo sforzo, una presa di responsabilità da parte di ognuno per migliorare sensibilmente la situazione e viaggiare verso la soluzione!

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI

 

 

Ogni giorno il nostro pianeta deve combattere contro una quantità sempre più grande di rifiuti, contro discariche più o meno abusive e situate nei luoghi più disparati. Tonnellate e tonnellate di materiale riciclabile viene buttato via inutilmente, e vengono così sprecate risorse naturali che ormai si stanno esaurendo.La Terra e ogni forma di vita che la abita soffrono perché il loro habitat naturale sta scomparendo rapidamente, rimpiazzato da enormi montagne di spazzatura che non cessano di aumentare; la gente vive in quartieri pieni di materiale di scarto che intasa le strade. Eppur ci sono modi per liberarsene e questo problema si potrebbe risolvere con un buon riciclaggio che, però, non è ancora entrato a far parte delle nostre abitudini quotidiane.
Noi siamo due sorelle completamente diverse per carattere e per gusti, ma siamo accomunate dall'amore per i viaggi e dal desiderio di scoprire cose nuove ed entusiasmanti. Ci rechiamo spesso in Italia e ogni città ci fa riaffiorare molti bei ricordi, ma tra tutte ci è rimasta impressa particolarmente una: Napoli, purtroppo ,però, non solo per il suo fascino...

 Un mese fa i nostri genitori hanno deciso di mandarci due settimane in Campania da nonni che vivono nella periferia di Napoli. Non avendo altra scelta, e non avendo niente da perdere, abbiamo accettato e, dopo una giornata intera di preparativi, siamo partite.
Ci stavamo pian pianino convincendo che, dopotutto, le vacanze non sarebbero state così tremende, quando dal finestrino dell'aereo abbiamo intravisto lo stato nel quale si trovava la città: spazzatura abbondante dispersa per i quartieri, discariche sovraccariche, vecchie macchine ammassate in vicoli ciechi. Insomma, un panorama scioccante.
Arrivate dai nonni siamo state accolte molto calorosamente, anche dai nostri cugini Alissandro e Antunella. Abbiamo trascorso i primi giorni in modo tranquillo senza eventi particolari da ricordare. Il quarto giorno Alissandro ci ha portate a fare un giro in cento città dove abbiamo visto scenari per noi impensabili: sporcizia ovunque. Alissandro ci ha spiegato che loro da anni convivono con il problema della raccolta dei rifiuti e che già da tempo si cerca di trovare inutilmente una soluzione. Siamo rimaste molto colpite dalle sue parole, a tal punto da sognare cumuli di sacchetti con rifiuti.
Quando abbiamo chiesto ai nostri nonni e cugini se loro avevano fatto comunque qualcosa a tal proposito, non hanno saputo risponderci, evidentemente il loro contributo era stato nullo. Chiedendo loro se riciclavano la spazzatura, abbiamo capito che sull'argomento non sapevano praticamente niente. Così abbiamo deciso di riferire loro tutto quello che abbiamo imparato sull'argomento a scuola.

Abbiamo spiegato che il riciclaggio è importante per l'ambiente perché così non si consumano risorse naturali e si riutilizza l'immondizia che altrimenti inquina ulteriormente l'ambiente. Riciclare è più semplice di quanto si pensi: facendo la raccolta differenziata dei rifiuti si dà un contributo, seppur piccolo, alla salvaguardia dell'ambiente. Basta dividere i rifiuti solidi da quelli liquidi e buttarli negli appositi contenitori. In questo modo si separano il legno dal metallo, la carta dal vetro e dalla plastica. Il resto del lavoro ricadrebbe sul comune che dovrebbe fornire la città di appositi cassonetti, nonché promuovere il riciclaggio magari, ricompensando il singolo cittadino per l'impegno profuso. Infatti, se il comune non aderisce al progetto della raccolta differenziata, è difficile che il cittadino se ne prenda completamente carico. Si potrebbe anche responsabilizzare il sindaco mandandogli lettere e richiedendogli  prenda provvedimenti, e, insistendo, se serve. Una seconda proposta richiede un po' più di sacrificio: se il nostro comune snobba i nostri consigli, si potrebbe fare una visita al comune piu' vicino in cui il riciclaggo è ormai ben avviato e prendere spunto dalla loro esperienza e metterla in pratica. Per sensibilizzare i cittadini a prendere coscienza del problema, bisognerebbe impegnarsi molto di più e cominciare quanto prima, perché dando anche un minimo contributo, all'apparenza inutile, si garantisce concretamente un futuro più pulito e piu' profumato al pianeta Terra.
I nonni sono rimasti entusiasti dei nostri suggerimenti e ci hanno detto che, avendo loro tanto tempo a disposizione, non sarebbe difficile fare dei sacrifici pur di sostenere l'iniziativa dello smaltimento dei rifiuti e assicurare condizioni igieniche migliori a Napoli.
Ritornando a casa abbiamo riflettuto molto sull'argomento e siamo arrivate alla conclusione che, sicuramente, Napoli non e' l'unica città con gravi problemi di sporcizia e che purtroppo questa è solo la punta dell'iceberg. Infatti, in un futuro non molto lontano la Terra sarà soffocata dalla spazzatura che noi cittadini produciamo quotidianamente sempre in maggiori quantita' e, se non si interviene prontamente, la vita sul pianeta è destinata a spegnersi. Riciclare è un modo per prendersi cura dell' ambiente e, quindi, invece di buttare la carta o la plastica nello stesso cestino, buttiamola nel contenitore specifico. Con un piccolo sforzo comune contribuiremo alla salvaguardia del pianeta, l'ambiente sara' meno inquinato, la Terra respirera' meglio e le condizioni di vita saranno di gran lunga piu' favorevoli per ognuno di noi.